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martedì 5 giugno 2018
BISESSUALE SPOSATO PIU’ ETERO CHE GAY
Caro Project, forse non ti ricorderai di me, ci siamo conosciuti nel dicembre del 2015. Ti fornisco un elemento che penso ti potrà permettere di inquadrare subito chi sono: nel gennaio del 2016 sono passato per la tua città e siamo andati a pranzo insieme. Posso dire che mi è stato molto utile soprattutto perché, allora, ero proprio sconvolto dalla paura di poter distruggere il mio matrimonio. Ovviamente scoprire di essere sensibile al fascino maschile alla mia età non era certo un cosa da poco. Mi sembrava di avere finalmente capito chi ero veramente. Pensavo che tu mi avresti molto incoraggiato e mi avresti detto che era ora di cercarmi un uomo e di provare, e sono rimasto molto perplesso di fonte alla tua reazione. Mi hai parlato della fase frenetica di chi si scopre gay magari a 40 anni e con un matrimonio alle spalle e mi hai raccontato un po’ di storie di uomini che si sono trovati nella mia stessa situazione. Non contestavi il fatto che io potessi avere pulsioni gay ma mi mettevi costantemente in guardia dal non credere alle cose troppo facili e soprattutto dall’idea di mandare all’aria il matrimonio. Mi avevi fatto notare che io non avevo mai sentito il matrimonio come una trappola e che avevo un buon rapporto con mia moglie, il che era verissimo. Poi hai aggiunto tutti i discorsi sulle malattie, cose alle quali un uomo sposato, che vive in una coppia monogamica stretta, di fatto, non pensa mai. Sono rimasto stupito quando mi hai detto che avrei dovuto parlare chiaro con mia moglie, perché non dovevo assolutamente ingannarla. Questo discorso veramente da te non me lo aspettavo. Quando ci siamo salutati, beh, non ti dico quello che ho pensato di te… in pratica avevo deciso che non ti avrei più sentito perché non mi stavi spingendo nella direzione in cui io volevo andare, per capirci quella delle App, delle videochat ecc. ecc.. Torno alla mia città e cerco di darmi da fare senza dire niente a mia moglie. Ho incontrato il primo uomo tramite App, ma quando l’ho visto mi sono passate tutte le fantasie, e in pratica niente sesso perché era proprio fissato e squallido, almeno avrei voluto parlarci ma mi ha risposto che non aveva tempo da perdere e se ne è andato. Nei mesi successivi è successo altre tre volte. L’unico incontro dignitoso è stato con un uomo sposato, col quale ho parlato a lungo ma che alla fine mi ha messo in crisi perché non ha voluto tradire la moglie e in pratica tra noi tutto è finito prima di cominciare, però la cosa mi ha fatto ragionare parecchio e mi sono detto: ma che sto facendo? Ma io non sono gay, io sto con mia moglie da anni a stiamo bene insieme, le fantasie gay ce le ho, questo è innegabile, ma non mi sento gay, io sono bisessuale ma bisessuale soprattutto etero. Insomma ci sono voluti quasi due anni per uscire da quella che tu chiami fase frenetica ma penso che alla fine ci sono riuscito, ma non solo, ho fatto anche un passo fondamentale verso mia moglie, le ho detto come stavano le cose, e ho scoperto che lei lo aveva capito benissimo praticamente fin dall’inizio. Con mia moglie non ho mai usato preservativi perché non abbiamo figli e non ne possiamo avere, ma lei ha scoperto che nel fondo di un cassetto c’era una pacchetto di preservativi che io avevo comprato “per ogni possibile evenienza” e poi avevo dimenticato lì per sbaglio proprio perché non avevo le attenzioni che hanno i gay a non lasciare traccia. Dopo quella scoperta le si è accesa la lucetta rossa, ha tenuto conto delle mie telefonate e delle mie uscite serali, del mio uso notturno del telefono e era arriva a capire che c’era qualcosa che non andava, ma lei pensava che io avessi un’altra donna. Una volta ho chattato tramite PC e mi sono addormentato al PC, lei si è alzata per vedere perché non andavo a letto e ha visto la chat e di che cosa si trattava, non mi ha detto nulla ed è andata di nuovo a coricarsi, io la mattina mi sono accorto che mi ero addormentato al PC, con la chat aperta, ma ho visto che lei era a letto e non ho dato molto peso alla cosa. Insomma, lei sapeva ed ha pazientato. Quando le ho fatto il mio discorsetto mi ha chiesto se avevo un uomo e io le ho detto che non avevo nessun compagno o amico o come si può chiamarlo. Da quando aveva trovato i preservativi non ha più fatto sesso con me, io non capivo il perché ma l’ho capito solo adesso. Mi ha detto che se volevo ancora fare l’amore con lei dovevo fare il test. Le ho spiegato che non avevo fatto sesso con nessuno ma non ha voluto sentire storie, probabilmente non ci ha creduto, e alla fine io ho fatto il test (ovviamente inutilmente) e ho ricominciato, dopo due anni di interruzione, ad avere rapporti con mia moglie. Oggi ho ancora qualche fantasia gay, però a livello sesso la risolvo con qualche porno e con la masturbazione, tra l’altro non molto frequente da quando ho ricominciato ad avere rapporti con mia moglie, lei lo sa e non ne è rimasta convolta. Dal punto di vista affettivo ho i miei amici, tutti sposati e etero al 100%, coi quali vivo momenti molto belli di solidarietà maschile e, al momento, questo mi basta. C’è solo un pensiero che mi scava il cervello un po’ come un tarlo ed è il fatto che mia moglie potrebbe aver cercato di salvare comunque il matrimonio proprio perché lei non può avere figli e questo le renderebbe molto problematico un nuovo matrimonio, mentre con un marito che non è interessato ad avere figli (siamo sposati da 9 anni) può sentirsi a suo agio anche se quel marito ha qualche fantasia gay, perché in fondo non lo sta privando di nulla. Forse il mio è un pensiero stupido, comunque sono rimasto stupito delle sue reazioni, sapevo che è una donna intelligente ma aperture di questi tipo e fino a questo punto non me le aspettavo. Non so se vorrai mettere questa mail nel forum, dato che è una po’ la storia di uno che alla fine ha optato per l’eterosessualità, perché in fondo era soprattutto eterosessuale, ma se vuoi, pubblicala pure, mia moglie l’ha letta e ha detto che anche a lei sta bene.
Con affetto. Marcello
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Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay: http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=16&t=6541
giovedì 4 luglio 2013
LA PAURA DI ESSERE GAY
Gran parte dei condizionamenti più profondi sono del tutto inconsci, sono, cioè, dei limiti e dei preconcetti che vengono interiorizzati come scala di valori e come condizione di omologazione in ambiente familiare e sociale. Per essere accettati bisogna essere conformi ai modelli accettati. Quei modelli vengono mitizzati e assimilati del tutto acriticamente proprio perché trasmessi con dolcezza da persone che a quei modelli danno il massimo credito. L’omofobia può assumere l’aspetto aggressivo dell’emarginazione violenta ma molto spesso si manifesta in modo subdolo e inconsapevole attraverso la trasmissione di modelli ai quali si attribuisce una specie di valore sacro, come se fossero la condicio sine qua non della felicità. I genitori in genere si sforzano di garantire il meglio ai loro figli, ma il meglio secondo i loro criteri. Per un genitore, rendersi conto che quei modelli possono non solo essere non adatti per un figlio ma possono costituire addirittura una trappola è quasi impossibile. Agiscono nella presunzione di fare bene e proprio per questo non hanno colpe, anche se hanno una responsabilità oggettiva. Chiunque più o meno consapevolmente trasmette dei valori dovrebbe avere la capacità di relativizzarli di presentarli come delle possibilità e non come delle opzioni senza alternative. L’affetto tra genitori e figli non deve essere in nessun modo condizionato a nessuna forma di conformità rispetto a questo o quel tipo di modello. So benissimo che si tratta di cosa molto difficile e forse, per chi ha figli, staccarsi dal proprio modello e pensare che un figlio può essere un ottimo figlio anche senza rispettare alcuni di quei modelli che sono stati fondamentali per i genitori è particolarmente difficile.
La mitizzazione della vita familiare tipo mulino bianco, a parte il fatto che è una rappresentazione lontanissima dalla realtà della vita delle coppie etero, crea il modello al quale, consciamente o meno, si chiede al figlio di conformarsi. Nei comportamenti sociali questa omologazione si realizza, ma la sessualità non ha una base culturale, non si è etero perché si è educati ad essere etero e non si è gay perché si è educati ad essere gay. La sessualità non è riducibile tramite l’educazione, la sessualità sfugge alla omologazione conformistica. O meglio, i comportamenti sociali, apparentemente connessi alla sessualità, rispondono ai condizionamenti culturali, si tratta in fondo di comportamenti sociali che possono, come in genere accade, trovare una corrispondenza nella sessualità spontanea di un ragazzo, che diventa un valore socialmente condiviso e uno strumento di integrazione sociale, ma possono anche rimanere dei puri comportamenti sociali del tutto staccati dalla sessualità spontanea. Avere una ragazza, in termini sociali non comporta necessariamente il fatto di essere innamorato di quella ragazza, cioè di provare per quella ragazza un coinvolgimento sessuale e affettivo profondo. È qui che per un ragazzo gay si segna per la prima volta il distacco tra il comportamento sociale assimilato e la sessualità spontanea. Un ragazzo gay, anche quando dice di non accettarsi, è in fondo completamente consapevole di essere gay, lo è almeno a livello sessuale, e dire “almeno” non è riduttivo ma significa che lo è ai livelli fondamentali.
La prima discrasia tra modelli interiorizzati e sessualità spontanea si manifesta attraverso la masturbazione e qui la differenza tra l’esperienza adolescenziale di un ragazzo etero e quella di un ragazzo gay è notevole. Un ragazzo etero, attraverso la masturbazione, e aggiungo attraverso la pornografia, smitizza il modello di coppia etero che aveva interiorizzato ma nello stesso tempo si rende conto che i suoi compagni vivono esperienze analoghe e che la sessualità, per lui, anche se non è più quella dei modelli astratti di famiglia tipo mulino bianco, è comunque una realtà che crea coesione sociale. Un ragazzo etero che cresce si rende conto che la masturbazione e la pornografia “in chiave etero” sono esperienze condivise e socialmente accettate. Per un gay le cose vanno diversamente. Un adolescente gay che scopre la masturbazione e la pornografia gay si rende conto abbastanza presto che il mondo dei suoi compagni è diverso dal suo e a questa consapevolezza si aggiunge spesso quella derivante dal costatare come l’omosessualità sia considerata un disvalore. Un adolescente gay non ha in genere accanto nessuno con cui confrontarsi in modo serio. Parlare coi genitori di queste cose significa trovarsi di fronte a reazioni preoccupate, angosciate, spesso condizionate da visoni del tutto distorte della omosessualità. Parlarne con gli amici significa esporsi alla gogna in quanto gay, parlarne con un insegnate o con un prete significa, quando va bene, aggiungere ai propri condizionamenti anche i pregiudizi altrui. Per un ragazzo gay, salvo rarissime eccezioni, la scelta è solo quella del rinvio del problema e della svalutazione della masturbazione come elemento indicativo, prevale l’idea che sia solo un momento, che in fondo la masturbazione è un vizio che è possibile togliersi con un po’ di buona volontà o che, semplicemente, con l’andare degli anni questa “omosessualità adolescenziale” lascerà il campo alla eterosessualità adulta.
Per quanto la cosa sia paradossale, la sessualità autentica, quella spontanea che emerge nella masturbazione, viene sepolta da un insieme di false certezze che servono solo a conservare una possibile conformità coi modelli assimilati. Tanti ragazzi arrivano a sublimare la loro sessualità nello studio reprimendo la masturbazione e arrivano perfino ad avere una ragazza, ma non solo, se ne sentono innamorati e sono profondamente incoraggiati dal fatto che quando stanno con la ragazza vanno in erezione e “in qualche modo” si sentono coinvolti, anche se in effetti, la masturbazione continua a realizzarsi solo con fantasie gay.
Pian piano però subentrano anche altri elementi di natura propriamente affettiva orientati verso i ragazzi e il ragazzo gay si rende conto che, anche se per lui, almeno in teoria, è possibile una vita etero, non è in realtà quello che va effettivamente cercando. A questo punto c’è il rischio di vedere crollare tutto il castello di carte costruito in precedenza e la cosa fa paura perché è ormai radicata l’abitudine a vedere l’omosessualità come un fantasma che ci può distruggere, In sostanza non si fanno i conti con la realtà, ma ancora una volta con le mitizzazioni: gay = pericoloso, contro natura, deviante, patologico, ecc. ecc..
Ci possono essere persone che non escono di casa perché sono terrorizzate dai fantasmi, ma i fantasmi “oggettivamente” non esistono, esiste solo la paura dei fantasmi. Lo stesso vale per l’omosessualità, esiste la paura di essere gay, ma il fatto di essere gay, affrontato razionalmente con un minimo di buon senso, non ha nulla di terribile o di pauroso. I gay non sono una confraternita segreta o una lobby, come si suole dire adesso in certi contesti, ma sono circa l’8% della popolazione e sono persone come tutte le altre. Chi conosce il mondo gay da vicino sa benissimo che i gay sono persone come tutte le altre, che vivono la loro normalità e che oggi hanno anche la possibilità di realizzarsi nella vita non solo a livello professionale ma anche a livello affettivo. Oggi le coppie gay non sono una cosa rara, ce ne sono tante, non sono visibili, salvo eccezioni, ma ci sono eccome.
È fondamentale rendersi conto che le paure connesse alla omosessualità sono oggettivamente inconsistenti, è possibile che in certi contesti per un gay o per una coppia gay la vita sia difficile ma è possibile cambiare ambiente e soprattutto, quando si è in due, le possibilità aumentano notevolmente. Per un ragazzo gay è fondamentale aprire gli occhi sulla realtà, avere amici gay e rendersi conto di come vivono, solo in questo modo le paure irrazionali possono essere messe da parte e l’omosessualità può essere vista con una consapevolezza veramente adulta.
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sabato 18 agosto 2012
GAY E MASTURBAZIONE
Caro Project,
ho letto ieri notte un tuo post MASTURBAZIONE E SESSUALITA’ GAY e mi sono deciso a mandarti questa mail che spero possa servire anche ad altri ragazzi (pubblicala se puoi). Tu non mi conosci ma sono mesi che leggo il tuo sito.
Ero capitato sul tuo sito a gennaio, cercando articoli seri sulla masturbazione perché avevo parecchia confusione in testa, ho letto un post SE LA MASTURBAZIONE GAY DIVENTA UN PROBLEMA e poi da lì ho cominciato una ricerca nel tuo sito sul tema della masturbazione e sono rimasto scioccato. C’è una marea di articoli e leggerli mi ha messo parecchio in crisi ma nel senso buono del termine. Praticamente tu dai alla masturbazione un valore enorme e la consideri una cosa non solo positiva ma addirittura necessaria per maturare una buona sessualità adulta, in pratica l’esatto contrario di quello che ho sempre sentito dire.
Sono un ragazzo di 19 anni che nel sesso è stato molto condizionato, prima di tutto dai preti e poi dagli amici (tutti etero). I miei amici, praticamente tutti, quando parlano della masturbazione ne parlano con disprezzo, come di una cosa da ragazzini immaturi o come di una cosa di ripiego, quando è uno è tanto stupido che non si sa trovare una bella figa. Poi non so se quello che dicono sia vero, però a caccia di ragazze ci vanno continuamente anche se non saprei proprio dire se poi con quelle ragazze ci facciano sesso oppure no, certo ne parlano parecchio come se la sessualità vera, quella da uomini veri, fosse solo quella e “farsi le pippe” fosse solo il segno di essere sfigati, cioè deficienti, o addirittura froci, cosa che per loro è il massimo insulto possibile. Quindi, diciamo così, che sul lato amici non ho fatto che convincermi che la masturbazione fosse per un ragazzo della mia età una cosa che non ci doveva proprio essere, diciamo una specie di indebita prosecuzione di una specie di sessualità immatura, tipo: farsi le pippe è cosa da ragazzini, poi quando cresci ti passa.
Mi sono messo a spulciare i risultati del tuo test di orientamento sessuale e soprattutto le interviste sulla sessualità e diciamo che ci ho trovato conferma di una cosa che ho notato anche in me stesso e cioè che se hai un cattivo rapporto con la masturbazione alla fine sei depresso e ci ho trovato pure che in pratica tutti si masturbano, pure gli etero e pure gli uomini sposati, confesso che questa per me è stata una cosa del tutto inattesa, perché in piena contraddizione con quello che ho sempre sentito dire dai miei amici.
Poi, sul lato preti, come ti puoi immaginare, la masturbazione è diventata una cosa assurda: cercavo di resistere, poi alla fine non ci riuscivo, andavo a confessarmi (non subito subito, così la cosa me la potevo godere per un po’) e poi ricominciava tutto da capo.
Poi c’è un’altra cosa, io potevo pure fare la corte, così, per modo di dire, a una ragazza, anche per farmi vedere con una ragazza, e alla fine non era nemmeno sgradevole, poi provavo a masturbarmi pensando a una ragazza ma era una cosa forzata e mi venivano tante idee per la testa, tipo devo andare dall’andrologo perché qui qualche cosa non funziona, oppure, qui le cose non funzionano perché il sesso è una cosa da uomini e io sono ancora un ragazzino perché mi faccio ancora le pippe e ce la mettevo tutta per non masturbarmi, andavo avanti anche due o tre settimane ma poi la reazione fisiologica era proprio incontenibile e mi masturbavo di nuovo ma sempre pensando alle ragazze, cioè forzandomi a pensare alle ragazze, ma era una cosa mediocre, insomma, dopo stavo peggio di prima.
