venerdì 14 marzo 2008

RAGAZZI GAY ED AFFETTI FAMILIARI

Che rapporti ci sono? Secondo me, cose che hanno un senso e niente affatto banale... così, adesso, solo per dire, tu magari pensi: c’hai il ragazzo... e che ti manca! ... però la vita non è solo quella col ragazzo... ci sono anche altre cose. Adesso chiacchierare così in astratto di queste cose è strano però nella vita di ciascuno di noi contano tante cose, magari non si vede, sembrano cose stupide ma ci sono. Le persone che per te sono importanti hanno tutte ruoli diversi e sono ruoli che non si sovrappongono, il ragazzo ce l’ho... e questo è importante lo so... ma serve anche altro... cioè ci sono tanti tipi di coccole, certe te le può fare solo il tuo ragazzo, va bene, ma altre no, ma io dico, che ne so, un incoraggiamento, o il fatto che si resti a parlare insieme anche sei si parte da punti di vista diversi, il fatto che magari lui sa di te e non ti giudica, che ti accetta come sei. Adesso, nella vita mia sono mancate tante cose proprio da quando ero ragazzino, a livello familiare, diciamo, io allora le coccole le avrei volute, le avrei volute disperatamente e invece per me non ci sono mai state. Quando facevo una cosa, siccome l’avevo fatta io, era per forza una cosa stupida... beh... permetti che sentirmi dire che conto qualche cosa mi fa piacere. Parliamo sì, parliamo tanto, specialmente quando il mio ragazzo non c’è... e per me ha un senso, non è una cosa solo per riempire il tempo... cioè se uno ti sta a sentire e parla con te per ore... beh, qualche cosa vuol dire... ma certe volte arriviamo pure ai ferri corti, gli dico pure qualche cattiveria... sì, sulle cose che fa... insomma cattiverai no, non mi viene, però parlo senza peli sulla lingua e pure lui si arrabbia con me... sempre, sai, in modo molto pacato, ma deciso... mi fa la predica... e a me la predica in quel modo non me l’ha mai fatta nessuno. A casa mia se ne sono infischiati sempre tutti oppure hanno solo saputo giudicare e m’hanno fatto stare male, io l’affetto dei miei l’ho cercato tanto... te l’ho detto... ma proprio disperatamente e non l’ho mai avuto. La mia non era nemmeno una famiglia, io ero la pecora nera... sai, uno gay... insomma si sporca proprio l’onore della famiglia e me l’hanno fatto pesare in tutte le maniere... Insomma mi sarebbe tanto piaciuto vivere in una famiglia vera... perché per un ragazzo gay la famiglia è fondamentale, se non ti supporta tanto o ti ostacola addirittura, la tua famiglia ti può distruggere dentro... perché la libertà va bene ma la vita vera non è solo quello... stare soli è proprio brutto... Con lui, che ne so, c’è un po’ un “effetto famiglia”... non so come spiegarmi, mi fa piacere quando trovo un suo messaggio, cioè non è che non campo se non lo trovo, ma se ce’è mi fa piacere e a vedere se c’è ci vado spesso. Per esempio... del mio ragazzo dice solo cose positive. A Marco gliel’avevo detto tante volte: “Un giorno o l’altro te lo faccio conoscere...” Marco era diffidente, non ne voleva proprio sapere ma tanto ho insistito che l’ho convinto, io non sapevo che cosa sarebbe successo e un po’ ero ansioso, poi ci siamo visti tutti e tre... io pensavo che avremmo parlato, e invece no... ci siamo solo salutati, poi lui ha detto che il pomeriggio era bellissimo e che io e Marco dovevamo passarlo insieme, non insieme con lui, insieme io e Marco... A Marco è piaciuto, ha detto che è sorridente e che è una persona positiva... almeno così l’ha visto per una volta... poi l’argomento è caduto così... In certi periodi non lo sento anche per diversi giorni, anche dieci giorni, ma so che non si è dimenticato, quando ci si risente è come se ci si fosse sentiti il giorno prima... cioè è proprio una cosa di tipo familiare... no... una cosa come dovrebbe essere una cosa di tipo familiare perché la mia non è stata così per niente... un po’ è sostitutivo di un ambiente familiare e poi c’è una cosa che mi colpisce molto, che alla fine ragioniamo più o meno nello stesso modo, se una cosa per me ha un senso importante lui lo capisce, cioè davanti a tante cose ragiona un po’ come me... non è un fatto banale, non è un confronto tra sordi o tra mondi diversi... siamo dello stesso mondo e io a capire quello che pensa di me ci tengo moltissimo... io non lo vedo mica come un concorrente di Marco e non ci si vede nemmeno lui, non c’entra proprio niente... ah, un’altra cosa non si arrabbia mai veramente... cioè con me... magari non è d’accordo... però si discute e non si distrugge niente e un po’ mi sento importante e penso pure lui. Ti sembra strano eh? Marco non ne è geloso per niente e tante volte mi chiede: “Ma che t’ha detto?” e io gli racconto di che cosa abbiamo parlato. Adesso non lo sento da una settimana e un po’ mi manca, ma stasera lo cerco, lui non mi chiama mai ma non è per disinteresse, questo lo so. E’ un amico sì, questo sì, un amico vero, forse qualcosa di più, una specie di fratello che so che mi pensa... ma no, guarda non in modo stupido o chissà perché... proprio perché ci si vuole bene anche cosi. Io adesso sto meglio perché c’è... se non ci fosse mi mancherebbe, mi ridimensiona, nel senso che mi fa vedere le cose per quelle che sono, un po’ mi dispiace quando mi spara a zero sui sogni, però forse serve anche quello però mi piace molto quando mi demolisce le preoccupazioni e mi dice che va tutto bene e che non ho motivi seri di preoccuparmi, finora ha avuto sempre ragione, più o meno, e un certo effetto rassicurante su di me ce l’ha, lui le cose le vede da lontano, ha altre prospettive, questo si sente, però per me alla fine dei conti è importante lo stesso, cioè mi può dare cose che alti non mi possono dare. Lo so che è difficile da credere ma è così... e lui dice che io per lui sono importante e io lo so che è vero... e lo sa pure Marco... eppure non c’è stato mai nessun problema ... sono altri piani, piani paralleli che non si toccano, un po’ io la mia famiglia me la sono ricostituita così...

Se volete, potete partecipare alla dscussione su tema aperta nel FORUM di PROGETTO GAY:
http://progettogay.forumfree.net/?t=26066341 .

giovedì 13 marzo 2008

CHAT EROTICA GAY

Questo post era stato già pubblicato Venerdì 7 Marzo 2008, il giorno 13 Marzo è comparso il seguente commento:

"Molto interessante .. mi sono chiesto sempre cosa si dicono in chat, in quanto io non ho mai avuto coraggio di entrare in uno. Comunque, questo post l'ho messo nel mio blog."

... tuttavia l'indirizzo del presunto blog del lettore corrisponde a un sito di film porno! Introdurre qui un commento per attrarre utenza su siti porno è in totale contrasto con le scelte editoriali di questo blog (sul quale compaiono esclusivamente i link ad altri siti di Progetto Gay). Invito chi avesse intenzione di farlo ad astenersene, perché si tratta di un autentico abuso di questo Blog e di un inganno al pubblico. Ripubblico ora lo stesso post con una nuona collocazione (ed elimino il precedente), in modo che non sia raggiungibile da un sito di film porno.

I Blog di Porgetto Gay non hanno nulla a che vedere con la pornografia né con interessi economici di alcun genere.

______________

- Marco scrive:
Ciao
- stefano scrive:
Ciao
- Marco scrive:
da dove?
- stefano scrive:
Padova e tu?
- Marco scrive:
Milano...
- stefano scrive:
anni?
- Marco scrive:
24 e tu?
- stefano scrive:
sei piccolo...
- Marco scrive:
dai, non fare il cretino, dimmi quanti anni hai....
- stefano scrive:
26
- Marco scrive:
e dici a me che sono piccolo!
- stefano scrive:
oh... io sono più vecchio
- Marco scrive:
hai cam?
- stefano scrive:

