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mercoledì 3 maggio 2017

UN MASSAGGIATORE GAY

Ciao Project,
sono un tuo fan ormai da anni e in pratica non passa giorno che io non guardi che c’è di nuovo nel forum, per un po’ sembrava che ci fosse poca gente e che le novità fossero pochine, ma ho visto che l’attività è ripresa e mi fa veramente piacere, e allora penso pure io di poter dare un contributo raccontando la mia storia. Premetto che non è una storia legata a forme di disagio o a problemi seri, direi che il mio contributo è leggerino, ma penso possa essere interessante.
Io sono un fisioterapista, un fisioterapista vero, laureato con una laurea quinquennale e ho fatto diversi corsi professionali di riabilitazione e di fisioterapia sportiva, ho 28 anni. Dopo i primi tempi, in cui nessuno mi conosceva, ho cominciato a lavorare con persone anziane e pazienti traumatizzati o con malattie invalidanti, ho avuto le mie soddisfazioni, ma, lo devo dire, provo anche tanta malinconia quando vedo persone molto mal ridotte, e siccome sono tutti anziani mal messi, capita che ogni tanto qualcuno venga a mancare e la cosa mi fa un effetto terribile perché sono persone che ho conosciuto molto da vicino. Diciamo che questo tipo di attività non è esattamente quello che avrei voluto fare. Di recente ho fatto un corso di qualificazione per l’uso del DAE (defibrillatore semi automatico) e un altro corso sul primo soccorso cardiologico e ho mandato il mio curriculum ad alcune società sportive. Pensavo che nessuno mi avrebbe risposto, ma non è stato così. Una società semiprofessionistica della mia zona mi ha contattato per un colloquio, io ci sono andato e ho portato i miei titoli. C’era un medico, il presidente della società e altre due persone. Sui titoli non hanno avuto niente da dire, e mi hanno detto subito che loro avrebbero potuto farmi un contratto, ma con compensi molto limitati perché il loro bilancio è proprio ridotto all’osso. Ho chiesto quali sarebbero state le condizioni e gli orari e mi hanno detto che avrei lavorato quasi sempre due mattinate alla settimana, giovedì e domenica per 4 ore ogni volta, quindi circa 30 ore al mese in 9 mattinate. Ho chiesto quale sarebbe stato il mio compenso netto e mi hanno risposto poco più di 600 euro, però con l’obbligo di seguire la squadra una domenica sì e una no, quando va in trasferta, in quel caso le spese di spostamento, vitto e alloggio sarebbero state a carico della società. Non ci ho pensato due volte e ho accettato. Ho firmato un contrattino, dopo avergli dato una rapida letta, ma era un modello standard dell’AIC (associazione Italiana calciatori) e quindi mi potevo fidare. Mi ci è voluta una settimana per riordinare gli appuntamenti coi miei pazienti poi, finalmente il giovedì successivo ho fatto primo ingresso in società. L’appuntamento era per le 8.00, sono arrivato alle 7.30 e non c’era ancora nessuno. Sono andato al bar a prendere un cappuccino e c’erano diversi ragazzi con la borsa da calciatore, mi sono fatto coraggio e ho chiesto se erano lì per l’allenamento e poi ho detto che ero il nuovo massaggiatore. Mi hanno risposto che non ne avevano mai avuto uno, comunque sono stati simpatici e il cappuccino me lo hanno offerto loro. Poco prima delle 8.00 siamo entrati, ma il mister non era ancora arrivato, alle 8.05 i ragazzi della squadra c’erano tutti, il mister è arrivato alle 8.30 con una super-macchina, in pratica non staccava dal telefonino, in uno dei rari momenti di pausa mi sono presentato ma lui ha detto solo “bene” ed tornato a fare i cavoli suoi; ha mandato i ragazzi a cambiarsi e poi in campo a fare “un po’ di riscaldamento”, in pratica facevano tutto i ragazzi e il mister continuava a pensare solo agli affari suoi. Io restavo a bordo campo e non sapevo che cosa dire, poi il mister, quando non erano nemmeno le 9.00, mi ha detto: “fagli fare tu qualche cosa, io devo scappare, quando hai finito ti tiri la porta.” E se ne è andato. Quando i ragazzi hanno visto che il mister se ne era andato, se ne volavano andare pure loro, ma io, per contratto dovevo stare lì altre tre ore e non sapevo come fermarli e lì mi è venuta l’idea: li ho chiamati tutti nella palestra, e ho detto che dovevano imparare a usare il defibrillatore, che era una cosa che poteva salvare loro la pelle. Ho chiesto dove stesse il defibrillatore, sapevano che da qualche parte c’era, ma non sapevano dove, poi lo abbiamo trovato in un armadio, ma scarico, abbiamo trovato il posto dove doveva stare e lo abbiamo messo dove doveva stare e ha cominciato a caricarsi, ma ci vuole tempo. Era un defibrillatore che avevo già usato al corso e sapevo farlo funzionare. Ho fatto sedere i ragazzi per terra e ho parlato loro del defibrillatore, di che cosa è, di come funziona e di come si adopera, del massaggio cardiaco, del primo soccorso cardiologico e di tante altre cose molto concrete e molto utili. Mi stavano a sentire, ho detto che non dovevamo perdere tempo e che potevamo fare delle simulazioni. Per rompere il ghiaccio ho fatto io da cavia e ho assunto il ruolo di uno che ha bisogno di soccorso cardiologico e ho chiesto a loro come si sarebbero comportati, si sono avvicinati, hanno fatto alcune manovre, ma non erano quelle giuste e allora ho spiegato loro che cosa dovevano fare, come disporre il paziente, come prendere il polso, come facilitare la respirazione e tutto con l’aiuto di uno che si è prestato a fare lui l’infortunato, poi si è sentito il beep del defibrillatore, segno che era carico, ho fatto vedere loro le spie, il pulsante e i segnali e ho detto che il defibrillatore verifica se c’è bisogno di defibrillazione e guida passo passo l’operatore. Ho chiesto a uno dei ragazzi to togliersi la maglietta perché volevo fare vedere loro dove vanno posti esattamente glie elettrodi, quello si è steso, ho applicato gli elettrodi e il ragazzo si è spaventato e li ha allontanati, pensava che gli potessi fare arrivare una scossa pericolosa, allora mi sono steso, ho messo gli elettrodi su di me e ho detto al ragazzo di avviare il defibrillatore, lui aveva paura di farlo, allora l’ho fatto io al suo posto e il defibrillatore ha risposto che non occorreva defibrillazione. Ho spiegato che l’apparecchio fa una rapida diagnosi e decide se è il caso di dare la scossa e la dà solo se è il caso, e dopo dà le istruzioni per le manovre di rianimazione e di massaggio cardiaco. I ragazzi sono rimasti molto colpiti, e mi hanno detto che era come nei film americani di pronto soccorso. Ho chiesto se c’era una sala medica e una per i massaggi, mi hanno portato in una stanzetta, con un tavolo e due sedie e hanno detto che era tutto lì, ho chiesto del lettino e si sono messi a ridere come per dire che non avevo ancora capito dove stavo. Chiedo ai ragazzi perché non hanno fatto la doccia dopo l’allenamento, mi fanno segno di seguirli, aprono una porta, c’è il locale docce con otto box ma è evidente che non funzionano da anni, oltre una seconda porta ci sono anche quattro gabinetti ma ne funziona solo uno. Mi dicono che la società non ha soldi, e allora lancio la proposta: “Chiediamo il permesso e mettiamo tutto a posto noi, ci sarà un po’ da lavorare ma siamo in tanti.” Erano perplessi, dicevano che bisognava chiedere il permesso al mister, io ho risposto che non era cosa del mister ma del presidente e ho detto che avrei provato a parlarci, mi guardavano come se fossi un animale raro caduto lì dentro per sbaglio. Erano passate da dopo le 11.00 e ho fatto andare via i ragazzi, ma non senza prendermi tutti i loro numeri di cellulare e senza dare a loro il mio. Dopo che se ne sono andati ho fatto un rapido giro dell’edificio che, se rimesso a posto, non sarebbe stato niente male, ho preso le misure della sala medica e degli altri locali e mi sono disegnato una piantina con tutti i dati. Poi ho chiamato la segretaria del presidente e le ho detto che avrei voluto parlare col presidente. Mi ha chiesto: “Ci sono problemi?” Ho risposto “No!” in modo deciso e dopo qualche secondo me lo ha passato. Gli ho detto che ero stato all’allenamento e che mi ero trovato molto bene e poi ho lanciato la mia proposta: “Se io mi mettessi al lavoro per rimettere un po’ in funzione le docce, i bagni e cose del genere lei mi lascerebbe fare?”, mi ha risposto: “Può fare quello che vuole, ma non si aspetti quattrini né per lei né per pagare altre spese, perché quattrini non ce ne sono.” Gli ho risposto: “Presidente, io non le sto chiedendo soldi ma solo il permesso di fare.” Lui mi ha detto che non aveva niente in contrario ma che aveva parlato chiaro e soldi non ne avrei avuti in nessun caso.
Ho comprato stracci, scope, spazzoloni, anticalcare, detersivi. Il mister mi aveva dato le chiavi e ho passato tutte le mie ore libere a pulire la sala docce, l’acqua c’era e gli scarichi funzionavano, era solo tutto sporco e incrostato. La domenica era giorno di partita, sono stato coi ragazzi prima dell’inizio, ma non si potevano fare massaggi perché non c’era nemmeno il lettino, nell’intervallo ho fatto stendere a terra uno che aveva ricevuto un calcio su un piede e ho lavorato sodo su quel piede e mi ha detto che stava meglio ed è tornato a giocare, alla fine della partita (purtroppo andata male) ho detto ai ragazzi che potevano fare la doccia, hanno aperto la porta del locale docce ed era tutto pulito, hanno fatto la doccia per la prima volta con l’acqua calda, io sono rimasto fuori, quando sono usciti mi hanno chiesto dove stavano stracci e detersivi perché non potevano lasciare tutto sporco. Hanno ripulito tutto e io ho chiesto che mi dessero una mano a portare un lettino per i massaggi e un armadietto che avevo a casa e che non avevo mai adoperato. Uno ha detto che poteva prendere per un’ora un furgone ma che bisognava farlo subito perché gli altri giorni lo usavano per il lavoro. Siamo andati a prendere il furgone, poi a casa mia, abbiamo caricato il lettino e l’armadietto e siamo andati di nuovo allo stadio e sistemare le cose. Ho chiesto perché il mister non fosse andato alla partita e mi hanno risposto alzando le braccia. Io però ho detto subito: “Ma tante cose possono cambiare!” Uno mi ha detto: “Il mister no!” io ho detto che anche restando lui formalmente il mister tante cose potevano cambiare, poi li ho salutati dicendo: ci vediamo giovedì e cerchiamo di fare un po’ di lavoro vero.
Il giovedì hanno trovato la sala medica perfettamente pulita, c’erano anche l’apparecchio per la pressione, il pulsossimetro e un po’ pomate per gli strappi muscolari. Il mister mi aveva avvertito che non sarebbe venuto. Ho proposto ai ragazzi un minimo di preparazione prima dell’allenamento, abbiamo portato il lettino nella palestra e si sono messi tutti intorno, ho chiesto un volontario e Marcello si è steso sul lettino. Ho detto loro che sono calciatori e che la preparazione deve riguardare soprattutto i muscoli delle gambe, ho fatto vedere alcune manovre per la distensione muscolare e per lo scioglimento delle articolazioni, io facevo il movimento su Marcello e loro lo rifacevano divisi a coppie, siamo stati quasi 40 minuti a fare esercizi, poi siamo andati a fare allenamento (senza il mister). Mi ero preparato tutta una serie di esercizi presi da un libro sull’allenamento di calcio. I ragazzi mi guardavano stupiti: mi chiedevano se ero stato un calciatore, ma io rispondevo che ero solo un fisioterapista. Abbiamo fatto più di un’ora di preparazione atletica e poi una partitella tutta giocata sulla tecnica più che sulla forza. Alla fine hanno fatto la doccia e hanno ripulito tutto. Uno mi ha detto che aveva tanti libri tecnici sul calcio e ha detto che poteva portarli e che forse potevano essere utili.
Insomma, Project, col tempo, con questi ragazzi si sono creati rapporti bellissimi, siamo diventati proprio amici. Io avevo la possibilità di massaggiarli, ma l’ho fatto sempre molto professionalmente e coi ragazzi che indossavano comunque gli slip. Ogni tanto qualcuno usciva nudo dalle docce ma la cosa era normalissima pure per me, quello che mi piaceva era l’atmosfera assolutamente magica che si respirava allo stadio, il fatto che in pratica eravamo come fratelli e che se c’era qualche problema ci davamo una mano uno con l’altro per risolverlo. Io sono gay e lo sono sempre stato, per me stare tra questi ragazzi è la felicità! Mi sono chiesto più volte se tra loro ci fosse qualche ragazzo gay, ma credo proprio che non ce ne siano. Se ce ne fossero stati, sarei stato molto meno disinvolto, perché un gay in certe situazioni si potrebbe sentire a disagio e questo proprio non deve succedere.
Ecco la storia è questa, non c’è niente di porno, c’è solo il fatto che con questi ragazzi, che sono quasi certamente tutti etero, si sta benissimo, Non mi sento un gay represso che si accontenta di amici etero. Io non mi sono innamorato di nessuno di questi ragazzi, quella sarebbe proprio un’altra storia, questi ragazzi, per me sono amici, ma sono così importanti che io sto bene così, al momento almeno. Le mie fantasie ce le faccio, beh, questo è umano, ma restano cose mie privatissime. Quando mi innamorerò le cose saranno diverse.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=6079

martedì 8 marzo 2011

RAGAZZI GAY IN PISCINA TRA TENEREZZA E SESSUALITA'