Quello che ho letto nel tuo sito mi ha dato proprio un’immagine molto diversa della masturbazione e soprattutto mi ha fatto scoprire il mondo gay o meglio mi ha fatto perdere le inibizioni fortissime che avevo verso l’idea di essere gay. A dire la verità a 15 anni mi ero preso una brutta cotta verso un mio compagno di scuola, in pratica l’unica volta in cui mi sono veramente innamorato. I freni inibitori erano fortissimi tanto che poi ho seppellito tutto e ho cercato di convincermi che quello non poteva essere amore, ma quando mi masturbavo pensando a quel ragazzo (è successo 4 o 5 volte in tutto) la sensazione era potente, la sentivo fortissima la forza dell’eros. Diciamo che è stata l’unica settimana di vera sessualità che ho vissuto, poi i soliti sensi di colpa, i preti, gli amici, ecc. ecc. hanno ripreso il sopravvento, ho represso tutto e ho cercato di dimenticare forzandomi alla masturbazione pensando alla ragazze. Adesso, se ci penso, mi sembrano cose del tutto assurde! Eppure è andata avanti così fino a pochi mesi fa.
Project, adesso so di essere gay, non solo non ne ho più paura ma la sento come una cosa veramente mia. Problemi per questo ne avrò tanti perché, a partire della mia famiglia, ho intorno solo persone per le quali la parola gay significa malattia mentale, perversione e chi più ne ha più ne metta. Però adesso sono libero almeno con me stesso, non vivo più quei momenti di abbattimento profondo e di depressione che mi hanno accompagnato per anni, adesso mi vivo la mia sessualità senza remore, certo solo con la masturbazione, ma non mi sembra per niente una cosa stupida o da persona immatura, non è che non mi sento gay perché non ho un ragazzo e nemmeno penso di dovermene trovare uno per forza, cioè non penso proprio che per essere gay sia indispensabile avere un ragazzo. Adesso so che la masturbazione, per come la vivo adesso con piena soddisfazione, è proprio l’espressione della mia sessualità. Ci ho messo anni per arrivare a questo punto ma ci sono arrivato anche grazie a te e se penso al mio passato mi chiedo come ho potuto vivere così per tanti anni.
Project, tu hai fatto un sito che è proprio unico perché ci si trovano delle cose che non esistono da nessuna parte e per un ragazzo è una miniera di informazioni serie per farsi un’idea di che cosa sia veramente la sessualità gay. Grazie. Questo post te lo dovevo.
Anonimo Siciliano
ho letto ieri notte un tuo post MASTURBAZIONE E SESSUALITA’ GAY e mi sono deciso a mandarti questa mail che spero possa servire anche ad altri ragazzi (pubblicala se puoi). Tu non mi conosci ma sono mesi che leggo il tuo sito.
Ero capitato sul tuo sito a gennaio, cercando articoli seri sulla masturbazione perché avevo parecchia confusione in testa, ho letto un post SE LA MASTURBAZIONE GAY DIVENTA UN PROBLEMA e poi da lì ho cominciato una ricerca nel tuo sito sul tema della masturbazione e sono rimasto scioccato. C’è una marea di articoli e leggerli mi ha messo parecchio in crisi ma nel senso buono del termine. Praticamente tu dai alla masturbazione un valore enorme e la consideri una cosa non solo positiva ma addirittura necessaria per maturare una buona sessualità adulta, in pratica l’esatto contrario di quello che ho sempre sentito dire.
Sono un ragazzo di 19 anni che nel sesso è stato molto condizionato, prima di tutto dai preti e poi dagli amici (tutti etero). I miei amici, praticamente tutti, quando parlano della masturbazione ne parlano con disprezzo, come di una cosa da ragazzini immaturi o come di una cosa di ripiego, quando è uno è tanto stupido che non si sa trovare una bella figa. Poi non so se quello che dicono sia vero, però a caccia di ragazze ci vanno continuamente anche se non saprei proprio dire se poi con quelle ragazze ci facciano sesso oppure no, certo ne parlano parecchio come se la sessualità vera, quella da uomini veri, fosse solo quella e “farsi le pippe” fosse solo il segno di essere sfigati, cioè deficienti, o addirittura froci, cosa che per loro è il massimo insulto possibile. Quindi, diciamo così, che sul lato amici non ho fatto che convincermi che la masturbazione fosse per un ragazzo della mia età una cosa che non ci doveva proprio essere, diciamo una specie di indebita prosecuzione di una specie di sessualità immatura, tipo: farsi le pippe è cosa da ragazzini, poi quando cresci ti passa.
Mi sono messo a spulciare i risultati del tuo test di orientamento sessuale e soprattutto le interviste sulla sessualità e diciamo che ci ho trovato conferma di una cosa che ho notato anche in me stesso e cioè che se hai un cattivo rapporto con la masturbazione alla fine sei depresso e ci ho trovato pure che in pratica tutti si masturbano, pure gli etero e pure gli uomini sposati, confesso che questa per me è stata una cosa del tutto inattesa, perché in piena contraddizione con quello che ho sempre sentito dire dai miei amici.
Poi, sul lato preti, come ti puoi immaginare, la masturbazione è diventata una cosa assurda: cercavo di resistere, poi alla fine non ci riuscivo, andavo a confessarmi (non subito subito, così la cosa me la potevo godere per un po’) e poi ricominciava tutto da capo.
Poi c’è un’altra cosa, io potevo pure fare la corte, così, per modo di dire, a una ragazza, anche per farmi vedere con una ragazza, e alla fine non era nemmeno sgradevole, poi provavo a masturbarmi pensando a una ragazza ma era una cosa forzata e mi venivano tante idee per la testa, tipo devo andare dall’andrologo perché qui qualche cosa non funziona, oppure, qui le cose non funzionano perché il sesso è una cosa da uomini e io sono ancora un ragazzino perché mi faccio ancora le pippe e ce la mettevo tutta per non masturbarmi, andavo avanti anche due o tre settimane ma poi la reazione fisiologica era proprio incontenibile e mi masturbavo di nuovo ma sempre pensando alle ragazze, cioè forzandomi a pensare alle ragazze, ma era una cosa mediocre, insomma, dopo stavo peggio di prima.
Quello che ho letto nel tuo sito mi ha dato proprio un’immagine molto diversa della masturbazione e soprattutto mi ha fatto scoprire il mondo gay o meglio mi ha fatto perdere le inibizioni fortissime che avevo verso l’idea di essere gay. A dire la verità a 15 anni mi ero preso una brutta cotta verso un mio compagno di scuola, in pratica l’unica volta in cui mi sono veramente innamorato. I freni inibitori erano fortissimi tanto che poi ho seppellito tutto e ho cercato di convincermi che quello non poteva essere amore, ma quando mi masturbavo pensando a quel ragazzo (è successo 4 o 5 volte in tutto) la sensazione era potente, la sentivo fortissima la forza dell’eros. Diciamo che è stata l’unica settimana di vera sessualità che ho vissuto, poi i soliti sensi di colpa, i preti, gli amici, ecc. ecc. hanno ripreso il sopravvento, ho represso tutto e ho cercato di dimenticare forzandomi alla masturbazione pensando alla ragazze. Adesso, se ci penso, mi sembrano cose del tutto assurde! Eppure è andata avanti così fino a pochi mesi fa.
Project, adesso so di essere gay, non solo non ne ho più paura ma la sento come una cosa veramente mia. Problemi per questo ne avrò tanti perché, a partire della mia famiglia, ho intorno solo persone per le quali la parola gay significa malattia mentale, perversione e chi più ne ha più ne metta. Però adesso sono libero almeno con me stesso, non vivo più quei momenti di abbattimento profondo e di depressione che mi hanno accompagnato per anni, adesso mi vivo la mia sessualità senza remore, certo solo con la masturbazione, ma non mi sembra per niente una cosa stupida o da persona immatura, non è che non mi sento gay perché non ho un ragazzo e nemmeno penso di dovermene trovare uno per forza, cioè non penso proprio che per essere gay sia indispensabile avere un ragazzo. Adesso so che la masturbazione, per come la vivo adesso con piena soddisfazione, è proprio l’espressione della mia sessualità. Ci ho messo anni per arrivare a questo punto ma ci sono arrivato anche grazie a te e se penso al mio passato mi chiedo come ho potuto vivere così per tanti anni.
Project, tu hai fatto un sito che è proprio unico perché ci si trovano delle cose che non esistono da nessuna parte e per un ragazzo è una miniera di informazioni serie per farsi un’idea di che cosa sia veramente la sessualità gay. Grazie. Questo post te lo dovevo.
Anonimo Siciliano
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Se volete, potete partecipare alla discussione su questo posta aperta nel Forum Progetto Gay:
MASTURBAZIONE E SESSUALITA’ GAY
Caro Project,
a differenza di altre persone di cui ho letto nel tuo blog io non ho mai fatto una ricerca molto accurata sull’argomento, è stata una mia amica a consigliarmi questa pagina (unica a cui finora ho confessato i miei dubbi sessuali), tuttavia mi sembra molto seria e ben fatta e perciò ti scrivo per qualche consiglio.
Da dove cominciare? Sono un ragazzo di 19 anni e mezzo e ho alcuni dubbi sul mio orientamento sessuale e sto cercando di chiarirli. Fin da piccolo sono sempre stato più a mio agio con l’altro sesso che con il mio, ricordo che da sempre la mia percentuale di amiche femmine ha superato quella di amici maschi, tuttavia questo l’ho sempre legato al fatto che non mi piace lo sport e che pertanto spesso non avevo molti argomenti di conversazione con i maschi. Per questo motivo spesso da piccolo mi “offendevano” chiamandomi gay, cosa alla quale ho sempre risposto di non essere fin da allora.
Intorno ai 12-13 anni ho cominciato ad avere le mie prime cotte per le ragazze, tuttavia nonostante questo non sono mai riuscito a dare il mio primo bacio, cosa che all’epoca mi ha pesato molto e che io ho sempre addebitato alla mia forte timidezza. Sempre in quel periodo però cominciai ad essere preoccupato per la dimensione del mio membro (cosa normale a quell’età), ma che mi portò però a cercare in continuazione di vedere quello degli altri maschi negli spogliatoi. Pensando comunque che la cosa fosse legata a un’ansia della pubertà non diedi valore alla cosa e dopo un poco non sentii più bisogno della cosa.
Qualche anno dopo ho cominciato a masturbarmi e a vedere pornografia, ma i miei pensieri erano sempre legati ad immagini esclusivamente etero. Dopo poco però ho smesso di farlo dato che questo bisogno sembrava diventare sempre più impellente e, non avendone mai parlato con nessuno dei miei coetanei, dato che non ero a mio agio a parlare della mia sessualità, pensai fosse qualcosa di sbagliato e perciò smisi. Devo dire però che la masturbazione non mi aveva mai fatto sentire non a mio agio sessualmente, al contrario era qualcosa di piacevole.
Non so esattamente quando sia successo, ma improvvisamente ho avuto il dubbio che forse potevo essere gay. Devo ammettere che questo pensiero mi ha pesato molto per un po’ di tempo, diventando quasi un’ossessione in alcuni momenti, mentre in altri, attraverso una serie lunghissima di scuse, quasi si acquietava (addirittura per un certo periodo ho smesso di vedere film sul tema). Sempre in quel periodo cominciai a guardare gli altri maschi per cercare di “capire” e cominciai a sentirmi in ansia in situazioni di seminudità come negli spogliatoi, dopo un po’ di tempo però questo sentimento cominciò a sparire e sentendomi anche più a mio agio col mio corpo non trovai più alcun problema nella cosa. Ogni volta che avevo dei dubbi infatti usavo il fatto di non sentirmi a mio agio con il sesso gay come una “prova” di non esserlo.
Solo nell’ultimo anno, sentendomi più a mio agio con me stesso ho anche ricominciato a masturbarmi, tuttavia il tema del mio orientamento sessuale è sempre stato un problema fino a pochi mesi fa. Finito il liceo ho trovato il modo di essere più onesto con me stesso e ho compreso di provare realmente attrazione per i maschi e per il sesso con loro. Riguardando poi indietro nel mio passato alcuni stati emotivi in cui mi provavo con alcuni miei compagni maschi si spiegherebbero, durante tutti questi anni ho continuato comunque ad avere cotte anche per ragazze. Dopo questa “illuminazione” il desiderio di masturbarsi è stato sempre più impellente e solo su ragazzi quindi pensavo di essere arrivato ad una certa pace con la cosa; tuttavia ho notato che quando sono con i miei amici le ragazze continuano ad interessarmi, sinceramente, ma una volta nel privato queste perdono di molta della carica sessuale che avevano prima, anche se il porno etero e la nudità femminile mantengono ancora un certo effetto, anche se più lieve di prima. Questa difficoltà a comprendere il mio orientamento ha portato ultimamente a rendermi più difficile eccitarmi, ad avere problemi a raggiungere una piena erezione o a venire, con immagini di entrambi i sessi.
Spero di non essere stato troppo lungo o poco chiaro, aspetto una risposta, magari riuscirai a farmi vedere la cosa da un’angolazione alla quale non avevo pensato. Nel caso la volessi pubblicare non c'è problema, non ho dato nessun nome.
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Ciao,
partiamo da un presupposto: l’orientamento sessuale, di per sé, cioè vissuto senza interferenze, non dovrebbe creare problemi. Se i problemi si incontrano questo è dovuto al fatto che non si seguono le inclinazioni sessuali spontanee ma si subiscono condizionamenti tanto pesanti da indurre a scelte sconsiderate. Mi spiego meglio: essere gay non è un problema e di ragazzi gay realizzati a livello affettivo ne vedo tanti, ma se un ragazzo gay, cioè un ragazzo che prova pulsioni sessuali verso altri ragazzi e che si innamora di ragazzi, pensa che il matrimonio sia un modo per risolvere il suo problema (chiamiamolo così), quel ragazzo si caccerà in guai seri perché farà una scelta da etero non essendo etero, qui il problema non sta nella omosessualità ma nel non tenerne conto. Resta comunque che al di là di un completo cedimento, più o meo cosciente, alla pressioni ambientali, che può indurre un ragazzo gay a reprimersi al punto di sposarsi, magari per il fatto che riesce bene o male ad avere un rapporto sessuale con una ragazza, l’orientamento sessuale in sé non dovrebbe cerare problemi. Quindi, a qualunque conclusione tu possa arrivare, salvo chiudere del tutto gli occhi e fare una scelta radicalmente in conflitto con la propria sessualità, non ci sono ragioni per preoccuparsi. Ma vorrei aggiungere che la sessualità, tutta la sessualità, va vissuta per quanto possibile con serenità. Definirsi, nel senso di appiccicarsi un’etichetta esclusiva, può essere controproducente e, tra l’altro, non è nemmeno necessario e spesso neppure opportuno.
Ma vengo al contenuto della tua mail. Le cotte per le ragazze a 12/13 anni, tanto più se non catalizzate da un vero interesse sessuale attraverso la masturbazione (dici di avere cominciato a masturbarti qualche anno dopo) non hanno i caratteri tipici di un innamoramento, mentre a quell’età gli interrogativi concernenti lo sviluppo sessuale e in particolare le dimensioni del pene, sono una cosa comunissima, come l’idea dei confronti con gli altri ragazzi e tutto questo non ha in genere alcun significato in termini di orientamento sessale. In pratica queste cose le fanno tutti i ragazzi e questo non ne condiziona l’orientamento sessuale. Tu stesso dici di non aver più sentito il bisogno di osservare il pene degli altri ragazzi per fare confronti, segno che poi lo sviluppo sessuale non ha presentato problemi. Qui arriviamo ad una questione importante. Da quello che scrivi sembra di capire che tu abbia cominciato a masturbarti a 15/16 anni e che all’epoca sia le fantasie che i porno che vedevi fossero sempre e solo etero. Aggiungi che la masturbazione (totalmente etero) all’epoca era gradevole e ti ha fatto sempre sentire a tuo agio. A questo punto subentra un elemento problematico: “dopo poco” smetti di masturbarti perché, mancandoti la possibilità di un confronto con i coetanei e sentendo la pulsione a masturbarti sempre più forte, la ritieni una cosa sbagliata. Francamente se un ragazzo vive serenamente la masturbazione etero non la considera una cosa sbagliata e il fatto che in piena adolescenza senta una forte pulsione a masturbarsi non ha proprio nulla di strano, di sbagliato o di preoccupante, salvo che non si finisca in dimensioni oggettivamente ossessive, cosa che certamente nel tuo caso non è successa per di fatto hai effettivamente smesso di masturbarti, cioè hai mantenuto un perfetto controllo volontario della sessualità. Perché un ragazzo che è soddisfatto della masturbazione etero arriva a smettere di masturbarsi per scelta? Che cosa ci può vedere di sbagliato? Penso che la scelta di smettere volontariamente di masturbarsi a 16 anni sia decisamente innaturale e che nasconda per un verso parecchi condizionamenti subiti e per l’altro il fatto che quella sessualità (la masturbazione in chiave etero) poteva anche essere una sessualità indotta dai condizionamenti ambientali e quindi non effettivamente spontanea né veramente appagante, in un certo senso più una valvola di sfogo nevrotico che una vera forma di sessualità. In teoria è anche possibile che un ragazzo decida di non masturbarsi per questioni morali ma, francamente, la vedo come un’ipotesi molto remota. Qui va detto che stare con gli altri ragazzi permette di affrontare indirettamente molti temi connessi con la sessualità dei quali non si potrebbe mai parlare al di fuori del gruppo dei pari, in questo senso la socializzazione dei ragazzi presenta anche importantissime valenze di educazione sessuale e dovrebbe essere sempre favorita.