- Marco scrive:
bene... tu che fai?
- stefano scrive:
in che senso?
- Marco scrive:
dai, non giocare
- stefano scrive:
e tu che fai?
- Marco scrive:
ma te l’ho chiesto prima io
- stefano scrive:
Io faccio tutto...
- Marco scrive:
tutto che?
- stefano scrive:
tutto ma in cam... e tu che fai?
- Marco scrive:
pure io faccio tutto, però solo in cam...
- stefano scrive
... bene allora è tutto chiaro!
- Marco scrive:
sei peloso?
- stefano scrive:
no, non troppo.. un po’ sulle gambe e tu?
- Marco scrive:
pure io poco... dai, dimmi come sei, descriviti...
- stefano scrive:
alto (1,87), magro, capelli corti castano chiaro, occhi chiari ma non chiarissimi, tra il blu e il grigio, piade 46, mani grandi...
- Marco scrive:
e il resto?
- stefano scrive:
quale resto?
- Marco scrive:
dai non fare il finto tonto...
- stefano scrive:
beh... tu che pensi?... se tanti mi dà tanto...
- Marco scrive:
ah ok, ottimo...
- stefano scrive:
oh, bello! adesso tocca a te...
- Marco scrive:
non c’è molto da dire, 181, castano scuro, occhi neri, direi molto magro, scarpe 45,
- stefano scrive:
e il resto?
- Marco scrive:
beh... non mi lamento...
- stefano scrive:
cioè?
- Marco scrive:
mannaggia quanto sei curioso...
- stefano scrive:
vabbe’... però sei di poche parole sull’argomento...
- Marco scrive:
dai che facciamo?
- stefano scrive:
le vuoi due foto mie?
- Marco scrive:
dai mandamele, sono curiosissimo...
- stefano scrive:
però pure tu a me... e insieme...
- Marco scrive:
ok, ottimo...
- stefano scrive:
oh, bello! guarda che se le tue non m’arrivano ti chiudo la chat...
- Marco scrive:
tranquillo... non te la do la fregatura... quando sei pronto mi dici vai e postiamo insieme... ok?
- stefano scrive:
ok ..... Vai!
- Marco scrive:
beh... insomma, no, oggettivamente non sei proprio male per niente... mh!
- stefano scrive:
mannaggia... mi sa che ci siamo letti nel pensiero... io da te m’aspettavo chissà che cosa e invece la foto più spinta è a torso nudo... io almeno ce ho messa una in pantaloncini corti... tu manco quello...
- Marco scrive:
dai, dai, non frignare ecco... questa è in pantaloncini corti...
- stefano scrive:
Bella! ... Oh... ma sei proprio un bel ragazzo
- Marco scrive:
se è per questo pure tu
- stefano scrive:
ma non è che c’avresti delle foto più eloquenti...
- Marco scrive:
per avercele ce l’ho... ma mi vergogno...
- stefano scrive:
e dai... e su... e mandamele... non ti fare pregare... dai...
- Marco scrive:
E tu a me che mi mandi? ... qui le cose devono essere alla pari
- stefano scrive:
ma io foto eloquenti non ne ho...
- Marco scrive:
non dire bugie... tu ce l’hai eccome è solo che vuoi le mie e non mi vuoi mandare le tue... se non me le mandi io le mie non te le do...
- stefano scrive:
ma quelle mie non sono proprio eloquenti eloquenti ... sono foto fatte sulla spiaggia in costume da bagno...
- Marco scrive:
tu mi mandi quelle e io ti mando le mie corrispondenti...
- stefano scrive:
No... dai io le mie in costume te le mando e sono le più eloquenti che ho però le tue le voglio... oh... ma tu non eri quello che faceva tutto?
- Marco scrive:
beh... insomma, tutto tutto no...
- stefano scrive:
ma con gli altri che c’hai fatto?
- Marco scrive:
non mi piace proprio quando fai tutte queste domande
- stefano scrive:
e dai... dimmelo... dai... lo so che sei un campione... si sente... l’accendi la cam?
- Marco scrive:
Per fare che? Adesso stiamo parlando... non mi vuoi mandare nemmeno le foto... qui la reciprocità è la regola...
- stefano scrive:
ma io voglio solo vedere che faccia hai...
- Marco scrive:
per quello hai la foto, bello!
- stefano scrive:
ma quella foto non so è abbastanza eloquente...
- Marco scrive:
dai... dimmi che ci fai con gli altri ragazzi che poi una foto “un po’” più eloquente te la mando... però me lo devi dire veramente...
- stefano scrive:
Lo vuoi sapere?
- Marco scrive:
sì...
- stefano scrive:
con gli altri ragazzi non c’ho mai fatto un cavolo...
- Marco scrive:
però questo l’avevo capito...
- stefano scrive:
e tu? Adesso me lo devi dire...
- Marco scrive:
beh... pure io, dai, su è la prima volta...
- stefano scrive:
però l’avevo capito pure io...
- Marco scrive:
beh, non è che ci voleva tanto... quelli esperti vanno subito al sodo
- stefano scrive:
ma tu perché cerchi sesso in chat?
- Marco scrive:
beh... qui o fai così o non si batte chiodo
- stefano scrive:
dai... c’è sempre Federica...
- Marco scrive:
Federica chi?
- stefano scrive:
Federica la mano amica...
- Marco scrive:
ah! Allora anche tu sei dei nostri?
- stefano scrive:
beh... almeno non si beccano malattie...
- Marco scrive:
ma tu di te l’hai detto?
- stefano scrive:
lo sa solo il mio migliore amico (etero) gli altri non lo so, può darsi che qualcuno lo abbia capito
- Marco scrive:
di me non lo sa proprio nessuno, non mi fido a parlare di queste cose e poi se i miei lo sapessero succederebbe un cataclisma. Mio padre parla solo di donne...
- stefano scrive:
il mio no... i miei forse mi accetterebbero... ma io dovrei spicciarmi a finire con l’università, perché ancora non ho finito...
- Marco scrive:
e quanto ti manca?
- stefano scrive:
5 e la tesi per la specialistica...
- Marco scrive:
hai quasi finito! ... che vuoi di più... io a 24 anni devo prendere ancora quella di primo livello... ma tu che facoltà fai?
- stefano scrive:
ingegneria meccanica...
- Marco scrive:
pure tu!!!! che combinazione...
- stefano scrive:
ma noi non stavamo qua per fare un po’ di sesso?
- Marco scrive:
sì, perché?
- stefano scrive:
ma ti va?
- Marco scrive:
beh... che ti devo dire... e a te?
- stefano scrive:
almeno parlarne...
- Marco scrive:
tu l’hai mai fatto?
- stefano scrive:
insomma, una specie...
- Marco scrive:
e con chi?
- stefano scrive:
con un amico di mio fratello, ma non abbiamo fatto niente, insieme dico, sono capitato in camera con lui per sette giorni in montagna... insieme non abbiamo fatto niente però a vederlo era proprio uno spettacolo e praticamente ... vabbe’, dai.. su, hai capito... e tu?
- Marco scrive:
io proprio sesso a due no, però un amico l’ho spogliato...
- stefano scrive:
e lui s’è fatto spogliare?
- Marco scrive:
beh, no...insomma ho organizzato uno scherzo sessuale... l’abbiamo messo in mezzo e io l’ho spogliato e l’ho pure toccato...
- stefano scrive:
mannaggia che storia!
- Marco scrive:
beh... è successo due anni fa...
- stefano scrive:
e dopo?
- Marco scrive:
dopo che?
- stefano scrive:
dopo che è successo...
- Marco scrive:
non è successo niente e che doveva succedere? E’ finita così
- stefano scrive:
e non l’hai più rivisto?
- Marco scrive:
si... tante volte...
- stefano scrive:
e lui con te come si comportava
- Marco scrive:
e come si comportava... come sempre... e tu l’amico di tuo fratello l’hai rivisto?
- stefano scrive:
sì, la lui è etero... c’ha la ragazza...
- Marco scrive:
e ci sei rimasto male?
- stefano scrive:
di che? Che c’ha la ragazza?
- Marco scrive:
beh... sì
- stefano scrive:
no... lo sapevo pure prima...
- Marco scrive:
mannaggia... e poi altre avventure ne hai avute?
- stefano scrive:
no, cose tipo quelle no...
- Marco scrive:
e di altro tipo? ... che tipo?
- stefano scrive:
ma no, le solite cose, dai, in palestra... però così, solo guardare...
- Marco scrive:
pensa un po’... io manco quello
- stefano scrive:
e perché non ci vai in palestra? guarda che ci si sta bene...
- Marco scrive:
si... lo so, però voglio la mia privacy...
- stefano scrive:
cioè
- Marco scrive:
dai non mi piace spogliarmi lì davanti a tutti...
- stefano scrive:
oh... ma tu non eri quello che faceva tutto?
- Marco scrive:
dai, su, a certe cose non ci sono abituato e non credo che mi ci adatterei
- stefano scrive:
ma hai paura ha spogliarti davanti agli altri... ma perché?
- Marco scrive:
mannaggia quante domande fai...
- stefano scrive:
dai dimmelo... mi sa che ho capito...
- Marco scrive:
ma che hai capito? ma statti buono!
- stefano scrive:
vabbe’, non insisto...
- Marco scrive:
vabbe’.. insomma su... hai capito...
- stefano scrive:
ma è una questione di dimensioni?
- Marco scrive:
ma no! non hai capito niente! è che se mi metto in un ambiente come quello parto a razzo... una volta c’avevo provato ad andare in palestra, ma già da quando uscivo di casa per andarci non riuscivo a trattenermi... insomma non mi voglio trovare in difficoltà... ma scusa ma tu come fai?
- stefano scrive:
guarda piano piano diventa una cosa così abituale che perde tutta la carica erotica, tutto sta a non avere paura che succeda... e non succede...
- Marco scrive:
ma quando mai...
- stefano scrive:
beh... magari le prime volte è imbarazzante ma dopo non ci fai più caso... però lì c’è pure tanto da vedere...
- Marco scrive:
si... lo so, e mi piacerebbe eccome andarci... ma tanto queste cose non le so fare... a meno che non me le insegni tu... ma tu stai lontanissimo...
- stefano scrive:
lo so... che peccato!
- Marco scrive:
ti posso chiedere una cosa?
- stefano scrive:
dai...
- Marco scrive:
me lo dai il contatto msn?
- stefano scrive:
...
@hotmail.it
- Marco scrive:
grazie! Ti scoccia se ti chiamo?
- stefano scrive:
tanto vedrai che ti chiamo prima io...
- Marco scrive:
Stefano... adesso devo andare... però ci risentiamo ok?
- stefano scrive:
certo che ci risentiamo... anche domani sera... 21.30?
- Marco scrive:
ok... 21.30... Grazie eh... mi ha fatto veramente piacere...
- stefano scrive:
ma dai che se avessimo fatto un po’ di sesso in cam ti saresti divertito di più...
- Marco scrive:
nooo ... insomma dai... chissà magari potremmo pure diventare amici... certo c’è la distanza...
- stefano scrive:
sì ma c’è msn
- Marco scrive:
per fortuna... Ci sentiamo, ciao Stefano!
- stefano scrive:
Ciao Marco e buonanotte
- Marco scrive:
notte!
- stefano scrive:
notte!
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http://progettogay.forumfree.net/?t=25847349 .

mercoledì 12 marzo 2008

ACCETTARSI COME GAY

Si sente spesso dire che un ragazzo gay può avere enormi problemi ad accettarsi. Questa affermazione può avere certamente un senso ma è bene capire in modo chiaro che cosa significhi accettarsi e quali siamo i meccanismi tipici della accettazione / non accettazione.

Il problema dell’accettazione dell’essere gay è strettamente connesso all’età nella quale ci si riconosce come gay.

