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giovedì 15 settembre 2011

AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Questo post mira a chiarire alcuni punti focali dei rapporti virtuali (chat, e-mail e forum) che possono crearsi tra ragazzi gay. Sulla definizione dell’amore e dell’amicizia in termini generali sono stati scritti moltissimi libri e non è mia intenzione discutere dei massimi sistemi ma, se alla parola amore si vuole dare una connotazione che non sia eccessivamente astratta, si deve presupporre che un innamoramento non possa ridursi ad una affinità intellettuale o ad una condivisione di valori morali ma debba necessariamente comportare un coinvolgimento fisico-fisiologico che coinvolga in modo profondo la sessualità.
A questo punto una osservazione è d’obbligo. Quando, nella vita reale, un ragazzo gay si innamora di un altro ragazzo, l’innamoramento non parte dai livelli intellettuali o dalle possibili affinità elettive ma dall’attrazione fisica, ossia da tutto un insieme di fattori che dipendono dalla fisicità dell’altro: il sorriso, la prestanza fisica, la voce, gli atteggiamenti corporei, la tendenza ad un comportamento più o meno seduttivo. Questo è talmente vero che spessissimo i ragazzi gay si innamorano di ragazzi etero lontanissimi da loro sotto ogni aspetto, ma capaci di incarnare “fisicamente” il loro ragazzo ideale. Se un ragazzo ci appare fisicamente attraente cominciamo a farci domande su di lui e a voler cercare una prossimità anche in termini di dialogo, in pratica ci interessiamo a quel ragazzo. Questo meccanismo dell’innamoramento, che è tipico della vita reale, non si può realizzare attraverso internet dove tutto resta comunque staccato dalla dimensione fisica. In queste situazioni interviene un meccanismo proiettivo che ci fa immaginare il ragazzo col quale stiamo parlando in chat secondo le nostre categorie.
Mi fermo un attimo a chiarire che cosa sia un meccanismo proiettivo e quanto possa essere condizionante partendo da un esempio concreto. 
Alla pagina http://esserein2.wordpress.com/2011/09/14/triangolo-bdh/ di un sito che appare per ogni altro verso di orientamento etero, si legge una storia non sessualmente connotata, cioè che non presenta nel testo nessun elemento che permetta di chiarire con certezza se uno dei protagonisti sia un ragazzo o una ragazza (mancanza di pronomi come lui o lei, mancanza di participi passati o di aggettivi concordati al maschile o al femminile). Il testo quindi, di per sé, è neutro. Quando quella storia viene letta da un ragazzo etero, quel ragazzo la interpreta secondo le sue categorie e la legge come la storia di una ragazza che ha due ragazzi che la desiderano entrambi. Quando invece quella storia è letta da un ragazzo gay la lettura non è affatto così automatica e si arriva spesso a notare che il testo non è sessualmente connotato, cosa che ad un ragazzo etero sfugge pressoché sempre. Su questa base si possono costruire test proiettivi per la determinazione dell’orientamento sessuale che hanno una discreta affidabilità. La lettura proiettiva è in fondo la ragione del fascino della letteratura o del cinema perché ci proiettiamo nelle vicende e le interpretiamo secondo il nostro vissuto.
Uno scambio di mail, una conversazione in chat o un dialogo su un forum creano un testo, anzi costruiscono un testo a quattro mani. Quel testo ha le caratteristiche della letteratura, ancora più accentuate dal fatto che è costruito a quattro mani, è cioè il luogo di elezione per le letture proiettive ma mentre nella lettura proiettiva di un libro non si mira alla costruzione di un rapporto interpersonale e tutto resta interno alla mente del lettore, negli scambi via internet la tendenza proiettiva deve prima o poi fare i conti col fatto che dall’altra parte c’è un altro ragazzo con le sue proiezioni sulla stessa conversazione. C’è in buona sostanza il rischio dell’equivoco, aggravato dal fatto che molte conversazioni in chat restano a livelli estremamente sublimati e simbolici e quindi estremamente aperti alle interpretazioni proiettive. L’instaurazione di meccanismi proiettivi importanti nei contatti via internet può essere così determinante da portare addirittura a mettere da parte l’idea di una conoscenza personale tra i due interlocutori che potrebbe interrompere o distruggere il meccanismo proiettivo che di per sé è almeno apparentemente gratificante.
Aggiungo che spesso nei colloqui in chat tra ragazzi gay è comune in meccanismo della “deriva del linguaggio amoroso” cioè del progressivo e automatico lasciarsi andare ad un linguaggio che assomiglia sempre di più ad un linguaggio amoroso, questo significa che non affatto raro che finiscano per parlare come due innamorati due ragazzi che non si sono mai incontrati di persona. L’investimento affettivo in questi meccanismi è spesso molto alto e la dimensione proiettiva è tale che il rischio che la conversazione sia solo lo spunto per la costruzione di storie che esistono solo a livello proiettivo è molto concreto. In buona sostanza ci si crea un interlocutore a nostra misura, completando proiettivamente gli elementi reali (spesso scarsi e di incerto significato) che emergono dal dialogo reale. Questo è tanto vero che si arriva ad innamorarsi di un etero, interpretando ogni minimo elemento che non appaia etero al 100% come il segno di una possibile omosessualità e si svalutano del tutto quegli elementi, pure ben chiari, che dimostrano che non si tratta affatto di un gay. Ma devo sottolineare che il meccanismo opera anche nei rapporti tra ragazzi gay, cioè tra ragazzi che sanno con certezza che l’altro è gay. Il meccanismo proiettivo giunge al punto di attribuire all’altro una fisicità presupposta, cioè di incarnarlo in una immagine che rappresenta il nostro ragazzo ideale. Si arriva al punto che l’immagine proiettiva dell’altro viene caricata anche di valenze sessuali e si prova un trasporto sessuale niente affatto superficiale per un ragazzo che non si è mai incontrato. In pratica ci si innamora anche sessualmente di un personaggio che al 90% è creato dalla nostra fantasia proiettiva che gli attribuisce anche una fisicità secondo quello che noi desideriamo. La deriva del linguaggio amoroso poi fa il resto e dà la netta impressione che si stia costruendo una vera storia d’amore. Ma in tutto questo c’è un errore di fondo, in pratica il meccanismo naturale che porta dall’attrazione fisica all’innamoramento affettivo è del tutto stravolto.
Bisogna ricordarsi che per innamorarsi nel senso vero della parola il coinvolgimento fisico-fisiologico è indispensabile ma deve essere rivolto ad una persona reale, non ad una immagine creata dalla fantasia proiettiva. Alcuni surrogati della presenza fisica, come le foto o la videocamera non possono in nessun modo sostituire la presenza fisica stessa che è e resta l’elemento necessario dell’innamoramento vero, intendo dire che senza la presenza fisica e senza un’autentica forma di coinvolgimento fisico-fisiologico non esiste innamoramento.
Vorrei mettere in guardia i ragazzi che si conoscono in chat dal lasciarsi andare alla deriva del linguaggio amoroso che non fa che creare aspettative che possono poi essere del tutto distrutte anche da un brevissimo incontro nel quale ci si rende conto che le nostre proiezioni non avevano nulla in comune con la realtà e che il discorso (ma solo il discorso) è andato avanti a ruota libera, ben oltre la realtà. È in genere molto facile lasciarsi andare in chat a grandi discorsi, a dire “ti voglio bene” e anche “ti amo” senza che alla base ci sia qualcosa di concreto ma è molto difficile ridimensionare queste affermazioni dopo, quando ormai hanno creato aspettative consolidate che la conoscenza personale diretta ha contraddetto. A questo punto, se quando ci si conosce di persona la disillusione è reciproca, tutto sommato, il problema si risolve facilmente perché vengono meno contemporaneamente le aspettative da tutte e due le parti, ma se uno dei due resta disilluso e l’altro invece si sente anche fortemente attratto fisicamente le dissimmetrie diventano molto forti e le situazioni diventano difficili da gestire.
In chat o via e-mail, cioè senza conoscenza personale diretta, è invece possibilissimo e, direi, assai mano rischioso, creare dei rapporti di amicizia, che sono molto meno condizionati da meccanismo proiettivi rispetto alle possibili storie d’amore. Noto che la tendenza spontanea dei ragazzi è quella di cercarsi il ragazzo, l’innamorato, piuttosto che uno o più amici veri in chat, ma gli strumenti informatici sono molto più adatti alla creazione e al mantenimento di amicizie che alla creazione di storie d’amore. Come buona norma di prudenza direi che sarebbe bene riservare discorsi con forte connotazione affettiva solo a persone che si siano effettivamente conosciute anche fuori dalla chat o dal forum, cioè che siano conosciute di persona. E qui interviene una riflessione importante. Incontrarsi “in due” nella vita reale dopo essersi conosciuti in chat, dà a quell’incontro una connotazione affettiva molto forte e lo fa apparire come un passo verso la costruzione di una storia importante e reciproca. È per questo che in genere è meglio costruire rapporti che partano dall’amicizia, dal vedersi in gruppo, cioè da rapporti che non creino troppe aspettative che potrebbero trasformarsi in disillusioni. L’amicizia è sempre e comunque il primo passo, se la presenza fisica è coinvolgente e incoraggiante allora può avere senso fare un passo ulteriore, altrimenti l’amicizia resta e non viene compromessa dal fatto che non ne segua una storia con un maggiore coinvolgimento perché non sono state alimentate aspettative al buio.
Vorrei concludere che la rete (usata con la massima prudenza, per carità!) offre delle possibilità ma può creare anche delle pesantissime disillusioni e che, se si vuole bene a qualcuno, anche solo come amico, bisogna evitare di illuderlo e di portalo poi a docce fredde finali che lasciano con una senso di amarezza profonda. Quindi è bene mantenere sempre un atteggiamento di responsabilità e pensare prima alle possibili conseguenze di ciò che si fa e che si dice.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

giovedì 14 maggio 2009

FORUM PROGETTO GAY

Sono lieto di comunicare a tutti gli amici di Progetto Gay, che da oggi il FORUM PROGETTO GAY è nuovamente online, all’indirizzo:

http://progettogayforum.altervista.org

il nome è facile da ricordare e il servizio gode finalmente di un proprio separato data base il che significa che se ne può effettuare il backup. La piattaforma è affidabilissima. Le condizioni di sicurezza sono ottimali. Per dare vitalità al nuovo forum, che resterà quello definitivo di Progetto Gay, invito tutti coloro che erano già registrati sul vecchio forum a registrasi nuovamente su questo e ad usarlo e anche, ovviamente, a diffondere la voce circa la non utilizzabilità del vecchio forum, dato che non è possibile pubblicare su quel forum alcun avviso.

Cercherò in tempi brevi di trasferire sul nuovo forum il maggior numero di articoli possibile per alimentare il dibattito e per incrementare la presenza del nuovo forum sui motori di ricerca. Ricordatevi che un forum è solo uno strumento tecnico e che la ricchezza e il senso di un forum dipendono solo dai contenuti che gli utenti vi inseriscono.

Progetto Gay ha sempre avuto caratteristiche qualitative uniche di serietà e di onestà intellettuale. Chi arriverà sul Forum di Progetto Gay troverà un ambiente qualificato in cui potersi confrontare con persone interessate a conoscere e a capire la realtà del vero mondo gay, mille miglia lontano dai modelli che i media propongono.

Progetto Gay non ha nulla a che vedere con i siti di incontri e con le chat erotiche. Il Forum è stato predisposto a livello tecnico in modo da rendere impossibile qualunque azione di disturbo nei confronti degli utenti e di garantire la loro privacy in modo assoluto.