Quanto al dubbio improvviso di poter essere gay, si sarebbe portati a pensare al DOC (disturbo ossessivo compulsivo) che spesso comincia proprio così, ma il quadro, in realtà non si accorda con il DOC. Tu stesso parli di “quasi ossessione” ma aggiungi che hai avuto periodi nei quali hai perfino smesso di vedere film sul tema, il che significa che tu vedevi film sul tema. E aggiungi che la percezione di ansia nelle situazioni di quasi nudità degli spogliatoi pian piano è sparita man mano che ti sentivi a tuo agio col tuo corpo ed esorcizzavi l’idea di essere gay col fatto di non sentirti sessualmente coinvolto. In una dimensione ossessiva vera gli auto-convincimenti ti porterebbero tutti e sempre alla convinzione di essere gay e non alla convinzione di non esserlo. Mi sentirei di escludere proprio che possa essersi trattato di DOC anche perché gli sviluppi successivi vanno in tutt’altra direzione. Resta però che una componente ansiosa nel vivere la sessualità si avverte nettamente. Dici di avere ricominciato a masturbarti nell’ultimo anno sentendoti più a tuo agio con te stesso ma che ancora la questione dell’orientamento sessuale non appariva risolta.
Recentemente sei arrivato alla conclusione di essere gay, cioè lo hai ammesso a te stesso. Dici di avere continuato ad avere cotte per ragazze in questi anni ma aggiungi che ora la tua masturbazione è totalmente gay e che la pulsione verso la masturbazione è forte, cosa che, unita al fatto che il porno etero e il nudo femminile hanno ancora su di te una certa attrattiva, anche se più lieve di prima, lascia pensare che la sessualità gay di fondo sia ormai in fase emergente inarrestabile e che le attrattive etero tenderanno ad indebolirsi con l’andare del tempo.
In buona sostanza il tuo essere gay è un dato di fatto che ormai hai accettato pienamente a livello sessuale ma è anche un elemento di preoccupazione, non in ordine all’essere gay ma al come comportarsi dopo averne preso coscienza e qui la componente ansiosa è inevitabile che ci sia, almeno finché non avrai modo di confrontarti direttamente con altri ragazzi gay. Quando ti renderai conto di quelli che sono i problemi tipici dell’essere gay a livello familiare e sociale e di quali siano le vere difficoltà che i ragazzi gay incontrano nel rapporto con altri ragazzi gay, buona parte dell’ansia svanirà e potrai concentrati sul come essere gay più che sul se esserlo.
La sessualità va vissuta in modo del tutto spontaneo e la cosa che ti sconsiglio nel modo più categorico e pensare di dare alla masturbazione il valore di un test di orientamento sessuale. Le fantasie, come i porno, devono essere quelle che spontaneamente ti attirano di più e, francamente, se un ragazzo ha una masturbazione pulsionalmente forte e tutta concentrata sui ragazzi non vedo perché (se non per mettersi alla prova) dovrebbe usare video etero. Questo indubbiamente destabilizza e la mancata erezione o l’erezione debole sono la necessaria conseguenza di aver attribuito ad un’attività che dovrebbe essere squisitamente sessuale una valenza di conferma o meno dell’orientamento sessuale. Se hai una masturbazione totalmente e convintamente in chiave gay sei gay, che poi tu possa conservare, in modo più o meno transitorio, anche un qualche interesse per le ragazze non cambia la sostanza delle cose. Mi sentirei di farti una sola raccomandazione: non ti sentire un animale raro, cose analoghe quelle che sono capitate a te sono capitate e capitano a tanti ragazzi.
Un abbraccio.
Project
a differenza di altre persone di cui ho letto nel tuo blog io non ho mai fatto una ricerca molto accurata sull’argomento, è stata una mia amica a consigliarmi questa pagina (unica a cui finora ho confessato i miei dubbi sessuali), tuttavia mi sembra molto seria e ben fatta e perciò ti scrivo per qualche consiglio.
Da dove cominciare? Sono un ragazzo di 19 anni e mezzo e ho alcuni dubbi sul mio orientamento sessuale e sto cercando di chiarirli. Fin da piccolo sono sempre stato più a mio agio con l’altro sesso che con il mio, ricordo che da sempre la mia percentuale di amiche femmine ha superato quella di amici maschi, tuttavia questo l’ho sempre legato al fatto che non mi piace lo sport e che pertanto spesso non avevo molti argomenti di conversazione con i maschi. Per questo motivo spesso da piccolo mi “offendevano” chiamandomi gay, cosa alla quale ho sempre risposto di non essere fin da allora.
Intorno ai 12-13 anni ho cominciato ad avere le mie prime cotte per le ragazze, tuttavia nonostante questo non sono mai riuscito a dare il mio primo bacio, cosa che all’epoca mi ha pesato molto e che io ho sempre addebitato alla mia forte timidezza. Sempre in quel periodo però cominciai ad essere preoccupato per la dimensione del mio membro (cosa normale a quell’età), ma che mi portò però a cercare in continuazione di vedere quello degli altri maschi negli spogliatoi. Pensando comunque che la cosa fosse legata a un’ansia della pubertà non diedi valore alla cosa e dopo un poco non sentii più bisogno della cosa.
Qualche anno dopo ho cominciato a masturbarmi e a vedere pornografia, ma i miei pensieri erano sempre legati ad immagini esclusivamente etero. Dopo poco però ho smesso di farlo dato che questo bisogno sembrava diventare sempre più impellente e, non avendone mai parlato con nessuno dei miei coetanei, dato che non ero a mio agio a parlare della mia sessualità, pensai fosse qualcosa di sbagliato e perciò smisi. Devo dire però che la masturbazione non mi aveva mai fatto sentire non a mio agio sessualmente, al contrario era qualcosa di piacevole.
Non so esattamente quando sia successo, ma improvvisamente ho avuto il dubbio che forse potevo essere gay. Devo ammettere che questo pensiero mi ha pesato molto per un po’ di tempo, diventando quasi un’ossessione in alcuni momenti, mentre in altri, attraverso una serie lunghissima di scuse, quasi si acquietava (addirittura per un certo periodo ho smesso di vedere film sul tema). Sempre in quel periodo cominciai a guardare gli altri maschi per cercare di “capire” e cominciai a sentirmi in ansia in situazioni di seminudità come negli spogliatoi, dopo un po’ di tempo però questo sentimento cominciò a sparire e sentendomi anche più a mio agio col mio corpo non trovai più alcun problema nella cosa. Ogni volta che avevo dei dubbi infatti usavo il fatto di non sentirmi a mio agio con il sesso gay come una “prova” di non esserlo.
Solo nell’ultimo anno, sentendomi più a mio agio con me stesso ho anche ricominciato a masturbarmi, tuttavia il tema del mio orientamento sessuale è sempre stato un problema fino a pochi mesi fa. Finito il liceo ho trovato il modo di essere più onesto con me stesso e ho compreso di provare realmente attrazione per i maschi e per il sesso con loro. Riguardando poi indietro nel mio passato alcuni stati emotivi in cui mi provavo con alcuni miei compagni maschi si spiegherebbero, durante tutti questi anni ho continuato comunque ad avere cotte anche per ragazze. Dopo questa “illuminazione” il desiderio di masturbarsi è stato sempre più impellente e solo su ragazzi quindi pensavo di essere arrivato ad una certa pace con la cosa; tuttavia ho notato che quando sono con i miei amici le ragazze continuano ad interessarmi, sinceramente, ma una volta nel privato queste perdono di molta della carica sessuale che avevano prima, anche se il porno etero e la nudità femminile mantengono ancora un certo effetto, anche se più lieve di prima. Questa difficoltà a comprendere il mio orientamento ha portato ultimamente a rendermi più difficile eccitarmi, ad avere problemi a raggiungere una piena erezione o a venire, con immagini di entrambi i sessi.
Spero di non essere stato troppo lungo o poco chiaro, aspetto una risposta, magari riuscirai a farmi vedere la cosa da un’angolazione alla quale non avevo pensato. Nel caso la volessi pubblicare non c'è problema, non ho dato nessun nome.
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Ciao,
partiamo da un presupposto: l’orientamento sessuale, di per sé, cioè vissuto senza interferenze, non dovrebbe creare problemi. Se i problemi si incontrano questo è dovuto al fatto che non si seguono le inclinazioni sessuali spontanee ma si subiscono condizionamenti tanto pesanti da indurre a scelte sconsiderate. Mi spiego meglio: essere gay non è un problema e di ragazzi gay realizzati a livello affettivo ne vedo tanti, ma se un ragazzo gay, cioè un ragazzo che prova pulsioni sessuali verso altri ragazzi e che si innamora di ragazzi, pensa che il matrimonio sia un modo per risolvere il suo problema (chiamiamolo così), quel ragazzo si caccerà in guai seri perché farà una scelta da etero non essendo etero, qui il problema non sta nella omosessualità ma nel non tenerne conto. Resta comunque che al di là di un completo cedimento, più o meo cosciente, alla pressioni ambientali, che può indurre un ragazzo gay a reprimersi al punto di sposarsi, magari per il fatto che riesce bene o male ad avere un rapporto sessuale con una ragazza, l’orientamento sessuale in sé non dovrebbe cerare problemi. Quindi, a qualunque conclusione tu possa arrivare, salvo chiudere del tutto gli occhi e fare una scelta radicalmente in conflitto con la propria sessualità, non ci sono ragioni per preoccuparsi. Ma vorrei aggiungere che la sessualità, tutta la sessualità, va vissuta per quanto possibile con serenità. Definirsi, nel senso di appiccicarsi un’etichetta esclusiva, può essere controproducente e, tra l’altro, non è nemmeno necessario e spesso neppure opportuno.
Ma vengo al contenuto della tua mail. Le cotte per le ragazze a 12/13 anni, tanto più se non catalizzate da un vero interesse sessuale attraverso la masturbazione (dici di avere cominciato a masturbarti qualche anno dopo) non hanno i caratteri tipici di un innamoramento, mentre a quell’età gli interrogativi concernenti lo sviluppo sessuale e in particolare le dimensioni del pene, sono una cosa comunissima, come l’idea dei confronti con gli altri ragazzi e tutto questo non ha in genere alcun significato in termini di orientamento sessale. In pratica queste cose le fanno tutti i ragazzi e questo non ne condiziona l’orientamento sessuale. Tu stesso dici di non aver più sentito il bisogno di osservare il pene degli altri ragazzi per fare confronti, segno che poi lo sviluppo sessuale non ha presentato problemi. Qui arriviamo ad una questione importante. Da quello che scrivi sembra di capire che tu abbia cominciato a masturbarti a 15/16 anni e che all’epoca sia le fantasie che i porno che vedevi fossero sempre e solo etero. Aggiungi che la masturbazione (totalmente etero) all’epoca era gradevole e ti ha fatto sempre sentire a tuo agio. A questo punto subentra un elemento problematico: “dopo poco” smetti di masturbarti perché, mancandoti la possibilità di un confronto con i coetanei e sentendo la pulsione a masturbarti sempre più forte, la ritieni una cosa sbagliata. Francamente se un ragazzo vive serenamente la masturbazione etero non la considera una cosa sbagliata e il fatto che in piena adolescenza senta una forte pulsione a masturbarsi non ha proprio nulla di strano, di sbagliato o di preoccupante, salvo che non si finisca in dimensioni oggettivamente ossessive, cosa che certamente nel tuo caso non è successa per di fatto hai effettivamente smesso di masturbarti, cioè hai mantenuto un perfetto controllo volontario della sessualità. Perché un ragazzo che è soddisfatto della masturbazione etero arriva a smettere di masturbarsi per scelta? Che cosa ci può vedere di sbagliato? Penso che la scelta di smettere volontariamente di masturbarsi a 16 anni sia decisamente innaturale e che nasconda per un verso parecchi condizionamenti subiti e per l’altro il fatto che quella sessualità (la masturbazione in chiave etero) poteva anche essere una sessualità indotta dai condizionamenti ambientali e quindi non effettivamente spontanea né veramente appagante, in un certo senso più una valvola di sfogo nevrotico che una vera forma di sessualità. In teoria è anche possibile che un ragazzo decida di non masturbarsi per questioni morali ma, francamente, la vedo come un’ipotesi molto remota. Qui va detto che stare con gli altri ragazzi permette di affrontare indirettamente molti temi connessi con la sessualità dei quali non si potrebbe mai parlare al di fuori del gruppo dei pari, in questo senso la socializzazione dei ragazzi presenta anche importantissime valenze di educazione sessuale e dovrebbe essere sempre favorita.
Quanto al dubbio improvviso di poter essere gay, si sarebbe portati a pensare al DOC (disturbo ossessivo compulsivo) che spesso comincia proprio così, ma il quadro, in realtà non si accorda con il DOC. Tu stesso parli di “quasi ossessione” ma aggiungi che hai avuto periodi nei quali hai perfino smesso di vedere film sul tema, il che significa che tu vedevi film sul tema. E aggiungi che la percezione di ansia nelle situazioni di quasi nudità degli spogliatoi pian piano è sparita man mano che ti sentivi a tuo agio col tuo corpo ed esorcizzavi l’idea di essere gay col fatto di non sentirti sessualmente coinvolto. In una dimensione ossessiva vera gli auto-convincimenti ti porterebbero tutti e sempre alla convinzione di essere gay e non alla convinzione di non esserlo. Mi sentirei di escludere proprio che possa essersi trattato di DOC anche perché gli sviluppi successivi vanno in tutt’altra direzione. Resta però che una componente ansiosa nel vivere la sessualità si avverte nettamente. Dici di avere ricominciato a masturbarti nell’ultimo anno sentendoti più a tuo agio con te stesso ma che ancora la questione dell’orientamento sessuale non appariva risolta.
Recentemente sei arrivato alla conclusione di essere gay, cioè lo hai ammesso a te stesso. Dici di avere continuato ad avere cotte per ragazze in questi anni ma aggiungi che ora la tua masturbazione è totalmente gay e che la pulsione verso la masturbazione è forte, cosa che, unita al fatto che il porno etero e il nudo femminile hanno ancora su di te una certa attrattiva, anche se più lieve di prima, lascia pensare che la sessualità gay di fondo sia ormai in fase emergente inarrestabile e che le attrattive etero tenderanno ad indebolirsi con l’andare del tempo.
In buona sostanza il tuo essere gay è un dato di fatto che ormai hai accettato pienamente a livello sessuale ma è anche un elemento di preoccupazione, non in ordine all’essere gay ma al come comportarsi dopo averne preso coscienza e qui la componente ansiosa è inevitabile che ci sia, almeno finché non avrai modo di confrontarti direttamente con altri ragazzi gay. Quando ti renderai conto di quelli che sono i problemi tipici dell’essere gay a livello familiare e sociale e di quali siano le vere difficoltà che i ragazzi gay incontrano nel rapporto con altri ragazzi gay, buona parte dell’ansia svanirà e potrai concentrati sul come essere gay più che sul se esserlo.
La sessualità va vissuta in modo del tutto spontaneo e la cosa che ti sconsiglio nel modo più categorico e pensare di dare alla masturbazione il valore di un test di orientamento sessuale. Le fantasie, come i porno, devono essere quelle che spontaneamente ti attirano di più e, francamente, se un ragazzo ha una masturbazione pulsionalmente forte e tutta concentrata sui ragazzi non vedo perché (se non per mettersi alla prova) dovrebbe usare video etero. Questo indubbiamente destabilizza e la mancata erezione o l’erezione debole sono la necessaria conseguenza di aver attribuito ad un’attività che dovrebbe essere squisitamente sessuale una valenza di conferma o meno dell’orientamento sessuale. Se hai una masturbazione totalmente e convintamente in chiave gay sei gay, che poi tu possa conservare, in modo più o meno transitorio, anche un qualche interesse per le ragazze non cambia la sostanza delle cose. Mi sentirei di farti una sola raccomandazione: non ti sentire un animale raro, cose analoghe quelle che sono capitate a te sono capitate e capitano a tanti ragazzi.
Un abbraccio.
Project
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Se volete, potete partecipare alla discussione su queso post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=2694
venerdì 3 agosto 2012
OMOSESSUALITA’ ANSIA ED ESPERIMENTI SESSUALI
Previa
autorizzazione dell’autore, pubblico qui di seguito una mail piuttosto
interessante in cui emerge molto chiaramente che cosa siano gli
“esperimenti sessuali” e come essi abbiano solo l’apparenza della
sessualità e siano invece espressione di una più o meno netta
compulsività derivante dall’acutizzarsi di stati d’ansia.
