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venerdì 26 dicembre 2008

ESPERIENZE GAY

Ciao Project,
sono un ragazzo di 22 anni e ti voglio raccontare la mia storia, poi, se ti va, vorrei scambiare due parole con te (il mio contatto msn è omissis).

Da bambino ero il classico bravo bambino. Mio padre e soprattutto mia madre mi facevano fare quello che volevano a forza di elogi e di mezze facce di biasimo. Se facevo quello che volevano loro: abbracci e baci e coccole a non finire, secondo me anche troppe; se invece facevo di testa mia arrivavano i rimproveri: “ma perché non lo hai detto alla mamma?” “vuoi fare sempre tutto di testa tua, il papà e la mamma ci sono per questo!” Ero, e non me ne accorgevo, un burattino nelle loro mani. Forse a quell’età e normale e una cosa del genere capita a tutti ma per me quello stadio è durato troppi anni. Gli altri ragazzi a 11/12 anni cercano la loro autonomia, io cercavo soltanto l’approvazione dei miei. Lo stesso era per la parrocchia. C’era un prete anziano che era un po’ una guida dei ragazzi, per me era un oracolo, facevo qualunque cosa per sentire il suo “Bravo, bravo!” Stessa cosa a scuola coi professori (ho fatto le medie in una scuola di preti). A scuola ero bravo ma non capivo praticamente nulla di quello che studiavo, quando vedevo che qualcuno la pensava in modo diverso dalla mia professoressa pensavo che quello fosse un ignorante totale o proprio un cretino. Insomma è andata così fino a 13 anni. Non capivo nulla, non avevo una mia autonomia nemmeno minima ma ero contento così. Fino a 13 anni pensavo solo che il sesso fosse una cosa sporca che facevano i ragazzi depravati che non avevano voglia di studiare e che si sarebbero trovati malissimo nella vita perché non facevano quello che dicevano i genitori. Poco dopo aver compiuto i 13 anni ho scoperto per caso la masturbazione. Era una cosa che mi piaceva, all’inizio mi sono preoccupato perché era una cosa nuova, ma poi era una cosa gradevole e non ne avevo nessuna conseguenza negativa. L’idea che la masturbazione avesse a che fare col sesso non mi sfiorava neppure, i modelli di sessualità che avevo allora erano quelli un po’ a tinte fosche che sentivo dai miei che non approfondivano mai ma bollavano tutto quello che riguardava il sesso dicendo “è gente che ha il cervello bacato!” Insomma mi era anche venuto in mente di dire a mia madre del fatto che mi masturbavo, proprio perché pensavo che col sesso non c’entrasse nulla e per fortuna non l’ho fatto. Così non l’ho mai detto al prete in confessione né a nessun altro ma non per evitare di dirlo ma perché mi sembrava una cosa ovvia. Per tutto il resto continuavo ad essere il classico bravo bambino che ubbidisce ai genitori, va in chiesa, ecc. ecc. Il chiesa poi recitavo spontaneamente la parte del mistico. Avevo così bene assimilato il modo di fare del prete che pensavo perfino che avrei potuto fare il prete. Ero un perfetto fedele, il parroco mi elogiava sempre e mi sentivo fiero di me, quella non era una recita, io non ero consapevole di recitare un ruolo non mio al quale mi ero solo perfettamente adattato. In fondo, così, tutto andava bene e non mi ponevo alcun interrogativo. È andata avanti così fino a 14 anni. Sono andato in primo superiore, in una scuola statale, poco dopo aver compiuto 14 anni, e lì mi sono accorto di essere completamente fuori dal mondo. Non capivo niente dei discorsi a sfondo sessuale dei miei compagni, fingevo solo di capire per non fare la figura del cretino. Poi, piano piano, col tempo, più interpretando i gesti che facevano che le parole che dicevano ho cominciato a capire qualcosa, due cose in realtà: che quello che facevo tutti i giorni era la masturbazione e che quindi si trattava proprio di quell’attività sessuale che avevo sentito condannare dal parroco, e poi mi sono reso conto per la prima volta che i miei compagni si masturbavano pensando alle ragazze che a me non facevano né caldo né freddo e per di più i miei compagni usavano per quelli che avevano fantasie come le mie delle forme di disprezzo radicale, bollandoli con epiteti che allora capivo per la prima volta che cosa potessero dire e soprattutto capivo che erano indirizzati verso quelli come me. Che cosa potevo fare? Non era un problema legato alla mia classe o alla mia scuola, mi rendevo conto che in un’altra classe o in un’altra scuola sarebbe stato esattamente lo stesso. E poi non si poteva certo cambiare scuola. Avrei dovuto prendere atto della realtà e dirmi: io sono gay! E ne avrei dovuto tirare tutte le conseguenze, comprendendo che l’essere gay, nel mio caso, poteva essere conciliato con la pace familiare solo a costo di una totale finzione destinata a durare tutta la vita, lo stesso discorso più o meno per la religione. Ma io allora non sapevo nulla né dei miei né della chiesa e pensavo che alla fine una conciliazione fosse possibile. Ero così abituato a ricevere l’incoraggiamento dei miei e del parroco che non riuscivo a farne a meno anche se avevo capito che da gay avrei potuto ottenere quelle cose solo fingendo. Ma invece di andare per la via dritta ho preso quella traversa cercando di conciliare l’inconciliabile. Invece di accettare un gioco di ipocrisie esplicite verso l’esterno ho preferito essere ipocrita con me stesso e fingere di mantenere un rapporto vero con i miei e con la chiesa. Mi proponevo di dirlo ai miei, poi al dunque facevo discorsi vaghi, di malessere, di schifo del mondo e simili ma non arrivavo mai a sputare il rospo. Poi è successa una cosa che ha un po’ modificato i rapporti con i miei genitori, cioè mi ha fatto cambiare il punto di vista che avevo su di loro. Nel doppiofondo di un cassetto ho trovato un pacco di preservativi, adesso sapevo che cosa erano. I miei mi sono sembrati del tutto ipocriti, ma perché non hanno mai parlato con me in modo onesto? Ma non lo hanno fatto e i rapporti con loro sono diventati ancora più ambigui. Col prete, in confessione, a dire come stavano le cose ci sono riuscito (almeno c’era il segreto confessionale) ma lui mi diceva che se la cosa fosse andata avanti senza controllo lo avrei dovuto dire ai miei che mi avrebbero potuto aiutare. In pratica i miei tentativi o finti tentativi di risolvere il problema sono andati avanti fino a che non ho compiuto 18 anni. Tramite internet avevo conosciuto un ragazzo gay più grande di me di due anni (chiamiamolo Marco) e con lui avevo parlato tantissimo. Marco è un bravissimo ragazzo. Un paio di volte ci siamo incontrati ma abbiamo solo parlato, lui voleva farmi capire un sacco di cose ma io all’epoca pensavo che me le dicesse solo perché voleva portarmi a letto con lui. Ci eravamo incontrati su un sito serissimo e non gay ma allora avevo ancora paura che i gay saltassero addosso ai ragazzi. Insomma, Marco mi ha messo un po’ in crisi, era il primo ragazzo gay che conoscevo ed era in effetti diversissimo da come pensavo che fossero i gay. La prima volta che siamo usciti pensavo che ci avrebbe provato con me, un po’ cercavo di rifiutare l’idea ma lo desideravo moltissimo. Siamo stati a parlare per ore ma io mi divertivo a rispondergli ribattendo i suoi argomenti con cose che adesso mi sembrano di una stupidità incredibile ma allora mi sembravano molto intelligenti. Alla fine della serata ero disorientato un po’ dalle cose che mi aveva detto e un po’ dal fatto che con me non ci aveva provato. La domenica successiva siamo andati insieme al mare, io mi sono messo il costume sotto perché pensavo che avremmo fatto il bagno e pensavo pure che sarebbe stata la volta buona per la mia prima esperienza sessuale e invece niente, non ha nemmeno pensato a fare il bagno, è rimasto in jeans e abbiamo solo parlato. Ero innervosito, alla fine della serata gli ho detto: “Ma perché oggi non ci hai provato con me? Ma sei gay o no?” Mi ha guardato con una faccia interrogativa come per chiedermi se ero impazzito, poi ha scosso il capo e mi ha detto: “Scusami, mi sa che non ci capiamo proprio.” Per tutto il viaggio di ritorno l’ho tempestato di domande che adesso capisco quanto fossero stupide, e lui non ha risposto. Mi ha lasciato sotto casa in modo molto freddo. L’indomani l’ho richiamato mille volte finché mi ha risposto. È stato anche a parlare con me ma sentivo che ormai le cose non erano più come prima. Sul momento l’ho odiato, pensavo che volesse fare il sostenuto con me, che mi volesse far pesare alcune cose stupide che gli avevo detto, tra l’altro sono stato anche cretino a cercare di usare con lui un atteggiamento che mirava a fare colpo sul piano sessuale, il risultato è stato esattamente l’opposto. Mi ha detto che non si sentiva di andare avanti e che la sua visione dell’essere gay era del tutto diversa dalla mia e che cercare di costruire qualcosa partendo da punti di vista lontanissimi sarebbe stato uno sforzo inutile. L’ho richiamato un paio di volte ma poi mi ha detto che non aveva proprio niente da dirmi. Adesso, dopo tre anni e mezzo, ho capito che cosa voleva dire. Io non posso rimproverargli niente. Se n’è andato e basta e io sono rimasto solo. Almeno per un anno ho cercato di distruggere la sua memoria e di svalutarlo in tutti i modi possibili dicendomi che era un ipocrita, poi mi sono buttato sulle chat ma sempre dicendomi che io lì non cercavo sesso ma volevo solo capire di che cosa si trattava. Quando entravo in una chat ci entravo in teoria come un esploratore che entra in un terreno sconosciuto, ma alla base c’era sicuramente la fissa del sesso, io volevo provare, ormai volevo provare a ogni costo, ho messo pure nel profilo delle foto esplicite, in teoria per vedere le reazioni della gente ma in sostanza per attirare bei ragazzi. I primi tempi ci andavo cauto, avevo letto tante cose sull’aids e non volevo correre rischi, però la tentazione era tanta. Alla fine ho combinato un appuntamento con uno di 32 anni. All’inizio lui era ben disposto e mi corteggiava, anche troppo veramente, mi voleva portare a casa sua ma non ci sono andato. Ci siamo salutati dopo due ore di disagio reciproco, alla fine mi ha detto: “Ma tu perché mi hai cercato?” Gli ho detto “Per parlare un po’.” Mi ha guardato con una faccia ironica e ha detto solo “Ah!” e se n’è andato. Il secondo che ho conosciuto aveva 26 anni, ben vestito, ma di una maleducazione unica, su quattro parole tre erano parolacce. Con lui ho avuto paura perché sono salito stupidamente sulla sua macchina ed è partito a razzo e mi ha portato in un paese fuori città in un posto dove non ero mai stato. Pensavo proprio che potesse finire male, forse sono solo le mie fantasie assurde ma ho avuto paura che mi potesse violentare. E mentre andavamo ho pensato a come defilarmi. Quando sono sceso dalla macchina non l’ho seguito e me ne sono scappato e lui mi ha inseguito prendendomi a parolacce terribili, quando ha visto che correva gente ha urlato che ero un ladro e qualcuno sei è messo a inseguirmi, mi sono buttato per i campi, mi hanno perso di vista e hanno desistito. Era pure sera, era buio e faceva un freddo terribile, ma mi sono messo a camminare lungo la provinciale, sentivo i cani che abbaiavano e avevo proprio paura, poi ho visto passare un treno e ho capito più o meno dove mi trovavo, ci ho messo quasi un’ora ad arrivare alla stazione e ho aspettato due ore il treno successivo. Insomma sono tornato a casa dopo mezzanotte tutto sporco di fango e i miei mi hanno fatto mille domande. Il mio computer ha la password e loro non potevano sapere nulla di me. Ho detto che ero andato a fare un giro fuori città e che ero scivolato nel fango ma non ci hanno creduto e i rapporti sono diventati tesissimi. Vengo alla conclusione. Tre settimane fa ho rivisto Marco, l’ho supplicato di ascoltarmi, lui mi ha detto che adesso aveva un ragazzo ma gli ho risposto che la cosa mi stava benissimo ma che avevo solo un bisogno disperato di parlare con uno serio che mi potesse ascoltare e lui si è fermato a parlare con me, mi ha ascoltato molto attentamente e mi ha pure sorriso, poi lo ha chiamato il suo ragazzo e si vedeva che Marco era felice (Come avrei voluto stare al posto del ragazzo!) Nei giorni seguenti ci siamo rivisti. Tre giorni fa mi ha presentato il suo ragazzo che ha 25 anni e siamo andati in tre a prendere una pizza. Il ragazzo di Marco è molto dolce, anche con me, mi tratta bene, mi sembra quasi incredibile. In altri tempi stare insieme con due ragazzi gay che stanno in coppia non lo avrei sopportato, adesso mi sembra una cosa bellissima. Ho due amici gay, due amici veri, non ero mai stato meglio di così. Sto imparando tante cose da loro e mi rendo conto che non avevo capito proprio niente. Sono loro che mi hanno parlato di progetto gay. Se è un forum che piace a loro non può essere una cosa stupida. In pratica l’ho letto un po’ solo la vigilia di natale. Le cose che leggo adesso le capisco ma anche solo un mese fa mi sarebbero sembrate stupide, devo solo ringraziare Marco e il suo ragazzo che mi stanno piano piano aprendo gli occhi. Insomma, penso che valga la pena di parlare un po’ con te!
Se volete, potete partecipare alla discussione di questa testimonianza aperta sul Forum di Progetto Gay:

