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giovedì 15 settembre 2011

AMICIZIA E INNAMORAMENTO GAY IN CHAT

Questo post mira a chiarire alcuni punti focali dei rapporti virtuali (chat, e-mail e forum) che possono crearsi tra ragazzi gay. Sulla definizione dell’amore e dell’amicizia in termini generali sono stati scritti moltissimi libri e non è mia intenzione discutere dei massimi sistemi ma, se alla parola amore si vuole dare una connotazione che non sia eccessivamente astratta, si deve presupporre che un innamoramento non possa ridursi ad una affinità intellettuale o ad una condivisione di valori morali ma debba necessariamente comportare un coinvolgimento fisico-fisiologico che coinvolga in modo profondo la sessualità.
A questo punto una osservazione è d’obbligo. Quando, nella vita reale, un ragazzo gay si innamora di un altro ragazzo, l’innamoramento non parte dai livelli intellettuali o dalle possibili affinità elettive ma dall’attrazione fisica, ossia da tutto un insieme di fattori che dipendono dalla fisicità dell’altro: il sorriso, la prestanza fisica, la voce, gli atteggiamenti corporei, la tendenza ad un comportamento più o meno seduttivo. Questo è talmente vero che spessissimo i ragazzi gay si innamorano di ragazzi etero lontanissimi da loro sotto ogni aspetto, ma capaci di incarnare “fisicamente” il loro ragazzo ideale. Se un ragazzo ci appare fisicamente attraente cominciamo a farci domande su di lui e a voler cercare una prossimità anche in termini di dialogo, in pratica ci interessiamo a quel ragazzo. Questo meccanismo dell’innamoramento, che è tipico della vita reale, non si può realizzare attraverso internet dove tutto resta comunque staccato dalla dimensione fisica. In queste situazioni interviene un meccanismo proiettivo che ci fa immaginare il ragazzo col quale stiamo parlando in chat secondo le nostre categorie.
Mi fermo un attimo a chiarire che cosa sia un meccanismo proiettivo e quanto possa essere condizionante partendo da un esempio concreto. 
Alla pagina http://esserein2.wordpress.com/2011/09/14/triangolo-bdh/ di un sito che appare per ogni altro verso di orientamento etero, si legge una storia non sessualmente connotata, cioè che non presenta nel testo nessun elemento che permetta di chiarire con certezza se uno dei protagonisti sia un ragazzo o una ragazza (mancanza di pronomi come lui o lei, mancanza di participi passati o di aggettivi concordati al maschile o al femminile). Il testo quindi, di per sé, è neutro. Quando quella storia viene letta da un ragazzo etero, quel ragazzo la interpreta secondo le sue categorie e la legge come la storia di una ragazza che ha due ragazzi che la desiderano entrambi. Quando invece quella storia è letta da un ragazzo gay la lettura non è affatto così automatica e si arriva spesso a notare che il testo non è sessualmente connotato, cosa che ad un ragazzo etero sfugge pressoché sempre. Su questa base si possono costruire test proiettivi per la determinazione dell’orientamento sessuale che hanno una discreta affidabilità. La lettura proiettiva è in fondo la ragione del fascino della letteratura o del cinema perché ci proiettiamo nelle vicende e le interpretiamo secondo il nostro vissuto.
Uno scambio di mail, una conversazione in chat o un dialogo su un forum creano un testo, anzi costruiscono un testo a quattro mani. Quel testo ha le caratteristiche della letteratura, ancora più accentuate dal fatto che è costruito a quattro mani, è cioè il luogo di elezione per le letture proiettive ma mentre nella lettura proiettiva di un libro non si mira alla costruzione di un rapporto interpersonale e tutto resta interno alla mente del lettore, negli scambi via internet la tendenza proiettiva deve prima o poi fare i conti col fatto che dall’altra parte c’è un altro ragazzo con le sue proiezioni sulla stessa conversazione. C’è in buona sostanza il rischio dell’equivoco, aggravato dal fatto che molte conversazioni in chat restano a livelli estremamente sublimati e simbolici e quindi estremamente aperti alle interpretazioni proiettive. L’instaurazione di meccanismi proiettivi importanti nei contatti via internet può essere così determinante da portare addirittura a mettere da parte l’idea di una conoscenza personale tra i due interlocutori che potrebbe interrompere o distruggere il meccanismo proiettivo che di per sé è almeno apparentemente gratificante.
Aggiungo che spesso nei colloqui in chat tra ragazzi gay è comune in meccanismo della “deriva del linguaggio amoroso” cioè del progressivo e automatico lasciarsi andare ad un linguaggio che assomiglia sempre di più ad un linguaggio amoroso, questo significa che non affatto raro che finiscano per parlare come due innamorati due ragazzi che non si sono mai incontrati di persona. L’investimento affettivo in questi meccanismi è spesso molto alto e la dimensione proiettiva è tale che il rischio che la conversazione sia solo lo spunto per la costruzione di storie che esistono solo a livello proiettivo è molto concreto. In buona sostanza ci si crea un interlocutore a nostra misura, completando proiettivamente gli elementi reali (spesso scarsi e di incerto significato) che emergono dal dialogo reale. Questo è tanto vero che si arriva ad innamorarsi di un etero, interpretando ogni minimo elemento che non appaia etero al 100% come il segno di una possibile omosessualità e si svalutano del tutto quegli elementi, pure ben chiari, che dimostrano che non si tratta affatto di un gay. Ma devo sottolineare che il meccanismo opera anche nei rapporti tra ragazzi gay, cioè tra ragazzi che sanno con certezza che l’altro è gay. Il meccanismo proiettivo giunge al punto di attribuire all’altro una fisicità presupposta, cioè di incarnarlo in una immagine che rappresenta il nostro ragazzo ideale. Si arriva al punto che l’immagine proiettiva dell’altro viene caricata anche di valenze sessuali e si prova un trasporto sessuale niente affatto superficiale per un ragazzo che non si è mai incontrato. In pratica ci si innamora anche sessualmente di un personaggio che al 90% è creato dalla nostra fantasia proiettiva che gli attribuisce anche una fisicità secondo quello che noi desideriamo. La deriva del linguaggio amoroso poi fa il resto e dà la netta impressione che si stia costruendo una vera storia d’amore. Ma in tutto questo c’è un errore di fondo, in pratica il meccanismo naturale che porta dall’attrazione fisica all’innamoramento affettivo è del tutto stravolto.
Bisogna ricordarsi che per innamorarsi nel senso vero della parola il coinvolgimento fisico-fisiologico è indispensabile ma deve essere rivolto ad una persona reale, non ad una immagine creata dalla fantasia proiettiva. Alcuni surrogati della presenza fisica, come le foto o la videocamera non possono in nessun modo sostituire la presenza fisica stessa che è e resta l’elemento necessario dell’innamoramento vero, intendo dire che senza la presenza fisica e senza un’autentica forma di coinvolgimento fisico-fisiologico non esiste innamoramento.
Vorrei mettere in guardia i ragazzi che si conoscono in chat dal lasciarsi andare alla deriva del linguaggio amoroso che non fa che creare aspettative che possono poi essere del tutto distrutte anche da un brevissimo incontro nel quale ci si rende conto che le nostre proiezioni non avevano nulla in comune con la realtà e che il discorso (ma solo il discorso) è andato avanti a ruota libera, ben oltre la realtà. È in genere molto facile lasciarsi andare in chat a grandi discorsi, a dire “ti voglio bene” e anche “ti amo” senza che alla base ci sia qualcosa di concreto ma è molto difficile ridimensionare queste affermazioni dopo, quando ormai hanno creato aspettative consolidate che la conoscenza personale diretta ha contraddetto. A questo punto, se quando ci si conosce di persona la disillusione è reciproca, tutto sommato, il problema si risolve facilmente perché vengono meno contemporaneamente le aspettative da tutte e due le parti, ma se uno dei due resta disilluso e l’altro invece si sente anche fortemente attratto fisicamente le dissimmetrie diventano molto forti e le situazioni diventano difficili da gestire.
In chat o via e-mail, cioè senza conoscenza personale diretta, è invece possibilissimo e, direi, assai mano rischioso, creare dei rapporti di amicizia, che sono molto meno condizionati da meccanismo proiettivi rispetto alle possibili storie d’amore. Noto che la tendenza spontanea dei ragazzi è quella di cercarsi il ragazzo, l’innamorato, piuttosto che uno o più amici veri in chat, ma gli strumenti informatici sono molto più adatti alla creazione e al mantenimento di amicizie che alla creazione di storie d’amore. Come buona norma di prudenza direi che sarebbe bene riservare discorsi con forte connotazione affettiva solo a persone che si siano effettivamente conosciute anche fuori dalla chat o dal forum, cioè che siano conosciute di persona. E qui interviene una riflessione importante. Incontrarsi “in due” nella vita reale dopo essersi conosciuti in chat, dà a quell’incontro una connotazione affettiva molto forte e lo fa apparire come un passo verso la costruzione di una storia importante e reciproca. È per questo che in genere è meglio costruire rapporti che partano dall’amicizia, dal vedersi in gruppo, cioè da rapporti che non creino troppe aspettative che potrebbero trasformarsi in disillusioni. L’amicizia è sempre e comunque il primo passo, se la presenza fisica è coinvolgente e incoraggiante allora può avere senso fare un passo ulteriore, altrimenti l’amicizia resta e non viene compromessa dal fatto che non ne segua una storia con un maggiore coinvolgimento perché non sono state alimentate aspettative al buio.
Vorrei concludere che la rete (usata con la massima prudenza, per carità!) offre delle possibilità ma può creare anche delle pesantissime disillusioni e che, se si vuole bene a qualcuno, anche solo come amico, bisogna evitare di illuderlo e di portalo poi a docce fredde finali che lasciano con una senso di amarezza profonda. Quindi è bene mantenere sempre un atteggiamento di responsabilità e pensare prima alle possibili conseguenze di ciò che si fa e che si dice.
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

