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lunedì 2 giugno 2008

GAY DALLA DEPRESSIONE ALLA FELICITÀ

Dedico questo post a uno dei ragazzi registrati su questo Forum, che ieri sera mi ha fatto vivere momenti di vero entusiasmo. Mi perdonerete se resto nel vago ma la riservatezza è un obbligo fondamentale in un forum come il nostro. Con questo ragazzo, che chiamerò X, avevo già parlato ed ero rimasto molto colpito dalla estrema serietà della sua partecipazione. Direi che fin dalla prima volta avevo avuto l’impressione netta che parlare avesse veramente un valore, era la ricerca di un confronto vero, una cosa che nulla aveva a che fare con un colloquio di cortesia. X era palesemente teso, stressato non dal sentirsi gay ma dal fatto che essere gay gli creava una marea di impossibilità e di limitazioni soprattutto lo lasciava in solitudine, gli impediva ogni forma di colloquio umano serio. X mi ha raccontato la sua storia, una storia di illusioni grandissime seguite da terribili disillusioni, una storia caratterizzata dalla ricerca frenetica di un contatto umano ed dalla reale impossibilità di costruirlo. L’ansia si leggeva chiaramente nel discorso di X. Nei giorni successivi ho richiamato X su msn e abbiamo parlato un po’, gli ho detto dei ragazzi di Progetto Gay e del fatto che con persone di quella levatura è possibile creare rapporti di amicizia autentici e seri. Poi, avantieri sera ricevo un lungo messaggio da X, realmente angosciante, era sconsolato, prostrato, deluso e non vedeva davanti a sé la minima prospettiva di confronto con altri ragazzi, si capiva che avrebbe voluto sentirsi meno solo, che avrebbe voluto trovare degli amici. È evidente che per un ragazzo giovane anche io posso avere un senso ma il rapporto con persone più o meno della stessa età è assolutamente prioritario. Ho risposto al messaggio di X insistendo su un concetto: ”non sei solo!” L’indomani richiamo X, mi dice che è in chat con Y (un altro ragazzo del Forum, una persona splendida). Più tardi X mi richiama e mi dice che si sente bene, che le malinconie non ci sono più, che uscirà e andrà a fare due passi perché si sente felice. Poi dice anche di me cose bellissime, non posso negare che mi sono sentito gratificato in modo eccezionale. Parlare, stabilire un contatto umano autentico con ragazzi che vivono esperienze analoghe, confrontarsi, sentire, anche nel piccolo, il rispetto e l’attenzione di un’altra persona serve a tenere lontana la solitudine, a sentirsi inseriti in un mondo di affetti veri. Ma chi l’ha detto che i ragazzi gay cercano solo sesso! No! Cercano un po’ d’amore, un po’ di rispetto, cercano un affetto che si manifesta in un sentirsi in chat, in un sostenersi a vicenda. Ieri sera avrei avuto tanti motivi per sentimi a terra ma parlare con X mi ha letteralmente ridato una carica di entusiasmo di cui avevo assoluto bisogno. Quando accadono cose come quelle ci cui ho parlato, la soddisfazione è enorme. È in questo modo che si dimostra quanto sia sbagliata l’equazione Gay = Tristezza. Noi esistiamo e grazie a internet abbiamo la possibilità di sentirci e ci parlarci da ogni posto d’Italia e non solo e tramite internet si creano rapporti affettivi seri, anche a migliaia di km di distanza, si crea una comunanza di affetti, di sentimenti, si condivide la propria vita, il proprio quotidiano con la vita di tanti altri ragazzi (e non più ragazzi) gay, ci si sente tutti sulla stessa barca. E sentici uniti, sentici insieme, ci dà la possibilità di essere realmente quello che siamo, fuori da tutti gli stereotipi commerciali e mediatici. È così che si pongono le basi dell’equilibrio di una vita. Lo vedo dall’effetto che Progetto Gay ha prodotto nella mia vita, che è decisamente salita di livello perché ho conosciuto persone splendide che mi hanno dato la loro amicizia e mi hanno aiutato a vivere. Grazie X! Ieri mi fatto felice.

Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum Progetto Gay: http://progettogay.forumfree.net/?t=28576220

lunedì 5 novembre 2007

SOGNI DI UN VECCHIO GAY CHE SI REALIZZANO

Questo post è dedicato a nomeincodicevabene? che chiamerò semplicemente Codice.
Ciao Codice,
sento il bisogno di scrivere questo post per te, per dirti che sono felice di averti conosciuto. Ieri sera ti ho sentito felice come non mai e la cosa mi ha fatto bene allo spirito. La felicità si contagia! All’inizio il nostro dialogo sembrava difficile ma poi è diventato entusiasmante e ho ritrovato in molte delle cose che mi hai detto modi di reagire e di vedere la vita che sento molto affini ai miei. In effetti il post sui Miti Gay l’ho scritto sulla spinta delle cose che ci siamo detti in chat. Mi piace molto il tuo atteggiamento di fronte all’amore, un atteggiamento “senza calcolo” senza “do un des” senza l’idea dell’amore come investimento dal quale si deve ottenere un risultato per sé. Questa strada, che probabilmente è proprio la tua, perché ieri sera eri un’esplosione di felicità, in altri tempi è stata la mia e lo è anche ora. Ho visto che hai introdotto nel tuo avatar msn la frase di Baldwin “qui non c’è nulla da decidere ma tutto da accettare”, quella frase è per me un principio morale fondamentale, è l’unica strada vera verso la felicità che si conquista solo attraverso la felicità dell’altro, qualunque essa sia. Quello che ho visto di te ieri sera: il tuo non venire meno quando il tuo ragazzo ha bisogno della tua presenza “per qualunque motivo”, il tuo mettere da parte le esitazioni, prendere il telefono e chiamarlo quando pensi che lui non sia sereno, il tuo non pretendere e non aspettarti nulla in cambio mi sembrano cose meravigliose. Sono cose difficili è richiedono uno sforzo morale diretto verso il ragazzo che ami e non verso te stesso, sono dimensioni di amore vero, cioè di amore altruistico in cui la “sua” sofferenza è la “tua” sofferenza e la “sua” felicità” è la tua felicità. E’ l’idea, difficilissima da accettare ma profondamente seria, di non pretendere di essere per forza il numero uno per il tuo ragazzo, se questo non è possibile, e di accettare di essere anche il numero due, perché essere veramente il numero due per la persona che ami è comunque una cosa grande e poi ci sono tanti modi di amare e di essere amati. In effetti, c’è un solo criterio per capire veramente quello che vuoi ed è la felicità che provi quando metti in pratica le tue scelte. Ci sono cose che sembrano intelligenti e razionali, ma ti lasciano dentro un senso di vuoto e di miseria affettiva profonda, un senso di insoddisfazione profonda, e ci sono cose che sembrano assurde ad un’analisi razionale ma ti danno momenti di felicità totale, quei momenti ti indicano senza ombra di dubbio la tua strada e da quello che ho visto ieri sera penso che la tua vita senza il ragazzo che ami sarebbe per te una sofferenza terribile. E adesso vengo a me. Per un vecchio gay come me, incontrare ragazzi che si sentono felici di essere gay e che la loro felicità la stanno costruendo in un modo serio è la cosa più bella che ci possa essere. Io in qualche modo partecipo alla tua felicità, quando ti sento sereno, quando vedo che sei su di spirito, la cosa mi riempie di entusiasmo e, francamente, ieri mi sono sentito profondamente felice. Codice!!! La felicità esiste! La vita ha senso e deve essere vissuta ai livelli più alti, con amore, senza pensare a se stessi, ma cercando di costruire prima di tutto la felicità del ragazzo che si ama. Come tu stesso dici, la sua voce, il suo sorriso, il sapere che sta bene o almeno meglio, sono la più grande ricompensa che esista, sono cose che ti riempiono il cuore al di là di ogni calcolo stupido. Codice!!! Innamorarsi è bellissimo e tu lo sai bene!!! Grazie dei momenti di felicità che mi hai fatto provare!

giovedì 18 ottobre 2007

GAY ALLA RICERCA DELLA FELICITA'