giovedì 6 marzo 2008

LA REALTA' DEI GAY NEL FORUM DI PROGETTO GAY - GRAZIE ALESSANDRO

Oggi torno dal lavoro, sono stanchissimo, apro il Blog di Progetto Gay e trovo questo commento di Alessandro:

“Questo spazio è fantastico e spero che, nonostante l'abbattimento momentaneo, tu possa continuare a portare avanti questo progetto con coraggio e amore come mi pare sia stato fatto fino a questo momento... Questo sito non solo mi ha dato una speranza ma soprattutto una certezza, la certezza che esistono ragazzi e ragazze, uomini e donne omosessuali che si impegnano al massimo per costruire e vivere una vita serena... Persone che ai vuoti stereotipi propagandati su tanti fronti ("comunità gay" in primis) preferiscono la realtà, un mondo che parta dai noi e dal nostro autentico valore...
Con stima, affetto e gratitudine
Ale (6/3/2008)”


... leggo il commento una prima volta, poi lo rileggo, mi accorgo che non sento più la stanchezza, vado a cercare gli altri commenti che Alessandro ha lasciato sul blog di Progetto Gay il 16 e il 17 gennaio, li leggo attentamente, ne sono profondamente colpito. Alessandro dice cose estremamente serie e vere... e mi dice cose come quelle del commento di oggi... Come si fa a non essere felici di una cosa del genere? ... che cosa sono i ragazzi gay! Che bellissimo tesoro di umanità si portano dentro! ... Esco di nuovo perché oggi lavoro anche di pomeriggio, porto con me, stampati su un foglio, i testi dei commenti di Alessandro, li rileggo durante le pause del lavoro, li medito, mi ci ritrovo. Grazie Alessandro, mi hai regalato un pomeriggio di felicità, ti sento veramente vicino.

Parlo spesso con Fabio Matteo, con Proyou, con Federico, con Steven, con Loki, con Aster, di recente ho conosciuto in chat nuovi amici... ebbene sono sempre più convinto della dignità del mondo gay e della qualità degli amici che ho avuto la fortuna di conoscere.