lunedì 7 luglio 2008

RAGAZZI GAY GIOVANISSIMI IN CHAT

Mi capita, anche se non molto frequentemente, di parlare in chat con ragazzi molto giovani che si trovano a prendere coscienza del loro essere gay. I contenuti di queste chat sono spesso assai diversi dai tipici contenuti delle chat con ragazzi grandi. Con i ragazzi più giovani mi trovo spesso di fronte alla necessità di fare capire che:

1) essere gay non ha niente a che vedere con il “fare questo o quello” in termini di sesso, ma significa in primissimo luogo amare un altro ragazzo,

2) che la ricerca esasperata della sessualità in età troppo anticipata non è segno di maturità affettiva ma esattamente del contrario,

3) che la sessualità non è un gioco,

4) che la sessualità di coppia è sostanzialmente diversa dalla masturbazione perché non si tratta di confrontarsi con le proprie fantasie ma con un ragazzo vero e con la sua realtà psicologica, si tratta cioè di creare rapporti affettivi seri,

5) che i sentimenti hanno bisogno di tempo per crescere e che le persone che, appena conosciute in chat, ti dicono di essersi innamorare di te, in realtà non cercano te ma solo un po’ di sesso,

6) che il sesso può comportare rischi seri per la salute e che l’uso del preservativo è sempre e assolutamente indispensabile,

7) che nei contatti in rete bisogna essere prudenti, bisogna evitare nel modo più assoluto di dare numeri di cellulare, numeri di telefono fisso, indirizzi di casa o altri elementi atti alla identificazione personale.

Se per un verso è naturale che ragazzi giovanissimi tendano all’esplorazione della sessualità, c’è per un latro verso il rischio che la dimensione “curiosità” diventi l’unica spinta o la spinta principale verso la sessualità. Dai colloqui si evince in modo chiaro che i ragazzi gay più giovani (e quelli che approdano a Progetto Gay sono certamente i più coraggiosi) non hanno in pratica alcun confronto con persone adulte attendibili sul tema della sessualità e della omosessualità in particolare.