Diceva Epicuro che “non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per cercare la felicità” e aveva ragione! Lo sto sperimentando in questi giorni. Rubo un’idea a Fabio: prima condizione il rispetto! Cosa sacrosanta. Nessuno ha il diritto di asfissiare o angosciare altri, o soltanto di avere aspettative, in nome dei sentimenti che prova. Il rispetto è il presupposto dell’amore. Sentirsi rispettati è molto più gratificate che sentirsi desiderati senza rispetto. Seconda condizione: l’autenticità. Dove si recita, dove i fini non sono dichiarati onestamente in modo esplicito, dove ci sono inganni nascosti non c’è amore. La verità è il presupposto di qualsiasi rapporto affettivo serio. Terzo presupposto: l’assenza di condizioni. Fare dipendere i rapporti affettivi da altri interessi, economici, di prestigio sociale o anche sessuali significa fare dall’altro uno strumento, un oggetto, e questo non è amore. Quarto presupposto: rinuncia totale a ogni schema a priori della vita affettiva. Tentare di realizzare un modello significa anteporre la modalità della relazione alla persona, e questo non è amore. E’ possibile realizzare questi presupposti in un rapporto tra due gay? Cercare una risposta a priori non ha senso. Tra i gay non c’è un unico modo di essere e le variabili individuali e ambientali sono infinite ma sarei portato a distinguere due diversi comportamenti. I Gay entusiasti, e ne ho incontrati parecchi, sono in genere veramente entusiasti di essere Gay perché hanno fatto delle scelte radicali, non in questioni di sesso, ma a livello di scelte di fondo della vita: scelta radicale di rispetto dell’altro, costi quello che costi, di onestà, di autenticità, di incondizionata preminenza dei valori morali su quelli economici o di prestigio sociale. Essere Gay con questi presupposti corrisponde a quello che scriveva Sandro Penna, uno dei più grandi poeti omosessuali del ‘900: “Felice chi è diverso essendo egli diverso”. Ci sono poi i Gay in crisi, quelli che non si sentono fieri di essere Gay. Non mi permetto di esprimere alcun giudizio su di loro, ma se le loro scelte non vanno nella direzione del totale rispetto dell’altro, dell’onesta, dell’autenticità e dell’assoluta preminenza dei valori morali, queste persone hanno scelto di rimanere persone comuni, per loro Sandro Penna continua: “Ma guai a chi è diverso essendo egli comune”. L’essere Gay non perdona: aut aut! O la felicità profonda di essere Gay “diversi” o il limbo della mezza misura dell’essere Gay “comuni”. La ricerca della felicità è possibile ma solo a patto che si esca dalla mezza misura. Non si richiede eroismo ma onestà e piena accettazione di sé e degli altri. Per chi non è gay, seguire a metà la strada già segnata è più facile, ma per chi è gay e deve andare contro corrente la forza morale interiore è una necessità assoluta per non rimanere travolti. Signori Gay, e lo dico prima di tutto a me stesso, bisogna mettere da parte le mezze misure! So benissimo che la tentazione dell’essere “comuni” è grande, lo so per esperienza diretta, sono stato “comunissimo” per decine di anni... ma anche per me è arrivata l’ora di svegliarsi, di mettere da parte il superfluo, l’altro da sé e cominciare finalmente a vivere, ho cominciato da poco e spendere il mio tempo su cose che mi interessano veramente, e sto sperimentando il sapore della vita vera... e, credetemi, è proprio un’altra cosa! Ciò che più mi incoraggia, e ormai non mi stupisce più, è vedere quanti ragazzi gay molto più giovani di me stanno in effetti molto più avanti di me in questa ricerca della felicità. Nel leggere quello che scrivono provo momenti di grande soddisfazione. Sono ragazzi gay felici di essere ragazzi gay! E questo è bellissimo. Un blog non è una cosa banale... un blog è un modo di esistere, di farsi ascoltare, di trovare risposte serie, risposte vere. Se penso ai commenti che ricevo sui miei blog posso solo dire che sono di altissimo livello e il piacere di essere presi sul serio da persone di questa levatura è grande... e poi sono persone che mi apprezzano per quello che faccio e per quello che sono, sono persone che non hanno nessun interesse concreto a dirmi quello che mi dicono e per questo la cosa ha un valore eccezionale, perché è per me come persona, per quello che sono veramente. In certi momenti sento la pienezza della felicità dell’essere gay, un senso di pace, di soddisfazione profonda, un gusto della vita che ho imparato a riconoscere da poco tempo. Su questo blog e fra gli amici che lo frequentano, che lo commentano o che mi hanno mandato i loro contatti MSN e con i quali sono spesso in chat, mi sento totalmente a mio agio, questo è il mio mondo, il mondo nel quale e per il quale voglio vivere. Il senso di appartenenza è fortissimo, perché la soddisfazione di essere se stessi e di parlare finalmente in modo libero è grandissima, mi sento, finalmente, tra persone che capiscono esattamente il senso di quello che dico, non ho più bisogno di censure o di filtri e questa sensazione di libertà fa bene all’anima!

