giovedì 15 settembre 2011
AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT
giovedì 14 maggio 2009
FORUM PROGETTO GAY
Sono lieto di comunicare a tutti gli amici di Progetto Gay, che da oggi il FORUM PROGETTO GAY è nuovamente online, all’indirizzo:
http://progettogayforum.altervista.org
il nome è facile da ricordare e il servizio gode finalmente di un proprio separato data base il che significa che se ne può effettuare il backup. La piattaforma è affidabilissima. Le condizioni di sicurezza sono ottimali. Per dare vitalità al nuovo forum, che resterà quello definitivo di Progetto Gay, invito tutti coloro che erano già registrati sul vecchio forum a registrasi nuovamente su questo e ad usarlo e anche, ovviamente, a diffondere la voce circa la non utilizzabilità del vecchio forum, dato che non è possibile pubblicare su quel forum alcun avviso.
Cercherò in tempi brevi di trasferire sul nuovo forum il maggior numero di articoli possibile per alimentare il dibattito e per incrementare la presenza del nuovo forum sui motori di ricerca. Ricordatevi che un forum è solo uno strumento tecnico e che la ricchezza e il senso di un forum dipendono solo dai contenuti che gli utenti vi inseriscono.
Progetto Gay ha sempre avuto caratteristiche qualitative uniche di serietà e di onestà intellettuale. Chi arriverà sul Forum di Progetto Gay troverà un ambiente qualificato in cui potersi confrontare con persone interessate a conoscere e a capire la realtà del vero mondo gay, mille miglia lontano dai modelli che i media propongono.
Progetto Gay non ha nulla a che vedere con i siti di incontri e con le chat erotiche. Il Forum è stato predisposto a livello tecnico in modo da rendere impossibile qualunque azione di disturbo nei confronti degli utenti e di garantire la loro privacy in modo assoluto.
Ringrazio di cuore quanti mi hanno dato una efficacissima mano per rimettere in funzione il forum in brevissimo tempo, non li cito per motivi di privacy, ma è merito loro se la sosta è stata in fondo breve e se da oggi il FORUM PROGETTO GAY è di nuovo pienamente operativo.
sabato 24 gennaio 2009
UN GAY SENZA PROSPETTIVE
Ciao Project,
non pensavo proprio di poter parlare con te, per questo ti avevo scritto questa e-mail. Purtroppo dovevo scappare e abbiamo potuto parlare pochissimo e allora di mando anche l’e-mail così puoi capire meglio. Fanne quello che vuoi, cioè, se vuoi bubblicala, anche se realmente potrebbe fare più male che bene. Se posso ti richiamo stasera.
Franco
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Ciao Project,
non penso che tu possa ricordarti di me, Franco il 23enne (ora 24enne) di Genova, ci siamo conosciuti diversi mesi fa, era estate (i primi di giugno) e ti ho mandato un’e-mail, abbiamo parlato poco. Io allora avevo ancora le idee confuse (storie con ragazze ma anche fantasie gay, anche se solo fantasie, non accettavo proprio l’idea di essere gay). Adesso le cose sono cambiate, non ho più una ragazza ma mi sento solo come un cane. Ho le mie fantasie gay, probabilmente significano che sono gay, certo, ma tanto sono e resteranno solo fantasie. Non sono mai stato uno spaccamontagne, ho vissuto sempre stando in disparte, amici pochi e sono amicizie formali e poco più, comunque ragazzi dei quali non mi posso fidare del tutto. Almeno con le ragazze ci parlavo, non di sesso, ma di tante cose sì, loro pensavano che fosse l’anticamera di una storia d’amore io, almeno nell’ultimo periodo, capivo perfettamente che non era così, ma mi sentivo coccolato, le attenzioni di una ragazza le sentivo, anche se in fondo erano attenzioni rubate. Dovevo driblare e giocare a fare il ragazzo timidissimo e inibitissimo per evitare complicazioni sessuali. Una volta sola ho mollato e ho avuto un rapporto sessuale con una ragazza che, tra l’altro non mi è dispiaciuto affatto, quell’esperienza non l’avrei ripetuta ma non è stata affatto sgradevole e questo mi ha spiazzato ancora di più e mi ci sono voluti dieci mesi in più per capire che non ero comunque etero. Adesso tutta questa fase è passata, ma questo significa che ho solo chiuso con le ragazze, ma sull’altro fronte, che adesso so con certezza che è quello mio, non ho fatto il minimo passo avanti. In locali gay non ci andrò mai e non ne ho nemmeno la curiosità e poi la paura delle malattie mi divora. Non mi sono mai iscritto a chat o a siti, nemmeno a progetto gay, mi potrai dire che forse è troppo, ma per me è così, e anche contattarti mi è costato moltissimo, ho dovuto vincere delle remore profonde, non per te, ma per il fatto che non sono abituato a parlare di certe cose. Project, adesso che faccio? Non ho nessuno, penso solo a lavorare e quando sto a casa passo tutto il tempo a dormire. Sembrerà paradossale ma quando stavo con le ragazze stavo meglio. Allora la notte mi chiudevo nella mia stanza e mi mettevo a cercare contenuti gay su internet, adesso non faccio più nemmeno quello, non ho proprio voglia di andare avanti. Due mesi fa mi ero iscritto a una piscina, sai tutte quelle cose che si dicono sullo spogliatoio ecc. ecc., beh, con me è durata due settimane. Non conoscevo nessuno, c’erano solo due ragazzi che mi piacevano veramente ma stavano sempre tra loro e io non volevo sentirmi il terzo incomodo. Le mie fantasie su quei ragazzi le ho fatte, ma quando poi mi trovavo lì, mi dicevo: ma che ci sto a fare qui? Poi ho smesso di andarci, tanto non potevo nemmeno scambiare due parole con nessuno. Da quando ho mollato la piscina mi sono chiuso ancora di più. In pratica mi resta solo il lavoro, che non mi piace ma ci devo andare per forza e forse è meglio, altrimenti mollerei pure quello perché è pieno di gente che non fa che strillare e litigare dalla mattina alla sera. Non provo gusto nemmeno a masturbarmi, qualche volta lo faccio, ma proprio per ammazzare il tempo, in realtà credo che mi stiano passando anche le fantasie gay, quelle etero non ci sono più da moltissimo tempo, giorni fa ho fatto un esperimento, sono andato su un sito di video porno e ne ho visto uno, dopo un minuto l’ho chiuso, mi sembrava una cosa ridicola. Certe volte spero di avere la febbre per potermene stare a letto tranquillo senza andare a lavorare. La sera, quando comincia a fare buio mi viene una malinconia terribile. Ho l’angoscia del tempo che passa. Quando ho compiuto 24 anni non se lo è ricordato nessuno, nemmeno mia madre, e io ho evitato di fare commenti che tanto non servono a nulla. Ma perché scrivo queste cose a te, che sei in fondo uno sconosciuto? Chi lo sa, forse potresti capire qualcosa in più, o forse ho solo bisogno di sfogarmi senza nemmeno aspettare una risposta.
