lunedì 11 giugno 2012
PROBLEMA GAY
Questo post contiene alcune riflessioni sul concetto di “problema” associato all’essere gay.
Il termine problema è ripreso dal greco πρoβλημα -ατος, derivato da προβαλλω letteralmente «mettere avanti, proporre».
Le accezioni sono sostanzialmente due, la prima legata all’ambito scientifico e l’altra più tipica dell’uso comune:
1. Ogni quesito di cui si richieda ad altri o a sé stessi la soluzione, partendo di solito da elementi noti
2.
Qualsiasi situazione, caso, fatto che, nell’ambito della vita pubblica o
privata, presenti difficoltà, ostacoli, dubbi, inconvenienti più o meno
gravi da affrontare e da risolvere.
Nella
prima accezione un problema postula l’esistenza di una soluzione e
implica un procedimento per la ricerca della o delle soluzioni. Nella
seconda accezione il termina problema diventa sinonimo di difficoltà e
di disagio. L’attenzione si sposta dalla ricerca della soluzione alla
difficoltà incontrata e la ricerca di una possibile soluzione scivola
sullo sfondo, quando non è addirittura dato per scontato che non esista
alcuna soluzione.
Vediamo come il termine viene usato in collegamento con l’omosessualità, attraverso alcune citazioni.
«Le
persone omosessuali adulte nel ruolo di educatori costituiscono per i
ragazzi loro affidati un problema educativo. Il capo è il modello per i
suoi ragazzi e sappiamo che gran parte dell'effetto educativo, dipende
dalla esemplarità anche inconscia che proviene dall'adulto» afferma
padre Francesco Compagnoni, assistente ecclesiastico nazionale del
Movimento adulti scout cattolici italiani, e docente di teologia morale
nelle facoltà di Teologia e di Scienze sociali della Pontificia
Università San Tommaso di Roma.
Ma
l’idea di considerare l’omosessualità un problema si trova in atti ben
più importanti come la lettera ai vescovi delle chiesa cattolica
“Homosexualitatis problema” della Congregazione per la Dottrina della
Fede del 1° ottobre 1986 firmata da Joseph Ratzinger di cui consiglio la
lettura integrale a chi vuole conoscere le posizioni ufficiali della
chiesa in proposito, dove si legge:
“1.
Il problema dell'omosessualità e del giudizio etico sugli atti
omosessuali è divenuto sempre più oggetto di pubblico dibattito, anche
in ambienti cattolici. In questa discussione vengono spesso proposte
argomentazioni ed espresse posizioni non conformi con l'insegnamento
della Chiesa Cattolica, destando una giusta preoccupazione in tutti
coloro che sono impegnati nel ministero pastorale. Di conseguenza questa
Congregazione ha ritenuto il problema così grave e diffuso da
giustificare la presente Lettera sulla cura pastorale delle persone
omosessuali, indirizzata a tutti i Vescovi della Chiesa Cattolica.”
Congregazione per la Dottrina della Fede, Homosexualitatis problema, (testo ufficiale, a firma Josep Ratzinger, 1 ottobre 1986). Testo in Italiano.
In
nessun documento della Santa Sede si fa riferimento al “problema” della
omofobia. Anche se, con molto esitanti forme di tolleranza da parte
della gerarchia, si cominciano a manifestare momenti di preghiera,
talvolta ecumenica, per le vittime ella omofobia.
La
situazione concreta di una persona o di una istituzione si può
ricostruire in modo piuttosto chiaro esaminando tutto ciò che
costituisce e tutto ciò che non costituisce un problema per quella
persona o per quella istituzione. Il ragionamento vale certamente anche
per i singoli. Ci sono gay per i quali il fatto di essere gay
costituisce un problema che in prima istanza dovrebbe essere risolto, se
possibile, cambiando il proprio orientamento sessuale e in seconda
istanza dovrebbe essere superato tramite un forzato conformismo con le
richieste sociali, ci sono d’altra parte gay per i quali essere gay
costituisce la normalità della vita e non comporta alcun problema, il
problema se mai è nell’omofobia che è ancora diffusa nella società ed è
uno degli indicatori di sottosviluppo.
Riprendo
un’espressione di padre Compagnoni: “Il capo è il modello per i suoi
ragazzi e sappiamo che gran parte dell'effetto educativo, dipende dalla
esemplarità anche inconscia che proviene dall'adulto”, se il capo è
omofobo l’omofobia rischia di essere interiorizzata, i livelli di
autonomia di giudizio scadono e l’omosessualità, da problema legato
all’ignoranza e al pregiudizio sociale, diventa un problema individuale
da risolvere tramite l’auto-repressione.
Indurre
all’auto-repressione è da sempre uno dei metodi più efficaci di
controllo delle coscienze. Richiamo l’attenzione sul fatto che il
termine auto-repressione è un ossimoro, non si tratta certamente di
scelte autonome e libere ma di scelte indotte e sostanzialmente forzate.
Una scelta non è autonoma solo quando manca l’imposizione violenta ma
anche quando la scelta, apparentemente libera, è indotta attraverso un
condizionamento della coscienza. Riposto un brano di S. Alfonso Maria de
Liguori (1696-1787) “Confessore diretto per le confessioni della gente
di campagna”CAPO XXI. PUNTO II. Come debba portarsi il confessore con
diverse sorti di penitenti. § III. Come debba portarsi il confessore
co' fanciulli, e colle zitelle.
"20.
Co' fanciulli bisogna usare tutta la carità, quando vengono a
confessarsi. Primieramente bisogna interrogarli, se … [omissis], se han
commessa qualche disonestà. Ma in ciò sia molto cautelato il confessore.
Dimandi a principio al fanciullo, se ha dette male parole, o ha avuti
pensieri brutti. Dimandi poi, se ha burlato con altri figliuoli, o
figliuole; e se quelle burle sono state di nascosto con toccarsi colle
mani. Indi (rispondendo il fanciullo di sì) dimandi, se han fatte cose
brutte, o male parole: così chiamano i figliuoli i congressi turpi. E
benché il fanciullo dica di no, giova fargli interrogazioni suggestive,
per vedere se nega per rossore, v. gr. [v gr. = per esempio]È bene
quante volte hai fatte queste cose brutte? dieci, quindici volte? Di più
dimandi a' fanciulli, con chi dormono, se con fratelli o sorelle, e se
con essi in letto si son toccati burlando colle mani. Se mai il
fanciullo dorme nel letto de' suoi genitori, vada scorgendo il
confessore con prudenza, se ha fatto qualche peccato, aspiciendo aut
audiendo genitores coeuntes [vedendo o sentendo i genitori avere
rapporti sessuali]. [omissis].
21.
Circa poi l'assoluzione da darsi a questi fanciulli, vi bisogna molta
prudenza. Nel caso ch'essi sono recidivi nei peccati gravi, e si scorge,
che hanno già il bastante intendimento in comprendere l'offesa fatta a
Dio, e l'inferno meritato, debbono allora trattarsi come gli adulti;
onde, se non danno segni straordinari di dolore, dee lor differirsi
l'assoluzione, finché si vedano emendati, e ben disposti."
Altrove
(Capitolo VII - Come debba comportarsi il confessore con persone di
diversi generi § I - Come debba portarsi co' fanciulli, giovani e
signorine) il concetto è ribadito.
“Se
han commessa qualche oscenità. Ma in ciò il confessore sia molto
cautelato nelle dimande. Cominci interrogando con raggiri e parole
generali, e prima se han dette male parole, se han fatte burle con altri
figliuoli e figliuole e se quelle burle le han fatte di nascosto. Indi
dimandi se han fatte cose brutte o male parole (così chiamano i
fanciulli i fatti osceni). Molte volte, sebbene essi neghino, giova il
far loro dimande suggestive: E bene, quante volte l'hai fatte queste
cose? dieci, quindici volte? Dimandi loro con chi dormano, e se nel
letto hanno burlato colle mani. Alle signorine, se han fatto all'amore, e
se ci son stati mali pensieri, parole o atti. E dalle risposte
s'inoltri alle dimande; sed abstineat ab exquirendo a puellis vel a
pueris an adfuerit seminis effusio [Ma si astenga dal domandare alle
fanciulle ed ai fanciulli se c'è stata emissione di seme]. In somma con
questi è meglio che si manchi nell'integrità materiale della confessione
che si faccia loro apprendere quel che non sanno, o che si pongano in
curiosità di saperlo”.
Con
tecniche del tutto analoghe a queste si induce ancora oggi nei ragazzi
omosessuali l’idea che ci sia un problema da risolvere. Vizio da
superare, malattia da curare, peccato da evitare, sono in fondo
espressioni equivalenti usate in epoche diverse. Ma la prima
responsabilità dell’indurre i ragazzi omosessuali a vedere un problema
nella loro omosessualità non è nemmeno direttamente della chiesa ma
della famiglia, che forse, essa stessa profondamente condizionata, non
fa che trasmettere i condizionamenti che ha ricevuto. Un condizionamento
anti-omosessuale, cioè un condizionamento che miri a colpevolizzare
l’omosessualità a e vederla come un problema, in genere viene assorbito
senza alcun filtro da persone che non sono omosessuali, perché si tratta
di una questione, per loro, esclusivamente teorica che non genera stati
di ansia o di tensione, ma quando quel condizionamento ricade su
ragazzi che sono omosessuali provoca disagio e talvolta stati di vera
sofferenza psichica profonda. La non accettazione familiare, assunta
come inevitabile, sta alla base del fatto che moltissimi omosessuali non
si dichiarano mai in famiglia.
Vedere
l’omosessualità come un problema comporta che si mettano in atto dei
tentativi di risolvere quel problema, ma si dovrebbe meglio dire quel
falso problema. Ripeto spesso che la paura dei fantasmi può indurre a
chiudersi e a prendere decisioni sconsiderate anche se i fantasmi non
esistono affatto.
Spesso
le famiglie che considerano l’omosessualità un problema, e che inducono
nei figli questa stessa idea, si sentono incapaci di affrontare
autonomamente il problema perché risolvere il problema per loro non
consiste nel prendere atto che non si tratta di un problema ma
nell’indurre il figlio alla eterosessualità. In questi casi
l’omosessualità viene medicalizzata ed entra in campo lo psicologo
clinico o lo psichiatra e si può arrivare ad ipotizzare una ricerca
farmacologica di soluzioni. Che ci possano essere ragazzi gay che
possono avere bisogno o addirittura necessità dell’interventi di
specialisti per affrontare altri problemi è cosa ovvia ma
l’omosessualità di per sé non richiede nessun intervento specialistico.
Di fatto, parecchie volte, l’intervento specialistico ha una utilità
anche se non è di per sé necessario, perché è un surrogato di relazioni
affettive importanti che possono mancare. Ma, in condizioni normali,
cioè in ambienti liberi almeno relativamente, le amicizie, e in
particolare le amicizie serie con altri ragazzi, gay e etero, possono
sostituire pienamente l’intervento di uno psicologo. La amicizie, e in
particolare le amicizie gay, servono proprio ad allontanare la paura dei
fantasmi, a prendere atto di una realtà che è diversissima da come
viene rappresentata, cioè aiutano a rendersi conto che il problema non
esiste, che non c’è nessuna soluzione da cercare e che bisogna sentirsi
liberi di vivere la propria vita.
Senza omofobia, che è figlia dell’ignoranza e che è il vero problema, non ci sarebbe nemmeno il falso problema dell’essere gay.
