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sabato 14 giugno 2008

AMORE GAY E COMING OUT

Ciao Project,
ti volevo raccontare la mia storia, poi mi piacerebbe sapere che ne pensi, in fondo c’è il mio contatto, se ti va di fare due chiacchiere.

Chiamatemi Marco, non è il mio nome vero, ma mi chiamano tutti così, perché il mio vero nome non mi piace proprio, ho 21 anni, vivo in una grande città, studio scienze motorie, ho fatto studi che hanno a che vedere con lo sport perché sono da sempre uno sportivo e anche adesso faccio sport a livello agonistico e anche con buoni risultati. Cioè, anche se so che la carriera di un’atleta e in particolare delle specialità che pratico io finisce presto, vorrei restare nel mondo dello sport perché è il mio vero mondo e perché qui mi sento veramente a mio agio. Faccio attività sportiva da quando ero piccolissimo, la palestra è la mia seconda casa se non addirittura la prima, perché passo più tempo in palestra che a casa.

Ma veniamo al punto. Fino all’anno scorso al sesso non ho pensato molto. Avevo prima la scuola a poi l’università e soprattutto avevo le gare che per me erano tutto. In pratica fino all’anno scorso, ma direi tutto l’anno scorso se non oltre, anche gennaio, febbraio del 2008, per me l’attività sportiva era solo attività sportiva. Non mi sono mai sentito in imbarazzo nello spogliatoio o a fare le doccia con gli altri e qualche scherzo a sfondo sessuale l’ho fatto e l’ho anche subito assolutamente senza nessun problema, anzi l’ambiente sciolto dello spogliatoio mi è sempre piaciuto parecchio perché lì giochiamo un po’ e la cosa non mi dispiace affatto, ma dall’inizio di marzo, quindi da pochissimo tempo, in fondo, le cose sono cambiate. Non chiedetemi perché e se c’è un motivo preciso, ci ho pensato tanto ma non sono stato capace di scoprirne uno. Avete capito! Ho cominciato a rendermi conto che nello spogliatoio c’erano altri ragazzi nudi e la cosa ha cominciato a preoccuparmi. Non avevo mai fatto troppo caso ai miei compagni nudi nello spogliatoio o nella doccia per me era sempre stata una cosa assolutamente normale, ma diciamo da marzo ho cominciato a notarli proprio, mi accorgevo che per loro non era cambiato niente ma per me sì, mi interessavano, insomma, parliamoci chiaro, me li studiavo proprio e cominciavo a pensare come sarebbe stato bello se quei ragazzi si fossero innamorati di me. All’esterno ho continuato a comportarmi più o meno come prima anche se per me cominciava a presentarsi il problema di controllare l’erezione, che nello spogliatoio e nelle docce è un tabù non da poco. Insomma quello è il segno distintivo che sei gay, fai di tutto perché non ti capiti e hai paura perché non sai come la potrebbero prendere gli altri. Risultato di tutto questo: sto meno tempo nello spogliatoio e cerco di essere coperto il più possibile, ma poi il momento della verità arriva e allora mi vengono le angosce. Praticamente l’idea di essere gay l’ho presa bene, non ho avuto in pratica nessun problema, e pure prima non avevo mai avuto una ragazza nel vero senso della parola, storielle sì, ma non le ho mai prese sul serio, in pratica ho solo preso atto di quello che sapevo già. Però quando sei gay e vivi in posti come quelli dove vivo io, cioè in mezzo agli sportivi che non sono tutti bellissimi come la gente crede anche se tra loro quelli veramente belli ci sono eccome, beh ti senti dentro una certa agitazione. Ho letto che tanti ragazzi cercano i siti di incontri o le chat gay, io cose del genere non le ho mai fatte, per me la palestra è tutto anche da questo punto di vista, praticamente non avrei nessun bisogno di cercare foto di sesso in rete perché io sto in mezzo ai ragazzi quando e come voglio. Il mio problema vero è un altro e cioè capire se tra i ragazzi che mi piacciono ci sono ragazzi gay perché di mettermi appresso a un ragazzo etero per farci la figura del babbeo e magari essere pure messo in mezzo, non ne ho nessuna voglia. Sto pure andando un po’ in crisi rispetto al rendimento sportivo, il mio trainer me lo dice spesso, mi chiede come mai, ma io a lui non lo posso raccontare. Un altro particolare. Non ridete: io non ho nessuna esperienza concreta gay, non ho mai fatto sesso con nessuno. Adesso non mi sento veramente innamorato anche perché come dice Project: bisogna essere in due, e quindi il sesso non mi manca nel senso vero del termine, quando capita faccio quello che fanno tutti però di andarmi a cacciare nei pasticci per fare sesso con uno che non conosco e che non so nemmeno se sta bene, beh non me la sento proprio. Adesso diciamo che sono solo nel senso che non ho un compagno. Premetto che non ho nemmeno amici gay, ho trovato il blog progetto gay sulla ricerca di alice fra i blog e sono rimasto