Trovare un ragazzo che mi voglia bene? Ma a chi? A uno come me, che nella vita non ha concluso nulla? Ma perché un ragazzo dovrebbe volermi bene? Ce ne sono tanti di ragazzi felici, anche gay, sì, ma quelli si innamorano tra loro, e io non ho nulla a che vedere con quei ragazzi.
Project, ti allego il mio contatto msn ( omssis ) , se ti va e mi vedi in linea, chiamami, a me farebbe piacere
Franco
Se volete potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Nuovo Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.gratisforum.tv/viewtopic.php?f=17&t=168&p=173#p173
martedì 26 febbraio 2008
SCORAGGIAMENTO GAY
giovedì 31 gennaio 2008
GESTIRE UN FORUM GAY
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Penso che lui sbaglia quando parla di sesso e sul fatto di aprire un' area riservata. Project è stata una persona che mi ha dato e da consigli su come affrontare alcune situazioni, su come comportarsi ma non approfondisce il discorso "sesso" perché un 19enne potrebbe subito fraintendere ed è per questo che le premesse di Project vanno rispettate così come il distacco che lui mantiene nel parlare liberamente di sesso. Io ho 25 anni e ho le mie esperienze e se uno mi parla al primo accenno di sesso esplicito non ci vado a far caso mentre un 18enne (per mancata esperienza) potrebbe fraintendere. Poi circa l'area riservata penso sia una cattiva idea perché nei forum non c'è solo gente pulita che ha voglia di scambiarsi idee, purtroppo c'è anche gente grande di età che potrebbe approfittare della situazione e dare vita magari a discussioni con un secondo fine facendo decadere quel clima soft che si era creato. Ci sono in giro uomini che non fanno altro che raggirare le persone sopratutto i ragazzetti di 16,17,18...anni promettendo loro chissà cosa. Quindi dovremmo ringraziare Project se non ha mai oltrepassato i limiti e se ha creato un forum in cui ci si racconta tutto senza mai scadere nel volgare o sesso esplicito, quello come ha detto lo stesso Marco lo si può trovare ovunque e allora perché non elogiare un forum (quale appunto quello di Project) in cui i ragazzi mantengono quel clima di castità che al nostro tempo si è perso e che dovrebbe essere ricercato.
Sono d'accordo con Marco, invece,su punto n°1 ovvero dove richiede più spiegazioni sul concetto di "Ragazzo Gay" e prevenire quelli che verranno in futuro. Questo perché sui forum ci sono anche i ragazzini che hanno voglia di sapere e di conoscere il mondo gay perché magari non hanno nessuno che li aiuti.
Project volevo proporti io personalmente una cosa che mi sta a cuore, mi piacerebbe trovare sul tuo forum una sorta di "telefono amico" in cui tu o chi per te da consigli sui problemi come la solitudine, l'esclusione dalla società, l'emarginazione dei gay...tutti problemi che magari vengono affrontati dagli altri utenti ma non da una persona esperta. Forse chiedo una cosa irrealizzabile ma così come Marco non esiterebbe a iscriversi se gli crei un'area riservata ad un pubblico adulto, io non esiterei ad iscrivermi sapendo che lì c'è qualcuno a cui posso chiedere aiuto e/o consigli.
A presto CIAOOOOOO!!!
Steven
30 gennaio 19.42”
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Ciao Steven,
stamani, aprendo il blog sono stato contentissimo di trovare questo tuo commento. Come ho avuto modo di scriverti in riposta alla tua precedente, leggere un tuo messaggio mi è graditissimo perché anche se ci si sente poco in termini quantitativi, non si tratta certo di cose poco significative e questo tuo ultimo commento mi fa sentire orgoglioso. Effettivamente con te non mi è mai capitato di parlare di sesso, non certo per un rifiuto a priori ma semplicemente perché non se ne è mai data l’occasione. Con altri ragazzi è successo ma mantenendo una posizione necessariamente esterna e distaccata. Forse proprio per questa ragione, quando mi è capitato di parlare esplicitamente di sesso, non mi sono mai trovato di fronte a nessuna forma di fraintendimento. Quanto all’area riservata del Forum, come ho già detto, non penso sia una buona idea perché il Forum (ma il discorso vale anche per i blog) deve essere uno strumento utile di confronto e di discussione seria, anche su questioni attinenti il sesso, ma viste nel quadro della vita complessiva di un ragazzo gay. I blog e il Forum di Progetto Gay sono ambienti molto selezionati, destinati ad un’utenza seria, la sola idea che possano in qualche modo diventare luoghi di interesse per persone di pochi scrupoli a caccia di ragazzi inesperti mi fa rabbrividire. Cerco di esercitare il massimo controllo sia sui blog che sul Forum per mantenere un’atmosfera di serietà (non di seriosità) e soprattutto perché questi spazi mantengano in pieno la funzione per cui sono stati creati. Si può parlare ovviamente di tutto ma le persone educate sanno farlo in modo adeguato. I ragazzi sono ragazzi, è ovvio, e parlare di sesso è una priorità importante, ma Progetto Gay non è e non dovrà mai essere associato in nessun modo all’idea di porno. Progetto Gay è e vuole rimanere “per tutti” e creare aree con restrizioni di accesso, a mio giudizio, non è conciliabile con lo spirito di fondo del progetto (cosa che, tra l’altro, lo stesso Marco ha riconosciuto ampiamente).
Quanto alle proposte di Marco con le quali sei d’accordo devo dire che sono d’accordo anch’io. Sia per quanto riguarda l’idea di “Ragazzo Gay” che è effettivamente quanto mai vaga, sia per quanto riguarda l’idea di riservare una sezione del forum ad una informazione generale dedicata ai lettori più giovani. Questa ultima proposta, in particolare, penso possa avere una importanza sostanziale notevolissima. E’ una cosa che si può realizzare certamente, ma per metterla in pratica ho bisogno di aiuto ti spiego perché. Io passo in chat con ragazzi gay in media 10 ore ogni giorno, ma talvolta sto in chat tutta la notte e nei giorni di festa non ci sto meno di 15/16 ore, tutto questo mi mette a contatto con la realtà mondo gay in modo molto diretto, ma i miei interlocutori, in genere, non sono non sono ragazzi giovanissimi. L’età media dei ragazzi di progetto gay è tra i 25 e i 26 anni, e questa è anche l’età media dei ragazzi con cui sto in chat, i ragazzi sotto i vent’anni sono pochissimi, i minorenni sono rarissime eccezioni. Mi rendo conto che la coscienza di essere gay si acquisisce in forma più o meno netta molto prima dei 20 anni, ma in sostanza non ho esperienza diretta del contatto con ragazzi gay di quell’età. Ti sarei grato (ma il discorso è esteso a chiunque voglia darmi una mano) se volessi suggerirmi come, in concreto, avviare la cosa. Io posso provare con buona volontà ma ho bisogno di collaborazione.