Ringrazio di cuore quanti mi hanno dato una efficacissima mano per rimettere in funzione il forum in brevissimo tempo, non li cito per motivi di privacy, ma è merito loro se la sosta è stata in fondo breve e se da oggi il FORUM PROGETTO GAY è di nuovo pienamente operativo.

sabato 24 gennaio 2009

UN GAY SENZA PROSPETTIVE

Ciao Project,
non pensavo proprio di poter parlare con te, per questo ti avevo scritto questa e-mail. Purtroppo dovevo scappare e abbiamo potuto parlare pochissimo e allora di mando anche l’e-mail così puoi capire meglio. Fanne quello che vuoi, cioè, se vuoi bubblicala, anche se realmente potrebbe fare più male che bene. Se posso ti richiamo stasera.

Franco
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Ciao Project,
non penso che tu possa ricordarti di me, Franco il 23enne (ora 24enne) di Genova, ci siamo conosciuti diversi mesi fa, era estate (i primi di giugno) e ti ho mandato un’e-mail, abbiamo parlato poco. Io allora avevo ancora le idee confuse (storie con ragazze ma anche fantasie gay, anche se solo fantasie, non accettavo proprio l’idea di essere gay). Adesso le cose sono cambiate, non ho più una ragazza ma mi sento solo come un cane. Ho le mie fantasie gay, probabilmente significano che sono gay, certo, ma tanto sono e resteranno solo fantasie. Non sono mai stato uno spaccamontagne, ho vissuto sempre stando in disparte, amici pochi e sono amicizie formali e poco più, comunque ragazzi dei quali non mi posso fidare del tutto. Almeno con le ragazze ci parlavo, non di sesso, ma di tante cose sì, loro pensavano che fosse l’anticamera di una storia d’amore io, almeno nell’ultimo periodo, capivo perfettamente che non era così, ma mi sentivo coccolato, le attenzioni di una ragazza le sentivo, anche se in fondo erano attenzioni rubate. Dovevo driblare e giocare a fare il ragazzo timidissimo e inibitissimo per evitare complicazioni sessuali. Una volta sola ho mollato e ho avuto un rapporto sessuale con una ragazza che, tra l’altro non mi è dispiaciuto affatto, quell’esperienza non l’avrei ripetuta ma non è stata affatto sgradevole e questo mi ha spiazzato ancora di più e mi ci sono voluti dieci mesi in più per capire che non ero comunque etero. Adesso tutta questa fase è passata, ma questo significa che ho solo chiuso con le ragazze, ma sull’altro fronte, che adesso so con certezza che è quello mio, non ho fatto il minimo passo avanti. In locali gay non ci andrò mai e non ne ho nemmeno la curiosità e poi la paura delle malattie mi divora. Non mi sono mai iscritto a chat o a siti, nemmeno a progetto gay, mi potrai dire che forse è troppo, ma per me è così, e anche contattarti mi è costato moltissimo, ho dovuto vincere delle remore profonde, non per te, ma per il fatto che non sono abituato a parlare di certe cose. Project, adesso che faccio? Non ho nessuno, penso solo a lavorare e quando sto a casa passo tutto il tempo a dormire. Sembrerà paradossale ma quando stavo con le ragazze stavo meglio. Allora la notte mi chiudevo nella mia stanza e mi mettevo a cercare contenuti gay su internet, adesso non faccio più nemmeno quello, non ho proprio voglia di andare avanti. Due mesi fa mi ero iscritto a una piscina, sai tutte quelle cose che si dicono sullo spogliatoio ecc. ecc., beh, con me è durata due settimane. Non conoscevo nessuno, c’erano solo due ragazzi che mi piacevano veramente ma stavano sempre tra loro e io non volevo sentirmi il terzo incomodo. Le mie fantasie su quei ragazzi le ho fatte, ma quando poi mi trovavo lì, mi dicevo: ma che ci sto a fare qui? Poi ho smesso di andarci, tanto non potevo nemmeno scambiare due parole con nessuno. Da quando ho mollato la piscina mi sono chiuso ancora di più. In pratica mi resta solo il lavoro, che non mi piace ma ci devo andare per forza e forse è meglio, altrimenti mollerei pure quello perché è pieno di gente che non fa che strillare e litigare dalla mattina alla sera. Non provo gusto nemmeno a masturbarmi, qualche volta lo faccio, ma proprio per ammazzare il tempo, in realtà credo che mi stiano passando anche le fantasie gay, quelle etero non ci sono più da moltissimo tempo, giorni fa ho fatto un esperimento, sono andato su un sito di video porno e ne ho visto uno, dopo un minuto l’ho chiuso, mi sembrava una cosa ridicola. Certe volte spero di avere la febbre per potermene stare a letto tranquillo senza andare a lavorare. La sera, quando comincia a fare buio mi viene una malinconia terribile. Ho l’angoscia del tempo che passa. Quando ho compiuto 24 anni non se lo è ricordato nessuno, nemmeno mia madre, e io ho evitato di fare commenti che tanto non servono a nulla. Ma perché scrivo queste cose a te, che sei in fondo uno sconosciuto? Chi lo sa, forse potresti capire qualcosa in più, o forse ho solo bisogno di sfogarmi senza nemmeno aspettare una risposta.
Trovare un ragazzo che mi voglia bene? Ma a chi? A uno come me, che nella vita non ha concluso nulla? Ma perché un ragazzo dovrebbe volermi bene? Ce ne sono tanti di ragazzi felici, anche gay, sì, ma quelli si innamorano tra loro, e io non ho nulla a che vedere con quei ragazzi.
Project, ti allego il mio contatto msn ( omssis ) , se ti va e mi vedi in linea, chiamami, a me farebbe piacere

Franco

Se volete potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Nuovo Forum di Progetto Gay:

http://progettogay.gratisforum.tv/viewtopic.php?f=17&t=168&p=173#p173

martedì 26 febbraio 2008

SCORAGGIAMENTO GAY

Ci sono momenti nella vita di un uomo in cui ci si rende conto di avere sbagliato tutto, momenti in cui alcune cose che ti sembravano bellissime e fondamentali ti appaiono sotto una luce più realistica per quello che sono, ti senti inadeguato distrutto da un combattimento quotidiano che finisce per toglierti la serenità, ti trovi di fronte a cose più grandi di te che non riesci a gestire, hai la netta impressione di restare subissato da una marea di problemi e di situazioni delle quali non puoi che prendere atto, problemi più grandi di te, per i quali non basta il coraggio. Ho avviato il progetto col desiderio di conoscere persone, di impegnarmi in un dialogo che sentivo necessario ma, semplicemente, non avevo capito quanto il dialogo è in realtà difficile e quanto il mio coraggio fosse solo frutto della inconsapevolezza di quello che avrei trovato. Non ce l’ho con nessuno, se non con me stesso, per aver pensato di poter fare quello che altri non avevano fatto, per essermi creduto capace di fare qualcosa di positivo, ma l’esito è un solo, un senso di totale inadeguatezza di fronte a una marea di cose incontrollabili, a una marea di esigenze alle quali non posso dare risposta a una marea di conflitti ai quali semplicemente non c’è soluzione. Non è la prima volta, nella gestione di Progetto Gay, che mi trovo in momenti di difficoltà e di scoraggiamento, ma oggi il senso di inadeguatezza è veramente asfissiante per una somma di situazioni che non riesco a gestire. Vedendo da vicino il mondo gay mi sono reso conto di che cosa è veramente e il mio senso di smarrimento è aumentato a dismisura, vedo ogni giorno come sia difficile comunicare, quanto diversi e spesso inconciliabili siano i modi di vedere la vita delle persone che incontro, quanto disperato bisogno di affetto ci sia, quanto disperato bisogno di non essere soli e nello stesso tempo quanto sia arduo, se non impossibile, costruire un seppur minimo frammento di dialogo, anche quando ci si prova da tutte e due le parti, anche quando ci si prova seriamente da tutte e due le parti. E ho visto quanta sofferenza ci possa essere in situazioni che probabilmente non avranno nessuna soluzione, quanta angoscia ci possa essere nel sentirsi al limite della tentazione di abbandonarsi alla deriva, e di fronte a tutte queste cose, l’ho imparato in pratica negli ultimi quindici giorni, non c’è assolutamente niente da fare. Arrivo alla terribile constatazione che inevitabilmente ognuno va per la sua strada e che ogni tentativo di dialogo è frutto solo dell’ingenuità del non averlo capito. Mi trovo di fronte a problemi troppo grossi, a situazioni troppo difficili. Provo solo un profondo desiderio di fuggire davanti a tutte le cose che non riesco a gestire. Capisco perfettamente quelli che scappano, quelli che rinunciano, quelli che cercano di salvarsi nel piccolo del privato perché il senso di frustrazione è enorme e l’idea di potere influire anche in modo minimo sulla vita di altre persone è pericolosissima perché comporta un’assunzione di responsabilità che finisce per schiacciare. Un blog, salvo i commenti, è un ambiente controllato da una sola persona, in qualche modo è una forma di espressione unilaterale, anche un blog può fare danni, ma chi lo scrive non li vede. Un forum è molto più pericoloso perché al di là dello scambio in dimensione pubblica crea una catena incontrollabile di rapporti di tipo privato. Una chat poi è uno strumento che può realmente essere terribile, perché può creare illusioni, delusioni, fraintendimenti, può alimentare meccanismi psicologici incredibili e ingestibili. Sono molto seriamente tentato di chiudere definitivamente e in toto l’esperienza di Progetto Gay o di lasciare, se mai, in piedi solo i blog con la moderazione preventiva dei commenti. Sono stanchissimo e soprattutto non ce la faccio a reggere questi ritmi. Per oggi non aprirò la chat msn né quella di C6. Non mandatemi messaggi personali nel forum perché la casella è piena e non la svuoterò. Se volete, usate la posta all’indirizzo corrispondente al mio contatto msn.

giovedì 31 gennaio 2008

GESTIRE UN FORUM GAY

Leggo oggi sul forum STORIE GAY E NON SOLO un commento di Steven riferito alle proposte di Marco relative alla gestione del Forum (post precedente). Il link all’intervento originale è il seguente: http://storiegay.spaces.live.com/blog/cns!5A60249849128BD...
In calce alla trascrizione dell’intervento di Steven aggiungo qualche mia considerazione.
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“Con molta sincerità credo che Marco abbia ragione su alcuni punti mentre su altri non mi trovo.

Penso che lui sbaglia quando parla di sesso e sul fatto di aprire un' area riservata. Project è stata una persona che mi ha dato e da consigli su come affrontare alcune situazioni, su come comportarsi ma non approfondisce il discorso "sesso" perché un 19enne potrebbe subito fraintendere ed è per questo che le premesse di Project vanno rispettate così come il distacco che lui mantiene nel parlare liberamente di sesso. Io ho 25 anni e ho le mie esperienze e se uno mi parla al primo accenno di sesso esplicito non ci vado a far caso mentre un 18enne (per mancata esperienza) potrebbe fraintendere. Poi circa l'area riservata penso sia una cattiva idea perché nei forum non c'è solo gente pulita che ha voglia di scambiarsi idee, purtroppo c'è anche gente grande di età che potrebbe approfittare della situazione e dare vita magari a discussioni con un secondo fine facendo decadere quel clima soft che si era creato. Ci sono in giro uomini che non fanno altro che raggirare le persone sopratutto i ragazzetti di 16,17,18...anni promettendo loro chissà cosa. Quindi dovremmo ringraziare Project se non ha mai oltrepassato i limiti e se ha creato un forum in cui ci si racconta tutto senza mai scadere nel volgare o sesso esplicito, quello come ha detto lo stesso Marco lo si può trovare ovunque e allora perché non elogiare un forum (quale appunto quello di Project) in cui i ragazzi mantengono quel clima di castità che al nostro tempo si è perso e che dovrebbe essere ricercato.

