lunedì 15 giugno 2009

GIOCO E SESSO GAY

Questo post è dedicato al rapporto tra il gioco e la sessualità e mira a mettere in luce il diverso significato del gioco sessuale in relazione all’orientamento sessuale delle persone coinvolte.
Un grandissimo numero di ragazzi, se non addirittura tutti, si sono ritrovati prima o poi a partecipare o ad assistere a episodi di gioco a sfondo sessuale cioè di gioco nel quale intervengono più o meno scopertamente contenuti sessuali o contenuti concernenti la nudità. Si parte da contenuti esclusivamente verbali, come nel gioco della verità su contenuti sessuali, e si passa per il contatto fisico non specificamente genitale, come nella lotta fatta per gioco che, per esempio al mare, fatta con addosso il solo costume, comporta un contato fisico molto diretto, e si arriva fino a giochi esplicitamente sessuali in cui è compresa anche la possibilità di toccarsi i genitali, oppure è previsto che uno dei partecipanti resti nudo alla fine del gioco (strip poker). Il gioco sessuale può essere non malizioso, cioè può nascere senza alcuna esplicita finalità sessuale, ma può anche essere programmato proprio al fine di creare un coinvolgimento sessuale. In alcuni casi il gioco sessuale rasenta il confine della violenza, quando cioè si tratta di giochi di gruppo imposti a una vittima non consenziente. È il caso del “fare la stira”, un gioco sessuale non privo di violenza che si praticava in ambiente scolastico o universitario nei confronti delle matricole o in ambiente militare, quando il servizio militare era obbligatorio, e consisteva nel denudare un ragazzo in gruppo, ovviamente contro la sua volontà, tenendolo fermo e impedendogli di difendersi, spesso gli altri ragazzi toccavano anche i genitali della vittima anche se in atteggiamento giocoso. La dimensione violenta era notevolmente attenuata dal’idea del gioco che accompagnava il rito e dal fatto che chi era stato vittima della stira poteva la volta successiva partecipare al gioco verso un altro ragazzo. Va sottolineato che questo gioco sessuale è caratteristico di ambienti esclusivamente maschili (caserme e classi scolastiche maschili). Oggi, con l’obbligo delle classi miste e anche delle squadre di educazione fisica miste, questi usi sono pressoché scomparsi. Tra i giochi al limite del gioco sessuale c’è il tickling, cioè il solletico, che comincia banalmente come un gioco ma consente a due ragazzi di familiarizzarsi con la reciproca fisicità e soprattutto abbassa la soglia delle difese e scioglie molto i comportamenti. Il riso diventa sfrenato e il contatto fisico si accetta in una dimensione di gioco e di divertimento. Non è affatto improbabile che un ragazzo gay vada in erezione trovandosi in una situazione simile, cosa che non accadrebbe con altrettanta facilità anche in situazioni esplicitamente sessuali. Il ridere è il cavallo di Troia della sessualità che permette ad un ragazzo di accettare in questo modo ciò che esplicitamente non accetterebbe. Attraverso il tickling e attraverso i giochi sessuali si manifestano spesso i primi segni di una sessualità gay in ragazzi che si sono ritenuti sempre etero. Tuttavia il partecipare a giochi sessuali tra persone dello stesso sesso non significa affatto che si è gay. In una classe maschile fare la stira era un tipico gioco sessuale etero. Sottolineo che non è la partecipazione al gioco sessuale che determina l’orientamento sessuale ma che a seconda dell’orientamento sessuale, la partecipazione al gioco sessuale è vissuta in modo totalmente diverso. I ragazzi etero, che partecipano a un gioco sessuale tra ragazzi dello stesso sesso, lo vedono come gioco, al massimo come gioco disinibito, ma non come attività sessuale, i ragazzi gay che partecipano allo stesso gioco lo vivono specificamente come un’attività sessuale. La differenza nel modo di partecipare si riverbera nel fatto che un ragazzo etero che ha partecipato a un gioco sessuale con altri ragazzi non ne caricherà il ricordo di valenze sessuali, cosa che invece farà il ragazzo gay. Il ragazzo gay farà di quel ricordo, che per lui è chiaramente un’esperienza sessuale, una fantasia masturbatoria forte e quel ricordo si stamperà in modo indelebile nella sua memoria.
