Se volete, potete partecipare alla dscussione su tema aperta nel FORUM di PROGETTO GAY:
http://progettogay.forumfree.net/?t=26066341 .
Un blog per leggere storie gay in Italiano, storie gay vere, storie di uomini e di ragazzi gay. Questo sito vuole parlare di cose vere a chi vuole leggere di sentimenti e di vita vera.
Questo post era stato già pubblicato Venerdì 7 Marzo 2008, il giorno 13 Marzo è comparso il seguente commento:
"Molto interessante .. mi sono chiesto sempre cosa si dicono in chat, in quanto io non ho mai avuto coraggio di entrare in uno. Comunque, questo post l'ho messo nel mio blog."
... tuttavia l'indirizzo del presunto blog del lettore corrisponde a un sito di film porno! Introdurre qui un commento per attrarre utenza su siti porno è in totale contrasto con le scelte editoriali di questo blog (sul quale compaiono esclusivamente i link ad altri siti di Progetto Gay). Invito chi avesse intenzione di farlo ad astenersene, perché si tratta di un autentico abuso di questo Blog e di un inganno al pubblico. Ripubblico ora lo stesso post con una nuona collocazione (ed elimino il precedente), in modo che non sia raggiungibile da un sito di film porno.
I Blog di Porgetto Gay non hanno nulla a che vedere con la pornografia né con interessi economici di alcun genere.
______________
- Marco scrive:
Ciao
- stefano scrive:
Ciao
- Marco scrive:
da dove?
- stefano scrive:
Padova e tu?
- Marco scrive:
Milano...
- stefano scrive:
anni?
- Marco scrive:
24 e tu?
- stefano scrive:
sei piccolo...
- Marco scrive:
dai, non fare il cretino, dimmi quanti anni hai....
- stefano scrive:
26
- Marco scrive:
e dici a me che sono piccolo!
- stefano scrive:
oh... io sono più vecchio
- Marco scrive:
hai cam?
- stefano scrive:
sì
- Marco scrive:
bene... tu che fai?
- stefano scrive:
in che senso?
- Marco scrive:
dai, non giocare
- stefano scrive:
e tu che fai?
- Marco scrive:
ma te l’ho chiesto prima io
- stefano scrive:
Io faccio tutto...
- Marco scrive:
tutto che?
- stefano scrive:
tutto ma in cam... e tu che fai?
- Marco scrive:
pure io faccio tutto, però solo in cam...
- stefano scrive
... bene allora è tutto chiaro!
- Marco scrive:
sei peloso?
- stefano scrive:
no, non troppo.. un po’ sulle gambe e tu?
- Marco scrive:
pure io poco... dai, dimmi come sei, descriviti...
- stefano scrive:
alto (1,87), magro, capelli corti castano chiaro, occhi chiari ma non chiarissimi, tra il blu e il grigio, piade 46, mani grandi...
- Marco scrive:
e il resto?
- stefano scrive:
quale resto?
- Marco scrive:
dai non fare il finto tonto...
- stefano scrive:
beh... tu che pensi?... se tanti mi dà tanto...
- Marco scrive:
ah ok, ottimo...
- stefano scrive:
oh, bello! adesso tocca a te...
- Marco scrive:
non c’è molto da dire, 181, castano scuro, occhi neri, direi molto magro, scarpe 45,
- stefano scrive:
e il resto?
- Marco scrive:
beh... non mi lamento...
- stefano scrive:
cioè?
- Marco scrive:
mannaggia quanto sei curioso...
- stefano scrive:
vabbe’... però sei di poche parole sull’argomento...
- Marco scrive:
dai che facciamo?
- stefano scrive:
le vuoi due foto mie?
- Marco scrive:
dai mandamele, sono curiosissimo...
- stefano scrive:
però pure tu a me... e insieme...
- Marco scrive:
ok, ottimo...