domenica 16 settembre 2007

AMORE FISICO GAY E SUBLIMAZIONI

Una cosa mi sconcerta un po’ su questo blog, si parla più che altro di rapporti gay etero, non solo di amicizia ma anche d’amore gay etero, ma di amore gay gay se ne parla poco. Voglio essere cattivo: ma non è che perché in un rapporto gay gay c’è di mezzo il sesso non sublimato la cosa viene piano piano messa fuori della porta? Scusate, con tutto il rispetto per gli etero, contro i quali io no ho proprio nulla (anche io ho ottimi amici etero) ma volete mettere la differenza che c’è tra un’amicizia bella per quanto possa essere, la potete pure chiamare amore, se volete, è un abbraccio vero, forte stretto, corpo nudo contro corpo nudo... Sono cose senza paragoni, ve lo dico perché io ho provato tutte e due le cose e mi stanno benissimo tutte e due ma quando mi trovo col mio ragazzo mi sento completo in un altro modo, senza sublimazioni. Va bene, posso pure capire che con certi etero ci si stia bene e che ti possano pure voler bene, ma ci sono dei limiti, con un ragazzo gay l’identificazione può essere totale, dico può essere perché in qualche esperienza concreta con ragazzi gay non è stata poi una cosa così esaltante, ma quando ho trovato il ragazzo giusto il mondo per me è cambiato, di sublimazioni con gli etero o di adattamenti con i gay che mi andavano bene solo a metà non ce n’è stato più bisogno. Io il contatto fisico con il ragazzo che amo non lo cambierei con nulla al mondo, non è una sublimazione, lo senti che c’è e c’è proprio in un altro modo, insomma non dite che gay etero è meglio che gay gay, perché non è vero, almeno se trovi il ragazzo giusto non è vero, io col mio ragazzo non mi limito a parlare d’amore, che per quanto sia bellissimo è una cosa che ti lascia deluso dentro, perché vorresti di più e non lo puoi avere, anch’io mi ero innamorato di un etero e nemmeno una volta sola, non erano cose stupide per carità, ma quando avevo davanti un ragazzo al quale volevo bene, perché io a questi ragazzi, a quelli etero dico, volevo bene, avevo voglia di toccarlo, di baciarlo di tenerlo per mano e invece mi dovevo stare tranquillo, per un po’ l’ho fatto, ma non poteva continuare così, non ce la facevo proprio, ma come puoi parlare di sesso con in ragazzo di cui sei innamorato e pensare di finirla lì perché lui è etero? E’ ovvio che bisogna finirla lì ed è già tanto che in qualche modo ti vuole bene, succede, lo so benissimo che succede, ma non mi basta, mi sembra di fare una scelta castrante, se qual ragazzo fosse gay la felicità forse sarebbe totale, ma non è, e francamente mettere tra parentesi la sessualità concreta è una cosa che non riesco a concepire, certe cose per me adesso sono necessarie come l’aria, qualche anno fa ne potevo pure fare a meno ma adesso no, adesso non ne posso fare più a meno, perché quando certe cose ti rendi conto che esistono e che sono possibili, l’idea di tornare indietro e di rinunciarci ti sembra una totale follia. Lo ripeto, io non condanno mica quelli che si contentano delle sublimazioni, ma non mi dicano che lo fanno per amore! Insomma, parliamoci chiaro, secondo me lo fanno perché non hanno trovato l’occasione giusta o perché per loro, in concreto, l’altra strada quella vera, quella giusta, quella gay gay, per qualche ragione non è praticabile. Il mio ragazzo si chiama Màrtin ed è di origine tedesca, l’ho conosciuto ad una corsa ciclistica a Milano, in una domenica di sole, che se devo pensare al paradiso lo posso pensare solo così, io arrivo, mi registro, predo il numero e Màrtin sta davanti a me io uno così non l’avevo mai visto, non lo avrei nemmeno saputo descrivere, ma era dolce, questa era la