Caro Project, permettimi di usare la parola caro in quanto sono un affezionato fruitore del sito e dei diversi articoli pubblicati. Questa non è la prima mail che mando, abbiamo già avuto qualche lunga chiacchierata circa un anno fa, proprio di questo periodo, detto questo cerco di riepilogarti di nuovo il mio vissuto nel modo più breve ma comunque soddisfacente possibile affinché tu possa farti una chiara idea sul mio conto. Io sono un ragazzo [-omissis-] di 21 anni e mezzo, sono sempre stato molto timido e riservato, ma allo stesso tempo anche socievole. Ho iniziato a masturbarmi molto precocemente, fin dagli 8, 9 anni sempre pensando alle ragazze, ricordo, scavando nella mia memoria, che in quella età provai anche a masturbarmi pensando a un mio amichetto, ma fu un unicum, un caso isolato che non ripetetti mai più. Molto spesso ci masturbavamo in gruppo, 2, o anche tre di noi, davanti ad un porno, ma sempre ognuno per conto proprio, e toccando ognuno i propri genitali. Ricordo distintamente che in quella età non fui colto da nessun tipo di curiosità, e o voglia di toccare o di fare delle cose ai miei amici, ma l'unica curiosità che mi spingeva era il fatto che i miei compagni avessero un apparato già piuttosto sviluppato, con peli, e anche con dimensioni più grosse delle mie, e io un po' li invidiavo e volevo essere come loro. Dunque fino ai 16 anni e mezzo, 17 anni circa, per me è proseguito tutto tranquillamente, con fantasie legate esclusivamente all'altro sesso, desiderio esclusivamente verso l'altro sesso, e via discorrendo insomma. Tuttavia, nonostante il mio forte desiderio verso le donne, a quella età ancora non ero riuscito ad avere una ragazza ne a dare neanche il primo bacio, e la cosa mi pesava molto, anche perché tutti i miei corteggiamenti fallivano sempre tutti inesorabilmente, ero molto grasso, insicuro, introverso, i miei migliori amici avevano già avuto esperienze anche sessuali, mentre io ero praticamente a zero e la cosa mi pesava. Fu in un momento in cui questa cosa cominciò a pesarmi particolarmente che cominciai a pensare "probabilmente sono gay", "sono gay, se con le ragazze non mi va bene allora sono gay". Da questo punto in poi la mia mente è stata sempre monopolizzata da questo pensiero, ho cominciato a mettermi alla prova guardando altri uomini, cercando di masturbarmi pensando ai ragazzi, parallelamente continuava in modo soddisfacente la mia attività masturbatoria esclusivamente dedicata alle ragazze, e allo stesso tempo cominciai a perdere peso, a diventare piacente, ad avere le prime ragazze, i primi baci, le prime attività sessuali (non proprio sesso, ma petting, preliminari, insomma tutto quello che va dal bacio alla non penetrazione della vagina). Intanto c'erano lunghi periodi, anche di 5 o 6 mesi in cui riuscivo a mettere da parte le mie ansie e le mie fissazioni riguardo alla possibilità di essere gay, e con questo anche tutte le forme di prove che avevo escogitato etc. La situazione cambiò la scorsa estate, periodo in cui cominciai a contattarti, in quanto i miei esperimenti, compiuti durante un altro periodo di fissa, cominciarono a dare esito positivo, cioè cominciavo a giungere all'orgasmo anche provando a masturbarmi sui ragazzi, forse la soddisfazione non era il massimo, però ci riuscivo. Ciononostante anche in questo periodo le mie attenzioni, sia affettive che visive, restavano legate alle ragazze, al loro aspetto, al loro comportamento nei miei confronti etc, insomma non guardavo i ragazzi, ne il vederli mi provocava desiderio e/o erezioni, tuttavia riuscivo, se ci provavo, a giungere all'orgasmo masturbandomi su un qualsiasi ragazzo. A questo si aggiunse un sogno, fatto una notte, in cui sognai di baciare un uomo ed ebbi una erezione. La cosa mi convinse del mio orientamento omosessuale, tuttavia continuavo a masturbarmi, in modo indispensabile direi, sulle ragazze, giorni dopo feci anche il medesimo sogno riguardo a una ragazza, e quando in ottobre ripresi i corsi all'università e ricominciai a lavorare, le mie fisse si misero completamente da parte, e la mia è stata fino a maggio/giugno scorso una eterosessualità completa e appagante, in gennaio e febbraio ho avuto anche una ragazza, molto bella, con la quale non sono purtroppo andato oltre il petting. Tuttavia in questo periodo estivo sono ricominciati questi dubbi, queste fisse, e io ho ripreso i miei esperimenti, fino a masturbarmi completamente sui ragazzi, con soddisfazione relativa, a volte sì, a volte completamente no, a volte parziale, durante queste masturbazioni la mia erezione non è completa, ma è parziale, ma comunque la sensazione di piacere c'è. Parallelamente continuo a godere di una masturbazione legata alla ragazze, che comunque, almeno per il momento, mi dà maggiore soddisfazione. Allo stato attuale, comunque quando giro per strada etc, non trevo ragazzi che mi attraggano o che spontaneamente mi causino fantasie sul loro conto, o che mi causino erezioni, e allo stato attuale non ho ancora delle fantasie spontanee sui ragazzi, la mia masturbazione sui ragazzi attualmente la compio per vedere se quel lato di me c'è, è presente, oppure non c'è, non so, non riesco a spiegartelo, però non lo so, ho come la sensazione che potrei farne a meno, se non avessi questa fissa di scoprirmi gay ecco. In tutto questo stanno molto incidendo alcune prese di coscienza a cui sono giunto ultimamente, come ad esempio il fatto di non andare molto d'accordo con mio padre (nonostante comunque gli voglia molto bene), il fatto che non mi ispiri a lui come figura maschile, e che comunque nella vita io mi senta più ispirato da mia madre che da mio padre, credo che comunque la figura maschile di riferimento della mia vita sia stato mio nonno materno, che ho perso quando ero ancora bambino, di mio padre conservo qualche riflesso, qualche buon esempio, ma non come per mia madre ecco, e questa cosa mi porta a pensare che possa essere gay, in quanto il mio modello è comunque una donna, e con mio padre non vado tanto d'accordo. Ecco in alcune cose mi rivedo in mia madre e questa cosa mi fa pensare di essere gay. Beh credo di averti detto tutto il possibile, anche se non sono stato molto sintetico alla fine, spero tu ti sia ricordato di me, visto che ci siamo sentiti l'anno scorso, comunque io conservo un buon ricordo di te e della tua disponibilità.
Vorrei, se ti è possibile che tu possa rispondermi il prima possibile, in quanto tra qualche giorno parto, e vorrei partire con la mente un po' più sgombra, magari avendo tue risposte, e potendo fare anche una bella chiacchierata con te su messenger. Quello che ricerco è la chiarezza, capire per capirmi, grazie per l'attenzione che mi riserverai, te ne sono infinitamente grato
__________
Ciao, proverò a risponderti nel modo più diretto possibile. Da quanto dici emerge piuttosto chiaramente che hai ben poco a che vedere con l’omosessualità, sarei portato a dire che in pratica non c’è proprio nulla che faccia pensare alla omosessualità. Partiamo da un concetto fondamentale: la masturbazione è un atto sessuale nel senso vero del termine non quando arriva alla eiaculazione ma quando è vissuta in modo sessualmente coinvolgente, cioè quando provoca piacere e quando è accompagnata da fantasie sessuali proiettive che anticipano situazioni fortemente desiderate o richiamano alla memoria situazioni effettivamente vissute e autenticamente gratificanti. Specifico una cosa: la sessualità non ha come oggetto gli uomini o le donne in quanto tali ma esclusivamente alcune pochissime donne e/o alcuni pochissimi uomini. In altri termini ogni attività sessuale è dedicata sostanzialmente ad una sola persona o al massimo ad un numero ristrettissimo di persone. Chi si masturba lo fa avendo presente nella sua mente l’immagine, in genere, di una sola persona reale che suscita un interesse sessuale concreto. Tu dici “non guardavo i ragazzi, né il vederli mi provocava desiderio e/o erezioni, tuttavia riuscivo, se ci provavo, a giungere all'orgasmo masturbandomi su un qualsiasi ragazzo.” Una masturbazione del genere “su qualsiasi ragazzo” e senza un vero coinvolgimento sessuale precedente, non è di fatto un atto sessuale ma ha tutte le caratteristiche di un esperimento sessuale, tipico delle nevrosi di origine ansiosa. Se hai una sessualità etero, che da quello che scrivi sembra quella assolutamente dominante e direi esclusiva in termini spontanei, non si vede perché tu debba metterti alla prova al punto di masturbarti senza un vero desiderio sessuale ma solo per testare la tua ipotetica reattività omosessuale. Dietro questi comportamenti si intravede un disturbo su base ansiosa. Il fatto che gli esperimenti sessuali gay non siano sempre presenti ma vadano a periodi farebbe pensare che possano essere motivati da tensioni emerse nella sessualità etero, quasi fosse il tentativo di trovare un’altra strada, ma è evidente che non sei gay. Dire che queste cose sono il risultato di un disturbo su base ansiosa ha un senso se e solo se questo metterti alla prova con la masturbazione in chiave gay costituisce per te una fonte di angoscia, di sconforto, di sensazioni sgradevoli, tutte cose che non sembrano proprio realizzarsi nel tuo caso. La masturbazione in chiave gay come test ha certamente una componente compulsiva ma sembra una compulsione piuttosto debole, che non mette in crisi la sessualità etero dominante. Premesso che io non credo che tu sia nemmeno bisessuale, se anche ci fosse una reale componente gay più o meno debole non sarebbe comunque oggettivamente un vero problema e basterebbe un po’ di buon senso per andare avanti bene lo stesso. Non mi sembra che oggettivamente questo cosiddetto disturbo compulsivo che ti porta a tesare la tua sessualità attraverso la masturbazione gay sia realmente disturbante. Aggiungo che in te manca del tutto la dimensione affettiva della omosessualità e la dimensione fisica della masturbazione non ha di fatto proprio nulla di sessuale, non solo, tu hai della omosessualità una visione molto teorica e stereotipata e tendi a leggere i tuoi rapporti con i tuoi genitori come una prova di una tua ipotetica omosessualità, cosa che non reggae da nessun punto di vista. Tirando le somme che cosa c’è in te di autenticamente gay? In sostanza proprio nulla! Le compulsioni che ti portano alla masturbazione gay come test in effetti non le vivi nemmeno come vere compulsioni, ti sei abituato a conviverci e sono cose che non ti fanno stare oggettivamente male. Potresti fare a meno della masturbazione gay? Francamente penso proprio di sì e questo di fatto svuota dall’interno anche il concetto di compulsività. La compulsività e un sentirsi costretti a fare una cosa ma, se quella cosa puoi tranquillamente non farla, la compulsività non esiste nemmeno. Francamente penso che questo tentativo di esplorazione della sessualità gay sia un tentativo di fuga da una sessualità etero che in ceri momenti non deve essere stata pianamente soddisfacente.
Per quanto riguarda la possibilità di parlare su msn, penso tu abbia già il mio contatto. Puoi chiamarmi quando vuoi, anche se non mi vedi online.
Project
Caro Project, permettimi di usare la parola caro in quanto sono un affezionato fruitore del sito e dei diversi articoli pubblicati. Questa non è la prima mail che mando, abbiamo già avuto qualche lunga chiacchierata circa un anno fa, proprio di questo periodo, detto questo cerco di riepilogarti di nuovo il mio vissuto nel modo più breve ma comunque soddisfacente possibile affinché tu possa farti una chiara idea sul mio conto. Io sono un ragazzo [-omissis-] di 21 anni e mezzo, sono sempre stato molto timido e riservato, ma allo stesso tempo anche socievole. Ho iniziato a masturbarmi molto precocemente, fin dagli 8, 9 anni sempre pensando alle ragazze, ricordo, scavando nella mia memoria, che in quella età provai anche a masturbarmi pensando a un mio amichetto, ma fu un unicum, un caso isolato che non ripetetti mai più. Molto spesso ci masturbavamo in gruppo, 2, o anche tre di noi, davanti ad un porno, ma sempre ognuno per conto proprio, e toccando ognuno i propri genitali. Ricordo distintamente che in quella età non fui colto da nessun tipo di curiosità, e o voglia di toccare o di fare delle cose ai miei amici, ma l'unica curiosità che mi spingeva era il fatto che i miei compagni avessero un apparato già piuttosto sviluppato, con peli, e anche con dimensioni più grosse delle mie, e io un po' li invidiavo e volevo essere come loro. Dunque fino ai 16 anni e mezzo, 17 anni circa, per me è proseguito tutto tranquillamente, con fantasie legate esclusivamente all'altro sesso, desiderio esclusivamente verso l'altro sesso, e via discorrendo insomma. Tuttavia, nonostante il mio forte desiderio verso le donne, a quella età ancora non ero riuscito ad avere una ragazza ne a dare neanche il primo bacio, e la cosa mi pesava molto, anche perché tutti i miei corteggiamenti fallivano sempre tutti inesorabilmente, ero molto grasso, insicuro, introverso, i miei migliori amici avevano già avuto esperienze anche sessuali, mentre io ero praticamente a zero e la cosa mi pesava. Fu in un momento in cui questa cosa cominciò a pesarmi particolarmente che cominciai a pensare "probabilmente sono gay", "sono gay, se con le ragazze non mi va bene allora sono gay". Da questo punto in poi la mia mente è stata sempre monopolizzata da questo pensiero, ho cominciato a mettermi alla prova guardando altri uomini, cercando di masturbarmi pensando ai ragazzi, parallelamente continuava in modo soddisfacente la mia attività masturbatoria esclusivamente dedicata alle ragazze, e allo stesso tempo cominciai a perdere peso, a diventare piacente, ad avere le prime ragazze, i primi baci, le prime attività sessuali (non proprio sesso, ma petting, preliminari, insomma tutto quello che va dal bacio alla non penetrazione della vagina). Intanto c'erano lunghi periodi, anche di 5 o 6 mesi in cui riuscivo a mettere da parte le mie ansie e le mie fissazioni riguardo alla possibilità di essere gay, e con questo anche tutte le forme di prove che avevo escogitato etc. La situazione cambiò la scorsa estate, periodo in cui cominciai a contattarti, in quanto i miei esperimenti, compiuti durante un altro periodo di fissa, cominciarono a dare esito positivo, cioè cominciavo a giungere all'orgasmo anche provando a masturbarmi sui ragazzi, forse la soddisfazione non era il massimo, però ci riuscivo. Ciononostante anche in questo periodo le mie attenzioni, sia affettive che visive, restavano legate alle ragazze, al loro aspetto, al loro comportamento nei miei confronti etc, insomma non guardavo i ragazzi, ne il vederli mi provocava desiderio e/o erezioni, tuttavia riuscivo, se ci provavo, a giungere all'orgasmo masturbandomi su un qualsiasi ragazzo. A questo si aggiunse un sogno, fatto una notte, in cui sognai di baciare un uomo ed ebbi una erezione. La cosa mi convinse del mio orientamento omosessuale, tuttavia continuavo a masturbarmi, in modo indispensabile direi, sulle ragazze, giorni dopo feci anche il medesimo sogno riguardo a una ragazza, e quando in ottobre ripresi i corsi all'università e ricominciai a lavorare, le mie fisse si misero completamente da parte, e la mia è stata fino a maggio/giugno scorso una eterosessualità completa e appagante, in gennaio e febbraio ho avuto anche una ragazza, molto bella, con la quale non sono purtroppo andato oltre il petting. Tuttavia in questo periodo estivo sono ricominciati questi dubbi, queste fisse, e io ho ripreso i miei esperimenti, fino a masturbarmi completamente sui ragazzi, con soddisfazione relativa, a volte sì, a volte completamente no, a volte parziale, durante queste masturbazioni la mia erezione non è completa, ma è parziale, ma comunque la sensazione di piacere c'è. Parallelamente continuo a godere di una masturbazione legata alla ragazze, che comunque, almeno per il momento, mi dà maggiore soddisfazione. Allo stato attuale, comunque quando giro per strada etc, non trevo ragazzi che mi attraggano o che spontaneamente mi causino fantasie sul loro conto, o che mi causino erezioni, e allo stato attuale non ho ancora delle fantasie spontanee sui ragazzi, la mia masturbazione sui ragazzi attualmente la compio per vedere se quel lato di me c'è, è presente, oppure non c'è, non so, non riesco a spiegartelo, però non lo so, ho come la sensazione che potrei farne a meno, se non avessi questa fissa di scoprirmi gay ecco. In tutto questo stanno molto incidendo alcune prese di coscienza a cui sono giunto ultimamente, come ad esempio il fatto di non andare molto d'accordo con mio padre (nonostante comunque gli voglia molto bene), il fatto che non mi ispiri a lui come figura maschile, e che comunque nella vita io mi senta più ispirato da mia madre che da mio padre, credo che comunque la figura maschile di riferimento della mia vita sia stato mio nonno materno, che ho perso quando ero ancora bambino, di mio padre conservo qualche riflesso, qualche buon esempio, ma non come per mia madre ecco, e questa cosa mi porta a pensare che possa essere gay, in quanto il mio modello è comunque una donna, e con mio padre non vado tanto d'accordo. Ecco in alcune cose mi rivedo in mia madre e questa cosa mi fa pensare di essere gay. Beh credo di averti detto tutto il possibile, anche se non sono stato molto sintetico alla fine, spero tu ti sia ricordato di me, visto che ci siamo sentiti l'anno scorso, comunque io conservo un buon ricordo di te e della tua disponibilità.