- stefano scrive:
oh, bello! guarda che se le tue non m’arrivano ti chiudo la chat...
- Marco scrive:
tranquillo... non te la do la fregatura... quando sei pronto mi dici vai e postiamo insieme... ok?
- stefano scrive:
ok ..... Vai!
- Marco scrive:
beh... insomma, no, oggettivamente non sei proprio male per niente... mh!
- stefano scrive:
mannaggia... mi sa che ci siamo letti nel pensiero... io da te m’aspettavo chissà che cosa e invece la foto più spinta è a torso nudo... io almeno ce ho messa una in pantaloncini corti... tu manco quello...
- Marco scrive:
dai, dai, non frignare ecco... questa è in pantaloncini corti...
- stefano scrive:
Bella! ... Oh... ma sei proprio un bel ragazzo
- Marco scrive:
se è per questo pure tu
- stefano scrive:
ma non è che c’avresti delle foto più eloquenti...
- Marco scrive:
per avercele ce l’ho... ma mi vergogno...
- stefano scrive:
e dai... e su... e mandamele... non ti fare pregare... dai...
- Marco scrive:
E tu a me che mi mandi? ... qui le cose devono essere alla pari
- stefano scrive:
ma io foto eloquenti non ne ho...
- Marco scrive:
non dire bugie... tu ce l’hai eccome è solo che vuoi le mie e non mi vuoi mandare le tue... se non me le mandi io le mie non te le do...
- stefano scrive:
ma quelle mie non sono proprio eloquenti eloquenti ... sono foto fatte sulla spiaggia in costume da bagno...
- Marco scrive:
tu mi mandi quelle e io ti mando le mie corrispondenti...
- stefano scrive:
No... dai io le mie in costume te le mando e sono le più eloquenti che ho però le tue le voglio... oh... ma tu non eri quello che faceva tutto?
- Marco scrive:
beh... insomma, tutto tutto no...
- stefano scrive:
ma con gli altri che c’hai fatto?
- Marco scrive:
non mi piace proprio quando fai tutte queste domande
- stefano scrive:
e dai... dimmelo... dai... lo so che sei un campione... si sente... l’accendi la cam?
- Marco scrive:
Per fare che? Adesso stiamo parlando... non mi vuoi mandare nemmeno le foto... qui la reciprocità è la regola...
- stefano scrive:
ma io voglio solo vedere che faccia hai...
- Marco scrive:
per quello hai la foto, bello!
- stefano scrive:
ma quella foto non so è abbastanza eloquente...
- Marco scrive:
dai... dimmi che ci fai con gli altri ragazzi che poi una foto “un po’” più eloquente te la mando... però me lo devi dire veramente...
- stefano scrive:
Lo vuoi sapere?
- Marco scrive:
sì...
- stefano scrive:
con gli altri ragazzi non c’ho mai fatto un cavolo...
- Marco scrive:
però questo l’avevo capito...
- stefano scrive:
e tu? Adesso me lo devi dire...
- Marco scrive:
beh... pure io, dai, su è la prima volta...
- stefano scrive:
però l’avevo capito pure io...
- Marco scrive:
beh, non è che ci voleva tanto... quelli esperti vanno subito al sodo
- stefano scrive:
ma tu perché cerchi sesso in chat?
- Marco scrive:
beh... qui o fai così o non si batte chiodo
- stefano scrive:
dai... c’è sempre Federica...
- Marco scrive:
Federica chi?
- stefano scrive:
Federica la mano amica...
- Marco scrive:
ah! Allora anche tu sei dei nostri?
- stefano scrive:
beh... almeno non si beccano malattie...
- Marco scrive:
ma tu di te l’hai detto?
- stefano scrive:
lo sa solo il mio migliore amico (etero) gli altri non lo so, può darsi che qualcuno lo abbia capito
- Marco scrive:
di me non lo sa proprio nessuno, non mi fido a parlare di queste cose e poi se i miei lo sapessero succederebbe un cataclisma. Mio padre parla solo di donne...