1) La maggioranza dei ragazzi gay, 70% e oltre, ha avuto fin dall’origine una sessualità esclusivamente gay. Per questi ragazzi la parola sessualità ha significato sempre e solo omosessualità, per loro, il disagio di accettarsi come gay non è lacerante, sono cresciuti come gay. potranno avere problemi legati all’educazione più o meno repressiva, alla convivenza tra omosessualità e religiosità, tra richieste familiari e sociali ed esigenze dalla vita gay, se volete, questi ragazzi potranno avere mille problemi ma si tratta di problemi comunque sostanzialmente esterni che non vanno a incidere sui nuclei profondi della personalità. Per questi ragazzi, il problema dell’accettarsi come gay è un problema di relazioni sociali ma non è una problema di identità personale.

2) Alcuni ragazzi gay, non pochissimi, provengono da una vita autenticamente eterosessuale, hanno convissuto con una ragazza, hanno avuto con lei rapporti sessuali, si sono ritenuti convintamente eterosessuali per anni, addirittura fino a 25, 30 e anche 40 anni, alcuni di questi ragazzi si sono sposati e hanno anche avuto figli, tutto da perfetti eterosessuali. Questi ragazzi, che si ritengono eterosessuali e si comportano in tutto e per tutto da eterosessuali, possono scoprire la loro omosessualità in modo graduale, all’inizio senza nemmeno averne esatta percezione:

a) avvertono come meno soddisfacenti i rapporti sessuali con una ragazza o con la moglie,

b) non hanno un colloquio autentico con la compagna,

c) nel rapporto eterosessuale manifestano lentezza nell’erezione o difficoltà nel mantenerla,

d) si trovano molto bene con un amico in particolare, il migliore amico, e percepiscono come gradevole la sua compagnia,

e) preferiscono un pomeriggio passato in compagnia del migliore amico ad un’occasione di fare sesso con una ragazza a con la moglie,

f) vanno in erezione quando si trovano vicino al loro amico in situazioni in cui ad un etero non succederebbe, e in cui a questi ragazzi, prima, non succedeva,

g) hanno fantasie masturbatorie anche gay e, in una fase più avanzata, esclusivamente gay, anche se continuano ad avere rapporti eterosessuali con le loro compagne,

h) avvertono nettamente il fascino sessuale di alcuni ragazzi.

La spinta verso l’identità gay si manifesta gradualmente e via via cresce la consapevolezza attraverso fasi successive, caratterizzate da affermazioni del tipo:

a) sono etero al 100% ma qualche volta mi succedono cose strane,

b) sono etero con qualche fantasia gay,

c) forse sono bisex (in questo caso il concetto di bisex è usato in modo improprio, non come sarebbe corretto per riferirsi a persone che alternano lunghi peridi di vita gay a lunghi periodi di vita etero, ma per indicare una sessualità intermedia),

d) sono bisex, ho fantasie gay ma faccio sesso solo con le donne,

e) forse sono gay.

Tutto il percorso che abbiamo tratteggiato avviene in un ambiente tipicamente etero che per il ragazzo che si sente sempre più gay è sempre più estraneo. Nella sostanza un ragazzo che si trovi in queste condizioni oltre le difficoltà esterne tipiche dell’essere gay, di cui al punto 1), ha un enorme problema in più: convincersi gradualmente e progressivamente della propria identità gay, superando dubbi e incertezze, e questo è il vero problema dell’accettarsi come gay. Come corollario di questa ricostruzione di identità si presenta l’ulteriore problema di rendere conto alla propria compagna della propria omosessualità.

Fermiamoci ora in particolare sull’accettarsi come gay. Quando l’identità gay è stata per lungo tempo repressa, ma in modo dolce, senza cioè che la cosa sia avvertita come costrizione, il suo riaffiorare confligge fortemente con comportamenti, atteggiamenti mentali e abitudini di vita etero assunti negli anni precedenti.

Ovviamente, se un ragazzo ha vissuto una vita etero esclusivamente o prevalentemente di facciata, cioè senza una assimilazione profonda della identità etero, per quel ragazzo sarà decisamente più facile accettarsi come gay. Se invece un ragazzo ha assimilato profondamente l’identità etero, per lui accettarsi come gay sarà molto più difficile, è il caso dei gay sposati o di quelli che hanno alle spalle lunghe convivenze eterosessuali.

In genere, a parità d età, i comportamenti dei ragazzi gay che si sono sentiti sempre tali e di quelli che sono arrivati ad accettare la propria identità gay con difficoltà in età non adolescenziale, sono alquanto diversi.

1) Un ragazzo che si è sentito sempre gay si è abituato gradualmente alla sua identità e ha maturato le prime esperienze affettive gay e spesso anche le prime esperienze sessuali in età adolescenziale. Questi ragazzi in genere sanno che cosa significa essere gay, cioè sanno che cosa possono aspettarsi in concreto da un rapporto affettivo o anche sessuale con un altro ragazzo. Per questi ragazzi il sesso gay non ha spetti troppo mitici e l’affettività gay ha una dimensione concreta.

2) Un ragazzo che ha faticato ad accettarsi come gay una volta scoperta la propria sessualità gay in età non adolescenziale, tende a enfatizzare la propria scoperta, a sopravvalutare ciò che l’affettività e la sessualità gay possono offrire, sottovalutando nel contempo i rischi. Questi ragazzi sono neofiti del mondo gay, spesso insicuri, sono portati ad innamorarsi dell’amore gay prima ancora che di un ragazzo e a recuperare il tempo perduto impegnandosi in ricerche frenetiche e spesso assolutamente unilaterali del ragazzo ideale. Accade spesso che si gettino a capofitto in avventure affettive e anche sessuali con persone sostanzialmente sconosciute o semisconosciute investendo su quelle persone tutta la propria emotività, sognando amori caratterizzati da fedeltà e dedizione reciproca totale. Talvolta questo ragazzi scambiano un contatto di tipo sessuale per una promessa di amore eterno e creano veri e propri rapporti di dipendenza con persone che finiranno per deluderli pesantemente. L’accettazione tardiva della propria identità gay crea delle debolezze, cioè delle esigenze affettive difficilmente controllabili a livello razionale ed espone al rischio del un ripetuto circolo vizioso di illusioni e delusioni, in situazioni del genere l’amicizia seria di altri ragazzi gay, possibilmente gay fin dall’origine, è più necessaria del contatto sessuale e deve accompagnare la crescita dell’identità gay anche in chiave sessuale. Il confronto con altri gay che abbiano una maggiore esperienza della vera vita effettiva e sessuale gay permette ai ragazzi che hanno faticato ad identificarsi come gay di capire meglio che cosa questo significhi mettendo da parte gli entusiasmi immotivati che la scoperta della propria identità gay spesso comporta.


Se volete potete partecipare alla discussione dell'argomento sul FORUM DI PROGETTO GAY:
http://progettogay.forumfree.net/?t=25996603 .

lunedì 10 marzo 2008

INSTABILITA' DELLA COPPIA GAY

Questa discussione rappresenta la fase successiva a quella rappresentata nella discussione GAY ALLA RICERCA DI UN COMPAGNO

http://progettogay.forumfree.net/?t=25001669 .

In questa discussione partiamo dall’ipotesi che un ragazzo gay sia riuscito ad incontrare un altro ragazzo gay e che il reciproco interesse sia autentico, tanto da scongiurare il rischio della “falsa coppia”, diamo anche per ipotesi che entrambi i ragazzi riescano a controllare l’ansia e ad esprimere i propri sentimenti senza ambiguità e senza mitizzazioni. Diamo cioè per scontato che ci siano tutte le ipotesi necessarie per la creazione di una vera coppia gay.

Bisogna tenere conto che ragazzi gay non hanno tutti la stessa idea della vita affettiva e della vita sessuale, sussistono in particolare molte differenze su questioni estremamente importanti come:

a) la fedeltà di coppia
b) il valore da dare alla sessualità all’interno della coppia
c) l’attitudine a vivere in dimensione più i meno privata una relazione gay
d) le fantasie sessuali e la sessualità fisica

Esaminerò le quattro questioni separatamente:


LA FEDELTA’ DI COPPIA

Il concetto di fedeltà è assai variabile. Se la fedeltà è esclusività affettiva e sessuale, possono essere considerati non fedeli:

a) i ragazzi che hanno amicizie importanti al di fuori della coppia, con la consapevolezza del compagno.
b) i ragazzi che hanno amicizie importanti fuori della coppia mantenendo il compagno deliberatamente all’oscuro.
c) i ragazzi che hanno relazioni affettive al di fuori della coppia, con coinvolgimento sessuale unilaterale (normalmente mantenendo il proprio compagno all’oscuro).
d) i ragazzi che hanno contatti fisici limitati (carezze, baci) ma non genitali al di fuori della coppia.
e) i ragazzi che hanno sporadici rapporti sessuali al di fuori della coppia.
f) i ragazzi che hanno normalmente rapporti sessuali al di fuori della coppia.

Avere criteri diversi di giudizio circa la fedeltà di coppia comporta spesso incomprensioni tardive insanabili.


VALORE DELLA SESSUALITA’

Il significato della sessualità all’interno della coppia non è assolutamente univoco. Ci sono ragazzi che ritengono che:

1) la dimensione sessuale sia prevalente, che senza sesso non c’è vita di coppia, che una incompatibilità di tipo sessuale sia dirompente e non possa essere superara e che una separazione della coppia per lunghi periodi sia sostanzialmente distruttiva della coppia stessa, per mancanza della intimità sessuale necessaria. (Quando i due ragazzi si incontrano è scontato che abbiano rapporti sessuali)
2) la sessualità sia utile ma non indispensabile e che, per esempio, periodi di separazione anche di mesi siano tollerabili. (Quando i due ragazzi si incontrano il sesso tra loro è una eventualità non data per scontata che, se non si realizza, non compromette nulla)

Considerare il valore della sessualità nella coppia gay in modo molto diverso costituisce un fattore di instabilità notevole.