Ciao Project,
sono capitato per caso su “progetto gay” e mi sono messo a leggere, è veramente stupendo perché mi ci ritrovo, non c’è niente di troppo né di troppo poco, è proprio la vita dei ragazzi gay come la vivo io. Non avrei mai pesato di scrivere a qualcuno per parlare di me in modo così intimo ma siccome c’è l’anonimato ho aperto una nuova mail e mi sono deciso. Ho pensato di scriverti per chiederti un parere, o semplicemente per dire la mia, su una questione che ormai mi ronza in testa da parecchio e cioè sul rapporto tra sesso e tenerezza, cioè sul senso che ha il sesso nel fatto di innamorarsi di un ragazzo.
Comincio dell’inizio. Ho 21 anni, studio all’università, non ho mai avuto una vera vita sociale, amici o cose del genere, a scuola stavo al gioco degli altri, mi fingevo etero, come penso sia quasi obbligatorio fare, ho avuto le mie cottarelle per un mio compagno, regolarmente etero, all’inizio ci ho sofferto, poi me ne sono fatto una ragione. All’università di bei ragazzi ne vedi quanti ne vuoi ma è come a scuola, tutti etero. Si studia e in pratica non si fa altro, durante gli intervalli nemmeno esco dall’aula e passo il tempo a riordinare appunti. A casa poi recita totale, sono figlio unico, vergognosamente coccolato da mia mamma e da due zie conviventi, meno da mio padre che almeno non mi asfissia. A casa non ho un libro né un film gay. Non parlo di ragazze, questo è ovvio, ma nemmeno di ragazzi, solo di studio e di esami. A quanto pare nessuno si fa troppe domande. Il classico discorso: “ce l’hai la ragazza?”, a casa mia non l’ho mai sento. In un ambiente così, in pratica sorvegliato a vista e senza occasioni di nessun genere, per me, la sessualità è stata sempre un problema. Non ne posso parlare con nessuno a nessun livello e devo stare pure attento a non trovarmi davanti ai miei quando la tv trasmette qualche notizia sui gay. Non sono omofobi, semplicemente ritengono che i gay vivano su altri pianeti e che “noi persone normali, non abbiamo niente a che vedere con quelli”, parole testuali di mia zia. Ho scoperto la masturbazione piuttosto tardi, verso i 15 anni, proprio perché fin dai tempi della suola media questi argomenti sono stati regolarmente messi da parte come se l’ignoranza totale potesse prevenire chissà che cosa. Ero talmente lontano dalle cose del sesso che quando mi sono masturbato per la prima volta e sono arrivato all’eiaculazione mi sono preoccupato tantissimo perché non avevo proprio capito di che cosa si trattasse e pensavo che ci fosse qualcosa che non andava e che quella roba bianca fosse magari dovuta al fatto che ci avevo dato giù troppo e che mi si era rotto qualcosa dentro, magari nei reni. E poi non ne potevo parlare con nessuno, ho avuto proprio paura di stare male, quel girono mi sono misurato la febbre tante volte perché pensavo che mi sarebbe successo qualcosa ma non è successo niente. All’epoca non potevo nemmeno cercare su internet perché non avevo un computer mio e cercare su quello di mio padre lasciando tracce del genere non mi sembrava proprio il caso. Poi i miei sono cattolici e, almeno fino a un certo punto, pure io, e quindi la domenica si andava in chiesa, mamma e le zie facevano sempre la comunione e la facevo pure io. In pratica dai 15 anni mi confessavo ogni domenica di essermi masturbato, mi ripromettevo assolutamente di smettere ma poi, inevitabilmente ci ricadevo, in pratica era ogni settimana la stessa storia. Non dicevo mai al prete che ero gay perché non è quello il peccato, almeno io avevo capito così. In sostanza una cosa deprimente, una lotta con me stesso che si ripeteva tutte le settimane. Poi quando ho fatto 16 anni mi hanno regalato il primo computer tutto mio e lì mi si è aguzzato l’ingegno, mi sono studiato con la massima cura come si mettono le password perché nessuno potesse accedere al mio computer, penso che mio padre non lo avrebbe mai fatto per ragioni di principio (e lo rispetto perché lui rispetta me) ma mia madre lo zampino ce l’avrebbe messo eccome, ne sono certo, secondo lei è dovere di una buona madre impicciarsi degli affari del figlio, ma comunque messa la password potevo stare tranquillo. Non potevo chiudermi in camera, questo i miei non lo avrebbero tollerato, ma avevo il mio computer dove nessuno si poteva impicciare degli affari miei. Ho risistemato i mobili della mia stanza in modo che la mia scrivania guardasse verso la porta, così nessuno sarebbe potuto entrare senza che ne me accorgessi e ho sistemato la postazione del computer in modo da avere il tempo per cambiare pagina se qualcuno fosse entrato. Internet per me significava soprattutto pornografia. I primi tempi era proprio una fissazione, non vedevo l’ora, la sera, di mettermi davanti al computer anche se dovevo aspettare che se ne fossero andati tutti a dormire. All’inizio è stata proprio una caccia frenetica ai siti porno gratuiti, ma ero e sono ancora molto selettivo, porno sì ma ci deve essere qualcosa di tenero, di affettuoso, altrimenti cambio. Mi sono fatto una collezione enorme di foto, meno di video, cercavo il mio modello fisico di ragazzo ideale e poi ci lavoravo sopra di fantasia cercando di costruirmi il film di una storia con un ragazzo, una specie di storia d’amore tenero e anche di sesso, tutto mescolato insieme. Tutta la mia sessualità si è ridotta alla masturbazione e a queste fantasie, che però mi piacevano tantissimo. Non mi sentivo frustrato né pensavo che mi mancasse realmente qualcosa o, almeno, non lo pensavo fino a poco tempo fa. E qui comincia la seconda parte della storia. Sono piuttosto alto e molto magro e, dopo una fastidiosa influenza, il dottore di famiglia ha insistito con i miei perché io facessi un po’ di sport. All’inizio proprio non ne volevo sapere perché non lo avevo mai fatto, nemmeno da piccolo, poi i miei hanno insistito e io ho cominciato a pensare che in effetti la cosa avrebbe potuto avere anche una finalità in un certo senso sessuale e allora ho accettato: tre volte alla settimana in una piscina vicinissima a casa (ci vado a piedi in 20 minuti). Ci vado il pomeriggio alle 18.00 in modo da avere un po’ di tempo libero da dedicare anche ad altre cose. La prima volta che ci sono entrato per l’iscrizione e per pagare la quota sono rimasto scombussolato: un bel posto, molto pulito e molto ben attrezzato, mi mettono al corso principianti e mi fanno conoscere l’allenatore, un ragazzo di 25/30 anni massimo, ma proprio bello, con un sorriso bellissimo e una stretta di mano diciamo atletica. Comunque è stato un colloquio brevissimo. Il pomeriggio ho comprato costume, accappatoio, asciugamani e borsa, ho cercato il costume meno compromettente cioè quello che mi difendesse di più in caso di erezione e poi mi è venuta proprio la paranoia dell’erezione: se mi succede che faccio? E ho cominciato a fare avanti e indietro: ci vado o non ci vado? E poi mi chiedevo se le docce avessero i divisori e tante altre cose del genere, comunque prendo la decisione di andare in piscina già col costume addosso per superare almeno il primo imbarazzo, poi, se del caso, avrei potuto allontanarmi 10 minuti prima degli altri e andare nello spogliatoio quando non c’era nessuno. Le incertezze sul da farsi erano tante, comunque avevo pagato e poi i miei se lo aspettavano, insomma alle 17.45 in punto del giorno dopo faccio il mio ingresso in piscina, c’è l’allenatore, mi presenta agli altri, i ragazzi più o meno della mia età sono parecchi, in tutto circa una decina sui 15 del corso. L’allenatore ci fa mettere seduti sulle panche a bordo vasca in attesa che si rivestano “quelle” del corso precedente, un corso per ragazze, quindi non si può entrare nello spogliatoio finché non hanno finito, nel dirlo l’allenatore fa un sorrisetto malizioso molto spontaneo, diciamo tipicamente etero, il che me lo fa escludere dal numero dei ragazzi interessanti. Nel frattempo adocchio tre ragazzi niente male e in particolare uno dei tre che alla battuta dell’allenatore aveva reagito in un modo un po’ imbarazzato. Entriamo e faccio in modo da prendere posto sulla panca dello spogliatoio proprio vicino a lui, non so se lui se ne sia reso conto ma era imbarazzatissimo. Io avevo il costume sotto e mi sentivo piuttosto tranquillo, lui invece si è messo il costume lì ma in un modo tutto particolare. Aveva una camicia molto lunga (penso che l’avesse scelta proprio per quel motivo), prima ha tirato fuori gli orli della camicia che in pratica coprivano tutta la “zona x” poi si è abbassato i pantaloni tirandoli dalla parte bassa, senza alzare i lembi della camicia, poi si è sfilato gli slip con una manovra del tutto simile e si è infilato il costume e per tirarlo su lo ha preso da sopra la camicia, in pratica il tutto è durato non più di 10 secondi e, ovviamente, non si è visto nulla, poi si è tolto la camicia e la maglietta e l’ho visto col solo costume addosso. Era proprio bellissimo, cento volte meglio di me! Nel frattempo io mi ero tolto i pantaloni e la maglietta ed ero in costume anche io. Ho scrutato il suo pacco e in pratica non si vedeva nulla evidentemente era così in imbarazzo che la situazione non gli provocava nessuna reazione sessuale, per me invece non era esattamente così ma il mio costume era piuttosto rigido e mi conteneva bene, comunque ho cercato di distrarmi per fare passare quel principio di erezione. Durante la lezione c’erano altre persone, c’era l’allenatore e quindi mi sono distratto. Comunque lanciavo al ragazzo ogni tanto occhiate furtive e qualche volta l’ho beccato che anche lui mi guardava. In pratica mi chiedevo che cosa avrebbe fatto alla fine della lezione, se sarei riuscito a vederlo nudo e che cosa avrei dovuto fare io con le docce. Poi il momento è arrivato. Entriamo nello spogliatoio e lui ripete la stessa manovra che aveva fatto quando si era messo il costume ma al contrario, in pratica si asciuga il torace, si rimette maglietta e camicia “a tendina” poi si sfila il costume, si asciuga e si infila mutande e pantaloni sempre sotto il lembo della camicia, anche questa volta il tutto è rapidissimo e non si vede nulla. Io mi metto l’accappatoio mi asciugo e mi rivesto tenendo l’accappatoio ma diciamo proprio sul più bello l’accappatoio mi si apre e lo becco che ci sta buttando l’occhio, si gira dall’altra parte e mi chiede scusa! Una cosa molto anomala in uno spogliatoio di una piscina. Io finisco di rivestirmi in pochi secondi, rosso in faccia per l’imbarazzo, ma non voglio perdere il contatto con lui, anche se invece di avere visto io lui era stato lui che aveva visto me. Mente stava mettendo le cose nella borsa pensavo di chiedergli perché mi aveva chiesto scusa ma lo avrei messo in imbarazzo e allora gli ho solo chiesto se era la prima volta che veniva in piscina (domanda stupida) e da lì abbiamo cominciato a parlare un po’, era sollevato del fatto che non avessi dato peso all’episodio dell’accappatoio. Siamo andati al bar, abbiamo preso una bibita poi gli ho chiesto se aveva la macchina, mi ha detto di no e mi sono offerto di accompagnarlo perché, stranamente per le mie abitudini da camminatore, ero venuto in macchia. L’ho accompagnato a casa, piuttosto lontano, circa 20 minuti in macchina, abbiamo parlato solo di sport e di allenamenti, quando è andato via mi ha salutato con una bella stretta di mano, molto decisa. Lo chiamerò Marco, ma in realtà ha un nome poco comune che mi ispira molta dolcezza. I miei a casa hanno notato che avevo preso bene l’esperienza in piscina e ne sono stati contenti. Conoscere Marco mi ha completamente cambiato la vita, non quella apparente, ovviamente, ma quella sessuale sì. In pratica è tramontata quasi del tutto l’era della pornografia ed è cominciata l’era di Marco. Mi fa una tenerezza immensa e questo è il punto, si tratta di una tenerezza sessuale, in pratica tutta la mia sessualità è dedicata solo a lui e tutti i miei film mentali hanno un solo protagonista. Lo amo perché è un bravo ragazzo, se possibile anche più imbranato di me, ma lo desidero anche sessualmente e non mi vergogno a dirlo. Ci sono state nei primi tempi delle situazioni imbarazzanti in cui mi sentivo in colpa perché non avevo parlato con lui in modo chiaro, per esempio certe volte mi chiamava la sera al cellulare, gli avevo detto che non posso parlare troppo perché ci sono i miei a casa e non ho la privacy che vorrei, ma lui mi chiamava lo stesso e stavamo anche mezz’ora e per me quelle telefonate avevano un valore erotico fortissimo, quando sapevo che stava per chiamarmi me ne vado a letto e mi masturbavo sotto le coperte quando mi parlava al telefono. Di questo mi sentivo un po’ in colpa, perché lui non lo sapeva, ma io avrei tanto voluto che lui facesse lo stesso. Col passare del tempo, in piscina, le cose sono un po’ cambiate, e siamo diventati proprio amici, lo andavo a prendere a casa e lo riaccompagnavo a casa tre volte alla settimana e parlavamo parecchio anche se mai di cose legate al sesso. Negli spogliatoi l’imbarazzo dei primi tempi piano piano lo avevamo superato, lui non usava più la camicia “a tendina” e si cambiava a fianco a me restando nudo per un secondo e io facevo altrettanto, era cosa brevissima ma ogni tanto mi dava uno sguardo in quel momento e io a lui ma facevamo finta di niente. In fondo tra noi era una specie di contatto sessuale accettato. Avevo notato che, come direbbero gli americani, è proprio ben dotato in that department e non posso negare che quando ci pensavo mi ribolliva il sangue. Poi è successo un fatto che ha cambiato completamente le cose. Una sera, dopo averlo riaccompagno a casa, siamo rimasti a lungo parlare in macchina e in pratica ci siamo dichiarati reciprocamente. Prima lui ha fatto un lungo preambolo che poteva voler dire una sola cosa, poi gli ho chiesto se potevo stringergli la mano e mi ha detto di sì, è stata una stretta intensissima che non finiva mai, gli ho detto: “Ti metto in imbarazzo se ti dico che sono sessualmente eccitato?” Mi ha risposto: “Succede pure a me”. Erano passati più di cinque mesi dal nostro primo incontro. Abbracciare Marco, poterlo finalmente baciare, poterlo finalmente toccare anche intimamente sapendo che la cosa a lui stava bene e vedere che tra noi c’era proprio un vivere la sessualità all’unisono, con in pratica reazioni identiche, vedere un ragazzo che “vuole” stare con me, potere pensare che siamo una coppia che questo probabilmente non crollerà, mi fa stare benissimo. Orami stiamo insieme da tre mesi e la mia vita è cambiata. La mia sessualità appartiene a Marco. Purtroppo non possiamo vivere i nostri sentimenti alla luce del sole, ma non c’è cosa al mondo che cambierei con la felicità di stare vicino a lui, perché è un ragazzo dolcissimo, un po’ come penso di essere io, ma è anche tanto sensuale. Quando stiamo in intimità mi pare di sognare. Purtroppo facciamo studi diversi e probabilmente faremo anche lavori molto diversi, viviamo la nostra storia in segreto, ci vediamo una volta alla settimana e passiamo insieme sabato pomeriggio e domenica in una casetta in Appennino fuori città, gli ultimi mesi faceva un freddo cane e starsene abbracciati sotto le coperte era proprio una cosa tenerissima. È bellissimo vivere insieme sesso e tenerezza. Certe volte ho paura che sia solo un sogno e che possa finire da un momento all’altro, quando va in giro in macchina mi faccio mandare un sms ogni volta che arriva a destinazione e faccio lo stesso io con lui. La nostra felicità la devo salvare ad ogni costo. Ecco questo volevo dire ai ragazzi di progetto gay, sesso e tenerezza sono una cosa sola e la felicità è possibile! Quindi coraggio!! Un saluto affettuoso a te, Project, che hai messo su tutto questo progetto. Ovviamente la mail puoi pubblicarla. Un abbraccio carissimo a tutti.
Michael
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=1339&start=0