Moti ragazzi sono timidissimi e imbarazzati e siccome un dialogo (cioè un discorso a due) è di fatto impossibile, in genere parlo solo io cercando di esporre i contenuti che mi sembrano di maggiore interesse sulla base delle poche parole scambiate con l’interlocutore. In alcuni casi, circa il 50%, si arriva a un dialogo aperto ma non subito, ed è evidente che i ragazzi non sono abituati a parlare di sessualità in modo serio. In qualche caso si crea un clima di fiducia e il discorso si fa meno teorico e molto più personale. Quando i ragazzi giovanissimi, che partono impostando tutto il discorso su questioni di tecniche sessuali, si sentono fermati e riportati a una dimensione più seria, o scappano o cambiano radicalmente tono. Quelli che scappano probabilmente non hanno la maturità necessaria per comprendere che essere gay è una cosa che coinvolge la vita affettiva profonda o forse di quella vita affettiva profonda non sentono ancora l’esigenza e sono fermi alla fase puramente esplorativa della sessualità. Quelli che non scappano ma cambiano tono arrivano a un dialogo serio e personalizzato. Questi ragazzi, che hanno certamente una dimensione affettiva gay già piuttosto definita, non cercano comunque spontaneamente di valorizzarla, ma istintivamente privilegiano la dimensione sessuale ritenendola più adulta, per loro la sessualità è ancora subordinata all’ansia di crescere e si stupiscono talvolta che io dia tanta importanza alla dimensione affettiva gay e che la consideri fondamentale, cose che ritengono strana, almeno in un primo momento.

Molti ragazzi, anche giovanissimi, nella loro ansia di sperimentazione della sessualità vanno ben oltre la masturbazione e cominciano a costruirsi mentalmente l’idea che devono “provare con un ragazzo”. L’idea dell’esperimento certe volte è dominante. L’esperienza sessuale a due è considerata una specie di patente sessuale della vita adulta. Il “provare” si riduce però a provare una tecnica, e la dimensione affettiva viene del tutto marginalizzata. In alcune situazioni mi sono trovato di fronte a ragazzi giovanissimi che vantavano una certa esperienza sessuale e sciorinavano tecniche e numeri di rapporti avuti (più o meno credibili) come un vero Curriculum da presentare a un concorso. Fermati da me in modo drastico però manifestavano una disponibilità al dialogo inaspettata. In sostanza si scontravano, probabilmente per la prima volta, con una visione adulta della sessualità che in qualche modo li affascinava. Di fronte ad espressioni come: “gli amici miei l’hanno fatto”, oppure “ma perché no?”, oppure “i gay lo fanno” ho spesso reagito in modo deciso e ho cercato poi di riprendere il discorso con calma. La cosa fondamentale nelle chat con i ragazzi molto giovani è ascoltare e fare in modo che arrivino da sé alle conclusioni.

Molto spesso, con ragazzi giovanissimi affronto il tema della prudenza, sia in termini di prevenzione della malattie sessualmente trasmesse, che in termini di prudenza in rete. È evidente che nessuno ha mai parlato a questi ragazzi in modo anche minimamente serio di queste cose e che non hanno assolutamente la percezione del rischio. La mia insistenza sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse è stata talvolta la causa della interruzione del dialogo con ragazzi che queste cose non le volevano sentire proprio e le consideravano una forma di moralismo finalizzato solo a terrorizzare i ragazzi per mettere loro in mente che il sesso è una cosa negativa. In qualche caso a seguito del mio discorso sull’uso del preservativo mi sono trovato di fronte a risposte paradossali come “chi non risica non rosica!” seguite dall’abbandono della chat.

In sostanza dalle chat con i giovanissimi si deduce che sono completamente abbandonati dal mondo adulto e che la loro educazione sessuale, intesa come confronto con adulti responsabili su tematiche relative alla sessualità e alla omosessualità in particolare, è praticamente inesistente.