stupito dalla quantità mostruosa di materiale che contiene, io quel po’ di conoscenza sui gay che ho me la sono fatta su quel blog ma non solo leggendo i post ma anche i commenti, poi ho scoperto il forum, prima non ci avevo fatto caso ma anche quello è una miniera. E poi ho letto anche un bel po’ idi post e mi ci sono ritrovato, però non ho avuto il coraggio di iscrivermi. Adesso, parlando schietto, io penso che prima o poi farò qualche grossa fesseria in palestra, a dire la verità un ragazzo che mi attira moltissimo c’è. Io adesso faccio l’allenatore, lui sta in un gruppo che hanno affidato a me, ha 19 anni, è più piccolo di me, ma in fondo io ne ho 21, mica 50. Per essere bello è bello e poi facciamo la doccia insieme tutti i giorni, insomma, avete capito, di lui mi piace proprio tutto. Con lui mi comporto in modo disinvolto e cameratesco, come faccio con gli altri ragazzi, ma con gli altri mi viene spontaneo, con lui no, abbiamo parlato tanto, sia prima che dopo la doccia, di me si fida del tutto mi considera proprio come un fratello. Deve fare la maturità a giorni, un paio di settimane fa stava proprio tristissimo, ci siamo fermati a parlare e mi ha detto che la prof. di matematica lo ha chiamato a tradimento gli ha messo un voto basso e gli ha detto che non lo presenterà con la sufficienza, lui c’è rimasto malissimo, diceva che aveva studiato tanto per quell’interrogazione ma che la prof. era proprio una stron.. e che avrebbe fatto di tutto per farlo andare male, perché ce l’aveva con lui, a un certo punto aveva proprio gli occhi rossi e si stava mettendo a piangere. Lo volevo abbracciare, lo volevo tenere stretto per dirgli che gli volevo bene ma mi sono sentito congelato e non mi sono mosso, gli sono venute proprio due lacrime che mi hanno strappato l’anima, lui se ne è vergognato e le ha asciugate con le mani. Gli ho detto che l’anno scorso ho perso una medaglia importantissima per due centesimi di secondo e che dopo, quando nessuno mi vedeva, mi sono messo a piangere come una fontanella, poi c’è stato l’allenamento e io l’ho coccolato parecchio e di queste attenzioni è stato contento, poi al momento della doccia ho avuto quasi l’impressione che cercasse il mio sguardo, cioè che cercasse di capisse se lo osservavo e penso che lo abbia capito, quando siamo andati via si è fermato a parlare con me ma in un altro modo, almeno io ho avuto l’impressione che fosse in un altro modo, mi guardava negli occhi in modo più diretto e mi sorrideva, ho pensato che volesse da me un incoraggiamento ma io non ho fatto nulla. È vero che con me non ha mai parlato di ragazze ma questo non vuol dire nulla. La mia angoscia adesso è solo una: è gay o no? A dire la verità è come se avessi la premonizione di essere sul punto di cacciarmi in qualche brutto pasticcio e quindi cerco di trattarlo bene ma senza eccedere e anzi sto appresso anche ad altri ragazzi, ma dovrei dire piuttosto che fingo di stare dietro a quei ragazzi per tentare di liberarmi dall’idea fissa di lui. Mi studio tutti i modi per stare con lui più a lungo possibile, senza dare troppo nell’occhio ma quando l’occasione si presenta faccio di tutto per non incontrarlo troppo, in pratica adesso parliamo solo quando è lui che me lo chiede ma io non prendo mai l’iniziativa. Però quando lui me lo chiede mi dimostro entusiasta. Oggi al momento della doccia mi ha guardato e mi è parso che avesse un principio di erezione, ma molto probabilmente uno vede quello che vuole vedere. Uffa! Non ne posso più! Ma perché mi devo innamorare di un ragazzo così e non devo avere il coraggio di parlargli apertamente! Che cosa potrebbe succedere non lo so. In pratica io penso che lui nemmeno lo sospetti che sono gay, o forse sì, non so più che cosa pensare, ma è uno stress insopportabile. Volete ridere? Beh io in fondo in fondo penso che sia etero e che stia bene con me proprio perché per lui non ci sono complicazioni di nessun genere a livello sessuale e pensa che sia così anche per me. Allora io sono condannato a questo eterno tormento del non sapere mai come comportarmi. Se va avanti così e non mi congela con qualche cosa di straordinario, tipo vederlo baciare una ragazza o farmi discorsi da deficiente sui gay, beh, io credo che la follia la farò, ho provato tante volte a prepararmi il discorso ma penso che alla fine sarei banale e molto diretto, tipo: ”Io sono gay e tu?” E a questo punto mi arriva un ceffone oppure mi guarda sconvolto. Certe volte nello spogliatoio mi sento un sessuomane e qualche volta mi sento pure in colpa col ragazzo che mi piace di più perché in effetti lo sto imbrogliando, questo fatto mi pesa parecchio e potrebbe essere pure uno dei motivi di fondo per fare il grande passo e dirgli come stanno le cose veramente.