domenica 24 ottobre 2010

FANTASIE GAY E REPRESSIONE IN PISCINA

Ciao Project,
leggendo i post del tuo blog sono rimasto molto colpito da alcuni che riguardano le reazioni dei ragazzi di fronte al clima che si crea nelle palestre e nelle piscine. Io ho 23 anni, sono un ragazzo credo almeno passabile, al momento il mio vero problema consiste nel fatto che da sei mesi a questa parte la mia vita è totalmente concentrata sulla piscina che frequento tre volte alla settimana. Dico totalmente concentrata perché anche se ho cominciato il secondo anno della specialistica e i miei studi vanno bene, in pratica, io vivo solo in funzione della piscina. Sono un nuotatore di livello medio, non proprio una schiappa e potrei magari fare anche un po’ di attività agonistica se mi ci applicassi seriamente, ma per me la piscina ha un altro significato. Mi vergogno molto a scrivere queste cose, tra l’altro vedo che i ragazzi scrivono molto liberamente di argomenti sui quali mi sentirei in imbarazzo anche solo a scrivere due righe. Penso qualche volta che potrei anche essere complessato. Comunque proverò a dire quello che mi succede, diciamo che mi sento un po’ guardone. A costruire un rapporto con un ragazzo non mi ci metto nemmeno perché ho troppa paura, però i giorni che devo andare in piscina mi sento molto gasato, non so se hai capito. In pratica lo spogliatoio è un po’ una tortura, ci rimarrei a vita se potessi ma so che non posso eccedere in nessun modo e devo stare anche molto attento alle mie reazioni. Per un verso mi tenta e per l’altro so che mi devo reprimere. Ormai ho i turni fissi da tanto tempo e i ragazzi del mio turno le conosco tutti, ci scommetterei la testa che nessuno sospetta niente, con me sono naturalissimi e proprio spigliati, io sto molto attento a non dare nell’occhio. Ci sono tre ragazzi, un po’ più giovani di me (20/21) che stanno sempre insieme e che non fanno che scherzare tra loro anche a livello sessuale ma non ho alcun dubbio che siano tutti etero, li ho visti con le loro ragazze e poi i loro scherzi nello spogliatoio probabilmente avevano un significato sessuale solo per me. Arrivo a pensare che mi piacerebbe essere etero per stare con qui tre ragazzi e potermi sentire alla pari e invece non è così. Sono diventati un po’ la mia ossessione. Per tanto tempo avevo pensato che potessero essere gay, o almeno che potesse esserlo uno di loro, ma poi piano piano ho perso le speranze. Però restano per me un’immagine bellissima, un po’ l’immagine dei ragazzi per eccellenza, belli, sereni, felici di vivere. Io invece non faccio che guardarli e non solo per l’estetica, in pratica conosco ogni dettaglio anatomico di ognuno dei tre e queste cose mi si sono bene impresse nella mente. Me li sogno spesso, e anche in sogni non proprio ingenui e il resto te lo puoi immaginare e mi sento anche un ladro perché in effetti io a loro sto rubando qualcosa che loro non mi darebbero se sapessero come stanno veramente le cose. Sono fuori di testa Project? Io penso che non starò mai con un ragazzo, diciamo che ne sono quasi certo, per me la sessualità sarà solo questa. È come se io non volessi crescere e cercassi di tenermi aggrappato per forza al mio salvagente che è lo spogliatoio della mia piscina. Ma poi anche lì il senso di frustrazione è totale, ci sono le docce senza separazione ma non ci vado mai, anche questa è un’altra cosa che mi mette enormemente a disagio, perché non ci vado lo puoi capire, eppure ogni volta che esco di casa per andare alla piscina mi dico mille volte che è la volta buona e che quella volta ci devo andare senza scappare via, ma poi l’imbarazzo prende il sopravvento e mi trattengo nello spogliatoio e anche lì ho sempre paura di starci qualche minuto di troppo e di dare a qualcuno argomento per fare le sue deduzioni e arrivare al fatto che sono gay. In pratica per me fantasie e repressione si mescolano insieme. Ho pensato sinceramente di non andare più in piscina proprio per evitare questo tormento, ma dopo che cosa mi resterebbe? Solo la pornografia? Beh, mi sembra squallido e almeno in piscina i ragazzi sono ragazzi veri. Non ho amici gay, penso che non ne avrò mai, non fosse altro perché magari sarebbero gay che si sentono realizzati, cioè che hanno un ragazzo o che almeno provano ad averne uno ma io non ci provo proprio, mi sento senza volontà di reagire, quasi abbandonato alla corrente e penso che col passare del tempo non cambierà nulla. Dovrei andare da uno psicologo? Con i miei in pratica non ho dialogo, a loro non potrei mai dire che sono gay e sono pure figlio unico. Perché ti scrivo, Project? Non lo so nemmeno io, è come se avessi l’impressione di conoscerti, ho letto tanti tuoi post e mi sembrano seri. Insomma, non so nemmeno io che cosa vado cercando, forse solo uno che mi dica quello che pensa di me. Se vuoi pubblica la mail, tanto è generica, chissà che cosa diranno i ragazzi del forum, comunque loro stanno già molto avanti rispetto a me, io sto ancora a zero. Questo è il mio primo tentativo di essere me stesso e mi costa tantissimo.
Ciao Project. Aspetto la tua risposta.
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domenica 20 giugno 2010