Vorrei, se ti è possibile che tu possa rispondermi il prima possibile, in quanto tra qualche giorno parto, e vorrei partire con la mente un po' più sgombra, magari avendo tue risposte, e potendo fare anche una bella chiacchierata con te su messenger. Quello che ricerco è la chiarezza, capire per capirmi, grazie per l'attenzione che mi riserverai, te ne sono infinitamente grato
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Ciao, proverò a risponderti nel modo più diretto possibile. Da quanto dici emerge piuttosto chiaramente che hai ben poco a che vedere con l’omosessualità, sarei portato a dire che in pratica non c’è proprio nulla che faccia pensare alla omosessualità. Partiamo da un concetto fondamentale: la masturbazione è un atto sessuale nel senso vero del termine non quando arriva alla eiaculazione ma quando è vissuta in modo sessualmente coinvolgente, cioè quando provoca piacere e quando è accompagnata da fantasie sessuali proiettive che anticipano situazioni fortemente desiderate o richiamano alla memoria situazioni effettivamente vissute e autenticamente gratificanti. Specifico una cosa: la sessualità non ha come oggetto gli uomini o le donne in quanto tali ma esclusivamente alcune pochissime donne e/o alcuni pochissimi uomini. In altri termini ogni attività sessuale è dedicata sostanzialmente ad una sola persona o al massimo ad un numero ristrettissimo di persone. Chi si masturba lo fa avendo presente nella sua mente l’immagine, in genere, di una sola persona reale che suscita un interesse sessuale concreto. Tu dici “non guardavo i ragazzi, né il vederli mi provocava desiderio e/o erezioni, tuttavia riuscivo, se ci provavo, a giungere all'orgasmo masturbandomi su un qualsiasi ragazzo.” Una masturbazione del genere “su qualsiasi ragazzo” e senza un vero coinvolgimento sessuale precedente, non è di fatto un atto sessuale ma ha tutte le caratteristiche di un esperimento sessuale, tipico delle nevrosi di origine ansiosa. Se hai una sessualità etero, che da quello che scrivi sembra quella assolutamente dominante e direi esclusiva in termini spontanei, non si vede perché tu debba metterti alla prova al punto di masturbarti senza un vero desiderio sessuale ma solo per testare la tua ipotetica reattività omosessuale. Dietro questi comportamenti si intravede un disturbo su base ansiosa. Il fatto che gli esperimenti sessuali gay non siano sempre presenti ma vadano a periodi farebbe pensare che possano essere motivati da tensioni emerse nella sessualità etero, quasi fosse il tentativo di trovare un’altra strada, ma è evidente che non sei gay. Dire che queste cose sono il risultato di un disturbo su base ansiosa ha un senso se e solo se questo metterti alla prova con la masturbazione in chiave gay costituisce per te una fonte di angoscia, di sconforto, di sensazioni sgradevoli, tutte cose che non sembrano proprio realizzarsi nel tuo caso. La masturbazione in chiave gay come test ha certamente una componente compulsiva ma sembra una compulsione piuttosto debole, che non mette in crisi la sessualità etero dominante. Premesso che io non credo che tu sia nemmeno bisessuale, se anche ci fosse una reale componente gay più o meno debole non sarebbe comunque oggettivamente un vero problema e basterebbe un po’ di buon senso per andare avanti bene lo stesso. Non mi sembra che oggettivamente questo cosiddetto disturbo compulsivo che ti porta a tesare la tua sessualità attraverso la masturbazione gay sia realmente disturbante. Aggiungo che in te manca del tutto la dimensione affettiva della omosessualità e la dimensione fisica della masturbazione non ha di fatto proprio nulla di sessuale, non solo, tu hai della omosessualità una visione molto teorica e stereotipata e tendi a leggere i tuoi rapporti con i tuoi genitori come una prova di una tua ipotetica omosessualità, cosa che non reggae da nessun punto di vista. Tirando le somme che cosa c’è in te di autenticamente gay? In sostanza proprio nulla! Le compulsioni che ti portano alla masturbazione gay come test in effetti non le vivi nemmeno come vere compulsioni, ti sei abituato a conviverci e sono cose che non ti fanno stare oggettivamente male. Potresti fare a meno della masturbazione gay? Francamente penso proprio di sì e questo di fatto svuota dall’interno anche il concetto di compulsività. La compulsività e un sentirsi costretti a fare una cosa ma, se quella cosa puoi tranquillamente non farla, la compulsività non esiste nemmeno. Francamente penso che questo tentativo di esplorazione della sessualità gay sia un tentativo di fuga da una sessualità etero che in ceri momenti non deve essere stata pianamente soddisfacente.
Per quanto riguarda la possibilità di parlare su msn, penso tu abbia già il mio contatto. Puoi chiamarmi quando vuoi, anche se non mi vedi online.
Project
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Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
martedì 27 marzo 2012
GAY SOLO NELLA MASTURBAZIONE
Ciao Project,
scriverti questa mail mi riesce molto difficile ma ho letto tante cose che hai scritto e penso tu possa darmi una risposta seria. Ho 22 anni, mi sento realizzato sotto tanti profili: studio, amici, ecc., mi dicono che sono un bel ragazzo, io penso nella media, ho una ragazza da tre anni e con lei ho anche una vita sessuale, facciamo l’amore più o meno tutte le settimane, le cose funzionano nel senso che non ho mai avuto problemi di erezione o cose del genere. Io non prendo l’iniziativa, aspetto che lo faccia lei, così mi sento a mio agio, ormai succede da anni. All’inizio c’era molto la curiosità del sesso in sé o meglio il lasciarsi andare perché in effetti è stata lei che si è innamorata di me, mi sentivo al centro delle sue attenzioni e dei suoi desideri e le cose venivano da sole anche se non ho mai provato un vero desiderio sessuale, cioè quando stavamo lontani per più tempo, di lei mi mancava la compagnia, se vuoi anche l’intimità, ma non il sesso come tale. Ma dopo aver letto i tuoi post, confesso che mi sono venuti parecchi dubbi per la testa perché, anche se in effetti non l’avevo mai considerata una cosa importante, in pratica da sempre, quando mi masturbo immagino situazioni sessuali che coinvolgono “anche” ragazzi e anzi ultimamente è come se quell’anche fosse diventato essenziale. Nelle mie fantasie le donne ci sono ma, diciamo così, sono sempre meno fondamentali, è come se fossero una scusa che mi permette di stare in situazioni sessuali con altri ragazzi e, in effetti, la cosa che più mi eccita in queste fantasie è proprio quel clima di complicità che si forma con gli altri ragazzi, un po’ l’idea di fare insieme qualcosa di sessuale, di farlo con una ragazza, ma di farlo insieme ad altri ragazzi, come se la cosa fatta solo con la ragazza perdesse senso. Mi è capitato circa un mese fa di sognare una situazione simile, cioè di sognare di trovarmi insieme con un ragazzo a parlare di sesso (di sesso fatto con le ragazze) però per me l’importante era sentire parlare di sesso quel ragazzo, era una cosa eccitante fino all’orgasmo e ho notato che l’orgasmo è arrivato pensando al ragazzo non alla ragazza. Nei giorni dopo il sogno, che mi ha parecchio sconvolto, ho cominciato a masturbarmi pensando esclusivamente a un ragazzo e la cosa mi veniva proprio spontanea, non era un mettermi alla prova, però con la mia ragazza non è cambiato nulla, non ho avuto problemi sessuali con lei anche se non le ho detto nulla né del sogno né delle masturbazioni pensando a un ragazzo. D’altra parte anche prima nelle mie fantasie c’erano dei ragazzi anche se sempre però, diciamo così, la parte strettamente sessuale, era concentrata o almeno sembrava concentrarsi tutta sulla ragazza. Insomma, con la mia ragazza non è cambiato nulla, ma dentro di me qualcosa è cambiato, non lo posso negare, mi sono detto che alla fine potrei anche essere bisex e che non sarebbe una tragedia, però resta il fatto che non mi sono mai innamorato di un ragazzo, almeno fino adesso, e non riesco ad immaginarmi con un ragazzo a scambiarmi tenerezze come faccio con la mia ragazza. Cioè, è come se adesso io fossi bisex, o meglio fossi gay ma solo nella masturbazione. Io faccio sport da quando ero ragazzino, vedo spessissimo altri ragazzi nudi ma questo non mi fa nessun effetto, ormai quelle cose le vedo senza nessun alone sessuale e mi sono proprio indifferenti. Ho tanti amici con i quali mi sento molto libero nei comportamenti ma sono tutti etero e in fondo penso di essere etero anche io e sui miei amici non ho mai avuto fantasie sessuali di nessun genere (ma nemmeno sulle mie amiche) certe volte penso che nelle questioni sessuali ho bisogno di qualcuno che prenda l’iniziativa come è successo con la mia ragazza e penso che io dopo gli andrei appresso. Non ho la vocazione del conquistatore ma del conquistato, anche se sono maschile al 100%. Se ho un desiderio affettivo riguardo ai ragazzi è quello di essere corteggiato da un ragazzo, di diventare il centro della sua attenzione, penso che in una situazione simile finirei anche per sciogliermi del tutto … o forse no, non lo so. Ma si può essere gay solo nella masturbazione? È importante, certo, ma non penso che basti, cioè alla fine bisogna pure innamorarsi di un ragazzo. Forse non mi è ancora successo ed è solo questione di tempo, ma non so che pensare, non so se desiderare che succeda oppure no, perché se succedesse mi troverei in terribile imbarazzo con la mia ragazza che di tutte queste cose non sa niente e forse è bene che non le sappia. Di cercare ambienti gay non mi passa proprio per la testa e già mandarti questa mail mi richiede di superare un imbarazzo terribile. Aspetto una tua risposta. Se vuoi, pubblica la mail, perché mi sono tenuto sul generico e quindi si può fare.
Sando
scriverti questa mail mi riesce molto difficile ma ho letto tante cose che hai scritto e penso tu possa darmi una risposta seria. Ho 22 anni, mi sento realizzato sotto tanti profili: studio, amici, ecc., mi dicono che sono un bel ragazzo, io penso nella media, ho una ragazza da tre anni e con lei ho anche una vita sessuale, facciamo l’amore più o meno tutte le settimane, le cose funzionano nel senso che non ho mai avuto problemi di erezione o cose del genere. Io non prendo l’iniziativa, aspetto che lo faccia lei, così mi sento a mio agio, ormai succede da anni. All’inizio c’era molto la curiosità del sesso in sé o meglio il lasciarsi andare perché in effetti è stata lei che si è innamorata di me, mi sentivo al centro delle sue attenzioni e dei suoi desideri e le cose venivano da sole anche se non ho mai provato un vero desiderio sessuale, cioè quando stavamo lontani per più tempo, di lei mi mancava la compagnia, se vuoi anche l’intimità, ma non il sesso come tale. Ma dopo aver letto i tuoi post, confesso che mi sono venuti parecchi dubbi per la testa perché, anche se in effetti non l’avevo mai considerata una cosa importante, in pratica da sempre, quando mi masturbo immagino situazioni sessuali che coinvolgono “anche” ragazzi e anzi ultimamente è come se quell’anche fosse diventato essenziale. Nelle mie fantasie le donne ci sono ma, diciamo così, sono sempre meno fondamentali, è come se fossero una scusa che mi permette di stare in situazioni sessuali con altri ragazzi e, in effetti, la cosa che più mi eccita in queste fantasie è proprio quel clima di complicità che si forma con gli altri ragazzi, un po’ l’idea di fare insieme qualcosa di sessuale, di farlo con una ragazza, ma di farlo insieme ad altri ragazzi, come se la cosa fatta solo con la ragazza perdesse senso. Mi è capitato circa un mese fa di sognare una situazione simile, cioè di sognare di trovarmi insieme con un ragazzo a parlare di sesso (di sesso fatto con le ragazze) però per me l’importante era sentire parlare di sesso quel ragazzo, era una cosa eccitante fino all’orgasmo e ho notato che l’orgasmo è arrivato pensando al ragazzo non alla ragazza. Nei giorni dopo il sogno, che mi ha parecchio sconvolto, ho cominciato a masturbarmi pensando esclusivamente a un ragazzo e la cosa mi veniva proprio spontanea, non era un mettermi alla prova, però con la mia ragazza non è cambiato nulla, non ho avuto problemi sessuali con lei anche se non le ho detto nulla né del sogno né delle masturbazioni pensando a un ragazzo. D’altra parte anche prima nelle mie fantasie c’erano dei ragazzi anche se sempre però, diciamo così, la parte strettamente sessuale, era concentrata o almeno sembrava concentrarsi tutta sulla ragazza. Insomma, con la mia ragazza non è cambiato nulla, ma dentro di me qualcosa è cambiato, non lo posso negare, mi sono detto che alla fine potrei anche essere bisex e che non sarebbe una tragedia, però resta il fatto che non mi sono mai innamorato di un ragazzo, almeno fino adesso, e non riesco ad immaginarmi con un ragazzo a scambiarmi tenerezze come faccio con la mia ragazza. Cioè, è come se adesso io fossi bisex, o meglio fossi gay ma solo nella masturbazione. Io faccio sport da quando ero ragazzino, vedo spessissimo altri ragazzi nudi ma questo non mi fa nessun effetto, ormai quelle cose le vedo senza nessun alone sessuale e mi sono proprio indifferenti. Ho tanti amici con i quali mi sento molto libero nei comportamenti ma sono tutti etero e in fondo penso di essere etero anche io e sui miei amici non ho mai avuto fantasie sessuali di nessun genere (ma nemmeno sulle mie amiche) certe volte penso che nelle questioni sessuali ho bisogno di qualcuno che prenda l’iniziativa come è successo con la mia ragazza e penso che io dopo gli andrei appresso. Non ho la vocazione del conquistatore ma del conquistato, anche se sono maschile al 100%. Se ho un desiderio affettivo riguardo ai ragazzi è quello di essere corteggiato da un ragazzo, di diventare il centro della sua attenzione, penso che in una situazione simile finirei anche per sciogliermi del tutto … o forse no, non lo so. Ma si può essere gay solo nella masturbazione? È importante, certo, ma non penso che basti, cioè alla fine bisogna pure innamorarsi di un ragazzo. Forse non mi è ancora successo ed è solo questione di tempo, ma non so che pensare, non so se desiderare che succeda oppure no, perché se succedesse mi troverei in terribile imbarazzo con la mia ragazza che di tutte queste cose non sa niente e forse è bene che non le sappia. Di cercare ambienti gay non mi passa proprio per la testa e già mandarti questa mail mi richiede di superare un imbarazzo terribile. Aspetto una tua risposta. Se vuoi, pubblica la mail, perché mi sono tenuto sul generico e quindi si può fare.
Sando
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Nota di Project.
Mi
capita spesso di parlare con ragazzi che si avvicinano all’idea di
essere gay per passi successivi e che restano con mille dubbi in mente
finché non vivono la loro prima vera storia d’amore gay. Molti, direi la
maggior parte, come Sando, arrivano alla consapevolezza di essere gay
dopo essere passati per la consapevolezza di non essere comunque del
tutto etero, proprio attraverso la dicotomia tra la sessualità di coppia
che resta etero anche se non è vissuta in modo molto coinvolgente e la
masturbazione che assume progressivamente connotazioni sempre più
marcatamente gay. Devo dire che questo percorso interessa la grande
maggioranza di quel 30/35% di gay che hanno avuto una vita sessuale
etero ed è in sostanza un quadro piuttosto tipico. Effettivamente nel
caso di Sando non si presenta nessuna delle classiche complicazioni che
accompagnano questo processo e qui bisogna aprire una parentesi.
La sessualità, tutta la sessualità, anche quella etero, può essere vissuta realmente senza problemi solo quando c’è un adeguato retroterra solido dal punto di vista affettivo e una consistente misura di autostima. Ho avuto modo di parlare privatamente con Sando e posso dire che ha un rapporto molto bello con i genitori e tra l’altro ha avuto la fortuna di avere genitori che si vogliono bene e ha visto fin dall’infanzia un atteggiamento affettivo serio tra loro. Sando è cresciuto sereno, senza tabù assurdi per la testa e a 22 anni ha una maturità che purtroppo che molti non raggiungono nemmeno a 40. Un po’ è merito suo ma in grandissima parte è merito della sua famiglia che gli ha creato un ambiente favorevole. Parlando con lui ho potuto capire che la famiglia con ogni probabilità non gli porrebbe nessun problema se lui fosse gay e che anzi il padre si deve essere reso conto che la storia con la sua ragazza non è per Sando realmente un amore travolgente e gli ha fatto capire che se la storia dovesse finire non si stupirebbe più di tanto. Probabilmente il padre non sospetta che il figlio possa essere gay ma gli ripete spesso: “in quelle cose devi fare sempre e solo quello che ti senti di fare e devi infischiartene di quello che pensano gli altri!”.
Detto quindi che non ci sono state pressioni familiari di nessun tipo né forme di intrusione dei genitori con tentativi di istituzionalizzare e incanalare il rapporto con la ragazza verso una soluzione matrimoniale, Sando si è sentito sostanzialmente libero di seguire le sue pulsioni, il che è una cosa di grandissimo valore. Al momento non è in grado di valutare, diciamo così, la completezza del suo essere gay perché gli manca l’elemento fondamentale costituto dal vivere un vero rapporto d’amore gay, e la paura, da quello che si capisce, non è che questo rapporto arrivi, ma è invece proprio la paura che questo rapporto possa non arrivare. Ed è proprio per questo che Sando è incerto sul fatto di lasciare la ragazza. Aggiungo una cosa. Sando ha cercato di documentarsi e di capire molto seriemente che cosa significa essere gay ed ha della omosessualità un’idea molto seria e realistica, in sostanza la sente cosa sua, ma ha paura che il salto che lo porterà ad una storia d’amore condiviso possa non compiersi mai, perché l’ambiente sociale in cui vive non lo favorisce di certo. In pratica nel suo essere gay avrebbe l’appoggio della famiglia ma solo in privato e per lui vivere una relazione gay con una visibilità anche assolutamente minima sarebbe molto rischioso. Attualmente è impegnatissimo negli studi ed è proiettato verso l’idea di allontanarsi di molto dalla sua regione e di vivere e lavorare in una grande città anche se per tutto questo ci vorranno degli anni. Io penso che stia seguendo la strada giusta e mi auguro proprio che possa trovare quello che desidera. Forza Sando!!