SOCIALIZZAZIONE DELLA VITA AFFETTIVA

L’attitudine a socializzare la vita affettiva è quanto mai varia:

1) I ragazzi gay non dichiarati tendono a farne una questione assolutamente privata e segreta, della quale non si parla mai al di fuori della coppia. nel mondo di oggi questa eventualità è molto rara e si verifica in condizioni particolari (matrimonio, coppie creare all’interno di ambienti di lavoro)
2) I ragazzi gay che hanno effettuato un coming out limitato ai loro amici tendono a vivere la loro relazione gay manifestandola a quegli amici di cui si fidano. Quasi tutti i ragazzi gay si comportano così.
3) I gay pubblicamente dichiarati, che sono però una minoranza, tendono a vivere la loro relazione di coppia in una dimensione tipicamente pubblica.

Avere visioni moto diverse della socializzazione della vita gay di coppia può creare incomprensioni profonde.


FANTASIE SESSUALI E SESSUALITA’ FISICA

I ragazzi gay provengono delle più diverse esperienze ed hanno, al momento in cui si affacciano alla vita di coppia, un patrimonio di fantasie erotiche masturbatorie estremamente differenziato, che riflette i percorsi di formazione delle varie sessualità individuali. Possono sussistere forti differenze in termini di:

1) inibizione / disinibizione
2) grado di intraprendenza
3) ripetitività / non ripetitività
4) imitazione di modelli appresi / creatività
5) integrazione tra sessualità e affettività


A tutti gli elementi sopra riportati in genere si fa caso solo a posteriori. Nel caso in cui un ragazzo avverta con il suo compagno dissonanze sostanziali farebbe bene a valutare molto attentamente e razionalmente tutti i rischi della vita gay dei coppia.

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domenica 9 marzo 2008

GAY ED ETERO DI FRONTE ALL’OMOFOBIA

Voglio fermarmi qui sulla percezione della omofobia da parte dei gay e da parte degli etero che, per quanto strano possa sembrare, parecchie volte la subiscono. Il fatto che il Forum di Progetto Gay sia bombardato da propaganda sostanzialmente omofoba è un segno del clima “pubblico” nel quale i gay sono costretti a vivere. Notate bene che questo non è il solito articolo intriso di vittimismo gay, no! Voglio sottolineare una cosa completamente diversa che è lo spirito di “ipocrisia pubblica” che tantissimi etero “sembrano” sposare allegramente e inconsapevolmente. Questa ipocrisia, in moltissimi casi, non è né allegra né inconsapevole ed ha la stessa radice di quella che porta i gay a non dichiararsi: la paura di essere etichettati come gay, paura che accomuna spesso i gay con tantissimi etero.

Alcuni miei amici, che frequento da decine di anni, che sanno di me e che non hanno mai avuto alcun problema in proposito (si tratta di persone che stimo veramente molto) quando si trovano in mezzo agli altri si trasformano in modo camaleontico, anche se con garbo e intelligenza. Se in privato sono capaci di intrattenere con un gay rapporti amichevoli di ottimo livello, in pubblico cambiano pelle e si travestono se non proprio da omofobi, da cittadini tolleranti che in fondo accettano i gay perché “poveretti, pure loro hanno diritto di esistere”. La metamorfosi camaleontica è immediata... Il conformismo sociale non condiziona la vita privata di queste persone ma ne domina la vita pubblica. Ecco in proposito una pagina autentica del diario 2006 di un ragazzo all’epoca 23enne.
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“ore 21.10
Oggi mi devo sfogare di brutto! Ma brutto stronzo! Ma chi sei? Ma fai proprio schifo!

Vengo a casa tua alle cinque... ci sono venuto tante volte a casa tua! La sera c’è la pizza per il compleanno di Massimo... normale no? Ci conosciamo da una vita! “Uno per tutti, tutti per uno!”. Sono stato così bene con te che un altro po’ ti saltavo addosso. Sei stato caruccio, disinvolto, spiritoso, e perfino dolce con me, un po’ come era quando penavo che ti fossi innamorato di me... Poi non è successo niente ok! E poi qui tutta quella storia non c’entra più un cavolo... un errore... era solo un errore.
Vabbe’, basta..., mi offri da bere, ti stendi sul divano e ti metti a raccontare di questo e di quello e poi ti metti a ridere fino quasi a piangere e io appresso. Bello, tutto bellissimo. Con te è sempre stato tutto bellissimo, che non sei gay non me ne frega un cavolo, con te sto bene e, a modo tuo, ci stai bene pure tu...
Poi arriva gente. Prima Anna e cominciano i pettegolezzi... “lo sai questo e lo sai quell’altro...”, poi Maurizio che ti deve sempre fare vedere che è più intelligente di te, Mario che parla solo di moto, Barbara l’eterna depressa... poi Gianna la biondona spilungona che non capisce la differenza tra un cavolo e un caz.. manco se gliela spieghi tre volte... Massimo è arrivato tardi come al solito e sempre con lo stesso maglione sbrindellato che portava pure a scuola.
Quando metti insieme sette deficienti (io non mi metto nel conto) che vuoi che succeda? Cominciano a dire stupidaggini. “Rega’ che famo? Famo la pasta con le cozze... le cozze già ce stanno!” e giù risate da cretini... “No, dai, facciamo pasta coi broccoli che qui ce ne stanno tanti” e giù risate più cretine di quelle di prima... poi se n’esce Gianna la spilungona, che a quella quando gli tagliano la lingua è sempre troppo tardi: “Ma facciamo pasta coi finocchi... mica li dobbiamo comprare eh! ...” Io l’avrei strozzata.
Allora Maurizio, che c’aveva la bocca piena di tramezzini, sì è messo a guadare Mario poi ha attaccato a ridere che non ce l’ha fatta più e ha sputato come un’esplosione tutto quello che c’aveva in bocca... una porcheria... ma lui è un tipo fine, queste cose le fa.
Io li avrei strozzati... e tu che hai fatto? Ti sei squagliato... sei andato a prendere un po’ ci carta per raccattare tutto quello che Maurizio aveva sputato... io sono rimasto lì a “ridere”... e che potevo fare... ridere dei finocchi... oh... e che vuoi fare... se non ridi è strano... e allora ridi. Già mi dava fastidio che tu te n’eri scappato... perché tu te n’eri proprio scappato!
E Barbara si sveglia e c’ha l’idea brillante: “Ragazzi... ma perché non ci dite che esperienze gay avete avuto... dai, su, facciamo il gioco della verità! Ma ne avete mai conosciuto uno? ... io sì! ... Ammazza, era pure bello... era un prete... un prete dell’altra parrocchia...”. Barbarella manco aveva capito che cavolo aveva detto... si sono messi a tutti a sghignazzare e lei che chiedeva: “Beh? Ma che c’avete da ridere? E’ vero...”.
Io m’ero seduto in poltrona e facevo finta di dormire perché non mi rompessero le scatole. La biondona si fa venire un’altra idea brillante prende un bicchiere d’acqua e si avvicina per farmi cadere addosso qualche goccia... appena mi arriva la goccia scatto d’istinto... risultato: mi cade addosso tutto il bicchiere d’acqua... ho etto a Gianna un seguito di parolacce che se le ricorderà per il resto della vita, poi me ne sono andato in bagno per asciugarmi e sono rimasto da lì a sentire che piega prendeva la questione... sembrava tutto finito... allora sono uscito... tu hai portato le lasagne e si sono stati zitti... quando mangiano almeno non usano la bocca per dire stron..te.
Alla fine erano pure un po’ alticci e Gianna ubriaca è proprio uno spettacolo raccapricciante. Maurizio si riguarda Mario un’altra volta e si mette a ridere con la bocca piena, Gianna se lo guarda e se ne esce con un “Ma perché ridi?” Gliel’ha dovuto spiegare la depressona perché non l’aveva capito, allora gli è ritornata in testa l’idea di sentire le esperienze gay dei ragazzi. Non mi potevo tirare indietro e ho inventato una storiella di un ragazzo dell’università, ho detto che mi si era messo dietro e che pensavo che fosse gay ma che poi l’ho visto limonare con una bonazza... mi hanno detto che non era questo che volevano sentire.
Poi Maurizo ha raccontato la storiella sua, di uno che ci voleva provare con lui ma che era così tanto imbranato che non s’avvicinava nemmeno, poi però una volta quello c’ha provato ma proprio a strusciarglisi addoso quando stavano a fare una fila, questo per lui significa che quello era gay, ma Maurizio la raccontava con tutti i particolari e mentre raccontava puntava Mario e rideva...
Poi t’hanno messo in mezzo... E tu che contatti hai avuto coi gay? Dico, potevi dire: nessuno! Hai attaccato il discorso pietoso “Basta sfottere... su! Pure quelli c’hanno diritto di campare... vabbe’, sono quello che sono, ma sono cavoli loro, se uno mi viene appresso glielo dico... Bello! Hai sbagliato indirizzo! Però non so proprio che c’avete da ridere... secondo me ridere di queste cose è da stupidi...” Discorso già assurdo... poi ci s’è messa la biondona: “Vabbe’ dai, sono malati, che vuoi fare, se così ci capiti... mica è colpa loro...” E tu gli hai dato ragione!
Poi se n’è uscito fuori Mario che lui non c’aveva niente contro i “finocchi” ma che se gli se ne fosse accostato uno l’avrebbe fatto correre. Maurizio gli ha detto: “Eh! Dai su... che ti piacerebbe...” e l’hanno ributtata sullo scherzo.
Beh io sono stato a friggere tutto il tempo, m’è venuta una tentazione fortissima di dirglielo a questi quattro stronz..tti che fanno proprio schifo e nemmeno è che sono veramente omofobi... è che sono proprio deficienti... e per fortuna che mi sono trattenuto e che poi la conversazione ha cambiato direzione, che se io ve la facevo una bella sfuriata gay come ve la sareste meritata alla fine quello fregato ero solo io... e tu non hai alzato paglia... oh! Dico, ma che c’avevi paura che ti prendevano per gay? A te non ti ci potevano pigliare di sicuro e il bello è che non c’hanno pigliato manco a me... mentre Maurizio e Mario secondo me qualche dubbio alle ragazze gliel’hanno lasciato, soprattutto Mario, che uno più omofobo di quello io non l’ho mai visto! Io dopo stasera sono arrivato a una conclusione sola... a me non mi vedete più! Manco tu... perché sei uno stro..o come tutti quanti gli altri e vuoi fare pure quello di larghe vedute... tu ch’hai paura di quei quattro deficienti! Tu ch’hai paura che ti attacchino il cartellino... Io, da domani vi mando tutti a farvi...