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=29800253

venerdì 25 gennaio 2008

COPPIE GAY E PRUDENZA

Quelli che, come me un paio di anni fa, non hanno esperienza concreta dei rapporti tra ragazzi gay si possono sognare qualunque cosa e se la sognano come vogliono loro. Io fino a 21 anni sui gay ci lavoravo solo di fantasia, tipo libri, film pure d’arte ma anche film porno e siti per addetti ai lavori. Fin qui credo che capiti a tutti i ragazzi, tutto sommato nessun problema serio, era tutto rinviato. Poi tra i 21 e i 22 anni ho cominciato a conoscere dei ragazzi gay tramite le chat. Adesso, a 23 anni, sono molto perplesso, non ho trovato affatto quello che mi aspettavo, cioè in pratica sesso. Dico subito che i ragazzi erano ragazzi normalissimi, cioè stron... non ne ho trovati, però in certi casi mi sono sentito raggirato o almeno mi sono sentito stupido. Avevo conosciuto in chat un ragazzo di 21 anni, si chiamava Marco, uno bello, alto biondo, molto dolce. L’avevo contattato perché nel profilo c’erano le foto del viso e non solo, niente di porno, per carità, però Marco aveva un bel fisico, nemmeno palestrato, solo bello e in senso molto dolce. Insomma all’inizio è stata dura perché Marco tendeva a sfuggire, restava sul generico, ma non mi sono scoraggiato, da lui non volevo solo sesso, piano piano me ne ero innamorato, se anche lui non avesse voluto fare sesso con me ci sarei stato lo stesso anche se il mio sogno era proprio quello di un contatto totale, sesso compreso. Insomma, siamo stati in chat due mesi, per ore, tutti i giorni. Piano piano ha cominciato a parlare di sé e si è sciolto un po’, io lo stavo a sentire incantato, non mi voleva dire di dov’era. Io invece gli avevo detto che ero di Modena. Io non ho mai insistito troppo, Marco parlava di tutto, la conversazione era tranquilla, di sesso non si parlava quasi mai e quando succedeva erano cose estremamente generiche. Il 15 Aprile dell’anno scorso (2007), era domenica mattina, apro il computer e trovo una sua mail, cosa che non era mai successa prima. La leggo e mi prende il batticuore. Mi dice che pensa di potersi fidare di me, che abita a Reggio Emilia. In treno nemmeno mezz’ora. Mi dice che avrebbe piacere di vedermi e che vedere le mie foto nel profilo non gli basta più e mi dà anche il numero di cellulare. Lo chiamo subito. Lunedì 16 vado a Reggio. Marco è da sballo e con me si scioglie totalmente la cosa mi fa un effetto tale che quando sto seduto vicino a lui ho un’erezione incontenibile. Per fortuna ho un giaccone lungo che mi difende. Marco gioca, scherza, è di una vivacità incredibile, ha occhi bellissimi e quando mi guarda sorride e poi è dolce, è tenero. Io mi sento in imbarazzo tremendo perché lo desidero proprio, glielo vorrei dire in modo diretto, lo vorrei baciare, gli vorrei saltare addosso, lo vorrei almeno accarezzare, però non lo faccio. Lui parla d’altro, divaga, di fronte a qualche domanda più diretta svicola e io non insisto. Nei giorni successivi ci vediamo tutti i pomeriggi, o lui viene a Modena o vado io a Reggio. Con lui sto proprio in paradiso, di sesso nemmeno un cenno. Quando torno a casa mi masturbo pensando a come sarebbe bello avere un po’ di intimità con lui. Questa cosa avevo pensato di dirgliela per cercare di rompere il ghiaccio ma non l’ho fatto per non metterlo in difficoltà. Dopo qualche girono, tramite la stessa chat che usavamo per parlare la notte, mi arriva una chiamata di un certo Enzo, vado al profilo, uno superpalestrato, molto fico, ma il classico tipo che non mi interessa. Scambio due parole con lui, poi lo risento anche l’indomani, mi si appiccica, secondo me ha in mente delle idee precise. Io lo voglio scaricare e gli dico che ho già un ragazzo che ho conosciuto in chat e gliene dico un gran bene, nella conversazione mi chiede chi è e io glielo dico, cioè gli dico il nick. Enzo m’ha chiamato ancora per qualche giorno ma in modo meno insistente, da quel lato mi sentivo tranquillo, ma Marco non mi chiamava più, se lo chiamavo io era distaccato, mi ha detto che non stava bene e per una settimana non ci siamo sentiti, sulla chat non c’era più. Ho messo la sparizione di Marco in relazione col fatto che avevo dato il suo nick a Enzo e mi è preso il panico. Gli ho mandato un sms dicendo che sarei andato comunque da lui a Reggio il giorno appresso e che avevo necessità di parlargli. Credevo che non lo avrei trovato e invece era alla stazione come al solito, gli avrei buttato le braccia al collo ma mi ha congelato e mi ha detto che avevo fatto delle cose che non dovevo fare e che c’era rimasto malissimo. Io non sapevo a che cosa si riferisse e lo guardavo con faccia interrogativa. Poi mi dice: Ma il mio nick a Enzo gliel’hai dato tu? Gli dico di sì. Lui aggiunge: E gli hai raccontato pure tutti i cavoli miei? – non dice nostri ma miei – Gli dico di sì e gli chiedo scusa. Mi attacca un pistolotto sulla riservatezza che non la finisce più, mi dice che l’ho ferito, che l’ho sputtanato e l’ho fatto passare per deficiente. Comincio a pensare di essere alla resa dei conti con Marco. Provo a interromperlo per chiedergli scusa ma non ne vuole sapere. Penso che quel pistolotto sia il congedo finale. Guardo l’orologio e gli dico che devo andare a riprendere il treno perché l’altro è dopo mezzanotte. Mi guarda e mi dice: Dai, parti dopo... Io mi rincuoro un po’. Andiamo in una pizzeria, lo guardo, lui apre le braccia e mi guarda sconsolato come per dire: Ma come posso fare con un cretino come te! E’ stata la più bella serata della mia vita! Niente sesso, erezione sì ma era inevitabile. La cosa meravigliosa era proprio l’intimità. Ho avuto la sensazione nettissima che fossimo una coppia e che avessimo appena superato la nostra prima crisi di coppia. Praticamente dal mese di luglio stiamo insieme in tutti i sensi. Marco pretende attenzioni continue, continue conferme, ha quasi paura di perdermi e la cosa mi fa stare bene. Questo post gliel’ho fatto leggere, perché senza la sua autorizzazione non avrei mai parlato in pubblico della nostra storia. Avevamo letto il blog Storie Gay, poi abbiamo scoperto Progetto Gay, ci siamo fatti coraggio e abbiamo scritto questa storia. Siete simpatici. Ciao.
Marco e Gabriele
[Potere aggiungere i vostri commenti direttamente sul blog oppure nella specifica discussione di
Progetto Gay Forum]

lunedì 26 novembre 2007

CHAT GAY ETERO

Riporto qui di seguito il resoconto di una chat molto particolare che ho avuto qualche sera fa. Il testo è stato ricostruito a memoria qualche giorno dopo i fatti, ma il ricordo era ancora nettissimo e ho cercato di rendere il tutto con la massima fedeltà, omettendo ovviamente ogni riferimento che rendesse identificabile l’interlocutore.
Questa chat mette in evidenza come esistono tra gli etero persone che hanno un rispetto vero dei gay e che non esitano a parlare in chat con uno che usa un nick dichiaratamente gay per conoscere che cosa sia realmente il mondo gay. In questo caso, la disavventura del mio interlocutore gli ha permesso (purtroppo) di rendersi conto di persona di quanto i gay possano trovarsi a disagio in situazioni di omofobia radicata.