Un abbraccio,

Marco

p. s. se la pubblichi vediamo pure che ne pensano i ragazzi.


Se volete, potet partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=28992843

venerdì 29 febbraio 2008

GAY IN SPOGLIATOIO E IN DOCCIA

I Gay negli spogliatoi e nelle docce delle palestre e delle piscine
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Ricevo “anonimo” e pubblico “integralmente”.
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C’è questo tipo allucinante... insomma vi spiego, la sera durante la settimana vado spesso a farmi una nuotata in piscina... non è una piscina comoda rispetto a dove sto io ma si paga poco... ovviamente c’è un botto di gente e le corsie sembrano un rivolo con in transito un branco di acciughe ma non è malaccio basta sapere in che giorni e a che orari andarci.
Allora c’è questo ragazzo che si mette là seduto sulla panca dello spogliatoio ed attacca bottone con chi gli capita prima e dopo. E’ lento nello spogliarsi ancora di più nel rivestirsi e soprattutto sta sempre a guardare i ragazzi con una faccia che... è chiaro no che se li gode!!!
Ne abbiamo parlato quelle volte che è venuto pure il mio ragazzo... magari gli altri possono anche non farci caso ma... uhmmmm a noi mica sfugge come fissa tutti... pure noi... terzo grado approfondito su ogni piano. Non si fa mai e poi mai la doccia... sapeste i motivi che adduce al riguardo... bhè fra un po’ li esporrò... e soprattutto ha questo brutto vizietto di dimenticarsi a casa l’accappatoio diciamo un po’ troppo spesso. Ed allora che fa? Sta faccia tosta chiede al tipo di turno se glielo può imprestare... così per asciugarsi un po’, giusto per infilarsi i vestiti e non essere tutto gocciolante... una scusa pietosa, ma di gente gentile e fessa ce n’è e spesso molto spesso ottiene il suo bottino... ci si trastulla con quel cazzo di accappatoio... una cosa incredibile... direte e vabbè a te che te ne frega? Perché quello poveraccio non può godersela a modo suo? Ma ci mancherebbe!! Venite a dirlo proprio a me? Felicissimo di vedere qualcuno trovare un modo per stare bene a modo suo... solo che ecco, il punto è che questo gay che più gay davvero non si può, ogni volta tira fuori la battutina malevola, dico ogni fottuta volta che uno gli da un po’ di corda e gli fa qualche domanda... che poi non so che domande gli fanno o di cosa stanno a parlare perché sinceramente io mi faccio i cavoli miei... bhè ogni volta questo esplode (badate in urlata perché lo sentano tutti) tutto sul più bello in una serie di - Attenti al lupo gay che si aggira tra noi... . - Della serie... “Oh, io la doccia non me la faccio mica che poi ti becchi il finocchio che ti punta... oh ma sei pazzo? Quello poi ti segue e ti incantona in un angolo, sai per la fame che hanno... ma tu pensa che schifo pensare che c’è un culattone che tornato a casa si fa le seghe pensando a quando ti ha visto nudo... io qualcuno l’ho visto con l’uccello ben dritto che tenta il trucco del sapone... .” MA DAIIIIII!!!!!!!!!! Ma ci credete? Sto stronzo di un frocio che fa terrorismo gay!!!! E perché poi? Per che diavolo di ragione? Deve forse paracularsi per quando gli scende la bavetta??? Un giorno ha sputtanato un ragazzetto... che ok, ce l’aveva sull’attenti... ma magari erano pure fatti suoi!!! O no? E sto stronzissimo gli ha fatto una scenata pubblica incredibile!!! Io allora gli ho fatto osservare che a uno si può drizzare per i mille e più mille motivi... magari gli è venuta in mente la tipa che gli ha appena fatto da lepre per tutte le vasche... se a me si drizzasse ora tu che mi diresti? Ha detto che uno come me frocio non può certo esserlo... SOB!!! Ma quello invece lo era proprio un bastardo suc xxx cazzi... lui queste cose le capiva al volo... Sto povero ragazzetto rosso come un papavero, che a momenti si metteva a piangere ovviamente non lo si è più visto... avrà cambiato piscina... ma tu pensa !!! Voi lo capite uno che fa così? E non ditemi che è solo per fare l’unico gallo nel pollaio... perché io invece vi dico che è solo uno stronzo frustrato che deve rifarsi delle sue rogne e della sua viltà sugli altri...L’altra sera il trucchetto dell’accappatoio ha provato a farlo anche con me... sbagliato tutto... per prima cosa gli ho fatto notare che se si rivolgeva alla segreteria un accappatoio da imprestargli ce l’avevano di sicuro, una volta era successo pure a me di dimenticarlo e me ne avevano dato uno della piscina... un po’ piccolo e cortino, ma diamine di spugna era!! E poi ho pure aggiunto che si dimenticava un po’ troppo spesso le cose e forse una cura di fosforo e ferro non gli avrebbe fatto male... ci è rimasto un po’ ma poi se l’è messa via e ha seguito il mio consiglio ed è andato a chiedere un accappatoio... poi è tornato alla carica e si è messo a farmi il terzo grado di domande e di sguardi... ho celato il più possibile, mi sono vestito in fretta... farmi vedere da sto stronzo, ma vi pare? Piuttosto nudo su una rivista gay!! Bhè si fa per dire... Poi sul più bello che mi sto infilando il maglione se ne esce con questa “che sono proprio ingenuo a farmi la doccia là”, perché? Chiedo con finta nonchalance e quello attacca con la solita tiritera... . Ah bene, mi dico... ma non è serata per te... sai, osservo, non penso che per quanto ti riguarda devi avere tanti timori, fa uhm? Bhè non penso che sei il tipo che un gay si metterebbe a guardare od a provarci... Ah, e tu che ne sai? Quelli appena vedono un culo od un uccello... No, carino non funziona proprio così uno gli attributi ce li deve avere, sennò che stai a guardare? Mi ripete e tu che ne sai? E’ nero... vedo il fumetto che gli esce da quella inutile testa che si ritrova insaccata tra le spalle... Bhè vedi, dico, si da il caso che io sono gay e sinceramente non ti guarderei mai, già in costume si vede che non ne vale la pena... quello diventa blu e verde e poi violetto, non riesce a smaltirla la verità, perché insomma è pure vero quello che dico... . Poi esplode!!! Le offese, le madonne, e pervertito di qua e pervertito di là, e fate tutti schifo e tutti gli epiteti offensivi del caso etc etc etc... . Gli dico che mi dispiace davvero che la mia presenza lo disturbi tanto ma io un cartello lo volevo proprio appendere mesi addietro “Ragazzi attenti c’è un frocio tra voi!!!” ma la direzione ha detto che pur a fin di bene non si poteva fare... che i cani in piscina non ci possono entrare ma i gay si. S’è stato zitto. Ma proprio zitto.Ora io vorrei davvero un giorno beccarlo in qualche locale gayo e sputtanarmelo di brutto, ma per quel poco che ci vado non ho molte speranza... l’espressione della sua faccia... me la sogno... . Ma mi basterebbe che girando da queste parti leggesse e si riconoscesse...A lui allora al caso dico se non hai palle per vivere la tua vita lascia che chi ce le ha si viva in santa pace la sua!!! STRONZO!!!!!