– pausa telefono –

Vabbe’, va, stavolta ti perdono... t’ho mandato a quel paese in modo pesantissimo, come ti meriti, ma almeno hai insistito... almeno un po’ ci tieni... vabbe’... ma se m’avessi risposto in modo duro, o anche solo freddo, ti mandavo a farti fotte.e e non ti richiamavo proprio più. Però è assurdo... uno etero al 100% come te che ha paura che lo piglino per gay.
Ammazza! La paura di essere presi di gay non ce l’hanno solo i gay... ce l’hanno pure gli etero e forse pure di più! E’ incredibile! Almeno questa è una cosa che abbiamo in comune... vabbe’... non fai proprio schifo e poi c’è stata una cosa che m’ha fatto decidere a non chiudere il telefono, quando t’ho detto che quelli non li voglio più vedere... tu hai risposto netto: “Nemmeno io! ... mi defilo e ciao!” e poi m’hai chiesto di andare a prendere una pizza domenica sera, una “pizza riparatrice”... ma non c’è niente da riparare... hai fatto bene a richiamarmi perché avrei masticato acido tutta la notte... però, dai, è passata... ciao bello!”

Se volete, potete partecipare alla discussione sul tema aperta nel Forum Progetto Gay:
http://progettogay.forumfree.net/?t=25906780 .

giovedì 6 marzo 2008

LA REALTA' DEI GAY NEL FORUM DI PROGETTO GAY - GRAZIE ALESSANDRO

Oggi torno dal lavoro, sono stanchissimo, apro il Blog di Progetto Gay e trovo questo commento di Alessandro:

“Questo spazio è fantastico e spero che, nonostante l'abbattimento momentaneo, tu possa continuare a portare avanti questo progetto con coraggio e amore come mi pare sia stato fatto fino a questo momento... Questo sito non solo mi ha dato una speranza ma soprattutto una certezza, la certezza che esistono ragazzi e ragazze, uomini e donne omosessuali che si impegnano al massimo per costruire e vivere una vita serena... Persone che ai vuoti stereotipi propagandati su tanti fronti ("comunità gay" in primis) preferiscono la realtà, un mondo che parta dai noi e dal nostro autentico valore...
Con stima, affetto e gratitudine
Ale (6/3/2008)”


... leggo il commento una prima volta, poi lo rileggo, mi accorgo che non sento più la stanchezza, vado a cercare gli altri commenti che Alessandro ha lasciato sul blog di Progetto Gay il 16 e il 17 gennaio, li leggo attentamente, ne sono profondamente colpito. Alessandro dice cose estremamente serie e vere... e mi dice cose come quelle del commento di oggi... Come si fa a non essere felici di una cosa del genere? ... che cosa sono i ragazzi gay! Che bellissimo tesoro di umanità si portano dentro! ... Esco di nuovo perché oggi lavoro anche di pomeriggio, porto con me, stampati su un foglio, i testi dei commenti di Alessandro, li rileggo durante le pause del lavoro, li medito, mi ci ritrovo. Grazie Alessandro, mi hai regalato un pomeriggio di felicità, ti sento veramente vicino.

Parlo spesso con Fabio Matteo, con Proyou, con Federico, con Steven, con Loki, con Aster, di recente ho conosciuto in chat nuovi amici... ebbene sono sempre più convinto della dignità del mondo gay e della qualità degli amici che ho avuto la fortuna di conoscere.

Come sapete già, il nostro forum
http://progettogay.forumfree.net/ sta crescendo, il numero degli utenti cresce ma, ce lo dobbiamo dire chiaramente, non raggiungeremo mai i livelli di traffico tipici dei Forum Gay più gettonati. Il Forum di Progetto Gay è nato come sviluppo di Progetto Gay e ne condivide gli obiettivi:
1) presentare la verità del mondo gay fuori dagli stereotipi commerciali, senza alcuna concessione alla pornografia,
2) favorire la discussione e l’incontro fra persone gay e fra gay e etero, in un clima di serietà e di autentico confronto.
Il Forum, che è uno strumento assai più flessibile del Blog ed è quindi più appetibile anche a chi intende abusarne per farne un palcoscenico, è andato incontro più volte ad episodi poco gradevoli. Come avrete visto, in alcun casi ho lasciato correre ma in altri ho dovuto fare ricorso alla extrema ratio della esclusione di alcuni utenti, cosa peraltro che faccio con rammarico anche quando è indispensabile. Vorrei chiarire che questo tipo di provvedimenti mira a non allontanare il Forum dalla sua finalità. Non vorrei per nessuna ragione che il Forum si trasformasse un una palestra di scontro ideologico, una cosa del genere ne distruggerebbe lo spirito e lo avvelenerebbe. Cercherò nelle mie possibilità di fare ogni sforzo per mantenere questo Forum nel binario originario sintetizzato nei punti 1 e 2.

mercoledì 5 marzo 2008

Amico fragile

Amico fragile
Sto scrivendo la mia vita
con le dita, sulla sabbiai
n riva al mare.
Atti concreti, pesantis
ono proiettati subito
in un mondo
del quale si ha difficoltà
a ricordare il sapore.
Non è il tempo.
No, non è il tempo
che ingoia tutto,
e tutti,
senza curarsi di versare una lacrima.
E' lui
implacabile come il mare.
Imprevedibile come il mare.
Insensato, proprio come il mare.
Scivola sulla mia vita,
lambisce le mia dita
quando ancora sono intente a scrivere,
e le lacrime che ha dentro
e non riesce a piangere
si trasformano in un'onda che cancella
tutto.
Sé e me.