Come sapete già, il nostro forum
http://progettogay.forumfree.net/ sta crescendo, il numero degli utenti cresce ma, ce lo dobbiamo dire chiaramente, non raggiungeremo mai i livelli di traffico tipici dei Forum Gay più gettonati. Il Forum di Progetto Gay è nato come sviluppo di Progetto Gay e ne condivide gli obiettivi:
1) presentare la verità del mondo gay fuori dagli stereotipi commerciali, senza alcuna concessione alla pornografia,
2) favorire la discussione e l’incontro fra persone gay e fra gay e etero, in un clima di serietà e di autentico confronto.
Il Forum, che è uno strumento assai più flessibile del Blog ed è quindi più appetibile anche a chi intende abusarne per farne un palcoscenico, è andato incontro più volte ad episodi poco gradevoli. Come avrete visto, in alcun casi ho lasciato correre ma in altri ho dovuto fare ricorso alla extrema ratio della esclusione di alcuni utenti, cosa peraltro che faccio con rammarico anche quando è indispensabile. Vorrei chiarire che questo tipo di provvedimenti mira a non allontanare il Forum dalla sua finalità. Non vorrei per nessuna ragione che il Forum si trasformasse un una palestra di scontro ideologico, una cosa del genere ne distruggerebbe lo spirito e lo avvelenerebbe. Cercherò nelle mie possibilità di fare ogni sforzo per mantenere questo Forum nel binario originario sintetizzato nei punti 1 e 2.

martedì 25 dicembre 2007

BUON NATALE RAGAZZI

Una primissima cosa: domani è Santo Stefano... da tutti noi TANTI CARISSIMI AUGURI A STEFANINO!
E adesso vengo al discorso più difficile. Nel primo pomeriggio di ieri avevo scritto un post “Meditazioni della vigilia” frutto di uno dei miei (un po’ troppo) ricorrenti momenti di calo di entusiasmo. Onestamente avevo il timore che la mia presenza potesse essere per voi più un danno che un vantaggio. Questo pensiero mi risultava assolutamente sgradevole perché vi voglio bene e, se per un verso la vostra presenza è diventata essenziale per me, non vorrei mai che per l’altro la mia presenza potesse essere dannosa per voi. Alla fine ho scritto il post che riporto qui di seguito, ma lo devo dire in modo chiaro, questa mattina vedo le cose in modo completamente diverso. In sostanza questa notte, la notte di Natale, mi sono fermato a pensare alle grandissime manifestazioni di affetto che ho ricevuto che mi riempiono di gioia e che testimoniano la vostra qualità umana che è altissima... Ho ripensato alla reazione giustamente perplessa che aveva avuto Paolo quando gli avevo detto che non avrei dovuto dire cose negative a un ragazzo della sua età perché avrei potuto rovinare i suoi sogni. Dietro il mio ragionamento c’era l’incapacità di capire realmente chi avevo davanti e la tendenza a chiudermi in un ruolo con limiti ben determinati pensando che un dialogo serio consistesse nel dire a Paolo solo quello che secondo me lui voleva sentirsi dire. Adesso tutto questo ragionamento mi appare di una stupidità terribile. Ragazzi, vi chiedo scusa, da oggi in poi metterò da parte qualunque tipo di filtro perché non dirvi quello che penso per dirvi solo cose buone e positive è un errore gravissimo. L’essenziale perché tra noi ci possa essere un dialogo vero è solo volersi bene e questo presupposto è in pratica l’unica cosa della quella e non ho mai dubitato. Non ho il monopolio della verità, lo so, ma devo dire lo stesso quello che penso, adesso l’ho capito. Cercherò di dire la mia nel modo più esplicito e senza reticenze.
Il post che riporto qui di seguito è il segno di uno stato d’animo che è completamente superato e che non ritornerà.
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MADITAZIONI DELLA VIGILIA
Ciao Ragazzi,
la riflessione che vorrei riportare qui oggi non è natalizia, quella l’aggiungerò su un post a parte, ma anche quella ha bisogno della premessa di questo post. Giorni fa, come chi legge il blog avrà saputo, mi sono trovato a disagio in una conversazione con Paolo e nello stesso giorno è successa la stessa cosa con Ritter, poi la cosa è stata superata, ieri parlando con ReMindZ la cosa si è ripetuta e sono uscito dalla chat in modo poco educato (ReMindZ ti chiedo scusa), poi ho parlato con Stefanino e di nuovo la stessa storia, a un certo punto scatta una molla e subentra una forma di rifiuto. Con Stefanino c’è stato un recupero finale ma la discussione, serissima, ha messo in evidenza che c’è di fondo una situazione di disagio. In sostanza mi sento fuori. E adesso cerco di spigare perché, lo faccio anche se so che il discorso potrà non piacere ma lo devo fare. Ritter aveva accennato in un commento di ieri ad un suo possibile coming out in queste vacanze, Stefanino aveva preparato un commento di risposta, non è riuscito a inserirlo per questioni tecniche e me lo ha mandato perché lo inserissi io, io non sono riuscito a inserirlo ma l’ho letto... ed era un commento dal quale traspariva una forma di entusiasmo che io non riesco proprio a comprendere, mi sento fuori perché sono realmente molto lontano da una visione positiva del mondo e dell’essere gay e non vorrei in nessun modo contaminare con un modo di pensare senile il mondo dei ragazzi che l’entusiasmo ce l’hanno. L’inconciliabilità è radicale e io l’avverto. Ho provato a parlare con uno di voi della massima prudenza prima del coming aut e mi sono sentito dire: “Tu ci stai consigliando di nasconderci!” Che si arrivi a discutere anche a brutto muso è una cosa positiva perché almeno siamo fuori dai complimenti formali. Io per voi provo rispetto e affetto profondo, vi voglio bene ma il distacco lo sento fortissimo. Provo dei momenti di contatto vero solo quando posso parlare con qualcuno che vive momenti di delusione profonda e di solitudine perché con quelle persone sento di avere un terreno in comune molto più ampio. Sono stato sempre trattato in modo affettuosissimo, e di questo vi ringrazio di cuore e, se posso fare qualcosa per fare funzionare il blog, la voglio fare, non voglio buttare via tutto... anche adesso non so più che dire... se dire quello che mi porto dentro o dire quello che penso possa avere un senso per voi... perché - e qui è il problema - si tratta di cose molto diverse... c’è solo una conclusione: basso profilo, una soluzione consona alla sensazione di distacco che provo in questi giorni.
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Già il non pubblicare il post era segno di reticenza, ma oggi l’ho pubblicato! BUON NATALE RAGAZZI! Siete la mia felicità!

mercoledì 19 dicembre 2007

CRONACHE DI PROGETTO GAY 1

Ciao a tutti.