E adesso vengo all’ultima proposta che, non ti nascondo, non mi sarei mai aspettato. Un’idea simile io non l’avrei mai avuta, ma se me la proponi significa che ha un senso. Mi lusinga molto che tu mi possa considerare una persona esperta ma la parola esperto in genere si dà a persone titolate per svolgere un’attività. Io non sono uno psicologo, non sono un medico, non ho alcun titolo che mi abiliti a dare consigli. Io sono solo un gay anziano che, come tutti, ha una sua particolare e specifica esperienza della vita gay e una sua particolare e specifica visione delle problematiche connesse. La conoscenza che ho del mondo gay si è stratificata negli anni e ultimamente si è arricchita moltissimo tramite le chat che, lo devo confessare, mi hanno portato in diverse occasioni a rivedere talvolta radicalmente le mie precedenti posizioni su questioni anche fondamentali della vita gay. Io devo ringraziare i Ragazzi perché in tantissime cose mi hanno aperto gli occhi. Se questa esperienza, con tutti i caratteri di relatività che si porta appresso, può servire, beh, francamente, io non chiedo di meglio che mettermi a disposizione di chi vorrà contattarmi. In certi giorni, già adesso arrivo alla mattina dopo nottate in chat e ci arrivo stremato, ma cercherò di tenere conto di tutti i possibili impegni anche se, nonostante la buona volontà, non me la sento di garantire a priori quello che un lettore serio può aspettarsi da me. Ricevo in media una o due e-mail “serie” al giorno (spesso anche tre o quattro) e devo rispondere in modo altrettanto serio, poi ci sono le Chat, i Blog, il Forum... bene, con un po’ di buona volontà cercherò di farci entrare anche il “telefono amico”. Ti dico la verità, posso scrivere in una sezione del forum quello che penso, ma in moltissimi casi la cosa che avrebbe più senso sarebbe incontrare le persone in chat in modo da poter parlare con calma. Avvierò certamente una sezione del Forum tipo “Gayproject risponde” e metterò nel post di apertura anche tutte le modalità per contattarmi in chat, ma non pubblicherò il mio contatto MSN direttamente. Però dopo ti devi registrare, ormai me l’hai promesso.
Per il momento ti saluto. Questo messaggio te lo manderò anche per e-mail col solito metodo tramite il tuo space.
Grazie Steven.
Un abbraccio!
Gayproject
domenica 27 gennaio 2008
FORUM PROGETTO GAY
Cercare di essere individuabili tramite la chiave “gay” è praticamente impossibile perché si tratta di una parola internazionale che compare il una infinità di denominazioni di siti. Lo stesso ragionamento vale anche par la parola “Forum”. La parola “progetto” è italiana e quindi esclude i lettori di lingua non italiana ma nello stesso tempo è una parola decisamente poco usata nei motori di ricerca.
riporto qui il numero di link citati di Google per ogni chiave
gay: 481.000.000
forum gay: 3.700.000 (un post di Progetto Gay sul nuovo forum è oggi al 9° posto)
gay forum: 5.410.000 (un post di Progetto Gay sul nuovo forum è oggi al 5° posto)
progetto gay forum: 63.000
forum progetto gay: 60.500 (al primo posto compare però il vecchio forum Alice, il che più ingenerare confusione)
progetto gay: 389.000 (il nostro blog è fisso al 1° posto)
storie gay: 166.000 (il nostro blog è fisso al primo posto)
in ricerche come “dialogo gay”, “confronto gay”, “discussione gay” siamo ai primissimi posti, ma sono chiavi poco usate.
n.b. il forum non è comunque attualmente indicizzato direttamente nelle prime pagine di Google ma solo tramite riferimenti contenuti nei blog. A oggi il Forum è citato in Google solo 23 volte perché sono indicizzate solo le discussioni e non se singole risposte. Se avete dei post importanti da pubblicare sul forum, pubblicateli come nuove discussioni e date alle discussioni un titolo che contenga la parola gay e che sia adatto ai motori di ricerca usando nei limiti del possibile titoli che corrispondano a chiavi di ricerca molto comuni.
Nei singoli post che pubblicherò sui blog [e contemporaneamente anche sul forum come nuova discussione], aggiungerò sempre un link al Forum con carattere evidenziato perché la visibilità del forum dipenderà ancora per un bel pezzo da quella dei blog.
Riporto qua sotto le possibili denominazioni del forum, pregandovi di darmi una indicazione e di propormi eventuali alternative.
Vi ringrazio anticipatamente.
Opzioni proposte:
FORUM PROGETTO GAY
PROGETTO GAY FORUM
FORUM di PROGETTO GAY
[Potere aggiungere i vostri commenti direttamente sul blog oppure nella specifica discussione di Forum Progetto Gay ]
giovedì 17 gennaio 2008
NUOVO FORUM DI PROGETTO GAY
dopo lunga meditazione, ho vinto gli indugi, e col supporto tecnico di Aster, al quale devo la mia scelta definitiva, ho finalmente avviato un nuovo potente strumento di discussione del quale imparerete a scoprire piano piano le potenzialità, il NUOVO “FORUM DI PROGETTO GAY”
http://progettogay.forumfree.net.
Dedico questo Forum a Fabiomatteo, il vero padrino del Forum, col quale sono stato a discutere buona parte della serata di ieri sulla opportunità di un nuovo e potente Forum di Progetto Gay e sulle scelte strategiche da fare. Invito gli amici di Progetto Gay ad iscriversi al forum che potrà essere un potentissimo strumento di confronto e di discussione. Così come il blog è cresciuto attraverso i vostri interventi così confido accada anche del forum. Vi aspetto numerosi. Lo strumento è di ottimo livello ora sta a noi farlo funzionare!
Grazie amici. Una nuova avventura è appena cominciata... speriamo che le cose vadano per il meglio. Vi voglio bene!
lunedì 15 ottobre 2007
PARTITO IL FORUM DI PROGETTO GAY
questi blog ormai navigano alla grande e registrano un numero di accessi molto a di sopra delle mie più rosee previsioni. Da qualche giorno è partito anche il forum... Ringrazio ed-straker (un lettore etero che dice cose molto serie) per la sua partecipazione (già due post, ai quali ho risposto). Riporto qui di seguito il testo della mia ultima risposta... chissà che a qualcuno non venga un po’ di curiosità. Un forum come questo può essere il luogo adatto per una discussione e per un confronto, non solo tra gay, ma anche tra gay e etero... magari un progetto di questo livello potesse partire! Se così fosse si potrebbe vedere di avviare un forum più flessibile di quello di Alice che difende bene dagli incontri indesiderati (perché è un forum di Community) ma ha delle limitazioni strutturali notevoli...