Se volete, potete intervenire nella discussione sul tema aperta nel FORUM DI PROGETTO GAY:
http://progettogay.forumfree.net/?t=25631145&st=0#ent...

venerdì 28 dicembre 2007

GAY A SCUOLA E IN FABBRICA

[Registrato il 15/3/2006]
Beh, certo, ottimista, sempre ottimista, che a questi ragazzi gli dobbiamo lasciare qualcosa di buono, che le malinconie ci stanno... e poi passano, che pure per noi sono passate o no? Un poco perché sono passate, un poco perché sono passati gli anni... Ma pure noi la vita nostra ce la siamo fatta... perché tu mo’ non sei vecchio come a me ma tu pure gli annetti tuoi li tieni... insomma pure noi la parte nostra l’abbiamo fatta, mo’ se ti dico una cosa tu te le pigli pure... ma tutta questa storia che ai tempi nostri stavamo così male... manco è tanto vera. Certo non era come adesso... o no? Allora che facevi tu? ... il comung out come lo chiamano mo’? E quando mai! ... niente, queste cose non c’erano... mo’ in Spagna si sposano pure e noi che potevamo fare? Zitto e basta! ... però... non era manco così terribile, non ci stavano manco le pretese... che ce ne ho messo io a capire quello che andavo cercando... e chi me ne parlava a me? Come si chiama quella cosa che tieni tu? ... il blog... e che ci stava il blog allora? Allora non ci stava proprio niente ma eravamo ragazzi. Quelli della generazione prima della nostra stavano male, ma non perché erano gay... allora ci stava la guerra e stavano male perché ci stava la guerra, ma io sono nato nel ’40, la guerra è finita quando tenevo cinque anni, quella mio padre se l’è vista io no, io ho fatto 20 anni nel ’60, che già era una cosa, diciamo così, moderna... mo’ che ti devo dire... il 57/58, così... insomma, io più o meno quelli sono gli anni che ho capito come stavano le cose, insomma... e come l’ho capito dici tu... quella è una cosa che si capisce in un modo solo, mo’ non so se qua si può dire perché io poi non è che parlo troppo ricercato... insomma, mo’ lo dico, poi, se non lo vuoi mettere, lo togli... allora andavamo a scuola, era un Istituto Tecnico, ma una cosa colossale, cosa che l’avevano costruito ai tempi del fascismo, io manco mi ricordo che classe facevo mi pare la quarta, tenevo 17/18 anni... insomma allora ci stava una cosa che quando a qualcuno gli volevano fare uno scherzo gli zompavano tutti quanti addosso e gli calavano i pantaloni, dicevano che gli facevano la stira, così si diceva allora, ma non ti credere che era una cosa di sesso, a quelli non gli passava manco per la testa era uno scherzo, una cosa così... io sapevo che queste cose le facevano ma non l’avevo mai vista direttamente, però non era una cosa che qualcuno si offendeva... insomma la pigliavano a ridere, va’... Alla classe mia stava un ragazzo di quelli tutti sistemati, sempre a posto che portava pure la cravatta... insomma uno che gli piaceva andare sistemato... va bene... che poi quelli sono quelli che li mettono in mezzo... Insomma... Il professore di Meccanica non ci stava e noi stavamo soli nel laboratorio. A uno così gli viene in testa “Facciamo la stira a Bianchi!” mo’ non mi ricordo se si chiamava proprio così, ma una cosa come quella... allora uno si mette alla porta per vedere se arriva il professore e gli altri a Bianchi lo mettono in mezzo... quello si difendeva... ma quegli altri erano una ventina... lo buttano a terra, lo tengono fermo lo gli abbassano i pantaloni... lo scherzo doveva finire lì... e invece no, ma non perché quelli volevano... ma è successo... nel togliergli i pantaloni se ne sono venute pure le mutande e Bianchi è rimasto proprio nudo e stava a un metro da me e l’ho visto benissimo, ma è stata una cosa di pochissimi secondi, quello che stava di guardia alla porta ha fatto segno che stava arrivando il preside, allora l’hanno lasciato e se ne sono tonati tutti ai posti loro facendo finta di lavorare. Bianchi s’è salvato all’ultimo momento perché per rimettersi a posto c’ha messo qualche secondo in più... Mo’ tutta questa storia per farti capire... dopo, alle ore successive, quello scherzava con gli altri come niente fosse e gli altri della cosa non ne hanno parlato più. Loro avevano giocato è basta... e io mi dicevo... ma com’è che questi una cosa del genere se la sono dimenticata... io non me la potevo proprio dimenticare, ogni volta che mi dovevo fare una sega io a quello pensavo... solo a quello... e quelli parlavano di ragazze... Pure