Avvio da oggi una rubrica "CRONACHE DI PROGETTO GAY" tramite la quale vi comunicherò le più importanti novità.
Riporto qui di seguito le più importanti novità di ieri.
1) Ieri sera ho avuto il piacere di fare una lunga conversazione con Stefano il ragazzo al quale era dedicato il post “Benvenuto Stefano”. Stefano si accosta ora per la prima volta al mondo gay e, siccome ci conosce ancora poco, desidera muovere i primi passi in questa realtà per lui nuova in modo prudente, è un ragazzo che ha alle spalle un’esperienza complessa e penso che la sua esperienza potrebbe essere molto importante per diversi lettori di questo blog. Mi ha mandato il suo contatto msn ma mi ha chiesto di mantenerlo riservato fin quando non sarà riuscito a farsi un’idea precisa di chi siamo ma mi ha dato la sua e-mail e mi ha detto che non ha nulla in contrario, invece, al fatto che la sua e-mail sia passata ai ragazzi che la vorranno, per incominciare intanto con una prima conoscenza per e-mail, riservando il contatto msn a quando si sentirà pronto. Devo sottolineare che Stefano vuole entrare nel nostro gruppo, e lo dice chiaramente, ma vuole farlo gradualmente e con prudenza. Ieri sera abbiamo parlato molto e in modo gradevolissimo, è un ragazzo che cerca rispetto, attenzione, fiducia reciproca ma, lo devo dire, è un ragazzo veramente come si deve, un ragazzo come tutti gli amici di Progetto Gay, uno vero, serio, alla ricerca di un dialogo autentico e di veri amici. Personalmente con Stefano mi sono trovato benissimo. Se è arrivato a trovare il coraggio di contattarmi, probabilmente ritiene lo stile di questi blog e la qualità delle persone che li frequentano meritevoli della massima attenzione. Se qualcuno di voi è interessato a contattare Stefano, inizialmente solo per e-mail, basta che me lo faccia sapere e gli invierò immediatamente l’indirizzo di Stefano. Per diverse ragioni penso che Ritter, che aveva scritto un commento accennando a Stefano, possa essere interessato. Per il momento mi fermo qui e con tutto l’entusiasmo do a Stefano un caldissimo benvenuto tra noi! La solitudine è brutta per un ragazzo gay... ma insieme si sta bene!!!
2) Ieri ho sentito diversi ragazzi con grande piacere, purtroppo però quando ho sentito Ritter ho saputo che ha la febbre. Abbiamo chattato un po’ nel pomeriggio, poi ci siamo risentiti la sera e mi sembrava che fosse decisamente a terra per la febbre... Ritter... siamo tutti con te!!! ... io, poi, sto proprio aspettando di risentirti un po’ più sollevato... ieri sera eri mogio mogio... non il solito meraviglioso Ritter...
3) Tra gli ultimi commenti sul blog compare un commento di “blogger gay” al post “Un blog gay durato un giorno”... evidentemente non so chi sia “blogger gay” ma già il nick mi piace molto e poi, lo devo aggiungere, al suo nick è collegato un link ad uno dei più bei blog gay che io abbia mai visto... e sarei portato a dire del più bello in assoluto... un blog che parla della storia di un amore dolcissimo tra due ragazzi che desidererei infinitamente conoscere perché incarnano in modo profondo quello che io intendo con la parola gay, un blog che parla d’amore gay del senso più dolce e più autentico. Quel blog copre un periodo che va dall’aprile 2005 al 31 gennaio 2006 e poi si interrompe. In tutta la sua esistenza quel blog ha ricevuto un numero limitato di visite, infinitamente al di sotto di quello che avrebbe meritato. Leggere quel blog fa bene allo spirito, dà la netta sensazione di quanto l’amore tra due ragazzi possa essere meraviglioso. E’ un onore per Progetto Gay riportarne il link http://twobecomesone.altervista.org/ e invitare i ragazzi a leggerlo perché è perfettamente in linea con tutto quanto Progetto Gay cerca di trasmettere e di far conoscere. Aggiungo una mia considerazione personale: mi piacerebbe molto scambiare due parole con “blogger gay” perché tramite quel link e il commento così discreto che l’accompagna dimostra una sensibilità veramente speciale.
Per oggi chiudo qui. Un abbraccio fortissimo! Vi voglio bene!

martedì 18 dicembre 2007

BENVENUTO STEFANO

Ricevo nella posta del blog msn il seguente massaggio:
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Oggetto: ciao!!
Inviato: 17 dicembre 21.56
ciao!! mi chiamo stefano e sono un giovane ragazzo gay di 24 anni. mi sono imbattuto per caso nel tuo forum progetto gay e sono rimasto molto colpito per due ragioni: la prima è che non credevo che esistesse un oasi dedicata ai sentimenti gay in tutto il marciume di sesso e pornografia che galleggia su internet; e la seconda è che non pensavo che esistessero altre persone con la stessa voglia che ho io di uccidere la solitudine e di conoscere altri ragazzi gay per scambiarsi opinioni e stringere amicizia. io in questo momento mi sento molto solo, in quanto non ho nessun amico gay con cui condividere emozioni, pensieri e sentimenti. mi farebbe molto piacere entrare nel vostro bel gruppetto e scrivere anche io sul tuo forum, solo che, chiamami pure scemo, ma non riesco a rispondere ai messaggi!!! :-(( ecco, adesso ti starai facendo una risata... vabbè comunque spero davvero tanto che tu mi risponda, dove vuoi, o qui o sull'altra mail ... omissis ... p.s. bellissima la sezione poesia, a me piace molto scrivere poesie e mi piacerebbe se posso scriverne qualcuna sul tuo forum...
un abbraccio sincero
a presto
Stefano
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Carissimo Stefano,
leggo la tua e-mail alle ore 1.20 della notte, ma non posso esimermi dal risponderti subito. Non ti nascondo che la tua e-mail mi riempie di entusiasmo. La pubblicherò subito nella homepage di tutti i blog di Progetto Gay perché i ragazzi di Progetto Gay possano vederla al più presto. Come hai notato Progetto Gay non ha niente a che vedere con la pornografia e, aggiungo pubblica solo documenti veri di vita gay, raccolti da me nel corso degli anni o inviatimi dai lettori. Oggi pomeriggio un ragazzo (che ringrazio infinitamente) mi ha inviato alcune sezioni del suo diario, che pubblicherò a partire da domani. Mi sentirò particolarmente onorato se vorrai pubblicare tuoi scritti o commenti su Progetto Gay che è un blog che io ho avviato per dire la verità sui gay e per offrire ai gay che desiderano un confronto serio un luogo di discussione aperta in cui possano incontrarsi e scambiare valutazioni ed esperienze. I ragazzi di Progetto Gay, come avrai visto, hanno spontaneamente costruito un gruppo del tutto informale di amici che si rispettano e che si vogliono bene e che si mantengono in contatto tramite msn perché sono delle più diverse regioni d’Italia. Io li conosco ormai bene, siamo amici e passiamo spesso il pomeriggio in chat. L’ambiente è così bello, così vero, così pulito che i rapporti che si creano tra noi sono estremamente gratificanti. I ragazzi sono veramente persone ottime sotto ogni punto di vista e si vogliono bene. Io vivo delle soddisfazioni che mi dà il blog e soprattutto del calore umano che ricevo dai ragazzi del blog. Io credo che i ragazzi saranno estremamente contenti del tuo arrivo, esattamente come lo sono io. Benvenuto Stefano, spero vivamente (e ne sono sicuro) che tu possa trovarti veramente bene tra noi!!! Intanto ti invio il mio contatto msn tramite il quale spero di sentirti al più presto ... omissis ... .
Per il momento ti saluto e ti attendo su Progetto Gay. I ragazzi saranno contentissimi di avere un amico in più!
Un abbraccio!

domenica 16 dicembre 2007

NUOVI AMICI DI PROGETTO GAY - CIAO M. - CIAO STEVEN - (DEDICATO A RITTER E A V87)