FANTASIE GAY E INIBIZIONI IN PALESTRA

Ciao Project,
ho letto qua e là il forum e mi sono pure impegnato a fare qualche ricerca su tutto progetto gay, che è veramente una cosa enorme. Una cosa ho notato, che l’aspetto proprio dell’attrazione sessuale non dico che è trascurato, ma che per te sembra quasi secondario rispetto alla parte affettiva. Non dico che i sentimenti non siano fondamentali, per carità, ma penso che in qualche modo vengano dopo e che se verso un ragazzo non hai un appeal sessuale vero, alla fine, non ci sono sentimenti che possono sostituirlo. Io ho 23 anni, se ti dicessi che penso soprattutto ai sentimenti sarei un ipocrita. Al sesso ci penso eccome, ne sento proprio la necessità. Sarà perché non sono mai stato con un ragazzo, ma una cosa simile me la sogno spessissimo e me la sogno in termini di sesso prima che di sentimenti, dopo verranno anche quelli, magari insieme, ma non prima dell’attrazione sessuale. Non mi sento gay al 100% ma al 200% perché per me i ragazzi, cioè certi ragazzi, hanno un’attrattiva sessuale fortissima e non me li tolgo più dalla testa, sono, penso tutti o quasi tutti etero ma in effetti questo allo stadio al quale sto io è secondario, non me ne innamoro ancora, mi piacerebbe sì, ma tanto non succede, ma non è che per questo li metto da parte, per me diventano delle immagini sessuali importantissime, ci faccio sopra tutti i miei film, lo so benissimo che sono solo film e che con loro non ci sarà mai nulla di concreto, ma perché dovrei rinunciare perfino alla fantasia? Solo per il fatto che tanto resterà fantasia? Ma lo so benissimo e questa fantasia me la voglio godere, diciamo come quando vai a vedere un film, lo sai che non è vero ma ti piace lo stesso, ti trascina lo stesso. Di porno ne sono stufo, ne ho visti troppi e adesso a cercane qualcuno che mi dica qualcosa ci metto una marea di tempo, in pratica me ne potrà piacere meno di uno su 100. Quindi non dico basta coi porno, però il sesso lo voglio cercare in un altro modo. Allora che ho fatto, circa tre mesi fa, mi sono iscritto in palestra a un centro sportivo bellissimo vicino casa mia (e si paga pure poco). Ci vado tre volte alla settimana, dalle quattro in poi e ci posso restare fino alle 21.00. Quello è per me una specie di paradiso. Ci sono persone di tutte le età , ma di ragazzi che ci vanno ce ne sono un’infinità e cambiano a seconda degli orari e dei turni. Di brutti in pratica non ce ne sono, ma circa un quarto sono proprio belli. Se fossero gay me ne innamorerei eccome, ma da quello che vedo qui la popolazione è (o sembra) praticamente tutta etero. In genere i ragazzi della mia età vengono in piccoli gruppi e se ne rivanno in piccoli gruppi, tre o quattro insieme, quelli li lascio perdere perché hanno già un loro mondo, poi ci sono quelli che vengono da soli e quelli mi interessano di più perché la probabilità che siano gay penso che sia parecchio più alta e poi, siccome anche io sto da solo, è possibile che con un altro ragazzo che sta da solo si possano scambiare due chiacchiere in modo più diretto. La stragrande maggioranza è fatta di ragazzi piuttosto disinibiti, qualcuno pure al limite dell’esibizionismo, poi ci sono quelli che si vergognano di farsi vedere nudi e sono quelli che mi interessano di più. Stesso ragionamento di prima, penso che sia molto più probabile che siano gay, forse sbaglio ma istintivamente penso che sia così. Project, sarò un maniaco, ma stare nello spogliatoio con quell’atmosfera tutta maschile che c’è per me è proprio meraviglioso, cioè è eccitante e molto e poi, quando punto un ragazzo solo e timidone me la studio tutta la tattica per arrivare a fare due cose (non mi vergogno a dirlo perché è vero): per vederlo completamente nudo e poi anche per cercare di attaccare discorso e di capire se è gay oppure no. Ma in genere parto dalla fase uno. Mi studio i tempi più adatti, cerco di capitare nel momento giusto, ovviamente senza dare minimamente a vedere che non sto lì per caso. Diciamo che questo pedinamento prima o poi porta ad un risultato e alla fine il ragazzo riseco a vederlo come mamma lo ha fatto. Ho il cervello bacato? Devo andare dallo psicanalista? Ma perché? Io penso che tutti i ragazzi etero facciano lo stesso con le ragazze. Poi viene la fase due, che in genere mi mette molto in imbarazzo perché se il ghiaccio si rompe da sé va tutto bene, ma se devo essere io a romperlo … diciamo che mi sento molto inibito, ma molto, perché bisogna passare dalla fantasia sessuale a un contatto con un ragazzo vero. Diciamo che qui sta il mio limite. Se è lui a cominciare il discorso, mi ci butto a pesce ma se devo essere io scappo e non concludo nulla. A parte il fatto che ho sempre paura, anche e soprattutto nella fase uno di essere identificato come gay. Non so perché ma la cosa mi fa veramente paura. Non credo che succederebbe niente, ma qui con tantissimi ragazzi in giro non vedi l’ombra di un gay, il che significa non che non ce ne sono ma che non vogliono farsi riconoscere. Sono più di due mesi che c’è un ragazzo nuovo, tra l’altro sempre da solo e molto riservato. Gli ho fatto la punta per 5 settimane e alla fine sono riuscito a beccarlo nudo per un attimo, è stato un momento proprio bellissimo, un flash, ma un flash indimenticabile. Finita la fase uno (non ho nemmeno provato a cercare altre occasioni) sono passato alla fase due e qui fallimento totale. Non ho il coraggio di avvicinarlo. Ha una voce bellissima ma l’ho sentito parlare solo una volta e con un altro ragazzo. Ha una ragazza? Non ne so nulla. Non so se è gay, io lo spero con tutta l’anima. Certo è sempre solo e non lega con gli altri. Io sono tentatissimo di provare a parlarci ma mi sento tremendamente imbranato. In pratica tutte le mie fantasie sessuali sono su questo ragazzo e sto in palestra tutto il tempo che posso anche se lui ci viene solo 4 ore a settimana, che ovviamente non mi perdo mai. Adesso non lo spio neppure più nello spogliatoio perché mi sembra di approfittare di lui, cosa stranissima perché non ho mai ragionato così. So che si chiama [omissis] perché una volta uno lo ha chiamato così, ma non so altro. Che faccio Project? Mi butto e provo a rompere il ghiaccio? Ma se poi è etero mi si demolisce un sogno. Vabbe’, lo so che sono fuori di testa e che è assurdo fissarsi così con un ragazzo che non conosci per niente ma a me succede proprio così.
Project, questo è il mio contatto msn [omissis], così ne parliamo direttamente. La mail se vuoi pubblicala, tanto non ci sono nomi e poi mi piacerebbe vederla sul forum. Tra poco vado via per 15 giorni, poi quando torno mi registro.
Un abbraccio
Un ragazzo malato di sesso
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mercoledì 31 dicembre 2008

NON SO SE E QUANTO SONO GAY

Ciao Project,
stanotte poi non ho dormito. Penso che sarai stravolto anche tu, ma forse tu solo per le ore piccole, ma io proprio per la cosa in sé. Ho capito un sacco di cose e ho meno paura, non che mi sia passata, ma mi sembra più controllabile. Quando ti ho chiamato ero nel panico e pensavo che mi avresti fatto discorsi completamente diversi. Io l’idea fissa del coming out ce l’avevo in testa e anche l’idea di provare a stare con un ragazzo, volevo fare un passo definitivo, che non mi desse la possibilità di tornare indietro, volevo una certezza. In pratica queste cose le davo per scontate. Per uno come me che è stato sempre etero, almeno fino a sei mesi fa, ma proprio senza il minimo dubbio, puoi capire che cominciare a sentire interesse per i ragazzi, anche a livello fisico intendo, è stato sconvolgente. Io questa cosa l’ho combattuta con tutte le mie forze, perché fino a sei mesi fa con la mia ragazza ci stavo bene e la desideravo proprio, poi ho cominciato a provare altre cose ma non volevo, non capivo il perché, non ce n’era proprio nessuna ragione. Ti ho raccontato di quello che è successo in palestra il 4 luglio. Io ci andavo tre volte alla settimana e ormai eravamo tutti amici e nello spogliatoio ogni tanto si gioca un po’, anche giochi a sfondo sessuale, ma così, proprio tanto per giocare, cose che non mi avevano fatto mai nessun effetto. Io stavo lì con la massima indifferenza proprio come sempre, loro si sono messi a giocare e ho cominciato a sentire che mi veniva un’erezione, ma non era mai successo e non c’era niente di diverso da altre volte, eppure il 4 luglio è successo. Dopo la prima reazione di imbarazzo mi sono rivestito rapidamente e me ne sono andato via, in pratica sono scappato, quando sono uscito sentivo che dentro continuavano a scherzare e volevo tornare dentro però mi sono fatto forza e non sono rientrato, ma la pulsione di rientrare per assistere l’ho provata fortissima e l’erezione non mi passava. Ho dovuto usare la borsa come foglia di fico per non dare spettacolo all’uscita dalla palestra. A casa mi sentivo eccitato ma anche sconvolto perché era una cosa strana del tutto imprevista. Ho avuto l’impulso di masturbarmi ma non l’ho fatto e sono rimasto in mezza erezione per un sacco di tempo, ma non volevo che succedesse. Più resistevo più la cosa mi sembrava incontrollabile, come se una cosa esterna e sconosciuta avesse preso possesso di me. La sera non riuscivo a togliermi la scena dalla testa. È stata l’ultima sera da etero, diciamo così, con la mia ragazza, lei era contenta perché non mi aveva mai visto in quello stato ma io non pensavo a lei ma alla scena dello spogliatoio e quando l’abbracciavo immaginavo di stringere Marco ma lei non lo poteva sapere. Dopo l’ho riaccompagnata a casa e l’ho salutata come sempre, anzi forse con più entusiasmo del solito perché pensavo che solo lei mi avrebbe potuto tirare fuori dalla situazione nella quale ero finito. La notte ho dormito pochissimo e la mattina non ce l’ho fatta più emi sono masturbato pensando a Marco. C’era tutto un misto di desiderio e di rigetto. Mentre lo facevo provavo a spostare il pensiero su Sara e non era affatto un pensiero sgradevole, cioè Marco e Sara mi eccitavano tutti e due. Per un verso ero contento perché pensavo che la storia di Marco fosse solo una fantasia e mi dicevo che non ero gay, ma al momento dell’orgasmo stavo pensando a Marco, questo lo avevo notato e mi metteva in crisi. Con Sara ho preso tempo. Non ci siamo visti per una settimana, un periodo incredibilmente lungo usando il metro di valutazione di soltanto un mese prima. In quella settimana non sono andato nemmeno in palestra ma l’idea d Marco mi tornava in mente ossessivamente. Lui non mi ha visto in palestra e mi ha chiamato e anche solo il sentire la sua voce al telefono mi mandava in erezione, mi sembrava tremendamente sexy, cosa che prima non avevo mai pensato. Ho evitato di masturbarmi per cinque giorni poi il sabato Marco è venuto da me e siamo andati a fare due passi. Io andavo in erezione al solo sentire il suo calore vicino, voleva che andassimo al cinema a vedere non so che cosa, ma se mi fossi seduto vicino a lui non avrei potuto rialzarmi della sedia per l’erezione, e così non ci sono andato e la frustrazione è stata terribile. Marco mi diceva che mi vedeva diverso ma la sua presenza mi metteva a disagio anche se la desideravo tantissimo. In una situazione simile che fai? Molli la ragazza! Ma come stanno le cose glielo dici o no? Sono stato una giornata intera a pensarci. Sara non la potevo imbrogliare, lei a me ci aveva sempre tenuto moltissimo e che mi voleva bene lo vedevo, era proprio evidente. Domenica sera vado da Sara, usciamo, ce ne andiamo in un parcheggio fuori mano, dopo molto tergiversare le dico come stanno le cose. Prima è incredula, poi le racconto tutta la storia, mi sta a sentire con la massima attenzione poi mi prende la mano, la bacia, la accarezza, se la porta sul viso e io mi eccito in modo fortissimo. Abbiamo fatto l’amore in modo bellissimo, travolgente. Dopo le ho detto: “Mi sa che sono molto confuso.” Lei non ha commentato, mi ha solo baciato la mano come all’inizio. Ci siamo ridati appuntamento per la domenica successiva. La questione gay mi sembrava che non esistesse proprio più. Ero raggiante, problema superato! Ed era stato tutto facilissimo. Ho continuato a non andare in palestra per tutta la settimana e mi sono masturbato ripensando a come avevo fatto l’amore con Sara. La domenica successiva le cose con Sara sono andate di nuovo benissimo e le paure gay ormai erano archiviate, o almeno sembravano. Il lunedì vado in palestra. Tutto bene! Marco non c’è, sto perfettamente a mio agio. Gli altri ragazzi non mi interessano proprio, faccio pure da doccia, nessuna reazione. Dico a me stesso: “Scampato pericolo!” Il mercoledì però Marco in palestra c’è. Mi saluta con un abbraccio che mi imbarazza (Marco è etero, quindi tutta la storia della mia cotta, o quasi, è assolutamente unilaterale). Lo vedo entrare nello spogliatoio, sarebbe ovvio entrare insieme, come abbiamo sempre fatto, ma invento una scusa e non entro con lui, così, mi dico, evito del tutto le tentazioni. Il ragionamento sembrava giusto, ma se ero etero perché avrei dovuto evitare le tentazioni? Per un etero quelle tentazioni non ci sono proprio. Il mercoledì l’ho evitato, ma poi ci ho ripensato mille volte, mi tornava alla mente la scena dei giochi sessuali ma la cacciavo via cercando di pensar ad altro. Avevo pensato di non andare in palestra il venerdì successivo ma mi sembrava assurdo, mi dicevo che ci dovevo andare perché ero etero e non avevo nulla da temere, ma in realtà ci volevo andare per stare con Marco nello spogliatoio. Tra l’altro con Sara ero stato onesto ma con Marco non avrei potuto in nessun caso e mi sentivo proprio come un ladro o meglio come un guardone. Ho sempre fatto le cose pulite e il fatto di dover fingere non mi piaceva. Marco è un ottimo ragazzo e siamo amici da anni. Insomma, venerdì entro con Marco che è sempre stato disinibito e che si comportava come si era sempre comportato. L’erezione torna puntuale. Ovviamente per me niente doccia, resto seduto sulla panca dello spogliatoio ad aspettare che Marco torni dalla doccia. Vorrei guardarlo, ma ho paura che se ne accorga, allora non lo guardo, ma mi costa tantissimo. Solo uno sguardo rapidissimo per non dare nell’occhio. Non posso alzarmi per l’erezione. Marco si riveste e esce io resto lì. Lo spogliatoio era vuoto. Metto la testa sotto il rubinetto. Appena sono in condizioni passabili esco anche io. Marco sta al bar che mi aspetta, mi fa cenno, lo raggiungo, beviamo una cosa poi usciamo. Provo un forte desiderio che Marco non se ne vada e nello stesso tempo vorrei scappare via. Mi chiede cose cosa ho, mi dice che mi vede strano e che si poteva andare a prendere una pizza. Io accetto, andiamo in un locale all’aperto. Sara mi chiama, lui capisce chi è e se ne va dentro a ordinare per lasciarmi parlare liberamente. Sara mi chiede che sto facendo. Le dico che sto con Marco per una pizza. Lungo silenzio. Poi mi augura di passare una buona serata e mi saluta, nella sua voce si legge una certa preoccupazione o forse una delusione. Marco torna, parliamo del più e del meno, arrivano le pizze, il discorso non parte, gli dico: “Andiamo via, così parliamo un po’ in macchina.” Restiamo in macchina nel parcheggio della pizzeria. Dico a Marco che ho qualche preoccupazione per il mio rapporto con Sara e poi alla fine (io sono fatto così) gli racconto tutta la storia. Lui si gira verso di me e mi dice: “Se fossi gay anche io mi innamorerei di te, ma non sono gay.” Gli dico che lo so benissimo e che gli ho raccontato la storia per onestà. Restiamo a palare fino a notte alta e mi sento gay al 100%, ma dovrei dire che avevo l’impressione di sentirmi gay al 100% perché pensavo che stavo tradendo Sara o meglio avrei voluto lì anche lei, certe volte fantasticavo di avere loro due uno a destra e uno a sinistra, i miei due amori. Marco l’ha presa bene nel senso che ha continuato a telefonarmi ma in palestra non l’ho più visto, pensavo di dirglielo ma non l’ho fatto e avere perso questo aspetto del nostro rapporto mi è costato moltissimo. La domenica ho parlato con Sara. Lei pensava che il venerdì, con Marco, fosse finita a letto. Le ho detto che Marco sapeva e che anche lui mi voleva bene ma che la nostra era una storia platonica perché lui era etero. In realtà la storia era platonica solo dal lato di Marco, dal mio proprio no. La sera ho fatto l’amore con Sara, in modo meno convinto ma non era finzione. Ormai sono tre mesi che la cosa va avanti così. Forse sono innamorato più di Marco che di Sara, almeno sessualmente è così, ma mi masturbo pensando a tutti e due ma con Marco non ho nessuna possibilità e correrei dietro all’impossibile, con Sara è diverso, perché lei è innamorata di me e mi prede come sono e io in fondo ci sto bene. Traendo le somme ero arrivato a una decisione, quella di fare una scelta. Non mi piace non essere né carne né pesce, ecco perché l’idea del coming out e del provare con un ragazzo. E qui torno a te, Project, ci hai perso praticamente una notte intera ma qualche cosa ho capito. Mi hai fatto ragionare sulle conseguenze di un coming out sbagliato e penso che tu abbia ragione anche e soprattutto per il fatto che io voglio scappare da una situazione di incertezza e lo stesso vale per l’andare con un ragazzo. Un altro po’ e mi mangiavi ieri notte. Già, il problema non è andare con un ragazzo ma col ragazzo che ami, è vero, ma, sai, Project, io amo Marco e lo amerò sempre, anche se tu dici che prima o poi passerò oltre e penserò ad altri. E poi mi ha stupito l’idea che tu non dessi automaticamente per scontato che io fossi gay, mi hai detto: “Aspetta!” e mi hai fatto capire che non devo decidere niente ma accettare quello che sono, come dice Baldwin, che ti piace tanto. La storia l’ho riscritta qui un po’ per fare chiarezza dentro di me e un po’ per dirti grazie (se vuoi, pubblicala, tanto i nomi come avrai visto sono cambiati). Mi sento Meno frenetico (mi piace questa tua espressione) e penso che cercherò di ragionare e di capire bene come sono veramente prima di agire. Ieri notte c’è stata una cosa che mi ha dato un po’ fastidio ed era l’insistenza sul preservativo e sul sesso protetto. Io con Marco tanto non ci farò mai niente, quindi sono raccomandazioni inutili, però capsico il senso di quello che mi hai detto e adesso, a mente fredda, ti ringrazio. Ti farò sapere gli sviluppi, credo di avere ancora parecchie cose da imparare.