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venerdì 8 giugno 2012
GAY E SCUOLA DI PREGIUDIZI
Caro Project,
sono
un ragazzo di 19 anni, tra poco farò la maturità e me ne andrò dalla
scuola. Non vedo l’ora! Perché per me è stata un’esperienza negativa
sotto troppi punti di vista. Premetto che ho sempre avuto buoni
risultati, non eccellenti ma buoni certamente sì e studiare mi piace, ma
a scuola mi sono sentito come in prigione, in un ambiente in cui ho
dovuto fingere e fare l’equilibrista per non finire nel ridicolo e
nell’emarginazione. Sono un ragazzo normalissimo, solo che sono gay, non
sono mai andato dietro alle ragazze e quando le ragazze mi si mettono
appresso mi sento a disagio e non so come liberarmene e loro si sentono
rifiutate ed è sgradevole per tutti e due. Oggi mi è venuto tra le mani
un documento di programmazione per il prossimo anno (io non ci sarò!) in
cui in cui prevedono un cineforum su alcol, droga, omosessualità e
violenza tra i giovani. Hanno messo l’omosessualità in mezzo tra la
droga e la violenza! Per loro sono comunque devianze e sono sullo stesso
piano. I pregiudizi li vedi proprio in queste cose. Poi le lezioni, una
cosa grottesca, la prof. di Italiano che sa il libro a memoria ed è
patita di d’Annunzio ce lo ha esaltato in tutte le salse, abbiamo fatto
tanta letteratura anche recente ma Gadda no, Pasolini no, Bassani no,
per fortuna che li avevo letti per conto mio e forse è meglio che non li
abbia trattati, di latino è patita di Ovidio, mah! Quando ha parlato di
Petronio lo ha presentato come se Petronio fosse una specie di
implicito moralista fustigatore dell’omosessualità e il libro, scelto da
lei, della omosessualità in Petronio ne accenna in una sola riga e in
termini di ipotesi! O la prof. e chi ha scritto il libro non hanno mai
letto Petronio, cosa che non credo, oppure la necessità di censurare è
tale che ci si deve abbassare proprio a falsare consapevolmente le cose
per quieto vivere e a presentare Petronio come un mezzo prete! La prof.
di Scienze, dico di Scienze non di Filosofia, dà per scontato che essere
gay è una malattia mentale e che gay si diventa e quindi bisogna stare
attenti! Parole sue. È quasi incredibile che una persona che in tante
altre cose ha anche una sua competenza seria, almeno per quello che
posso capirne io, sulle questioni che toccano l’omosessualità sia del
tutto succube di preconcetti assurdi. Il prof. di Matematica, quando è
capitato di parlare di queste cose, le ha subito messe da parte dicendo
che aveva ancora tante cose da fare del programma e che non poteva
“perdere tempo”. La prof. Di Filosofia si salva un po’ ma anche lei
glissa del tutto, almeno non dice che i gay sono anormali e, dato
l’ambiente del mio liceo, è già molto. Io faccio anche Religione,
soprattutto per vedere come la rigirano, il prof. è un prete giovane un
po’ appiccicoso, sempre molto pappa e ciccia coi ragazzi, amicone di
tutti, ma mi dà tanto l’impressione di uno che recita una parte. Con lui
è capitato una volta di parlare di omosessualità, ha detto che la
chiesa non può accettare chi confonde il sacramento del matrimonio
(riferito egli etero) col “divertirsi” (riferito ai gay), che la chiesa
capisce i problemi di queste persone, non le giudica e le rispetta “come
si devono rispettare tutte le persone”, questa specificazione mi ha
imbestialito! Poi ha cominciato a parlare di famiglia e il discorso gay è
finito qui! A scuola c’è su queste cose un equilibrio della paura,
ognuno si limita a dire solo cose ovvie, cose che non possono non essere
accettate da tutti. È la fiera delle ovvietà e dei grandi principi che
sono talmente generali e astratti che non si significano più nulla.
Anche la politica è una realtà totalmente tabù e tutti gli argomenti
tabù vengono accuratamente evitati da tutti. Il prete di religione non
parla di omosessualità e di politica, non c’è possibilità di
discussione, gli altri hanno i programmi, gli esami ecc. ecc., poi leggi
le carte e parlano di “formazione integrale della persona”, il che è
non solo ridicolo ma grottesco. Ma in fondo i prof. li posso pure
capire, nessuno vuole rogne, basta portarsi lo stipendiuccio a casa!
Fare questioni di principio per difendere i gay? No! Troppo rischioso e
non vale proprio la pena! Anche perché se qualcuno provasse a fare
diversamente lo metterebbero subito a tacere o finirebbe nel ridicolo.
Ma quello che mi fa imbestialire sono soprattutto gli studenti; sono
assolutamente certo che se qualche prof. provasse a fare una lezione
meno stupida parlando “anche” di omosessualità in modo onesto, verrebbe
subito etichettato come gay dai suoi stessi studenti con tutto quello
che un fatto del genere comporta e penso che possa essere una vera forma
di ricatto e di persecuzione, perché vedo certi miei compagni e
soprattutto compagne che fanno dei commenti allucinanti, che sono pronti
al linciaggio perché per loro è solo un gioco che afferma la loro
superiorità. La stessa prof. di Filosofia ha fatto più volte finta di
non sentire commenti del genere e questo è vergognoso. Ma, mi chiedo, se
fosse intervenuta che cosa avrebbe ottenuto? L’avrebbero considerata
nella migliore delle ipotesi una stupida che ha tempo fa perdere. Così
va la scuola, almeno la mia. Me ne voglio andare dalla mia regione, non
dico dall’Italia, ma voglio vivere in un posto civile, dove il rispetto
c’è veramente, dove una persona può essere se stessa senza aver paura e
senza dover ricorrere a funambolismi vari per non beccarsi la nomina di
gay con tutto quello che viene appresso. Ho letto di scuole del nord
dove le cose sono molto diverse, evidentemente ci sono ancora due Italie
e io mi trovo in quella meno civile. Leggo di ragazzi che frequentano
scuole dove hanno potuto addirittura fare coming out coi compagni di
classe e trovarsi un ragazzo. Per me queste cose sono sull’altra faccia
della luna.
Se vuoi, pubblica pure la mail, ma togli l’ultima parte.
Uno studente inca..ato!
__________
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lunedì 4 giugno 2012
IL PRIMO OMOSESSUALE ITALIANO SUL ROGO
Questo
articolo mira a chiarire che cosa ci fosse in realtà dietro la prima
condanna al rogo eseguita in Italia a seguito di un processo per sodomia
(omosessualità).
Federico II Hohenstaufen, figlio di Enrico VI Hohenstaufen (a sua volta figlio di Federico Barbarossa) e di Costanza di Altavilla, ultima erede dei possedimenti normanni in Sicilia, porta il meridione d’Italia ad essere uno dei centri più avanzati di civiltà. Le Costituzioni melfitane, dette anche Liber Augustalis, promulgate nel 1231, rappresentano “il più grande monumento legislativo laico del Medioevo” (imparzialità dei giudici, uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge senza distinzioni, assoggettamento degli ecclesiastici ai tribunali comuni, divieto dei processi per eresia).
Dopo la morte di Federico II (1250) gli succede il figlio Manfredi che muore, ultimo re svevo di Sicilia, il 26 febbraio 1266 nella battaglia di Benevento, sconfitto da Carlo I d’Angiò (fratello del re di Francia San Luigi IX, il cosiddetto San Luigi dei Francesi).
Dopo vicende molto complesse gli Angioini riescono a consolidare la loro supremazia sull’Italia meridionale e la Sicilia. Tuttavia la politica di rapina messa in atto di funzionati di Carlo I in Sicilia muove la Sicilia alla ribellione del Vespro. Il 30 marzo 1282 scoppia a Palermo una violenta insurrezione popolare antiangioina. Il 25 luglio Carlo I sbarca in Sicilia e assedia Messina ma non riesce a prenderla e deve desistere. I Siciliani avevano chiesto aiuto a Pietro III d'Aragona, marito di Costanza di Hohenstaufen, figlia di Manfredi, comincia così il dominio Aragonese sulla Sicilia. Il 7gennaio 1285 Carlo I muore a Foggia. Gli succede il figlio Carlo II d’Angiò (lo zoppo).
La perdita della Sicilia rappresenta per gli Angioini uno scacco gravissimo. Il 22 giugno 1283 Carlo I fa arrestare Matteo e Lorenzo Rufolo, i fratelli Della Marra e numerosi altri personaggi di altissimo rango, accusandoli di “gravamina” cioè di eccessiva esosità fiscale verso i sudditi e addebitando loro la rivolta dei Vespri (insula Siciliae a fide regia deviavit). Comincia quindi una serie di processi volti a condannare a pene molto gravi funzionari regi che si siano resi colpevoli di atti di rapina ai danni delle popolazioni e di disobbedienza al re. Su questi funzionari si crea più o meno realisticamente la fama di briganti, veri affamatori dei poveri per fini personali, e l’eco se ne ritrova anche in Dante.
Il conte di Acerra Adenolfo IV d’Aquino, Signore di Ariola e Cassine e del castello di Vicalno, Regio Commissario alla riscossione delle imposte nelle regioni di Aversa e Capua, Signore di Stornaria, Regio Consigliere di Carlo I d’Angiò, riceve l’incarico di inquisitore penale del re nel processo contro i Rufolo e i Della Marra. In realtà Carlo I ha bisogno di trovare dei capri espiatori, di rendersi bene accetto alle popolazioni processando funzionari colpevoli di eccessiva esosità e soprattutto di scaricare su altri l’onta per la perdita della Sicilia.
Carlo I promuove una riforma penale che commina la pena di morte a coloro che abbiano sottratto denaro pubblico, ma alla grande pubblicità data ai processi e alla estrema severità delle pene previste in teoria, si sostituisce in pratica una condanna non alla morte ma a confische di beni privati e a multe salatissime, cosa che rende di fatto i processi ai presunti amministratori infedeli o troppo esosi una fonte di finanziamento tutt’altro che trascurabile per la corona angioina.
Le confische e i pagamenti in luogo di altre specie di condanne diventano la regola e si espropriano anche i parenti del colpevole. Ai Della Marra vengono sottratti beni mobili e immobili ingentissimi. Mogli e figli dei Rufolo e dei Della Marra ottengono garanzia di liberà personale pagandola a peso d’oro. 3200 once d’oro sono pagate dai Rufolo, 3000 da Angelo e Matteo della Marra e altre 4000 da Giovanni Della Marra. Si tratta di somme ingentissime. Sembra che, almeno in un certo senso, la giustizia angioina abbia fatto il suo corso. Dopo pochi anni i Della Marra sono però di nuovo influentissimi alla corte di Carlo II d’Angiò. Si tratta degli stessi personaggi che pochi anni prima erano stati perseguiti da Adenolfo IV d’Aquino per il loro comportamento da briganti (more predonio) rispetto alla popolazione, perché la loro infamia non ricadesse sul nome del re.
Adenolfo d’Aquino, assai ben inserito a corte ai tempi di Carlo I e poi anche di Carlo II, apparteneva ad una famiglia che dopo la battaglia di Benevento si era schierata molto rapidamente dalla parte degli Angioni e lo stesso Adenolfo si era impegnato attivamente nella guerra del Vespro, ma già ai tempi di Carlo I era stato accusato di avere ucciso un francese e se l’era cavata pagando 8748 once d’oro, una somma enorme.
Adenolfo però aveva commesso un errore ben più grave, quando Carlo I era ancora re e il figlio, il futuro Carlo II, era principe di Salerno, lo aveva incitato ad uscire improvvidamente nel golfo di Napoli contro le navi di Ruggiero di Lauria fedelissimo del re d’Aragona. Sia Adenolfo che il futuro Carlo II erano caduti prigionieri del Lauria ed erano stati portati in Aragona. Dopo la liberazione, intervenuta per complicati accordi diplomatici tra Aragonesi, Angioni, Valois e Papato, quando ormai Carlo I era morto, Carlo II, tornato nei suoi territori, cominciò a pensare che Adenolfo lo avesse spinto ad uscire in battaglia nel golfo di Napoli contro il Lauria facendo il doppio gioco a favore degli Aragonesi.
Nel 1286, un alto ufficiale di corte, Ronaldo d’Avella accusò Adenolfo di avere spinto i baroni alla ribellione a favore degli Aragonesi. Adenolfo fu imprigionato e condannato alla condisca dei beni a ella decapitazione ma intervenne a suo favore Papa Onorio IV e fu mandato in Provenza e qui tornò a corte e si diede a patrocinare in ogni modo una politica di accordo tra Angioini e Aragonesi. Nel 1293 però le trattative di pace tra Angioini e Aragonesi fallirono e Adenolfo fu accusato di aver indotto il re ad accettare la perdita della Sicilia quando erano entrambi prigionieri degli Aragonesi, i suoi beni furono quindi sequestrati.
Tuttavia il processo per lesa maestà avrebbe richiesto troppo tempo. Nel novembre 1293 a Napoli partì una nuova accusa contro Adenolfo che fu arrestato con alcuni familiari il 27 novembre, questa volta si trattava di un’accusa di sodomia. Un giovane aveva confessato i suoi rapporti con Adenolfo. Il processo in questo caso fu velocissimo. Adenolfo fu condannato “per l’orrendo crimine” all’impalazione e al rogo. I beni di Adenolfo finirono in gran parte a Filippo, figlio di Carlo II. Un cronista anonimo (Cronica fiorentina compilata nel secolo XIII, in P Villari “I primi due secoli della storia di Firenze” 2° vol. Firenze 1893-1894 p. 257 ) scrive testualmente: “Un palo li fece ficcare per la natura di sotto et ispicciolli per la bocca, e come un pollo il fece arrostire”. Alla notizia dell’arresto di Adenolfo molti suoi fedeli e sudditi insorsero contro gli Angioini e molti di loro finirono sulla forca.