CHAT CON UN MILITARE
21/11/2007
militare - 00:12 - allora sei gay?
gayproject - 00:12 - e tu?
militare - 00:12 - no
gayproject - 00:12 - allora ciao...
militare - 00:12 - a me disgraziatamente piacciono le donne
gayproject - 00:13 - mi fa piacere...
militare - 00:13 - non hai paura?
gayproject - 00:13 - di che?
militare - 00:13 - ma sai com'è
militare - 00:13 - l'Italia e' una paese omofobico
militare - 00:14 - e' un paese di preti puttanieri
gayproject - 00:14 - ma quando mai!
militare - 00:14 – etc. etc.
militare - 00:14 - dici?
gayproject - 00:14 - dico, dico!
militare - 00:14 - ma tu vivi in una grande città?
gayproject - 00:14 - sì e tu?
militare - 00:14 - ah ecco
militare - 00:14 - io vicino Milano
militare - 00:15 - però vengo da un piccolo paesino della Campania
gayproject - 00:15 - perché hai detto “ah ecco”
militare - 00:15 - e ti assicuro che se là vieni sfiorato solo dal sospetto... e' finita
militare - 00:15 - ti perseguitano
militare - 00:15 - ne so qualcosa
militare - 00:16 - alla fine ho dovuto rompere un po' di facce
gayproject - 00:16 - mah! mi sembra strano...
gayproject - 00:16 - cioè?
gayproject - 00:16 - non ho capito...
militare - 00:16 - cioè che ho dovuto menare chi mi chiamava rikkione
militare - 00:16 - solo perché non volevo andare a prostitute
gayproject - 00:16 - hai fatto benissimo!
militare - 00:17 - visto che è una cosa che mi ripugna
gayproject - 00:17 - condivido anch'io non amo la prostituzione di nessun tipo
militare - 00:17 - che skifo
militare - 00:18 - e' squallida
militare - 00:18 - infatti io scopo raramente
militare - 00:18 - scusami per l'espressione
militare - 00:18 - ma preferisco farlo con una persona alla quale voglio bene
gayproject - 00:18 - mi sembra assolutamente ovvio!
militare - 00:19 - e si
militare - 00:19 - però le unioni civili potevano approvarle
militare - 00:19 - uff
gayproject - 00:19 - a chi lo dici!
militare - 00:20 - ecco perchè ti dico che l'italia e' omofobica
gayproject - 00:20 - ma non è nemmeno omofobia è solo grettezza mentale...
gayproject - 00:20 - non penso affatto che i gay in Italia stiano peggio che altrove
militare - 00:21 - mm
militare - 00:21 - magari e' cosi
gayproject - 00:21 - quelli che conosco non hanno grossi problemi...
militare - 00:22 - MM
gayproject - 00:22 - nemmeno in Sicilia...
militare - 00:22 - PERCHE' STATE IN CITTA'
militare - 00:22 - MA NEPPURE A NAPOLI
gayproject - 00:22 - ma io parlo anche di quelli che stanno in posti piccoli
militare - 00:23 - ANZI FA PARTE DELLA CULTURA NAPOLETANA
militare - 00:23 - MAH
militare - 00:23 - ALLORA IO SONO NATO NEL PAESE PIU' STRONZO DEL MONDO
gayproject - 00:23 - potresti avere ragione...
militare - 00:23 - IO NON CONOSCO GAY DI PERSONA
militare - 00:24 - SEMBRA CHE NON CE NE SIANO IN PAESE
militare - 00:24 - SEMBRA...
gayproject - 00:24 - in effetti sono invisibili
militare - 00:24 - LO SO
gayproject - 00:24 - e quindi se è così hanno paura...
militare - 00:24 - MA CHI E' DICHIARATO TI ASSICURO CHE NON HA VITA FACILE
militare - 00:24 - IN EFFETTI UNO LO CONOSCO
gayproject - 00:24 - lo immagino...
militare - 00:25 - O MEGLIO HA ATTEGGIAMENTI EFFEMINATI
militare - 00:25 - ALLORA
militare - 00:25 - IO NON HO CAPITO UNA COSA
militare - 00:25 - MA QUELLI CHE HANNO QUESTO TIPO DI ATTEGGIAMENTO
militare - 00:26 - LO FANNO APPOSTA
militare - 00:26 - O SONO PROPRIO COSI?
gayproject - 00:26 - dici effeminati?
militare - 00:26 - SI
gayproject - 00:26 - io di gay ne conosco tanti ma effeminati non ne conosco proprio...
militare - 00:26 - MAH
gayproject - 00:27 - quelli che conosco sono persone indistinguibili se son sai che sono gay, nessun atteggiamento
militare - 00:27 - LO SO
gayproject - 00:27 - nulla di strano...
militare - 00:27 - LO SO
gayproject - 00:27 - ma nemmeno a livello minimo
militare - 00:27 - CERTO CHE PERO' LA SESSULAITA' E' UN CASINO
militare - 00:27 - MAH
gayproject - 00:28 - perché?
militare - 00:28 - COSA PENSI DEGLI ASESSUALI?
gayproject - 00:28 - e che sono?
militare - 00:28 - CHE SONO?
militare - 00:28 - PRATICAMENTE
militare - 00:28 - SONO QUELLI CHE DICONO DI NON VOLER AVERE ALCUN TIPO DI CONTATTO SESSUALE
militare - 00:29 - IN USA SONO GIA’ UN BEL PO'
gayproject - 00:29 - secondo me non c'è forma di ipocrisia più radicale
militare - 00:29 - MM
militare - 00:29 - IN EFFETTI PURE A ME PARE STRANO
militare - 00:29 - E' L'ISTINTO PIU' POTENTE DOPO QUELLO DELLA FAME
gayproject - 00:29 - e sì...
gayproject - 00:30 - non ho molti dubbi in proposito
militare - 00:30 - MM
militare - 00:30 - IO SONO MILITARE
militare - 00:30 - E TI DICO CHE NON C'E' AMBIENTE PIU' MACHISTA DI QUESTO
militare - 00:30 - MADONNA
militare - 00:30 - VAI A DIRE
militare - 00:31 - "GUARDA CHE ANCHE L'OMS HA DEFINITO L'OMOSESSUALITA' UNA NORMALE VARIANTE DEL COMPORTAMENTO UMANO"
militare - 00:31 - E TI RISPONDONO
militare - 00:31 - "APPUNTO...........UNA VARIANTE"
militare - 00:31 - UFF
militare - 00:31 - CHE PALLE
gayproject - 00:32 - posso dirti una cosa?
militare - 00:32 - SI
gayproject - 00:32 - sei una persona interessante e seria... cosa rara
militare - 00:32 - DICI?
gayproject - 00:32 - sì
militare - 00:32 - SONO SOLO CURIOSO
militare - 00:33 - E ABITUATO A RISPETTARE GLI ALTRI FINCHE' NON MI VIENE FATTO UN TORTO
militare - 00:33 - LA MIA REGOLA
gayproject - 00:33 - ma c'è modo e modo... e il tuo è un modo civile
militare - 00:33 - RISPETTO TE SE RISPETTI ME
militare - 00:33 - SE TENTI DI FREGARMI TI STRONCO
militare - 00:33 - IO RAGIONO COSI
gayproject - 00:34 - mi sembra pienamente condivisibile...
militare - 00:34 - MM
militare - 00:34 - NON HO NULLA IN CONTRARIO A NESSUNO
militare - 00:34 - PURCHE SI VIVA CIVILMENTE E IN PACE
gayproject - 00:35 - sicuramente non hai nulla contro i gay...
militare - 00:35 - NO
gayproject - 00:35 - e si sente...
militare - 00:35 - OGNUNO PUOO 'FARE QUELLO CHE GLI PARE
militare - 00:35 - RISPETTANDO GLI ALTRI
militare - 00:35 - IO HO UN CARISSIMO AMICO CHE SI FA LE CANNE
militare - 00:35 - MA SE NE FA TANTISSIME
militare - 00:36 - PERO' NON HO NULLA IN CONTRARIO
militare - 00:36 - PERCHE' E' UNA PERSONA SQUISITA
militare - 00:36 - QUELLO CHE E' SUO E' TUO
gayproject - 00:37 - ... che strano incontro il nostro in chat...
militare - 00:37 - GIA
gayproject - 00:37 - molto fuori schema!
militare - 00:37 - io faccio casino
militare - 00:37 - però a volte
militare - 00:37 - mi fermo a scambiare opinioni
gayproject - 00:38 - lo fai in un modo gradevole
gayproject - 00:38 – chattare con te è un piacere