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Ciao ed-straker, sono contento di rivederti da queste parti, posso dire solo che quello che scrivi mi pare molto realistico e di estremo buon senso. Che quell’amico sia per te semplicemente un amico è un fatto, ma il fatto che tu accetti di non essere per lui semplicemente un amico rende a questa amicizia un carattere speciale, perché in effetti tu accetti un rapporto asimmetrico. L’accettazione di questa asimmetria “dichiarata” non è una cosa comune. In sostanza tu mantieni un rapporto di amicizia con un gay che si è innamorato di te, lo accetti per quello che è, non in astratto ma in relazione alla tua persona, lo accetti pur sapendo che i suoi sentimenti nei tuoi confronti non corrispondono a quelli che provi tu e questo, dal punto di vista di un gay, è importantissimo. Te lo dico perché io ho amici etero che si comportano in questo modo e siamo in rapporti di amicizia profonda e di fiducia reciproca totale e questi rapporti datano ormai da diversi decenni. In sostanza non c’è nessuno più convinto di me che gay e etero non siano comprati stagni della società. Aggiungo una cosa e mi piacerebbe conoscere il tuo parere in proposito: credo che gli etero (per quanto sia paradossale usare una categoria simile) si mostrino molto più omofobi nella vita pubblica che non nella vita privata, come se il considerare il gay una cosa a parte fosse più una necessità connessa alla visibilità sociale dei comportamenti che non una cosa realmente sentita. Ho visto molti più etero intolleranti nella loro vita pubblica di quanti ne ho visti nella vita privata (in realtà pochissimi).
martedì 9 ottobre 2007
GRAZIE ROSSANA
p.s. questo è il post n. 200!! Ormai questo blog ha la consistenza si un libro di circa 400 pagine! Ed è tutto gay! Un gay serio per dire le cose come stanno e raccontarsi per quello che si è!
Mi continuano ad arrivare richieste di link e di inserimento tra gli amici in MSN. Inserirò tra gli amici o linkerò solo siti effettivamente personali (niente di commerciale, nemmeno mascherato) e niente di “non pertinente”. I miei sono blog gay e tali devono rimanere. Chiunque è bene accetto qui ma “solo” per rimanere in tema.
domenica 30 settembre 2007
O CRISTIANO O GAY
La mia storia è una storia molto particolare, è la storia di un amore gay intensissimo e brevissimo ma sostanzialmente impossibile, impossibile perché negato, soffocato sul nascere. Il tutto si è svolto nell’arco di 25 giorni, li ho contati uno per uno. Io 23 anni e lui, Marco, 19, ci siamo conosciuti all’università, lui era iscritto al primo anno, io stavo per finire lettere. Era pomeriggio tardi, dopo le lezioni, mi ha chiesto delle cose sull’istituto di glottologia, io ho cercato di spiegargli tutto ed è cominciata così, poi abbiamo continuato a parlare e si stava bene, lui era esitante ma era felice di stare con me. Non lo conoscevo affatto, era un bel ragazzo, ma mi piaceva anche sotto altri punti di vista, era schietto, autentico, non recitava, quella sera non me ne sarei più andato. Di dirgli che ero gay non mi è passato nemmeno per l’anticamera del cervello, ci stavo bene e basta, non avevo nessun secondo fine, in effetti mi capita spesso di parlare con qualche ragazzo, ma così, solo perché si sta lì e si devono passare cinque minuti. Mi sentivo più grande di Marco, più maturo, in qualche modo protettivo. Il giorno successivo mi ha cercato nella mia aula e l’ho accompagnato a casa, un lunghissimo e gradevolissimo viaggio. Nei giorni seguenti ho notato che tra noi si stava creando un rapporto forte e non sapevo come comportarmi, con me Marco parlava di tutto ma mai di ragazze o di sesso. Se volevo essere onesto, a costo di perderlo, dovevo dirgli come stavano esattamente le cose. L’ho fatto. Marco era turbato in modo profondo perché voleva essermi amico, ma non in quel modo, questo me lo ha detto subito, ma non sapeva se ci sarebbe mai riuscito. All’inizio ho pensato semplicemente che sentirsi oggetto d’amore di un gay non fosse per lui una cosa accettabile, ma il problema non era quello. L’ho capito un minuto dopo perché me lo ha detto lui stesso in uno sforzo di sincerità che gli deve essere costato sangue, mi ha detto: “Io non posso condividere il tuo sentimento perché sono cristiano”, ma da questa frase io ancora non riuscivo a capire bene quello che mi stava dicendo, gli ho detto semplicemente: “non ho capito...” E lui mi ha risposto vincendo un imbarazzo fortissimo e senza guardami in faccia: “Io sono gay ma sono cristiano e voglio vivere castamente... e stando vicino a te sarebbe molto più difficile”. Io sono rimasto sconvolto da questa dichiarazione esplicita, ma lui è fatto così, non è proprio capace di imbrogliare nessuno, mai! Poi mi ha detto: “è una battaglia con me stesso ma io la devo vincere, a te può sembrare assurdo ma per me è essenziale”. Non sapevo come comportarmi, se fare tutti i miei soliti discorsi sulla religione o evitare. Non ho detto nulla, l’ha presa come una forma di rispetto e non è scappato via, quando ci vedevamo era contento ma sempre con senso di colpa di fondo. Io lo facevo parlare, speravo tantissimo che capisse le cose anche il mio punto di vista, poi abbiamo parlato anche di religione. Per lui era una cosa essenziale, per fare le cose onestamente ci metteva l’anima. Non era bigotto, non era uno invasato, no! L’aveva presa sul serio al 100%. Io non frequento le chiese da quando mi sono reso cono di essere gay, in pratica da quando ero ancora ragazzino, ma qualche pagina di vangelo la leggo volentieri, le chiusure che ha il papa sui gay mi sembrano assolutamente immorali ma non penso affatto che la religione sia una cosa stupida. Marco si è reso conto che io avevo un certo rispetto per queste cose e ne è stato contento, tuttavia con me non ha mai parlato del problema di religione e gay. Il ventiquattresimo giorno, un sabato, mi ha chiesto una cosa stranissima, mi ha chiesto di accompagnarlo in chiesa l’indomani... io gli ho detto che ci sarei venuto certamente. La domenica era una domenica particolare e c’era un vescovo che doveva cresimare una ventina di ragazzi. Io e Marco siamo entrati. Io mi sarei fermato in fondo, ma Marco ha voluto che andassi più avanti con lui e ci siamo messi in un banco circa alla metà della chiesa. E’ entrato il vescovo per la messa, uno magro, alto, anziano. I ragazzi cantavano, la chiesa era pina di gente, c’era una bella atmosfera. Poi il vescono ha fatto il suo discorso e ha detto delle cose molto belle, che mi hanno commosso, sul fatto che siamo tutti fratelli e che amare il nostro prossimo è difficile. In pratica non c’è stata una sola parola della predica del vescovo che io non avrei detto identica. Mi sembravano cose bellissime, condivisibili al 100%, poi ci siamo scambiati la pace, ma la cosa non aveva il sapore rituale che ha di solito, era una cosa seria. Si è alzato ed è andato a confessarsi al ritorno si è inginocchiato proprio vicino a me, poi è andato a fare la comunione, era felice come non l’avevo visto mai. Quando siamo usciti dalla chiesa abbiamo parlato per un quarto d’ora e mi ha detto che avrebbe voluto farsi prete ma che adesso in seminario avrebbe avuto dei problemi, che prima di decidersi doveva avere la certezza che avrebbe potuto portare la cosa avanti fino in fondo senza esitazioni, mi ha spiegato che prima avrebbe dovuto risolvere il problema della omosessualità e che se gli volevo bene veramente lo dovevo aiutare non cercandolo più. Quello che io ho provato in quei momenti credo che nessuno se lo possa immaginare, ero sconvolto, non sapevo che dire, lui mi chiedeva di dirgli addio per sempre e io ho rispettato la sua decisione, gli ho detto che gli avrei voluto bene sempre e comunque, mi ha risposto che questo lo sapeva e che anche lui non mi avrebbe dimenticato ma che la sua strada era un’altra. Ormai è passata una settimana e non l’ho più sentito. Adesso mi sento uno schifo dentro, mi sento solo, mi sento disperatamente solo e penso che sono stato vile, che non ho fatto quello che avrei dovuto, penso che ho rispettato solo le sue parole e non la sua anima, che l’ho fatto andare per quella che lui mi ha detto essere la sua strada ma che forse non è veramente la sua strada, perché lui quella scelta l’ha fatta in modo drammatico, perché era spaccato in due dentro, perché per salvarsi l’anima doveva distruggere se stesso. Quello che mi fa stare male è che se dovesse pentirsi della scelta che ha fatto non avrebbe nessuno disposto ad ascoltarlo. Io l’ho assurdamente assecondato nello scegliere la strada che lo ha portato definitivamente via da me, ma se volesse tornare indietro nessuno lo aiuterebbe e io penso che prima o poi possa andare in crisi. Il senso della disperazione mi viene non solo per me ma soprattutto per lui e mi sento in colpa e penso che il mio comportamento sia stato ipocrita perché rispettare una persona significa dirle sempre tutto quello che si pensa e io con lui non l’ho fatto.