- stefano scrive:
il mio no... i miei forse mi accetterebbero... ma io dovrei spicciarmi a finire con l’università, perché ancora non ho finito...
- Marco scrive:
e quanto ti manca?
- stefano scrive:
5 e la tesi per la specialistica...
- Marco scrive:
hai quasi finito! ... che vuoi di più... io a 24 anni devo prendere ancora quella di primo livello... ma tu che facoltà fai?
- stefano scrive:
ingegneria meccanica...
- Marco scrive:
pure tu!!!! che combinazione...
- stefano scrive:
ma noi non stavamo qua per fare un po’ di sesso?
- Marco scrive:
sì, perché?
- stefano scrive:
ma ti va?
- Marco scrive:
beh... che ti devo dire... e a te?
- stefano scrive:
almeno parlarne...
- Marco scrive:
tu l’hai mai fatto?
- stefano scrive:
insomma, una specie...
- Marco scrive:
e con chi?
- stefano scrive:
con un amico di mio fratello, ma non abbiamo fatto niente, insieme dico, sono capitato in camera con lui per sette giorni in montagna... insieme non abbiamo fatto niente però a vederlo era proprio uno spettacolo e praticamente ... vabbe’, dai.. su, hai capito... e tu?
- Marco scrive:
io proprio sesso a due no, però un amico l’ho spogliato...
- stefano scrive:
e lui s’è fatto spogliare?
- Marco scrive:
beh, no...insomma ho organizzato uno scherzo sessuale... l’abbiamo messo in mezzo e io l’ho spogliato e l’ho pure toccato...
- stefano scrive:
mannaggia che storia!
- Marco scrive:
beh... è successo due anni fa...
- stefano scrive:
e dopo?
- Marco scrive:
dopo che?
- stefano scrive:
dopo che è successo...
- Marco scrive:
non è successo niente e che doveva succedere? E’ finita così
- stefano scrive:
e non l’hai più rivisto?
- Marco scrive:
si... tante volte...
- stefano scrive:
e lui con te come si comportava
- Marco scrive:
e come si comportava... come sempre... e tu l’amico di tuo fratello l’hai rivisto?
- stefano scrive:
sì, la lui è etero... c’ha la ragazza...
- Marco scrive:
e ci sei rimasto male?
- stefano scrive:
di che? Che c’ha la ragazza?
- Marco scrive:
beh... sì
- stefano scrive:
no... lo sapevo pure prima...
- Marco scrive:
mannaggia... e poi altre avventure ne hai avute?
- stefano scrive:
no, cose tipo quelle no...
- Marco scrive:
e di altro tipo? ... che tipo?
- stefano scrive:
ma no, le solite cose, dai, in palestra... però così, solo guardare...
- Marco scrive:
pensa un po’... io manco quello
- stefano scrive:
e perché non ci vai in palestra? guarda che ci si sta bene...
- Marco scrive:
si... lo so, però voglio la mia privacy...
- stefano scrive:
cioè
- Marco scrive:
dai non mi piace spogliarmi lì davanti a tutti...
- stefano scrive:
oh... ma tu non eri quello che faceva tutto?
- Marco scrive:
dai, su, a certe cose non ci sono abituato e non credo che mi ci adatterei
- stefano scrive:
ma hai paura ha spogliarti davanti agli altri... ma perché?
- Marco scrive:
mannaggia quante domande fai...
- stefano scrive:
dai dimmelo... mi sa che ho capito...
- Marco scrive:
ma che hai capito? ma statti buono!
- stefano scrive:
vabbe’, non insisto...
- Marco scrive:
vabbe’.. insomma su... hai capito...
- stefano scrive:
ma è una questione di dimensioni?