Per liberarsi di Adenolfo senza sollevare reazioni politiche era necessario attribuirgli una colpa infamante del tutto slegata, all’apparenza, da motivazioni politiche. Insieme ad Adenolto fu mandato a morte, per la stessa colpa innominabile, anche il fratello Enrico. Poco tempo dopo, tutti gli altri condannati ebbero grazia della vita. Che Adenolfo fosse omosessuale è certamente possibile o addirittura probabile perché le sue nozze con Costanza Lancia, figlia di Galvano principe di Salerno, furono annullate perché non consumate.
Invocare la morale per giustificare il processo che portò Adenolfo sul rogo, primo omosessuale bruciato sul rogo in Italia, è un evidente abuso della morale. I tempi sono cambiati ma la tendenza a farsi paladini della morale per perseguire i propri interessi è tuttora assai diffusa.
Vi invito a leggere il bellissimo articolo di Serena Morelli “Ad extirpanda vitia” - Normativa regia e sistemi di controllo sul funzionariato nella prima età angioina - http://www.persee.fr/web/revues/home/pr ... 109_2_3582 Dall’articolo di Serena Morelli, che è uno studio storico serissimo e assai ben documentato, ho preso lo spunto e parecchie notizie per la mia sintesi.
Federico II Hohenstaufen, figlio di Enrico VI Hohenstaufen (a sua volta figlio di Federico Barbarossa) e di Costanza di Altavilla, ultima erede dei possedimenti normanni in Sicilia, porta il meridione d’Italia ad essere uno dei centri più avanzati di civiltà. Le Costituzioni melfitane, dette anche Liber Augustalis, promulgate nel 1231, rappresentano “il più grande monumento legislativo laico del Medioevo” (imparzialità dei giudici, uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge senza distinzioni, assoggettamento degli ecclesiastici ai tribunali comuni, divieto dei processi per eresia).
Dopo la morte di Federico II (1250) gli succede il figlio Manfredi che muore, ultimo re svevo di Sicilia, il 26 febbraio 1266 nella battaglia di Benevento, sconfitto da Carlo I d’Angiò (fratello del re di Francia San Luigi IX, il cosiddetto San Luigi dei Francesi).
Dopo vicende molto complesse gli Angioini riescono a consolidare la loro supremazia sull’Italia meridionale e la Sicilia. Tuttavia la politica di rapina messa in atto di funzionati di Carlo I in Sicilia muove la Sicilia alla ribellione del Vespro. Il 30 marzo 1282 scoppia a Palermo una violenta insurrezione popolare antiangioina. Il 25 luglio Carlo I sbarca in Sicilia e assedia Messina ma non riesce a prenderla e deve desistere. I Siciliani avevano chiesto aiuto a Pietro III d'Aragona, marito di Costanza di Hohenstaufen, figlia di Manfredi, comincia così il dominio Aragonese sulla Sicilia. Il 7gennaio 1285 Carlo I muore a Foggia. Gli succede il figlio Carlo II d’Angiò (lo zoppo).
La perdita della Sicilia rappresenta per gli Angioini uno scacco gravissimo. Il 22 giugno 1283 Carlo I fa arrestare Matteo e Lorenzo Rufolo, i fratelli Della Marra e numerosi altri personaggi di altissimo rango, accusandoli di “gravamina” cioè di eccessiva esosità fiscale verso i sudditi e addebitando loro la rivolta dei Vespri (insula Siciliae a fide regia deviavit). Comincia quindi una serie di processi volti a condannare a pene molto gravi funzionari regi che si siano resi colpevoli di atti di rapina ai danni delle popolazioni e di disobbedienza al re. Su questi funzionari si crea più o meno realisticamente la fama di briganti, veri affamatori dei poveri per fini personali, e l’eco se ne ritrova anche in Dante.
Il conte di Acerra Adenolfo IV d’Aquino, Signore di Ariola e Cassine e del castello di Vicalno, Regio Commissario alla riscossione delle imposte nelle regioni di Aversa e Capua, Signore di Stornaria, Regio Consigliere di Carlo I d’Angiò, riceve l’incarico di inquisitore penale del re nel processo contro i Rufolo e i Della Marra. In realtà Carlo I ha bisogno di trovare dei capri espiatori, di rendersi bene accetto alle popolazioni processando funzionari colpevoli di eccessiva esosità e soprattutto di scaricare su altri l’onta per la perdita della Sicilia.
Carlo I promuove una riforma penale che commina la pena di morte a coloro che abbiano sottratto denaro pubblico, ma alla grande pubblicità data ai processi e alla estrema severità delle pene previste in teoria, si sostituisce in pratica una condanna non alla morte ma a confische di beni privati e a multe salatissime, cosa che rende di fatto i processi ai presunti amministratori infedeli o troppo esosi una fonte di finanziamento tutt’altro che trascurabile per la corona angioina.
Le confische e i pagamenti in luogo di altre specie di condanne diventano la regola e si espropriano anche i parenti del colpevole. Ai Della Marra vengono sottratti beni mobili e immobili ingentissimi. Mogli e figli dei Rufolo e dei Della Marra ottengono garanzia di liberà personale pagandola a peso d’oro. 3200 once d’oro sono pagate dai Rufolo, 3000 da Angelo e Matteo della Marra e altre 4000 da Giovanni Della Marra. Si tratta di somme ingentissime. Sembra che, almeno in un certo senso, la giustizia angioina abbia fatto il suo corso. Dopo pochi anni i Della Marra sono però di nuovo influentissimi alla corte di Carlo II d’Angiò. Si tratta degli stessi personaggi che pochi anni prima erano stati perseguiti da Adenolfo IV d’Aquino per il loro comportamento da briganti (more predonio) rispetto alla popolazione, perché la loro infamia non ricadesse sul nome del re.
Adenolfo d’Aquino, assai ben inserito a corte ai tempi di Carlo I e poi anche di Carlo II, apparteneva ad una famiglia che dopo la battaglia di Benevento si era schierata molto rapidamente dalla parte degli Angioni e lo stesso Adenolfo si era impegnato attivamente nella guerra del Vespro, ma già ai tempi di Carlo I era stato accusato di avere ucciso un francese e se l’era cavata pagando 8748 once d’oro, una somma enorme.
Adenolfo però aveva commesso un errore ben più grave, quando Carlo I era ancora re e il figlio, il futuro Carlo II, era principe di Salerno, lo aveva incitato ad uscire improvvidamente nel golfo di Napoli contro le navi di Ruggiero di Lauria fedelissimo del re d’Aragona. Sia Adenolfo che il futuro Carlo II erano caduti prigionieri del Lauria ed erano stati portati in Aragona. Dopo la liberazione, intervenuta per complicati accordi diplomatici tra Aragonesi, Angioni, Valois e Papato, quando ormai Carlo I era morto, Carlo II, tornato nei suoi territori, cominciò a pensare che Adenolfo lo avesse spinto ad uscire in battaglia nel golfo di Napoli contro il Lauria facendo il doppio gioco a favore degli Aragonesi.
Nel 1286, un alto ufficiale di corte, Ronaldo d’Avella accusò Adenolfo di avere spinto i baroni alla ribellione a favore degli Aragonesi. Adenolfo fu imprigionato e condannato alla condisca dei beni a ella decapitazione ma intervenne a suo favore Papa Onorio IV e fu mandato in Provenza e qui tornò a corte e si diede a patrocinare in ogni modo una politica di accordo tra Angioini e Aragonesi. Nel 1293 però le trattative di pace tra Angioini e Aragonesi fallirono e Adenolfo fu accusato di aver indotto il re ad accettare la perdita della Sicilia quando erano entrambi prigionieri degli Aragonesi, i suoi beni furono quindi sequestrati.
Tuttavia il processo per lesa maestà avrebbe richiesto troppo tempo. Nel novembre 1293 a Napoli partì una nuova accusa contro Adenolfo che fu arrestato con alcuni familiari il 27 novembre, questa volta si trattava di un’accusa di sodomia. Un giovane aveva confessato i suoi rapporti con Adenolfo. Il processo in questo caso fu velocissimo. Adenolfo fu condannato “per l’orrendo crimine” all’impalazione e al rogo. I beni di Adenolfo finirono in gran parte a Filippo, figlio di Carlo II. Un cronista anonimo (Cronica fiorentina compilata nel secolo XIII, in P Villari “I primi due secoli della storia di Firenze” 2° vol. Firenze 1893-1894 p. 257 ) scrive testualmente: “Un palo li fece ficcare per la natura di sotto et ispicciolli per la bocca, e come un pollo il fece arrostire”. Alla notizia dell’arresto di Adenolfo molti suoi fedeli e sudditi insorsero contro gli Angioini e molti di loro finirono sulla forca.
Per liberarsi di Adenolfo senza sollevare reazioni politiche era necessario attribuirgli una colpa infamante del tutto slegata, all’apparenza, da motivazioni politiche. Insieme ad Adenolto fu mandato a morte, per la stessa colpa innominabile, anche il fratello Enrico. Poco tempo dopo, tutti gli altri condannati ebbero grazia della vita. Che Adenolfo fosse omosessuale è certamente possibile o addirittura probabile perché le sue nozze con Costanza Lancia, figlia di Galvano principe di Salerno, furono annullate perché non consumate.
Invocare la morale per giustificare il processo che portò Adenolfo sul rogo, primo omosessuale bruciato sul rogo in Italia, è un evidente abuso della morale. I tempi sono cambiati ma la tendenza a farsi paladini della morale per perseguire i propri interessi è tuttora assai diffusa.
Vi invito a leggere il bellissimo articolo di Serena Morelli “Ad extirpanda vitia” - Normativa regia e sistemi di controllo sul funzionariato nella prima età angioina - http://www.persee.fr/web/revues/home/pr ... 109_2_3582 Dall’articolo di Serena Morelli, che è uno studio storico serissimo e assai ben documentato, ho preso lo spunto e parecchie notizie per la mia sintesi.
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UN GAY 40ENNE FUORI DAL GIRO
Caro
project, ti ringrazio per la chiacchierata di ieri sera che mi tira un
po’ su di morale. Quando ti ho scritto ero veramente a terra, uno a 42
anni, dopo averle provate un po’ tutte rimediandoci solo senso di vuoto e
delusioni si mette in testa che non c’è proprio più niente da fare, che
la vita è uno schifo e che forse essere gay è veramente una specie di
condanna, perché tanto, tu puoi sognare quello che vuoi ma trovi solo
gente che cerca sesso o forse soprattutto gente che non sa dove sbattere
la testa e pensa che almeno un po’ di sesso può essere un surrogato
dell’amore. In fondo all’idea di trovarmi un ragazzo ci ho già
rinunciato, forse no, se capita ok, ma non me lo vado a cercare, ormai
sono stanco di correre dietro ai sogni, ma vorrei almeno avere un mondo
un po’ mio, vorrei avere degli amici veri senza altre complicazioni, non
mi interesserebbe nemmeno gay piuttosto che etero, ma vorrei che
fossero amici veri, forse con degli amici gay ci si potrebbe capire di
più? Francamente non credo, di gay ne ho conosciuti tanti e un rapporto
di amicizia non c’è mai stato. Tu dici che è possibile, dici che i gay
non sono tutti fissati solo col sesso e che ci sono gay diversi da
quelli che ho conosciuto io. Sarà anche vero, anzi, spero che sia vero.