cosa mi colpiva di più, sorrideva in modo dolcissimo, sembrava più giovane dei 21 anni che aveva. Era proprio davanti a me e scambiare due parole è venuto spontaneo, anche la voce era dolcissima, profonda ma molto giovanile, mentre parlava sorrideva e strizzava gli occhi. Io ho pensato: se questo è etero va a finire che mi innamoro un’altra volta di un etero, ci siamo seduti sull’erba, io lo volevo guardare dritto negli occhi ma mi vergognavo perché lo conoscevo da pochissimi minuti e non lo volevo spaventare, quei minuti di conversazione dovevano assolutamente continuare. Màrtin ha aperto la sacca e mi ha passato una mela io l’ho presa e l’ho addentata, lui ha spalancato gli occhi e io ho fatto una faccia buffa perché mi veniva da ridere ma non potevo perché avevo i denti incastrati nella mela. Poi è suonata la campana della partenza. Io temevo di perderlo ma non è stato così, non abbiamo fatto non una corsa ma una passeggiata in bicicletta camminando sempre uno vicino all’altro. Màtrin aveva i capelli biondi tagliati cortissimi, aveva un corpo meraviglioso, non lo so se queste cose si posso dire qua, ma era così, ma quando voi guardate un ragazzo guardate l’anima? No! Anche l’anima, per carità, ma dopo, prima guardate come è fatto e volete vedere esattamente come è fatto e come stavamo noi, in tenuta ciclistica, il corpo era in piena evidenza, insomma più lo vedevo pedalare più mi piaceva e lui ogni tanto (ma piuttosto spesso) si voltava verso di me e mi sorrideva o mi faceva delle smorfiette deliziose, io sentivo che stava succedendo qualche cosa, lo percepivo in modo esatto. Dopo quasi tre ore siamo ritornati alla base, erano arrivati quasi tutti ormai, eravamo sudatissimi, abbiamo riconsegnato i pettorali e ripreso gli zaini, poi ci siamo allontanati insieme, io avevo una paura terribile che potesse finire tutto così e mi sono fatto venire il coraggio della disperazione e gli ho detto chiaro ma con una voce che mi tremava per l’emozione: “Màrtin, mi sono innamorato di te, ti posso abbracciare?” Lui mi ha subito sorriso e mi ha fatto cenno di sì con la testa... e io non c’ho visto più, l’ho abbracciato strettissimo, l’ho proprio sollevato fa terra, lui mi ha buttato le braccia al collo e gli ho fatto fare un giro di 360° senza che poggiasse i piedi per terra. La gente vedeva ma non diceva niente, e poi qualunque cosa avesse detto, per me sentire che Màrtin era fisicamente tra le mie braccia e ci voleva stare ed era proprio felice di starci... era una sensazione così inebriante che il mondo intorno non lo vedevo proprio. Ormai il ghiaccio era rotto e non c’era più bisogno di fingere, è venuto a casa mia e abbiamo fatto la doccia insieme, sì, insieme. Ma scusate, ma di che vi scandalizzate? Ma voi pensate che ci sia qualcosa di più bello del fatto di non avere segreti l’uno per l’altro nemmeno a livello fisico? Per me quello è il massimo, tutto il resto in confronto è una scelta di serie B. Io voglio ribadire che pure io pensavo che i rapporti gay etero fossero il massimo, ma lo pensavo prima di conoscere Màrtin e ormai non lo posso pensare più. Io e Màtrin non possiamo vivere insieme perché la sua famiglia non lo accetterebbe. Ci vediamo un giorno sì e uno no a casa mia, quando è il giorno che non vedo Màrtrin il tempo non passa mai, quando sto con lui il tempo vola e il desiderio di stare con lui non è una cosa vaga, no, è una cosa fisica, fortissima, se non lo vedo ci sto proprio male ma se lo vedo vado in estasi e prima a me cose del genere non erano mai capitate. Sono stato fortunato lo so ma vi posso solo augurare che vi capiti una fortuna come la mia. Ciao e grazie di essere stati a leggere!