CIAO DISTILLATO 8
Circa il commento a “scoraggiamento gay” ho parecchie cose da dire. Non so se hai mai visto un vecchio film con Rex Harrison e Richard Burton. E’ un film del 1969, ma già prima si era visto in teatro con attori del calibro di Renzo Ricci e Paolo Stoppa e con un regista come Sandro Bolchi. La vicenda sembra ricalcare il tipico modello di commedia gay: un parrucchiere e un ex attor giovane troppo stagionato entrambi oltre i 55 (ovviamente gay e un po’ da operetta buffa) convivono in situazioni paradossali, con vecchie madri che li considerano eterni bambini, vicini pettegoli, ecc. ecc. I due litigano ogni giorno e il litigio finisce sempre nello stesso modo, uno dei due sbatte la porta e se ne va ma poi, dopo dieci minuti torna indietro. Il film ha una portata sentimentale notevole e talvolta ha toni sostanzialmente drammatici. I protagonisti sono due falliti, non solo perché sono gay ma perché nella loro vita non hanno concluso nulla... ma non mi sentirei proprio di dire che non si amano. Si amano da disperati, ma sono l’uno per l’altro l’unica ancora di salvezza. Quello che dici: quando qualcosa ti fa soffrire è bene chiudere e cambiare, è vero solo dal punto di vista di un ragazzo gay ma per un uomo di mezza età, o addirittura per un vecchio, per queste persone le alternative non esistono e amore e disperazione si fondono inevitabilmente, perché, con tutto il seguito di sofferenza che pure è inevitabile in un certo tipo di rapporto, esiste pure una dimensione che è comunque d’amore. I protagonisti di “scoraggiamento gay” non sono ragazzi e la dimensione del fallimento l’avvertono concretamente, per loro, ormai, la vita vera può essere solo quella. Il commento a “coppia gay” mi piace moltissimo anche perché, pure se con qualche differenza, mi sono trovato a vivere situazioni sostanzialmente simili a quelle, e dalla parte di quello che fa il duro, e la cosa è andata a finire più o meno come nella storia. Se avessi trovato persone che non mi volevano bene veramente, non mi avrebbero tollerato, ma per fortuna ho trovato persone che mi volevano bene veramente proprio come nella storia. Siccome questa storia ha per me una valenza autobiografica il fatto che ti abbia fatto effetto, per me, è particolarmente importante. Il commento a “sentirsi imbranati” intanto mi consola perchè forse non sono l’unico a sentirmi imbranato, almeno in certi momenti, e poi la chiusa: contraddizioni o forse no... mi incuriosisce, in effetti non credo che siano contraddizioni ma penso si tratti del riaffiorare di paure ancestrali, essenzialmente la paura dell’abbandono, e dell’idea, sostanzialmente stupida, ma dura a morire, che i rapporti affettivi siano una specie di partita a scacchi in cui non si devono sbagliare le mosse.
Quanto al commento a “eros gay e meccanica quantistica” concordo pienamente sul fatto che la storia potrebbe benissimo essere riscritta in chiave etero, a conferma del fatto, se mi ce ne fosse bisogno, che moltissime tematiche relative alla vita effettiva sono esattamente le stesse per i gay e per gli etero, cosa che d’altra parte mi pare ovvia, ma quando dico che quella è “vita gay” intendo dire che (almeno con gli occhi di una persona della mia età) data l’assoluta improbabilità di realizzare una convivenza gay, come è stata quella iniziale dei protagonisti, quando una eventualità del genere si realizza, l’idea di avere vinto il primo premio della lotteria viene eccome, ma poi ci si rende conto che l’altro è realmente altro, sesso o non sesso, e l’unica scelta possibile è tra tenerselo com’è o buttare via tutto. Alla fine si può anche amare una persona che ti fa soffrire perché in qualche modo ha bisogno di te. Il suo mondo non lo puoi distruggere. Mi torna sempre in mente la frase bellissima di Baldwin: “qui non c’è niente da decidere, qui c’è tutto da accettare!” Mi è capitato giorni fa un episodio significativo a questo proposito, te lo racconto. Un ragazzo che conosco, trentunenne, gay non dichiarato, ma in sostanza convivente con un altro ragazzo un po’ più giovane in un modo molto gratificante (li ho visti insieme tempo fa ed erano l’incarnazione della felicità) ha fatto e vinto due diversi concorsi per il dottorato di ricerca in due università agli estremi opposti dell’Italia, ci siamo trovati a parlarne e mi ha chiesto che cosa ne pensavo, in pratica se, secondo me, sarebbe stato meglio andare a nord o a sud. Io gli ho risposto una cosa che lo ha fatto arrabbiare, gli ho detto che, secondo me, stava per fare la più grande stupidaggine della sua vita, è rimasto piccato, voleva che gli dicessi che era stato bravo, ma in sostanza gli ho detto che stava vendendo l’anima al diavolo e che del suo compagno evidentemente non gliene fregava niente. Io l’altro ragazzo lo conosco bene e come era andato in crisi l’avevo visto, ma quello che aveva vinto il concorso non se ne era accorto e andavano a letto insieme tutti i giorni! Perché non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. I gay giovani molto spesso sono portati a pensare che vendersi l’anima sia una cosa “intelligente” o che una cattedra all’università sia meglio di una vita affettiva felice e quando è così e inutile tentare di farli ragionare perché non escono dai loro schemi. Nella storia di “eros gay e meccanica quantistica” si risente inevitabilmente anche l’eco dalla vicenda che ho appena raccontato e che, lo devo confessare, non mi è piaciuta per niente, perché poi il ragazzo che ha vinto il concorso la scelta l’ha fatta ed è andato a Milano e il suo compagno e rimasto solo! Quello che è andato a Milano vedeva solo la scelta tra Milano e l’altra università, ma pensare che c’era un’altra scelta da fare a monte, cioè se partire o restare con il suo compagno, non gli è passato nemmeno per l’anticamera del cervello... ma quindici giorni prima il milanese parlava d’amore così bene che sembrava che fosse innamorato per davvero! Per oggi la chiudo qui... ma sto preparando un’altra storia e questa volta proprio su una questione delicatissima, ne ho scritto una bozza, ma non so fino a che punto mi posso spingere senza passare i limiti (non si tratta di sesso).
