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domenica 9 settembre 2007

QUALE PROGETTO GAY

Il blog “progetto gay” e gli altri del gruppo sono partiti da pochissimo tempo (dalla fine di Agosto 2007), la finalità dichiarata nel primo post non è quella di costruire un blog “personale” e “autobiografico” nel senso letterale del termine. Ovviamente in questi post c’è moltissimo di me, ma prendere alla lettera questi post sarebbe un errore, due soltanto di essi mi sono stati inviati e li ho pubblicati tali e quali, gli altri sono delle rielaborazioni concretamente realistiche di storie che mi sono state riferite o sono storie costruite a partire da fatti reali. Il mio impegno è stato quello di riportare il più fedelmente possibile quanto mi viene riferito o quanto posso constatare in prima persona. Preferirei ricevere dei post già scritti dagli autori ma è una cosa che capita molto raramente. Alcune persone e “non solo gay” collaborano con me a questo progetto e questo è uno dei motivi per cui il mio blog su Google si chiama “non solo gay”. Può sembrare strano che degli etero al 100% collaborino a mandare avanti un blog come questo, se vogliamo chiamarlo blog, eppure è così; da loro ricevo spunti, elementi concreti, suggerimenti, il che vuol dire che l’integrazione gay esiste eccome, almeno in certe situazioni. Io poi rielaboro quanto mi viene proposto ma, lo ripeto, cercando di rispettare il più possibile fatti, situazioni e personaggi e cercando nel contempo di focalizzare il problema in termini brevi, dato che un blog con post troppo lunghi non stimola alla lettura. Certo questa non è una confessione autobiografica, salvo alcune eccezioni. Mi piacerebbe molto suscitare una discussione e avviare un progetto collaborativo più largo ma non su un forum, come ho spiegato altrove e, d’altra parte, non mi illudo di riuscire a spingere qualcuno alla collaborazione, anche se mi piacerebbe moltissimo, perché la privacy piace a tutti e soprattutto ai gay. Il successo di questo blog e dei collegati è notevolissimo, ben al di là dei risultati tipici del blog non sponsorizzati, e ne vado fiero, e io credo che la ragione consista essenzialmente nel fatto che questi blog forniscono un’immagine meno distorta del mondo gay. Vorrei scrivere la vita dei gay com’è e cerco di tenermi stretto a questa linea, il che però, onestamente non significa che ogni singola parola corrisponda alla realtà. Fino ad oggi i post ricevuti da altri autori e pubblicati in questi blog sono stati meno del 5% del totale, mentre diverse persone mi hanno raccontato verbalmente le loro storie. Non posso certo garantire che i post che mi sono stati mandati da altri siano “autobiografici” alla lettera e sarebbe troppo chiedere una cosa simile, e forse le stesse storie che mi vengono raccontate verbalmente possono non essere reali al 100% ma sa sostanza del discorso è autentica. In fondo è per questo che questi bog (che non dovrebbero chiamarsi blog) hanno successo. Ci sono altri due blog quasi completamente identici a questo, qualcuno mi ha chiesto il perché. La risposta è semplice: per aumentare il numero di lettori, anche se in questo non c’è alcun vantaggio economico. Vorrei contribuire a fornire un’immagine più realistica del mondo gay, almeno per quello che ne conosco, perché non c’è nulla di meglio per essere capiti e accettati dalla gente che presentarsi per quello che si è. Ovviamente ogni consiglio e bene accetto.