Sono d'accordo con Marco, invece,su punto n°1 ovvero dove richiede più spiegazioni sul concetto di "Ragazzo Gay" e prevenire quelli che verranno in futuro. Questo perché sui forum ci sono anche i ragazzini che hanno voglia di sapere e di conoscere il mondo gay perché magari non hanno nessuno che li aiuti.
Project volevo proporti io personalmente una cosa che mi sta a cuore, mi piacerebbe trovare sul tuo forum una sorta di "telefono amico" in cui tu o chi per te da consigli sui problemi come la solitudine, l'esclusione dalla società, l'emarginazione dei gay...tutti problemi che magari vengono affrontati dagli altri utenti ma non da una persona esperta. Forse chiedo una cosa irrealizzabile ma così come Marco non esiterebbe a iscriversi se gli crei un'area riservata ad un pubblico adulto, io non esiterei ad iscrivermi sapendo che lì c'è qualcuno a cui posso chiedere aiuto e/o consigli.
A presto CIAOOOOOO!!!
Steven
30 gennaio 19.42”
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Ciao Steven,
stamani, aprendo il blog sono stato contentissimo di trovare questo tuo commento. Come ho avuto modo di scriverti in riposta alla tua precedente, leggere un tuo messaggio mi è graditissimo perché anche se ci si sente poco in termini quantitativi, non si tratta certo di cose poco significative e questo tuo ultimo commento mi fa sentire orgoglioso. Effettivamente con te non mi è mai capitato di parlare di sesso, non certo per un rifiuto a priori ma semplicemente perché non se ne è mai data l’occasione. Con altri ragazzi è successo ma mantenendo una posizione necessariamente esterna e distaccata. Forse proprio per questa ragione, quando mi è capitato di parlare esplicitamente di sesso, non mi sono mai trovato di fronte a nessuna forma di fraintendimento. Quanto all’area riservata del Forum, come ho già detto, non penso sia una buona idea perché il Forum (ma il discorso vale anche per i blog) deve essere uno strumento utile di confronto e di discussione seria, anche su questioni attinenti il sesso, ma viste nel quadro della vita complessiva di un ragazzo gay. I blog e il Forum di Progetto Gay sono ambienti molto selezionati, destinati ad un’utenza seria, la sola idea che possano in qualche modo diventare luoghi di interesse per persone di pochi scrupoli a caccia di ragazzi inesperti mi fa rabbrividire. Cerco di esercitare il massimo controllo sia sui blog che sul Forum per mantenere un’atmosfera di serietà (non di seriosità) e soprattutto perché questi spazi mantengano in pieno la funzione per cui sono stati creati. Si può parlare ovviamente di tutto ma le persone educate sanno farlo in modo adeguato. I ragazzi sono ragazzi, è ovvio, e parlare di sesso è una priorità importante, ma Progetto Gay non è e non dovrà mai essere associato in nessun modo all’idea di porno. Progetto Gay è e vuole rimanere “per tutti” e creare aree con restrizioni di accesso, a mio giudizio, non è conciliabile con lo spirito di fondo del progetto (cosa che, tra l’altro, lo stesso Marco ha riconosciuto ampiamente).
Quanto alle proposte di Marco con le quali sei d’accordo devo dire che sono d’accordo anch’io. Sia per quanto riguarda l’idea di “Ragazzo Gay” che è effettivamente quanto mai vaga, sia per quanto riguarda l’idea di riservare una sezione del forum ad una informazione generale dedicata ai lettori più giovani. Questa ultima proposta, in particolare, penso possa avere una importanza sostanziale notevolissima. E’ una cosa che si può realizzare certamente, ma per metterla in pratica ho bisogno di aiuto ti spiego perché. Io passo in chat con ragazzi gay in media 10 ore ogni giorno, ma talvolta sto in chat tutta la notte e nei giorni di festa non ci sto meno di 15/16 ore, tutto questo mi mette a contatto con la realtà mondo gay in modo molto diretto, ma i miei interlocutori, in genere, non sono non sono ragazzi giovanissimi. L’età media dei ragazzi di progetto gay è tra i 25 e i 26 anni, e questa è anche l’età media dei ragazzi con cui sto in chat, i ragazzi sotto i vent’anni sono pochissimi, i minorenni sono rarissime eccezioni. Mi rendo conto che la coscienza di essere gay si acquisisce in forma più o meno netta molto prima dei 20 anni, ma in sostanza non ho esperienza diretta del contatto con ragazzi gay di quell’età. Ti sarei grato (ma il discorso è esteso a chiunque voglia darmi una mano) se volessi suggerirmi come, in concreto, avviare la cosa. Io posso provare con buona volontà ma ho bisogno di collaborazione.
E adesso vengo all’ultima proposta che, non ti nascondo, non mi sarei mai aspettato. Un’idea simile io non l’avrei mai avuta, ma se me la proponi significa che ha un senso. Mi lusinga molto che tu mi possa considerare una persona esperta ma la parola esperto in genere si dà a persone titolate per svolgere un’attività. Io non sono uno psicologo, non sono un medico, non ho alcun titolo che mi abiliti a dare consigli. Io sono solo un gay anziano che, come tutti, ha una sua particolare e specifica esperienza della vita gay e una sua particolare e specifica visione delle problematiche connesse. La conoscenza che ho del mondo gay si è stratificata negli anni e ultimamente si è arricchita moltissimo tramite le chat che, lo devo confessare, mi hanno portato in diverse occasioni a rivedere talvolta radicalmente le mie precedenti posizioni su questioni anche fondamentali della vita gay. Io devo ringraziare i Ragazzi perché in tantissime cose mi hanno aperto gli occhi. Se questa esperienza, con tutti i caratteri di relatività che si porta appresso, può servire, beh, francamente, io non chiedo di meglio che mettermi a disposizione di chi vorrà contattarmi. In certi giorni, già adesso arrivo alla mattina dopo nottate in chat e ci arrivo stremato, ma cercherò di tenere conto di tutti i possibili impegni anche se, nonostante la buona volontà, non me la sento di garantire a priori quello che un lettore serio può aspettarsi da me. Ricevo in media una o due e-mail “serie” al giorno (spesso anche tre o quattro) e devo rispondere in modo altrettanto serio, poi ci sono le Chat, i Blog, il Forum... bene, con un po’ di buona volontà cercherò di farci entrare anche il “telefono amico”. Ti dico la verità, posso scrivere in una sezione del forum quello che penso, ma in moltissimi casi la cosa che avrebbe più senso sarebbe incontrare le persone in chat in modo da poter parlare con calma. Avvierò certamente una sezione del Forum tipo “Gayproject risponde” e metterò nel post di apertura anche tutte le modalità per contattarmi in chat, ma non pubblicherò il mio contatto MSN direttamente. Però dopo ti devi registrare, ormai me l’hai promesso.
Per il momento ti saluto. Questo messaggio te lo manderò anche per e-mail col solito metodo tramite il tuo space.
Grazie Steven.
Un abbraccio!
Gayproject

domenica 27 gennaio 2008

FORUM PROGETTO GAY

L’utilità concreta di un forum come il Forum di Progetto Gay è proporzionale alla quantità di visite che riceve e al numero degli utenti che raccoglie, quindi è necessario che il Forum sia accessibile in modo facile dai motori di ricerca. Attualmente il nostro forum
ha un nome un po’ troppo lungo e complicato “progetto gay forum – gay project forum” cosa che crea difficoltà di indicizzazione per i motori di ricerca. Anche se il cambiare denominazione comporta un’attesa di 7-8 giorni prima di ottenere l’indicizzazione Google con la nuova denominazione, alla lunga un nuovo nome, opportunamente scelto, può portare nuova utenza. Alcuni elementi mi sembrano fondamentali, in particolare la parola forum e la parola gay, che sono irrinunciabili ma essendoci molti forum (frequentatissimi) con denominazioni formate da queste due sole parole, aggiungerei la parola progetto, nella combinazione “PPROGETTO GAY”, tutta in caratteri maiuscoli, che sono molto meglio evidenziati delle pagine Google.
Cercare di essere individuabili tramite la chiave “gay” è praticamente impossibile perché si tratta di una parola internazionale che compare il una infinità di denominazioni di siti. Lo stesso ragionamento vale anche par la parola “Forum”. La parola “progetto” è italiana e quindi esclude i lettori di lingua non italiana ma nello stesso tempo è una parola decisamente poco usata nei motori di ricerca.
riporto qui il numero di link citati di Google per ogni chiave
gay: 481.000.000
forum gay: 3.700.000 (un post di Progetto Gay sul nuovo forum è oggi al 9° posto)
gay forum: 5.410.000 (un post di Progetto Gay sul nuovo forum è oggi al 5° posto)
progetto gay forum: 63.000
forum progetto gay: 60.500 (al primo posto compare però il vecchio forum Alice, il che più ingenerare confusione)
progetto gay: 389.000 (il nostro blog è fisso al 1° posto)
storie gay: 166.000 (il nostro blog è fisso al primo posto)
in ricerche come “dialogo gay”, “confronto gay”, “discussione gay” siamo ai primissimi posti, ma sono chiavi poco usate.
n.b. il forum non è comunque attualmente indicizzato direttamente nelle prime pagine di Google ma solo tramite riferimenti contenuti nei blog. A oggi il Forum è citato in Google solo 23 volte perché sono indicizzate solo le discussioni e non se singole risposte. Se avete dei post importanti da pubblicare sul forum, pubblicateli come nuove discussioni e date alle discussioni un titolo che contenga la parola gay e che sia adatto ai motori di ricerca usando nei limiti del possibile titoli che corrispondano a chiavi di ricerca molto comuni.
Nei singoli post che pubblicherò sui blog [e contemporaneamente anche sul forum come nuova discussione], aggiungerò sempre un link al Forum con carattere evidenziato perché la visibilità del forum dipenderà ancora per un bel pezzo da quella dei blog.
Riporto qua sotto le possibili denominazioni del forum, pregandovi di darmi una indicazione e di propormi eventuali alternative.
Vi ringrazio anticipatamente.