SCORAGGIAMENTO GAY
venerdì 28 settembre 2007
CIAO DISTILLATO 7
ho letto e riletto il tuo ultimo commento. Sono profondamente felice che ci si trovi sulla stessa lunghezza d’onda e sono felice di averti conosciuto e di questo splendido dialogo che si è creato. Le cose che mi dici mi convincono ancora di più, se mai ce ne fosse bisogno, che i valori tipici del mondo gay, cioè dei gay come persone: il rispetto dell’altro, l’amore incondizionato, la dedizione senza riserve, possono rendere la vita una realtà bellissima. Se il mio sogno era cercare di dare un’immagine vera di ciò che sono i gay, io credo che insieme ci stiamo riuscendo, e l’immagine che ne viene fuori non è solo vera ma di altissimo profilo. E sapere che le mie esperienze sono affini a quelle tue e del tuo compagno mi conferma nell’idea di non essere affatto l’unico a vivere così e il senso di consolazione che ne deriva è grandissimo perché vedo che le cose che danno a me un’emozione possono avere lo stesso effetto anche su di te e che le soluzioni che abbiamo cercato ai problemi della vita affettiva pure senza conoscerci sono in fondo sostanzialmente le stesse. Il mondo vero dei gay che non danno spettacolo è un mondo bellissimo e serissimo dove si può realizzare una felicità profonda. Tu sai bene che queste non sono parole! Volersi bene è l’unica cosa che può dare un senso alla vita e nel mondo gay il valore sommo è proprio il volersi bene. C’è gente che quando parla di gay pensa subito al sesso... ma come fanno a non capire? Io il sesso l’ho sognato e non l’ho mai avuto, ma d’amore ne ho avuto tantissimo, da ragazzi che non hanno avuto paura di me. Quando mi sono reso conto di quello che stava succedendo, cioè che si stava creando qualcosa di serio, pensavo che oltre il fatto di essere gay la differenza di età potesse creare problemi, pensavo che dei ragazzi giovani potessero avere paura di me, che mi potessero vedere come uno che poteva approfittare di loro, un po’ come l’orco delle favole, ma non avevano paura, non ne avevano affatto! Una volta ero rimasto d’accordo con un ragazzo che “forse” ci saremmo visti l’indomani, io non avevo sottolineato la cosa deliberatamente. Avevo un desiderio fortissimo di andarci ma ho fatto violenza a me stesso e non ci sono andato. Lui invece all’appuntamento c’è andato e ha aspettato tantissimo tempo inutilmente, io non ci sono andato per lasciarlo libero, non avrei mai fatto una cosa simile se avessi pensato che potesse starci male. L’indomani è venuto da me e mi ha detto. “Ma ieri perché non sei venuto? ... ci sono stato malissimo, è stata proprio una pugnalata”... io ho provato a spiegargli che avevo desiderato tantissimo di andarci ma che non c’ero andato per permettergli di prendere più facilmente la sua strada, ma nel dire questo lui ha notato che io ero veramente turbato e mi ha perdonato, poi ha stretto le mani a pungo e mi ha dato due lenti pugni sul petto e mi ha detto con gli occhi rossi: “Ma perché sei così stupido!” e io mi sono sentito un verme perché non ero stato capace di capire che quello era amore vero, ma certe esperienze fanno bene all’anima. Sono uscito da visioni molto schematiche e sostanzialmente stupide della vita effettiva proprio perché ho conosciuto questi ragazzi che mi hanno insegnato ad amare e hanno preteso che io lo imparassi passando sopra alla mai stupidità che pure li aveva fatti soffrire. Io oggi mi sento profondamente felice, non avverto il minimo senso di frustrazione e vorrei che gli altri potessero vivere cose meravigliose come quelle che vivo io. Mi sento amato in senso profondo e sono felice di essere gay e per costruire questa felicità anche tu hai fatto la tua parte! Un abbraccio.
CIAO DISTILLATO 6
dopo un commento come il tuo non posso non dire subito la mia, perché io vedo queste cose dall’altro lato. Io non so che differenza di età ci sia tra te e il tuo compagno ma da quello che dici non deve essere piccola. Di cose da dirti su questi particolari tipi di rapporto ne avrei moltissime perchè sono sicuramente tra le cose che conosco meglio. Ti dico della mia esperienza che, per particolare che sia, non è proprio minima. Quando una persona grande incontra l’amore di un ragazzo della tua età è inevitabile che vada in crisi, la paura c’è, può non darla a vedere ma la paura c’è, non è l’idea di desiderare altri tipi di stabilità ma è proprio il fatto che un ragazzo di 23 anni per una persona adulta gay rappresenta moltissime cose, l’idea di rinascere, di sentirsi giovani anche quando non lo si è più, l’idea di avere un ruolo che è anche paterno, che è anche di guida. Ti posso garantire che il fatto che ci sia anche una dimensione sessuale concreta non distrugge queste cose, sono cose che possono convivere perfettamente e poi in un rapporto dissimmetrico di questo tipo un uomo più grande si sente innegabilmente gratificato dal fatto di rappresentare qualcosa di importante per un ragazzo più giovane, dal fatto di sentirsi amato. Quando è capitato a me, ti giuro, è stata una cosa che io avevo desiderato profondamente ma non avevo mai cercato concretamente proprio per non invadere, per paura di fare danni, di lasciare impressioni negative. La paura di un coinvolgimento profondo in questo tipo di relazioni per un uomo adulto è assolutamente dominante, specie all’inizio, e succedono cose che sono il contrario di quelle che ci si potrebbe aspettare, in genere a rompere il ghiaccio è il ragazzo più giovane che deve riuscire a vincere le paure dell’adulto, almeno a me è successo sempre così. Io scappavo ma il ragazzo che vedeva la mia ritrosia la considerava, come era, un segno di rispetto e d’amore. Aggiungo che ho trovato forme d’amore assolutamente gratuito e totale, con livelli di fiducia incredibili. Non c’è bisogno di dire che per un uomo adulto gay, sentirsi importante e utile, anche solo a livello di colloquio, per un ragazzo gay, è una cosa straordinariamente importante. Diciamola tutta: tra me te si è creata una forma di colloquio a distanza incredibilmente seria e questo fatto per me è una gratificazione importantissima. Aggiungo che un uomo gay adulto, non solo secondo la mia esperienza ma anche secondo quello che ho visto in situazioni non vissute direttamente da me, non mirerà mai (salvo casi realmente patologici) ad approfittarsi di un ragazzo gay giovane. Se penso a me stesso posso dire che per i ragazzi che mi hanno voluto bene e dei quali sono stato profondamente innamorato, in tutti i sensi, mi sarei veramente buttato nel fuoco senza nessuna esitazione, cioè più concretamente, per loro avrei sacrificato “qualsiasi cosa” ma assolutamente senza eccezioni. Voglio