giovedì 6 settembre 2007

IMBARAZZO GAY

IMBARAZZO GAY

Ciao ragazzi, vi vorrei raccontare di una cosa che mi è successa e che mi ha messo in un imbarazzo terribile. Non è vero che il problema dei gay è riconoscersi, perché una volta che ci si è riconosciuti, certe volte è pure più difficile di prima. Tralascio le premesse e vado al fatto. Devo fare quest’anno il secondo anno di Economia, l’anno scorso all’università ho conosciuto un ragazzo che mi incuriosiva parecchio, dico solo incuriosiva, ma veramente parecchio. Un ragazzo molto simpatico, ma almeno in qualche modo un po’ distaccato, un con una certa classe ma sfuggente, apparentemente moto affabile, ma in sostanza molto sulle sue. Durante il periodo delle lezioni abbiamo parlato pochissimo e io in effetti non avevo l’impressione che ci fosse veramente un feeling tra noi, solo col passare del tempo si era sciolto un po’, ma sempre in modo relativo, in sostanza non era un amico nel senso vero della parola, era piuttosto un conoscente simpatico ma niente di più. Alla fine ho scoperto che aveva la mania di internet e ho scoperto anche il suo nick. ovviamente sono andato sul suo blog, però non era una cosa eccezionale, cioè era bello, ben scritto, anche pieno di foto di qualità ma mi sembrava un po’ sfuggente proprio come il suo autore, qualche volta molto poetico e qualche volta con un po’ troppo sentimentalismo. Il blog di Marco (lo chiamo così ma non si chiama così) era pieno di album fotografici, Marco ci compariva abbastanza di rado e sempre con una ragazza diversa... ergo Marco non aveva una ragazza. Ho spulciato tutto il blog dall’inizio alla fine, qualche volta diceva che certe cose che considerava belle erano “come guardare una bella ragazza” ma era detto in tono piuttosto distaccato, un po’ come un modo di dire prefabbricato e automatico. Alla fine del mio studio del blog di Marco, perché si trattava di un vero e proprio studio, io, in pratica, ho archiviato il tutto e ho concluso che Marco non mi interessava. Abbiamo continuato a vederci a lezione e anche a scambiare qualche e-mail ma sempre su problemi riguardanti l’università, in sostanza tutta roba neutra. In pratica, dal mio punti di vista, Marco era un bravo ragazzo con il quale io non avrei mai avuto nessun dialogo serio, ma piano piano sempre in forma molto astratta ha cominciato a dire qualcosa in più, a usare qualche parola meno ambigua, e la cosa è proseguita per un po’, anche sul suo blog cominciavano a comparire cose più strane. E’ a quel unto che ho cominciato a pensare che Marco fosse gay, veramente più a partire dalle cose che aveva scritto sul blog che da quelle che aveva mandato a me direttamente. I nostri scambi di e-mail sono diventati meno banali, sempre molto distaccati, ma meno banali, ogni tanto, sempre nella solita forma sfuggente, si parlava di difficoltà di preoccupazioni, di problemi da risolvere, ma lui non mi diceva nulla di concreto e io mi guardavo bene dal chiedere. Alla fine di maggio pensavo di non avere dubbi sul fatto che fosse gay e ho fatto anch’io un passo in avanti, ma sempre a metà, per poter far finta di niente in caso di necessità. Dal blog ormai sembrava chiaro che stesse per fare il suo coming out. Io gli ho scritto e, anche se in forma generica, gli ho detto di pensarci benissimo perché la prudenza non è mai troppa e gli ho detto che non vorrei che avesse paura di me, mi ha risposto che non aveva nessuna paura e che non voleva perdere i contatti con me, ma non ha fatto nessun riferimento né al coming aut né a qualsiasi altra cosa che avesse anche il minimo contatto con l’essere gay, al che io ho pensato che forse la mia fantasia viaggiava troppo velocemente e probabilmente l’interpretazione in chiave gay di Marco era solo un parto della mia fantasia. Tanto premesso mi sono messo l’anima in pace. Poi mi ha scritto in un modo amichevole e mi ha detto che aveva un problema da risolvere e che gli avrebbe richiesto un po’ di tempo e quindi non ci saremmo risentiti per un po’. Io, francamente, ho pensato che stesse male, che avesse qualche problema di salute, mi sembrava la cosa più ovvia e, come al solito, non ho fatto domande. Non ci siamo sentiti per un po’. Di tanto in tanto tornavo a visitare il suo blog, quando a un certo punto ci trovo un coming out pubblico in piena regola. Una cosa del genere io veramente non me l’aspettavo, ma devo dire che la cosa mi ha messo in uno stato d’animo di vera esaltazione. Gli ho mandato una e-mail piuttosto emotiva, lui mi ha risposto col solito distacco, ma ha risposto cose carine e io gli ho mandato un’altra e-mail più emotiva della prima, badate bene, non esplicita, sempre par la paura di fare un passo di troppo, ma se voleva capire poteva capire venissimo e, secondo me, ha capito benissimo, ammesso e non concesso che non avesse capito anche molto prima, perché certo non gli mancava il cervello per capirlo, però questa volta io non ho avuto risposta, non so perché ma non ho avuto risposta, penso che abbia avuto paura. Sembra assurdo ma il coming out pubblico fa meno paura di un rapporto privato. Chissà perché le cose sono andare così, ma non l’ho risentito per parecchio tempo. Stamattina ci siamo incontrati all’università ed è stata una cosa gelida, mi ha detto un po’ di parole di circostanza e poi mi ha detto che ci saremmo rivisti dopo ma non ci siamo rivisti. A me sarebbe piaciuto moltissimo parlarci, non dico altro, solo parlarci, ma è come se tra noi ci fosse un muro, una forma di imbarazzo che non si supera. Ho pensato di andarlo a cercare, di scrivergli una e-mail, ma non l’ho fatto. Fin quando un gay vero non l‘hai mai conosciuto pensi che il problema sia individuarne uno, poi, quando questo succede ti rendi conto che il dialogo e tremendamente difficile. Non so di che cosa possa aver avuto paura ma ha avuto paura. Sul blog, dopo il coming out ha avuto moltissimi messaggi sul blog, carucci, per carità, ma che c’entra tutto questo con la vita affettiva vera? Almeno tra noi avremmo potuto parlare liberamente ma anche questo è stato impossibile. La sensazione di amarezza di stamattina me le porto ancora appresso. Ma perché deve andare a finire così?