domenica 2 marzo 2008

ANDY ROMANZO GAY 8/2

Dedico questo capitolo 8/2 di ANDY ROMANZO GAY a Fabio che ieri mi ha lasciato un ulteriore graditissimo commento sul Blog "Storie Gay". In queste pagine è presentato un esempio tipico di sessualità gay spontanea.
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Al mattino Marco si svegliò per primo, Andy era ancora profondamente addormentato e Marco non lo svegliò. Alle sette meno un quattro Rocco bussò, Andy realizzò immediatamente dove si trovava e temette per un istante che Rocco potesse entrare in camera, istintivamente si sarebbe sentito in imbarazzo ma non successe niente di tutto questo, Rocco si limitò a palare da fuori della porta.
- Ragazzi, scusate, io vado, la colazione è in sala, è tutto pronto.
Andy preparò mentalmente la risposta che fu praticamente all’unisono con Marco.
- Grazie papà, grazie di tutto!
Quando Rocco uscì di casa cominciarono a prepararsi.
- Birillo, vai prima tu a fare la doccia, l’accappatoio mio è il primo appeso vicino alla porta, tu usa quello.
Andy andò a fare la doccia, non chiuse la porta a chiave, notò subito che sullo sgabello c’era un pacco con un accappatoio nuovo e un biglietto: “accappatoio di Andy”, fece una rapida doccia, si mise l’accappatoio nuovo e se ne tornò nella stanza ancora con i capelli bagnati, Marco notò l’accappatoio nuovo.
- Bello! Ti sta benissimo, è come il mio, solo che il tuo ha una stellina sul taschino.
Marco andò a fare la doccia e fu rapidissimo, portò il fon in camera a Andy, poi andarono a radersi, Marco aprì l’armadietto dove era custodito il sapone e il rasoio e trovò un secondo pennello e un secondo rasoio esattamente come il suo. Si fecero la barba insieme e poco prima delle otto andarono in sala, Rosa si era appena alzata.
- Ciao Andy, ciao Marco, come andate?
Andy rispose per tutti e due.
- Bene mamma e tu?
- Non c’è male, non c’è male, ma voi adesso fate colazione con calma, aspettate…
Dopo qualche secondo tornò con dei dolcetti alla mela.
Finita la colazione i ragazzi salutarono Rosa e se ne tornarono alla piccionaia. Andy era completamente sveglio e irradiava felicità, sorrideva in continuazione.
- Hai visto, Cucciolo, Papà la predica l’ha fatta pure a me!
- Ho visto, ho visto…
- Però sono cose che fanno un certo effetto, magari tu ci sei abituato, ma a me nessuno mi ha mai rimproverato come ha fatto papà ieri sera, è un cosa bella… e poi stamattina non è entrato in camera, ha solo bussato! Io avevo avuto paura che entrasse, noi non stavamo facendo niente ma sai è quella paura istintiva…
- Sì, ma papà non cercherebbe mai di metterci in difficoltà, non è proprio nella sua natura.
- E tu ieri sera ti sei spaventato?
- Be’ ieri sera un po’ sì, poi ho capito…
- Che cosa hai capito?
- Che certi tabù bisognava superarli, ma non per papà e mamma, ma per te.
- Che significa? Dai, spiega…
- Io credo che tu abbia ancora dei complessi legati al fatto di essere gay.
- O di esserlo parzialmente…
- Sì, va be’…Andy, lo vedo anch’io che sono cose che ti piacciono però un po’ te ne vergogni, sì, guarda, è così! Forse è anche per questo che tu ti senti gay a metà, in fondo ti vergogni un po’.
- Ma non è che mi vergogno, è che io tutta questa libertà che dici tu non l’ho mai vista, se papà la prende bene a me fa piacere, io gliel’ho detto per chiarezza.
- No, tu gliel’hai detto perché volevi una rassicurazione per te, non per lui, loro lo sapevano benissimo ma tu hai voluto un po’ il loro assenso…
- Però, se non glielo avessi detto mi sarei trovato più in imbarazzo, adesso so che mi accettano anche così.
- Dai, Birillo, lo sapevi benissimo anche prima, solo che volevi sentirti incoraggiato e rassicurato.
- Almeno da loro volevo sentirmi rassicurato, visto che tu non lo fai mai.
- Come sarebbe?
- Sì, tu con me di sesso parli pochissimo, e anche quando facciamo l’amore io ho sempre paura a scatenarmi, penso che ci puoi rimanere male…
- Birillo, tu di me hai fatto tutto quello che hai voluto e a me è piaciuto moltissimo, io non so che altro ti potrebbe passare per la testa, non so, mi vuoi friggere in padella?
- Io vorrei che tu fossi meno baccalà, tu mi sai volere bene come si deve però non sai sempre fare l’amore come si deve, non ci metti entusiasmo, vai a rimorchio… insomma sei un pollo, anche per questo certe volte mi viene in mente che potrei mettermi con una ragazza, almeno lì i ruoli sono chiari.
- Si vede che non te ne intendi proprio!
- Perché, tu hai letto un articolo sull’enciclopedia femminile?
- E poi, Birillo, che dovrei fare?
- Niente ma dovresti fare vedere che mi desideri veramente, io certe volte ho l’impressione che ti comporti come una moglie vecchiotta che lascia fare ma che sta pensando ad altro.
- Ma che dici, Birillo? Vuoi essere violentato qui in mezzo alla strada o preferisci a casa?
- A casa, però scrivetelo! Se no te lo dimentichi! … Mah! Mi sa che ti devo dare qualche lezione! Tu di lezioni d’amore me ne hai date tante ma io ti devo dare qualche lezione di sesso… io non dico ce tu dovresti mangiare solo bistecche di toro ma tu mangi solo filetti di baccalà…
- Insomma ti devo proprio mettere sotto come si deve…
- Chi? Tu? Tu non metteresti sotto nessuno nemmeno se piombassi con la macchina in mezzo alla folla!
- Adesso solo perché tu sei più forte di me ti credi di potere fare chissà che cosa… io lo so che sono un po’ broccolo in certe cose, sai, sono un po’ tradizionale, di fantasia non ne ho molta, però… aspetta che arriviamo a casa…
- E quando siamo a casa che fai?
- Lo vedrai a casa!
- Che bugiardo che sei! Quando torniamo a casa ci mettiamo subito a studiare! E poi stiamo fino a mezzanotte! E poi andiamo a dormire e siamo troppo stanchi! E io sono costretto a allungare le mani e tu mi prendi per maniaco! Lo vedi come sei, Cucciolo… un po’ di calore non ce lo metti mai… tu pensi al futuro, alla laurea e a tante altre cose ma a me ci pensi meno, io ho le mie esigenze anche adesso, mica solo dopo la laurea… io certe volte mi complesso e non insisto e tu ti giri dall’altra parte e ti addormenti… hai capito come sei innamorato cotto! Io non lo so, certe volte sto vicino a te e lo capirebbe pure un cretino che vorrei fare l’amore ma tu ti giri dall’altra parte, mi sa che qui se c’è un mezzo gay sei proprio tu, certe volte ti salterei addosso ma non lo faccio, mi dico che bisogna essere in due e allora mi metto ad aspettare la grazia sovrana ma certe volte non arriva proprio.
- Dai, Birillo, tu adesso mi stai dipingendo un po’ troppo a tinte fosche, certe volte, quando vorrei, tu mi molli a metà e cominci a parlare di questo e di quello, non è successo una volta sola, certe volte mi sono chiesto se lo stavi facendo apposta oppure no, ma tu non lo fai apposta, tu nemmeno te ne accorgi, perché vai tutto sulla tua lunghezza d’onda, quando io vorrei fare l’amore con te fai pure tu l’orecchio da mercante ma allora non lo noti, quando io sono stanco morto e a te ti vengono le fantasie tu pensi che sono un broccolo! … Non sarebbe meglio cercare di trovare un punto di equilibrio?
- Sì, però ti devi dare una mossa, devi essere meno broccolo, devi prendere qualche iniziativa, tu non ne prendi mai, non dici mai di no, ma giochi sempre di rimando, la prima mossa la devo fare sempre io.
Poi cambiarono argomento e parlarono di nuovo di studio e di esami. A casa Marco preparò il tè e lo portò in sala, Andy aspettava una iniziativa sessuale di Marco, ma Marco se ne era completamente dimenticato.
- Cucciolo, non ti pare che abbiamo dimenticato qualche cosa.
Andy cercò di mantenere la faccia seria.
- Che cosa?
- No, niente … allora, che si fa?
- Dai, comincio io o cominci tu?
- Ma Cucciolo, … proprio non ti passa per la testa?
- Ma che cosa? … Ah! Adesso ho capito! … la rosa!
- Ma Cucciolo, ma sei proprio di coccio! Io lo sapevo! Altro che aspettarsi le tue iniziative, quando mi viene qualche fantasia tu me la fai passare subito… Uffa! Cucciolo! Tu non capisci niente di quello che mi passa per la testa… Cucciolo tu mi hai smontato pure adesso! Non ne posso più! Sei proprio stronzo! Ma perché te lo devo chiedere sempre io? Allora quando ti pare a te ti dovrei mandare a farti fottere! Te lo meriteresti! Brutto stronzo! Anche adesso tu mi stai facendo parlare e basta, non ti muovi mica, mi fai rabbia!
- Ma insomma adesso non ti va di studiare…
- Ma guarda questo stronzo! Io adesso ti spaccherei la faccia! Tu sai di avere un potere su di me e lo stai facendo pesare in modo indegno! Come se a te non ti piacesse! Brutto stronzo! Sei proprio cattivo!
- Dai, Birillo, vieni qua!
- No! Adesso vai a farti fottere! Adesso non mi gira più!
- Birillo! Su, facciamo la pace! Dai, cerca di non fare troppe smorfie che se no lo rovini quel bel musetto!
- Ma senti che linguaggio da checca di borgata! Marco, adesso si studia e poi si studia ancora, finché pare a me, se poi non ti va non ti preoccupare, posso studiare benissimo pure da solo… e soprattutto posso fare pure sesso da solo, non c’è bisogno di sua signoria… Adesso prendi il libro e non perdere tempo.
- Birillo, su, non fare il tiranno… un pochettino solo!
- No! Adesso ciccia! Libro e basta e non perdere tempo… se non ti va di studiare non ti preoccupare, io me ne posso andare a studiare anche ai giardinetti.
- Birillo! Su, dai! Non fare così, ti chiedo scusa!
- Io le scuse le accetto ma adesso studiamo, tu ancora non l’hai capito che negarsi nelle cose del sesso è da stronzi, tu lo fai e non perché non ti tira, tu lo fai perché mi devi avere in tuo potere, ma solo quelli piccoli di cervello si comportano così!
- Che devo fare? Birillo, dimmelo tu! Se devo studiare studiamo, ma se mi perdoni possiamo anche fare altro.
- No! Adesso studiamo! Avanti comincia a leggere, al resto ci pensiamo quando me ne torna la voglia.
Marco cominciò a leggere ma la lettura non durò nemmeno dieci minuti.
- Pausa! Cucciolo… e se mi fosse tornata la voglia?
- Te la dovresti fare passare! Adesso dobbiamo studiare!
- Ma ti accorgi di come sei odioso!
- Si, me ne accorgo! Birillo, vieni qua!
- Perché? Che vuoi fare?
- Voglio giocare un po’!
- Giocare come?
- Dai, vieni qui e vedrai!
- No, patti chiari amici cari! Dimmi prima quello che ti passa per la testa!
- Allora ti devo venire ad acchiappare!
- Cucciolo! Fermo lì! No! Ma che ti passa per la testa?
- Dai, Birillo, non scappare!
- Però tu mi prometti che non fai niente!
- E no! E’ tutta la sera che frigni per fare qualche cosa e adesso non scappi più e guarda che quando mi vengono le fantasie non sono proprio cosette da educanda!
- Come si vede che tu di donne non ne capisci niente! Fermo! No! Basta! Ti stai comportando come si comporterebbe una donna che vuole provocare.
- E tu che ne sai?
- Non lo so, lo immagino… e poi anche le donne fanno così, il momento buono tuo non lo capiscono mai! O forse sì! Mi sa che dovrei provare però forse con una donna di sesso ne farei di più! Fermo!
- Oh! Ma quale fermo e fermo! Adesso mi sto scatenando e, Birillo, mi sa che alla fine dovrai cedere!
- Almeno a questo forse oggi ci arriviamo! Dai, Broccolone! Ma hai già finito gli entusiasmi? Mannaggia, che peracottaro! S’è già stancato! Ma tu quando eri piccolo non giocavi mai? Buttati, Cucciolo! E’ ora! Ma che fai? E forza! Mi sa che qui l’iniziativa la devo prendere io come al solito…. Vieni… Cucciolone mio! Vieni dal tuo Birillo!
- Che fai? Andy! Stai calmo! Stai buono! Fermo!
- E no! Una soddisfazione me la voglio prendere pure io! Ma io ti ho insegnato a fare la lotta e tu non hai imparato niente.
Andy mise Marco spalle a terra, poi si distese su di lui, gli passò le mani nei capelli e lo baciò.
- Lo vedi come è bello fare l’amore! Cucciolo, ma perché ci dobbiamo privare di queste cose? Cucciolo, noi siamo giovani adesso, un po’ di sesso adesso ci dà un altro sapore alla vita.
Marco lo strinse fortissimo.
- Andy! Lo sai che sei dolcissimo?
- Me l’hai detto tante volte…
- Ma non di carattere, proprio di sapore!
- Un’altra battuta da checca di mezza tacca!
- No! E’ vero, e chi ti molla più! Mi sa che avevi ragione… e poi devo fare tante volte sesso con te, così tu non te ne scappi con le ragazze.
- Adesso sto pensando che devo fare l’amore con te, alle ragazze ci penserò dopo, forse! Cucciolo… e se invece che stare abbracciati sul pavimento stessimo abbracciati sul letto?
- Mi sa che sarebbe meglio.
- Aspetta, ti porto in braccio!
- Ma io peso!