Bianchi, io l’avevo visto con la ragazza... Insomma io mi dicevo... ma com’è possibile che qua questa cosa m’è rimasta in testa solo a me e non mi sapevo capacitare... mo’ ai ragazzi di oggi può sembrare pure una cosa stupida... però io un ragazzo nudo non l’avevo mai visto, voglio dire un ragazzo della mia età. Noi facevamo ginnastica per modo di dire, palestra non ce n’era e non ci cambiavamo nemmeno, l’unica cosa che facevamo, giocavamo a pallone nel cortile e spaccavamo le scarpe... e quello era tutto. Insomma io la storia di quando hanno fatto la stira a Bianchi non me la sono più levata dalla testa... ma manco mo’... e poi a noi chi ce le diceva certe cose? ... Io occasioni per potere stare con altri ragazzi non ne avevo. Però qualche cosa è successo quando sono andato in fabbrica... io sono entrato che avevo 19/20 anni e sono entrato come perito, allora sai, il 1959... perito non era una cosa da poco... io ero giovane, un ragazzo ma sotto a me ci stavano tanti operai, certi erano padri di famiglia di 40/50 anni e non mi potevo mica mettere con loro, ma ci stavano pure gli operai giovani. Allora c’era molto classismo... io andavo a lavorare vestito col vestito mio, gli operai andavano con la tuta... e siccome erano cose di meccanica si ingrassavano e alla fine del turno si facevano la doccia prima di uscire. Per i tecnici come me c’era un ambiente con degli armadietti chiusi dove potevi lasciare quello che volevi, ma non ci stava la doccia, noi lavoravamo col tecnigrafo, facevamo disegni, misure, calcoli, più era il tempo che si passava nella sala tecnica di quello che si passava nei reparti, ma gli operai no, quelli alla fine del turno la doccia la facevano... e mo’ viene il bello, ma dovrei dire il brutto. Ce ne stava uno, ma che ti dico, bello come il sole è poco. Quello c’aveva si e no 18/19 anni, quanti ne tenevo io, pure meno, era un ragazzo del nord, di Lecco, mi pare... dove sta il lago... sai... alto biondo, occhi chiari, poi un sorriso... vabbe’, che te lo dico a fare... si chiamava Marco... tu non sai quello che ho fatto appresso a quel ragazzo. Gli operai entravano prima di noi e io entravo con loro per non perderlo nemmeno per un minuto, ogni volta che potevo scappavo al reparto per vedere se c’era, però non è che mi potevo avvicinare e quando finiva il turno lo vedevo andare allo spogliatoio degli operai dove ci stavano pure le docce... e quando usciva aveva tutti i capelli bagnati e appiccicati alla fonte. Io allora ho maledetto il fatto che avevo studiato, se fossi stato un operaio pure io sarei andato con lui alle docce, ma un tecnico come me non poteva andare negli spogliatoi degli operai... tutte le fantasie che c’ho fatto... tu manco te le immagini... beh, no... mi sa che te le immagini... gli avevo parlato qualche volta ma di me aveva paura perché ero un tecnico e lui era proprio del reparto che dovevo controllare io, abbiamo scambiato pochissime parole, poi col tempo qualcuna in più... ma non siamo diventati amici... poi un giorno mi chiede di parlare con me e mi chiede di cambiargli un turno di lavoro del sabato pomeriggio perché vuole andare a trovare la sua ragazza che sta a 50 km. Io gli ho detto di sì e lui si è sciolto un po’... per me era stata una doccia fredda, ma poi il rapporto con lui è cambiato, ha cominciato a fidarsi si me... insomma siamo diventati pure amici, l’ho invitato a casa mia, cioè a casa dei miei genitori, e lui c’è venuto con la ragazza, cosa che è stata utilissima per togliere definitivamente dalla testa di mio padre che in me ci fosse qualcosa che non andava in rapporto alle donne. A 22 anni s’è sposato e io gli ho fatto da testimone... Tu mi dirai: Ma quando gliel’hai detto che eri gay e che ti eri innamorato di lui? La risposta è semplice... non gliel’ho detto mai... e siamo ancora amici... ma scusa, ma perché avrei dovuto dirglielo, per metterlo in difficoltà, era tutto pappa e ciccia con la Chiesa... no! Per lui io ero un ottimo amico, come lui lo è per me... a che serve essere chiari? Come lo chiamano adesso? Coming out... sì... adesso mi ricordo. Insomma questa è la storia di Marco, tu puoi dire che è una stupidaggine e invece è stata una cosa importantissima, che i ragazzi di oggi, che pensano solo al sesso, manco lo capiscono... che io dico dico ma dei ragazzi di oggi non ne so proprio niente e magari sono tali e quali a noi... Abbiamo finito o no?