Parlare ieri notte mi ha fatto bene. Sei un gay molto fuori del comune e
credi in quello che dici. Nei giorni scorsi avevo girato un po’ per il
forum e mi aveva colpito perché effettivamente è un posto diverso dagli
altri. Non solo dalle chat di incontri ma pure da certi siti di tipo
psicologico, qui si tiene un profilo più basso, mi spiego meglio, qui
nessuno usa linguaggi clinici o suggerisce terapie, si parla e basta e
alla pari. È un po’ quello che mi è sempre mancato. E poi vedo che
esiste un mondo gay parecchio diverso da quello classico e per me è una
scoperta importante, anche se a 42 anni avrei dovuto saperlo già da un
pezzo. Sono ormai più di due anni che non vado in giro per locali e che
non ho rapporti con nessuno. Ho fatto i controlli per la salute e sta
tutto a posto, diciamo che quella paura l’ho superata e me la sono
portata appresso per anni. Forse a 40 anni uno comincia a sentirsi
vecchio, c’è chi reagisce travestendosi da ventenne, io ormai sono stufo
di queste cose. Chiarisco che non sono stato un maniaco del sesso,
anche se le mie esperienze le ho fatte, ma adesso vorrei proprio stare
tranquillo, cioè per me uscire dal giro non è stato difficile, non ne
ero dipendente e ormai ne ero sostanzialmente stufo perché le prime
volte mi illudevo che un ragazzo dopo averci fatto sesso potesse anche
volermi bene, ma le cose non sono mai andate così, al massimo durava un
mese, poi se ne andavano per i fatti loro come se non fosse successo
proprio nulla. Un mondo tipo quello di cui parli tu, cioè con amici
veri, con un ragazzo che mi vuole bene io non l’ho mai avuto. Sempre e
solo innamorato unilateralmente di ragazzi che a me non ci pensavano
proprio, sesso sì, ma solo quello, ma senza premesse e senza
conseguenze, e poi ti stufi anche di quello. Io adesso a 42 anni sono
ancora un tipo passabile fisicamente, mi curo molto del fisico, ma
quando avevo vent’anni ero proprio un bel ragazzo e per questo avevo un
certo successo, ma che io potessi avere una mia sensibilità, dei miei
sentimenti, non è proprio interessato mai a nessuno. Ho conosciuto solo
ambienti di una superficialità assoluta, come se fosse tutto un grande
gioco, la parola d’ordine era sesso, e anzi se parlavo di sentimenti o
anche se solo ci provavo mi guardavano strano, come se fossero cose
assurde. Uno degli ultimi ragazzi coi quali sono stato e col quale ho
avuto una storia di tre mesi, se n’è andato proprio perché si è reso
conto che mi stavo innamorando di lui e ha preferito allontanarsi per
non sentirsi vincolato in nessun modo, cioè stare con me e fare sesso
con me sì, ma l’idea di volersi bene la considerava come un perdere
delle possibilità, non come una cosa positiva ma come una limitazione
della sua libertà. Capito questo la cotta per lui mi è passata. Adesso è
tardi, project, io vado ma penso che mi risentirai. Grazie di tutto.
Gianni
Gianni
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domenica 3 giugno 2012
PARLAMENTO EUROPEO E LOTTA ALLA OMOFOBIA IN EUROPA
Riporto
qui di seguito un importante documento sulla lotta all'omofobia in
Europa, approvato il 24 maggio 2012 dal Parlamento europeo.
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2012-0222+0+DOC+XML+V0//IT
Risoluzione del Parlamento europeo del 24 maggio 2012 sulla lotta all'omofobia in Europa (2012/2657(RSP))
Il Parlamento europeo,
– visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, il Patto internazionale sui diritti civili e politici, la Convenzione sui diritti del fanciullo e la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,
– visti l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 5, e gli articoli 6, 7, 21 e 27 del trattato sull'Unione europea, gli articoli 10 e 19 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e la Carta dei diritti fondamentali dell'UE,
– visto lo strumentario per la promozione e la tutela dell'esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), adottato dal gruppo di lavoro «Diritti umani» del Consiglio dell'Unione europea,
– viste la risoluzione 1728 dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, del 29 aprile 2010, sulla discriminazione basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, e la raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei ministri, del 31 marzo 2010, sulle misure per combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o l'identità di genere,
– vista la relazione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali del novembre 2010 in materia di omofobia, transfobia e discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere,
– vista la sua risoluzione del 18 aprile 2012 sui diritti umani nel mondo e la politica dell'Unione europea in materia, comprese le conseguenze per la politica strategica dell'UE in materia di diritti umani(1),
– vista la sua risoluzione del 14 dicembre 2011 sul prossimo vertice UE-Russia(2),
– vista la sua risoluzione del 28 settembre 2011 sui diritti umani, l'orientamento sessuale e l'identità di genere nel quadro delle Nazioni Unite(3),
– vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2011 sulla violazione della libertà di espressione e sulle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale in Lituania(4),
– vista la sua risoluzione del 17 settembre 2009 sulla legge lituana sulla tutela dei minori contro gli effetti dannosi della pubblica informazione(5),
– viste le sue precedenti risoluzioni sull'omofobia, in particolare quelle del 26 aprile 2007 sull'omofobia in Europa(6), del 15 giugno 2006 sull'intensificarsi della violenza razzista e omofoba in Europa(7), del 18 gennaio 2006 sull'omofobia in Europa(8),
– visto l'articolo 110, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,
A. considerando che l'Unione europea si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze, e che essa afferma e promuove tali valori nelle sue relazioni con il resto del mondo;
B. considerando che l'omofobia consiste nella paura e nell'avversione irrazionali provate nei confronti dell'omosessualità femminile e maschile e di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) sulla base di pregiudizi, ed è assimilabile al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo; che si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto diverse forme, tra cui incitamento all'odio e istigazione alla discriminazione, scherno e violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e uccisioni, discriminazioni a violazione del principio di uguaglianza e limitazione ingiustificata e irragionevole dei diritti, e spesso si cela dietro motivazioni fondate sull'ordine pubblico, sulla libertà religiosa e sul diritto all'obiezione di coscienza;
C. considerando che in Russia sono state approvate leggi penali e amministrative contro la «propaganda dell'omosessualità» nelle regioni di Rjazan« nel 2006, Archangel'sk nel 2011 e Kostroma e San Pietroburgo nel 2012, e che le regioni di Novosibirsk, Samara, Kirov, Krasnojarsk e Kaliningrad stanno considerando l'adozione di norme simili; che dette leggi prevedono sanzioni fino a 1 270 euro per le persone fisiche e fino a 12 700 euro per le associazioni e le imprese; che la Duma federale sta considerando l'introduzione di una legge analoga;
D. considerando che in Ucraina sono all'esame del parlamento due progetti di legge presentati nel 2011 e nel 2012 nell'ottica di introdurre il reato di «diffusione dell'omosessualità», che includerebbe l'organizzazione di riunioni, parate, azioni, dimostrazioni e manifestazioni di massa intese a diffondere intenzionalmente informazioni positive sull'omosessualità; che le sanzioni proposte prevedono multe e pene detentive fino a cinque anni; che la commissione per la libertà di espressione e di informazione sostiene tali progetti di legge;
E. considerando che in Moldova le città di Bălți, Sorochi, Drochia, Cahul, Ceadîr Lunga e Hiliuţi come pure i distretti di Anenii Noi e Basarabeasca hanno recentemente adottato leggi intese a vietare la «propaganda aggressiva di orientamenti sessuali non tradizionali» e in un caso le «attività musulmane», e che tali misure sono già state dichiarate incostituzionali dalla Cancelleria di Stato nel caso di Chetriş;
F. considerando che in Lituania resta giuridicamente difficile stabilire se la pubblica informazione possa promuovere l'accettazione dell'omosessualità in base alla legge sulla tutela dei minori contro gli effetti dannosi della pubblica informazione, quale modificata nel 2010;
G. considerando che in Lettonia un membro del consiglio municipale di Riga ha recentemente presentato un progetto di legge inteso a vietare la «propaganda dell'omosessualità» per impedire lo svolgimento della marcia dell'orgoglio baltico (Baltic Pride) del marzo 2012, e che questa proposta non è ancora stata esaminata;
H. considerando che in Ungheria il partito di estrema destra Jobbik ha recentemente presentato diversi progetti di legge intesi a introdurre il nuovo reato di «diffusione dei disturbi del comportamento sessuale» e che il partito Fidesz ha presentato al consiglio municipale di Budapest un'ordinanza locale per «limitare le marce oscene» prima del gay pride di Budapest; che le proposte sono successivamente state abbandonate;
I. considerando che la delegazione dell'UE in Moldova ha espresso «profondo rammarico e viva preoccupazione» in relazione a tali «manifestazioni di intolleranza e discriminazione»;
J. considerando che la Commissione ha asserito il proprio impegno ad assicurare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nell'UE, dichiarando che l'omofobia non sarà tollerata in Europa;
K. considerando che negli Stati membri e nei paesi terzi continuano a verificarsi casi di omofobia, che si manifesta sotto forma di omicidi, interdizione delle marce per l'orgoglio omosessuale (gay pride) e delle manifestazioni per l'uguaglianza, utilizzo pubblico di un linguaggio aggressivo, minaccioso e improntato all'odio, incapacità della polizia di assicurare un'adeguata protezione e violente manifestazioni autorizzate di gruppi omofobi;
L. considerando che il Parlamento europeo ribadisce il proprio impegno a favore dell'uguaglianza e della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e all'identità di genere nell'UE, in particolare per quanto concerne l'approvazione della direttiva del Consiglio recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale, il cui avanzamento è stato bloccato a causa delle obiezioni di alcuni Stati membri, nonché per quanto riguarda le future proposte per il riconoscimento reciproco degli effetti dei documenti di stato civile, la prossima revisione della decisione quadro sul razzismo e la xenofobia per includere il reato di omofobia e una tabella di marcia globale che assicuri l'uguaglianza senza discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere;
Situazione nell'Unione europea
1. condanna con forza tutte le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere e deplora vivamente che tuttora, all'interno dell'Unione europea, i diritti fondamentali delle persone LGBT non siano sempre rispettati appieno; invita pertanto gli Stati membri a garantire la protezione di lesbiche, gay, bisessuali e transgender dai discorsi omofobi di incitamento all'odio e dalla violenza e ad assicurare che le coppie dello stesso sesso godano del medesimo rispetto, dignità e protezione riconosciuti al resto della società; esorta gli Stati membri e la Commissione a condannare con fermezza i discorsi d'odio omofobi o l'incitamento all'odio e alla violenza nonché ad assicurare che la libertà di manifestazione, garantita da tutti i trattati sui diritti umani, sia effettivamente rispettata;
2. chiede alla Commissione di rivedere la decisione quadro sul razzismo e la xenofobia per rafforzarne e ampliarne il campo di applicazione, onde includere i reati di odio basati sull'orientamento sessuale, l'identità di genere e l'espressione di genere;
3. invita la Commissione a garantire che la discriminazione in relazione all'orientamento sessuale sia proibita in tutti i settori, completando il pacchetto antidiscriminazione basato sull'articolo 19 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;
4. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che la direttiva 2004/38/CE sulla libera circolazione sia attuata senza discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e a proporre misure per riconoscere reciprocamente gli effetti dei documenti di stato civile in base al principio del riconoscimento reciproco;
5. richiama l'attenzione sulle conclusioni della relazione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali intitolata «Omofobia, transfobia e discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere»; invita la Commissione e gli Stati membri a dare seguito nella massima misura possibile ai pareri contenuti in detta relazione;
6. chiede alla Commissione di esaminare attentamente i futuri risultati dell'inchiesta LGBT europea dell'Agenzia per i diritti fondamentali e di intraprendere azioni appropriate;
7. invita la Commissione a garantire che la relazione annuale sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali comprenda una strategia per rafforzare la protezione dei diritti fondamentali nell'UE, includendo informazioni integrali ed esaustive sull'incidenza dell'omofobia negli Stati membri nonché le soluzioni e le azioni proposte per superarla;
8. chiede nuovamente alla Commissione di stabilire una tabella di marcia globale che assicuri l'uguaglianza senza discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere;
9. ritiene che i diritti fondamentali delle persone LGBT sarebbero maggiormente tutelati se esse avessero accesso a istituti giuridici quali coabitazione, unione registrata o matrimonio; plaude al fatto che sedici Stati membri offrono attualmente queste opportunità e invita gli altri Stati membri a prendere in considerazione tali istituti;
Leggi omofobe e libertà di espressione in Europa
10. esprime viva preoccupazione per gli sviluppi che limitano la libertà di espressione e di associazione in base a idee infondate in materia di omosessualità e transessualità; ritiene che gli Stati membri dell'UE debbano essere esemplari nell'applicazione e nella protezione dei diritti fondamentali in Europa;
11. deplora il fatto che leggi di questo tipo siano già state usate per arrestare e multare i cittadini, compresi i cittadini eterosessuali che esprimono sostegno, tolleranza o accettazione verso lesbiche, gay, bisessuali e transgender; deplora altresì la legittimazione dell'omofobia e talvolta della violenza operata da tali leggi, come nel caso del violento attacco a un autobus di attivisti LGBT avvenuto il 17 maggio 2012 a San Pietroburgo;
12. condanna la violenza e le minacce che hanno caratterizzato il gay pride di Kiev del 20 maggio 2012, in cui due leader della manifestazione sono stati percossi, causando la cancellazione della sfilata; ricorda che gli accordi dell'UE sono subordinati al rispetto dei diritti fondamentali, come stabilito nei trattati, e invita quindi l'Ucraina a introdurre una legislazione che vieti la discriminazione, anche quella basata sull'orientamento sessuale; ritiene che gli attuali sviluppi in Ucraina non siano conformi a tali condizioni; invita le autorità ucraine a ritirare immediatamente i pertinenti progetti di legge, a proporre una legislazione che vieta la discriminazione, compresa quella basata sull'orientamento sessuale, e a impegnarsi per garantire la sicurezza del gay pride di Kiev del prossimo anno;
13. sottolinea che il termine «propaganda» è raramente definito; è costernato dal fatto che le reti di informazione si sono dimostrabilmente censurate, che i cittadini sono intimiditi e temono di esprimere le proprie opinioni e che le associazioni e le società che utilizzano simboli gay-friendly, come gli arcobaleni, possono essere perseguite;
14. sottolinea che queste leggi e queste proposte non sono conformi al Patto internazionale sui diritti civili e politici che vieta le leggi e le pratiche discriminatorie(9) basate sull'orientamento sessuale, e cui aderiscono Russia, Ucraina, Moldova e tutti gli Stati membri dell'UE; chiede al Consiglio d'Europa di indagare su tali violazioni dei diritti umani, di verificarne la compatibilità con gli impegni connessi all'appartenenza al Consiglio d'Europa e la Convenzione europea per i diritti dell'uomo, prendendo le misure adeguate;
15. sottolinea inoltre che l'istruzione è fondamentale ed esprime quindi la necessità di un'educazione sessuale appropriata, accessibile e rispettosa; esorta gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all'omofobia attraverso l'istruzione, nonché adottando misure amministrative, giuridiche e legislative;
16. sottolinea infine che i tribunali nazionali e internazionali hanno affermato ripetutamente che le preoccupazioni in materia di moralità pubblica non giustificano un trattamento differenziato, anche in relazione alla libertà di espressione; indica l'ampia maggioranza di paesi europei in cui non vigono leggi di questo tipo e dove prosperano società eterogenee e reciprocamente rispettose;
17. chiede alle competenti autorità di Russia, Ucraina, Moldova e di tutti gli Stati membri di dimostrare e garantire il rispetto del principio di non discriminazione e di riconsiderare tali leggi e proposte alla luce della legislazione internazionale in materia di diritti umani e dei propri impegni da essa derivanti;
18. invita la Commissione, il Consiglio e il Servizio per l'azione esterna a prendere atto di tali divieti e a condannarli, specialmente nel contesto degli affari interni, del dialogo bilaterale e della politica europea di vicinato; invita inoltre il Consiglio dell'Unione europea e il Servizio per l'azione esterna a sollevare la questione nei pertinenti consessi internazionali, quali il Consiglio d'Europa, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e le Nazioni Unite;
19. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio dell'Unione europea, all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/vicepresidente della Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti nazionali di Russia e Ucraina, ai parlamenti regionali russi citati e ai consigli locali moldovi citati.