Carissimi Ritter e V87, in primissimo luogo vi devo delle spiegazioni perché ieri notte (a notte avanzata) mi avete chiamato e io non ho risposto e non vorrei per nessun motivo che voi attribuiste la mia mancata risposta a disinteresse nei vostri confronti, cosa che dal mio punto di vista è assolutamente inconcepibile. Ieri notte non vi ho risposto perché ero impegnato in una chat. Mi potreste dire: “Ma come stavi parlando con il tuo interlocutore potevi parlare anche con noi”, e qui, in teoria, avreste ragione a rimproverarmi ma la cronaca della mia serata-nottata di ieri vi può fare capire meglio come stavano realmente le cose. Sapete che quando sto al computer nel blog Progetto Gay il riquadro “contattami” della chat di Alice (C6), sotto il mio avatar (la bandierina arcobaleno), appare colorato in verde. E qualcuno effettivamente mi ha contattato anche tramite C6 in questo modo. Bene, quando ormai era quasi l’una di notte ricevo una chiamata su C6. In genere su C6 si ricevono pressoché esclusivamente chiamate di gente che ti cerca per fare sesso. E quando ricevo chiamate su C6 la mia reazione spontanea è: “Un’altro!”, anche se, raramente, ho trovato, anche in C6, gente seria (ciao Stefano!). Allora apro la lavagnetta di C6 e mi trovo un messaggio che mi dice, più o meno, “Ti ho mandato un messaggio tramite il blog di Alice” e unisce il link. Mi precipito sul messaggio, lo leggo, è di un ragazzo di 21 anni. Il messaggio è serio. Per avermi mandato un messaggio su C6 lui è sicuramente in linea. Mi precipito su C6. Bene. Era l’una di notte, mi pare doveroso dirgli: “Sono felice di sentirti, se vuoi ci sentiamo domattina” mi dice che l’indomani non potrà usare il computer e mi propone di parlare subito, anche se brevemente. Siamo rimasti in chat praticamente fino alle tre, all’inizio in modo molto concitato e nello stesso tempo ingessato, poi, piano piano, anche scherzando un po’. Di cose da dire ne avevamo tantissime. Il colloquio è stato assolutamente libero ed estremamente serio. Io in genere non do facilmente il mio contatto msn se non mi rendo conto prima di chi è il mio interlocutore... ma gli ho dato il mio contatto e abbiamo finito la conversazione su MSN. Carissimi Rittere e V87, quando mi avete chiamato, io ero nel pieno della chat con questo ragazzo, una chat velocissima, in cui, dato che non ci sono pause, è praticamente impossibile distrarsi e certo non si può seguire una seconda conversazione. Io intendevo ascoltare quel ragazzo con la massima attenzione. Se un ragazzo (che non ha mai commentato prima il blog) mi manda una mail e mi contatta su C6 significa che non sta lì per caso e che ha un coraggio enorme per superare l’imbarazzo e cercare un contatto. In una situazione del genere un ragazzo si deve rendere conto che parlare con me significa trovare un’attenzione totale, se dovesse percepire il contrario potrebbe provare dei sensi di frustrazione pesantissimi. In sostanza il momento in cui si rompe il ghiaccio con il mondo gay e si esce dalla dimensione strettamente individuale per creare un contatto vero con una persona dichiaratamente gay come me è un momento estremamente importante. In quei momenti io mi sento e sono sotto esame da parte di chi mi contatta, che valuta sicuramente molto attentamente le mie reazioni e non c’è reazione che possa essere valutata peggio del disinteresse o dalla banalizzazione del discorso. Devo sottolineare che il dialogo con quel ragazzo era assolutamente serio e importante, non solo per lui ma anche per me. Io non sto qui per mestiere, ci sto perché per me, personalmente, poter avere un contatto serio con dei ragazzi gay significa dare un senso alla mia vita, e il colloquio con quel ragazzo era serissimo. Ecco, è per questo, carissimi Ritter e V87, che non ho risposto alla vostra chiamata. Onestamente spero di vedere presto i commenti di quel ragazzo sul blog e di poterlo risentire. Ma, come se non bastasse, nella tarda serata di ieri, ho trovato sul blog MSN un commento di Steven, che un’altra volta mi aveva lasciato un commento sul guestbook. Questo è il testo del commento di Steven: “Ciao è molto bello leggere ciò che scrivi specialmente questo ultimo intervento, pieno di gioia e felicità... non ti conosco ma è sempre bello vedere che chi ti "assomiglia" è felice... tornerò a trovarti spesso... anche a me piacerebbe avere tanti amici gay che vivano con te le emozioni e le situazioni...”. Dopo aver letto questo bellissimo commento avevo dedicato buona parte della serata a scrivere una e-mail (anzi due) a Steven, ne riporto il testo in fondo a questo intervento. Concludo dicendo che alle tre e mezza di notte ho aperto il blog e ho trovato i vostri commenti! Credo che non avrei potuto essere più felice di così. Ritter! ... sono letteralmente senza parole. Vabbe’ adesso chiudo la cronaca di ieri sera... l’unica cosa che mi viene da dire è che vi voglio bene!!!
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Ciao Steven,
ho letto pochi minuti fa il tuo commento sul mio ultimo post. In realtà mi avevi già lasciato in messaggio il 17 novembre, ma non ti ho risposto perché il messaggio era un po’ troppo neutro. Quello di oggi mi autorizza a risponderti, cosa che faccio con estremo piacere. Innanzitutto sono molto contento di sapere che continuerai a leggere il mio blog... Chiaramente, dalla lettura del mio ultimo post, che hai commentato in modo così gratificante per me, puoi capire che la mia giovinezza è solo di spirito, in sostanza, mi avvicino ai 60 anni. Questo devo premetterlo. Poi ti sarai chiesto perché non ho mai lasciato commenti sul tuo blog, le ragioni sono due: innanzitutto è un blog a tema su un personaggio del quale so poco più di quello che sa un lettore sbadato dei giornali non di argomento musicale, seconda ragione: il mio nick su MSN è un nick gay e lasciare un commento con un nick gay su un blog non specificamente gay non mi sembra corretto. E’ per questo che ho preferito inviarti una e-mail.
Io ho tre blog di contenuto, in termini di post, quasi identico:
1) Progetto Gay, (blog Alice)
http://progettogay.myblog.it/ con più di 400 post e quasi 500 commenti scritti dai ragazzi del blog. C’è anche un motore di ricerca interno.
2) Storie Gay, (blog Blogger)
http://nonsologay.blogspot.com/ con un indice analitico che consente l’immediata ricerca dei post per data e per tag, c’è anche un motore di ricerca interno. I commenti sono però pochissimi.
3) Storie gay e non solo, (blog MSN), quello sul quale hai lasciato i commenti, senza indici efficienti, con pochissimi commenti e senza motore di ricerca interno.

“Storie Gay” è prezioso per i suoi indici, ma Progetto Gay è, secondo me, una cosa unica in internet perché contiene quasi 500 commenti di una serietà e di una profondità unica. Sono i commenti dei ragazzi di Progetto Gay, un gruppo che si è formato in modo assolutamente spontaneo e imprevisto tra i lettori di Progetto Gay. Alcuni hanno commentato, io ho risposto sul blog, poi si è arrivati allo scambio dei contatti msn, prima con me, poi tra i ragazzi e si è formato un bellissimo gruppo. Vanno dai 18 ai 43 anni ma la maggior parte sono tra i 20-26 anni. Io ho parlato in chat con loro molte volte e direi che ormai siamo diventati amici. Attualmente i ragazzi di Progetto Gay sono una quindicina, ma la loro presenza va a periodi ed è legata ai ritmi dello studio e del lavoro. Quello che vedo è che sono ragazzi ottimi e lo dico con profonda soddisfazione, sono persone che mi hanno ridato uno scopo nella vita e la gioia di vivere.

Che dirti? ... Il tuo commento è estremamente gradito e mi farebbe moltissimo piacere se tu potessi farti un giretto su Progetto Gay non tanto per leggere i miei post (che non sono letteratura ma sono documenti veri di vita gay) ma soprattutto per leggere i commenti dei ragazzi, commenti che ti possono fare capire immediatamente di fronte a chi ti trovi e poi, se tu lo riterrai opportuno, sarei felicissimo se lasciassi un commento su Progetto Gay, dove puoi essere visibile per i ragazzi che frequentano in pratica solo quel blog. Io sono sicuro che se scriverai qualche commento e ti farai conoscere un po’ da loro, saranno loro a chiederti il contatto MSN. Per fugare qualunque remotissimo dubbio ti dico in modo esplicito che non ho nessuna finalità che non sia quella di lavorare per i ragazzi gay perché si possano conoscere e perché abbiano la possibilità di parlare e di confrontarsi in modo serio. Dai ragazzi di Progetto Gay ho ottenuto soddisfazioni meravigliose... non insisto oltre.
Ciao Steven! Spero di risentirti presto. Un abbraccio.
il progettista
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Ciao Steven,
ho dimenticato una cosa importante, questo è il mio contatto MSN, ... omissis ..., se tu volessi aggiungermi ne sarei felice, naturalmente resti totalmente libero di non farlo e la mia considerazione nei tuoi riguardi non diminuirà in ogni caso.
Spero comunque di risentirti molto presto. Un abbraccio.
il progettista