La sessualità, tutta la sessualità, anche quella etero, può essere vissuta realmente senza problemi solo quando c’è un adeguato retroterra solido dal punto di vista affettivo e una consistente misura di autostima. Ho avuto modo di parlare privatamente con Sando e posso dire che ha un rapporto molto bello con i genitori e tra l’altro ha avuto la fortuna di avere genitori che si vogliono bene e ha visto fin dall’infanzia un atteggiamento affettivo serio tra loro. Sando è cresciuto sereno, senza tabù assurdi per la testa e a 22 anni ha una maturità che purtroppo che molti non raggiungono nemmeno a 40. Un po’ è merito suo ma in grandissima parte è merito della sua famiglia che gli ha creato un ambiente favorevole. Parlando con lui ho potuto capire che la famiglia con ogni probabilità non gli porrebbe nessun problema se lui fosse gay e che anzi il padre si deve essere reso conto che la storia con la sua ragazza non è per Sando realmente un amore travolgente e gli ha fatto capire che se la storia dovesse finire non si stupirebbe più di tanto. Probabilmente il padre non sospetta che il figlio possa essere gay ma gli ripete spesso: “in quelle cose devi fare sempre e solo quello che ti senti di fare e devi infischiartene di quello che pensano gli altri!”.
Detto quindi che non ci sono state pressioni familiari di nessun tipo né forme di intrusione dei genitori con tentativi di istituzionalizzare e incanalare il rapporto con la ragazza verso una soluzione matrimoniale, Sando si è sentito sostanzialmente libero di seguire le sue pulsioni, il che è una cosa di grandissimo valore. Al momento non è in grado di valutare, diciamo così, la completezza del suo essere gay perché gli manca l’elemento fondamentale costituto dal vivere un vero rapporto d’amore gay, e la paura, da quello che si capisce, non è che questo rapporto arrivi, ma è invece proprio la paura che questo rapporto possa non arrivare. Ed è proprio per questo che Sando è incerto sul fatto di lasciare la ragazza. Aggiungo una cosa. Sando ha cercato di documentarsi e di capire molto seriemente che cosa significa essere gay ed ha della omosessualità un’idea molto seria e realistica, in sostanza la sente cosa sua, ma ha paura che il salto che lo porterà ad una storia d’amore condiviso possa non compiersi mai, perché l’ambiente sociale in cui vive non lo favorisce di certo. In pratica nel suo essere gay avrebbe l’appoggio della famiglia ma solo in privato e per lui vivere una relazione gay con una visibilità anche assolutamente minima sarebbe molto rischioso. Attualmente è impegnatissimo negli studi ed è proiettato verso l’idea di allontanarsi di molto dalla sua regione e di vivere e lavorare in una grande città anche se per tutto questo ci vorranno degli anni. Io penso che stia seguendo la strada giusta e mi auguro proprio che possa trovare quello che desidera. Forza Sando!!
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sabato 17 settembre 2011
RAPPORTI SESSUALI GAY-ETERO TRA DUE RAGAZZI
In
questo ultimo periodo ho ricevuto alcune mail concernenti tematiche
molto importanti, attinenti alla sessualità gay di coppia. Si tratta di
mail estremamente serie che mi spingono ad affrontare il discorso in
modo sistematico.
Molti ragazzi gay, prima di avere piena coscienza di essere gay o prima di accettarsi del tutto, hanno avuto esperienze sessuali etero, e spesso hanno continuato ad avere rapporti con ragazze anche dopo avere avuto piena consapevolezza di essere gay, non è quindi il mero fatto di avere rapporti sessuali etero a qualificare quei ragazzi come etero. Spessissimo la presa di coscienza della propria sessualità gay è legata al fatto che la sessualità spontanea della masturbazione è orientata verso i ragazzi anche quando la sessualità di coppia è etero. Quando un gay cerca una ragazza la sceglie in genere priva di esperienze, in modo che non possa fare confronti tra il suo comportamento sessuale e quello di altri ragazzi. Mettiamoci ora dal lato della ragazza. È evidente che in un rapporto sessuale con un ragazzo gay una ragazza, che abbia un minimo di esperienza della sessualità etero, avverte qualcosa di incerto, di esitante, avverte un cedere del ragazzo alle sue insistenze più che un desiderio sessuale primario. Qui è il punto. Un gay può anche, in certe situazioni molto particolari provare interesse sessuale e anche eccitazione per una donna al punto di arrivare ad avere rapporti sessuali soddisfacenti, ma quella non è la sua scelta primaria, le sue fantasie sessuali restano gay, la sua masturbazione resta gay spesso al 100%. Per un gay questo ragionamento, applicato ai rapporti sessuali con una ragazza non fa una grinza: il ragazzo è e resta gay, ha rapporti eterosessuali più o meno soddisfacenti, la ragazza se non è molto interessata al sesso può anche accettare le cose in questi termini, ma un discorso per molti versi simmetrico a quello appena fatto si può applicare anche ai rapporti sessuali tra un etero e un gay. Voglio dire che presupporre che un ragazzo che faccia sesso con un ragazzo sia necessariamente gay è esattamente come presupporre che un gay che fa sesso con una ragazza sia necessariamente etero, cose che, entrambe, non reggono. Come un gay in certe circostanze può provare interesse sessuale per una ragazza, così un etero, in certe circostanze, può provare interesse sessuale per un ragazzo. Quell’etero resterà etero anche se avrà contatti sessuali con un ragazzo, la sua sessualità primaria, la sua masturbazione e le sue fantasie sessuali resteranno dirette verso le ragazze anche al 100%. Nel caso appena descritto di un etero che ha rapporti sessuali con un ragazzo gay, mettiamoci dalla parte del ragazzo gay, è ovvio che il ragazzo gay avvertirà che l’interesse sessuale che il ragazzo etero manifesta verso di lui non è simmetrico al suo, perché la sessualità del ragazzo etero si è strutturata negli anni su altre fantasie erotiche che vengono estese al campo gay ma non sono originariamente gay.
Intendo dire che, mentre è ormai abbastanza pacifico che un gay possa avere rapporti sessuali con una donna, non è altrettanto pacifico che un etero possa avere rapporti sessuali con un ragazzo, e anzi, si dà quasi per scontato che un ragazzo che faccia sesso con un altro ragazzo sia gay. Ma di etero che hanno rapporti sessuali anche con ragazzi ce ne sono e non pochi. Ai gay sembrano gay ma non lo sono, la loro sessualità primaria è orientata verso le ragazze. Esattamente come un ragazzo che faccia sesso con una ragazza può apparire etero a quella ragazza ma non è affatto detto che lo sia.
Tanto premesso vengo all’argomento centrale del post. Accade spesso che un ragazzo gay si innamori di un amico, dichiaratamente etero e, piano piano, a forza di insistenze, riesca ad indurlo ad avere contatti sessuali con lui. Questa cosa che, nell’attesa, appare al ragazzo gay un momento esaltante, quando si realizza manifesta tutti i suoi lati deboli. Il gay avverte qualcosa di anomalo, di originariamente non gay, di non corrispondente alle fantasie sessuali tipiche di un ragazzo gay, cioè alle sue fantasie sessuali. Il primo elemento che suona stonato per un gay è il disinteresse del proprio compagno per il pene del partner, o un interesse debole indotto solo dal non voler apparire disinteressato. Il ragazzo etero non masturba il ragazzo gay mentre si fa masturbare da lui, il ragazzo etero è disponibile al sesso orale ma solo se praticato sul suo pene mentre è estremamente riluttante se si tratta di scambiare i ruoli. Ma non solo, il rapporto sessuale si concentra su quello che il ragazzo gay ha di meno maschile, in pratica il gay si rende conto di non costituire l’interesse sessuale primario del suo partner, continua tuttavia a considerare il suo partner un gay strano piuttosto che un etero. Aggiungo che spesso, dopo contatti di questo genere il gay cerca di insistere per creare altre occasioni di incontro mentre l’etero manifesta forti resistenze. Se ne deduce che sarebbe il caso di mettersi in mente che come ci sono i gay che vanno anche qualche volta con le ragazze, così ci sono gli etero che vanno anche qualche volta con i ragazzi ma restano etero a tutti gli effetti, il che significa che per costruire un rapporto serio con un gay manca una reciprocità di fondo e gli interessi sessuali primari non sono compatibili. Rendersi conto di questo, per un gay, è spesso difficilissimo e doloroso, perché si tratta di capire che una storia che sembrava giunta all’apice, di fatto, non è neppure una storia e che la fantasia si è proiettata troppo lontano. La sessualità per essere realmente soddisfacente deve essere condivisa in modo profondo, l’equilibrio sessuale di una coppia gay si basa sulle affinità sessuali, ossia su un insieme condiviso di desideri sessuali e di fantasie. I ragazzi gay avvertono molto nettamente quanto i ragazzi etero abbiano archetipi sessuali diversi dai loro e quanto diversa sia la sessualità etero dalla loro e lo avvertono anche solo parlando con i loro amici etero. Quando invece si arriva a un rapporto sessuale gay-etero tra due ragazzi preceduto da mille aspettative e da mille proiezioni e ci si rende conto solo al momento del vero contatto sessuale che c’è qualcosa che non va per il verso giusto, la disillusione è profonda al punto che si oscura la realtà e si evita di ragionare. L’espressione: “abbiamo fatto sesso insieme quindi non può essere etero anche se lui lo ripete sempre” è del tutto sovrapponibile a frasi analoghe che le ragazze innamorare dei gay usano per sostenere che il loro ragazzo è etero.
I meccanismi attraverso i quali si arriva a un rapporto gay-etero tra due ragazzi è del tutto analogo a quello che porta un ragazzo gay a stare con una ragazza. Si parte dell’amicizia, spesso sessualizzata da una parte sola (il ragazzo gay si masturba pensando al suo amico, ma il ragazzo etero continua a masturbarsi pensando alle ragazze), poi si creano occasioni di intimità sempre più spinta che per il ragazzo gay appaiono come chiaro segno che l’altro è gay mentre al ragazzo etero appaiono solo come forme di amicizia stretta e nulla più, si arriva spesso a situazioni parasessuali, docce in comune in ambienti sportivi, nudità casuale senza imbarazzo e simili, alle quali il gay attribuisce molto significato e che per l’etero sono cose del tutto insignificanti, e così si può arrivare anche ad un rapporto sessuale che per l’etero è accettabile proprio perché non lo vede come una conversione gay (e non lo è di fatto) ma come una cosa qualunque, magari come una forma di generosità verso un amico che ne ha bisogno.
Per costruire una storia seria non basta certo che due ragazzi siano gay, quella è solo una condizione necessaria, non sufficiente, ma è appunto una condizione necessaria, deve trattarsi realmente di due ragazzi gay e il fatto che tra quei due ragazzi siano intercorsi contati sessuali nulla dice sul fatto che siano entrambi realmente gay. L’orientamento sessuale non è una questione di comportamenti ma di pulsioni e di desideri.
Molti ragazzi gay, prima di avere piena coscienza di essere gay o prima di accettarsi del tutto, hanno avuto esperienze sessuali etero, e spesso hanno continuato ad avere rapporti con ragazze anche dopo avere avuto piena consapevolezza di essere gay, non è quindi il mero fatto di avere rapporti sessuali etero a qualificare quei ragazzi come etero. Spessissimo la presa di coscienza della propria sessualità gay è legata al fatto che la sessualità spontanea della masturbazione è orientata verso i ragazzi anche quando la sessualità di coppia è etero. Quando un gay cerca una ragazza la sceglie in genere priva di esperienze, in modo che non possa fare confronti tra il suo comportamento sessuale e quello di altri ragazzi. Mettiamoci ora dal lato della ragazza. È evidente che in un rapporto sessuale con un ragazzo gay una ragazza, che abbia un minimo di esperienza della sessualità etero, avverte qualcosa di incerto, di esitante, avverte un cedere del ragazzo alle sue insistenze più che un desiderio sessuale primario. Qui è il punto. Un gay può anche, in certe situazioni molto particolari provare interesse sessuale e anche eccitazione per una donna al punto di arrivare ad avere rapporti sessuali soddisfacenti, ma quella non è la sua scelta primaria, le sue fantasie sessuali restano gay, la sua masturbazione resta gay spesso al 100%. Per un gay questo ragionamento, applicato ai rapporti sessuali con una ragazza non fa una grinza: il ragazzo è e resta gay, ha rapporti eterosessuali più o meno soddisfacenti, la ragazza se non è molto interessata al sesso può anche accettare le cose in questi termini, ma un discorso per molti versi simmetrico a quello appena fatto si può applicare anche ai rapporti sessuali tra un etero e un gay. Voglio dire che presupporre che un ragazzo che faccia sesso con un ragazzo sia necessariamente gay è esattamente come presupporre che un gay che fa sesso con una ragazza sia necessariamente etero, cose che, entrambe, non reggono. Come un gay in certe circostanze può provare interesse sessuale per una ragazza, così un etero, in certe circostanze, può provare interesse sessuale per un ragazzo. Quell’etero resterà etero anche se avrà contatti sessuali con un ragazzo, la sua sessualità primaria, la sua masturbazione e le sue fantasie sessuali resteranno dirette verso le ragazze anche al 100%. Nel caso appena descritto di un etero che ha rapporti sessuali con un ragazzo gay, mettiamoci dalla parte del ragazzo gay, è ovvio che il ragazzo gay avvertirà che l’interesse sessuale che il ragazzo etero manifesta verso di lui non è simmetrico al suo, perché la sessualità del ragazzo etero si è strutturata negli anni su altre fantasie erotiche che vengono estese al campo gay ma non sono originariamente gay.
Intendo dire che, mentre è ormai abbastanza pacifico che un gay possa avere rapporti sessuali con una donna, non è altrettanto pacifico che un etero possa avere rapporti sessuali con un ragazzo, e anzi, si dà quasi per scontato che un ragazzo che faccia sesso con un altro ragazzo sia gay. Ma di etero che hanno rapporti sessuali anche con ragazzi ce ne sono e non pochi. Ai gay sembrano gay ma non lo sono, la loro sessualità primaria è orientata verso le ragazze. Esattamente come un ragazzo che faccia sesso con una ragazza può apparire etero a quella ragazza ma non è affatto detto che lo sia.
Tanto premesso vengo all’argomento centrale del post. Accade spesso che un ragazzo gay si innamori di un amico, dichiaratamente etero e, piano piano, a forza di insistenze, riesca ad indurlo ad avere contatti sessuali con lui. Questa cosa che, nell’attesa, appare al ragazzo gay un momento esaltante, quando si realizza manifesta tutti i suoi lati deboli. Il gay avverte qualcosa di anomalo, di originariamente non gay, di non corrispondente alle fantasie sessuali tipiche di un ragazzo gay, cioè alle sue fantasie sessuali. Il primo elemento che suona stonato per un gay è il disinteresse del proprio compagno per il pene del partner, o un interesse debole indotto solo dal non voler apparire disinteressato. Il ragazzo etero non masturba il ragazzo gay mentre si fa masturbare da lui, il ragazzo etero è disponibile al sesso orale ma solo se praticato sul suo pene mentre è estremamente riluttante se si tratta di scambiare i ruoli. Ma non solo, il rapporto sessuale si concentra su quello che il ragazzo gay ha di meno maschile, in pratica il gay si rende conto di non costituire l’interesse sessuale primario del suo partner, continua tuttavia a considerare il suo partner un gay strano piuttosto che un etero. Aggiungo che spesso, dopo contatti di questo genere il gay cerca di insistere per creare altre occasioni di incontro mentre l’etero manifesta forti resistenze. Se ne deduce che sarebbe il caso di mettersi in mente che come ci sono i gay che vanno anche qualche volta con le ragazze, così ci sono gli etero che vanno anche qualche volta con i ragazzi ma restano etero a tutti gli effetti, il che significa che per costruire un rapporto serio con un gay manca una reciprocità di fondo e gli interessi sessuali primari non sono compatibili. Rendersi conto di questo, per un gay, è spesso difficilissimo e doloroso, perché si tratta di capire che una storia che sembrava giunta all’apice, di fatto, non è neppure una storia e che la fantasia si è proiettata troppo lontano. La sessualità per essere realmente soddisfacente deve essere condivisa in modo profondo, l’equilibrio sessuale di una coppia gay si basa sulle affinità sessuali, ossia su un insieme condiviso di desideri sessuali e di fantasie. I ragazzi gay avvertono molto nettamente quanto i ragazzi etero abbiano archetipi sessuali diversi dai loro e quanto diversa sia la sessualità etero dalla loro e lo avvertono anche solo parlando con i loro amici etero. Quando invece si arriva a un rapporto sessuale gay-etero tra due ragazzi preceduto da mille aspettative e da mille proiezioni e ci si rende conto solo al momento del vero contatto sessuale che c’è qualcosa che non va per il verso giusto, la disillusione è profonda al punto che si oscura la realtà e si evita di ragionare. L’espressione: “abbiamo fatto sesso insieme quindi non può essere etero anche se lui lo ripete sempre” è del tutto sovrapponibile a frasi analoghe che le ragazze innamorare dei gay usano per sostenere che il loro ragazzo è etero.
I meccanismi attraverso i quali si arriva a un rapporto gay-etero tra due ragazzi è del tutto analogo a quello che porta un ragazzo gay a stare con una ragazza. Si parte dell’amicizia, spesso sessualizzata da una parte sola (il ragazzo gay si masturba pensando al suo amico, ma il ragazzo etero continua a masturbarsi pensando alle ragazze), poi si creano occasioni di intimità sempre più spinta che per il ragazzo gay appaiono come chiaro segno che l’altro è gay mentre al ragazzo etero appaiono solo come forme di amicizia stretta e nulla più, si arriva spesso a situazioni parasessuali, docce in comune in ambienti sportivi, nudità casuale senza imbarazzo e simili, alle quali il gay attribuisce molto significato e che per l’etero sono cose del tutto insignificanti, e così si può arrivare anche ad un rapporto sessuale che per l’etero è accettabile proprio perché non lo vede come una conversione gay (e non lo è di fatto) ma come una cosa qualunque, magari come una forma di generosità verso un amico che ne ha bisogno.