- Marco scrive:
ma no! non hai capito niente! è che se mi metto in un ambiente come quello parto a razzo... una volta c’avevo provato ad andare in palestra, ma già da quando uscivo di casa per andarci non riuscivo a trattenermi... insomma non mi voglio trovare in difficoltà... ma scusa ma tu come fai?
- stefano scrive:
guarda piano piano diventa una cosa così abituale che perde tutta la carica erotica, tutto sta a non avere paura che succeda... e non succede...
- Marco scrive:
ma quando mai...
- stefano scrive:
beh... magari le prime volte è imbarazzante ma dopo non ci fai più caso... però lì c’è pure tanto da vedere...
- Marco scrive:
si... lo so, e mi piacerebbe eccome andarci... ma tanto queste cose non le so fare... a meno che non me le insegni tu... ma tu stai lontanissimo...
- stefano scrive:
lo so... che peccato!
- Marco scrive:
ti posso chiedere una cosa?
- stefano scrive:
dai...
- Marco scrive:
me lo dai il contatto msn?
- stefano scrive:
... @hotmail.it
- Marco scrive:
grazie! Ti scoccia se ti chiamo?
- stefano scrive:
tanto vedrai che ti chiamo prima io...
- Marco scrive:
Stefano... adesso devo andare... però ci risentiamo ok?
- stefano scrive:
certo che ci risentiamo... anche domani sera... 21.30?
- Marco scrive:
ok... 21.30... Grazie eh... mi ha fatto veramente piacere...
- stefano scrive:
ma dai che se avessimo fatto un po’ di sesso in cam ti saresti divertito di più...
- Marco scrive:
nooo ... insomma dai... chissà magari potremmo pure diventare amici... certo c’è la distanza...
- stefano scrive:
sì ma c’è msn
- Marco scrive:
per fortuna... Ci sentiamo, ciao Stefano!
- stefano scrive:
Ciao Marco e buonanotte
- Marco scrive:
notte!
- stefano scrive:
notte!
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Se volete, potete partecipare alla discussione sul tema aperta sul FORUM DI PROGETTO GAY:
http://progettogay.forumfree.net/?t=25847349 .
Si sente spesso dire che un ragazzo gay può avere enormi problemi ad accettarsi. Questa affermazione può avere certamente un senso ma è bene capire in modo chiaro che cosa significhi accettarsi e quali siamo i meccanismi tipici della accettazione / non accettazione.
Il problema dell’accettazione dell’essere gay è strettamente connesso all’età nella quale ci si riconosce come gay.
1) La maggioranza dei ragazzi gay, 70% e oltre, ha avuto fin dall’origine una sessualità esclusivamente gay. Per questi ragazzi la parola sessualità ha significato sempre e solo omosessualità, per loro, il disagio di accettarsi come gay non è lacerante, sono cresciuti come gay. potranno avere problemi legati all’educazione più o meno repressiva, alla convivenza tra omosessualità e religiosità, tra richieste familiari e sociali ed esigenze dalla vita gay, se volete, questi ragazzi potranno avere mille problemi ma si tratta di problemi comunque sostanzialmente esterni che non vanno a incidere sui nuclei profondi della personalità. Per questi ragazzi, il problema dell’accettarsi come gay è un problema di relazioni sociali ma non è una problema di identità personale.