Opzioni proposte:
FORUM PROGETTO GAY
PROGETTO GAY FORUM
FORUM di PROGETTO GAY

[Potere aggiungere i vostri commenti direttamente sul blog oppure nella specifica discussione di
Forum Progetto Gay ]

giovedì 17 gennaio 2008

NUOVO FORUM DI PROGETTO GAY

Carissimi amici di Progetto Gay,
dopo lunga meditazione, ho vinto gli indugi, e col supporto tecnico di Aster, al quale devo la mia scelta definitiva, ho finalmente avviato un nuovo potente strumento di discussione del quale imparerete a scoprire piano piano le potenzialità, il NUOVO “FORUM DI PROGETTO GAY”
http://progettogay.forumfree.net.
Dedico questo Forum a Fabiomatteo, il vero padrino del Forum, col quale sono stato a discutere buona parte della serata di ieri sulla opportunità di un nuovo e potente Forum di Progetto Gay e sulle scelte strategiche da fare. Invito gli amici di Progetto Gay ad iscriversi al forum che potrà essere un potentissimo strumento di confronto e di discussione. Così come il blog è cresciuto attraverso i vostri interventi così confido accada anche del forum. Vi aspetto numerosi. Lo strumento è di ottimo livello ora sta a noi farlo funzionare!
Grazie amici. Una nuova avventura è appena cominciata... speriamo che le cose vadano per il meglio. Vi voglio bene!

lunedì 15 ottobre 2007

PARTITO IL FORUM DI PROGETTO GAY

Cari lettori,
questi blog ormai navigano alla grande e registrano un numero di accessi molto a di sopra delle mie più rosee previsioni. Da qualche giorno è partito anche il forum... Ringrazio ed-straker (un lettore etero che dice cose molto serie) per la sua partecipazione (già due post, ai quali ho risposto). Riporto qui di seguito il testo della mia ultima risposta... chissà che a qualcuno non venga un po’ di curiosità. Un forum come questo può essere il luogo adatto per una discussione e per un confronto, non solo tra gay, ma anche tra gay e etero... magari un progetto di questo livello potesse partire! Se così fosse si potrebbe vedere di avviare un forum più flessibile di quello di Alice che difende bene dagli incontri indesiderati (perché è un forum di Community) ma ha delle limitazioni strutturali notevoli...
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Ciao ed-straker, sono contento di rivederti da queste parti, posso dire solo che quello che scrivi mi pare molto realistico e di estremo buon senso. Che quell’amico sia per te semplicemente un amico è un fatto, ma il fatto che tu accetti di non essere per lui semplicemente un amico rende a questa amicizia un carattere speciale, perché in effetti tu accetti un rapporto asimmetrico. L’accettazione di questa asimmetria “dichiarata” non è una cosa comune. In sostanza tu mantieni un rapporto di amicizia con un gay che si è innamorato di te, lo accetti per quello che è, non in astratto ma in relazione alla tua persona, lo accetti pur sapendo che i suoi sentimenti nei tuoi confronti non corrispondono a quelli che provi tu e questo, dal punto di vista di un gay, è importantissimo. Te lo dico perché io ho amici etero che si comportano in questo modo e siamo in rapporti di amicizia profonda e di fiducia reciproca totale e questi rapporti datano ormai da diversi decenni. In sostanza non c’è nessuno più convinto di me che gay e etero non siano comprati stagni della società. Aggiungo una cosa e mi piacerebbe conoscere il tuo parere in proposito: credo che gli etero (per quanto sia paradossale usare una categoria simile) si mostrino molto più omofobi nella vita pubblica che non nella vita privata, come se il considerare il gay una cosa a parte fosse più una necessità connessa alla visibilità sociale dei comportamenti che non una cosa realmente sentita. Ho visto molti più etero intolleranti nella loro vita pubblica di quanti ne ho visti nella vita privata (in realtà pochissimi).

martedì 9 ottobre 2007

GRAZIE ROSSANA

Ringrazio sentitamente Rossana di aver inserito il primo post (non mio) nel FORUM, ovviamente io l’ho commentato subito. Speriamo che non resti solo! Bentornata Rossana!
p.s. questo è il post n. 200!! Ormai questo blog ha la consistenza si un libro di circa 400 pagine! Ed è tutto gay! Un gay serio per dire le cose come stanno e raccontarsi per quello che si è!
Mi continuano ad arrivare richieste di link e di inserimento tra gli amici in MSN. Inserirò tra gli amici o linkerò solo siti effettivamente personali (niente di commerciale, nemmeno mascherato) e niente di “non pertinente”. I miei sono blog gay e tali devono rimanere. Chiunque è bene accetto qui ma “solo” per rimanere in tema.

domenica 30 settembre 2007

O CRISTIANO O GAY

Sono molto riluttante a scrivere questa storia perché tocca questioni delicatissime. I fatti sono raccontati in un diario non brevissimo di cui una persona che conosco mi ha fatto avere delle fotocopie, ho chiesto il numero di telefono dell’autore di quel diario e me lo hanno dato, l’ho chiamato, mi conosceva solo per interposta persona, perché aveva sentito parlare di me e per i miei blog, ma ha detto che potevo usare quel materiale ma mi ha chiesto di farlo con estrema prudenza, ed è quello che io farò. Il diario in alcuni punti presenta toni drammatici veri. Ho riscritto la storia, (in prima persona) riassumendola e, al solito, cercando di rispettarne lo spirito. Sottolineo che quanto troverete di seguito non rappresenta assolutamente il mio personale punto di vista.
La mia storia è una storia molto particolare, è la storia di un amore gay intensissimo e brevissimo ma sostanzialmente impossibile, impossibile perché negato, soffocato sul nascere. Il tutto si è svolto nell’arco di 25 giorni, li ho contati uno per uno. Io 23 anni e lui, Marco, 19, ci siamo conosciuti all’università, lui era iscritto al primo anno, io stavo per finire lettere. Era pomeriggio tardi, dopo le lezioni, mi ha chiesto delle cose sull’istituto di glottologia, io ho cercato di spiegargli tutto ed è cominciata così, poi abbiamo continuato a parlare e si stava bene, lui era esitante ma era felice di stare con me. Non lo conoscevo affatto, era un bel ragazzo, ma mi piaceva anche sotto altri punti di vista, era schietto, autentico, non recitava, quella sera non me ne sarei più andato. Di dirgli che ero gay non mi è passato nemmeno per l’anticamera del cervello, ci stavo bene e basta, non avevo nessun secondo fine, in effetti mi capita spesso di parlare con qualche ragazzo, ma così, solo perché si sta lì e si devono passare cinque minuti. Mi sentivo più grande di Marco, più maturo, in qualche modo protettivo. Il giorno successivo mi ha cercato nella mia aula e l’ho accompagnato a casa, un lunghissimo e gradevolissimo viaggio. Nei giorni seguenti ho notato che tra noi si stava creando un rapporto forte e non sapevo come comportarmi, con me Marco parlava di tutto ma mai di ragazze o di sesso. Se volevo essere onesto, a costo di perderlo, dovevo dirgli come stavano esattamente le cose. L’ho fatto. Marco era turbato in modo profondo perché voleva essermi amico, ma non in quel modo, questo me lo ha detto subito, ma non sapeva se ci sarebbe mai riuscito. All’inizio ho pensato semplicemente che sentirsi oggetto d’amore di un gay non fosse per lui una cosa accettabile, ma il problema non era quello. L’ho capito un minuto dopo perché me lo ha detto lui stesso in uno sforzo di sincerità che gli deve essere costato sangue, mi ha detto: “Io non posso condividere il tuo sentimento perché sono cristiano”, ma da questa frase io ancora non riuscivo a capire bene quello che mi stava dicendo, gli ho detto semplicemente: “non ho capito...” E lui mi ha risposto vincendo un imbarazzo fortissimo e senza guardami in faccia: “Io sono gay ma sono cristiano e voglio vivere castamente... e stando vicino a te sarebbe molto più difficile”. Io sono rimasto sconvolto da questa dichiarazione esplicita, ma lui è fatto così, non è proprio capace di imbrogliare nessuno, mai! Poi mi ha detto: “è una battaglia con me stesso ma io la devo vincere, a te può sembrare assurdo ma per me è essenziale”. Non sapevo come comportarmi, se fare tutti i miei soliti discorsi sulla religione o evitare. Non ho detto nulla, l’ha presa come una forma di rispetto e non è scappato via, quando ci vedevamo era contento ma sempre con senso di colpa di fondo. Io lo facevo parlare, speravo tantissimo che capisse le cose anche il mio punto di vista, poi abbiamo parlato anche di religione. Per lui era una cosa essenziale, per fare le cose onestamente ci metteva l’anima. Non era bigotto, non era uno invasato, no! L’aveva presa sul serio al 100%. Io non frequento le chiese da quando mi sono reso cono di essere gay, in pratica da quando ero ancora ragazzino, ma qualche pagina di vangelo la leggo volentieri, le chiusure che ha il papa sui gay mi sembrano assolutamente immorali ma non penso affatto che la religione sia una cosa stupida. Marco si è reso conto che io avevo un certo rispetto per queste cose e ne è stato contento, tuttavia con me non ha mai parlato del problema di religione e gay. Il ventiquattresimo giorno, un sabato, mi ha chiesto una cosa stranissima, mi ha chiesto di accompagnarlo in chiesa l’indomani... io gli ho detto che ci sarei venuto certamente. La domenica era una domenica particolare e c’era un vescovo che doveva cresimare una ventina di ragazzi. Io e Marco siamo entrati. Io mi sarei fermato in fondo, ma Marco ha voluto che andassi più avanti con lui e ci siamo messi in un banco circa alla metà della chiesa. E’ entrato il vescovo per la messa, uno magro, alto, anziano. I ragazzi cantavano, la chiesa era pina di gente, c’era una bella atmosfera. Poi il vescono ha fatto il suo discorso e ha detto delle cose molto belle, che mi hanno commosso, sul fatto che siamo tutti fratelli e che amare il nostro prossimo è difficile. In pratica non c’è stata una sola parola della predica del vescovo che io non avrei detto identica. Mi sembravano cose bellissime, condivisibili al 100%, poi ci siamo scambiati la pace, ma la cosa non aveva il sapore rituale che ha di solito, era una cosa seria. Si è alzato ed è andato a confessarsi al ritorno si è inginocchiato proprio vicino a me, poi è andato a fare la comunione, era felice come non l’avevo visto mai. Quando siamo usciti dalla chiesa abbiamo parlato per un quarto d’ora e mi ha detto che avrebbe voluto farsi prete ma che adesso in seminario avrebbe avuto dei problemi, che prima di decidersi doveva avere la certezza che avrebbe potuto portare la cosa avanti fino in fondo senza esitazioni, mi ha spiegato che prima avrebbe dovuto risolvere il problema della omosessualità e che se gli volevo bene veramente lo dovevo aiutare non cercandolo più. Quello che io ho provato in quei momenti credo che nessuno se lo possa immaginare, ero sconvolto, non sapevo che dire, lui mi chiedeva di dirgli addio per sempre e io ho rispettato la sua decisione, gli ho detto che gli avrei voluto bene sempre e comunque, mi ha risposto che questo lo sapeva e che anche lui non mi avrebbe dimenticato ma che la sua strada era un’altra. Ormai è passata una settimana e non l’ho più sentito. Adesso mi sento uno schifo dentro, mi sento solo, mi sento disperatamente solo e penso che sono stato vile, che non ho fatto quello che avrei dovuto, penso che ho rispettato solo le sue parole e non la sua anima, che l’ho fatto andare per quella che lui mi ha detto essere la sua strada ma che forse non è veramente la sua strada, perché lui quella scelta l’ha fatta in modo drammatico, perché era spaccato in due dentro, perché per salvarsi l’anima doveva distruggere se stesso. Quello che mi fa stare male è che se dovesse pentirsi della scelta che ha fatto non avrebbe nessuno disposto ad ascoltarlo. Io l’ho assurdamente assecondato nello scegliere la strada che lo ha portato definitivamente via da me, ma se volesse tornare indietro nessuno lo aiuterebbe e io penso che prima o poi possa andare in crisi. Il senso della disperazione mi viene non solo per me ma soprattutto per lui e mi sento in colpa e penso che il mio comportamento sia stato ipocrita perché rispettare una persona significa dirle sempre tutto quello che si pensa e io con lui non l’ho fatto.