sabato 15 dicembre 2007

ESPERIENZE DI PROGETTO GAY

Ciao Ragazzi (volutamente con la maiuscola),
in questi giorni ho avuto occasione di parlare a lungo con Ritter e con Paolo e ne sono rimasto entusiasta. Si creano momenti di contatto che vanno al di là di ogni possibile previsione, si ritrova il piacere di esprimersi in modo libero. Parlando con Ritter ho potuto vedere che abbiamo veramente un mondo in comune, anche se con 35 anni di distanza. Ritter vive oggi situazioni, ansie, desideri, emozioni che io ho vissuto 35 anni fa in modo praticamente identico. Nel parlare ogni tanto mi diceva: “Capisci quello che voglio dire?” e io rispondevo: “Capisco perfettamente!” Scoprire che c’è un mondo in comune è emozionante, la mia vita non è stata unica, il mio modo di pensare e di vivere non è solo mio... e se persone come Ritter vivono cose come quelle che ho vissuto io... beh, allora un dialogo non solo è possibile ma ha un senso profondo, è un dialogo veramente raro, senza il rischio di incomprensioni o di banalizzazioni. E parlando con Paolo l’emozione non è stata meno intensa e devo ringraziarlo di avermi accordato una fiducia in cui non avrei mai osato sperare. Oggi leggo il commento di Davide... che è un capolavoro... Insomma, che vi devo dire... mi sento felice, realizzato... un sogno sta diventando realtà... e devo dire che siamo ben al di là del progetto originario. Progetto Gay era nato come una catena di blog gay... ma ormai intorno a questi blog c’è qualcosa di molto più importante... ci siete voi, dei ragazzi splendidi che ormai non conoscono solo me ma si conosco tra loro. Riprendo a scrivere questo post dopo la chiamata di Davide. Ho passato a V87 il contatto di Davide e sono riusciti ad entrare in chat e io sono tornato a questo post! Quante bellissime cose stanno venendo fuori! Tutto questo, secondo me, la dice lunga su quello che sono veramente i ragazzi gay, sulle qualità di queste persone, sulla loro serietà, sulla loro dignità, sulla loro autenticità. Io passo molte ore della giornata in chat e più conosco da vicino i ragazzi gay più ne resto incantato. Per me la solitudine non esiste più, mi sento vivo, coinvolto, partecipe nella vita di questi ragazzi, mi sento rispettato, cercato, .... amato, ed è un’esperienza bellissima... E’ bello incontrarsi, parlare, confrontarsi in modo totalmente libero... è bello essere gay in mezzo ad amici gay che ti capiscono, ti rispettano e ti vogliono bene... Ragazzi!!! Mi state regalando la felicità!!!

venerdì 7 dicembre 2007

COMMENTO DI RITTER

Stamani alle 8.44, Ritter ha aggiunto un bellissimo commento su “Storie Gay” che purtroppo, siccome è il blog più bersagliato da cretini e maleducati, ha il monitoraggio preventivo dei commenti. Oggi appena arrivato a casa, ho trovato il post e l’ho subito ammesso, ma siccome la vera discussione è su Progetto Gay, riporto il commento in prima pagina su tutti i post in modo che i veri destinatari lo possano leggere. Grazie Ritter dei grande!
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Ciao a Paolo a v87 e a tutti!
Quello che dice Paolo su commenti e risatine in famiglia mi ha fatto ricordare un episodio che mi è capitato qualche mese fa giusto con mio fratello. Non ricordo bene quale fosse il discorso e il contesto ma ho un flash ben fisso nella mia mente. A un certo punto dice "l'importante è che tu guardi le ragazze!" Ricordo come mi era salito il sangue alla testa e come avrei voluto gridare con rabbia "E se invece guardassi i ragazzi cosa cambierebbe?" L'importante?? Ma che cavolo vuol dire "l'importante"??. Invece ho dovuto trattenere tutto dentro... ma non ho avuto nemmeno la forza di fare il sorrisino di circostanza come dici tu, Paolo. E' stata la cosa più mortificante che mi sia capitata... Una volta che mio padre ne era uscito fuori con una serie di autentiche vaccate sui gay non ci ero rimasto male come in quella circostanza. Ero comunque arrabbiato anche in quella circostanza perchè non riuscivo a capire come si potesse pensare che l'amore fra persone dello stesso sesso fosse meno valido e degno dell'altro e si limitasse... vabbè, non mi va di aggiungerlo. Non che sia il caso di farvi il bollettino dei miei umori... ma stasera sono particolarmente giù... non vi faccio tutta la storia nè vi spiego i dettagli... Antefatto: sono uscito a fare un giro stasera solingo... e il caso ha voluto che la mia strada si incrociasse con quella nientepopodimenochè di un ballerino del teatro. Era russo... veramente incantevole, mozzafiato... l'ho seguito, fermato e gli ho chiesto se potevo fargli una foto... oltre a dirgli che era molto carino (così inizio a farmi coraggio e ad allenarmi ad uscire un po' allo scoperto...). A me vi assicuro che vien voglia di credere in dio solo quando vedo certe meraviglie. Due i motivi di questo mio malumore... magari scoprirò che anche questo è un sentimento che può essere condiviso (o invece scoprirò di essere scemo io). Primo (futile e legato all'antefatto): vedete, v87 dice di guardarsi la mattina allo specchio e di trovarsi carino. Io mi guardo allo specchio e a volte sì, capita anche a me, la maggior parte delle volte però non mi capita. Anzi. Non credo di essere brutto, anzi credo di avere un fisico tutto sommato dignitoso, ma devo accettare di non essere lontanamente avvicinabile a tante "meraviglie" che vedo. Questa roba qui passi anche, magari in una prossima vita sarò più fortunato ;)
Un motivo per cui questa cosa mi disturba è perchè a volte provo la sensazione che il mio interesse verso i bei ragazzi sia una specie di furto, che non me lo potrò mai meritare... Una cosa simile a quello che scrive project nel post "INNAMORARSI A 28 ANNI DI UN GAY DI 58": "In realtà mi sentivo condizionato dall’idea di rubare la giovinezza di quei ragazzi". Solo che io sostituisco (o aggiungo) bellezza alla parola giovinezza e non ho 20 o 30 anni più di questi ragazzi!!! Vi assicuro che è una sensazione bruttissima. Secondo: ben più importante, ho 25 anni. Sarà di nuovo che mi faccio troppe paturnie (ma magari project che ha più esperienza di me potrà confortarmi), ma inzio a vivere questa parte della mia sessualità in maniera consapevole solo ora, a 25 anni... Prima nulla di nulla. E la cosa mi mette fretta, mi mette un'ansia addosso incredibile. Come se stessi per perdere il penultimo o l'ultimo treno... E con tutte le altre cose (tutte le cose che ci siam detti in questi post) è proprio un gran casino... e non so bene come comportarmi e cosa o chi aspettare...Spero di non aver scritto troppe cavolate... ma stasera sono un attimo stordito e confuso. Spero nella vostra comprensione! A proposito, per v87 che scrive "sono scatenato in sti giorni...tolleratemi:)"... Non ti azzardare a frenare la tua verve scrittoria in alcun modo ;) !! Mi (ci, ne son sicuro) mancherebbe da matti. Buona notte a tutti e a presto PS. Ieri notte ho provato ad aggiungerlo su Progetto Gay, ma non funzionava... lo aggiungo qui

giovedì 6 dicembre 2007

DA PAOLO A V87

Ciao Paolo,
condivido pienamente quello che scrivi nel tuo commento a “Ciao V87 3” su “Storie gay e non solo” (blog msn). Siccome V87 frequenta Progetto Gay (blog Alice) e il tuo commento è stato pubblicato sul blog msn, lo riporto in prima pagina su tutti i blog in modo che V87 lo possa leggere e magari commentare. In questi giorni di piena attività del blog provo momento di autentico entusiasmo... Grazie Paolo!

P.S. se hai un contatto MSN puoi mandarmelo attraverso il blog msn; sotto l’icona cioè sotto la bandiera arcobaleno, c’è “invia un messaggio” basta cliccare. Se la cosa non funziona puoi andare sul blog Progetto Gay (
http://progettogay.myblog.it/) clicca sulla scritta gayproject, accanto alla bandierina arcobaleno, si aprirà la pagina del mio profilo dove c’è il link “scrivimi”. Ti manderei il mio contatto ma tu non hai un blog e il tuo profilo non è accessibile. Se non riesci a mandarmi il tuo contatto così puoi seguire un’altra strada, cioè mandarmi un commento su Progetto Gay, per spedire il commento devi inserire una e-mail che è accessibile solo al gestore del blog (cioè a me).