2) Alcuni ragazzi gay, non pochissimi, provengono da una vita autenticamente eterosessuale, hanno convissuto con una ragazza, hanno avuto con lei rapporti sessuali, si sono ritenuti convintamente eterosessuali per anni, addirittura fino a 25, 30 e anche 40 anni, alcuni di questi ragazzi si sono sposati e hanno anche avuto figli, tutto da perfetti eterosessuali. Questi ragazzi, che si ritengono eterosessuali e si comportano in tutto e per tutto da eterosessuali, possono scoprire la loro omosessualità in modo graduale, all’inizio senza nemmeno averne esatta percezione:
a) avvertono come meno soddisfacenti i rapporti sessuali con una ragazza o con la moglie,
b) non hanno un colloquio autentico con la compagna,
c) nel rapporto eterosessuale manifestano lentezza nell’erezione o difficoltà nel mantenerla,
d) si trovano molto bene con un amico in particolare, il migliore amico, e percepiscono come gradevole la sua compagnia,
e) preferiscono un pomeriggio passato in compagnia del migliore amico ad un’occasione di fare sesso con una ragazza a con la moglie,
f) vanno in erezione quando si trovano vicino al loro amico in situazioni in cui ad un etero non succederebbe, e in cui a questi ragazzi, prima, non succedeva,
g) hanno fantasie masturbatorie anche gay e, in una fase più avanzata, esclusivamente gay, anche se continuano ad avere rapporti eterosessuali con le loro compagne,
h) avvertono nettamente il fascino sessuale di alcuni ragazzi.
La spinta verso l’identità gay si manifesta gradualmente e via via cresce la consapevolezza attraverso fasi successive, caratterizzate da affermazioni del tipo:
a) sono etero al 100% ma qualche volta mi succedono cose strane,
b) sono etero con qualche fantasia gay,
c) forse sono bisex (in questo caso il concetto di bisex è usato in modo improprio, non come sarebbe corretto per riferirsi a persone che alternano lunghi peridi di vita gay a lunghi periodi di vita etero, ma per indicare una sessualità intermedia),
d) sono bisex, ho fantasie gay ma faccio sesso solo con le donne,
e) forse sono gay.
Tutto il percorso che abbiamo tratteggiato avviene in un ambiente tipicamente etero che per il ragazzo che si sente sempre più gay è sempre più estraneo. Nella sostanza un ragazzo che si trovi in queste condizioni oltre le difficoltà esterne tipiche dell’essere gay, di cui al punto 1), ha un enorme problema in più: convincersi gradualmente e progressivamente della propria identità gay, superando dubbi e incertezze, e questo è il vero problema dell’accettarsi come gay. Come corollario di questa ricostruzione di identità si presenta l’ulteriore problema di rendere conto alla propria compagna della propria omosessualità.
Fermiamoci ora in particolare sull’accettarsi come gay. Quando l’identità gay è stata per lungo tempo repressa, ma in modo dolce, senza cioè che la cosa sia avvertita come costrizione, il suo riaffiorare confligge fortemente con comportamenti, atteggiamenti mentali e abitudini di vita etero assunti negli anni precedenti.
Ovviamente, se un ragazzo ha vissuto una vita etero esclusivamente o prevalentemente di facciata, cioè senza una assimilazione profonda della identità etero, per quel ragazzo sarà decisamente più facile accettarsi come gay. Se invece un ragazzo ha assimilato profondamente l’identità etero, per lui accettarsi come gay sarà molto più difficile, è il caso dei gay sposati o di quelli che hanno alle spalle lunghe convivenze eterosessuali.
In genere, a parità d età, i comportamenti dei ragazzi gay che si sono sentiti sempre tali e di quelli che sono arrivati ad accettare la propria identità gay con difficoltà in età non adolescenziale, sono alquanto diversi.
1) Un ragazzo che si è sentito sempre gay si è abituato gradualmente alla sua identità e ha maturato le prime esperienze affettive gay e spesso anche le prime esperienze sessuali in età adolescenziale. Questi ragazzi in genere sanno che cosa significa essere gay, cioè sanno che cosa possono aspettarsi in concreto da un rapporto affettivo o anche sessuale con un altro ragazzo. Per questi ragazzi il sesso gay non ha spetti troppo mitici e l’affettività gay ha una dimensione concreta.