dire che nonostante la dissimmetria si viveva un rapporto meraviglioso e incredibilmente reciproco. Tante volte mi hanno fatto uscire dalla mia stupidità, mi hanno fatto ragionare. La cosa che mi ha sempre sconvolto di più, in questi tipi di rapporto, è che un ragazzo giovane, quando ti vuole bene, lo fa con tutte le sue forze e senza riserve e che l’unica cosa che lo mette in crisi è che tu possa dare l’impressione di voler troncare la relazione. Ho visto piangere convulsamente un ragazzo (più o meno della tua età) che nella mia vita è stato ed è fondamentale perché io stupidamente avevo usato un atteggiamento duro nei suoi confronti cercando di allontanarlo, pensando, lo ripeto, stupidamente, che il suo bene fosse andare per la sua strada e staccarsi da me. Quando l’ho visto piangere sono rimasto sconvolto e sono andato totalmente in crisi, perché io cercavo di rifiutare l’idea di poter essere veramente fondamentale per quel ragazzo, mentre era proprio così. Quando ti rendi conto di essere amato a questi livelli non esiste più nessuna possibilità di creare schermi razionali o di pensare di poter ragionare per arrivare a una conclusione, perché arrivare a una conclusione, cioè interrompere la relazione significa ammazzare l’anima di un’altra persona che ti ama e che ti ama in modo profondissimo. Superate queste paure, quando mi sono reso conto che quello che c’era era una cosa verissima e totalmente reciproca, messa da parte le volontà di fuga più o meno dettate da cosiddetti doveri morali, subentrava un’altra paura, anche questa una paura stupida, la paura di poter essere abbandonato, la paura che un ragazzo giovane prima o poi se ne possa andare per la sua strada. Questa è stata per me letteralmente un’idea ossessiva. Altro che cercare una situazione più stabile! Quando si è coinvolti in queste cose ci si sta dentro fino al collo ed è impossibile che si veda qualunque altra cosa sul proprio orizzonte. E la paura di essere abbandonato da un ragazzo più giovane che ti ama veramente è stupida. Forse quel ragazzo potrà avere bisogno di altro, voglio dire di un ragazzo giovane, e allora deve essere proprio l’uomo adulto che lo deve aiutare in questa strada, che gli deve facilitare la via, che lo deve “AMARE” anche quando il ragazzo se ne andrà, se se ne andrà, perché amare non significa tenere per sé ma fare la felicità dell’altro, accompagnandolo senza traumi, assicurandolo che se andrà per la sua strada l’uomo adulto lo amerà comunque, senza limiti e senza condizioni. In questo modo il rapporto di amore profondo potrà cambiare aspetto ma non finirà, non sarà soffocato. Il problema non è creare una relazione stabile ma mantenere un rapporto d’amore capace di crescere nel tempo. Mi sono sfogato un po’, forse ti ho detto cose molto lontane dalla tua esperienza ma, credimi, essere presi sul serio è bellissimo! Io non ti conosco ma quando, come adesso, ti auguro tutta la felicità possibile per te e per il tuo compagno, lo faccio con tutta l’anima, non è una cosa rituale, non mi sento fuori... la tua felicità è anche la mia.
RAPPORTI TRA GAY DI ETA' DIVERSA
COMMENTI GAY DA MEDITARE
Commento ad “UN ETERO CERCA AFFETTO DA UN GAY” (presente anche su questo blog):
Anonimo ha detto...
Sta succedendo anche a me, lui ha 23 anni e io 43! Chi è in pericolo sono io, sono troppo grande, e non penso che possa essere, alla lunga, educativo per lui. Mi sta travolgendo con la sua giovinezza, spensieratezza, incoscienza e ... superficialità. Ho un compagno da 8 anni, non viviamo insieme, ma tra alti e bassi, è sicuramente la storia più importante della mia vita. Ho messo altre volte in pericolo la mia relazione, ma questa volta ho l'impressione che non dipenda solo da me. Mi corteggia e mi parla come se fosse già invaghito di me, piacevolmente grato della mia sola presenza. Sono spaventato ma al tempo stesso non riesco a non pensare a lui.
Commento a “PER UN GAY MEGLIO UN ETERO SERIO CHE UN GAY STUPIDO” (presente anche su questo blog)
lucio ha detto...
Sono perfettamente d'accordo con te quando dici che tra un gay ed un etero puo' nascere un rapporto affettivo, nel rispetto delle proprie tendenze sessuali. Mi dispiace pero' quando affermi che i gay sono solo stupidi. Ho 43 anni, ho vissuto la mia sessualità nascondendomi alla curiosità degli "stupidi etero". Quando però ho capito che era il mio, l'atteggiamento sbagliato, ho trovato degli stupendi etero, così come avevo già incontrato dei fantastici amici gay, hai solo incontrato uno stronzo. Fidati ci sono fantastici gay e stupidi etero, basta saper riconoscere i primi ed evitare i secondi.
FANTASIE DI UN RAGAZZO GAY
CIAO DISTILLATO 5
al solito faccio tesoro di quello che mi scrivi e ti posso garantire che sentire dire da te cose positive su questo Blog (blog serio, senza secondi fini) è una cosa che mi riempie di soddisfazione. Ti dico una cosa che mi è capitata oggi. Ho ricevuto una proposta di spostare questo blog su un’altra piattaforma, ma c’era un motivo preciso, su quell’altra piattaforma avrei potuto (dovuto) inserire la pubblicità e tu vedessi che cosa! Mi hanno offerto pure un piccolo ritorno economico (segno che questo blog attira molti lettori) la mia risposta è stata: MAI! Questo Blog non ha nulla a che vedere con i quattrini e se fosse contaminato con la pubblicità (lasciamo perdere quale) degraderebbe al livello di sito acchiappacitrulli. E questo non succederà MAI! Qualcuno mi ha fatto benevolmente notare che la pubblicità non è necessariamente una cosa negativa, il che è come dire che secondo loro sono stato stupido a rifiutare. Guarda tu il tempismo della cosa! Oggi pomeriggio l’offerta, poi apro i tuoi commenti e ci trovo scritto che questo è un blog serio e senza secondi fini. MERAVIGLIOSO!!! Perché è proprio così! Io non ho e non avrò mai niente da vendere a nessuno (meno che mai pornografia e simili). Quando finisco di lavorare e torno su questo blog mi sento a casa mia (senza striscioni pubblicitari) e poi i blog di Alice, secondo me, forse potrebbero essere migliorati un po’ nella grafica ma sotto i profili sostanziali sono di ottimo livello e permettono di avere parecchi visitatori, più di altre piattaforme, più blasonate ma molto più arcaiche e vincolate.
Secondo punto. Mi è piaciuto moltissimo che tu abbia dato il benvenuto a Rossana, in fondo sapevo benissimo che l’avresti fatto, perché volersi bene è anche questo... e non sono sciocchezze, non sono affatto sciocchezze!
Sai una cosa? Ormai questa è una rubrica fissa! ... ma sì... lo sai, lo sai...
Sono orgoglioso di essere giudicato bene da te! ... ti posso garantire che la cosa è reciproca.