CIAO DISTILLATO 8

Dopo una giornata stressante lontana da questo blog, eccomi finalmente al mio posto. E questa volta, dopo ben quattro commenti (su Progetto Gay), Distillato si merita una risposta un po’ più articolata.
Circa il commento a “scoraggiamento gay” ho parecchie cose da dire. Non so se hai mai visto un vecchio film con Rex Harrison e Richard Burton. E’ un film del 1969, ma già prima si era visto in teatro con attori del calibro di Renzo Ricci e Paolo Stoppa e con un regista come Sandro Bolchi. La vicenda sembra ricalcare il tipico modello di commedia gay: un parrucchiere e un ex attor giovane troppo stagionato entrambi oltre i 55 (ovviamente gay e un po’ da operetta buffa) convivono in situazioni paradossali, con vecchie madri che li considerano eterni bambini, vicini pettegoli, ecc. ecc. I due litigano ogni giorno e il litigio finisce sempre nello stesso modo, uno dei due sbatte la porta e se ne va ma poi, dopo dieci minuti torna indietro. Il film ha una portata sentimentale notevole e talvolta ha toni sostanzialmente drammatici. I protagonisti sono due falliti, non solo perché sono gay ma perché nella loro vita non hanno concluso nulla... ma non mi sentirei proprio di dire che non si amano. Si amano da disperati, ma sono l’uno per l’altro l’unica ancora di salvezza. Quello che dici: quando qualcosa ti fa soffrire è bene chiudere e cambiare, è vero solo dal punto di vista di un ragazzo gay ma per un uomo di mezza età, o addirittura per un vecchio, per queste persone le alternative non esistono e amore e disperazione si fondono inevitabilmente, perché, con tutto il seguito di sofferenza che pure è inevitabile in un certo tipo di rapporto, esiste pure una dimensione che è comunque d’amore. I protagonisti di “scoraggiamento gay” non sono ragazzi e la dimensione del fallimento l’avvertono concretamente, per loro, ormai, la vita vera può essere solo quella. Il commento a “coppia gay” mi piace moltissimo anche perché, pure se con qualche differenza, mi sono trovato a vivere situazioni sostanzialmente simili a quelle, e dalla parte di quello che fa il duro, e la cosa è andata a finire più o meno come nella storia. Se avessi trovato persone che non mi volevano bene veramente, non mi avrebbero tollerato, ma per fortuna ho trovato persone che mi volevano bene veramente proprio come nella storia. Siccome questa storia ha per me una valenza autobiografica il fatto che ti abbia fatto effetto, per me, è particolarmente importante. Il commento a “sentirsi imbranati” intanto mi consola perchè forse non sono l’unico a sentirmi imbranato, almeno in certi momenti, e poi la chiusa: contraddizioni o forse no... mi incuriosisce, in effetti non credo che siano contraddizioni ma penso si tratti del riaffiorare di paure ancestrali, essenzialmente la paura dell’abbandono, e dell’idea, sostanzialmente stupida, ma dura a morire, che i rapporti affettivi siano una specie di partita a scacchi in cui non si devono sbagliare le mosse.
Quanto al commento a “eros gay e meccanica quantistica” concordo pienamente sul fatto che la storia potrebbe benissimo essere riscritta in chiave etero, a conferma del fatto, se mi ce ne fosse bisogno, che moltissime tematiche relative alla vita effettiva sono esattamente le stesse per i gay e per gli etero, cosa che d’altra parte mi pare ovvia, ma quando dico che quella è “vita gay” intendo dire che (almeno con gli occhi di una persona della mia età) data l’assoluta improbabilità di realizzare una convivenza gay, come è stata quella iniziale dei protagonisti, quando una eventualità del genere si realizza, l’idea di avere vinto il primo premio della lotteria viene eccome, ma poi ci si rende conto che l’altro è realmente altro, sesso o non sesso, e l’unica scelta possibile è tra tenerselo com’è o buttare via tutto. Alla fine si può anche amare una persona che ti fa soffrire perché in qualche modo ha bisogno di te. Il suo mondo non lo puoi distruggere. Mi torna sempre in mente la frase bellissima di Baldwin: “qui non c’è niente da decidere, qui c’è tutto da accettare!” Mi è capitato giorni fa un episodio significativo a questo proposito, te lo racconto. Un ragazzo che conosco, trentunenne, gay non dichiarato, ma in sostanza convivente con un altro ragazzo un po’ più giovane in un modo molto gratificante (li ho visti insieme tempo fa ed erano l’incarnazione della felicità) ha fatto e vinto due diversi concorsi per il dottorato di ricerca in due università agli estremi opposti dell’Italia, ci siamo trovati a parlarne e mi ha chiesto che cosa ne pensavo, in pratica se, secondo me, sarebbe stato meglio andare a nord o a sud. Io gli ho risposto una cosa che lo ha fatto arrabbiare, gli ho detto che, secondo me, stava per fare la più grande stupidaggine della sua vita, è rimasto piccato, voleva che gli dicessi che era stato bravo, ma in sostanza gli ho detto che stava vendendo l’anima al diavolo e che del suo compagno evidentemente non gliene fregava niente. Io l’altro ragazzo lo conosco bene e come era andato in crisi l’avevo visto, ma quello che aveva vinto il concorso non se ne era accorto e andavano a letto insieme tutti i giorni! Perché non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. I gay giovani molto spesso sono portati a pensare che vendersi l’anima sia una cosa “intelligente” o che una cattedra all’università sia meglio di una vita affettiva felice e quando è così e inutile tentare di farli ragionare perché non escono dai loro schemi. Nella storia di “eros gay e meccanica quantistica” si risente inevitabilmente anche l’eco dalla vicenda che ho appena raccontato e che, lo devo confessare, non mi è piaciuta per niente, perché poi il ragazzo che ha vinto il concorso la scelta l’ha fatta ed è andato a Milano e il suo compagno e rimasto solo! Quello che è andato a Milano vedeva solo la scelta tra Milano e l’altra università, ma pensare che c’era un’altra scelta da fare a monte, cioè se partire o restare con il suo compagno, non gli è passato nemmeno per l’anticamera del cervello... ma quindici giorni prima il milanese parlava d’amore così bene che sembrava che fosse innamorato per davvero! Per oggi la chiudo qui... ma sto preparando un’altra storia e questa volta proprio su una questione delicatissima, ne ho scritto una bozza, ma non so fino a che punto mi posso spingere senza passare i limiti (non si tratta di sesso).

SCORAGGIAMENTO GAY

Te lo confesso, certe volte mi prende una depressione nera, apparentemente senza motivo, anzi forse è più facile che mi prenda proprio quando non ce n’è motivo. Oggi un ragazzo che conosco e che mi è molto simpatico mi ha fatto un regalo, una cosa gradita e inaspettata, in altri momenti una cosa simile mi avrebbe messo di ottimo umore. Stamattina un ragazzo giovane mi ha detto una cosa di tipo molto personale che ho gradito molto, ha preso lui l’iniziativa di palare con me e c’ho ripensato più volte nel pomeriggio, ma oggi non riesco a valutare positivamente tutte queste cose. Vorrei altro e non so nemmeno che cosa vorrei, una storia d’amore... forse, ma forse nemmeno, anzi nessuna storia d’amore, mi sembra quasi che a certe cose non ci credo più. Con Sandro in teoria tutto va bene, mi vuole bene, nei limiti del possibile perché per riuscire a sopportarmi ci vuole molta buona volontà... io non sono entusiasta, ma ormai la cosa è avviata e tutto sommato è accettabile e poi puntualizzare a che servirebbe? Lui fa quello che può e fa pure troppo, e poi non possiamo nemmeno litigare perché ci vediamo pochissimo, lui sta sempre in giro e io pure, certe volte passano settimane, quando stiamo insieme penso sempre che è più vecchio della volta precedente, abbiamo entrambi 42 anni e alla nostra età che possiamo fare? C’è da cominciare a prepararsi per la vecchiaia... anzi ringrazio Dio che non sono rimasto solo perché poteva pure finire così. Insomma, un tirare avanti... Mi fanno impressione quelli che sono felici, mi chiedo se hanno capito bene, certe volte sembrano proprio convinti. Loro alle favole ci credono, io no... io ormai non credo più a nulla... a me stesso poi non c’ho creduto mai. Una cosa buona ce l’ho il lavoro... in pratica adesso è la cosa più importante. Quando ho conosciuto Sandro avevamo 25 anni, mi sembrava un sogno. Ci sentivamo giovani, il mondo era nostro. Una marea di sogni... e poi com’è finita? Un tran tran quotidiano, vita affettiva per modo di dire, vita sessuale neanche per modo di dire e un po’ di depressione che avanza... è la depressone non del gay che sta sognando e non può realizzare quello che sogna ma di quello che ha realizzato e ha visto che sarebbe stato meglio continuare a sognare. Sandro certe volte si arrabbia con me, mi dice che sono passivo, che non ho voglia di vivere... io gli dico che non è vero, ma è proprio così... mi sento spento. Sandro lo rispetto, in un certo senso gli voglio bene perché è un brav’uomo, ma in sostanza anche di lui non mi importa molto, se si trovasse nei guai lo aiuterei, certo, ma ormai comincio a sentirlo come un estraneo. Lui ha la sua vita e io la mia, siamo due gay che vivono insieme, non direi che siamo due gay che si amano, è una parla troppo grossa, meglio dire che si tollerano, che hanno bisogno l’uno dell’altro soprattutto per fare finta di non essere soli lo stesso. La settimana scorsa mi ha confessato che ha conosciuto un ragazzo che gli interessa, un ragazzo di 22 anni, io l’ho ascoltato, la cosa non mi ha sconvolto, in un certo senso me l’aspettavo e in un certo senso so pure come andrà a finire... Sandro si vivrà il grande amore per qualche mese, lui è fatto così, poi si stuferà anche del ragazzo di 22 anni e lo farà a polpette ma non se ne renderà nemmeno conto e poi tornerà da me... è già successo, copione sperimentato... e io me lo riprenderò, poi passerà qualche mese di depressione, e io appresso a lui, finché non gli passerà per la testa un’altra fantasia. Noi siamo gay ma siamo diversissimi. Lui ha la fissa del “non perdere tempo” evidentemente gli anni se li sente addosso, me li sento pure io, solo che io non credo che ci si possa fare nulla e soprattutto non credo che ci sia un gran che da perdere, io le frenesie di vivere per paura della “fine stagione” non ce l’ho... per me la stagione è finita da un pezzo! Che dovrei fare? Cercarmi anch’io un ragazzo di 22 anni? Ridicolo! ... E per farci che? Per ricominciare la vita da capo? No! Basta! Di vita me n’è bastata una... se dovessi ricominciare da capo preferirei non ricominciare. Certe volte mi chiedo se sono un gay depresso oppure un depresso gay e mi sembra che la seconda risposta sia più giusta della prima. Certe volte la mattina vorrei non alzarmi, non andare a lavorare, rimanere rintanato nel letto... quando c’è Sandro e mi vede così almeno mi coccola un po’... ma quello non c’è mai e io sto praticamente sempre solo... e poi la chiamano convivenza... ma convivenza di che? ... che qui uno sta a levante uno sta a ponente... se ci fosse almeno, almeno ci potrei discutere... ma non ci sta mai e io mica gli posso dire lascia perdere il ragazzo di 22 anni oppure lascia perdere gli altri cavoli che c’hai per la testa... perché lui scrive, fa l’intellettuale, di fantasie per la testa ne ha tante, lo invitano da tutte le parti... non gli posso mica dire: non ci andare... se gli togli quello che cosa gli resta? Almeno si riconsola con un po’ di fumo... mi torna in mente la storia del ragazzo ventiduenne... forse ne dovrei essere sconvolto, ma mi viene solo da pensare: povero ragazzo! Mettersi con Sandro! Si vede che non lo conosce. Sandro gli farà male, ma senza cattiveria. Sandro capisce tante cose difficilissime ma quelle terra terra non le capisce affatto, in un certo senso mi fa un po’ pena perché crede in quello che fa e crede di capire anche la vita degli altri... chissà perché mi ha parlato del ragazzo di 22 anni... queste cose non me le nasconde mai, me ne parla come un bambino che sta per fare una marachella... perché per lui il senso è quello e io gli faccio la predica moralistica, ma non per dirgli di non andare con quel ragazzo ma per dirgli di non illuderlo perché certe cose fanno male... l’altro giorno sembrava convinto a molare tutto e a non fare danni... ma io so benissimo che non mollerà proprio niente e che i danni li farà e devo solo aspettare che accada. Io non sapevo che la vita gay potesse essere anche così.