militare - 00:39 - caduto
militare - 00:39 - cmq
militare - 00:39 - io vado a dormire
militare - 00:39 - beh amico
gayproject - 00:39 - che è successo?
militare - 00:39 - ti auguro una notte tranquilla
militare - 00:39 - sono caduto
gayproject - 00:39 - tu sei caduto?
militare - 00:39 - si
gayproject - 00:39 - come?
gayproject - 00:39 - non ho capito...
militare - 00:39 - la linea telefonica
gayproject - 00:40 - ah!
militare - 00:40 - è caduta
gayproject - 00:40 - mi sono preoccupato!
militare - 00:40 -
gayproject - 00:40 - veramente sei una persona gradevole...
militare - 00:40 - no
militare - 00:40 - sono uno che vive a modo suo
gayproject - 00:41 - e ci mancherebbe!
gayproject - 00:41 - è un merito secondo me!
militare - 00:41 - e per questo nel suo ambiente subisce parecchi rompiscatole
militare - 00:41 - bah
gayproject - 00:41 - mi dispiace... non te lo meriti affatto!
militare - 00:42 - pazienza
militare - 00:42 - beh
militare - 00:42 - buonanotte
gayproject - 00:42 - buonanotte!
militare - 00:42 - e' stato un piacere
gayproject - 00:42 - anche per me e lo dico sinceramente