2) Un ragazzo che ha faticato ad accettarsi come gay una volta scoperta la propria sessualità gay in età non adolescenziale, tende a enfatizzare la propria scoperta, a sopravvalutare ciò che l’affettività e la sessualità gay possono offrire, sottovalutando nel contempo i rischi. Questi ragazzi sono neofiti del mondo gay, spesso insicuri, sono portati ad innamorarsi dell’amore gay prima ancora che di un ragazzo e a recuperare il tempo perduto impegnandosi in ricerche frenetiche e spesso assolutamente unilaterali del ragazzo ideale. Accade spesso che si gettino a capofitto in avventure affettive e anche sessuali con persone sostanzialmente sconosciute o semisconosciute investendo su quelle persone tutta la propria emotività, sognando amori caratterizzati da fedeltà e dedizione reciproca totale. Talvolta questo ragazzi scambiano un contatto di tipo sessuale per una promessa di amore eterno e creano veri e propri rapporti di dipendenza con persone che finiranno per deluderli pesantemente. L’accettazione tardiva della propria identità gay crea delle debolezze, cioè delle esigenze affettive difficilmente controllabili a livello razionale ed espone al rischio del un ripetuto circolo vizioso di illusioni e delusioni, in situazioni del genere l’amicizia seria di altri ragazzi gay, possibilmente gay fin dall’origine, è più necessaria del contatto sessuale e deve accompagnare la crescita dell’identità gay anche in chiave sessuale. Il confronto con altri gay che abbiano una maggiore esperienza della vera vita effettiva e sessuale gay permette ai ragazzi che hanno faticato ad identificarsi come gay di capire meglio che cosa questo significhi mettendo da parte gli entusiasmi immotivati che la scoperta della propria identità gay spesso comporta.
Se volete potete partecipare alla discussione dell'argomento sul FORUM DI PROGETTO GAY:
http://progettogay.forumfree.net/?t=25996603 .
Questa discussione rappresenta la fase successiva a quella rappresentata nella discussione GAY ALLA RICERCA DI UN COMPAGNO
http://progettogay.forumfree.net/?t=25001669 .
In questa discussione partiamo dall’ipotesi che un ragazzo gay sia riuscito ad incontrare un altro ragazzo gay e che il reciproco interesse sia autentico, tanto da scongiurare il rischio della “falsa coppia”, diamo anche per ipotesi che entrambi i ragazzi riescano a controllare l’ansia e ad esprimere i propri sentimenti senza ambiguità e senza mitizzazioni. Diamo cioè per scontato che ci siano tutte le ipotesi necessarie per la creazione di una vera coppia gay.
Bisogna tenere conto che ragazzi gay non hanno tutti la stessa idea della vita affettiva e della vita sessuale, sussistono in particolare molte differenze su questioni estremamente importanti come:
a) la fedeltà di coppia
b) il valore da dare alla sessualità all’interno della coppia
c) l’attitudine a vivere in dimensione più i meno privata una relazione gay
d) le fantasie sessuali e la sessualità fisica
Esaminerò le quattro questioni separatamente:
LA FEDELTA’ DI COPPIA
Il concetto di fedeltà è assai variabile. Se la fedeltà è esclusività affettiva e sessuale, possono essere considerati non fedeli:
a) i ragazzi che hanno amicizie importanti al di fuori della coppia, con la consapevolezza del compagno.
b) i ragazzi che hanno amicizie importanti fuori della coppia mantenendo il compagno deliberatamente all’oscuro.
c) i ragazzi che hanno relazioni affettive al di fuori della coppia, con coinvolgimento sessuale unilaterale (normalmente mantenendo il proprio compagno all’oscuro).
d) i ragazzi che hanno contatti fisici limitati (carezze, baci) ma non genitali al di fuori della coppia.
e) i ragazzi che hanno sporadici rapporti sessuali al di fuori della coppia.
f) i ragazzi che hanno normalmente rapporti sessuali al di fuori della coppia.
Avere criteri diversi di giudizio circa la fedeltà di coppia comporta spesso incomprensioni tardive insanabili.