venerdì 28 settembre 2007

CIAO DISTILLATO 7

Ciao Distillato,
ho letto e riletto il tuo ultimo commento. Sono profondamente felice che ci si trovi sulla stessa lunghezza d’onda e sono felice di averti conosciuto e di questo splendido dialogo che si è creato. Le cose che mi dici mi convincono ancora di più, se mai ce ne fosse bisogno, che i valori tipici del mondo gay, cioè dei gay come persone: il rispetto dell’altro, l’amore incondizionato, la dedizione senza riserve, possono rendere la vita una realtà bellissima. Se il mio sogno era cercare di dare un’immagine vera di ciò che sono i gay, io credo che insieme ci stiamo riuscendo, e l’immagine che ne viene fuori non è solo vera ma di altissimo profilo. E sapere che le mie esperienze sono affini a quelle tue e del tuo compagno mi conferma nell’idea di non essere affatto l’unico a vivere così e il senso di consolazione che ne deriva è grandissimo perché vedo che le cose che danno a me un’emozione possono avere lo stesso effetto anche su di te e che le soluzioni che abbiamo cercato ai problemi della vita affettiva pure senza conoscerci sono in fondo sostanzialmente le stesse. Il mondo vero dei gay che non danno spettacolo è un mondo bellissimo e serissimo dove si può realizzare una felicità profonda. Tu sai bene che queste non sono parole! Volersi bene è l’unica cosa che può dare un senso alla vita e nel mondo gay il valore sommo è proprio il volersi bene. C’è gente che quando parla di gay pensa subito al sesso... ma come fanno a non capire? Io il sesso l’ho sognato e non l’ho mai avuto, ma d’amore ne ho avuto tantissimo, da ragazzi che non hanno avuto paura di me. Quando mi sono reso conto di quello che stava succedendo, cioè che si stava creando qualcosa di serio, pensavo che oltre il fatto di essere gay la differenza di età potesse creare problemi, pensavo che dei ragazzi giovani potessero avere paura di me, che mi potessero vedere come uno che poteva approfittare di loro, un po’ come l’orco delle favole, ma non avevano paura, non ne avevano affatto! Una volta ero rimasto d’accordo con un ragazzo che “forse” ci saremmo visti l’indomani, io non avevo sottolineato la cosa deliberatamente. Avevo un desiderio fortissimo di andarci ma ho fatto violenza a me stesso e non ci sono andato. Lui invece all’appuntamento c’è andato e ha aspettato tantissimo tempo inutilmente, io non ci sono andato per lasciarlo libero, non avrei mai fatto una cosa simile se avessi pensato che potesse starci male. L’indomani è venuto da me e mi ha detto. “Ma ieri perché non sei venuto? ... ci sono stato malissimo, è stata proprio una pugnalata”... io ho provato a spiegargli che avevo desiderato tantissimo di andarci ma che non c’ero andato per permettergli di prendere più facilmente la sua strada, ma nel dire questo lui ha notato che io ero veramente turbato e mi ha perdonato, poi ha stretto le mani a pungo e mi ha dato due lenti pugni sul petto e mi ha detto con gli occhi rossi: “Ma perché sei così stupido!” e io mi sono sentito un verme perché non ero stato capace di capire che quello era amore vero, ma certe esperienze fanno bene all’anima. Sono uscito da visioni molto schematiche e sostanzialmente stupide della vita effettiva proprio perché ho conosciuto questi ragazzi che mi hanno insegnato ad amare e hanno preteso che io lo imparassi passando sopra alla mai stupidità che pure li aveva fatti soffrire. Io oggi mi sento profondamente felice, non avverto il minimo senso di frustrazione e vorrei che gli altri potessero vivere cose meravigliose come quelle che vivo io. Mi sento amato in senso profondo e sono felice di essere gay e per costruire questa felicità anche tu hai fatto la tua parte! Un abbraccio.

CIAO DISTILLATO 6

Ciao Distillato,
dopo un commento come il tuo non posso non dire subito la mia, perché io vedo queste cose dall’altro lato. Io non so che differenza di età ci sia tra te e il tuo compagno ma da quello che dici non deve essere piccola. Di cose da dirti su questi particolari tipi di rapporto ne avrei moltissime perchè sono sicuramente tra le cose che conosco meglio. Ti dico della mia esperienza che, per particolare che sia, non è proprio minima. Quando una persona grande incontra l’amore di un ragazzo della tua età è inevitabile che vada in crisi, la paura c’è, può non darla a vedere ma la paura c’è, non è l’idea di desiderare altri tipi di stabilità ma è proprio il fatto che un ragazzo di 23 anni per una persona adulta gay rappresenta moltissime cose, l’idea di rinascere, di sentirsi giovani anche quando non lo si è più, l’idea di avere un ruolo che è anche paterno, che è anche di guida. Ti posso garantire che il fatto che ci sia anche una dimensione sessuale concreta non distrugge queste cose, sono cose che possono convivere perfettamente e poi in un rapporto dissimmetrico di questo tipo un uomo più grande si sente innegabilmente gratificato dal fatto di rappresentare qualcosa di importante per un ragazzo più giovane, dal fatto di sentirsi amato. Quando è capitato a me, ti giuro, è stata una cosa che io avevo desiderato profondamente ma non avevo mai cercato concretamente proprio per non invadere, per paura di fare danni, di lasciare impressioni negative. La paura di un coinvolgimento profondo in questo tipo di relazioni per un uomo adulto è assolutamente dominante, specie all’inizio, e succedono cose che sono il contrario di quelle che ci si potrebbe aspettare, in genere a rompere il ghiaccio è il ragazzo più giovane che deve riuscire a vincere le paure dell’adulto, almeno a me è successo sempre così. Io scappavo ma il ragazzo che vedeva la mia ritrosia la considerava, come era, un segno di rispetto e d’amore. Aggiungo che ho trovato forme d’amore assolutamente gratuito e totale, con livelli di fiducia incredibili. Non c’è bisogno di dire che per un uomo adulto gay, sentirsi importante e utile, anche solo a livello di colloquio, per un ragazzo gay, è una cosa straordinariamente importante. Diciamola tutta: tra me te si è creata una forma di colloquio a distanza incredibilmente seria e questo fatto per me è una gratificazione importantissima. Aggiungo che un uomo gay adulto, non solo secondo la mia esperienza ma anche secondo quello che ho visto in situazioni non vissute direttamente da me, non mirerà mai (salvo casi realmente patologici) ad approfittarsi di un ragazzo gay giovane. Se penso a me stesso posso dire che per i ragazzi che mi hanno voluto bene e dei quali sono stato profondamente innamorato, in tutti i sensi, mi sarei veramente buttato nel fuoco senza nessuna esitazione, cioè più concretamente, per loro avrei sacrificato “qualsiasi cosa” ma assolutamente senza eccezioni. Voglio dire che nonostante la dissimmetria si viveva un rapporto meraviglioso e incredibilmente reciproco. Tante volte mi hanno fatto uscire dalla mia stupidità, mi hanno fatto ragionare. La cosa che mi ha sempre sconvolto di più, in questi tipi di rapporto, è che un ragazzo giovane, quando ti vuole bene, lo fa con tutte le sue forze e senza riserve e che l’unica cosa che lo mette in crisi è che tu possa dare l’impressione di voler troncare la relazione. Ho visto piangere convulsamente un ragazzo (più o meno della tua età) che nella mia vita è stato ed è fondamentale perché io stupidamente avevo usato un atteggiamento duro nei suoi confronti cercando di allontanarlo, pensando, lo ripeto, stupidamente, che il suo bene fosse andare per la sua strada e staccarsi da me. Quando l’ho visto piangere sono rimasto sconvolto e sono andato totalmente in crisi, perché io cercavo di rifiutare l’idea di poter essere veramente fondamentale per quel ragazzo, mentre era proprio così. Quando ti rendi conto di essere amato a questi livelli non esiste più nessuna possibilità di creare schermi razionali o di pensare di poter ragionare per arrivare a una conclusione, perché arrivare a una conclusione, cioè interrompere la relazione significa ammazzare l’anima di un’altra persona che ti ama e che ti ama in modo profondissimo. Superate queste paure, quando mi sono reso conto che quello che c’era era una cosa verissima e totalmente reciproca, messa da parte le volontà di fuga più o meno dettate da cosiddetti doveri morali, subentrava un’altra paura, anche questa una paura stupida, la paura di poter essere abbandonato, la paura che un ragazzo giovane prima o poi se ne possa andare per la sua strada. Questa è stata per me letteralmente un’idea ossessiva. Altro che cercare una situazione più stabile! Quando si è coinvolti in queste cose ci si sta dentro fino al collo ed è impossibile che si veda qualunque altra cosa sul proprio orizzonte. E la paura di essere abbandonato da un ragazzo più giovane che ti ama veramente è stupida. Forse quel ragazzo potrà avere bisogno di altro, voglio dire di un ragazzo giovane, e allora deve essere proprio l’uomo adulto che lo deve aiutare in questa strada, che gli deve facilitare la via, che lo deve “AMARE” anche quando il ragazzo se ne andrà, se se ne andrà, perché amare non significa tenere per sé ma fare la felicità dell’altro, accompagnandolo senza traumi, assicurandolo che se andrà per la sua strada l’uomo adulto lo amerà comunque, senza limiti e senza condizioni. In questo modo il rapporto di amore profondo potrà cambiare aspetto ma non finirà, non sarà soffocato. Il problema non è creare una relazione stabile ma mantenere un rapporto d’amore capace di crescere nel tempo. Mi sono sfogato un po’, forse ti ho detto cose molto lontane dalla tua esperienza ma, credimi, essere presi sul serio è bellissimo! Io non ti conosco ma quando, come adesso, ti auguro tutta la felicità possibile per te e per il tuo compagno, lo faccio con tutta l’anima, non è una cosa rituale, non mi sento fuori... la tua felicità è anche la mia.

