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sabato 24 novembre 2007

LETTERA APERTA A UN RAGAZZO

Ciao ... ,
oggi abbiamo scambiato quattro parole, ho atteso una tua riposta che non arrivava, poi sono dovuto andare dal dottore, l’ho scritto e sono uscito. Ho lasciato la chat aperta perché pensavo che sarei tornato in massimo mezz’ora. Ho cercato di fare tutto di corsa, fino all’affanno, per ridurre al massimo i tempi... poi ho trovato che la chat l’avevi chiusa e ne avevi aperta un’altra che conteneva una lunga serie di messaggi inquietanti, li ho letti, mi è presa un’angoscia profonda, mi dici “anche tu mi lasci solo”, ma ti giuro che non ho mai avuto nessuna idea del genere, quello che mi spaventa è quello che dici perché sono le frasi tipiche dei tuoi momenti neri. Le ho sentite in un altro pomeriggio quelle stesse frasi, ma allora una conversazione c’è stata, oggi no, ma te lo posso giurare dovevo solo andare dal dottore, non avevo nessuna intenzione di lasciarti solo, poi ho provato a mandarti anch’io una serie di messaggi... alcuni tornavano indietro e altri no, tu eri in linea ma “non al computer” e ho riprovato, ho riprovato molte volte ma non hai riposto e, ti giuro, ho sentito dentro l’angoscia crescere, ho provato un senso si frustrazione e di impotenza totale, come quello che vuole disperatamente una cosa ma non riesce a farla e riprova e riprova ancora ma sempre senza successo. Stare in una situazione del genere è angosciante. L’ultimo messaggio non è tornato indietro, quindi la tua chat è ancora aperta... ci sto veramente male e non posso fare nulla. Quello che penso di te lo sai benissimo, quanto sei importante lo sai benissimo, non c’è bisogno che io ti ripeta queste cose, mi hai scritto cose bellissime che mi hanno fatto felice perché ti ho sentito sereno. In quei momenti la tua felicità era la mia, ma quando sei nei momenti neri si contagia anche la malinconia, anche l’angoscia, e io adesso sto male perché tu stai male e non è nemmeno possibile parlare, da quando sono tornato a casa sono rimasto incollato al computer ad aspettare che tu finalmente comparissi sulla tua chat, ma non è successo... Cerco di distrarmi facendo altro ma non riesco a concentrarmi su quello che leggo e ho sempre l’occhio sulla tua chat che resta immobile. Poi sento il suono del messaggio in arrivo e vado subito a vedere, ma è il mio ennesimo messaggio che torna indietro. Basta, è tutto quello che avevo da dire. Per contattarti ho solo msn, posso solo aspettare. Ecco, adesso non sei nemmeno più in linea.

giovedì 8 novembre 2007

CIAO JAVIER 3

Oggi è stata una tipica giornata convulsa avrei voluto fare mille cose che mi interessavano e invece ho fatto altro dalla mattina alla sera... parenti che arrivano da lontano... aeroporto, disbrighi di pratiche, supermercato, cucina, intrattenimento ospiti con faccia più o meno allegra.. stanchezza terribile, fiato corto, sensazione di buttare via il tempo appresso a brave persone con le quali non avrò mai la possibilità di fare un discorso serio, in sostanza una recita continua, non sgradevole, per carità, sono realmente brave persone ma non appartengono al mio mondo e non si può fingere una partecipazione effettiva di fronte a se stessi... Insomma vedevo scorrere le ore e pensavo che avrei voluto stare al mio computer per cose che mi premono veramente. Ho sentito Javier in chat stamattina poco prima di uscire di casa e dopo che abbiamo scambiato le prime battute, l’idea di chiudere il computer per andare in aeroporto si sembrava ancora più sgradevole... ci siamo dati appuntamento per stasera, ma Salvatore mi ha informato che stasera Javier non potrà... e allora gli dedico questo post. Caro Javier, abbiamo scambiato solo poche frasi oggi... ma ti posso dire che ne sono rimasto colpitissimo, hai usato espressioni molto forti... e molto vere, in pochissime battute hai dato un’immagine di te e quella immagine mi è rimasta in mente e ho ripensato alle cose che hai detto, anche se di te in pratica non so quasi nulla. E adesso ti voglio palare di una cosa che mi è accaduta stasera su msn, avevo conosciuto ReMindZ su uno dei miei blog. (Storie Gay http://nonsologay.blogspot.com/) con lui sono stato in chat parecchie volte ma erano alcuni giorni che non ci si sentiva. L’ultima volta la chat era stata gradevolissima, scherzosa, insomma veramente una cosa bella e poi credo di poter considerare ReMindZ un amico, però era un po’ di tempo che non si sentiva. E quando succedono queste cose il cervello si mette in moto. Non si tratta di una conoscenza episodica, con ReMindZ c’è un contatto non formale, il non sentirlo non poteva derivare da incomprensioni, che ormai credo tra noi sono molto improbabili. Oggi abbiamo parlato.... non una chat nel senso di chiacchiere ma un modo di sentirsi vicini... un modo di rendersi conto che quello che si dice non cade nel vuoto e che nella vita di un’altra persona puoi non sentirti un intruso, e in fondo i colloqui con ReMindZ non sono mai stati banali. Gli ho detto che qualche volta temo di essere importuno ed evito di chiamarlo in chat, mi ha detto: fallo sempre, tu puoi. Queste sono state le parole conclusive della chat, e credo che non le dimenticherò più! E ancora adesso sto ripensando alla chat con ReMindZ, quanti pensieri. Ormai ci si conosce un po’ e si finisce per partecipare veramente l’uno alla vita dell’altro

giovedì 25 ottobre 2007

CIAO STELLA

Ciao Stella,
un brevissimo pensiero circa la nostra chiacchierata di ieri sera. Un vecchio gay come me ha effettivamente molto da imparare, ha una visione limitata del mondo, è intollerante, aggressivo, distruttivo... in questo hai ragione... ma poi impara e può cambiare rotta di 180°. Non ho mai avuto la sensazione che un dialogo tra noi fosse impossibile, difficile sì, ma non impossibile, solo in qualche momento ci siamo impantanati su questioni di tipo letterario e “sembrava” che fossimo sul punto di mandare tutto in malora per questioni del genere... (come è assurda la vita!) ma non è successo e ne sono molto contento... Come abbiamo detto ampiamente ieri sera, sulle tue visioni dell’arte non ti seguo proprio perché non le condivido (arrabbiati se vuoi! ... ma non lo farai) ... ma poi, quando si riesce a uscire dai maledetti “discorsi impegnati” e si scherza un po’... le cose cambiano. Qualche scambio di battute spiritose vale più di una discussione di principio sul senso dell’arte. Stella, sei una persona come si deve, adesso che ci siamo conosciuti meglio, dire una cosa del genere ha un senso non formale. Il clima disteso che si è stabilito via via e la fiducia reciproca hanno reso la conversazione molto gradevole. Se e quando vorrai sarò ben felice di parlare con te. Valeva la pena di fare la tua conoscenza! Grazie e quando ti va, fatti viva! ... in fondo anche i gay hanno un’anima!