________________
(1) Testi approvati, P7_TA(2012)0126.
(2) Testi approvati, P7_TA(2011)0575.
(3) Testi approvati, P7_TA(2011)0427.
(4) GU C 136 E dell'11.5.2012, pag. 50.
(5) GU C 224 E del 19.8.2010, pag. 18.
(6) GU C 74 E del 20.3.2008, pag. 776.
(7) GU C 300 E del 9.12.2006, pag. 491.
(8) GU C 287 E del 24.11.2006, pag. 179.
(9) Toonen v. Australia , Comunicazione n. 488/§992, Doc. ONU CCPR/C/50/D/488/1992 (1994); Young v. Australia, Comunicazione n. 941/2000, Doc. ONU CCPR/C/78/D/941/2000 (2003); X v. Columbia, Comunicazione n. 1361/2005, Doc. ONU CCPR/C/89/D/1361/2005 (2007).
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2012-0222+0+DOC+XML+V0//IT
Risoluzione del Parlamento europeo del 24 maggio 2012 sulla lotta all'omofobia in Europa (2012/2657(RSP))
Il Parlamento europeo,
– visti la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, il Patto internazionale sui diritti civili e politici, la Convenzione sui diritti del fanciullo e la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,
– visti l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 5, e gli articoli 6, 7, 21 e 27 del trattato sull'Unione europea, gli articoli 10 e 19 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e la Carta dei diritti fondamentali dell'UE,
– visto lo strumentario per la promozione e la tutela dell'esercizio di tutti i diritti umani da parte di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT), adottato dal gruppo di lavoro «Diritti umani» del Consiglio dell'Unione europea,
– viste la risoluzione 1728 dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, del 29 aprile 2010, sulla discriminazione basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, e la raccomandazione CM/Rec(2010)5 del Comitato dei ministri, del 31 marzo 2010, sulle misure per combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o l'identità di genere,
– vista la relazione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali del novembre 2010 in materia di omofobia, transfobia e discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere,
– vista la sua risoluzione del 18 aprile 2012 sui diritti umani nel mondo e la politica dell'Unione europea in materia, comprese le conseguenze per la politica strategica dell'UE in materia di diritti umani(1),
– vista la sua risoluzione del 14 dicembre 2011 sul prossimo vertice UE-Russia(2),
– vista la sua risoluzione del 28 settembre 2011 sui diritti umani, l'orientamento sessuale e l'identità di genere nel quadro delle Nazioni Unite(3),
– vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2011 sulla violazione della libertà di espressione e sulle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale in Lituania(4),
– vista la sua risoluzione del 17 settembre 2009 sulla legge lituana sulla tutela dei minori contro gli effetti dannosi della pubblica informazione(5),
– viste le sue precedenti risoluzioni sull'omofobia, in particolare quelle del 26 aprile 2007 sull'omofobia in Europa(6), del 15 giugno 2006 sull'intensificarsi della violenza razzista e omofoba in Europa(7), del 18 gennaio 2006 sull'omofobia in Europa(8),
– visto l'articolo 110, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,
A. considerando che l'Unione europea si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze, e che essa afferma e promuove tali valori nelle sue relazioni con il resto del mondo;
B. considerando che l'omofobia consiste nella paura e nell'avversione irrazionali provate nei confronti dell'omosessualità femminile e maschile e di lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) sulla base di pregiudizi, ed è assimilabile al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo; che si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto diverse forme, tra cui incitamento all'odio e istigazione alla discriminazione, scherno e violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e uccisioni, discriminazioni a violazione del principio di uguaglianza e limitazione ingiustificata e irragionevole dei diritti, e spesso si cela dietro motivazioni fondate sull'ordine pubblico, sulla libertà religiosa e sul diritto all'obiezione di coscienza;
C. considerando che in Russia sono state approvate leggi penali e amministrative contro la «propaganda dell'omosessualità» nelle regioni di Rjazan« nel 2006, Archangel'sk nel 2011 e Kostroma e San Pietroburgo nel 2012, e che le regioni di Novosibirsk, Samara, Kirov, Krasnojarsk e Kaliningrad stanno considerando l'adozione di norme simili; che dette leggi prevedono sanzioni fino a 1 270 euro per le persone fisiche e fino a 12 700 euro per le associazioni e le imprese; che la Duma federale sta considerando l'introduzione di una legge analoga;
D. considerando che in Ucraina sono all'esame del parlamento due progetti di legge presentati nel 2011 e nel 2012 nell'ottica di introdurre il reato di «diffusione dell'omosessualità», che includerebbe l'organizzazione di riunioni, parate, azioni, dimostrazioni e manifestazioni di massa intese a diffondere intenzionalmente informazioni positive sull'omosessualità; che le sanzioni proposte prevedono multe e pene detentive fino a cinque anni; che la commissione per la libertà di espressione e di informazione sostiene tali progetti di legge;
E. considerando che in Moldova le città di Bălți, Sorochi, Drochia, Cahul, Ceadîr Lunga e Hiliuţi come pure i distretti di Anenii Noi e Basarabeasca hanno recentemente adottato leggi intese a vietare la «propaganda aggressiva di orientamenti sessuali non tradizionali» e in un caso le «attività musulmane», e che tali misure sono già state dichiarate incostituzionali dalla Cancelleria di Stato nel caso di Chetriş;
F. considerando che in Lituania resta giuridicamente difficile stabilire se la pubblica informazione possa promuovere l'accettazione dell'omosessualità in base alla legge sulla tutela dei minori contro gli effetti dannosi della pubblica informazione, quale modificata nel 2010;
G. considerando che in Lettonia un membro del consiglio municipale di Riga ha recentemente presentato un progetto di legge inteso a vietare la «propaganda dell'omosessualità» per impedire lo svolgimento della marcia dell'orgoglio baltico (Baltic Pride) del marzo 2012, e che questa proposta non è ancora stata esaminata;
H. considerando che in Ungheria il partito di estrema destra Jobbik ha recentemente presentato diversi progetti di legge intesi a introdurre il nuovo reato di «diffusione dei disturbi del comportamento sessuale» e che il partito Fidesz ha presentato al consiglio municipale di Budapest un'ordinanza locale per «limitare le marce oscene» prima del gay pride di Budapest; che le proposte sono successivamente state abbandonate;
I. considerando che la delegazione dell'UE in Moldova ha espresso «profondo rammarico e viva preoccupazione» in relazione a tali «manifestazioni di intolleranza e discriminazione»;
J. considerando che la Commissione ha asserito il proprio impegno ad assicurare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nell'UE, dichiarando che l'omofobia non sarà tollerata in Europa;
K. considerando che negli Stati membri e nei paesi terzi continuano a verificarsi casi di omofobia, che si manifesta sotto forma di omicidi, interdizione delle marce per l'orgoglio omosessuale (gay pride) e delle manifestazioni per l'uguaglianza, utilizzo pubblico di un linguaggio aggressivo, minaccioso e improntato all'odio, incapacità della polizia di assicurare un'adeguata protezione e violente manifestazioni autorizzate di gruppi omofobi;
L. considerando che il Parlamento europeo ribadisce il proprio impegno a favore dell'uguaglianza e della non discriminazione in base all'orientamento sessuale e all'identità di genere nell'UE, in particolare per quanto concerne l'approvazione della direttiva del Consiglio recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale, il cui avanzamento è stato bloccato a causa delle obiezioni di alcuni Stati membri, nonché per quanto riguarda le future proposte per il riconoscimento reciproco degli effetti dei documenti di stato civile, la prossima revisione della decisione quadro sul razzismo e la xenofobia per includere il reato di omofobia e una tabella di marcia globale che assicuri l'uguaglianza senza discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere;
Situazione nell'Unione europea
1. condanna con forza tutte le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere e deplora vivamente che tuttora, all'interno dell'Unione europea, i diritti fondamentali delle persone LGBT non siano sempre rispettati appieno; invita pertanto gli Stati membri a garantire la protezione di lesbiche, gay, bisessuali e transgender dai discorsi omofobi di incitamento all'odio e dalla violenza e ad assicurare che le coppie dello stesso sesso godano del medesimo rispetto, dignità e protezione riconosciuti al resto della società; esorta gli Stati membri e la Commissione a condannare con fermezza i discorsi d'odio omofobi o l'incitamento all'odio e alla violenza nonché ad assicurare che la libertà di manifestazione, garantita da tutti i trattati sui diritti umani, sia effettivamente rispettata;
2. chiede alla Commissione di rivedere la decisione quadro sul razzismo e la xenofobia per rafforzarne e ampliarne il campo di applicazione, onde includere i reati di odio basati sull'orientamento sessuale, l'identità di genere e l'espressione di genere;
3. invita la Commissione a garantire che la discriminazione in relazione all'orientamento sessuale sia proibita in tutti i settori, completando il pacchetto antidiscriminazione basato sull'articolo 19 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;
4. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che la direttiva 2004/38/CE sulla libera circolazione sia attuata senza discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e a proporre misure per riconoscere reciprocamente gli effetti dei documenti di stato civile in base al principio del riconoscimento reciproco;
5. richiama l'attenzione sulle conclusioni della relazione dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali intitolata «Omofobia, transfobia e discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e l'identità di genere»; invita la Commissione e gli Stati membri a dare seguito nella massima misura possibile ai pareri contenuti in detta relazione;
6. chiede alla Commissione di esaminare attentamente i futuri risultati dell'inchiesta LGBT europea dell'Agenzia per i diritti fondamentali e di intraprendere azioni appropriate;
7. invita la Commissione a garantire che la relazione annuale sull'applicazione della Carta dei diritti fondamentali comprenda una strategia per rafforzare la protezione dei diritti fondamentali nell'UE, includendo informazioni integrali ed esaustive sull'incidenza dell'omofobia negli Stati membri nonché le soluzioni e le azioni proposte per superarla;
8. chiede nuovamente alla Commissione di stabilire una tabella di marcia globale che assicuri l'uguaglianza senza discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere;
9. ritiene che i diritti fondamentali delle persone LGBT sarebbero maggiormente tutelati se esse avessero accesso a istituti giuridici quali coabitazione, unione registrata o matrimonio; plaude al fatto che sedici Stati membri offrono attualmente queste opportunità e invita gli altri Stati membri a prendere in considerazione tali istituti;
Leggi omofobe e libertà di espressione in Europa