RAPPORTI TRA GAY DI ETA' DIVERSA

Sulla base delle notizie che ho raccolto (che su questo tema non sono molto limitate, anzi!) e spinto soprattutto dal commento anonimo pubblicato in “Commenti da meditare” cercherò di affrontare un tema fondamentale del mondo gay, che si ripresenta puntuale in moltissime relazioni anche importanti, quello della differenza d’età. Premetto che si tratta di un argomento estremamente delicato perché la dissimmetria all’interno di un rapporto sembra, almeno all’apparenza, un elemento di debolezza. Mi è capitato anche a livello personale di trovarmi coinvolto in rapporti con persone anche molto più giovani di me e ho cercato di mettermi dall’altra parte e di capire che cosa stesse cercando il ragazzo che avevo vicino. Molto spesso lasciare spazio a chi mi voleva bene mi è costato molto caro nel senso di auto-repressione, spesso mi sono sentito frenato dall’idea di invadere terreni molto delicati sui quali non credevo di avere il diritto di entrare, perché per un uomo adulto un ragazzo che gli vuole bene è qualcosa di sacro. Ho vissuto questi rapporti dissimmetrici sempre dalla parte del più grande e non riesco a immedesimarmi realmente nella parte del più giovane. Quanto di questi rapporti fosse determinato dall’eros e quanto da altre forme di affettività, addirittura più profonda, è difficile dirlo. Certo dal mio punto di vista scattavano meccanismi di affettività quasi paterna e in tutta onestà sarei tentato di togliere il quasi. Questi sentimenti erano ovviamente mescolati con l’eros che tuttavia si stemperava in una dimensione di gradevolezza fisica, di godimento della semplice presenza dell’altro, della sua voce, della sua fiducia nei miei confronti. Ciò che ho potuto rilevare in questi rapporti, per quanto mi è capitato di viverne personalmente e per quello che ho visto nella vita di altri è che sono realtà estremamente importanti, che incidono profondamente nell’animo delle persone e che possono portare entrambe le parti ad una maturazione affettiva molto seria. Il vero problema di questi rapporti non è, come speso si crede, nella questione “sesso sì, sesso no” o fino a che punto. Il vero problema è nel senso del limite, nella non prevaricazione, nel consentire a chi è più giovane sempre una via di uscita dignitosa (l’amore non è una trappola), sesso o non sesso, nella coscienza della reversibilità della cosa, che poi è il vero fondamento della stabilità di questi rapporti. Quando ci sono venti o più anni di differenza un rapporto ha inevitabilmente una struttura più complessa, è giocato su una molteplicità di ruoli e tentare di eliminare in modo fittizio il gap generazionale non ha alcun senso, ma il rapporto può avere un senso profondo “per quello che è” e, a mio giudizio, può essere vissuto pienamente solo con la coscienza che alla base c’è qualcosa di diverso da ciò che unisce due coetanei. Personalmente ho il terrore degli schemi ma da quello che vedo sono portato a pensare che molti uomini adulti abbiano enormi problemi nel gestire questo tipo di relazioni proprio perché temono che non saranno mai come un rapporto tra coetanei. Certo, non lo saranno mai, ogni pretesa in contrario è velleitaria perché chi ha vent’anni ha comunque vent’anni di vantaggio su chi ne ha 40, ma nel pieno rispetto della sua particolarità, un rapporto affettivo profondo (anche sessuale) tra due persone di età molto diversa, più avere un senso positivo e profondo da entrambi i punti di vista. Ogni forzatura, ogni tentativo di ridurre queste cose a schema è nella sostanza una forma di violenza e le forzature creano sofferenza e non c’è niente di peggio che mettere alle stette un’altra persona costringendola “affettuosamente” ad un rapporto affettivo che non vuole o che non vuole più. Dalla mia personale esperienza posso solo dire che da ragazzi molto più giovani di me ho imparato come si ama veramente, senza calcolo e senza preconcetti, perché quando un ragazzo cerca la compagnia di un uomo adulto ha veramente superato i preconcetti. Lo fa perché sente il bisogno di farlo, un bisogno di stabilità, di sicurezza, di confronto serio, un bisogno d’amore anche in un altro senso. Queste forme d’amore sono cose serissime, non sono un gioco anche se ne possono avere talvolta l’apparenza. I ragazzi molto più giovani di me con i quali ho vissuto relazioni affettive profonde ormai sono uomini adulti e addirittura di mezza età, con alcuni di loro i rapporti affettivi seri datano ormai da decenni. Il nostro rapporto si è trasformato lentamente in altro da una cosa positiva è derivata, senza forzature, un’altra cosa positiva e il contatto affettivo “profondo” non si è mai perso. Vorrei dire ai quarantenni: quando vi capiterà di trovarvi in situazioni simili, perché queste cose ai gay capitano, evitare di vedere le cose solo dal vostro punto di vista, chiedetevi che cosa potete fare di buono per il ragazzo che vi sta vicino perché potete fare molto ma ricordatevi che dovete fare uno sforzo enorme per non distruggere quello che quel ragazzo sta cercando di costruire perché pesare negativamente (anche col negarsi) sull’affettività di un ragazzo giovane è una forma di cattiveria che un uomo adulto non si deve permettere. E ai ragazzi più giovani che si trovano in situazioni simili vorrei dire: cercate di capire che per un quarantenne la vostra presenza può essere un grossissimo problema, insegnategli a volervi bene secondo la vostra regola e non secondo la sua. I quarantenni hanno tanto bisogno di crescere e hanno paura dell’amore più dei ragazzi giovani. Agli uni e agli altri direi: cercate di non vedere l’uno le stupidaggini fatte dall’altro, cercare di capirvi, di parlare, di confrontarvi, non recitate mai! Non fingete mai! Non fate ai calcoli! L’amore non è una partita a scacchi dove si vince facendo la mossa giusta. Non ricorrete mai a schemi... cercare di volervi bene, perché è l’unica cosa che conta!

COMMENTI GAY DA MEDITARE

Nel blog ora denominato STORIE GAY ho ricevuto due commenti, quanto mai significativi. Riposto questo commenti qui sotto, perché possiate leggerli comodamente. Per quanto mi riguarda posso solo dire che mi hanno messo in moto il cervello.
Commento ad “UN ETERO CERCA AFFETTO DA UN GAY” (presente anche su questo blog):
Anonimo ha detto...
Sta succedendo anche a me, lui ha 23 anni e io 43! Chi è in pericolo sono io, sono troppo grande, e non penso che possa essere, alla lunga, educativo per lui. Mi sta travolgendo con la sua giovinezza, spensieratezza, incoscienza e ... superficialità. Ho un compagno da 8 anni, non viviamo insieme, ma tra alti e bassi, è sicuramente la storia più importante della mia vita. Ho messo altre volte in pericolo la mia relazione, ma questa volta ho l'impressione che non dipenda solo da me. Mi corteggia e mi parla come se fosse già invaghito di me, piacevolmente grato della mia sola presenza. Sono spaventato ma al tempo stesso non riesco a non pensare a lui.
Commento a “PER UN GAY MEGLIO UN ETERO SERIO CHE UN GAY STUPIDO” (presente anche su questo blog)
lucio ha detto...
Sono perfettamente d'accordo con te quando dici che tra un gay ed un etero puo' nascere un rapporto affettivo, nel rispetto delle proprie tendenze sessuali. Mi dispiace pero' quando affermi che i gay sono solo stupidi. Ho 43 anni, ho vissuto la mia sessualità nascondendomi alla curiosità degli "stupidi etero". Quando però ho capito che era il mio, l'atteggiamento sbagliato, ho trovato degli stupendi etero, così come avevo già incontrato dei fantastici amici gay, hai solo incontrato uno stronzo. Fidati ci sono fantastici gay e stupidi etero, basta saper riconoscere i primi ed evitare i secondi.

FANTASIE DI UN RAGAZZO GAY

Stamattina ho i nervi che spaccherei tutto, ma dico io, siamo a luglio, la scuola è finita, è andato tutto bene, me lo meriterò pure un premio no? Ma una cosa che stia bene a me! Ma io dico, ve ne volete andare in campagna? Bene! Andateci! Ma io che c’entro? Ma perché ci devo venire per forza? Io sto bene qua... qua c’è Giuseppe, ma perché lo devo mollare? Io non voglio andare in campagna. Andare in piscina con Giuseppe... insomma, se mi volete capire, ha un senso... ma io perché ci devo rinunciare? Quando sto con Giuseppe io sto bene, forse nemmeno, ma mi sembra che sto bene, c’è una certa intimità, è una cosa bella, lo so benissimo che tanto non mi corrisponderà mai e che non capirà nemmeno perché gli sto sempre appresso... però che devo fare, io ci sto bene lo stesso. E poi in piscina quando si cambia e quando si fa la doccia lo posso vedere per un attimo tutto intero, solo un flash e lui non si vergogna, nemmeno un attimo di imbarazzo... io la doccia non la posso fare mai per ovvi motivi e mi limito ad aspettarlo nello spogliatoio ma è una cosa terribilmente eccitante. Mi piacerebbe eccome entrare nella sala delle docce ma non lo faccio mai, rischierei di non riuscire a controllarmi e succederebbe un macello. Io che lo sto imbrogliando lo so, lo capisco benissimo, però tanto come stanno le cose non glielo potrei mai dire e non tanto perché non l’accetterebbe ma soprattutto perché avrebbe l’impressone di essere stato l’oggetto delle mie fantasie erotiche e credo che una cosa del genere per lui non sia accettabile. Oramai sono in una situazione di stallo e non se ne esce. Certe volte mi sento in imbarazzo in modo terribile. Quando mi parla di sesso mi manda in estasi, lui di me si fida completamente, ma parlare di sesso con me è come buttare benzina sul fuoco. Insomma quei discorsi non me li levo più dalla testa. Quando mi masturbo penso solo a Giuseppe ma poi mi sento in colpa perché lui non lo sa e glielo vorrei dire, ma che devo fare? E vado avanti così. Ho letto su un sito gay serio che un ragazzo gay dovrebbe avere il coraggio delle proprie idee, ma mi chiedo se quelli che scrivono quelle cose hanno la minima idea di che cosa possa significare vivere come vivo io... Ho letto in un blog che si può benissimo fare pure la dichiarazione a un etero e che non è detto affatto che la prenda male, ma se io dicessi a Giuseppe come stanno le cose e lui non la prendesse male (cosa assolutamente impossibile), io dopo ci starei ancora peggio, se per ipotesi accettasse di volermi bene lo stesso “senza sesso” a me dopo mi verrebbe la fissa di toccarlo, di baciarlo e piano piano di farci tutto, ma come fai a fermarti in certe cose? Forse, non lo so, a 40 anni... ma all’età mia è impossibile, è come con le ciliegie, una tira l’altra, più ti risponde cose che ti piacciono più tu alzi la posta finché poi si fa il botto e di distrugge tutto. L’idea che si può stare bene pure con un etero mi sembra assurda, il sesso è una cosa potente, ma come si fa a farne a meno? Io non ci riuscirei mai... anche se in effetti ne faccio sempre a meno. Ma perché Giuseppe non è gay? Non è giusto! Questa è una cosa che non ho mai capito... ma perché un ragazzo non può fare la dichiarazione a un altro ragazzo? Ma che c’è di male? Ho capito... c’è la fissa del sesso che serve solo a mettere figli al mondo... come se tutti gli etero lo facessero solo per quello... ma perché fare la dichiarazione a un ragazzo deve essere una cosa brutta? Se non gli sta bene mi dice di no! Ma quando a un ragazzo etero gli fa la dichiarazione una ragazza che non gli piace, una brutta, che ne so, quello che fa? Dice di no e basta... non è crollato il mondo. Ma se io faccio la dichiarazione a un ragazzo non lo sto violentando mica, gli sto solo dicendo che mi sono innamorato di lui... Perché una ragazza lo può fare e io no? Non lo capisco proprio. E poi queste cose sono così stampate nel cervello della gente che non ha nemmeno senso provare a cambiarle. Giuseppe certe volte mi fa arrabbiare, mi manda proprio in bestia, l’altro giorno ha fatto un discorso sui gay che lo avrei strozzato! Ma brutto cretino! Ma come ti vengono in mente certe str...? ... ma chissà quante ne passi pure tu con le ragazze... e in fondo se io soffro per te non è colpa tua, è paradossale ma tu non c’entri affatto... ma se te lo dicessi, tu come reagiresti? Io dico di saperlo ma non lo so. Però non è un’ipotesi tanto da buttare via, potrebbe avere un senso... certo se non mi rispondi male io poi ti salto addosso... Mannagia che cavolo di situazione! E se te lo dovessi dire, così, anche solo per pura ipotesi, che farei? Solo parole? Un po’ di sguardi diretti, occhi negli occhi... e poi giù: “Mi sono innamorato di te!” E poi aspetto la reazione, se reagisci male ti perdono, ma se cominci a fare le cose mezze mezze ti spacco la faccia! Con me non si scherza! Mi vuoi? Eccomi! Ci sono!... Non mi vuoi? Va bene, ho capito, non è successo nulla, ma non “sì ma, sì però”, niente tira e molla! ... e se poi lui mi bacia? Mh! Vedi tu che vado a pensare... sarebbe proprio la storia di Cenerentola, un Cenerentolo gay... mah! Lasciamo stare va! Tanto devo andare in campagna per forza coi miei e per 15 giorni Giuseppe me lo perdo e mi dispiace, mi dispiace moltissimo, perché anche se il suo nudo è sostanzialmente rubato almeno non è solo fantasia! Ma prima o poi me ne andrò via da casa!