S. M.

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sabato 14 giugno 2008

AMORE GAY E COMING OUT

Ciao Project,
ti volevo raccontare la mia storia, poi mi piacerebbe sapere che ne pensi, in fondo c’è il mio contatto, se ti va di fare due chiacchiere.

Chiamatemi Marco, non è il mio nome vero, ma mi chiamano tutti così, perché il mio vero nome non mi piace proprio, ho 21 anni, vivo in una grande città, studio scienze motorie, ho fatto studi che hanno a che vedere con lo sport perché sono da sempre uno sportivo e anche adesso faccio sport a livello agonistico e anche con buoni risultati. Cioè, anche se so che la carriera di un’atleta e in particolare delle specialità che pratico io finisce presto, vorrei restare nel mondo dello sport perché è il mio vero mondo e perché qui mi sento veramente a mio agio. Faccio attività sportiva da quando ero piccolissimo, la palestra è la mia seconda casa se non addirittura la prima, perché passo più tempo in palestra che a casa.

Ma veniamo al punto. Fino all’anno scorso al sesso non ho pensato molto. Avevo prima la scuola a poi l’università e soprattutto avevo le gare che per me erano tutto. In pratica fino all’anno scorso, ma direi tutto l’anno scorso se non oltre, anche gennaio, febbraio del 2008, per me l’attività sportiva era solo attività sportiva. Non mi sono mai sentito in imbarazzo nello spogliatoio o a fare le doccia con gli altri e qualche scherzo a sfondo sessuale l’ho fatto e l’ho anche subito assolutamente senza nessun problema, anzi l’ambiente sciolto dello spogliatoio mi è sempre piaciuto parecchio perché lì giochiamo un po’ e la cosa non mi dispiace affatto, ma dall’inizio di marzo, quindi da pochissimo tempo, in fondo, le cose sono cambiate. Non chiedetemi perché e se c’è un motivo preciso, ci ho pensato tanto ma non sono stato capace di scoprirne uno. Avete capito! Ho cominciato a rendermi conto che nello spogliatoio c’erano altri ragazzi nudi e la cosa ha cominciato a preoccuparmi. Non avevo mai fatto troppo caso ai miei compagni nudi nello spogliatoio o nella doccia per me era sempre stata una cosa assolutamente normale, ma diciamo da marzo ho cominciato a notarli proprio, mi accorgevo che per loro non era cambiato niente ma per me sì, mi interessavano, insomma, parliamoci chiaro, me li studiavo proprio e cominciavo a pensare come sarebbe stato bello se quei ragazzi si fossero innamorati di me. All’esterno ho continuato a comportarmi più o meno come prima anche se per me cominciava a presentarsi il problema di controllare l’erezione, che nello spogliatoio e nelle docce è un tabù non da poco. Insomma quello è il segno distintivo che sei gay, fai di tutto perché non ti capiti e hai paura perché non sai come la potrebbero prendere gli altri. Risultato di tutto questo: sto meno tempo nello spogliatoio e cerco di essere coperto il più possibile, ma poi il momento della verità arriva e allora mi vengono le angosce. Praticamente l’idea di essere gay l’ho presa bene, non ho avuto in pratica nessun problema, e pure prima non avevo mai avuto una ragazza nel vero senso della parola, storielle sì, ma non le ho mai prese sul serio, in pratica ho solo preso atto di quello che sapevo già. Però quando sei gay e vivi in posti come quelli dove vivo io, cioè in mezzo agli sportivi che non sono tutti bellissimi come la gente crede anche se tra loro quelli veramente belli ci sono eccome, beh ti senti dentro una certa agitazione. Ho letto che tanti ragazzi cercano i siti di incontri o le chat gay, io cose del genere non le ho mai fatte, per me la palestra è tutto anche da questo punto di vista, praticamente non avrei nessun bisogno di cercare foto di sesso in rete perché io sto in mezzo ai ragazzi quando e come voglio. Il mio problema vero è un altro e cioè capire se tra i ragazzi che mi piacciono ci sono ragazzi gay perché di mettermi appresso a un ragazzo etero per farci la figura del babbeo e magari essere pure messo in mezzo, non ne ho nessuna voglia. Sto pure andando un po’ in crisi rispetto al rendimento sportivo, il mio trainer me lo dice spesso, mi chiede come mai, ma io a lui non lo posso raccontare. Un altro particolare. Non ridete: io non ho nessuna esperienza concreta gay, non ho mai fatto sesso con nessuno. Adesso non mi sento veramente innamorato anche perché come dice Project: bisogna essere in due, e quindi il sesso non mi manca nel senso vero del termine, quando capita faccio quello che fanno tutti però di andarmi a cacciare nei pasticci per fare sesso con uno che non conosco e che non so nemmeno se sta bene, beh non me la sento proprio. Adesso diciamo che sono solo nel senso che non ho un compagno. Premetto che non ho nemmeno amici gay, ho trovato il blog progetto gay sulla ricerca di alice fra i blog e sono rimasto stupito dalla quantità mostruosa di materiale che contiene, io quel po’ di conoscenza sui gay che ho me la sono fatta su quel blog ma non solo leggendo i post ma anche i commenti, poi ho scoperto il forum, prima non ci avevo fatto caso ma anche quello è una miniera. E poi ho letto anche un bel po’ idi post e mi ci sono ritrovato, però non ho avuto il coraggio di iscrivermi. Adesso, parlando schietto, io penso che prima o poi farò qualche grossa fesseria in palestra, a dire la verità un ragazzo che mi attira moltissimo c’è. Io adesso faccio l’allenatore, lui sta in un gruppo che hanno affidato a me, ha 19 anni, è più piccolo di me, ma in fondo io ne ho 21, mica 50. Per essere bello è bello e poi facciamo la doccia insieme tutti i giorni, insomma, avete capito, di lui mi piace proprio tutto. Con lui mi comporto in modo disinvolto e cameratesco, come faccio con gli altri ragazzi, ma con gli altri mi viene spontaneo, con lui no, abbiamo parlato tanto, sia prima che dopo la doccia, di me si fida del tutto mi considera proprio come un fratello. Deve fare la maturità a giorni, un paio di settimane fa stava proprio tristissimo, ci siamo fermati a parlare e mi ha detto che la prof. di matematica lo ha chiamato a tradimento gli ha messo un voto basso e gli ha detto che non lo presenterà con la sufficienza, lui c’è rimasto malissimo, diceva che aveva studiato tanto per quell’interrogazione ma che la prof. era proprio una stron.. e che avrebbe fatto di tutto per farlo andare male, perché ce l’aveva con lui, a un certo punto aveva proprio gli occhi rossi e si stava mettendo a piangere. Lo volevo abbracciare, lo volevo tenere stretto per dirgli che gli volevo bene ma mi sono sentito congelato e non mi sono mosso, gli sono venute proprio due lacrime che mi hanno strappato l’anima, lui se ne è vergognato e le ha asciugate con le mani. Gli ho detto che l’anno scorso ho perso una medaglia importantissima per due centesimi di secondo e che dopo, quando nessuno mi vedeva, mi sono messo a piangere come una fontanella, poi c’è stato l’allenamento e io l’ho coccolato parecchio e di queste attenzioni è stato contento, poi al momento della doccia ho avuto quasi l’impressione che cercasse il mio sguardo, cioè che cercasse di capisse se lo osservavo e penso che lo abbia capito, quando siamo andati via si è fermato a parlare con me ma in un altro modo, almeno io ho avuto l’impressione che fosse in un altro modo, mi guardava negli occhi in modo più diretto e mi sorrideva, ho pensato che volesse da me un incoraggiamento ma io non ho fatto nulla. È vero che con me non ha mai parlato di ragazze ma questo non vuol dire nulla. La mia angoscia adesso è solo una: è gay o no? A dire la verità è come se avessi la premonizione di essere sul punto di cacciarmi in qualche brutto pasticcio e quindi cerco di trattarlo bene ma senza eccedere e anzi sto appresso anche ad altri ragazzi, ma dovrei dire piuttosto che fingo di stare dietro a quei ragazzi per tentare di liberarmi dall’idea fissa di lui. Mi studio tutti i modi per stare con lui più a lungo possibile, senza dare troppo nell’occhio ma quando l’occasione si presenta faccio di tutto per non incontrarlo troppo, in pratica adesso parliamo solo quando è lui che me lo chiede ma io non prendo mai l’iniziativa. Però quando lui me lo chiede mi dimostro entusiasta. Oggi al momento della doccia mi ha guardato e mi è parso che avesse un principio di erezione, ma molto probabilmente uno vede quello che vuole vedere. Uffa! Non ne posso più! Ma perché mi devo innamorare di un ragazzo così e non devo avere il coraggio di parlargli apertamente! Che cosa potrebbe succedere non lo so. In pratica io penso che lui nemmeno lo sospetti che sono gay, o forse sì, non so più che cosa pensare, ma è uno stress insopportabile. Volete ridere? Beh io in fondo in fondo penso che sia etero e che stia bene con me proprio perché per lui non ci sono complicazioni di nessun genere a livello sessuale e pensa che sia così anche per me. Allora io sono condannato a questo eterno tormento del non sapere mai come comportarmi. Se va avanti così e non mi congela con qualche cosa di straordinario, tipo vederlo baciare una ragazza o farmi discorsi da deficiente sui gay, beh, io credo che la follia la farò, ho provato tante volte a prepararmi il discorso ma penso che alla fine sarei banale e molto diretto, tipo: ”Io sono gay e tu?” E a questo punto mi arriva un ceffone oppure mi guarda sconvolto. Certe volte nello spogliatoio mi sento un sessuomane e qualche volta mi sento pure in colpa col ragazzo che mi piace di più perché in effetti lo sto imbrogliando, questo fatto mi pesa parecchio e potrebbe essere pure uno dei motivi di fondo per fare il grande passo e dirgli come stanno le cose veramente.