venerdì 26 ottobre 2007

RAGAZZI E SESSO GAY

Come al solito l’analisi delle chiavi di accesso al blog offre motivo di riflessione. Ne ho scelte alcune abbastanza tipiche.
Tra le chiavi di accesso usate probabilmente dai genitori alcune sono degne di attenzione, accanto alle classiche:
“genitori di figli gay”
“accettare figli gay”
si incontra anche:
“scoprire il figlio che si masturba”
“mio figlio si masturba cosa faccio?”
L’uso di queste chiavi di accesso, lungi dal destare il sorriso, dovrebbe essere preso molto seriamente. In questo caso un genitore non si preoccupa della omosessualità del figlio ma del fatto che il figlio si masturba. L’uso del verbo “scoprire” è indicativo del senso di sorpresa di che scrive, ma al di là della scoperta ci si chiede come ci si debba comportare. Trattandosi di ragazzi (figlio), una chiave di accesso come quelle indicate, da parte di un padre, mi sembrerebbe assolutamente incredibile, perché non penso che un uomo adulto possa meravigliarsi di fronte all’idea che il figlio si masturbi. Se, come penso, queste chiavi di accesso sono usate delle madri, non posso che dedurne che queste signore non hanno la minima conoscenza della sessualità maschile. In questo senso il loro atteggiamento può essere del tutto pregiudiziale e non informato e può produrre nei figli traumi non piccoli. Vorrei notare che lo stupore del genitore che si meraviglia del fatto che il figlio si masturbi è esattamente simmetrico a quello del figlio che scopre che i genitori hanno una vita sessuale, mentre però si può comprendere lo sgomento di un ragazzo molto giovane non si può giustificare l’atteggiamento perplesso del genitore.
La sessualità di un ragazzo, tanto più se giovanissimo, trova nella masturbazione la più ovvia delle realizzazioni. La privacy di un ragazzo che si masturba non deve essere mai turbata per nessun motivo, meno che mai da un genitore. Per un ragazzo essere sorpreso nell’atto di masturbasi è un’esperienza terribile, traumatica, tanto più se la scoperta da parte del genitore è accompagnata da segni di perplessità. Un ragazzo ormai adulto mi raccontava di essere stato sorpreso dal padre mentre si masturbava e di non avere riportato particolari traumi, ma la scena si era volta più o meno così: il padre entra in camera mentre il figlio si sta masturbando, chiede scusa, richiude la porta e se ne va e, dopo, non fa nessun riferimento al fatto, quando il padre vede il figlio in imbarazzo gli dice: “guarda che lo fanno tutti!” e la storia finisce lì. Nessun genitore serio può pensare di immischiarsi in queste cose che sono affari assolutamente privati dei figli.
Ben diversa, e molto più delicata, è la questione del rapporto dei genitori con i figli gay, tanto più quando si tratta di figli gay dichiarati anche fuori dell’ambito familiare. Devo sottolineare che un gruppo, in genere nutrito, di accessi avviene con chiavi del tipo:
“dire ai genitori di essere gay”
“dire ai genitori di essere omosessuali”
“coming out omosessualità genitori”
o addirittura
“gay genitori botte”
Proprio ieri sera mi è capitato di parlare in chat con un ragazzo di 21 anni, un ragazzo serio, non a caccia di sesso facile ma di amicizia tramite la chat (che non è certo il posto più adatto per trovare amici gay). Mi diceva che gli amici non sanno di lui, che se lo sapessero lo mollerebbero subito e che non ha il coraggio di dirlo ai genitori perché il padre reagirebbe in modo violento, perché ogni volta che parla dei gay manifesta una terribile aggressività. Anche a 21 anni, quindi, i figli gay hanno paura di dichiararsi con i loro genitori. Questo non è un fatto eccezionale... è la regola. Ma un ragazzo non si accorge certo a 21 anni di essere gay, ma molto tempo prima. Un gruppo di chiavi di accesso, provenienti probabilmente da ragazzi molto giovani, indica l’incertezza nell’individuarsi come gay e nel capire esattamente che cosa significhi essere gay.
“a quanti anni si capisce di essere omosessuali”
“come faccio a capire se sono gay”
“capire se un ragazzo è gay”
Un altro gruppo ancora indica la necessità di trovare un confronto relativo alle prime esperienze gay e alla possibilità di innamorarsi di un etero.
“ho scoperto di essere gay”
“storie di ragazzi che scoprono di essere gay”
“storie prime esperienze gay”
“innamorarsi dell’amico dello steso sesso”
“omosessualità a scuola”
“perché sono innamorato di un etero?”
“amore tra un ragazzo etero e uno gay”
“io gay lui etero”
Un altro gruppo di accessi riguarda i mezzi per la ricerca di contatti “non pericolosi” con altri ragazzi gay.
“chat gay per ragazzi”
“chat per ragazzi gay”
“come fidarsi di incontri sesso chat gay”
Molto spesso la solitudine dei ragazzi gay più giovani li posta verso le chat e qui il discorso si fa molto delicato, anche perché l’adescamento di minorenni tramite chat è penalmente sanzionato, ma anche prescindendo da questo aspetto, le chat sono un mondo molto particolare. Nelle chat ho trovato ragazzi anche giovanissimi (ammesso che lo fossero realmente) così immediati nelle proposte oscene da fare pensare molto chiaramente che si trattasse di prostituzione. Per quanto si faccia, queste cose sono sostanzialmente ineliminabili. Ma non è di questo che intendo occuparmi. Vorrei prendere in considerazione i ragazzi (quasi tutti maggiorenni) che cercano sesso in rete. Alcuni non hanno certamente nulla che fare con la prostituzione ma mirano chiaramente ad un’attività sessuale in genere senza un incontro diretto, ma via webcam, in un modo che è comunque molto rischioso perché i filmati possono essere registrati, e c’è da credere che lo siano nella quasi totalità dei casi con conseguenze che posso andare dalla pubblicazione su siti porno a vere e proprie forme di ricatto, quando si incontrano persone tanto ingenue da essere riconoscibili. Quindi sconsiglio nel modo più assoluto a chiunque navighi nelle chat l’uso delle webcam... che, con sconosciuti, sono mezzi pericolosi. In chat si riceve spesso una chiamata che comincia con la domanda “hai webcam?”... Prudenza! Ovviamente lo stesso discorso vale per lo scambio di foto. Ma veniamo alle chat in solo scritto, che sono quelle che mi interessano di più. Molte proposte di tipo sessuale, che si ricevono su queste chat, non sono aggressive, sono colloquiali, c’è un po’ dialogo e nemmeno tanto stupido a volte. Anzi, certe volte, si incontrano in chat ragazzi in cerca di sesso che sono sicuramente i tipici bravi ragazzi. In genere non si tratta di ragazzi giovanissimi, diciamo tra i 20 e i 24 anni... sono ragazzi evoluti, educati, che prima di chiudere una breve conversazione con me, che dichiaro subito la mia età, si sentono in dovere di scambiare quattro chiacchiere neanche tanto superficiali e salutano educatamente prima di chiudere, con formule, come “ciao, è stato un piacere conoscerti”. Con alcuni di questi ragazzi si riesce a fare una conversazione seria anche di un quarto d’ora. Mi chiedo perché questi ragazzi vadano a cercare sesso su una chat. In linea teorica potrebbe essere più sensato cercare un contatto affettivo con coetanei conosciuti nella vita reale.... ma evidentemente la cosa è così difficile che l’opzione della chat è l’unica praticabile. Tutto questo mi sgomenta. In sostanza tutto quello che di buono questi ragazzi potrebbero trovare nella vita reale, di fatto, è utopia, mentre un po’ di sfogo a livello di discorso o un po’ di sesso più o meno telematico in chat sono realtà concrete. In genere i ragazzi gay che cercano sesso in modo moderato in chat non hanno più di 25/26 anni, quando si incontrano ragazzi più grandi (pochi ma esistono) la conversazione si fa più seria, il contatto personale più adulto, è possibile un dialogo vero anche non brevissimo e si incontra una volontà di confronto non superficiale. In genere intorno ai 25 anni un ragazzo gay ha trovato un suo equilibrio, più o meno precario ma lo ha trovato e la ricerca di sesso in chat diventa marginale. Lo spaccato del pianeta gay che viene fuori dalla chat è quanto ai variegato e, in ogni caso, si riferisce a fasce di età decisamente giovani, abituate all’uso di internet e a un contatto interpersonale più disinibito. Per il momento mi fermo qui.