Per costruire una storia seria non basta certo che due ragazzi siano gay, quella è solo una condizione necessaria, non sufficiente, ma è appunto una condizione necessaria, deve trattarsi realmente di due ragazzi gay e il fatto che tra quei due ragazzi siano intercorsi contati sessuali nulla dice sul fatto che siano entrambi realmente gay. L’orientamento sessuale non è una questione di comportamenti ma di pulsioni e di desideri.
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mercoledì 25 maggio 2011
NON SO SE SONO GAY O CHE ALTRO SONO
Ciao Project,
sono arrivato sul tuo forum da google e mi sono fermato a leggere. È vero che ero in internet per cercare contenuti gay. Francamente non lo avevo mai considerato un fatto importante. Ho 24 anni, non sono proprio di primo pelo e in campo etero ho una certa esperienza, però forse in me un filino di gay c’è stato sempre. Mi innamoro delle ragazze, mi piacciono proprio sessualmente, o meglio, mi piacciono sessualmente ma non me ne innamoro in senso veramente profondo, diciamo che ci sto bene ma ci sto bene perché hanno il significato di un interesse sessuale, di uno sfogo. Le ragazze d’altra parte non mi sono mai mancate, non ho mai capito perché si innamorano di me, io le tratto bene, capita anche che si faccia sesso, ma non mi capita di pensare a una ragazza come a una persona con la quale voler passare la vita. Ho detto che probabilmente in me c’è anche un filino di gay perché invece con certi ragazzi, direi proprio pochissimi, però è successo, mi capitava di desiderare la loro presenza, paradossalmente di preferire la loro compagnia semplice al fatto di passare la notte con una ragazza. Questa cosa la vivo da quando avevo 14/15 anni e qualche volta mi ha fatto pensare. Ho sempre avuto pochissimi amici veri ma con loro avevo un rapporto assolutamente unico, o almeno io lo vivevo così, c’era complicità maschile e mi piaceva molto. Poi, certo, se loro potevano scegliere se stare con me o stare con la ragazza preferivano stare con la ragazza, per me non era la stessa cosa. Altra cosa: la masturbazione. Direi quasi sempre etero, ma quasi, non sempre, questo in pratica dall’inizio ma non l’ho mai considerato un problema. Una cosa invece mi ha fatto pensare, specialmente in questi ultimi tempi, i miei sogni erotici sono solo gay. Non faccio sogni erotici molto spesso, ma diciamo che una volta al mese capita. In pratica sono sempre a sfondo gay e sono travolgenti, molto di più dei rapporti sessuali veri con le ragazze. Scusa l’espressione ma in sogno mi eccito moltissimo e vengo senza nemmeno bisogno di toccarmi, con le ragazze ho bisogno di una stimolazione molto intensa quasi sempre autoprodotta (hai capito). Che significa tutto questo? Che sono un gay represso? Francamente non saprei che cosa dire perché dalle ragazze sono attratto eccome e quasi tutta la mia masturbazione è rivolta alle ragazze (accidenti a quel quasi). Poi c’è un altro problema per il quale ho pensato di scrivere a te e cioè che io di queste cose non posso parlare con nessuno, con gli amici etero non è proprio il caso, con un ragazzo gay che conosco è rischioso perché proprio non vorrei che si illudesse, il mio tipo non è lui, quindi la mia fantasia me la tengo per me. Figuriamoci se posso fare un discorso del genere a una ragazza! Come sono capitato sul tuo forum veramente? Lo puoi immaginare: cercando un po’ di cose gay per eccitarmi. Anche qui c’è una cosa strana, preferisco leggere piuttosto che guardare, leggere un racconto erotico, ma ho bisogno di un racconto che sia erotico in senso molto dolce, che mi permetta di innamorarmi del protagonista. Le cose tutto sesso non mi sono mai piaciute. Arrivo sul tuo forum e comincio a leggere. Anche qui l’impressione è strana, non ho l’impressione che quello che leggo appartenga realmente alla mia identità, però non poso negare che ho letto molto e che incontrare dei ragazzi come quelli di cui ho letto le storie mi piacerebbe moltissimo. Perché se ho questi interessi gay non sono, cioè non mi sento, veramente gay? Non mi sconvolgerebbe affatto, ma io continuo quasi sempre a pensare sessualmente alle ragazze anche se la cosa mi soddisfa solo da un punto di vista diciamo così tecnico. Ho letto che tanti ragazzi prima si credono bisex e poi si accettano come gay ma il fato è che io non mi sento gay e nemmeno bisex, se mi ci sentissi mi starebbe bene, senza problemi, ma proprio non mi ci sento. E se sono etero, perché questo filino gay me lo porto sempre appresso? Sono bisex? Però ho letto che in genere i ragazzi che dividono sesso e affettività vivono il sesso in chiave gay e l’affettività con le ragazze, a me succede esattamente il contrario. Sono strano? Perché non riesco a riconoscermi in nessuna delle situazioni di cui parla il forum? Francamente non so che pensare. Se non ti do troppo fastidio, mi piacerebbe parlare un po’ con te. Non sono preoccupato ma così per chiarirmi un po’ le idee. Il mio contatto è [omissis].
Ciao Project, spero di poter parlare presto con te. Comunque non avevo mai trovato cose come progetto gay in internet, hai fatto un lavoro che penso sia utilissimo.
sono arrivato sul tuo forum da google e mi sono fermato a leggere. È vero che ero in internet per cercare contenuti gay. Francamente non lo avevo mai considerato un fatto importante. Ho 24 anni, non sono proprio di primo pelo e in campo etero ho una certa esperienza, però forse in me un filino di gay c’è stato sempre. Mi innamoro delle ragazze, mi piacciono proprio sessualmente, o meglio, mi piacciono sessualmente ma non me ne innamoro in senso veramente profondo, diciamo che ci sto bene ma ci sto bene perché hanno il significato di un interesse sessuale, di uno sfogo. Le ragazze d’altra parte non mi sono mai mancate, non ho mai capito perché si innamorano di me, io le tratto bene, capita anche che si faccia sesso, ma non mi capita di pensare a una ragazza come a una persona con la quale voler passare la vita. Ho detto che probabilmente in me c’è anche un filino di gay perché invece con certi ragazzi, direi proprio pochissimi, però è successo, mi capitava di desiderare la loro presenza, paradossalmente di preferire la loro compagnia semplice al fatto di passare la notte con una ragazza. Questa cosa la vivo da quando avevo 14/15 anni e qualche volta mi ha fatto pensare. Ho sempre avuto pochissimi amici veri ma con loro avevo un rapporto assolutamente unico, o almeno io lo vivevo così, c’era complicità maschile e mi piaceva molto. Poi, certo, se loro potevano scegliere se stare con me o stare con la ragazza preferivano stare con la ragazza, per me non era la stessa cosa. Altra cosa: la masturbazione. Direi quasi sempre etero, ma quasi, non sempre, questo in pratica dall’inizio ma non l’ho mai considerato un problema. Una cosa invece mi ha fatto pensare, specialmente in questi ultimi tempi, i miei sogni erotici sono solo gay. Non faccio sogni erotici molto spesso, ma diciamo che una volta al mese capita. In pratica sono sempre a sfondo gay e sono travolgenti, molto di più dei rapporti sessuali veri con le ragazze. Scusa l’espressione ma in sogno mi eccito moltissimo e vengo senza nemmeno bisogno di toccarmi, con le ragazze ho bisogno di una stimolazione molto intensa quasi sempre autoprodotta (hai capito). Che significa tutto questo? Che sono un gay represso? Francamente non saprei che cosa dire perché dalle ragazze sono attratto eccome e quasi tutta la mia masturbazione è rivolta alle ragazze (accidenti a quel quasi). Poi c’è un altro problema per il quale ho pensato di scrivere a te e cioè che io di queste cose non posso parlare con nessuno, con gli amici etero non è proprio il caso, con un ragazzo gay che conosco è rischioso perché proprio non vorrei che si illudesse, il mio tipo non è lui, quindi la mia fantasia me la tengo per me. Figuriamoci se posso fare un discorso del genere a una ragazza! Come sono capitato sul tuo forum veramente? Lo puoi immaginare: cercando un po’ di cose gay per eccitarmi. Anche qui c’è una cosa strana, preferisco leggere piuttosto che guardare, leggere un racconto erotico, ma ho bisogno di un racconto che sia erotico in senso molto dolce, che mi permetta di innamorarmi del protagonista. Le cose tutto sesso non mi sono mai piaciute. Arrivo sul tuo forum e comincio a leggere. Anche qui l’impressione è strana, non ho l’impressione che quello che leggo appartenga realmente alla mia identità, però non poso negare che ho letto molto e che incontrare dei ragazzi come quelli di cui ho letto le storie mi piacerebbe moltissimo. Perché se ho questi interessi gay non sono, cioè non mi sento, veramente gay? Non mi sconvolgerebbe affatto, ma io continuo quasi sempre a pensare sessualmente alle ragazze anche se la cosa mi soddisfa solo da un punto di vista diciamo così tecnico. Ho letto che tanti ragazzi prima si credono bisex e poi si accettano come gay ma il fato è che io non mi sento gay e nemmeno bisex, se mi ci sentissi mi starebbe bene, senza problemi, ma proprio non mi ci sento. E se sono etero, perché questo filino gay me lo porto sempre appresso? Sono bisex? Però ho letto che in genere i ragazzi che dividono sesso e affettività vivono il sesso in chiave gay e l’affettività con le ragazze, a me succede esattamente il contrario. Sono strano? Perché non riesco a riconoscermi in nessuna delle situazioni di cui parla il forum? Francamente non so che pensare. Se non ti do troppo fastidio, mi piacerebbe parlare un po’ con te. Non sono preoccupato ma così per chiarirmi un po’ le idee. Il mio contatto è [omissis].
Ciao Project, spero di poter parlare presto con te. Comunque non avevo mai trovato cose come progetto gay in internet, hai fatto un lavoro che penso sia utilissimo.
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martedì 3 maggio 2011
VOGLIO ESSERE FELICE DI ESSERE GAY
Ciao Project,
ti ringrazio per tutto il tempo che mi hai dedicato e per la pazienza che hai avuto. In pratica sono riuscito per la prima volta a parlare di me in modo serio. Non penso di avere risolto tutti i miei problemi ma sicuramente mi sento meno spaventato e mi sono reso conto che il mondo gay può essere veramente diversissimo da quello che pensavo e da cui ero piuttosto turbato. Comincio a pensare che essere gay possa essere una cosa vivibile, non dico normale come essere etero ma nemmeno una specie di carnevale. In effetti progetto gay mi aveva fatto capire tante cose sui gay però a rompere il ghiaccio ci ho messo anni. Devo ringraziarti soprattutto perché mi hai tolto definitivamente dalla testa l’idea di provare, cioè di sperimentare magari mettendomi anche a rischio. Comincio a pensare che innamorarsi di un ragazzo possa essere una cosa bella, una cosa vera, una cosa che coinvolge sentimenti profondi e puliti. Mi restano ancora tanti dubbi per la testa ma penso che aver trovato almeno una persona con cui scambiare una mail con la certezza di una risposta seria mi abbia tranquillizzato almeno un po’. Non mi sento ancora di iscrivermi al forum, questa cosa le devo metabolizzare per un altro po’ di tempo, però mi piacerebbe sapere se ci sono altri che hanno vissuto esperienze simili alla mia e soprattutto come le hanno affrontate. Nel forum ho trovato dei post che sento abbastanza vicini alla mia condizione ma mi piacerebbe ricevere delle risposte mie, cioè date a me e proprio in rapporto alla mia situazione. Non è assolutamente per mancanza di fiducia verso di te che faccio questo, anzi è proprio un modo di dirti grazie. Se lo ritieni opportuno (e da quello che mi hai detto penso proprio di sì) pubblica pure la mail.
Sono un ragazzo di 22 anni (fatti da poco), fino al Natale del 2008, cioè fino ai 19 anni e mezzo mi sono ritenuto sempre etero. Ho avuto una ragazza in pratica da quando avevo 17 anni, di quella ragazza ero innamorato, me ne sentivo profondamente attratto soprattutto a livello affettivo, lei a me ci teneva moltissimo. Uscivamo un pomeriggio sì e uno no (perché bisognava pure studiare). Premetto che ho avuto una educazione cattolica piuttosto rigida, al punto che la masturbazione per me praticamente non esisteva. In pratica avevo eliminato la sessualità del mio orizzonte, capisco che sia difficile crederci ma era successo così, mi sentivo gratificato da tante altre cose e mi facevo un merito di non masturbarmi e di non usare pornografia. Mettermi con quella ragazza, tra l’altro conosciuta in parrocchia, cioè uscire spesso con lei, per me era gradevole, ci stavo bene e il fatto che tutto questo non mi procurasse quasi nessuna reazione sessuale (perché sul momento l’erezione c’era e questo mi faceva pensare ad un amore da tutti i punti di vista, tenuto a freno da ragioni morali, tanto più che dopo la fantasia non ci tornava più) mi sembrava una cosa ovvia dato che non mi masturbavo nemmeno. Con lei stavo bene e lei stava bene con me, io non tentavo nessun approccio sessuale e lei nemmeno e la cosa andava bene così, almeno per me, probabilmente per lei non era la stessa cosa. Avevo degli amici maschi, ma anche quelli per la maggior parte conosciuti o a scuola o in parrocchia, bravi ragazzi coi quali ci si vedeva appunto o a suola o in parrocchia. Anche con quei ragazzi stavo bene, ma tutto sommato erano rapporti alquanto superficiali. A Natale ho conosciuto un ragazzo più grande di me di un anno e siamo diventati amici. All’inizio eravamo amici come lo ero con tutti gli altri ragazzi, poi ho cominciato a sentire la sua presenza come più importante, aspettavo di poterlo vedere e cercavo di allontanare il più possibile il momento di salutarlo. Lui con me era dolcissimo, era attento a tutto quello che dicevo, cosa che nemmeno la mia ragazza aveva fatto fino a quel punto. Le cose sono andate avanti così per qualche mese e quando non potevo vederlo perché dovevo stare con la mia ragazza la cosa mi dispiaceva. Lui sapeva che avevo la ragazza e non ha mai mostrato alcuna attenzione sessuale verso di me. A lui mi ero affezionato moltissimo. Dopo circa sei mesi che lo conoscevo la mia ragazza ha cominciato ad insistere per avere dei rapporti sessuali, sulle prime le ho detto che prima del matrimonio non si deve fare, ma lei insisteva e piano piano provava delle forme di contatto fisico che mi davano fastidio perché mi sembravano aggressive. In pratica mi sono convinto che quella ragazza non fosse una brava ragazza come la volevo io, cioè capace di fare a meno del sesso, e siamo arrivati alla rottura, ovviamente senza combinare nulla prima, in questo modo ho potuto tenere il punto per motivi morali, diciamo così. Ma devo dire che quando ho lasciato la mia ragazza io ero convinto di lasciarla perché una brava ragazza non deve pensare al sesso prima del matrimonio, a distanza di tempo ho capito che le motivazioni vere erano molto diverse. Una volta lasciata la ragazza il rapporto col mio amico è divenuto fortissimo, lo vedevo tutti i pomeriggi e passavamo insieme molte ore ma anche in queste situazioni non provavo alcuna forma di coinvolgimento sessuale. Il problema si è creato quando mi è venuta la malaugurata idea di iscrivermi alla palestra dove andava lui. Era gennaio 2010. Sono andato in palestra senza alcuna attesa e senza alcun problema, ma vedere qual ragazzo nudo mi ha turbato profondamente. Sottolineo che non mi ha turbato la disinvoltura dell’ambiente ma proprio il fatto di vedere lui nudo e in uno stato se non di erezione, non proprio in uno stato di riposo. Io non ho fatto la doccia, mi sono cambiato e basta. All’uscita lui era del tutto normale ma io no anche se ho fatto finta che non fosse successo nulla. Intanto ero in mezza erezione e dovevo coprirmi e poi mi sentivo anche imbarazzato dal parlare con lui dopo che lo avevo visto nudo. Tra noi non è cambiato nulla. Io quella sera ho ricominciato a masturbarmi ma il trauma e il senso di sconfitta per aver ripreso a masturbarmi mi ha fatto passare del tutto in secondo piano il fatto che mie fantasie erano tutte per quel ragazzo ed erano fortissime, come mai mi era capitato prima. Il giorno appresso depressione nera! Mi sentivo uno che aveva tradito i suoi ideali, ecc. ecc. una specie di fissato col sesso, ecc. ecc., sono andato a confessarmi, con terribili sensi di colpa, ma per la masturbazione in sé, non perché avessi fatto mente locale sul fatto che fosse successo pensando a un ragazzo. Al prete la cosa sembrò una vera banalità, ne uscii rincuorato e giurai a me stesso che non sarebbe mai più successo, così dissi a quel ragazzo che non lo avrei più potuto accompagnare in palestra e non ci andai più, ma è inutile dire che mi sembrò un sacrificio sovrumano, il pensiero tornava sempre lì ed è così che mi è cominciata a venire l’idea, o meglio sarebbe dire la paura, di essere gay, mi facevo tutti i ragionamenti più strani per arrivare alla conclusione che io con la gente del gay pride non avevo niente a che vedere. Per di più i rapporti con quel ragazzo erano ottimi e quando stavo con lui andavo in erezione e allora cercavo di non starci ma stavo malissimo e lui si chiedeva perché lo schivavo. Non so se abbia mai capito qualcosa, fatto sta che ci siamo un po’ allontanati, continuavamo a vederci ma meno anche perché c’era l’università di mezzo, questo fatto mi ha permesso di stare meglio per qualche mese, di nuovo niente masturbazione e di nuovo contento di me stesso. Poi quel ragazzo l’ho rivisto con una ragazza in un parco e si baciavano in un modo che non lasciava spazio ad equivoci. In teoria quindi i miei problemi erano risolti e così ho pensato per qualche mese, poi non ce l’ho fatta più. Ho messo da parte i sensi di colpa e mi sono buttato sulla pornografia. Oscillavo dall’esaltazione ai sensi di colpa più profondi, ma è diventata una fissazione, al punto che pensavo di dovermi proprio rivolgere a uno specialista. Ma la cosa non si è fermata lì, ho provato le chat erotiche ma ne sono rimasto proprio disgustato, e devo dire che sarei arrivato magari anche a fare qualche esperienza a rischio per la smania di provare. Allora mi sono ricordato di progetto gay che mi sembrava proprio un mondo a parte. Devo dire che lo avevo trascurato parecchio perché avevo cominciato proprio a cercare occasioni per fare sesso, anche se poi la paura era tale che non l’ho mai fatto. È così che ho scritto a project. Ho bisogno di credere che nel mondo gay ci sono anche persone come me che non vogliono buttarsi via, anche se per un po’ io l’ho fatto. Ho bisogno di credere che per un gay la vita non è solo sesso, ho bisogno di staccare l’idea di essere gay dalla fissa per la pornografia, ho bisogno di amare e di essere amato e poi ho bisogno di trovare una mia dignità da gay perché mi sembra che ormai ho tagliato i ponti con la mia vita precedente e ho paura di non trovare nulla di buono in una nuova vita gay. Ecco questo è tutto.