Un abbraccio,

Marco

p. s. se la pubblichi vediamo pure che ne pensano i ragazzi.


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venerdì 29 febbraio 2008

GAY IN SPOGLIATOIO E IN DOCCIA

I Gay negli spogliatoi e nelle docce delle palestre e delle piscine
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Ricevo “anonimo” e pubblico “integralmente”.
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C’è questo tipo allucinante... insomma vi spiego, la sera durante la settimana vado spesso a farmi una nuotata in piscina... non è una piscina comoda rispetto a dove sto io ma si paga poco... ovviamente c’è un botto di gente e le corsie sembrano un rivolo con in transito un branco di acciughe ma non è malaccio basta sapere in che giorni e a che orari andarci.
Allora c’è questo ragazzo che si mette là seduto sulla panca dello spogliatoio ed attacca bottone con chi gli capita prima e dopo. E’ lento nello spogliarsi ancora di più nel rivestirsi e soprattutto sta sempre a guardare i ragazzi con una faccia che... è chiaro no che se li gode!!!
Ne abbiamo parlato quelle volte che è venuto pure il mio ragazzo... magari gli altri possono anche non farci caso ma... uhmmmm a noi mica sfugge come fissa tutti... pure noi... terzo grado approfondito su ogni piano. Non si fa mai e poi mai la doccia... sapeste i motivi che adduce al riguardo... bhè fra un po’ li esporrò... e soprattutto ha questo brutto vizietto di dimenticarsi a casa l’accappatoio diciamo un po’ troppo spesso. Ed allora che fa? Sta faccia tosta chiede al tipo di turno se glielo può imprestare... così per asciugarsi un po’, giusto per infilarsi i vestiti e non essere tutto gocciolante... una scusa pietosa, ma di gente gentile e fessa ce n’è e spesso molto spesso ottiene il suo bottino... ci si trastulla con quel cazzo di accappatoio... una cosa incredibile... direte e vabbè a te che te ne frega? Perché quello poveraccio non può godersela a modo suo? Ma ci mancherebbe!! Venite a dirlo proprio a me? Felicissimo di vedere qualcuno trovare un modo per stare bene a modo suo... solo che ecco, il punto è che questo gay che più gay davvero non si può, ogni volta tira fuori la battutina malevola, dico ogni fottuta volta che uno gli da un po’ di corda e gli fa qualche domanda... che poi non so che domande gli fanno o di cosa stanno a parlare perché sinceramente io mi faccio i cavoli miei... bhè ogni volta questo esplode (badate in urlata perché lo sentano tutti) tutto sul più bello in una serie di - Attenti al lupo gay che si aggira tra noi... . - Della serie... “Oh, io la doccia non me la faccio mica che poi ti becchi il finocchio che ti punta... oh ma sei pazzo? Quello poi ti segue e ti incantona in un angolo, sai per la fame che hanno... ma tu pensa che schifo pensare che c’è un culattone che tornato a casa si fa le seghe pensando a quando ti ha visto nudo... io qualcuno l’ho visto con l’uccello ben dritto che tenta il trucco del sapone... .” MA DAIIIIII!!!!!!!!!! Ma ci credete? Sto stronzo di un frocio che fa terrorismo gay!!!! E perché poi? Per che diavolo di ragione? Deve forse paracularsi per quando gli scende la bavetta??? Un giorno ha sputtanato un ragazzetto... che ok, ce l’aveva sull’attenti... ma magari erano pure fatti suoi!!! O no? E sto stronzissimo gli ha fatto una scenata pubblica incredibile!!! Io allora gli ho fatto osservare che a uno si può drizzare per i mille e più mille motivi... magari gli è venuta in mente la tipa che gli ha appena fatto da lepre per tutte le vasche... se a me si drizzasse ora tu che mi diresti? Ha detto che uno come me frocio non può certo esserlo... SOB!!! Ma quello invece lo era proprio un bastardo suc xxx cazzi... lui queste cose le capiva al volo... Sto povero ragazzetto rosso come un papavero, che a momenti si metteva a piangere ovviamente non lo si è più visto... avrà cambiato piscina... ma tu pensa !!! Voi lo capite uno che fa così? E non ditemi che è solo per fare l’unico gallo nel pollaio... perché io invece vi dico che è solo uno stronzo frustrato che deve rifarsi delle sue rogne e della sua viltà sugli altri...L’altra sera il trucchetto dell’accappatoio ha provato a farlo anche con me... sbagliato tutto... per prima cosa gli ho fatto notare che se si rivolgeva alla segreteria un accappatoio da imprestargli ce l’avevano di sicuro, una volta era successo pure a me di dimenticarlo e me ne avevano dato uno della piscina... un po’ piccolo e cortino, ma diamine di spugna era!! E poi ho pure aggiunto che si dimenticava un po’ troppo spesso le cose e forse una cura di fosforo e ferro non gli avrebbe fatto male... ci è rimasto un po’ ma poi se l’è messa via e ha seguito il mio consiglio ed è andato a chiedere un accappatoio... poi è tornato alla carica e si è messo a farmi il terzo grado di domande e di sguardi... ho celato il più possibile, mi sono vestito in fretta... farmi vedere da sto stronzo, ma vi pare? Piuttosto nudo su una rivista gay!! Bhè si fa per dire... Poi sul più bello che mi sto infilando il maglione se ne esce con questa “che sono proprio ingenuo a farmi la doccia là”, perché? Chiedo con finta nonchalance e quello attacca con la solita tiritera... . Ah bene, mi dico... ma non è serata per te... sai, osservo, non penso che per quanto ti riguarda devi avere tanti timori, fa uhm? Bhè non penso che sei il tipo che un gay si metterebbe a guardare od a provarci... Ah, e tu che ne sai? Quelli appena vedono un culo od un uccello... No, carino non funziona proprio così uno gli attributi ce li deve avere, sennò che stai a guardare? Mi ripete e tu che ne sai? E’ nero... vedo il fumetto che gli esce da quella inutile testa che si ritrova insaccata tra le spalle... Bhè vedi, dico, si da il caso che io sono gay e sinceramente non ti guarderei mai, già in costume si vede che non ne vale la pena... quello diventa blu e verde e poi violetto, non riesce a smaltirla la verità, perché insomma è pure vero quello che dico... . Poi esplode!!! Le offese, le madonne, e pervertito di qua e pervertito di là, e fate tutti schifo e tutti gli epiteti offensivi del caso etc etc etc... . Gli dico che mi dispiace davvero che la mia presenza lo disturbi tanto ma io un cartello lo volevo proprio appendere mesi addietro “Ragazzi attenti c’è un frocio tra voi!!!” ma la direzione ha detto che pur a fin di bene non si poteva fare... che i cani in piscina non ci possono entrare ma i gay si. S’è stato zitto. Ma proprio zitto.Ora io vorrei davvero un giorno beccarlo in qualche locale gayo e sputtanarmelo di brutto, ma per quel poco che ci vado non ho molte speranza... l’espressione della sua faccia... me la sogno... . Ma mi basterebbe che girando da queste parti leggesse e si riconoscesse...A lui allora al caso dico se non hai palle per vivere la tua vita lascia che chi ce le ha si viva in santa pace la sua!!! STRONZO!!!!!

Se volete, potete intervenire nella discussione sul tema aperta nel FORUM DI PROGETTO GAY:
http://progettogay.forumfree.net/?t=25631145&st=0#ent...

mercoledì 16 gennaio 2008

COMING OUT IN PALESTRA

Una premessa. Per evitare confusioni, chiamerò Marco, l’autore del post “La mia intima depressione”, col nick Marco76 o semplicemente Marco quando, come in questo post, il rischio di confusione non c’è. Ieri sera Marco mi ha mandato un commento al post “Un gay in palestra” che non riusciva ad inserire e ieri sera ho anche avuto il piacere di incontrare Marco in chat e abbiamo parlato diffusamente del suo coming out. Riporto qui di seguito il testo del commento di Marco al post “Un gay in palestra” e aggiungo anche un tratto interessantissimo del dialogo che abbiamo avuto in chat. Accludo poi in terzo documento che è una mail che Marco mi aveva mandato per autorizzarmi a pubblicare sul blog l’intervento che aveva inserito nel forum. Anche questa e-mail è estremamente significativa. Ringrazio Marco per la sua testimonianza.
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COMMENTO AL POST “UN GAY IN PALESTRA”
Bè, io sono un coming out, ed ho proprio incominciato a dirlo in palestra. Volete sapere una cosa??? Nella mia palestra lo sanno tutti, ma proprio tutti e si comportano con me come se non lo sapessero, esattamente come se fossi etero. Non è fantastico???? Loro parlano di ragazze ed io di ragazzi (bè non con tutti, mi vergogno ancora con alcuni). Purtroppo non ci sono altri gay sono l'unico sigh!! E' l'unica cosa negativa, però mi parlano nudi davanti a me, non si imbarazzano per niente a spogliarsi o a fare la doccia con me e, strafortunatamente, non mi capitano erezioni. Mi sa che il problema della vergogna è più nostro che reale. O forse vado in una palestra di persone apertissime e modernissime?? Mah!
Un bacione. Marco
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FRAMMENTI DI DIALOGO SUL COMING OUT
Marco scrive:
Vedi, il mio coming out è stato per due motivi, il primo per verificare dove era mia fantasia e dove realtà,il secondo è per dare la speranza e la gioia di essere come si è senza vergogna o repulsioni e la realtà è stata come nel mio commento non è una cosa grandiosa????
Il progettista scrive:
sì decisamente... anche se sei stato fortunato perché ci sono ambenti dove sarebbe impossibile...
Marco scrive:
è vero, infatti tremavo come una foglia ma alla fine ha vinto il mio Cuore, la vera sfida sta nel rivelarsi negli ambienti, appunto, impossibili e verificare che cosa c'è veramente di impossibile là e cosa è una mia paura.
Il progettista scrive:
però... io nel fare di queste cose un teorema generale userei molta prudenza, ti dico... parlare di sfide è pericoloso... se l'ambiente è favorevole è una cosa... ma se non lo è ti fanno veramente a tocchi.
Marco scrive:
io prenderò il tuo consiglio come preziosissimo, però... penso che più di così non posso cadere in basso... come morale. Quando ho fatto il coming out avevo già preso la decisione di cambiare palestra perché ero straconvinto che mi avrebbero deriso o preso in giro e come dici tu sono stato fortunato però penso anche che la morte arriva e se non scopro il più possibile di me stesso la mia vita sarà inutile. Cercare la felicità è una cosa comune a tutti ma io cerco qualcosa di più cerco di capire me stesso il più che posso e se non lo faccio con il confronto con gli altri con chi lo posso fare? Però è vero, in certi casi può essere folle.
Il progettista scrive:
Mi chiedo se tu ragioneresti ancora come adesso se il linciaggio l'avessi subito anche tu...
Marco scrive:
Il fatto è che l'ho già subito, ero già uscito a 17 anni, le prese in giro arrivavano da tutte le parti e la cosa più brutta è sentirsi difendere dalle ragazze dei ragazzi che mi prendevano in giro era una cosa umiliantissima proprio, come dire che sei una merda da difendere perché non ne sei più in grado di farlo da solo. Non solo prese in giro ma scherzi di tutti i generi, compresa una volta che mi hanno pisciato addosso uscendo da un tombino durante un gioco che facevamo, però vedi, la vita va avanti e, anche se certe cose mi hanno mandato in depressione, sono passate e non esistono più, infatti ora è tutto il contrario, adesso mi cercano, mi vogliono bene, stanno bene con me, mi invitano a destra e a manca, persino un ragazzo - che gli sto antipaticissimo - mi tratta anche male, ma non mi tratta male per quello mi manda a stendere, ma non l'ho mai sentito prendermi in giro per il fatto di essere gay quindi dal mio punto di vista bisogna avere fiducia, anche se è difficilissimo, e prepararsi per il peggio... ma anche per il meglio.
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MAIL DI MARCO
Ciao Gayproject,
certo che lo puoi inserire, sono contento che possa essere uno spunto per argomentare e discutere sulla "reale" situazione dei gay. Spero che possa essere di aiuto.
Ci tengo, ad ogni modo, a precisare che la mia visione è "negativizzata" proprio dalla depressione intima che vivo e quindi non può e non deve togliere il pensiero positivo e la speranza poiché il mondo è come lo vediamo, perciò le esperienze che viviamo sono positive o negative a seconda del nostro stato mentale in quel momento. Difatti ho concluso il mio post affermando che la MIA realtà e il MIO STATO MENTALE mi hanno impedito di vivere storie belle.
Spero di risentirti e sicuramente andrò a visitare il tuo blog per leggere anche altre realtà.
Un grande abbraccio. Marco

venerdì 11 gennaio 2008

UN GAY IN PALESTRA

[Intervista a un ragazzo 24enne, registrata il 16/4/2003]