VALORE DELLA SESSUALITA’
Il significato della sessualità all’interno della coppia non è assolutamente univoco. Ci sono ragazzi che ritengono che:
1) la dimensione sessuale sia prevalente, che senza sesso non c’è vita di coppia, che una incompatibilità di tipo sessuale sia dirompente e non possa essere superara e che una separazione della coppia per lunghi periodi sia sostanzialmente distruttiva della coppia stessa, per mancanza della intimità sessuale necessaria. (Quando i due ragazzi si incontrano è scontato che abbiano rapporti sessuali)
2) la sessualità sia utile ma non indispensabile e che, per esempio, periodi di separazione anche di mesi siano tollerabili. (Quando i due ragazzi si incontrano il sesso tra loro è una eventualità non data per scontata che, se non si realizza, non compromette nulla)
Considerare il valore della sessualità nella coppia gay in modo molto diverso costituisce un fattore di instabilità notevole.
SOCIALIZZAZIONE DELLA VITA AFFETTIVA
L’attitudine a socializzare la vita affettiva è quanto mai varia:
1) I ragazzi gay non dichiarati tendono a farne una questione assolutamente privata e segreta, della quale non si parla mai al di fuori della coppia. nel mondo di oggi questa eventualità è molto rara e si verifica in condizioni particolari (matrimonio, coppie creare all’interno di ambienti di lavoro)
2) I ragazzi gay che hanno effettuato un coming out limitato ai loro amici tendono a vivere la loro relazione gay manifestandola a quegli amici di cui si fidano. Quasi tutti i ragazzi gay si comportano così.
3) I gay pubblicamente dichiarati, che sono però una minoranza, tendono a vivere la loro relazione di coppia in una dimensione tipicamente pubblica.
Avere visioni moto diverse della socializzazione della vita gay di coppia può creare incomprensioni profonde.
FANTASIE SESSUALI E SESSUALITA’ FISICA
I ragazzi gay provengono delle più diverse esperienze ed hanno, al momento in cui si affacciano alla vita di coppia, un patrimonio di fantasie erotiche masturbatorie estremamente differenziato, che riflette i percorsi di formazione delle varie sessualità individuali. Possono sussistere forti differenze in termini di:
1) inibizione / disinibizione
2) grado di intraprendenza
3) ripetitività / non ripetitività
4) imitazione di modelli appresi / creatività
5) integrazione tra sessualità e affettività
A tutti gli elementi sopra riportati in genere si fa caso solo a posteriori. Nel caso in cui un ragazzo avverta con il suo compagno dissonanze sostanziali farebbe bene a valutare molto attentamente e razionalmente tutti i rischi della vita gay dei coppia.
Se volete, potete partecipare alla discussione dell'argomento sul FORUM PROGETTO GAY
http://progettogay.forumfree.net/?t=25961612 .
Questo blog è rivolto a chiunque voglia leggere storie gay in Italiano, dico chiunque perché chi conosce le problematiche qui affrontate per esperienza diretta può ritrovarsi nelle atmosfere delle mie storie e chi non conosce queste problematiche direttamente, leggendo, potrebbe formarsi un’idea più realistica almeno di una parte del mondo gay, che, bisogna dirlo, è veramente un mondo, in cui le differenze sono talvolta così nette che la qualificazione stessa di gay rappresenta un'unità sostanzialmente debole. Perché allora questo titolo? Perché nella vita reale dei gay si incontrano e si scontrano molteplici elementi “non solo gay”... “Gay” significa realtà complessa non solo a livello di gruppo ma anche a livello individuale. Troverete delle storie ma anche delle riflessioni, non di carattere sociologico generale ma di tipo strettamente personale, legate al sentirsi gay. Ovviamente non voglio rubare il mestiere a nessuno e meno che mai intendo allontanarmi dalla dimensione strettamente individuale in cerca di una sintesi di tipo identitario che ormai ha fatto il suo tempo.
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