Il nome lo salto
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giovedì 6 gennaio 2011
RAGAZZI CHE NON SI MASTURBANO
[Premessa: tutti i brani di e-mail pubblicati in questo post sono stati pubblicati su esplicita autorizzazione dei rispettivi mittenti, che ringrazio sentitamente.]
Questo post è dedicato a quei ragazzi che per varie ragioni non hanno mai vissuto l’esperienza della masturbazione. Mi accade talvolta di parlare in chat con ragazzi che non hanno alcuna esperienza della sessualità fisica volontaria ma conoscono le manifestazioni fisiologiche della sessualità esclusivamente attraverso le polluzioni notturne vissute tra l’altro come qualcosa di sconveniente e di sporco. Questi ragazzi manifestano a livello personale una sostanziale indifferenza di fonte alla sessualità fisica e sono indotti a considerarla espressione di un vizio o di un mancato controllo su se stessi. Per questi ragazzi anche la distinzione tra eterosessualità e omosessualità, in effetti, è assai poco significativa proprio perché a monte manca una percezione realistica della sessualità. Va sottolineato che spesso non si tratta di ragazzi giovanissimi ma propriamente di giovani adulti tra i 20 e i 30 anni che sembrano a prima vista del tutto refrattari agli stimoli sessuali che i loro coetanei ritengono fondamentali. Chiaramente quando questi ragazzi provano a costruire rapporti con altri ragazzi o con ragazze, la loro concezione solo teorica e tendenzialmente negativa della sessualità li fa apparire strani agli occhi degli altri, sono definiti come sognatori lontani dalla realtà, romantici o meno garbatamente come persone fuori dal mondo. Chiaramente l’impossibilità di un dialogo reale su contenuti relativi alla vita sessuale colloca questi ragazzi in una condizione di isolamento e di marginalità. La loro affettività senza riscontri sessuali può essere adatta ad una vita di relazione formale ma impedisce loro di stabilire contati in cui affettività e sessualità siano entrambe presenti in modo essenziale. In genere questi ragazzi non provano imbarazzo a parlare di contenuti sessuali proprio perché per loro si tratta di argomenti del tutto teorici. Alla impossibilità sostanziale di vivere la sessualità fisica in prima persona si associa una dimensione affettiva molto forte, fatta di tenerezza, di richieste di attenzione e di ricerca di presenze affettuose importanti. La masturbazione è considerata molto negativamente in termini di vizio e lo stesso vale per la sessualità di coppia in tutte le sue forme. Manca in sostanza, almeno in apparenza, qualsiasi desiderio sessuale.
Si impone qui una riflessione su un momento fondamentale dell’adolescenza che è la scoperta della masturbazione. Troppo spesso si banalizza il ruolo della masturbazione considerandola una specie di gioco erotico fine a se stesso, in realtà non si tratta affatto di un’esperienza banale ma della scoperta di una sessualità fisica voluta in rapporto ad un insieme di fantasie sessuali. L’associazione psichica tra sessualità fisica e fantasie sessuali avviene proprio attraverso la masturbazione. La sessualità si struttura non come fenomeno puramente fisiologico ma come fenomeno complesso psico-fisiologico, in cui anche al solo sorgere di una fantasia sessuale segue una reazione fisiologica. La dimensione del piacere sessuale, sperimentata attraverso la masturbazione, dà all’erezione e all’orgasmo una valenza psichica molto forte proprio perché congiunge queste cose con una fantasia proiettiva indirizzata verso altre persone. La fantasie masturbatorie sono in genere tanto fondamentali ed indipendenti dai condizionamenti sociali che, al di là dei comportamenti di coppia, si considera gay un ragazzo che si masturba costantemente con fantasie su altri ragazzi. La masturbazione crea e consolida i cosiddetti archetipi sessuali ossia fissa i tipi fisici dei ragazzi o della ragazze e delle situazioni che per un ragazzo potranno essere fortemente coinvolgenti a livello sessuale nella vita adulta. Non ci si innamora di qualsiasi ragazzo o di qualsiasi ragazza ma solo di quelli che corrispondono significativamente ai nostri archetipi e per di più alcune situazioni che sono sessualmente coinvolgenti per alcuni non lo sono per altri proprio perché non corrispondono ai loro archetipi. Anni fa, quando per i ragazzi era difficilissimo accedere ad informazioni sulla sessualità e la masturbazione era un tabù di cui non si parlava mai, la scoperta della masturbazione avveniva in modo autonomo e casuale nella grande maggioranza dei casi, oggi, con la caduta di molti tabù sessuali e con la diffusione della pornografia anche tra i ragazzi più giovani, la scoperta della masturbazione è molto spesso il risultato di una sperimentazione per imitazione indotta dall’esterno. Resta il fatto che la masturbazione ha certamente un ruolo fondamentale nella strutturazione della sessualità adulta. Aggiungo che, contrariamente a quello che si dice, la masturbazione non è una realtà esclusivamente o prevalentemente adolescenziale ma accompagna una persona per tutta la vita e per di più convive normalmente con la sessualità di coppia, anzi molte patologie dei rapporti di coppia sono rese evidenti proprio dal fatto che uno dei due partner si masturba con fantasie esterne alla coppia o, se la coppia è etero, anche con fantasie omosessuali. Quando viene a mancare la masturbazione la percezione della sessualità è spesso alterata e riduttiva e questo fatto provoca conseguenze non indifferenti.
Che cosa può impedire ad un ragazzo di arrivare alla scoperta della masturbazione? Le risposte possibili a questa domanda sono sostanzialmente due: in primo luogo gli impedimenti fisici, come l’ipersensibilità del glande, che rende la manipolazione del pene particolarmente dolorosa e quindi scoraggia o impedisce del tutto sul nascere qualunque forma di esplorazione sessuale, in secondo luogo le barriere di carattere psicologico fortemente interiorizzate. Va tenuto ben presente che in genere alcuni impedimenti di tipo fisico tendono ad essere meno limitanti con l’andare degli anni perché, ad esempio, l’ipersensibilità del glande diminuisce in genere con l’età e questo comporta che alcuni ragazzi possano arrivare tardivamente alla scoperta della masturbazione. Aggiungo che siccome in genere l’ipersensibilità del glande tende a ridursi molto gradualmente, in questi casi la scoperta della masturbazione non è del tutto senza problemi perché la masturbazione può provocare comunque dolore o richiedere tecniche che evitino lo sfregamento del glande. In genere le prime impressioni che i ragazzi provano dalla nuova esperienza non sono del tutto gradevoli e per di più la masturbazione è considerata un fatto esclusivamente fisico del tutto indipendente da coinvolgimenti affettivi proprio perché mancano a monte le esperienze dell’innamoramento vissuto sessualmente attraverso la masturbazione, che sono l’elemento fondamentale dell’adolescenza. In pratica durante l’adolescenza i ragazzi imparano ad associare sessualità ed affettività tramite la masturbazione collegata all’innamoramento, la cosiddetta masturbazione affettiva. Per ragazzi ormai oltre i 20 anni che non abbiano vissuto le esperienze tipiche dell’adolescenza, l’associazione tra affettività e sessualità non è automatica ma si presenta come un qualcosa di assolutamente non scontato. Si suol dire che la scoperta tardiva della masturbazione porta ad una adolescenza ritardata, ossia a vivere le esperienze di associazione di masturbazione e affettività in un’età ormai adulta. Si tratta di momenti delicati dell’evoluzione affettiva e sessuale di un ragazzo ma qualora non subentrino forme di rifiuto della sessualità, la cosiddetta adolescenza ritardata si risolve in tempo di 12/18 mesi in cui ad un progressivo aumento della frequenza della masturbazione corrispondono le prime associazioni tra fantasie sessuali e masturbazione. Per un po’ di tempo affettività e sessualità sembreranno ancora realtà separate ma con lo scorrere dei mesi si integrano sempre di più e alla fine si giunge alla piena integrazione delle due sfere e al superamento dell’adolescenza ritardata in una sessualità tipicamente adulta, ossia su base affettiva. Diversa, direi, e più complessa è la situazione e dei ragazzi che non hanno impedimenti fisici alla masturbazione ma che non l’hanno mai praticata per altre ragioni. Sottolineo che non intendo parlare dei ragazzi che hanno praticano la masturbazione ma che la reprimono ma proprio dei ragazzi che non l’hanno mai praticata. Mettiamo per ora da parte le situazioni in cui possono esserci problemi di tipo fisico non meccanico (come nel caso dell’ipersensibilità del glande) ma ormonale e fermiamoci a considerare ragazzi i che hanno avuto uno sviluppo sessuale normale, ossia che hanno delle polluzioni notturne periodiche, segno di un normale funzionamento fisiologico dell’apparato genitale e fermiamoci sulle situazioni in cui la mancata scoperta dalla masturbazione ha motivazioni di tipo psicologico o ambientale. In queste situazioni non è facile aspettarsi che gli impedimenti vengano meno da sé. Alcune cose vanno tenute presenti: questi ragazzi vivono una situazione di disagio e tendono a chiudersi sempre di più. Il rifiuto della sessualità fisica viene inteso quasi come una caratteristica personale ed un valore morale al quale non si deve rinunciare ma d’altra parte questi ragazzi vivono una forma di sensibilità affettiva molto forte, sostitutiva della sessualità.
È proprio da questo ultimo elemento, letto in una dimensione consapevole, che può cominciare la scoperta della sessualità fisica in età adulta. In realtà questi ragazzi avrebbero bisogno di un approccio alla sessualità molto graduale a partire dalla loro forte dimensione affettiva, cosa certamente non facile da ottenere. Quando questi ragazzi si fanno coraggio e si avvicinano a un ragazzo o a una ragazza si trovano di fonte a tutto un insieme di attese e di comportamenti che per loro sono incomprensibili e addirittura moralmente negativi proprio perché in quei comportamenti leggono una finalità sessuale della quale non capiscono il senso e la portata. Riporto qui un brano di una mail in cui un ragazzo espone la situazione:
“C’era un ragazzo che mi sembrava uno come si deve, uno che non faceva solo battute a doppio senso, ho provato a parlarci, ma alla fine mi sono accorto che era come tutti gli altri, per lui essermi amico significava parlarmi della sua ragazza e voleva che io gli parlassi sella mia, che non ho mai avuto, io non sapevo che dire e lui era perplesso, gli ho chiesto perché dava tutta questa importanza al sesso e lui mi ha detto che era ovvio, io gli ho detto che per me non era affatto ovvio, allora mi ha chiesto se mi piacevano le ragazze e ho detto che mi piacevano ma come amiche e mi ha detto che allora ero gay ma che la cosa non lo sconvolgeva proprio, ma gli ho detto che non ho mai avuto fantasie sessuali gay e che stare con un ragazzo mi piace ma come amico, come stavo con lui, allora ha cominciato a guardami strano e poi mi ha chiesto a chi penso quando mi masturbo ma gli ho detto che non lo faccio e che non capisco che cosa la gente ci trova, e lui è rimasto allibito. Poi con questo ragazzo è finito tutto, evidentemente si è spaventato ma non ho capito perché.”
In un altro brano lo stesso ragazzo così racconta i suoi primi contatti con una ragazza:
“Ho provato anche con una ragazza, stavo bene con lei, le raccontavo tante cose e lei a me, tutto su msn, abbiamo parlato tanto, era affettuosa molto dolce, a un certo punto mi ha chiesto una foto ma io non gliel’ho mandata e ci deve essere rimasta male però mi ha detto che facevo bene. Abbiamo parlato tanto, mi diceva che non ero come gli altri ragazzi, che ero dolce, che con me stava bene e che avrebbe voluto stare con me tutto il tempo possibile. A un certo punto, ma dopo molto tempo, le ho chiesto se voleva incontrarmi ed è stata felice, io pensavo di aver trovato un’amica vera come la desideravo io. Ci siamo visti, abbiamo parlato, poi in macchina lei mi ha preso per mano, era una bella cosa, mi piaceva, poi ci siamo baciati, all’inizio mi piaceva, era una cosa dolce ma poi non mi è piaciuta più, sembrava una recita un po’ come quello che si vede nei film, le ho detto che così non mi sentivo a mio agio e lei ha detto “Perché? Che ho fatto?” Le ho risposto che non ero sessualmente interessato a lei perché a me le ragazze che ci provano non interessano. Si è messa a piangere, è scesa dalla macchina e se n’è andata, ha bloccato il mio contatto su msn e non ci siamo sentiti più.”
Questi esempi danno un’idea delle difficoltà che questi ragazzi incontrano. I ragazzi o le ragazze che si rapportano con loro danno per scontato che la loro visione della sessualità sia quella comune ma si tratta di una presunzione sbagliata. Ci sarebbe bisogno di un approccio molto più morbido in cui la dimensione sessuale possa essere messa da parte per lunghi periodi in modo da non apparire mai aggressiva. Riporto qui di seguito un brano di una mail di un ragazzo che ha scoperto la masturbazione a 23 anni e col quale ho avuto occasione di parlare assai spesso. Quel ragazzo erra arrivato a Progetto Gay nella presunzione che il suo scarso interesse per le ragazze potesse derivare da una qualche forma di omosessualità. Nella realtà si trattava di un ragazzo che non aveva mai vissuto l’esperienza della masturbazione a causa di una educazione rigidissima fortemente interiorizzata. Dopo alcuni tentativi, analoghi a quelli riportati negli esempi precedenti, ha conosciuto una ragazza che si è realmente innamorata di lui, si è convinto, dopo molte esitazioni, a parlare chiaro con quella ragazza, temeva di ottenere l’ennesimo rifiuto ma così non è stato. Il rapporto, del tutto non aggressivo, con la ragazza è andato avanti per mesi in una dimensione esclusivamente affettiva ma estremamente seria. Il ragazzo ha perso il lavoro e la ragazza lo ha sempre sostenuto. Dopo circa un anno e mezzo le cose sono cambiate, la ragazza pur rimanendo con lui ha dovuto allontanarsi per motivi di lavoro. Si vedevano solo il sabato e la domenica. Riporto qui di seguito un brano della mail in cui il ragazzo mi comunicava di avere superato il problema e di avere cominciato a capire il senso della masturbazione e della sessualità.
“Ciao Pro, mi sa che ci sono arrivato, penso proprio di sì. Insomma stanotte me la sono sognata, una cosa tenera, dolce, bella, mi mancava da matti, ma era un sogno bellissimo, è la prima volta che faccio un sogno sessuale, non ti credere chissà che cosa, carezze, baci, cose così ma il fatto sta che sono venuto durante il sogno ed è stato bellissimo. È la prima volta che una polluzione mi sembra una cosa bella. Vabbe’, sarebbe già molto ma non finita qui, il resto te lo immagini, ci sono riuscito! Mi sembra ancora una cosa un po’ strana però non è per niente repellete, in fondo è vero che è un modo di amare una persona! Pro, non immagini come mi sento felice! Le ho mandato un sms e gliel’ho detto e mi ha risposto che si sente più felice di me. Che dici, durerà? Spero proprio di sì. Onestamente mi sento un po’ strano. Pro, potrei pure avere una famiglia, forse corro troppo, mi sa che dovrò capire un sacco di cose, mi sento veramente come un ragazzino che scopre un mondo nuovo!”
Purtroppo situazioni analoghe a quella appena descritta non sono comuni. In sostanza la sessualità in queste situazioni deve essere veicolata attraverso una dimensione affettiva profonda. È comunque evidente che quando un ragazzo che vive queste situazioni non si fa vincere dallo scoraggiamento e accetta il rischio di dire la verità le possibilità aumentano notevolmente. Farsi vincere dalla paura porta alla chiusura in sé ed al rifiuto delle esperienze affettive profonde, superare la paura è fondamentale.
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