Vuoi sapere che ci vado a fare io? ... sì, sì... ma che te lo devo spiegare? Con questo ca..o di microfono mi sento in imbarazzo, tu stai li a registrare ma il discorso lo devo fare io, dai, lascia perdere su... mi vergogno... No, aspetta... va bene, va bene... adesso ci provo... Dunque io ci vado per parecchi motivi, i soliti, la salute, lo sport, ecco, tutti questi qua... e dai! ... ma che c’hai da fare smorfie... buono! ... c’arrivo, c’arrivo! ... ma in effetti io ci vado per vedere i ragazzi nudi... è così, non c’è niente da fare, è così, perché oggi non solo di nudo, ma di porno a tutti i livelli ne trovi una montagna dappertutto ma quello non è sesso, sono film, insomma sono cose false, a parte che c’è tutto un atteggiamento proprio falso, comunque quelli che fanno quelle cose recitano, in quelle cose di naturale c’è ben poco. Io di film di un certo genere ne ho visti una marea ma queste cose non hanno niente a che vedere con quando ti trovi davanti dei ragazzi nudi veri. Intanto quelli non recitano, stanno insieme agli altri, ci stanno con la massima naturalezza, scherzano un po’, giocano, cioè sono come sono veramente, è proprio un clima meraviglioso, per loro quello non è un clima sessuale, è una cosa normale, è questo che mi colpisce di più: la naturalezza assoluta dei comportamenti di questi ragazzi, il clima affettuoso, disinvolto nonostante la nudità. Io, in genere, quando vado allo spogliatoio ci sto una marea di tempo, ma non solo per guardarmi intorno, anche per aspettare che se ne siano andati tutti per potermi cambiare, perché io quando sto lì dentro sto in erezione tutto il tempo, però se sto bardato bene nessuno se ne accorge. Una volta, due o tre settimane fa, ci sono andato di lunedì, quando c’è pochissima gente, e ho trovato un ragazzo che ho conosciuto da un paio di mesi, un ragazzo etero eh... quindi io certe idee me le devo proprio fare passare dalla testa, si chiama Giorgio, un ragazzo di 22 anni, ma proprio un bel ragazzo, ma così etero che più etero non si può... che ti parla solo della ragazza, insomma hai capito il tipo... e dovresti sentire la voce... proprio una cosa sexy. Io stavo seduto sulla panca a fare finta di rimettere le cose a posto nella borsa, lui era uscito dalla doccia, praticamente c’eravamo solo noi. Lui mi si mette davanti, come mamma l’aveva fatto e comincia una conversazione tutta a base di ragazze. Lo spettacolo era unico, era proprio bello. Cioè, adesso, è ovvio, per un ragazzo gay vedere un ragazzo nudo c’ha pure un’attrattiva sessuale, però, a parte questo, un bel ragazzo nudo è proprio bello cioè è un’opera d’arte. Ma sarà stato a chiacchierare senza rivestirsi per almeno venti minuti, io penso che avesse anche il piacere di farsi vedere... perché se sei brutto fai bene se ti copri, ma se sei un bel ragazzo non c’hai proprio niente da coprire. Io sono rimasto sempre sconvolto dalla immediatezza e dalla assenza di inibizioni dei ragazzi come Giorgio, per loro è ovvio, per me è assolutamente impensabile. Poi m’ha salutato e se n’è andato... come se niente fosse, io avevo bisogno di ricompormi perché nello stato in cui stavo non potevo uscire, dopo qualche minuto sono uscito, l’ho ritrovato al bar e mi ha offerto un’acqua tonica, poi è andato via ma prima di andarsene mi ha stretto la mano in modo molto cordiale col suo bellissimo sorriso, una bella mano calda, forte... Una cosa come questa non è molto frequente, in genere vedi tanti ragazzi nudi, tutti insieme, ma la scena non ti si imprime veramente nel cervello, mentre con Giorgio s’era creata una situazione diversa. E’ chiaro che capita una volta ogni tanto, certe volte una cosa del genere non capita per parecchie settimane, ma quando capita, anche solo una volta, non te la dimentichi più e non c’è bisogno di dirlo, quando torni a casa ti si drizza solo a pensarci, con tutto quello che viene appresso. In qualche modo Giorgio lo conosco intimamente pure se cose frustranti ce ne stanno eccome, comunque... dopo qualche giorno rivedo Giorgio, mi saluta, mi chiede se mi ricordo di lui... accidenti se mi ricordo! Mi ricordo di lui ogni minimo dettaglio, vabbe’ avete capito. Mi sorride... se sapesse che non solo mi ricordo di lui ma che lo penso molto ma molto intensamente tutte le sere... beh, non so che farebbe... secondo me cambierebbe palestra... o no? ... Boh! La storia di Giorgio è stata un po’ un unicum, in genere è una cosa molto più banale... però per un ragazzo gay della mia età è comunque una grandissima tentazione. Poi c’è un fatto, io non vado mai in palestra con amici, ci vado sempre da solo. Se ci sono altri ragazzi gay non lo so, una sensazione del genere non l’ho mai avuta. Lì dentro sembra che di inibito ci sto solo io, oppure gli altri gay si integrano perfettamente, non lo so, ma la sensazione è come se non ce ne fossero. Che siano veramente tutti etero mi sembrerebbe strano, però, almeno a occhio, è quello che sembra più probabile. Ah... una cosa, ed è una cosa che ho sempre notato e mi ha sempre colpito, i ragazzi che frequentano la palestra tendono a fare amicizia e tra loro funziona, mentre io mi sento fuori del gruppo, sento in qualche modo di non farne parte e certe volte mi viene pure in testa che andare a fare il guardone, perché io in realtà questo faccio, è pure poco rispettoso verso questi ragazzi, cioè mi sento un po’ un ladro, mi piacerebbe tantissimo non rubare così questi momenti di intimità, però queste cose si possono avere solo così... e poi una ragione vera per vergognarsi non la vedo... io mi sento un ladro, è vero, ma in fondo a questi ragazzi non rubo niente, loro non lo sanno è vero... ma non ci restano mica traumatizzati e poi viene tutto così naturale. In palestra io non ho mai visto scherzi di cattivo gusto, cioè a sfondo sessuale, ne ho sentito parlare, ma queste cose non le ho mai viste. Quando c’è qualcuno nuovo in genere viene presentato agli altri ragazzi da un amico che già frequenta la palestra e non si creano proprio situazioni si imbarazzo. Ah, un’altra cosa, molti, che pure non provano nessun imbarazzo nel farsi vedere nudi, non stanno però nudi tutto il tempo ma si mettono un asciugamano alla vita, però non per nascondersi, perché poi se lo tolgono senza nessun imbarazzo. E’ tutto un rito, è tutto codificato, si comportano tutti più o meno allo stesso modo, è proprio una specie di rito collettivo maschile. Alla palestra mia i box delle docce sono chiusi da persianine di plastica e lì c’è un po’ di privacy, difatti io non ci vado quasi mai. Quando escono, in genere, escono con un asciugamano intorno ai fianchi... però poi se lo tolgono per asciugarsi bene. Quello dello spogliatoio è proprio tutto un ambiente speciale, c’è un clima di libertà totale che non c’è mai in nessun’altra situazione. Quando c’è un ragazzo nuovo che non ho mai visto prima cerco di sistemare le cose in modo da capitare nello spogliatoio quando ci sta lui, la cosa me la studio tutta bene perché sembri totalmente casuale, ma non solo, prima lo saluto, vado da lui quando fa i pesi o quando sta alle macchine, gli spiego come funzionano le macchine, cioè cerco di creare un minimo di rapporto però poi il cervello corre sempre là, cioè io quel ragazzo non l’ho conosciuto veramente finché non l’ho visto nudo, cioè, ci devo arrivare, devo sapere com’è fatto, è importantissimo. Quando succede allora io di quel ragazzo c’ho un quadro completo, non è una stupidaggine, è proprio così... e quando succede come con Giorgio che si forma una familiarità tale che quel ragazzo si ferma a parlare con te quando esce dalla doccia e non si riveste... beh, che ti devo dire, mi sembra che si sia creata una intimità proprio speciale. Adesso basta va’ non mi fare parlare troppo non è che posso scendere in dettagli... però se un clima come quello che si crea con Giorgio si creasse con un ragazzo gay sarebbe il massimo... so benissimo che un clima simile con un ragazzo gay non ci sarebbe mai... però li capisco quelli che si innamorano degli etero, perché io a Giorgio ci penso mille volte al giorno. ho visto i turni che fa lui e i miei li ho fissati uguali uguali, non si sa mai, una scena come quella di tre settimane fa si potrebbe ripetere, però non è successo. Quando arriva mi saluta e mi sorride pure, io cerco di beccarlo sempre allo spogliatoio sia prima che dopo la doccia, ma non posso insistere troppo. Un sogno ce l’ho, vorrei che un giorno si fermasse veramente a parlare con me, ma non nudo come è successo tre settimane fa, vorrei che all’uscita mi chiedesse un passaggio, vorrei accompagnarlo a casa e vorrei che lungo la strada mi guardasse negli occhi e mi dicesse: “Non ho il coraggio di dirtelo... ma sono gay.” ... E invece no! E’ un bellissimo etero spaccato! ... ma ti pare giusto?