sabato 10 novembre 2007

COME HO CAPITO DI ESSERE GAY

Io, adesso, ho 21 anni e mi sento gay, cioè, anche se non ho mai fatto sesso con un ragazzo, mi sento gay, so che sono gay, adesso lo so e lo accetto, cioè mi sta bene, so che sono gay e basta, ma in effetti non è così da troppo tempo, diciamo che il vero salto di qualità l’ho fatto a 19 anni, forse prima, diciamo a 18, ma non di meno, prima ero etero, o almeno pensavo di esserlo, cioè mi comportavo da etero. Io fino a 18 anni sono andato dietro alle ragazze, l’ho fatto, e con le ragazze qualche esperienza sessuale l’ho avuta. Cioè per dire meglio erano loro che venivano appresso a me... questo è il punto, io sono un bel ragazzo, almeno me lo dicono, e a 16, 17 anni avevo già un fisico notevole, e le ragazze mi sono sempre venute appresso e quando mi facevano la corte io finivo per cedere proprio perché mi sentivo corteggiato. La prima esperienza diciamo così sessuale con una ragazza l’ho avuta a 17 anni, abbracci, baci, toccarsi, anche intimamente, ma niente altro, io mi eccitavo, cioè in sostanza l’erezione mi veniva, non è che mi sembrasse di essere al colmo della felicità, ma non ero del tutto passivo, cioè, almeno un po’ mi piaceva e io pensavo che il sesso fosse quello, un po’ di intimità, farsi corteggiare e avere l’erezione. Al resto, francamente non ci pensavo e non capivo perché le ragazze ci rimanevano male quando le cose finivano lì. Una mi chiese di farmi vedere nudo, io le ho detto: però pure tu, e l’abbiamo fatto e io ero in erezione... poi è finita lì. Con cose del genere, in sostanza, per me era ovvio che ero etero, il sesso era quello che vivevo io con quelle ragazze e io ero etero, anche se non capivo il trasporto che i miei amici provavano quando parlavano di ragazze, io ci stavo, quando ne avevo l’occasione, cioè quando mi venivano a cercare, ma io non andavo a cercarle, anche se la cosa non era poi così significativa perché loro mi cercavano abbastanza spesso. Mi masturbavo pensando alle ragazze, non molto frequentemente per la verità, ma lo facevo. Tutto questo è andato avanti fin dopo i miei 18 anni. Io sono di Aprile e i primo dubbi, per dire così, li ho avuti nel giugno dopo il diciottesimo compleanno. Anche qui la storia è un classico. Ciccio e Raffaele mi invitano come ospite alla loro palestra, io ci vado. Che cosa poteva avere da temere un etero “convinto” come me? Niente! E così ci vado. Ciccio, il nome stesso lo dice, è tanto un bravo ragazzo ma la mamma l’ha fatto troppo abbondante e, francamente, non è mai stato il mio tipo. Raffaele invece era proprio un ragazzo super, alto, sorridente, biondo scuro, con i capelli lisci, occhi azzurri, insomma un ragazzo veramente bello. Io apprezzavo Raffaele, non ne ero affatto innamorato, scherzavamo un po’ su chi fosse il più bello, ma io ero etero, con le ragazze avevo l’erezione e quando stavo vicino a Raffaele no, almeno fino allora non mi era mai successo. Ce ne andiamo in palestra e Lele si spoglia nudo e resta così per un pezzo. Io non l’avevo mai visto nudo. L’effetto è stato immediato, ho avuto un’erezione incontrollabile e sono uscito dallo spogliatoio per non farmi scoprire, facendomi scudo con la borsa... quando un po’ mi è passata ho messo la testa sotto il rubinetto, poi mi sono asciugato la testa e sono uscito e me ne sono andato a casa e a casa mi sono masturbato pensando a Raffaele. Niente di simile al masturbarsi pensando alle ragazze, era una cosa più forte di me, una sensazione violenta e dolce nello sesso tempo, lo volevo, volevo Raffaele, non riuscivo a non pensarci. Raffaele non mi aveva mai corteggiato, ma io lo volevo disperatamente. Ogni volta che lo pensavo andavo in erezione, una cosa automatica, incontrollabile. Mi sono detto: io sono gay! La riprova l’ho avuta “al negativo” nei giorni successivi, la ragazza con la quale avevo avuto i primi contatti sessuali, quella, per capirci, con la quale ci eravamo messi nudi insieme mi si era rimessa appresso e voleva che ci riprovassimo, ma a me non me ne importava più niente! Io avevo in mente solo Raffaele. Qualche giorno dopo Ciccio e Raffaele mi hanno invitato di nuovo alla palestra ma io non ci sono andato perché non sapevo come fare. Naturalmente Raffaele non si era accorto di niente e il suo comportamento nei miei confronti non è cambiato di una virgola, con me era disinvolto, scherzava ma io lo fuggivo perché quando mi si accostava mi veniva l’erezione, bastava solo che mi venisse vicino, dopo un po’ mi hanno invitato di nuovo alla palestra con un “se ti va!” che sottolineava che altre volte io ero scappato senza dire niente o avevo evitato di andarci. Questa volta ho detto di sì. Nei due giorni precedenti c’è stato un vero training autogeno, ho cercato in tutti i modi di condizionarmi per evitare di andare in erezione nello spogliatoio . Mi sembrava di essere riuscito ad ottenere buoni risultati, anche perché ero riuscito a masturbarmi un giorno sì e un giorno no, cosa che dopo la storia di Raffaele era al limite dell’impossibile perché lo facevo anche due volte al giorno. Vado alla palestra con Ciccio e Raffaele... ma è stato inevitabile e sono scappato un’altra volta e sono andato a sedermi sulla panca fuori dallo spogliatoio. Dopo poco Raffaele è uscito e mi ha chiesto che cosa avevo, ovviamente io non glielo potevo dire e gli ho detto che mi sentivo male, lui mi ha preso la mano e ha misurato il polso, avevo 120 battiti al minuto a riposo! Mi hanno portato un bicchiere d’acqua, poi ho detto che stavo meglio e che potevano andare a fare il loro allenamento e se ne sono andati. Avrei voluto vedere Raffaele sotto la doccia ma il coraggio non l’ho mai avuto. Adesso sono passati tre anni, io e Raffaele siamo amici ma a me fa sempre lo stesso effetto e la cosa mi imbarazza moltissimo, ma adesso almeno so che sono gay e per fortuna sono ancora giovane e penso che potrò trovare un ragazzo che voglia stare con me. Non ho mai più cercato una ragazza, adesso cerco il ragazzo dei miei sogni, uno che somigli a Raffaele in tutto, tranne che nell’essere etero.