CIAO DISTILLATO 4
quanto al tuo commento a Ciao Distillato 2 ti dico subito due cose, perché poi vorrei chiederti un consiglio. Innanzitutto mi piace moltissimo il tono sciolto del tuo commento e il fatto che parli anche un po’ di te, cosa che per me ha un enorme valore, quello che dici non è teorico ma è il frutto della tua esperienza che non deve essere stata facile. In sostanza il fatto che questi nostri confronti a distanza non siano confronti di idee ma esperienze mi sembra importantissimo, ciò che conta sono sempre e solo le persone. La seconda cosa che mi ha colpito e anche questa volta mi ha aperto gli occhi su cose che non sono abituato a vedere è l’idea di pensare che ci sono i più giovani e che forse rivolgersi a loro è particolarmente importante. Ieri sera ho ricevuto un commento di Rossana una ragazza che mi ha chiesto se questo blog è aperto anche alle ragazze gay. E’ una ragazza giovanissima e ricevere un suo commento mi ha svegliato un po’, le ho risposto dandole il benvenuto e ho scritto un post per l’occasione, poi sono andato al sito statistico (mio vecchio vizio) e ho trovato cose che mi hanno fatto molto pensare e che prima non avevo notato. Diverse visite anche lunghe e concentrate su pochissimi post (cosa che indica una lettura seria dei testi) provengono da scuole. Il che vuol dire che ci sono ragazzi molto giovani che leggono un sito come questo. Ho scritto un primo post per l’occasione e ne ho aggiunto un altro contenete una storia ambientata a scuola, tra ragazzi molto giovani, su qualche mia vecchissima memoria. Confesso però che rendermi conto che il pubblico di questo blog può essere anche pubblico molto giovane mi mette un po’ in crisi. Con i ragazzi della tua età o più grandi non ho mai trovato incomprensioni, ma con ragazzi molto giovani mi sento in imbarazzo, come se questo sito, per il suo stesso contenuto, potesse creare dei problemi. Mi rendo conto che anch’io ho le mie fisse e che forse il mondo è più semplice di come me lo immagino. Per esempio, alcuni post recenti (che tu hai commentato) mi creano un certo imbarazzo se penso che possono essere letti da ragazzi molto giovani. E allora corro un po’ il rischio di auto-censurarmi, di moderare non solo il linguaggio ma anche i contenuti fino al punto di banalizzarli e tutto per paura di fare danni, cosa che non vorrei fare per nessuna ragione. Questo è oggi il mio momento di imbarazzo ed è proprio su questo che vorrei chiederti quello che pensi si debba fare perché tu hai manifestato la volontà di rivolgerti proprio a questi ragazzi e, probabilmente, ne conosci il mondo da vicino molto più di me.
Un abbraccio.
VERIFICA GAY
“Cucciolo mio,
tu non ti sei nemmeno accorto di me, quando mi passi vicino mi vengono i brividi, ma come fai a essere così bello? Ma io una bella cotta per te me la sono presa... che dici? Ci possiamo provare? Per me sarebbe una cosa meravigliosa... ma per te non lo so... anzi proprio non so come la potresti prendere. La faccia di dirtelo di persona non c’è l’ho ma quando ti vedo mi sciolgo del tutto. Ti amo Cucciolo! Ti bacerei per ore ma non si può, se mi becca la professoressa mi scotenna, e poi mi vergogno terribilmente... Bacioni! Marco”.
Quando l’ho riletta poteva andare ma quel “Marco” sotto ci stava proprio male... troppo pericoloso e allora c’ho messo solo una M puntata, così mi sembrava perfetta. L’ho scritta a mano, non al computer, c’ho disegnato tanti cuoricini rossi... insomma l’ho fatta carina carina. Non sapevo come mandargliela, non gliela potevo mandare per posta perché l’indirizzo non lo sapevo e chiederglielo sarebbe stato come fargli la dichiarazione. Allora ho deciso che gliel’avrei messa nella cartella e il giorno dopo ho fatto proprio così. Poi sono stato ad aspettare. La mattina non s’è accorto di niente, quando siamo usciti mi ha detto ciao, ma niente di più di quello che fa sempre. Io aspettavo di vedere l’indomani che cosa sarebbe successo. Quando è arrivato era tutto contento, evidentemente il biglietto l’aveva trovato. Ci siamo salutati ma niente di più, anche se lui stava decisamente su di tono. Alle prime due ore c’era il compito di Inglese e l’abbiamo dovuto fare, a proposito, io avevo fatto un macello ma non me ne fregava niente perché stavo aspettando le sue reazioni. A ricreazione si va a cacciare in mezzo a un crocchietto di ragazze, io gli volevo dire: “Oh! Io sto qua eh!”. Le stuzzicava, le provocava, e lui in genere queste cose non le fa mai. Insomma, il giorno appresso più o meno la stessa storia. Io mi chiedevo, ma il biglietto l’ha trovato o no? Non sapevo proprio che pensare. A terzo giorno, ma poteva essere pure il quarto, Matteo viene da me, mi dice: “dopo, a ricreazione ti devo parlare” e me lo dice in tono serio. Io faccio solo cenno che va bene. Alla ricreazione ce ne andiamo in giardino in un posto dove non va mai nessuno e lui mi dice: ”Che pensi di Manuela?”. Io gli dico quello che penso e lui mi chiede: “Ma, secondo te, s’è innamorata di me?” Io gli ho detto: “No! perché?” Ovviamente lui il perché non me l’ha detto, poi mi ha chiesto più o meno la stessa cosa anche di Michela. Nella classe nostra ci sono solo due ragazze col nome che comincia per M. Insomma, era chiaro che il biglietto l’aveva trovato ma l’aveva preso per il biglietto di una ragazza, è per questo che era così contento, però, ovviamente, lui non me l’ha detto, in questo è cavaliere, non chiacchiera troppo. E io che dovevo fare? Gli dovevo dire: “Senti Matteo, a quelle di te non gliene frega niente! Sono io che mi sono innamorato di te!” ma come si fa a dire una cosa del genere? Matteo s’era esaltato perché pensava che fosse una ragazza e invece lui ragazze non ne trova, non lo cercano proprio e non capisco perché, a me sembra bellissimo, ma sulle ragazze non fa colpo. Insomma è finita che dopo la scuola sono rimasto a parlare d’amore con Matteo... ma non era così che volevo parlare d’amore con lui! Ma che devo fare? Io non mi sento nemmeno tanto imbranato ma in queste cose sono un deficiente totale, però non è facile, non è facile per niente. Almeno adesso una cosa la so, Matteo è etero spaccato! E le ragazze non lo vogliono! ma non è giusto! Comunque è così e non ci posso fare niente. Chissà quanti ragazzi gay ci stanno a scuola mia... però se sono tutti imbranati come me qui non si combinerà mai nulla... Ci sono... certo che ci sono, ma quali? Loro c’hanno paura e io pure c’ho paura quindi finisce tutto lì. ma vi sembra giusta una cosa del genere? Il problema per noi è riconoscerci... io con Matteo c’ho provato... vabbe’, è andata a finire così... ci riproverò con qualche altro! Non mollate! Mi raccomando! Ciao!