- Sì, ma è un dolce peso! Il peso di un Cucciolone! Di un cucciolone di Labrador! Mannaggia, ma quanto pesi! E non è tutto cervello! … Ecco fatto! Il Cucciolo è arrivato a destinazione! E adesso viene il bello!
- Buono! Birillo! Buono! Non così! Mi fai male! Piano!
- No! Dai non fare storie che tanto adesso non ti mollo più! Adesso lo sento che hai un sesso pure tu… lo sento eccome! Mannaggia! Allora non sei tanto broccolo! Ma com’è che adesso non sei broccolo per niente… lo vedi come ci sai fare… ma perché queste idee te le devo fare venire sempre in mente io? Cucciolo… ma lo sai che ti desidero tantissimo? Lo sai Cucciolo che io penso a te dalla mattina alla sera e pure la notte? Lo sai che quando tu ti neghi mi fai stare malissimo? Io in quei momenti ti ammazzerei, ma adesso lo sento che ci sei eccome!
- Birillo…
- Sì!
- Sta’ un po’ zitto!
- Mannaggia che osservazione da stronzo! Ma non ne potevi pensare una meglio? Guarda, per fortuna tua c’hai un [... omissis...] da favola, perché se fosse stato solo per te proprio non ne valeva la pena!
- Birillo, dai che ne valeva la pena eccome!
- Senti che presuntuoso!
- Ma io lo so che sei innamorato cotto, è per questo che faccio un po’ lo stronzo… però…
- Però che cosa?
- No, niente!
- Ma sei stronzo forte! Non mi dai mai soddisfazione, non mi dici mai una cosa bella! Stai giocando con me in modo cattivo!
- Birillo!
- Vuoi continuare a sfottere?
- No! Ti voglio dire che ti voglio bene.
- Mi stai prendendo in giro…
- Birillo tu sei un diavoletto, ma io senza i tuoi monologhi a valanga, senza le tue arrabbiature e senza questo bellissimo diavoletto mi sentirei perduto!
- Non mi sfottere, Cucciolo!
- Ma lo sai che è così… Birillo, noi stiamo insieme a fare l’amore, io non ci starei con uno qualunque, ci sto perché non posso fare a meno di te a nessun livello…
- Continua, Cucciolo!
- Il mio Birillo mi vuole bene, io lo so, noi stiamo costruendo il nostro futuro, sia a letto che con i libri e io voglio essere tutto del mio Birillo… lo so che sono broccolo, ma sono fatto così!
- Non è vero, non sei broccolo per niente! Quando mi parli così ti starei a sentire per ore!
- Ti piace farti coccolare eh?
- Mi piace sì!
- Lo sai Birillo, che fino adesso in te io non ho mai trovato nemmeno una nota stonata?
- Ma non sfottere, prima mi hai detto di stare zitto… e poi chissà che cosa pensi di me veramente, tanto tu non me lo diresti mai!
- Se te lo dico tanto tu non ci credi!
- E tu dimmelo!
- Lo sai, Birillo, io adesso mi sento completamente libero, sciolto, non ho più desideri, quando uno si innamora di Andy e trova una corrispondenza come quella che ho trovato io… non so, ma c’è una felicità più completa di questa? Io forse queste cose non te le dico tante volte ma tu lo sai che sono vere!
- Lo so, Cucciolo! L’ho sempre saputo! Adesso stai un po’ zitto anche tu, adesso voglio appoggiare la testa sul tuo petto… Cucciolo… ti voglio bene! Sai che adesso stare abbracciati così mi piace tantissimo!
- Abbracciami forte, Birillo, tu sei più forte di me e mi piace tantissimo quando mi stringi fortissimo! Bravo, così!
- Cucciolo… ma perché non ci siamo incontrati prima?
- E chi lo sa?
- Avremmo potuto avere quattro o cinque anni di felicità in più…
- Sì, ma quelli sono passati e adesso il mio Birillo è qui con me, Andy! Mannaggia come sei mio! Non me la saprei immaginare una cosa più bella di questa.
- Cucciolo, lo vedi che avevo avuto una buona idea…
- Lo vedo, lo vedo… Birillo, ma tu che pensi quando facciamo l’amore?
- Non lo so, io non penso, mi lascio andare, qualche volta non mi riesce perfettamente ma quando mi riesce è bellissimo! Quando ti posso toccare e sento che ci sei mi fa un effetto fortissimo, ci sei, hai capito Cucciolo, ci sei, io prima non ero mai stato a letto con nessuno, adesso mi sembra che stiamo insieme da una vita… non lo so, ma le cose che facciamo mi sembrano tutte ovvie, non ci penso nemmeno, penso che poi ci sei tu… non so, che altro posso pensare? … E tu che pensi?
- Probabilmente non penso affatto, quando mi abbracci strettissimo mi sento come se fossi una parte di te, adesso mi sento totalmente pacificato, proprio un senso di pace interore totale, di comunicazione totale… e non penso nemmeno che sia per il sesso, mi capita pure quando non lo facciamo, io sto bene quando ti vedo sereno. Sono cose che si contagiano…
- Cucciolo…
- Sì…
- Perché nei prossimi giorni non facciamo un po’ più di sesso, anche come oggi, anche così è bellissimo, è intimo e poi non abbiamo perso molto tempo, non abbiamo studiato ma io credo che faccia meglio che studiare…
- Andy, se faccio lo stronzo tu rimettimi in riga… certe volte mi fisso con le stupidate e non capisco le cose essenziali…
- No, Cucciolo, tu vai bene come sei, forse a me il sesso piace proprio tanto, … troppo…
- Per fortuna Birillo, se no sai che noia, con due broccoli! Andy!
- Sì…
- Ti voglio bene!
- Anch’io, Cucciolo! … ma tu sei sicuro che non ti ho rotto le scatole oggi?
- Ma che dici, Birillo! Se non ci fossi tu…
- Se non ci fossi io che cosa?
- Be’, credo che non riuscirei nemmeno ad andare avanti.
- Cucciolo, non la devi fare così tragica, se non ci fossi stato io ci sarebbe stato qualche altro.
- No, guarda, non ci sarebbe stato nessuno, sei tu che hai cominciato, io non ne avrei mai avuto il coraggio.
- Be’, per me era una necessità assoluta, non so perché ma la gente pensa sempre che un ragazzo pensa solo al sesso… io avevo bisogno proprio d’amore, di sentirmi coccolato, di qualcuno che si preoccupasse di me, che ci tenesse veramente, è bello, è una cosa importante, adesso mi sono abituato male, adesso io sto col mio Cucciolo, mi posso accoccolare stretto stretto a lui, mi dà una forza interiore… lo so che sono parole stupide, io non lo so nemmeno dire ma adesso mi sento proprio bene, io non ti dico che sono innamorato, che non ti lascerò mai… queste cose non le so e non credo che abbiano un significato, io adesso sto bene, sto bene e basta però sto bene veramente.
- Birillo…
- Sì…
- E chi me le ha mai dette cose così belle? Io mi sento innamorato, ma forse quello che significa è proprio quello che dici tu, io adesso sto bene, ti sento parlare, sento che ci sei, mi dai un senso di vita vera, di cosa forte, che mi coinvolge, io non penso più a me stesso, penso solo a te… Birillo…
- Sì…
- Domani dobbiamo lavorare tantissimo…
- Lo so, Cucciolo e lo voglio fare con la massima serietà, non è nemmeno per me, è proprio perché il mio Cucciolo non deve perdere tempo e io non devo farglielo perdere.
- Birillo…
- Sì…
- Non è solo per me…
- Lo so che è anche per me, però è soprattutto per te, adesso è ancora così, tu devi avere pazienza e piano piano arriverò anche all’idea di studiare per me, forse, ma adesso lo faccio soprattutto per te, io mi sento un po’ uno straccetto volante…
- Birillo…
- Sì…
- Ma perché dici queste cose?
- Perché le sento… lo so che ci sei tu e che le cose sono cambiate ma non mi sembra ancora vero, e poi voglio essere coccolato… Cucciolo, adesso dovremmo dormire ma mi piace tanto restare a parlare, mi piace sentirti palare… non sono stupido, mi dà proprio una sensazione di sicurezza… e poi io al mio Cucciolo ci tengo tantissimo, lo sento che mi vuoi bene… mi piace tantissimo sentire che stai vicino a me, ma questo te l’ho già detto… Che pensi, Cucciolo? Ti sembro un po’ stupido eh?
- Ma tu lo sai quante volte avevo cercato di immaginarmi che cosa potesse significare andare a letto con un ragazzo, dormire insieme, fare l’amore, vivere insieme… prima non avevo le idee chiare ma adesso non penso nemmeno che tu sei un ragazzo, tu sei il mio Birillo, sei il mio Andy, di ragazzi ce ne sono tanti, di Birillo ce n’è uno solo, tu non sei una categoria, sei una persona e mi vuoi bene…
- No, aspetta… questo io non te l’ho mai detto…
- Mi sta benissimo dire che stai bene quando stiamo insieme, io in fondo da te non voglio promesse, non voglio impegni… io voglio solo che tu stia bene, adesso, non lo so nemmeno io se sarà per sempre, io credo di sì, ma non mi voglio rovinare dei momenti come questi pensando a chiuderti in una gabbia, io voglio Andy libero, lo voglio felice, adesso stai bene con me, forse non sarà sempre così però adesso è così… certo che adesso io queste cose le sto dicendo ma… non mi pare che ci credo molto, io il mio Birillo lo voglio tutto per me… credo che se ti dovessi allontanare da me sarei gelosissimo, non lo ammetterei, lo so che tu potresti stare meglio ma non credo che ci possa essere al mondo una persona che ci tiene più di me… questo non significa che tu debba essere sempre legato a me però certo non la prenderei bene.
- Lo so, Cucciolo, questo me lo immagino, ma preferisco non pensarci, adesso sto bene con te, anche perché queste cose te le posso dire e tu mi dici quello che pensi, tu non sei ipocrita e mi vuoi bene lo stesso, io magari non ti rispondo come vorresti tu ma tu mi vuoi bene lo stesso.
- Ma non è che tu non mi rispondi come voglio io, io ti desidero, voglio che tu stia sempre con me, adesso non c’è niente in Andy che non mi piaccia, proprio niente, anzi, certe volte mi piace quel tuo essere cuccioletto, quel tuo voler essere rassicurato, proprio il fatto che mi vuoi stare a sentire, ti sento tenero, per me sei una specie di oggetto sacro…
- Cioè?
- Be’, io ho l’impressione che se ho dei doveri li ho soprattutto verso di te, ma non perché vado cercando una reciprocità, io ti devo tantissimo, la mia felicità me l’hai data tu, io devo cercare di farti capire quanto sei importante e poi ti devo portare a costruire un futuro con me, ma anche questo non è per legarti a me ma perché penso che sarebbe anche la tua felicità, io piano piano ti devo fare capire il significato delle cose, dei progetti concreti… tu adesso capisci il senso delle parole, quanto possono essere importanti l’hai capito benissimo, ti possono fare stare bene ma anche malissimo, però tu non hai ancora il senso del costruire una vita insieme, è questo che vorrei da te…
- Cucciolo, forse succederà, però noi non lo sappiamo.
- Sì, ma non è questo che mi spaventa… adesso vorrei che tu cominciassi a pensare a qualche cosa di bello e di concreto, alla vita insieme, o almeno a una parte della vita insieme, a costruire una sicurezza per il futuro, non necessariamente una sicurezza per noi ma anche una sicurezza per te, io spero che sia per noi e che sia per tutta la vita ma una indipendenza vera, un lavoro vero, una sicurezza economica ti danno pure una sicurezza interiore.
- Mah! Cucciolo, che ti devo dire, forse io queste cose non le capisco però adesso la mia felicità sei tu, proprio tu fisicamente, non riesco a fare progetti a distanza, adesso voglio stare con te e dell’università me ne importa veramente poco.
- Ma, Birillo, non me l’avevi detto tu che si doveva cercare in tutti i modi di finire con l’università il più presto possibile?
- Sì, te l’ho detto io… però adesso mi sembra che ci siano altre cose importanti, certe volte stare a parlare con te, stare a parlare di niente mi sembra importantissimo, imparo tante cose anche su me stesso quando ti osservo, mi somigli sotto tanti punti di vista, sei un po’ l’altro lato di me, quello che io non ho mai fatto emergere, tu sei razionale, pensi, fai progetti, tu pensi al futuro e io mi posso affidare completamente, io non voglio pensare troppo, tanto lo fai tu per me, io mi fido, ti seguo, certe cose te le delego del tutto… Cucciolo, ma lo sai che ci dovremmo mettere a studiare, sono quasi le undici e non abbiamo fatto niente…
- Hai ragione, su, adesso cerchiamo di lavorare un pochettino.
- Però, Cucciolo, stasera giochiamo un po’!
- Va be’, va’, stasera mi faccio friggere in padella!
- Scherza poco tu e cerca di non dimenticarti delle promesse! … Aspetta, ma non siamo andati a vedere la rosa.
Andy uscì sul terrazzo e Marco lo seguì.
- Guarda qua! Ma non ti sembra che ci sia un germoglio nuovo, lì, quel puntino verde, se lo guardi da vicino si vedono delle foglioline piccole piccole.
- Sì, è vero… che dici? Ci vorrà un po’ d’acqua?
- No, non credo, mi sembra che la terra sia ancora umida…
- Mi sa che hai ragione… però vedi, così il vaso è in ombra, come dice papà, mi sa che dovrebbe andare bene… ma tu dici che fiorirà?
- Sì, credo proprio di sì.
- Ma di che colore sarà?
- Quello è ancora presto per capirlo ma quando avrà cominciato a fare il bocciolo si vedrà.
- E quanto tempo ci metterà?
- Non lo so, due settimane, forse…
- Ma è tanto tempo!
- No, non è tanto.
- Va be’, Cucciolo, adesso torniamo dentro e mettiamoci a studiare.