“Ciao gayproject!
Rimango sempre più favorevolmente colpito e, diciamolo, sono contento quando vedo che in molti, ogni giorno, si aggiungono alle già nutrite fila di coloro che apprezzano quello che stai facendo. Sai, penso che questa dei blog sia l'opportunità migliore che, visti i tempi, si può dare a noi che non dichiariamo pubblicamente la nostra dimensione gay; e non diamo peso a quegli stupidi (eufemisticamente parlando) che sono capaci soltanto di lanciare offese e cercano di imporre il loro standard a chiunque non vi si accosti. Sono dei poverini, gretti e meschini, per i quali le parole "confronto" e "tolleranza" sono meno che pezze da piedi. Scusa l'uscita polemica ma son cose che non capisco, proprio non le concepisco: forse proprio perché l'essere gay mi ha inconsciamente portato a sentirmi "diverso" in questa società e quindi ad avere un atteggiamento aperto verso tutte le diversità che incontro. e in questo senso io mi considero fortunato e molto più "ricco" di questi "raddrizzatori di storture".
Quanto a quello che definisci "gay commerciale" io lo vedo come una specie di diramazione di quello che è l'albero-gay (ahahah! bella l'immagine dell'albero gay! a volte il mio cervello partorisce delle cose assurde..!!) dai cui rami tutti noi pendiamo: è un modo (discutibile) come tanti altri (ugualmente discutibili da differenti punti di vista) di essere e di vivere sé stessi. Il problema vero non è se sia giusto o sbagliato questo modo di vivere la propria omosessualità, dato che un modo di vivere oggettivamente giusto o sbagliato non esiste: il problema, dicevo, è che urta la sensibilità di molti, che di conseguenza esprimono la loro contrarietà o in maniera genuina e sincera oppure lo fanno lanciando insulti ed improperi. Con i primi posso anche essere d’accordo e confrontarmici, d’altronde anche noi qui parliamo e critichiamo il modo di porsi di parte del mondo etero di fronte ai gay; i secondi non li voglio neanche vedere!!
Ho letto i commenti che v87 ti ha lasciato in questi ultimi giorni tutti di fila uno via l'altro, non so se in ordine cronologico, e gli voglio dire che anche io mi trovo nella stessa situazione. Anche io sono stato cresciuto ed educato in un’ottica cattolica e anche io ho davanti il quesito se credere o meno, se è possibile che tutto ciò che è sia frutto solo di coincidenze ed esplosioni o se esista qualcosa “oltre” tutto ciò. Ma non sono ancora arrivato a conclusioni chiare: d’altronde credere e avere fede per me significa negare la logica e la ragione.
E aggiungo che pure io, come lui dice, ho un buon successo tra le ragazze e anche per me è difficile fingere di non essere interessato per motivi diversi dal mio essere gay. Ma per ora si va avanti. Per me devi considerarti fortunato ad avere una famiglia che sa di te e ti accetta per quello che sei senza sollevare inutili problemi: problemi che poi non esistono neanche!
Un’ultima cosa per te gayproject: ho cercato di contattarti seguendo le istruzioni sull’intervento che mi avevi indicato ma non ce l’ho fatta, probabilmente ci sono dei problemi.. non è che c’è un qualche altro modo per entrare in contatto??
Grazie ancora per quello che fai! Ciao!”

mercoledì 5 dicembre 2007

CIAO V87 3

Ciao V87, ieri sera purtroppo cadevo dal sonno e non ho fatto a tempo a leggere i tuoi ultimi commenti. Stamani alle 7.30 mi sono messo di nuovo al computer e li ho trovati. Questo fatto ha per me un valore enorme. E adesso vengo alla sostanza del discorso. Il senso di fondo di Progetto Gay consiste nel dire la verità, nel mettere da parte gli stereotipi, nel lasciare parlare i ragazzi gay perché essi in primo luogo e poi tutti gli altri possano capire che sono ragazzi normalissimi che non hanno nulla di strano. Attraverso i blog di Progetto Gay, ho conosciuto tanti ragazzi (e non solo) con i quali mi intrattengo spesso il chat e sono ragazzi veramente come si deve, bravi ragazzi nel senso profondo del termine, mille miglia lontani dagli stereotipi che l’opinione pubblica, e spesso anche alcuni gay, considerano gay. Quando parlo con questi ragazzi l’argomento sesso finisce per essere quello meno importante. Si parla d’amore, questo sì, o del desiderio di amare e di essere amati, delle loro e delle mie storie reali, della solitudine, della voglia di essere se stessi almeno qualche volta, si parla dell’università con i ragazzi che studiano, del lavoro con quelli che lavorano, si parla dei rapporti con i genitori, dei rischi del coming out, certe volte si condividono momenti di gioia. Ieri pomeriggio un ragazzo che era letteralmente angosciato dalla paura dell’aids e che finalmente si era deciso a fare il test mi ha comunicato che il test era negativo e che si sentiva leggero e felice in modo incredibile. Carissimo V87, più conosco i ragazzi gay (e ne conosco tanti) più mi convinco dell’idea che sono portatori di una ricchezza enorme e sono capaci di forme d’amore profondissimo. Non sono affatto persone che hanno fatto del loro essere gay una bandiera contro qualcuno o qualcosa, a loro piace, come a tutti del resto, poter parlare liberamente, essere ascoltati e creare rapporti umani seri. Io passo con loro molte ore in chat ed è un’esperienza estremamente positiva che mi arricchisce e mi gratifica. Puoi capire quello che penso dei locali gay o del gay commerciale. E’ necessario che noi gay prendiamo coscienza di quello che siamo veramente. L’integrazione dei gay avviene solo dove si riesce a supertare l’ignoranza, dove l’identificazione di gay e normalità è una cosa spontanea. I gay devono combattere soprattutto contro l’ignoranza, quella scusabile della gente che realmente non sa che cosa sono i gay e quella non scusabile di chi invece sa e finge di non sapere. In alcuni siti, come quelli citati dagli omofobi commentatori, che scrivono insulti perché credono di fare una cosa intelligente, si leggono sui gay e sulla sessualità gay cose aberranti che sono il segno di posizioni totalmente chiuse a qualsiasi forma di dialogo e sostanzialmente in mala fede. Ma di tutto questo non ci si può stupire. Ci sono ancora paesi del mondo dove l’omosessualità è punita con l’impiccagione pubblica e la storia è costellata di nefandezze a danno dei gay, dalle condanne al rogo alla censura e a forme di discriminazione di ogni genere. In Italia, per fortuna, la situazione non è delle peggiori, anzi, ma certo esistono ancora spinte molto forti verso l’omofobia e in ogni caso l’interazione vera dei gay è lontanissima dal realizzarsi. Il fatto che i gay esistano in dimensione privata ma non in dimensione pubblica ne è la prova evidente. C’è moltissimo da fare e non si può pensare che le cose cambino in tempi brevi. Per i ragazzi gay di oggi la vita sarà forse meno dura di quella dei loro coetanei di 40 anni fa ma sarà comunque dura, la loro vita affettiva sarà spesso pesantemente condizionata dalla paura di scoprirsi che porta alla non visibilità dai gay, ma a tutto questo non c’è un rimedio radicale. Progetto Gay è una goccia nel mare, è vero, ma è un punto di incontro e di discussione e il livello dei commenti che riceve lo dimostra chiaramente. Carissimo V87, concludo dicendoti che mi piacerebbe incontrarti in chat su msn. Ovviamente potresti voler capire meglio chi sono prima de decidere, per darti un’idea più precisa, ti rinvio al post trasparenza gay. Sui miei blog mi sono dato poche regole fondamentali, la prima è: dire sempre la verità (il post “trasparenza gay” serve proprio a questo). Grazie dei tuoi commenti, sappi che sono letti da molte persone e che aiutano veramente a riflettere.