10. esprime viva preoccupazione per gli sviluppi che limitano la libertà di espressione e di associazione in base a idee infondate in materia di omosessualità e transessualità; ritiene che gli Stati membri dell'UE debbano essere esemplari nell'applicazione e nella protezione dei diritti fondamentali in Europa;
11. deplora il fatto che leggi di questo tipo siano già state usate per arrestare e multare i cittadini, compresi i cittadini eterosessuali che esprimono sostegno, tolleranza o accettazione verso lesbiche, gay, bisessuali e transgender; deplora altresì la legittimazione dell'omofobia e talvolta della violenza operata da tali leggi, come nel caso del violento attacco a un autobus di attivisti LGBT avvenuto il 17 maggio 2012 a San Pietroburgo;
12. condanna la violenza e le minacce che hanno caratterizzato il gay pride di Kiev del 20 maggio 2012, in cui due leader della manifestazione sono stati percossi, causando la cancellazione della sfilata; ricorda che gli accordi dell'UE sono subordinati al rispetto dei diritti fondamentali, come stabilito nei trattati, e invita quindi l'Ucraina a introdurre una legislazione che vieti la discriminazione, anche quella basata sull'orientamento sessuale; ritiene che gli attuali sviluppi in Ucraina non siano conformi a tali condizioni; invita le autorità ucraine a ritirare immediatamente i pertinenti progetti di legge, a proporre una legislazione che vieta la discriminazione, compresa quella basata sull'orientamento sessuale, e a impegnarsi per garantire la sicurezza del gay pride di Kiev del prossimo anno;
13. sottolinea che il termine «propaganda» è raramente definito; è costernato dal fatto che le reti di informazione si sono dimostrabilmente censurate, che i cittadini sono intimiditi e temono di esprimere le proprie opinioni e che le associazioni e le società che utilizzano simboli gay-friendly, come gli arcobaleni, possono essere perseguite;
14. sottolinea che queste leggi e queste proposte non sono conformi al Patto internazionale sui diritti civili e politici che vieta le leggi e le pratiche discriminatorie(9) basate sull'orientamento sessuale, e cui aderiscono Russia, Ucraina, Moldova e tutti gli Stati membri dell'UE; chiede al Consiglio d'Europa di indagare su tali violazioni dei diritti umani, di verificarne la compatibilità con gli impegni connessi all'appartenenza al Consiglio d'Europa e la Convenzione europea per i diritti dell'uomo, prendendo le misure adeguate;
15. sottolinea inoltre che l'istruzione è fondamentale ed esprime quindi la necessità di un'educazione sessuale appropriata, accessibile e rispettosa; esorta gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all'omofobia attraverso l'istruzione, nonché adottando misure amministrative, giuridiche e legislative;
16. sottolinea infine che i tribunali nazionali e internazionali hanno affermato ripetutamente che le preoccupazioni in materia di moralità pubblica non giustificano un trattamento differenziato, anche in relazione alla libertà di espressione; indica l'ampia maggioranza di paesi europei in cui non vigono leggi di questo tipo e dove prosperano società eterogenee e reciprocamente rispettose;
17. chiede alle competenti autorità di Russia, Ucraina, Moldova e di tutti gli Stati membri di dimostrare e garantire il rispetto del principio di non discriminazione e di riconsiderare tali leggi e proposte alla luce della legislazione internazionale in materia di diritti umani e dei propri impegni da essa derivanti;
18. invita la Commissione, il Consiglio e il Servizio per l'azione esterna a prendere atto di tali divieti e a condannarli, specialmente nel contesto degli affari interni, del dialogo bilaterale e della politica europea di vicinato; invita inoltre il Consiglio dell'Unione europea e il Servizio per l'azione esterna a sollevare la questione nei pertinenti consessi internazionali, quali il Consiglio d'Europa, l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e le Nazioni Unite;
19. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio dell'Unione europea, all'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza/vicepresidente della Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti nazionali di Russia e Ucraina, ai parlamenti regionali russi citati e ai consigli locali moldovi citati.
________________
(1) Testi approvati, P7_TA(2012)0126.
(2) Testi approvati, P7_TA(2011)0575.
(3) Testi approvati, P7_TA(2011)0427.
(4) GU C 136 E dell'11.5.2012, pag. 50.
(5) GU C 224 E del 19.8.2010, pag. 18.
(6) GU C 74 E del 20.3.2008, pag. 776.
(7) GU C 300 E del 9.12.2006, pag. 491.
(8) GU C 287 E del 24.11.2006, pag. 179.
(9) Toonen v. Australia , Comunicazione n. 488/§992, Doc. ONU CCPR/C/50/D/488/1992 (1994); Young v. Australia, Comunicazione n. 941/2000, Doc. ONU CCPR/C/78/D/941/2000 (2003); X v. Columbia, Comunicazione n. 1361/2005, Doc. ONU CCPR/C/89/D/1361/2005 (2007).
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sabato 2 giugno 2012
RADICI LEGALI DELLA OMOFOBIA
OMOSESSUALITA’ NEI CODICI PENALI PREUNITARI
Questo
post è nato nell’ambito di una discussione sulla diversa consistenza
dell’omofobia nel nord e nel sud dell’Italia. Ho raccolto qui di seguito
tre importanti documenti che permettono di superare il pregiudizio
secondo il quale l’Italia del nord sarebbe cresciuta in civiltà “in ogni
campo” per effetto del lungo contatto con l’Impero asburgico mentre
l’Italia meridionale soffrirebbe ancora dell’eredità pesante di una
legislazione che si definisce borbonica nel senso di arretrata e
oscurantista. In realtà, per rendere a Cesare quel che è di Cesare,
bisogna riconoscere che, in particolare in riferimento alla legislazione
penale in materia di omosessualità, è vero esattamente il contrario.
Riporto
qui di seguito alcuni articoli tratti dal “Codice per lo Regno delle
Due Sicilie” (promulgato da Ferdinando I di Borbone il 21/5/1819).
1819 Codice per lo Regno delle Due Sicilie (promulgato da Ferdinando I di Borbone il 21/5/1819) (Link), Parte II, Leggi penali, Titolo VII, Capitolo II “De’ reati che attaccano la pace e l’onore delle famiglie”.
Art. 333 “Lo stupro violento consumato sopra individui dell’uno o dell’altro sesso sarà punito con la reclusione.”
Art. 334 “Lo stupro violento mancato sarà punto col terzo grado di prigionia.”
Art.
335 “Lo stupro violento semplicemente tentato, ed ogni altro violento
attentato al pudore, sarà punto col primo al secondo grado di
prigionia.”
Art.
336 “Chiunque rapisca con violenza una persona, sia per abusarne, sia
per oggetto di matrimonio, sarà punito colla rilegazione. …”
Art. 339 “Lo stupro ed ogni altro attentato al pudore si presume sempre violento,
1° quando sia seguito in persona che non abbia ancor compiuto gli anni dodici;
2° quando la persona di cui si abusi, trovisi fuori di sensi, sia per artifizio dello stesso colpevole, sia per altra causa;
3° quando sia commesso dagl’institutori, direttori o tutori su persone di età minore di sedici anni compiuti, affidate alla loro cura o direzione;
4° quando sia commesso su’prigionieri da coloro che sono incaricati della loro custodia o trasporto.”
1° quando sia seguito in persona che non abbia ancor compiuto gli anni dodici;
2° quando la persona di cui si abusi, trovisi fuori di sensi, sia per artifizio dello stesso colpevole, sia per altra causa;
3° quando sia commesso dagl’institutori, direttori o tutori su persone di età minore di sedici anni compiuti, affidate alla loro cura o direzione;
4° quando sia commesso su’prigionieri da coloro che sono incaricati della loro custodia o trasporto.”
Art.
344 “Chiunque ecciti, favorisca o faciliti abitualmente il
libertinaggio o la corruzione ne’giovani di età minore dell’uno o
dell’altro sesso, soggiacerà alla pena di rilegazione.”
Come
si può vedere il codice panale borbonico evita qualunque distinzione
per sesso equiparando totalmente i reati commessi da uomini o su uomini a
quelli commessi da donne o su donne. L’omosessualità non è oggetto di
incriminazione specifica in nessun caso. Per l’epoca si tratta di scelte
estremamente importanti in cui si sente netta, nonostante la parentesi
della rivoluzione napoletana del 1799, repressa da Ferdinando e
definitivamente seppellita con 124 condanne a morte e 222 ergastoli,
l’influenza della cultura giuridica di Mario Pagano (un illuminista
penalista di prima grandezza, giustiziato a Napoli il 29 ottobre 1799
per essere stato uno degli ispiratori della rivoluzione del 1799) e di
Antonio Genovesi (un prete illuminista che pose le basi della moderna
economia politica). Può sembrare un paradosso, ma lo stesso re che mandò
a morte Mario Pagano finì per recepire parecchi dei principi
penalistici da lui ribaditi.
Per
fare risaltare il carattere di modernità del Codice Penale napoletano
del 1819, riporto qui di seguito alcuni articoli del Regolamento
gregoriano 1832, promulgato da Gregorio XVI il 20 settembre1832, un
documento che per alcuni aspetti somiglia (ma solo formalmente) al
Codice Penale napoletano. L’espressione “opera pubblica” significa
“lavori forzati”. L’espressione “stupro immaturo” si riferisce a uno
stupro commesso su ragazze al di sotto dei sette, degli otto o dei 12
anni, in riferimento a diversi editti criminali (Link).
Regolamento gregoriano 1832 (promulgato da Gregorio XVI il 20 settembre1832) (Link), Titolo X “Dei delitti contro i buoni costumi e contro l’onestà”.
Art. 168 “Lo stupro semplice è punito coll’opera pubblica di tre anni, quando il reo non doti, o non sposi la stuprata.
Art.
170 “Lo stupro è qualificato per violenza, quando è commesso con
minaccie gravi, con percosse, con uso o apparecchio d’armi, con abuso
della persona che per malattia, per aberrazione di mente, o per altra
causa si trovi fuori dall’uso dei sensi, o ne sia stata artificiosamente
privata. ”
Art.
171 “Si reputa stupro violento ancora quello in cui il delinquente
abusa della propria autorità sulla persona minore di anni ventuno, o
dipendente o affidata alla di lui direzione e custodia; siccome pure
quello che si fa assistere nella esecuzione del delitto da una o più
persone, le quali saranno trattate come complici”.
Art.
172 “Si considera come stupro violento qualunque congiunzione carnale
commessa dai custodi delle carceri, e loro subalterni, e dagli agenti
della Forza pubblica sulle persone arrestate, detenute o condannate. ”
Art.
173 “La pena di questo delitto, in tutti i casi sopra espressi, è la
galera dai dieci anni ai quindici, la qual pena di aumenta fino agli
anni venti, se vi fossero ferite o altre circostanze gravanti, o se
fosse cagionato grave pregiudizio alla salute della persona stuprata. …”
Art. 174 “La pena dello stupro immaturo è la galera perpetua; se ne segue la morte della stuprata è la decapitazione.”
Art. 178 “I colpevoli di delitto consumato contro natura sono punti colla galera perpetua”.
Il
Regolamento gregoriano usa il termine persona come il Codice Napoletano
del 1819, ma nel comminare la decapitazione per lo stupro violento “se
ne segue la morte della stuprata” evidenzia che il legislatore
presuppone che la vittima sia una donna.
Ma
un punto è veramente centrale. Il “delitto consumato contro natura” è
punito sempre con la galera perpetua, anche se consensuale, senza
violenza, minaccia o percosse o uso di armi o di artifici. È
estremamente significativo notare che lo stesso comportamento cioè lo
stupro semplice (art. 168) perpetrato su una donna non è neppure punito
se il colpevole costituisce la dote alla vittima! Per lo stesso
comportamento un eterosessuale se la cava pagando la dote della vittima e
un omosessuale finisce all’ergastolo. Come si vede, qui l’illuminismo
non è mai esistito.