sabato 1 marzo 2008

PORNOGRAFIA E SESSUALITA’ GAY VERA

Io uso un nickname tipicamente gay senza però sottolineature marcatamente sessuali. Molto spesso, quando vengo chiamato in chat, dopo la classica domanda “da dove chiami?” segue pressoché immancabilmente la domanda “attivo o passivo?” Ma ci sono persone che mi chiedono “che cosa ti piace fare?” oppure mi sciorinano le cose che loro “fanno” e mi chiedono se voglio “provare” questo o quell’altro. Quasi sempre o prima o dopo queste domande segue la domanda “hai la cam?”, spesso segue la proposta “ti mando delle mie foto” oppure “vieni sul mio sito”, oppure “ecco il mio cellulare chiamami”.
Non mi soffermo qui sui rischi evidenti che si intravedono dietro queste proposte, rischi di entrare in contatto con giri di prostituzione, che non sono questioni di sessualità libera ma di criminalità allo scopo dello sfruttamento economico di quelli che ci finiscono in mezzo.
Ma mettiamo da una parte la dimensione rischio e ipotizziamo che dall’altra parte ci sia realmente e solo un ragazzo in cerca di sesso. Nella maggior parte dei casi, questo ragazzo si qualificherà come etero, non come gay, o al massimo come bisessuale, e dirà che gli piace fare sesso sia con gli uomini che con le donne. I discorsi di questi ragazzi circa il sesso non prendono mai in considerazione l’affettività ma vedono la sessualità solo come un divertimento spesso realmente compulsivo, del quale cioè non riescono a fare a meno tanto che cercano un partner qualunque in internet.
In casi molto rari, dopo un approccio brutalmente sessuale, i miei interlocutori si calmano e riescono, almeno per qualche minuto, a mantenere un dialogo di tipo meno ripetitivo, ma la stragrande maggioranza, quando non trova le risposte che si aspetta cerca di capire chi sono e perché il mio comportamento è anomalo. Alcuni credono che si un prete, qualcuno mi chiede se sono un poliziotto e subito dopo chiude la chat senza nemmeno attendere la risposta.
Da queste chat riporto in genere quasi sempre la medesima impressione, ossia quella di trovarmi davanti a ragazzi gay frustrati che non hanno mai avuto la fortuna di rendersi conto di che cosa sia la sessualità gay nel senso serio della parola. In sostanza questi ragazzi si sono formati alla scuola della pornografia e purtroppo ne hanno assimilato i modelli molto profondamente. Se questi ragazzi si troveranno a vivere un rapporto affettivo forte con un altro ragazzo gay, la loro interazione sessuale sarà pesantemente condizionata dai modelli che hanno assimilato, che in ogni caso spingeranno la sessualità verso una ritualità, verso una ripetitività imitativa di quel modelli, con la pregiudiziale svalutazione dei comportamenti sessuali non standard o di quelli di basso profilo che costituiscono invece la realtà più profonda della sessualità gay.
Conosco diverse coppie gay, anche se non moltissime, si tratta di vere coppie gay, cioè di ragazzi che si vogliono bene e che hanno fatto una scelta seria di sessualità esclusiva. Vivere in una coppia gay significa che la sessualità si vive soltanto con il proprio compagno e che la promiscuità è esclusa. A parte lo sostanziale eliminazione dei rischi di malattie sessualmente trasmesse che deriva dalla monogamia, cioè dall’avere un solo partner sessuale, la fedeltà nel rapporto di coppia indica che i due ragazzi hanno operato la scelta di costruire una vita realmente in comune, spesso a costo di pesantissimi sacrifici per vincere le difficoltà ambientali.
Quali modelli di sessualità hanno i ragazzi che vivono in coppie gay stabili? La risposta, che a parecchi potrà sembrare un’affermazione di principio e che è invece dedotta dall’esperienza, è una sola: quei ragazzi non hanno modelli di sessualità gay, non vivono una sessualità ritualizzata, centrata sull’idea del fare questo o quell’altro, non identificano la sessualità con una forma di divertimento quasi di tipo egoistico, ma come una forma di comunicazione rivolta all’altro, come una forma di ascolto, attento, prudente, affettuoso delle necessità dell’altro. Molto spesso tra questi ragazzi domina la dimensione delle coccole generiche, del contatto fisico non necessariamente genitale, della carezza, dell’abbraccio, del bacio di tenerezza. Parlando con questi ragazzi mi sono sentito dire che si trovano ancora (anche ragazzi di 40 anni) in imbarazzo nella ricerca di un momento di intimità sessuale, nel timore di urtare la suscettibilità del loro compagno. Uno, in particolare, un quarantenne innamorato in modo profondissimo del suo compagno, mi diceva che col suo ragazzo, che ha 37 anni, non sapeva mai come comportarsi e non diceva nulla, ma il suo compagno quando era il momento giusto andava a sedersi vicino a lui e gli appoggiava il capo sulla spalla.
All’interno delle coppie gay che si amano realmente, la sessualità più diretta è diluita nel tempo, è intervallata da momenti di tenerezza e di silenzio in cui domina la percezione fisica della presenza dell’altro, al di là di qualunque ritualità, in questo quadro non ci sono regole, non ci sono cose da fare perché la percezione profonda dell’unione di due vite è per se stessa appagante e la sessualità ne segue in modo spontaneo. In questa dimensione non ci sono limiti né regole perché c’è un amore reciproco che è l’unica guida sicura della vita sessuale. Io penso che se al posto della pornografia si offrissero ai ragazzi dei modelli di sessualità di questo tipo, questi ragazzi potrebbero capire in modo molto più serio che cosa significa essere gay e potrebbero provare veramente la soddisfazione di amare il loro ragazzo anche sessualmente, in modo totalmente reciproco e appagante.
Se volete, potere partecipare alla discussione su questo tema aperta sul FORUM PROGETTO GAY:
http://progettogay.forumfree.net/?t=25671331