CIAO DISTILLATO 5

Ciao Distillato,
al solito faccio tesoro di quello che mi scrivi e ti posso garantire che sentire dire da te cose positive su questo Blog (blog serio, senza secondi fini) è una cosa che mi riempie di soddisfazione. Ti dico una cosa che mi è capitata oggi. Ho ricevuto una proposta di spostare questo blog su un’altra piattaforma, ma c’era un motivo preciso, su quell’altra piattaforma avrei potuto (dovuto) inserire la pubblicità e tu vedessi che cosa! Mi hanno offerto pure un piccolo ritorno economico (segno che questo blog attira molti lettori) la mia risposta è stata: MAI! Questo Blog non ha nulla a che vedere con i quattrini e se fosse contaminato con la pubblicità (lasciamo perdere quale) degraderebbe al livello di sito acchiappacitrulli. E questo non succederà MAI! Qualcuno mi ha fatto benevolmente notare che la pubblicità non è necessariamente una cosa negativa, il che è come dire che secondo loro sono stato stupido a rifiutare. Guarda tu il tempismo della cosa! Oggi pomeriggio l’offerta, poi apro i tuoi commenti e ci trovo scritto che questo è un blog serio e senza secondi fini. MERAVIGLIOSO!!! Perché è proprio così! Io non ho e non avrò mai niente da vendere a nessuno (meno che mai pornografia e simili). Quando finisco di lavorare e torno su questo blog mi sento a casa mia (senza striscioni pubblicitari) e poi i blog di Alice, secondo me, forse potrebbero essere migliorati un po’ nella grafica ma sotto i profili sostanziali sono di ottimo livello e permettono di avere parecchi visitatori, più di altre piattaforme, più blasonate ma molto più arcaiche e vincolate.
Secondo punto. Mi è piaciuto moltissimo che tu abbia dato il benvenuto a Rossana, in fondo sapevo benissimo che l’avresti fatto, perché volersi bene è anche questo... e non sono sciocchezze, non sono affatto sciocchezze!
Sai una cosa? Ormai questa è una rubrica fissa! ... ma sì... lo sai, lo sai...
Sono orgoglioso di essere giudicato bene da te! ... ti posso garantire che la cosa è reciproca.

CIAO DISTILLATO 4

Ciao Distillato,
quanto al tuo commento a Ciao Distillato 2 ti dico subito due cose, perché poi vorrei chiederti un consiglio. Innanzitutto mi piace moltissimo il tono sciolto del tuo commento e il fatto che parli anche un po’ di te, cosa che per me ha un enorme valore, quello che dici non è teorico ma è il frutto della tua esperienza che non deve essere stata facile. In sostanza il fatto che questi nostri confronti a distanza non siano confronti di idee ma esperienze mi sembra importantissimo, ciò che conta sono sempre e solo le persone. La seconda cosa che mi ha colpito e anche questa volta mi ha aperto gli occhi su cose che non sono abituato a vedere è l’idea di pensare che ci sono i più giovani e che forse rivolgersi a loro è particolarmente importante. Ieri sera ho ricevuto un commento di Rossana una ragazza che mi ha chiesto se questo blog è aperto anche alle ragazze gay. E’ una ragazza giovanissima e ricevere un suo commento mi ha svegliato un po’, le ho risposto dandole il benvenuto e ho scritto un post per l’occasione, poi sono andato al sito statistico (mio vecchio vizio) e ho trovato cose che mi hanno fatto molto pensare e che prima non avevo notato. Diverse visite anche lunghe e concentrate su pochissimi post (cosa che indica una lettura seria dei testi) provengono da scuole. Il che vuol dire che ci sono ragazzi molto giovani che leggono un sito come questo. Ho scritto un primo post per l’occasione e ne ho aggiunto un altro contenete una storia ambientata a scuola, tra ragazzi molto giovani, su qualche mia vecchissima memoria. Confesso però che rendermi conto che il pubblico di questo blog può essere anche pubblico molto giovane mi mette un po’ in crisi. Con i ragazzi della tua età o più grandi non ho mai trovato incomprensioni, ma con ragazzi molto giovani mi sento in imbarazzo, come se questo sito, per il suo stesso contenuto, potesse creare dei problemi. Mi rendo conto che anch’io ho le mie fisse e che forse il mondo è più semplice di come me lo immagino. Per esempio, alcuni post recenti (che tu hai commentato) mi creano un certo imbarazzo se penso che possono essere letti da ragazzi molto giovani. E allora corro un po’ il rischio di auto-censurarmi, di moderare non solo il linguaggio ma anche i contenuti fino al punto di banalizzarli e tutto per paura di fare danni, cosa che non vorrei fare per nessuna ragione. Questo è oggi il mio momento di imbarazzo ed è proprio su questo che vorrei chiederti quello che pensi si debba fare perché tu hai manifestato la volontà di rivolgerti proprio a questi ragazzi e, probabilmente, ne conosci il mondo da vicino molto più di me.
Un abbraccio.

VERIFICA GAY

Ciao ragazzi, vi racconto la mia storia. E’ un po’ che ho capito di essere gay e come vivo non mi piace affatto, vorrei un po’ d’amore vero, ma non c’è niente. Che faccio? Sembra facile capire quello che devo fare e in fondo è pure facile. Io praticamente c’ho tre amici di scuola che mi piacciono: Lucio è bello ma tanto non mi guarda nemmeno, Giuseppe non sarebbe male ma c’ha la ragazza, Fabrizio parla solo di politica che pare che per lui esiste solo quello, e io che faccio? Una mezza fantasia per Matteo, un altro mio compagno di classe, ce l’ho... anzi forse ce l’ho più che per tutti gli altri perché in pratica penso solo a lui, anche quando... vabbe’ avete capito... cioè ci faccio proprio sopra le mie fantasie a tutti i livelli, perché Matteo è proprio un cucciolotto che me lo mangerei di baci... ma dove vado? Certo quando mi passa vicino mi vengono i brividi, ma tanto il coraggio di avvicinarlo non ce l’avrò mai. Un’idea m’era venuta... io ci potevo provare ma solo in forma anonima. Allora ho pensato di mandargli un biglietto... così per vedere come reagiva. Mi sono messo a meditare su quello che ci potevo scrivere... sesso no! Per carità! Un po’ di cose carine... Insomma mi sono messo a scrivere (e non è che ci so fare un gran che) e il biglietto è venuto fuori così:
“Cucciolo mio,
tu non ti sei nemmeno accorto di me, quando mi passi vicino mi vengono i brividi, ma come fai a essere così bello? Ma io una bella cotta per te me la sono presa... che dici? Ci possiamo provare? Per me sarebbe una cosa meravigliosa... ma per te non lo so... anzi proprio non so come la potresti prendere. La faccia di dirtelo di persona non c’è l’ho ma quando ti vedo mi sciolgo del tutto. Ti amo Cucciolo! Ti bacerei per ore ma non si può, se mi becca la professoressa mi scotenna, e poi mi vergogno terribilmente... Bacioni! Marco”.
Quando l’ho riletta poteva andare ma quel “Marco” sotto ci stava proprio male... troppo pericoloso e allora c’ho messo solo una M puntata, così mi sembrava perfetta. L’ho scritta a mano, non al computer, c’ho disegnato tanti cuoricini rossi... insomma l’ho fatta carina carina. Non sapevo come mandargliela, non gliela potevo mandare per posta perché l’indirizzo non lo sapevo e chiederglielo sarebbe stato come fargli la dichiarazione. Allora ho deciso che gliel’avrei messa nella cartella e il giorno dopo ho fatto proprio così. Poi sono stato ad aspettare. La mattina non s’è accorto di niente, quando siamo usciti mi ha detto ciao, ma niente di più di quello che fa sempre. Io aspettavo di vedere l’indomani che cosa sarebbe successo. Quando è arrivato era tutto contento, evidentemente il biglietto l’aveva trovato. Ci siamo salutati ma niente di più, anche se lui stava decisamente su di tono. Alle prime due ore c’era il compito di Inglese e l’abbiamo dovuto fare, a proposito, io avevo fatto un macello ma non me ne fregava niente perché stavo aspettando le sue reazioni. A ricreazione si va a cacciare in mezzo a un crocchietto di ragazze, io gli volevo dire: “Oh! Io sto qua eh!”. Le stuzzicava, le provocava, e lui in genere queste cose non le fa mai. Insomma, il giorno appresso più o meno la stessa storia. Io mi chiedevo, ma il biglietto l’ha trovato o no? Non sapevo proprio che pensare. A terzo giorno, ma poteva essere pure il quarto, Matteo viene da me, mi dice: “dopo, a ricreazione ti devo parlare” e me lo dice in tono serio. Io faccio solo cenno che va bene. Alla ricreazione ce ne andiamo in giardino in un posto dove non va mai nessuno e lui mi dice: ”Che pensi di Manuela?”. Io gli dico quello che penso e lui mi chiede: “Ma, secondo te, s’è innamorata di me?” Io gli ho detto: “No! perché?” Ovviamente lui il perché non me l’ha detto, poi mi ha chiesto più o meno la stessa cosa anche di Michela. Nella classe nostra ci sono solo due ragazze col nome che comincia per M. Insomma, era chiaro che il biglietto l’aveva trovato ma l’aveva preso per il biglietto di una ragazza, è per questo che era così contento, però, ovviamente, lui non me l’ha detto, in questo è cavaliere, non chiacchiera troppo. E io che dovevo fare? Gli dovevo dire: “Senti Matteo, a quelle di te non gliene frega niente! Sono io che mi sono innamorato di te!” ma come si fa a dire una cosa del genere? Matteo s’era esaltato perché pensava che fosse una ragazza e invece lui ragazze non ne trova, non lo cercano proprio e non capisco perché, a me sembra bellissimo, ma sulle ragazze non fa colpo. Insomma è finita che dopo la scuola sono rimasto a parlare d’amore con Matteo... ma non era così che volevo parlare d’amore con lui! Ma che devo fare? Io non mi sento nemmeno tanto imbranato ma in queste cose sono un deficiente totale, però non è facile, non è facile per niente. Almeno adesso una cosa la so, Matteo è etero spaccato! E le ragazze non lo vogliono! ma non è giusto! Comunque è così e non ci posso fare niente. Chissà quanti ragazzi gay ci stanno a scuola mia... però se sono tutti imbranati come me qui non si combinerà mai nulla... Ci sono... certo che ci sono, ma quali? Loro c’hanno paura e io pure c’ho paura quindi finisce tutto lì. ma vi sembra giusta una cosa del genere? Il problema per noi è riconoscerci... io con Matteo c’ho provato... vabbe’, è andata a finire così... ci riproverò con qualche altro! Non mollate! Mi raccomando! Ciao!