Il
terzo documento mostra una realtà spesso passata sotto silenzio.
L’impero d’Austria, col Codice Penale emanato nel 1852 da Francesco
Giuseppe, se non arriva a comminare l’ergastolo per l’omosessualità
consensuale, tratta della omosessualità in un modo molto negativo.
Codice Penale per l’Impero d’Austria (promulgato da Francesco Giuseppe il 27 maggio 1852) in vigore dal 1° settembre 1852 (Link) Capo decimo quarto “Dello stupro, dell’oltraggio al pudore e di altri crimini di libidine”.
Paragrafo
125 - Stupro - “Commette il crimine di stupro chi con pericolosa
minaccia, con violenza effettivamente usata, o con assopimento dei sensi
astutamente procurato, mette una donna nell’impotenza di resistergli e
abusa di lei, ridotta in questo stato, con illegittimo carnale commercio
.”
Paragrafo
126 - Pena – “La pena dello stupro è il duro carcere tra cinque e dieci
anni, e tra dieci e venti se dalla violenza è derivato un grave
pregiudizio alla salute o perfino alla vita della donna offesa. Se il
crimine ha cagionato la morte dell’offesa, la pena è il duro carcere in
vita.”
Paragrafo
127 “E’ parimenti da considerarsi come stupro e da punirsi giusta il
paragrafo 126 l’illegittimo carnale commercio intrapreso con persona di
sesso femminile, la quale senza cooperazione dell’autore si trova
impotente a resistere od inconsapevole di sé stessa, o che non ha ancora
compiuto il decimo quarto anno dell’età sua.”
Paragrafo
128 – Oltraggio al pudore – Chi per soddisfare alle libidinose due
voglie abusa sessualmente, in modo diverso da quello indicato nel
paragrafo 127, di un fanciullo o di una fanciulla in età minore di
quattordici anni, ovvero di una persona impotente a resistere od
inconsapevole di sé stessa, commette il crimine di oltraggio al pudore,
allorché quest’azione con costituisca il crimine accennato al paragrafo
129 lett. b), e viene pulito col duro carcere da uno a cinque anni; fino
a dieci anni concorrendo circostanze assai aggravanti; e fino a venti
anni qualora ne fosse derivata una delle conseguenze addotte nel
paragrafo 126.
Paragrafo 129 – “Crimini di libidine I – Contro natura – Sono puniti come crimini anche le seguenti forme di libidine:
I – La libidine contro natura, cioè
a) con bestie;
b) con persone del medesimo sesso
I – La libidine contro natura, cioè
a) con bestie;
b) con persone del medesimo sesso
Paragrafo
130 “La pena è il duro carcere da uno a cinque anni. Se per altro nel
caso della lettera b) il reo si è servito di uno dei mezzi indicati nel
paragrafo 125, la pena sarà misurata tra cinque e dieci anni; e
verificandosi una delle circostanza addotte le paragrafo 126, si
applicherà anche la pena ivi determinata.”
Come
si vede anche il Codice Penale austriaco, come il Regolamento
gregoriano, condanna gli atti omosessuali in sé, anche consensuali,
ossia commessi senza violenza o raggiro, in questo caso la pena non è
l’ergastolo ma il carcere duro da uno a cinque anni, ma la logica è la
stessa.
Si
dovrà aspettare il Codice Zanadrelli per vedere risorgere un principio
della civiltà giuridica e cioè la distinzione tra diritto e morale.
Nella Relazione sul primo Codice penale per il Regno d'Italia [1887],
Titolo VIII “Delitti contro il buon costume e l'ordine delle famiglie”,
Zanardelli scrive: “Nel determinare i fatti da comprendersi nel presente
Titolo, il Progetto attuale, in conformità ai precedenti, si ispira a
questo concetto fondamentale che, se occorre da un lato reprimere
severamente i fatti dai quali può derivare alle famiglie un danno
evidente ed apprezzabile o che sono contrarii alla pubblica decenza,
d'altra parte occorre altresì che il legislatore non invada il campo
della morale. In conseguenza, le sanzioni penali del Progetto non
colpiscono tutti indistintamente i fatti che offendono il buon costume e
l'ordine delle famiglie, ma quelli soltanto che si estrinsecano coi
caratteri della violenza, dell'ingiuria, della frode o dello scandalo,
la repressione dei quali è più vivamente reclamata nell'interesse
sociale. Quindi non sono incriminate le azioni che non hanno quei
caratteri, e l’indagine delle quali farebbe trascendere oltre i suoi
giusti confini l'opera legislativa.”
__________
Se volete, potete partecipare alla discussione di questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:
http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=20&t=2498
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venerdì 11 maggio 2012
SESSUALITA' E AFFETTIVITA' GAY
L’analisi
dei dati emergenti dalle statistiche di Progetto Gay conferma un
fenomeno che si rileva assai spesso parlando con i ragazzi gay e cioè
che la sessualità gay si manifesta molto più facilmente nella sua
dimensione strettamente sessuale che in quella affettiva. A questo scopo
è sufficiente osservare le statistiche relative all’orientamento
affettivo, alla masturbazione e all’uso della pornografia. Esaminiamo le
distribuzione delle risposte alla domanda:
Orientamento affettivo percepito
tra le possibili risposte;
1 All'inizio mi sono innamorato di ragazze ma ora tendo ad innamorarmi solo di ragazzi
2 Tendo ad innamorarmi solo di ragazzi
3 Tendo ad innamorarmi solo di ragazzi ma penso che di qualche ragazza potrei anche innamorarmi
4 Tendo ad innamorarmi solo di ragazzi ma con certe ragazze sto proprio benissimo
5 Tendo ad innamorarmi quasi esclusivamente di ragazzi ma anche di qualche ragazza
6 Tendo ad innamorarmi sia di ragazzi che di ragazze, forse più di ragazzi
7 Tendo ad innamorarmi indifferentemente di ragazzi e ragazze
8 Tendo ad innamorarmi indifferentemente di ragazzi e ragazze a seconda dei periodi
9 Tendo ad innamorarmi sia di ragazzi che di ragazze, forse più di ragazze
10 Tendo ad innamorarmi quasi esclusivamente di ragazze ma anche di qualche ragazzo
11 Tendo ad innamorarmi solo di ragazze ma con certi ragazzi sto proprio benissimo
12 Tendo ad innamorarmi solo di ragazze ma penso che di qualche ragazzo potrei anche innamorarmi
13 Tendo ad innamorarmi solo di ragazze
14 All'inizio mi sono innamorato di ragazzi ma ora tendo ad innamorarmi solo di ragazze
Orientamento affettivo percepito
tra le possibili risposte;
1 All'inizio mi sono innamorato di ragazze ma ora tendo ad innamorarmi solo di ragazzi
2 Tendo ad innamorarmi solo di ragazzi
3 Tendo ad innamorarmi solo di ragazzi ma penso che di qualche ragazza potrei anche innamorarmi
4 Tendo ad innamorarmi solo di ragazzi ma con certe ragazze sto proprio benissimo
5 Tendo ad innamorarmi quasi esclusivamente di ragazzi ma anche di qualche ragazza
6 Tendo ad innamorarmi sia di ragazzi che di ragazze, forse più di ragazzi
7 Tendo ad innamorarmi indifferentemente di ragazzi e ragazze
8 Tendo ad innamorarmi indifferentemente di ragazzi e ragazze a seconda dei periodi
9 Tendo ad innamorarmi sia di ragazzi che di ragazze, forse più di ragazze
10 Tendo ad innamorarmi quasi esclusivamente di ragazze ma anche di qualche ragazzo
11 Tendo ad innamorarmi solo di ragazze ma con certi ragazzi sto proprio benissimo
12 Tendo ad innamorarmi solo di ragazze ma penso che di qualche ragazzo potrei anche innamorarmi
13 Tendo ad innamorarmi solo di ragazze
14 All'inizio mi sono innamorato di ragazzi ma ora tendo ad innamorarmi solo di ragazze

Come si vede, la tendenza ad innamorarsi di ragazze in modo esclusivo è il 23,19% mentre la tendenza ad innamorarsi in modo esclusivo di ragazzi (somma delle bande 1 e 2) è 29,67. Si può notare che il 10,97% dei ragazzi (banda 1) dice di essersi innamorato all'inizio di ragazze ma di aver finito per innamorarsi solo di ragazzi, quindi la conversione affettiva da etero a gay è circa all'11%, mentre nessun ragazzo afferma di essersi innamorato all'inizio di ragazzi e di aver finito per innamorarsi solo di ragazze, quindi la conversione affettiva da gay a etero è sostanzialmente nulla. Questo fenomeno è una misura dei condizionamenti che l'educazione o l'assenza di educazione sessuale induce nelle persone.
Esaminiamo ora la distribuzione delle risposte alla domanda relativa alla masturbazione:
Orientamento sessuale della masturbazione
tra le possibili risposte;
1 All'inizio mi masturbavo con fantasie etero ma ora lo faccio solo con fantasie gay
2 Mi masturbo solo con fantasie gay
3 Mi masturbo solo con fantasie gay, ogni tanto ho anche fantasie etero ma non collegate alla masturbazione
4 Mi masturbo con fantasie gay ma penso che riuscirei a farlo anche pensando a qualche ragazza
5 Mi masturbo quasi esclusivamente con fantasie gay, ma molto raramente anche pensando a qualche ragazza
6 Mi masturbo prevalentemente con fantasie gay ma qualche volta anche pensando alle ragazze
7 Mi masturbo indifferentemente sia pensando ai ragazzi che alle ragazze
8 Mi masturbo pensando ai ragazzi o alle ragazze a seconda dei periodi
9 Mi masturbo prevalentemente con fantasie etero ma qualche volta anche pensando ai ragazzi
10 Mi masturbo quasi esclusivamente con fantasie etero, ma molto raramente anche pensando a qualche ragazzo
11 Mi masturbo con fantasie etero ma penso che riuscirei a farlo anche pensando a qualche ragazzo
12 Mi masturbo solo con fantasie etero, ogni tanto ho anche fantasie gay ma non collegate alla masturbazione
13 Mi masturbo solo con fantasie etero
14 All'inizio mi masturbavo con fantasie gay ma ora lo faccio solo con fantasie etero

Come si vede, ma masturbazione con fantasie esclusivamente etero è al 12,22%, mentre quella con fantasie esclusivamente gay (banda 1 più banda 2) arriva al 39,90%. Il che significa che una significativa percentuale di ragazzi afferma di innamorarsi in modo esclusivo di ragazze ma si masturba con fantasie gay e questo è un esempio tipico di dissociazione della sessualità dall'affettività.
L'esame della tabella relativa all'uso della pornografia conferma la netta prevalenza della ricerca di pornografia gay come supporto alla masturbazione.
Uso della pornografia
tra le possibili risposte;
1 Non faccio mai uso di pornografia
2 Qualche volta vado su siti porno etero ma solo per curiosità
3 Qualche volta vado su siti porno gay ma solo per curiosità
4 Qualche volta vado su siti porno sia etero che gay ma solo per curiosità
5 Uso prevalentemente siti porno etero per masturbarmi, lo faccio spesso, ma la cosa non mi condiziona
6 Uso prevalentemente siti porno gay per masturbarmi, lo faccio spesso, ma la cosa non mi condiziona
7 Uso sia siti porno etero che siti porno gay per masturbarmi, lo faccio spesso, ma la cosa non mi condiziona
8 Uso esclusivamente siti porno etero per masturbarmi, lo faccio spesso, ma la cosa non mi condiziona
9 Uso esclusivamente siti porno gay per masturbarmi, lo faccio spesso, ma la cosa non mi condiziona
10 Sono parzialmente dipendente dalla pornografia etero, ci sto sopra tutto il tempo che posso
11 Sono parzialmente dipendente dalla pornografia gay, ci sto sopra tutto il tempo che posso
12 Sono parzialmente dipendente dalla pornografia sia etero che gay e ci sto sopra tutto il tempo che posso
13 La pornografia etero per me è una specie di ossessione, in pratica tutto il mio tempo su internet è dedicato ai siti porno etero e non riesco a farne a meno
14 La pornografia gay per me è una specie di ossessione, in pratica tutto il mio tempo su internet è dedicato ai siti porno gay e non riesco a farne a meno
15 Tutta la pornografia sia etero che gay per me è una specie di ossessione, in pratica tutto il mio tempo su internet è dedicato ai siti porno e non riesco a farne a meno

L'esame della tabella relativa alla sessualità effettiva di coppia evidenzia come i ragazzi che hanno fantasie masturbatorie esclusivamente o prevalentemente gay formano comunque coppie etero in un una percentuale significativa di casi.