La differenza nel modo di vivere la partecipazione al gioco sessuale da parte di un ragazzo etero e da parte di un ragazzo gay può creare grossi problemi e di fatto li crea nel caso in cui il gay si sia innamorato dell’etero e tra i due ragazzi l’atmosfera sia tanto disinibita da consentire di fatto giochi sessuali, cosa tutt’altro che rara. Ciascuno dei due proietta sull’altro il proprio modo di vivere il gioco sessuale, così l’etero pensa che anche per il suo amico il gioco sessuale sia solo un gioco senza vere valenze sessuali e in questa chiave si sente disinibito perché presuppone che l’altro ragazzo sia anche lui etero. Il gay interpreta la partecipazione al gioco sessuale da parte del suo amico etero come se fosse una vera e propria attività sessuale gay e comincia a lavorare di fantasia sul fatto che il suo amico dice di essere etero ma in realtà è un gay latente che prima o poi si accorgerà di essere gay perché “se uno partecipa a un’attività chiaramente sessuale con un ragazzo non può che essere gay”. Come è comprensibile questi tipi di proiezioni sull’altro del proprio modo di vivere l’esperienza del gioco sessuale possono creare attese, illusioni e successivamente cocenti disillusioni. Il gioco sessuale viene spesso usato dai ragazzi gay, consapevolmente o inconsapevolmente, come tentativo per coinvolgere un loro amico in una dimensione sessuale. Per un ragazzo gay è effettivamente molto difficile capire che un ragazzo etero vive un gioco sessuale in modo completamente diverso. In questo senso provare a coinvolgere un amico in un gioco sessuale non è assolutamente un sistema sensato per verificare il suo eventuale essere gay. Per capire se un ragazzo è gay c’è una sola strada, cioè parlare con lui in modo esplicito, cosa molte volte assai difficile se non impossibile, ma ricorrere a surrogati non espliciti del discorso diretto significa scegliere metodi del tutto inaffidabili.
Una caratteristica tipica dei giochi sessuali nei quali un ragazzo gay tenta di coinvolgere un suo amico per testarne l’eventuale omosessualità o per indurlo alla omosessualità, è costituita dalla gradualità che è una caratteristica tipica del gioco sessuale non spontaneo ma pianificato. In questa situazione, un ragazzo gay che non conosce l’orientamento sessuale del suo compagno cerca di coinvolgerlo dapprima in giochi in cui la dimensione sessuale sia poco evidente, se la risposta partecipativa dell’amico è spontanea, dopo un po’ di tempo, il ragazzo gay sperimenta un gioco in cui i contenuti sessuali sono più espliciti, se anche in questo caso la partecipazione dell’amico è spontanea diventa possibile programmare un altro passo in avanti verso una sessualità ancora più esplicita. Secondo il punto di vista del ragazzo gay, quando l’amico avrà accettato giochi scopertamente sessuali avrà con ciò stesso dichiarato la sua omosessualità. Questa strategia dei piccoli passi sposta sempre più avanti il limite che separa il gioco dalla sessualità. Non sono rarissimi i casi di ragazzi etero che accettino perfino di farsi masturbare dal loro amico che ritengono etero. Un fatto del genere viene automaticamente interpretato dal ragazzo gay come manifesta ammissione di omosessualità da parte del compagno. Questa conclusione deriva da un presupposto, che, cioè, ciò che conta per identificare un gay sono i comportamenti esterni, ossia che ci sono “comportamenti” tipicamente gay che un etero non metterebbe mai in pratica. In realtà l’esperienza insegna che per identificare un ragazzo gay bisogna conoscere l’interpretazione che egli dà dei comportamenti propri ed altrui. In altri termini non sono i comportamenti in sé che definiscono un gay ma le interpretazioni che quella persona dà di quei comportamenti.