venerdì 19 ottobre 2007

UN RAGAZZO GAY A CACCIA DI SESSO

Sono un venticinquenne di una città della Lombardia (non Milano)... leggendo questo blog mi chiedevo che cosa si aspettano di trovarci quelli che lo aprono, e penso che siano tanti. Che dite? Siete capitati qui per motivi culturali? Per essere informati del problema “in generale”? Mh! Se lo dite allora siete ipocriti fino al midollo! Io non ci sono arrivato per motivi culturali... io, un povero ragazzo gay qualunque, sono capitato qui a caccia di sesso! Io lo dico, non mi vergogno mica! Non vedo che ci sia da vergognarsi. ... Forse pure voi... una piccola curiosità del genere l’avete avuta... e siete stati fregati! Perché qui quello che stavate cercando non c’è! Sono stato fregato pure io! In effetti avevo battuto su Google “sesso gay” e, cercando cercando sono capitato qui... pensavo almeno che ci fosse qualche storiella erotica piccante piccante... e invece niente... fregato un’altra volta... poi mi sono messo a leggere e, se devo dire proprio tutto, ho cercato i post con un titolo che alludesse al sesso in modo esplicito e ho dato alle pagine solo una letta rapidissima per vedere se c’era qualcosa di piccante... sono abituato a leggere i libri o i blog con questa tecnica... a caccia di sesso! Ehi! Tu! Non storcere il naso! ... sei già tanto brutto quando non fai le smorfie! Insomma un po’ di cose piccanti (poco) le ho trovate, qualche volta si parla di masturbazione, qualche volta addirittura di erezione... voi capite... una cosa sconvolgente... un po’ per cercare queste cose ho continuato a leggere... e il risultato è che ho abboccato e per godermi un po’ di riferimenti sessuali mi sono letto pagine e pagine... tutto sommato una cosa dignitosa... ma a questo blog manca qualcosa, ci manca un pizzico di pepe... Niente porno! Ve l’ho detto! Ma è proprio una fissazione! Su! Cerchiamo di essere seri! Se non lo sapete... ma secondo me lo sapete, vi voglio raccontare come vive la propria sessualità un ragazzo gay della mia età (25 se non l’ho già detto). Io non sono mai stato pudico e ho sempre chiamato le cose col loro nome, ma per evitare che gayproject mi tiri il collo... insomma, non sono andato proprio sul troppo esplicito. Vaniamo a me.
Educazione cattolica da bambino (mai visto preti pedofili, menefreghisti sì e pure scansafatiche, ma salvavano la faccia), alle medie solite cose: scopri la masturbazione (scoperta fondamentale più della scoperta dell’America), ti dedichi con il massimo impegno a perfezionare la tua scoperta e, ovviamente, se sei gay, cominci a pensare ai ragazzi, li vedi, ce l’hai davanti, non puoi non vederli! ma alla scuola mia di ragazzi sviluppati non ce n’erano, erano tutti ancora bambini... un genere che non mi ha mai interessato, nemmeno allora! La faccia di andare a comprare una rivista porno non ce l’avevo, quindi andavo in libreria a vedere se c’erano libri che parlassero di omosessualità, tutto questo in terza media. Ogni tanto ne beccavo qualcuno ma comprare una cosa del genere e portarla a casa era impossibile e allora mi riducevo alle letterature classiche che i miei mi permettevano di leggere perché non sapevano di cosa si trattasse. Ho letto Catullo e tutto il Satiricon di Petronio a 14 anni! Ed è diventato quello il centro delle mie fantasie masturbatorie. Da lì è cominciato il mio interesse per la letteratura classica! Vacanze estive con i miei, in montagna (accidenti nessun bel ragazzo in costume da bagno!). Poi a settembre al Liceo. L’incubo e la paura dello studio c’erano... ma dei miei compagni di scuola ormai la maggioranza era formata da ragazzi veri e propri e non da mezzi bambini. Non vi dico delle cotte folli e delle masturbazioni notturne pensando ai miei compagni (non ve lo dico per non turbarvi perché sono sicuro che a voi non è mai capitato!) Fino a tutto il terzo scientifico, quando già i miei compagni cominciavo ad essere ormai uomini, siamo rimasti in un edificio vecchio del centro, dove non c’erano impianti sportivi di nessun genere, quindi al massimo potevo vedere i miei compagni in mutande quando si cambiavano per fare educazione fisica, era interessante ma molto relativamente. La cose sono completamente cambiate quando ho fatto il quarto. Ci hanno mandato in un edificio nuovissimo molto fuori città e c’era la palestra con le gradinate, c’era un anello in terra battuta e soprattutto c’era lo spogliatoio col le docce! Docce comuni senza divisorio! Non so se avete capito! Una cosa unica per quei tempi! Io avevo fatto il giro della scuola nuova prima che cominciasse l’anno scolastico e mi ero preparato tutto un piano di battaglia per approfittare al massimo di tutte le possibilità offerte degli impianti sportivi... insomma avete capito a che cosa mi riferisco! L’anno è cominciato, eravamo in quarto e ormai i ragazzi erano proprio maturati bene e tutti! Le prime volte nessuno faceva la doccia, facevano tutti finta di niente... e io fremevo... ma come ci sono questi impianti così belli e nessuno li utilizza? Dopo qualche settimana mi sono messo l’anima in pace... ma poco dopo è arrivata la grande occasione. Hanno comprato delle macchine da