CACCIA AL BLOG GAY

CACCIA AL BLOG GAY

Ho letto l’ultimo post, quello su gay e religione, in sostanza sono d’accordo, pure per me in pratica ci sono stati problemi simili, ma io vorrei partire dai miei rapporti con i miei amici etero. Ci sono dei ragazzi che mi piacciono tra i miei amici ma non me ne sono mai innamorato, forse sarebbe una cosa romantica ma non credo che per me sarebbe una cosa accettabile. La storia del ragazzo che si è innamorato dell’amico etero un senso ce l’ha perchè quel ragazzo etero gli voleva bene veramente in modo forte, se mi succedesse una cosa del genere probabilmente farei una scelta come quella anch’io, ma io di amici etero che si siano affezionati a me fino a quel punto non ne ho mai avuti, se vogliamo la mia storia è molto più mediocre, non mi sono mai capitate cose eccezionali, i miei amici sono bravi ragazzi che forse non reagirebbero male se sapessero che sono gay, ma tanto io il coming aut non lo farò mai, è vero che si dice “mai dire mai” però per fare un passo del genere ce ne deve essere pure un motivo serio, perché mettersi solo nei guai non è il mio obiettivo principale. Io, per dirla chiara, con i miei amici non ho in pratica nessun rapporto vero, si va un po’ in giro insieme, si chiacchiera anche di donne ma non solo, si va ogni tanto, ma proprio ogni tanto, a prendere una pizza, e poi basta, loro a coinvolgermi più di così non ci provano nemmeno e io preferisco starmene a casa mia, voi direte: a fare che? E questo è il punto: a girare su internet a caccia di blog gay, nemmeno di siti, ormai i siti che non sono blog cominciano a tramontare e poi i blog gay mi permettono di entrare in contatto con persone stupende, qui non vi posso riportare i link, ma se fosse per me lo farei. Certi ragazzi mi dispiace proprio di non conoscerli personalmente perché penso, no, cioè mon penso, ma intuisco istintivamente che andremmo d’accordo. Non so se passate tanto tempo su internet come me a cercare blog gay, forse non siete interessati alla cosa ma io sì, queste cose mi affascinano molto più dei siti porno. E poi si fa presto a dire blog gay, ma non è facile individuarli. Va bene, questo è un tipico blog gay perché la parola gay sta già nel titolo e sta pure praticamente nel titolo di quasi tutti i post, se batti “storie gay” su Google, qui ci arrivi subito, qui è tutto dichiarato, ma il bello viene quando trovi dei blog che su Google non ci andranno mai alla grande come questo ma che ti fanno suonare il campanellino. Io ho elaborato un procedimento quasi scientifico di ricerca. Se un sito parla dichiaratamente di donne io passo oltre, lì, si direbbe a Roma, non c’è trippa per gatti, e in questo modo di blog te ne togli una grossissima fetta, poi ci sono quelli che parlano di donne ma in modo poco chiaro, in genere, salvo rare eccezioni, tralascio anche quei blog. Su quelli che sono passati indenni alle prime due selezioni si parte dal profilo. E’ difficilissimo che su un blog individuale un ragazzo si dichiari gay, anche se queste cose le ho trovate, comunque ma al massimo in una decina di casi e tra l’altro in siti in cui si parlava moltissimo di