venerdì 12 ottobre 2007

CIAO DISTILLATO 21

Ciao Distillato,
quante cose avrei da dirti... il nonno si sente felice che esiste gente come te! E adesso basta con i complimenti se no la prendi male... Insomma ti volevo dire che mi gira molto bene e questo blog mi dà delle soddisfazioni veramente incredibili. Ormai è difficile che passi una giornata senza che si possa fare una chiacchierata con una persona conosciuta tramite questi blog. Con alcuni ragazzi poi si realizza proprio una forma di familiarità incredibile, ieri sera uno di questo ragazzi mi ha detto: Ma tu ti fidi di me? E io gli ho risposto: sì! Si andava avanti, passava il tempo e si stava bene, cerco di spiegarmi: noi gay, tutti, chi più chi meno, siamo abituati a una mancanza di libertà, ormai ci abbiamo fatto il callo, i discorsi che facciamo sono sempre generici, in sostanza parliamo praticamente sempre di cose che non sono quelle di cui vorremmo parlare, questo non capita solo ai ragazzi gay ma a tutti i gay, anche a quelli della mia età... ebbene, in una chat con ragazzi conosciuti tramite questo blog mi posso rendere conto di che cosa significhi parlare finalmente in modo libero, senza filtri, parlare a persone che sono molto più giovani di me, è vero, ma che capiscono esattamente quello che dico e che mi dicono cose che corrispondono in modo veramente incredibile alla mia esperienza. Ci si sente liberi, liberi dai possibili fraintendimenti, liberi di esprimersi nel modo più semplice e più diretto possibile. Ieri ho parlato in chat con un ragazzo... e sono rimasto colpito di come usasse le stesse parole che avrei usato io per dire le stesse cose. In sostanza le cose che sono capitate a me più o meno 40 anni fa capitano a loro adesso... ma sono esattamente le stesse cose e la risposta è sostanzialmente identica. Su un punto, nel dialogo, c’era stato un momento di incomprensione ma dovuto “solo” al fraintendimento su un elemento di partenza, cioè ad una mia confusione banale, avevo detto a questo ragazzo che un suo comportamento mi sembrava incomprensibile e un po’ c’era rimasto male, poi ho capito che avevo perso un pezzo della conversazione e allora quello steso comportamento mi è sembrato assolutamente ovvio, in sostanza avrei fatto anch’io lo stesso, quando mi sono accorto che l’incomprensione era solo dovuta a un banale fraintendimento l’idea che il nostro modo di ragionare fosse esattamente identico mi è tornata alla mente con una evidenza senza eccezioni. Una cosa mi stupisce: a tanti anni di distanza la storia si ripete e il modo di reagire è identico, la scala di valori è identica, le angosce di fondo sono identiche. Non mi pongo il problema se esista una identità gay differenziata, ma è certo che a distanza di anni le generazioni successive rivivono esattamente le stesse esperienze. Mi viene in mente la domanda del Gay quarantenne: “Ma che cosa ci trovano?” Io penso che ci trovino un mondo che è sostanzialmente identico al loro, proprio come succede a me. Io il gap dell’età non lo avverto e nemmeno questi ragazzi lo avvertono, perché in sostanza viviamo le stesse esperienze e, in chat, ne possiamo parlare in modo libero. E’ quasi incredibile quanto tutto questo sia semplice e nello stesso tempo gradevole e liberatorio e lo dico con riferimento a me stesso. Parliamo anche di sesso e quando succede il più imbarazzato sono io, ma gli argomenti che dominano sono in genere altri e girano quasi sempre intorno alla ricerca della felicità, alla costruzione del futuro e alla ricerca dell’amore ... non del sesso, ma dell’amore, perché, anche se non lo vogliamo ammettere per pudore dei sentimenti (che è molto più radicale del pudore nel parlare di sesso) è l’unica cosa che conta veramente. Quando finisco una chiacchierata in chat mi sento felice perché in sostanza si crea un rapporto affettivo serio, qui il Gay quarantenne faticherebbe a seguirmi perché questo rapporto affettivo serio sarebbe, secondo lui, “solo” un rapporto affettivo serio... ma è una cosa vera!... e io lo sento benissimo che è una cosa vera e che non c’è nessuna dimensione rituale. Insomma, grazie a questi blog io non brucio più il mio tempo in cose più o meno assurde ma lo “vivo” insieme con altre persone e questo significa che la solitudine non c’è più e che il senso dell’inutilità non c’è più. Tutto questo è gratificante, bellissimo! ... Caro Distillato, poi trovo i tuoi commenti in cui mi chiami affettuosamente nonno... e dimmi un po’... come posso non essere felice?

lunedì 17 settembre 2007

ESPERIENZE GAY A CONFRONTO

Chi ha seguito questo blog può immaginare, ma solo immaginare, il senso di soddisfazione che provo adesso. Un dialogo con chi legge questo blog è possibile e non solo è possibile ma esiste di fatto. I commenti di distillato7 mi chiamano in causa personalmente ed ho il piacere di dire la mia. Questo post è “ad personam”, è vero, ma rispondere seriamente è il minimo che io possa fare. Dici che nel mio post sulla depressione c’è invidia e autocommiserazione e non è un’offesa, è assolutamente vero, sono due cose che mi porto sempre appresso, nascoste nel sottofondo dell’anima. La storia commentata nel post, quella di Màrtin, non è una bufala, per quanto ne abbia tutto l’aspetto, quando l’ho sentita raccontare da uno dei protagonisti (proprio Màrtin) l’ho presa anch’io per una bufala, ma poi ho dovuto ricredermi davanti all’evidenza. Quanto al fatto che secondo te l’essere gay non precluda a priori almeno le strade del sesso, be’, purtroppo devo dirti che tu vedi le cose con l’ottica di oggi e non di 40 anni fa. Per me il sesso è rimasto sempre una questione di pura fantasia. Non so che dirti, avrebbe forse potuto essere anche diversamente ma non è stato e poi non so se avrei accettato di fare sesso con persone che non amavo o che non mi amavano. Non so perché ma mi sono innamorato sempre di ragazzi etero che mi hanno ricambiato a livello affettivo in modo incredibilmente serio anche se senza sesso, mentre con i ragazzi gay che ho conosciuto non sono mai riuscito a costruire un rapporto soddisfacente, neanche a livelli minimi, si creavano problemi su cose che con il sesso non avevano nulla a che fare ma quei problemi finivano per distruggere qualunque attrattiva sessuale. Se leggi con attenzione questo blog ti puoi rendere conto che è effettivamente centrato più sul rapporto gay etero che sul rapporto gay gay e questo viene dalla mia esperienza diretta, anche se ho visto ragazzi gay realizzare insieme una felicità che in vita mia non ho mai provato. Quando tu dici: “di sesso ne puoi trovare a bizzeffe” mi lasci di stucco perché per me non è mai stato così. Ho conosciuto i primi ragazzi dichiaratamente gay quando avevo 33 anni, prima non ne avevo mai incontrato uno, erano altri tempi e ho vissuto in situazioni che non incoraggiavano certo la sessualità gay da nessun punto di vista. Ho visto alcune cose che sotto certi aspetti avevano un’apparenza omosessuale ma erano in sostanza una vera e propria forma di violenza, in cui alcuni ragazzi finivano per subire cose che non volevano e di questi fatti, che rimontano indietro di molti decenni, ho conservato un ricordo decisamente sgradevole. Quando dici: “Non vivere come fossi veramente condannato alla solitudine” mi incoraggi perché pensi che io sia un ragazzo ma io la mia vita l’ho fatta ed è stata una vita di solitudine spesso profondissima, almeno finché non ho incontrato i miei due amici etero che mi hanno voluto bene e mi hanno ridato fiducia nella vita, queste non sono parole, è accaduto esattamente così, ma se non fosse stato per loro il buio sarebbe stato totale. Tu dici di non essere il classico omosessuale medio perché non vai nei locali o al gay pride, ma io credo che la stragrande maggioranza dei gay non frequenti affatto locali gay e non vada al gay pride, quello che si vede è decisamente poco rappresentativo di quello che c’è sotto e che non si vede. Tu non vedi perché bisogna vivere in totale solitudine masturbatoria la propria sessualità, lo so, può sembrare assurdo ma la mia vita è passata tutta così... queste cose ci tenevo a dirle perché sono vere e perché ti possono dare un’idea di come si viveva prima.
L’altro tuo commento lo condivido al 100%. Grazie di non avermi lasciato solo. Io credo sempre di più che questo blog possa avere veramente un senso e pensare che finalmente sto facendo qualcosa di buono dal “mio” punto di vista mi fa tornare la voglia di vivere. La vita ha un altro sapore quando si comincia ad essere se stessi!