Sessualità effettiva di coppia
tra le possibili risposte;
1 Non ho mai avuto rapporti sessuali né etero né gay
2 All'inizio ho avuto rapporti sessuali con ragazze ma ora ho rapporti esclusivamente con ragazzi
3 Ho avuto rapporti sessuali esclusivamente con ragazzi
4 Ho rapporti sessuali esclusivamente con ragazzi nonostante qualche fantasia etero
5 Ho rapporti sessuali esclusivamente con ragazzi ma sono attratto anche dalle ragazze
6 Ho rapporti sessuali quasi esclusivamente con ragazzi ma qualche volta anche con ragazze
7 Ho rapporti sessuali soprattutto con ragazzi ma anche con ragazze
8 Ho rapporti sessuali indifferentemente con ragazzi e ragazze
9 Ho rapporti sessuali indifferentemente con ragazzi e ragazze a seconda dei periodi
10 Ho rapporti sessuali soprattutto con ragazze ma anche con ragazzi
11 Ho rapporti sessuali quasi esclusivamente con ragazze ma qualche volta anche con ragazzi
12 Ho rapporti sessuali esclusivamente con ragazze ma sono attratto anche dai ragazzi
13 Ho rapporti sessuali esclusivamente con ragazze nonostante qualche fantasia gay
14 Ho avuto rapporti sessuali esclusivamente con ragazze
15 All'inizio ho avuto rapporti sessuali con ragazzi ma ora ho rapporti esclusivamente con ragazze

Dato
che le gradazioni significative sono 14 sia sulla tabella
dell'orientamento affettivo che su quella della masturbazione e e su
quella della sessualità di coppia, e corrispondono a suddivisioni
analoghe, si può concludere che la bisessualità emerge chiaramente come
un fenomeno rilevante nella masturbazione (la zona centrale del relativo
diagramma ha un suo massimo) mentre emerge molto meno in dimensione
affettiva ed è praticamente assente nella sessualità di coppia. La
bisessualità è vissuta come desiderio nella masturbazione, ma non è
vissuta a livello affettivo né, sostanzialmente, a livello di coppia.
Nei colloqui coi ragazzi emergono due aspetti tipici e complementari della polarizzazione prevalentemente sessuale della omosessualità, il primo aspetto emerge in fase di accettazione o meglio sarebbe dire di emersione della omosessualità nei ragazzi che provengono da esperienze etero e il secondo si rileva invece in ragazzi che hanno ormai superato la fase di accettazione.
1) Quando un ragazzo che è abituato a vivere una affettività e una sessualità gay avverte per le prime volte la presenza di contenuti gay nella masturbazione tende a sminuirne il significato, degradando il fatto a fenomeno strettamente legato alla masturbazione senza alcun riflesso nella vita affettiva e nella vita sessuale di coppia. Come abbiamo visto, questo fenomeno è ampiamente confermato dalle statistiche. Da qui il tentativo di evitare la masturbazione perché sarebbe in chiave gay e di cercare una sessualità compensatoria attraverso l'intensificazione della sessualità e dell'affettività etero. Quando però il ragazzo si rende conto che la presenza di fantasie gay, anche represse, finisce per mettere comunque in crisi la sa sessualità etero, per toglierle l'alone magico e qualche volta per degradarla a puro comportamento abitudinario, lì comincia la vera presa di coscienza della propria sessualità gay. Il cammino che ho riassunto in poche parole può durare mesi o anni, non è affatto lineare ed è profondamente condizionato dalle situazioni ambientali e familiari dei ragazzi.
2) Quando un ragazzo è ormai perfettamente consapevole di essere gay, capita spesso che tenda comunque a vivere l'omosessualità esclusivamente o quasi esclusivamente in dimensione sessuale e che si renda conto di non essere capace di aprirsi ad una dimensione affettiva vera verso con un altro ragazzo. Tutto questo provoca delle difficoltà nell'avvicinare altri ragazzi. L'abitudine a rimuovere l'affettività della omosessualità, maturata nella fase di emersione e consolidata successivamente dalla pornografia, tende trasformarsi in incapacità di innamorarsi di ragazzi. In situazioni del genere purtroppo la soddisfazione affettiva di fatto non c'è e la ricerca alla sostituzione affettiva in campo etero rappresenta nello steso tempo una valvola di sfogo rispetto al disagio e un impedimento per lo sviluppo di una affettività gay.
Riporto qui di seguito due brani di mail (previa autorizzazione degli autori) che possono illustrare in modo più diretto le due situazioni delineate.
Alberto, 25 anni - "La storia secondo me è semplice, io non mi sono mai innamorato di un ragazzo, proprio non ho mai desiderato di stare con un ragazzo vero. Le fantasie sessuali sui ragazzi sono un'altra cosa, ma anche quelle sono abbastanza recenti, più o meno un anno, prima mi masturbavo solo pensando alla ragazze e non era nemmeno un gran cosa, poi girando su internet sono capitato su un sito gay e lì non ho capito più niente, è un po' l'idea che le reazioni sessuali di un ragazzo le conosco perfettamente, non lo so ma ho proprio scoperto la sessualità ad un altro livello di intensità, però io non mi innamorerei mai di un ragazzo, una vita vicino a un ragazzo non la voglio proprio, io voglio stare con la mia ragazza perché ci amiamo, mi vuole bene, vuole stare sempre con me e io mi sento cercato, amato, coccolato. La sessualità con lei certe volte va proprio bene ma certe volte quando stiamo insieme mi chiedo se mi piace veramente e temo che la risposta sia no, ma questo mi fa cadere in uno sconforto che non ti so descrivere. Io non sono mai stato gay e non voglio diventarlo, la cosa sessualmente mi attira ma in modo molto relativo e diciamo così, tutto sessuale, ma io ho bisogno di una ragazza, della tenerezza di una ragazza e poi voglio una famiglia, dei figli, una vita normale."
Mimmo, 27 anni - "Sono stato con tre ragazzi, sessualmente intendo, solo masturbazione reciproca, il resto non mi attira troppo ma questo sì, a livello sessuale tutto ok, ma quello che mi spaventa è che alla fine io per questi ragazzi non provo niente. Loro credono che io sia innamorato perché facciamo un po' di sesso, per loro funziona così, per me no. E' pazzesco ma quando ho fatto sesso con loro, alla fine, mi è venuta l'idea che forse stavo meglio quando stavo con la mia ragazza, meglio cioè mi sentivo più capace di amare. La mia ragazza mi faceva una tenerezza enorme, anche questi ragazzi, almeno un po' mi fanno tenerezza, ma direi che più che altro è pena più che tenerezza, perché penso che dalla vita non avranno nulla. In certi momenti mi sono sentito proprio un verme, cioè facevo sesso con loro e li illudevo e non sapevo nemmeno perché. Project, ce la farò mai a innamorarmi veramente di un ragazzo? Io prima forse non ero etero, é possibile, ma mi sentivo innamorato, sessualmente un po' meno ma comunque non era male, adesso col sesso va alla grande ma mi sento proprio arido e la consonanza con questi ragazzi non la sento proprio. Insomma non mi sento né carne né pesce, per il sesso sono gay ma non riuscirò mai ad innamorarmi di un ragazzo".
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Nei colloqui coi ragazzi emergono due aspetti tipici e complementari della polarizzazione prevalentemente sessuale della omosessualità, il primo aspetto emerge in fase di accettazione o meglio sarebbe dire di emersione della omosessualità nei ragazzi che provengono da esperienze etero e il secondo si rileva invece in ragazzi che hanno ormai superato la fase di accettazione.
1) Quando un ragazzo che è abituato a vivere una affettività e una sessualità gay avverte per le prime volte la presenza di contenuti gay nella masturbazione tende a sminuirne il significato, degradando il fatto a fenomeno strettamente legato alla masturbazione senza alcun riflesso nella vita affettiva e nella vita sessuale di coppia. Come abbiamo visto, questo fenomeno è ampiamente confermato dalle statistiche. Da qui il tentativo di evitare la masturbazione perché sarebbe in chiave gay e di cercare una sessualità compensatoria attraverso l'intensificazione della sessualità e dell'affettività etero. Quando però il ragazzo si rende conto che la presenza di fantasie gay, anche represse, finisce per mettere comunque in crisi la sa sessualità etero, per toglierle l'alone magico e qualche volta per degradarla a puro comportamento abitudinario, lì comincia la vera presa di coscienza della propria sessualità gay. Il cammino che ho riassunto in poche parole può durare mesi o anni, non è affatto lineare ed è profondamente condizionato dalle situazioni ambientali e familiari dei ragazzi.
2) Quando un ragazzo è ormai perfettamente consapevole di essere gay, capita spesso che tenda comunque a vivere l'omosessualità esclusivamente o quasi esclusivamente in dimensione sessuale e che si renda conto di non essere capace di aprirsi ad una dimensione affettiva vera verso con un altro ragazzo. Tutto questo provoca delle difficoltà nell'avvicinare altri ragazzi. L'abitudine a rimuovere l'affettività della omosessualità, maturata nella fase di emersione e consolidata successivamente dalla pornografia, tende trasformarsi in incapacità di innamorarsi di ragazzi. In situazioni del genere purtroppo la soddisfazione affettiva di fatto non c'è e la ricerca alla sostituzione affettiva in campo etero rappresenta nello steso tempo una valvola di sfogo rispetto al disagio e un impedimento per lo sviluppo di una affettività gay.
Riporto qui di seguito due brani di mail (previa autorizzazione degli autori) che possono illustrare in modo più diretto le due situazioni delineate.
Alberto, 25 anni - "La storia secondo me è semplice, io non mi sono mai innamorato di un ragazzo, proprio non ho mai desiderato di stare con un ragazzo vero. Le fantasie sessuali sui ragazzi sono un'altra cosa, ma anche quelle sono abbastanza recenti, più o meno un anno, prima mi masturbavo solo pensando alla ragazze e non era nemmeno un gran cosa, poi girando su internet sono capitato su un sito gay e lì non ho capito più niente, è un po' l'idea che le reazioni sessuali di un ragazzo le conosco perfettamente, non lo so ma ho proprio scoperto la sessualità ad un altro livello di intensità, però io non mi innamorerei mai di un ragazzo, una vita vicino a un ragazzo non la voglio proprio, io voglio stare con la mia ragazza perché ci amiamo, mi vuole bene, vuole stare sempre con me e io mi sento cercato, amato, coccolato. La sessualità con lei certe volte va proprio bene ma certe volte quando stiamo insieme mi chiedo se mi piace veramente e temo che la risposta sia no, ma questo mi fa cadere in uno sconforto che non ti so descrivere. Io non sono mai stato gay e non voglio diventarlo, la cosa sessualmente mi attira ma in modo molto relativo e diciamo così, tutto sessuale, ma io ho bisogno di una ragazza, della tenerezza di una ragazza e poi voglio una famiglia, dei figli, una vita normale."
Mimmo, 27 anni - "Sono stato con tre ragazzi, sessualmente intendo, solo masturbazione reciproca, il resto non mi attira troppo ma questo sì, a livello sessuale tutto ok, ma quello che mi spaventa è che alla fine io per questi ragazzi non provo niente. Loro credono che io sia innamorato perché facciamo un po' di sesso, per loro funziona così, per me no. E' pazzesco ma quando ho fatto sesso con loro, alla fine, mi è venuta l'idea che forse stavo meglio quando stavo con la mia ragazza, meglio cioè mi sentivo più capace di amare. La mia ragazza mi faceva una tenerezza enorme, anche questi ragazzi, almeno un po' mi fanno tenerezza, ma direi che più che altro è pena più che tenerezza, perché penso che dalla vita non avranno nulla. In certi momenti mi sono sentito proprio un verme, cioè facevo sesso con loro e li illudevo e non sapevo nemmeno perché. Project, ce la farò mai a innamorarmi veramente di un ragazzo? Io prima forse non ero etero, é possibile, ma mi sentivo innamorato, sessualmente un po' meno ma comunque non era male, adesso col sesso va alla grande ma mi sento proprio arido e la consonanza con questi ragazzi non la sento proprio. Insomma non mi sento né carne né pesce, per il sesso sono gay ma non riuscirò mai ad innamorarmi di un ragazzo".
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