amiche, cosa che ha pure messo in crisi la mia metodologia di ricerca, ma torniamo ai criteri generali, se un sito non parla di donne ne esamino il profilo, in genere un gay giovane usa un tono basso o al massimo scherzoso, se dà qualche informazione significativa su di sé lo fa en passant. Quando c’è un minimo di biografia l’assenza di riferimenti a una ragazza è fondamentale. Scorri l’indice dei post più recenti, i titoli in genere non sono casuali ma ammiccanti, parlano in codice a chi può essere in grado di capire. Oggi ho trovato due blog bellissimi, uno di ragazzo di Trieste e uno di un ragazzo di Milano, onestamente non saprei quale scegliere, le cose che dicevano mi piacevano molto e mi sono detto: ma perché io mi devo contentare dei miei amici, se amici si possono chiamare, e non mi capitano mai ragazzi come questi? C’erano le foto ed erano pure dei bei ragazzi ma soprattutto erano intelligenti, o se volete almeno ragionavano come ragiono io. Cercare blog gay in rete è bello e ha un senso, mi sembra di parlarci con questi ragazzi, dopo che ho letto le cose che hanno scritto mi pare di conoscerli e, se le cose che ho letto mi sono piaciute veramente, mi pare anche che di quei ragazzi mi potrei innamorare facilmente e invece io sono qui a girare in internet e loro pure probabilmente stanno facendo esattamente la stessa cosa e adesso vengo al punto forte, è ovvio che la mia caccia al blog gay nasconde il fatto che vorrei veramente entrare in contatto con ragazzi come quelli. E allora che ho fatto? ... dopo esitazioni durate parecchi giorni mi sono andato a rivedere i blog più belli che avevo trovato, non dichiaratamente gay, ma secondo me sicuramente gay, perché conservo tutti i link e li classifico, un lavoro certosino che sembra proprio da matti, e sono io che lo dico, però tanto faccio così lo stesso. Insomma ho cercato il blog che mi piaceva di più e mi sono buttato: ho mandato un messaggio di posta elettronica, non ho lasciato un commento come fanno tutti, ma ho mandato proprio un messaggio di posta elettronica, prima c’è stata grande ansia, aprivo mille volte la posta e non trovavo nulla, ho aspettato tre giorni, poi ho perso le speranze e non ci ho pensato più ma quando meno me lo aspettavo, invece, la risposta è arrivata, l’ho aperta, mi è piaciuta moltissimo, c’era il numero di cellulare e mi diceva che ci saremmo potuti incontrare, se volevo, un paio di giorni dopo e mi diceva anche quando e come. Ovviamente sono andato nel pallone ma altrettanto ovviamente non ho chiamato, ma io sono fatto così, ho visto dov’era il posto e ci sono andato diverse volte prima del giorno dell’appuntamento e poi il giorno dell’appuntamento mi è venuta la paura che fosse una trappola, che mi potessero fregare, che ne so, ricattare, qualche cosa del genere... e non ci sono andato. Poi ci ho ripensato mille volte ma non gli ho scritto più e da lui non ho più ricevuto nulla. Non so che pensare, forse ho dato un calcio alla fortuna, ma è possibile che si possano incontrare così delle persone di cui ci si può innamorare? Francamente non lo so e allora la mia risposta istintiva è stata no.