giovedì 22 novembre 2007

GAY E SESSO

(Intervista di Vittorio, allora studente ventunenne di Architettura, registrata il 10 Gennaio 2005)
- Il sesso... se mi piace? Ma che domande sono queste? ... Ma tu pensi che ci siano ragazzi a cui il sesso non piace? Gay e etero... su questo almeno non credo che ci sia nessuna differenza. Il problema non è se ti piace o non ti piace ma se lo puoi fare o no... e poi, scusa eh... ma non è nemmeno una questione mentale.. sì, va be’... in un certo senso è pure una questione mentale... ma per noi maschietti è proprio una questione fisiologica spicciola... ma che te lo devo dire io? Ma lo sai, su, lo sai benissimo. Sì al livello generale mi piace moltissimo, certo che poi tra modo e modo c’è differenza...
- Ma tu pensi che i gay in particolare c’abbiano la fissa del sesso?
- Beh... sì, cioè sì e no... piacere piace, per carità... ma che razza di domande fai... vebbe’ sì, un po’ ce l’ho la fissa del sesso, ma così, cioè... mi piace e pure molto... però non è mica una mania... è una cosa che mi piace... però quando non c’è non vado mica in crisi di astinenza... cioè io a rischio di beccami malanni per questioni di sesso non ci andrei mai... e nemmeno mi metterei in ridicolo o a fare il matto solo per arrivare a fare un po’ di sesso... poi con gente che non conosco non mi passa nemmeno per la testa. Ci stanno dei ragazzi un po’ fissatelli... che certe volte pare che se non lo fanno scoppiano e che magari si vanno a cercare i ragazzi nei peggio posti... però pure quelli secondo me ci vanno perché pensano che si può cominciare dal sesso ma che dopo c’è l’amore... io qualcuno l’ho conosciuto, uno mi s’è messo appresso perché lui voleva da me una cosa sola, così diceva, ma lui in effetti non cercava solo sesso, voleva partire di là, io gli ho detto di no e lui s’è stato buono buono e allora l’ho pure coccolato un po’ e c’è stato pure bene, sembrava uno assatanato di sesso, poi s’è messo a parlare e m’ha raccontato un sacco di cose, poi m’ha chiesto se ci potevamo rivedere ma io l’ho fermato subito, lui ha precisato che era interessato a me pure senza sesso e io gli ho detto che io però non ero interessato a lui e che non era un problema di sesso, ma che proprio non era il mio tipo... fisicamente, ho detto... però in effetti non mi piaceva per un’altra ragione, certe volte era aggressivo anche in modo aspro e a me così non piaceva affatto... però che fai? Come glielo dici? ... Non mi piaci fisicamente... lo accettano pure, ma non mi piaci perché sei aggressivo non glielo puoi mica dire... Però quello, secondo me, si sarebbe accontentato di essere un po’ coccolato, anche solo al telefono... sai quei ragazzoni esuberanti che però nessuno gli ha mai voluto bene... quando trovano uno che li coccola un po’ ci si buttano... e non è nemmeno un problema di sesso, ma proprio di sentire l’attenzione di qualcuno... C’è una cosa... tanti ragazzi, cioè tanti ragazzi gay li ho visti interessati al sesso ma a livello di tenerezza reciproca, questo sì, moltissimo, ma lì il sesso è un mezzo, non un fine... e poi, invece, altri vivevano una specie di cameratismo sessuale, ecco, questa è una cosa che mi ha colpito molto e che mi ha pure eccitato parecchio... aspetta! Adesso te la racconto... insomma, quando io sono arrivato all’università l’anno scorso c’era un gruppetto di ragazzi che si conoscevano già dal liceo, io con loro non c’entravo niente, però sai... fisicamente non erano male e poi a me mi davano tanto l’impressione di essere dei nostri... insomma io ho cercato di avvicinarmi a questi ragazzi e mi sono un po’ reso conto di come stavano le cose, pure se molto alla larga. Loro erano tre, sembravano quattro o cinque ma, diciamo così, quelli veri erano tre, gli altri giravano solo intorno. Io mi sono avvicinato come faccio io, sai, perché lì ci so fare... eh beh! Insomma sono riuscito a diventare il quarto e ho passato una settimana insieme con loto in campagna subito dopo natale. Che erano gay lo penso io ma non no sono sicuro anzi... io sono capitato in camera con uno, ma proprio un bel ragazzo... quello, dentro casa stava in pratica sempre nudo, non del tutto... vabbe’, ma quasi... per lui stare sul letto in mutande quando in stanza ci stavo pure io era normale e pure fare allusioni sessuali e toccarsi davanti a me, sempre con gli slip, ma io non l’avrei mai fatto, si creavano dei momenti di disinibizione totale, almeno da parte sua, al punto che ho messo pure in dubbio l’idea che fosse gay... perché insomma, se fosse stato gay la cosa non sarebbe finita lì. E quando stavamo tutti e quattro insieme a vedere la tv, niente porno ma proprio la comunissima tv, si appoggiavano l’uno all’altro e pure a me, c’era un contatto fisico piuttosto interessante, forse interessante solo per me... comunque l’atmosfera era rilassata, molto gradevole... perché stare vicino a tre ragazzi che giocano un po’ è bello... ma adesso perché t’ho raccontato tutta questa storia? ... Tu dici che quelli non erano gay eh? probabilmente no... io non avrei mai fatto quello che facevano loro... anche in situazioni del genere ti senti diverso... lo so, lo so... Oh.. Poi per i gay c’è tutta un’altra storia, adesso me la stavo dimenticando... quella dello sport.. e sì eh! Gay palestrati e sportivi, a parte che la mania ce l’hanno comunque, ma c’è il fatto che un gay in palestra o in piscina non ci va solo per motivi sportivi... adesso, diciamocelo chiaro, tanto tu lo sai, te l’ho detto, io ci vado perché è uno spettacolo unico e non è come un film... è dal vivo... e poi è una cosa che c’ha un’attrattiva tutta particolare... tu certi ragazzi li puoi conoscere, ci puoi parlare, te li puoi fare amici... e succede eh! ... e poi te le puoi guardare nudi, tutto con la massima naturalezza, cioè li vedi nudi ma non sono degli sconosciuti, voglio dire che li vedi anche nudi ma quello è un aspetto solo della cosa... certo ci devi andare cauto... cioè, se giochi coperto, nel senso che loro di te non sanno niente... beh, insomma, non puoi esagerare, se no ti sgamano, ma se non esageri si crea una confidenza totale.. e poi a certi ragazzi farsi vedere nudi piace o almeno non li imbarazza per niente, nello spogliatoio non è mai uno scappa e fuggi... ridono scherzano e non si rivestono subito... ecco, forse per certi ragazzi il clima dello spogliatoio è rassicurante e penso che se sapessero che sono gay le cose non cambierebbero... non fare quella faccia! Io penso che tanti ragazzi tutti questi complessi con i gay non ce li abbiano più...
- E allora perché non glielo dici?
- Bah... insomma, non esageriamo... tu dici che li sto imbrogliando? Mh! Vabbe’, ma se mi ci tolgo pure quello che ci resta? Almeno così quando torno a casa so a che pensare... dai, non mi fare il moralista! ... ma come glielo posso dire! ... e poi sono amici e non li voglio mettere in difficoltà... vabbe’, vabbe’... sono un ipocrita... sì... c’ho il mio interesse... sì... e allora? Ma tu che faresti? No, perché il moralismo troppo radicale non lo sopporto proprio... ma scusa, ma in fondo io a loro che cosa sto togliendo? Io non sto rubando niente... anzi sono io che do valore a cose che per loro non hanno importanza... basta va’... adesso non dico più niente, con questa cosa m’hai fregato... lo vedi... pure tu imbrogli... e mi fai dire un sacco di stupidaggini... mi sa che io quella cassetta la distruggo... buono, buono... scherzo... non la distruggo, non ti preoccupare, però non mi dire che sono un imbroglione... capito?

sabato 10 novembre 2007

COME HO CAPITO DI ESSERE GAY

Io, adesso, ho 21 anni e mi sento gay, cioè, anche se non ho mai fatto sesso con un ragazzo, mi sento gay, so che sono gay, adesso lo so e lo accetto, cioè mi sta bene, so che sono gay e basta, ma in effetti non è così da troppo tempo, diciamo che il vero salto di qualità l’ho fatto a 19 anni, forse prima, diciamo a 18, ma non di meno, prima ero etero, o almeno pensavo di esserlo, cioè mi comportavo da etero. Io fino a 18 anni sono andato dietro alle ragazze, l’ho fatto, e con le ragazze qualche esperienza sessuale l’ho avuta. Cioè per dire meglio erano loro che venivano appresso a me... questo è il punto, io sono un bel ragazzo, almeno me lo dicono, e a 16, 17 anni avevo già un fisico notevole, e le ragazze mi sono sempre venute appresso e quando mi facevano la corte io finivo per cedere proprio perché mi sentivo corteggiato. La prima esperienza diciamo così sessuale con una ragazza l’ho avuta a 17 anni, abbracci, baci, toccarsi, anche intimamente, ma niente altro, io mi eccitavo, cioè in sostanza l’erezione mi veniva, non è che mi sembrasse di essere al colmo della felicità, ma non ero del tutto passivo, cioè, almeno un po’ mi piaceva e io pensavo che il sesso fosse quello, un po’ di intimità, farsi corteggiare e avere l’erezione. Al resto, francamente non ci pensavo e non capivo perché le ragazze ci rimanevano male quando le cose finivano lì. Una mi chiese di farmi vedere nudo, io le ho detto: però pure tu, e l’abbiamo fatto e io ero in erezione... poi è finita lì. Con cose del genere, in sostanza, per me era ovvio che ero etero, il sesso era quello che vivevo io con quelle ragazze e io ero etero, anche se non capivo il trasporto che i miei amici provavano quando parlavano di ragazze, io ci stavo, quando ne avevo l’occasione, cioè quando mi venivano a cercare, ma io non andavo a cercarle, anche se la cosa non era poi così significativa perché loro mi cercavano abbastanza spesso. Mi masturbavo pensando alle ragazze, non molto frequentemente per la verità, ma lo facevo. Tutto questo è andato avanti fin dopo i miei 18 anni. Io sono di Aprile e i primo dubbi, per dire così, li ho avuti nel giugno dopo il diciottesimo compleanno. Anche qui la storia è un classico. Ciccio e Raffaele mi invitano come ospite alla loro palestra, io ci vado. Che cosa poteva avere da temere un etero “convinto” come me? Niente! E così ci vado. Ciccio, il nome stesso lo dice, è tanto un bravo ragazzo ma la mamma l’ha fatto troppo abbondante e, francamente, non è mai stato il mio tipo. Raffaele invece era proprio un ragazzo super, alto, sorridente, biondo scuro, con i capelli lisci, occhi azzurri, insomma un ragazzo veramente bello. Io apprezzavo Raffaele, non ne ero affatto innamorato, scherzavamo un po’ su chi fosse il più bello, ma io ero etero, con le ragazze avevo l’erezione e quando stavo vicino a Raffaele no, almeno fino allora non mi era mai successo. Ce ne andiamo in palestra e Lele si spoglia nudo e resta così per un pezzo. Io non l’avevo mai visto nudo. L’effetto è stato immediato, ho avuto un’erezione incontrollabile e sono uscito dallo spogliatoio per non farmi scoprire, facendomi scudo con la borsa... quando un po’ mi è passata ho messo la testa sotto il rubinetto, poi mi sono asciugato la testa e sono uscito e me ne sono andato a casa e a casa mi sono masturbato pensando a Raffaele. Niente di simile al masturbarsi pensando alle ragazze, era una cosa più forte di me, una sensazione violenta e dolce nello sesso tempo, lo volevo, volevo Raffaele, non riuscivo a non pensarci. Raffaele non mi aveva mai corteggiato, ma io lo volevo disperatamente. Ogni volta che lo pensavo andavo in erezione, una cosa automatica, incontrollabile. Mi sono detto: io sono gay! La riprova l’ho avuta “al negativo” nei giorni successivi, la ragazza con la quale avevo avuto i primi contatti sessuali, quella, per capirci, con la quale ci eravamo messi nudi insieme mi si era rimessa appresso e voleva che ci riprovassimo, ma a me non me ne importava più niente! Io avevo in mente solo Raffaele. Qualche giorno dopo Ciccio e Raffaele mi hanno invitato di nuovo alla palestra ma io non ci sono andato perché non sapevo come fare. Naturalmente Raffaele non si era accorto di niente e il suo comportamento nei miei confronti non è cambiato di una virgola, con me era disinvolto, scherzava ma io lo fuggivo perché quando mi si accostava mi veniva l’erezione, bastava solo che mi venisse vicino, dopo un po’ mi hanno invitato di nuovo alla palestra con un “se ti va!” che sottolineava che altre volte io ero scappato senza dire niente o avevo evitato di andarci. Questa volta ho detto di sì. Nei due giorni precedenti c’è stato un vero training autogeno, ho cercato in tutti i modi di condizionarmi per evitare di andare in erezione nello spogliatoio . Mi sembrava di essere riuscito ad ottenere buoni risultati, anche perché ero riuscito a masturbarmi un giorno sì e un giorno no, cosa che dopo la storia di Raffaele era al limite dell’impossibile perché lo facevo anche due volte al giorno. Vado alla palestra con Ciccio e Raffaele... ma è stato inevitabile e sono scappato un’altra volta e sono andato a sedermi sulla panca fuori dallo spogliatoio. Dopo poco Raffaele è uscito e mi ha chiesto che cosa avevo, ovviamente io non glielo potevo dire e gli ho detto che mi sentivo male, lui mi ha preso la mano e ha misurato il polso, avevo 120 battiti al minuto a riposo! Mi hanno portato un bicchiere d’acqua, poi ho detto che stavo meglio e che potevano andare a fare il loro allenamento e se ne sono andati. Avrei voluto vedere Raffaele sotto la doccia ma il coraggio non l’ho mai avuto. Adesso sono passati tre anni, io e Raffaele siamo amici ma a me fa sempre lo stesso effetto e la cosa mi imbarazza moltissimo, ma adesso almeno so che sono gay e per fortuna sono ancora giovane e penso che potrò trovare un ragazzo che voglia stare con me. Non ho mai più cercato una ragazza, adesso cerco il ragazzo dei miei sogni, uno che somigli a Raffaele in tutto, tranne che nell’essere etero.