mercoledì 24 ottobre 2007

ALTRI MODI DI ESSERE GAY E BISEX E RAGAZZI GAY GIOVANISSIMI

Le mie esperienze di chat sono per me un specie di bagno di realtà, talvolta un po’ traumatico. Mi rendo conto che nella mia lunga esperienza di gay non più giovane ho, più o meno consciamente, operato una selezione di persone o, dovrei dire semplicemente che si è creata una selezione forte di persone intorno a me. I miei amici, coetanei o anche molto più giovani di me, hanno tutti delle affinità caratteriali profonde con me, sono in sostanza amicizie non dissonanti. Molti dei miei amici si conoscono e si stimano, tra noi esiste una chiarezza di fondo che rende i nostri rapporti gradevoli, gay o etero che si sia, ci si vuole bene e ci si vuole bene veramente. Ebbene, in questo limitato (se vogliamo) sottoinsieme del mondo gay (e non solo) c’è un’idea di fondo, cioè che il sesso sia una cosa bella quando è un modo per creare un contatto più forte tra due persone: in altri termini il sesso è il coronamento di un rapporto affettivo ed ha senso solo in quel quadro e, ancora di più: possono esistere rapporti affettivi bellissimi anche senza sesso, anche gay-etero anche tra gay e donne. In sostanza il primato assoluto spetta al contatto umano profondo, di cui, secondo il mio punto di vista, la sessualità intesa come contatto esplicitamente sessuale fisico “può essere” (e non è detto che sia), quando è possibile, il coronamento. Nel mio privato ci sono esperienze di rapporti affettivi fortissimi nei quali la sessualità concreta non ha e non può avere nessuno spazio, pure se è ovvio che c’è una molla “anche” di natura sessuale in rapporti del genere. Alcune ragazze che hanno commentato questo blog (Stella) hanno scritto (anche sui loro blog) cose interessantissime, queste ragazze hanno una sensibilità che un gay può trovare almeno parzialmente affine e ricevere commenti del genere mi gratifica molto, con queste persone si capisce che un dialogo serio c’è. Per non dire dei ragazzi con i quali sono in chat che sono, per me, un elemento fondamentale di serenità e di soddisfazione affettiva profonda. Ieri sera sono stato a parlare per ore con un ragazzo che avevo conosciuto tempo fa tramite questo blog e la cosa è stata bellissima, la libertà di espressine era assoluta come la fiducia reciproca... intendo dire che in momenti del genere anch’io parlo di me senza remore perché ho la sicurezza essere capito. Con questi ragazzi, è ovvio, si crea un rapporto serio, che ha una consistenza affettiva non secondaria sia nella loro vita che nella mia. Si tratta di contatti con ragazzi che probabilmente non conoscerò mai di persona... ma anche in chat si arriva a create un rapporto serio e questo per me è estremamente importante. Io sto andando verso il declino della vecchiaia e poter pensare che posso avere una funzione per dei ragazzi giovani, per me, è una spinta verso la vita. Se avessi figli così mi sentirei felice (questo l’ho già detto) e quello che si ritrova in chat è proprio un clima di tipo sostanzialmente familiare... con un modo libero e molto bello di scherzare, con l’attenzione reciproca a non invadere e a mostre in ogni caso che si è felici di stare in chat... Ogni tanto, durante queste lunghe chat pomeridiane e serali, mi arrivano chiamate in chat di altre linee... e quello che sento mi sconvolge... ragazzi anche giovanissimi “non gay” che vogliono “provare” ma solo sesso! Ieri con uno di questi c’è stato un minimo scambio di idee, mi ha spiegato che a lui interessava solo il sesso... un ragazzo giovane “etero” che vuole provare... per vedere com’è il mondo gay! ... Provare?! ... Ho cercato di dire la mia ma non c’era nulla da fare. Voglio sottolineare che si trattava di un ragazzo bene educato e rispettoso nei miei confronti, ma gli sembrava strano che un gay (gli avevo detto la mia età) pensasse che il sesso ha senso solo nell’ambito di un rapporto affettivo serio e mi ha ribadito che per lui il sesso viene prima... poi si è defilato, perché era tardissimo, ma lo ribadisco, in modo sempre educato. Questo ragazzo era etero... secondo lui forse un “etero curioso” ... ma come fa un ragazzo giovane, ma non un ragazzino, a pensare che una esperienza gay sia solo un tipo particolare di comportamento sessuale? Ma dove le hanno lette cose del genere! Pochi secondi fa mi è capitato in chat un ragazzo giovanissimo... conversazione di pochi minuti... gli ho detto che era molto (troppo giovane) e che le chat sono un ambiente che può essere pericoloso ed è sparito subito. Che cosa cerca un ragazzo in una chat, cliccando su un nick gay come il mio? In questo caso il profilo lascia pensare che si tratti veramente di un ragazzo giovanissimo (c’era la data di nascita, la foto e altri elementi). Un ragazzo di quell’età, o cerca “esperienze” e può andare incontro veramente a brutte esperienze, oppure si può sentire talmente solo nel suo essere gay da cercare comunque un contatto anche tramite una chat (sul mio profilo non c’è l’età) e questo mi rattrista moltissimo, perché se questi ragazzi trovassero una possibilità di parlare e di essere se stessi in un modo adeguato alla loro età, crescerebbero sereni nel loro essere gay... e invece comincia la ricerca di strade alternative... di chat... di contatti improbabili... pensate al gioco delle identità! ... Quanto potrebbe essere facile giocare con questi ragazzi prendendoli in giro e ingannandoli con foto e discorsi accattivanti... e invece, se dici a uno di loro che deve stare attento a non mettersi nei guai... ti chiude la chat perché ha paura di te! ... Ha paura di sentirsi dire le cose come stanno... Ma perché questi ragazzi giovanissimi credono ancora alla befana? E perché quelli più grandi credono ancora nel sesso, che per loro diventa quasi una religione alternativa? Accidenti! Mi fa rabbia che tante persone la vita se la giochino, o forse se la debbano giocare, in questo modo... e penso soprattutto ai ragazzi più giovani che potrebbero avere eccome una vita effettiva gay seria... e invece cominciano a buttarsi via cercando sesso in chat con sconosciuti! Tutto questo è folle! Aiutatemi a fare un blog che possa servire a qualche cosa... un blog libero, ma un blog che dia a tanti ragazzi e non più ragazzi una spinta verso l’amore vero, verso i contatti umani seri, vero una vita adulta che non sia una continua fuga dalla realtà. La vita non è un film porno! Non ha nulla a che vedere con un film porno! Leggevo che hanno inasprito le sanzioni per chi adesca minorenni in chat! ... prima mi sembrava un provvedimento volto a ridurre la liberà... ma adesso mi sembra una cosa saggia... perché chi fa cose del genere deve essere messo nell’impossibilità di nuocere in qualsiasi modo. Ragazzi! Cervello! Per carità! Il sesso è una cosa bella... ma solo se è una cosa condivisa e se è parte di un rapporto d’amore! Non cercate la strada stupida verso il mondo gay! ... Essere Gay è una cosa seria! Aggiungo una cosa accaduta in questo istante... un ragazzo di 20 anni mi ha contattato... l’approccio era esplicitamente rivolto al sesso... riporto il dialogo (ovviamente cambiando il nick):
gayproject - ma sei gay?
X - si
gayproject - ti posso chiedere una cosa?
X - si
gayproject - ma ti senti realizzato a cercare sesso in rete con sconosciuti?
segue il mio immediato inserimento nella lista nera!
MEDITATE GENTE MEDITATE!