palestra e le hanno sistemate nella palestra piccola, nessuno le poteva usare e non si sapeva perché, poi hanno detto che quelle erano per quelli che facevano il gruppo sportivo di pomeriggio... Sei dei miei compagni si sono iscritti al gruppo sportivo... con me sette. Dalle tre alle sei, un giorno sì e un giorno no... c’era l’allenatore, non il prof. di educazione fisica ma un altro, uno che aveva la fissa dello sport... e lì è successo il miracolo. Il gruppo era formato di 15 ragazzi, sette di quarta e otto di quinta, e “tutti” facevano la doccia dopo l’allenamento, l’acqua era calda e la doccia non era brevissima.... io, potete capire, per un verso ero in estasi ma per l’altro ero molto condizionato dall’erezione che in una situazione del genere non era affatto minima... Le ho provate tutte... ma tanto non avrebbe funzionato e alla fine mi sono fatto coraggio e ho fatto anch’io la doccia in quelle condizioni, qualcuno sorrideva ma niente di più, poi io usavo l’acqua fredda e il problema era meno evidente. Poi ci si rivestiva, tutti insieme ovviamente, e il clima era incredibile, 15 ragazzi nudi che chiacchieravano nello spogliatoio come se niente fosse... e non avevano nemmeno fretta di rivestirsi, stavano perfettamente a loro agio, della mie erezione non si ricordava nessuno... parlavano pure con me che ero sempre il primo a rivestirmi, ovviamente. Il mercoledì sera ce ne andavano tutti e 15 in pizzeria... insomma io non so se esiste un paradiso per i gay, ma se esiste deve essere un gruppo sportivo come quello che ho frequentato io. Io non andavo lì per rubare qualche immagine di nudo... no! Io ci andavo perché ci stavo benissimo sotto “tutti” i punti di vista e naturalmente vedere nudi i miei compagni tre volte alla settimana non era affatto un lato secondario della faccenda. Ovviamente quei ragazzi non sapevano che io fossi gay, probabilmente se lo avessero saputo le cose sarebbero state molto diverse, ma loro non lo sapevano e io non avevo nessun interesse a dirglielo. Aggiungo che poi i ragazzi del gruppo sportivo hanno cominciato a fare la doccia anche dopo le lezioni di educazione fisica la mattina (noi facevamo due ore di seguito) e la cosa è diventata normale per tutti! Devo dire che il clima era cameratesco, queste cose sembrava che non avessero nessuna valenza sessuale, l’avevano per me, è ovvio, ma gli altri ragazzi non sembravano essere coinvolti a livello sessuale. Ma il clima era gradevolissimo. Allora, ma anche adesso, per essere sinceri, non c’era in sostanza nessuna possibilità di creare rapporti seri con altri ragazzi, intendo dire rapporti che avessero una valenza anche sessuale esplicita e accettata, quindi la mia sessualità si riduceva, e si riduce tuttora, ad incamerare il più possibile immagini di nudo da utilizzare poi, per mio conto, a livello di masturbazione... Ah! Ancora! Ma che c’hai da storcere il naso! Perché tu non lo fai? ... e dai! Vabbe’... andiamo avanti! E poi per me rapporti affettivi con altri ragazzi non ce n’erano... un po’ di nudo si otteneva proprio senza problemi, un contatto affettivo era impossibile... ma che scelta avreste fatto voi? Vi sareste innamorati della Luna? Poi ho fatto la maturità... e quanto mi sia dispiaciuto andarmene dalla scuola ve lo potete immaginare... però due anni di paradiso terrestre (tutti nudi come nel paradiso terrestre!) me li sono goduti in pieno! E qui veniamo alla fase più recente... Università, che purtroppo per me ancora non è finita... forse ho perso tropo tempo nelle associazioni sportive universitarie! Ecco, l’ho detto, ho cercato in tutti i modi di ricreare l’atmosfera magica dei gruppi sportivi del liceo ma ormai quelle atmosfere si erano perse per sempre. Con i ragazzi più grandi ho avuto qualche problema... con la scusa dell’amicizia si impicciavano dei fatti miei e volevano sapere questo e quello... un po’ di nudo, e pure poco, ma niente in confronto ai tempi del liceo... molte chiacchiere, troppe per i miei gusti. E’ capitato più volte che mi sono sentito a disagio per il problema dell’erezione, al liceo non ci facevano caso, ma questi ragazzi più grandi erano perfidi e cercavano di metterti in mezzo... insomma ho cambiato gruppo sportivo parecchie volte (otto per la precisione) e ho cambiato palestra tre volte, poi ne ho trovata una dove vanno ancora i ragazzi del mio liceo... e be’... sì! Ma perché devi storcere il naso? Mi fai rabbia quando fai così! ... Sono maggiorenni... tutti, che ti credi! ... e sono molto meno stupidi dei miei coetanei ... e di te... che arricci il naso in quel modo! Insomma un po’ si è ricreato il paradiso terrestre di qualche anno prima. Con questi ragazzi, che hanno 5/6 anni meno di me io sto benissimo! E loro stanno bene con me! Lo so che state diventando verdi per l’invidia... ma io la simpatia di questi ragazzi me la sono guadagnata... siamo amici... certo io a loro non posso dire che sono gay, altrimenti mi caccerebbero dal loro paradiso terreste e io in quel paradiso terrestre ci voglio rimanere! Ma basta! Non fare tutte quelle smorfie... io i moralisti non li posso sopportare! Se hai qualcosa di meglio da offrirmi fammelo sapere!