sabato 15 settembre 2007

PRIMO COMMENTO GAY SUL BLOG

Ore 17.30, sono di nuovo a casa e adesso finalmente posso dire quello che sono stato a meditare tutta la giornata. Oggi è stata una giornata da schifo: umiliazioni (non per motivi gay) subite da gente incredibile, il pomeriggio mi sono trovato, come al solito, coinvolto fino al collo (in apparenza) in una marea di cose delle quali a me non importa assolutamente nulla. BASTA!!! Voglio essere me stesso! Non voglio sprecare il tempo in cose che non mi interessano, con gente che non mi interessa, facendo finta di correre appresso a cose che non mi riguardano affatto, con amici che tali non sono sotto troppi punti di vista, con ragazze che devo trattare male perché altrimenti finisco ingabbiato in situazioni assurde. Al lavoro, c’è poco da fare, quello che arriva arriva, te lo dei tenere e quando vedi da vicino che cos’è la gente (e io lo vedo tutti i giorni) ti viene proprio voglia di andare a vivere nel deserto. Basta con l’idea folle della carriera che ti rende schiavo per tutta la vita! Basta col fare quello che vogliono gli altri oltre i limiti del buon senso! Mi sono stufato di perdere il mio tempo in cose assurde e adesso vi dico che tutti questi “basta” io adesso li dico perché c’è questo blog e perché ci siete voi che lo leggete!!! Lo scrivo a carattere più grande perché deve essere visibilissimo: GRAZIE MARCO, PERCHE’ OGGI MI HAI LASCIATO SU “PROGETTO GAY” UN BELLISSIMO COMMENTO ED ERA UN COMMENTO DICHIARATEMNETE GAY, CIRCA UNA STORIA CHE NON E’ ESATTAMENTE MIA MA CHE SENTO MIA DAL PUNTO DI VISTA SOSTANZIALE, IO NON SO CHI SEI MA OGGI MI HAI FATTO FELICE PERCHE’ SO CHE ALMENO A QUESTO MONDO C’E’ QUALCUNO CHE VIVE UN PO’ COME ME!!!
E ditemi che queste cose non contano! Oggi quando mi mettevano i piedi in testa io mi sentivo forte come un leone perché avevo avuto quel commento! Non è un paradosso... è vero! assolutamente vero! E’ una soddisfazione grandissima sapere che questo blog può avere un senso per chi lo legge! E’ una soddisfazione grandissima essere se stessi! Essere “FINALMENTE” se stessi! E quando poi trovi un segnale di ritorno del livello del messaggio di Marco allora ti torna la voglia di vivere e di esistere, allora non hai più paura!!! Non sono impazzito, sono felice!!! Di tutto il resto non mi importa nulla, nemmeno delle umiliazioni che devo subire. Mi sento fiero di essere gay, non mi sento da meno di nessuno! Voglio palare di quello che sento e di quello che vivo, certo con la protezione dell’anonimato... è vero, oltre certi livelli non mi spingo perché non posso assolutamente permettermelo, ma non voglio buttare i mio tempo a fare straordinari per guadagnare quattro soldi in più o a tenere atteggiamenti ambigui con le ragazze! Il mio tempo voglio dedicarlo tutto a questo blog e agli amici che lo leggono, amici che io non conosco e non conoscerò, ma ad amici che sento affini e non parlo solo di gay ma tutti quelli che hanno un cervello e lo vogliono usare. Ma, lasciatemelo dire: LA CONSIERAZIONE E IL RISPETTO CHE IO HO DEI MIEI LETTORI GAY MI VIENE DA UNA AFFINITA’ DI VITA E, LO DEVO DIRE E LO DEVO RIPETERE: GRAZIE MARCO!!! IO NON TI CONOSCO MA OGGI MI HAI FATTO FELICE!