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martedì 9 giugno 2009

TENTAZIONI GAY

Ciao Project,
ti scrivo per parlarti un po’ di me, puoi chiamarmi Marco, ho 20 anni, quasi 21, fino a un anno fa repressissimo e forse pure adesso. Ho avuto un’educazione cattolica nemmeno tanto male, ma che mi ha messo in testa un’idea terribile della tentazione. Diciamo che per accettare il mio essere gay ho finito per lasciare la chiesa e un po’ mi dispiace, ma alla fine non sarei mai stato come loro volevano che fossi e così sono in pratica due anni che non ho più niente a che fare con quelle cose e ho anche perso tutti gli amici che avevo lì. Però un po’ mi sono rimasti in testa certi schemi, specialmente relativamente all’idea della tentazione e della colpa. Per accettare serenamente la masturbazione e per potermela godere senza sensi di colpa mi ci è voluto tantissimo, prima la vivevo proprio secondo lo schema classico: tentazione, cedimento, senso di colpa, ma adesso per fortuna non è più lo stesso. Più o meno è stato lo stesso con la pornografia e grosso modo nello stesso periodo, però adesso non mi sento affatto dipendente dalla pornografia, non la rifiuto certo ma le mie fantasie non hanno bisogno di quelle cose, viaggio bene lo stesso senza e forse pure meglio. Mi resta però un’altra cosa che adesso comincio a sentire in modo terribile come una tentazione e ho la terribile idea che finirò per cedere e alla fine combinerò qualche guaio. È un po’ di tempo che comincio a girare intorno alle chat erotiche e ai siti di incontri non ho un profilo da nessuna parte e non oso entrarci, ne ho proprio paura, ma la tentazione è grossissima. Qualche volta apro uno di quei siti e sto lì lì per cliccare per mettere il mio profilo, anzi il profilo l’ho scritto e in diverse versioni più o meno hard. Diciamo che nel mese di maggio è diventata proprio un’ossessione, una tentazione violentissima. D’altra parte che un ragazzo della mia età voglia fare anche un po’ di sesso mi sembra normale. Poi una decina di giorni fa sono capitato sul tuo forum e da lì mi sono perso nei meandri dei tuoi siti che sono tantissimi. Martedì e mercoledì scorso sono stato a leggere tutta la notte. Non ti nascondo che è stata per me una sensazione stranissima, non avevo mai trovato siti così. Naturalmente all’inizio sono andato a cercare i post che avessero un contenuto più direttamente sessuale, onestamente mi aspettavo magari qualche storiella piccante e invece no. Poi ho cominciato a cercare cose che riguardassero esperienze di ragazzi con gente incontrata in una chat erotica o in un sito di incontri e sono rimasto molto perplesso, un po’ congelato. Mi hai fatto venire la paura dell’aids (ho letto il tuo post chilometrico) e, devo dire, che era una cosa della quale non avevo tenuto minimamente conto. Probabilmente mi sarei anche buttato in cose sessuali senza protezione magari dando retta a quello che mi avrebbe detto l’altro ragazzo. Da questo punto di vista ti ringrazio di avermi messo sull’avviso. Ma leggendo mi sono sentito anche un po’ cretino perché probabilmente le mie tentazioni sono un po’ infantili, diciamo così, e si può essere gay a un altro livello. Project, adesso ti faccio una domanda, ma come fa un ragazzo della mia età a vivere la sua sessualità? Un ragazzo fisso e serio, ok, il test per l’hiv, rapporti strettamente monogamici, tutto questo va bene, ma dove lo trovo io un ragazzo serio come dici tu? Me ne innamorerei, di questo ne sono sicuro, ma il fatto è che quel ragazzo non esiste. Tu dici di cercarlo nei posti come si deve, ok, va bene pure quello, ma dove? E soprattutto come? Adesso seguo quello che scrivono i ragazzi sul tuo forum e non posso negare che mi piace leggere, ma ho paura che siano cose lontane dalla mia mentalità, che ne so, che i ragazzi siano un po’ troppo sognatori, troppo a caccia d’amore e poco di sesso, magari solo a parole, che ci sia un po’ troppo buonismo e troppa sublimazione. Non mi sono iscritto al forum per questo, perché mi sento più sanguigno e più deciso dei ragazzi del forum. Io avrò pure bisogno d’amore, ma non in modo astratto, io ho anche bisogno di un po’ di sesso e pensare solo a rinviare mi fa paura. Io vivo pure adesso. Sbaglio? Sto scrivendo stupidaggini? Io dico solo la verità, almeno la mia verità e mi piacerebbe sapere quello che pensi tu e magari quello che ne pensano i ragazzi. Se vuoi, la mail pubblicala. E se proprio non ti sembro uno fissato irrecuperabile, questo è il mio contatto msn [ … omissis … ]
Marco

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venerdì 5 giugno 2009

VOGLIO UN RAGAZZO GAY COME ME

Ciao Project,

intanto complimenti, Progetto gay è proprio una specie di sollievo per chi ci capita. Ho 24 anni, a forza di girare su siti gay di tutti i tipi mi era preso lo sconforto. Mi dicevo: ma io non sono così. Ma che c’entro con tutta questa gente? Mi sono iscritto a un sito di incontri, beh, ci avevo messo che sono serio, riservato, che non ho esperienze (ed è vero) però tutti quelli che mi rispondevano volevano una cosa sola: prima la foto e poi si parla. Ce ne sono stati solo due o tre che hanno parlato con me anche senza vedere la foto ma per me è stato deprimente, all’inizio pure un po’ eccitante, ma alla fine deprimente. Insomma si parlava due minuti, anche meno, di cose banali, e poi si finiva a parlare di sesso ma proprio come quelli che non vogliono perdere tempo, tipo; se ci stai ci stai, io faccio questo e questo, ok? Insomma una contrattazione proprio di bassissimo livello. Uno solo mi è sembrato diverso, molto timido, non aggressivo. Abbiamo pure parlato un po’ però era troppo prolisso, attaccava a parlare di sé tutto con parole ricercatissime e ci metteva tre ore per dire una cosa banale, poi ripeteva sempre cose del tipo: perché mi fai questa domanda? Insomma sembravano un po’ troppo giochetti psicologici, alla seconda volta che ci ho parlato ho cominciato a pensare che non avesse tutte le rotelle a posto e ho cercato di tagliare, ma lui non mi mollava e aveva pure il mio cellulare. Insomma, ho dovuto lascare spento il cellulare per un mese e usarne un altro. Comunque non l’ho sentito più. Ma gli altri due mi hanno proprio shoccato, sembrava di stare al supermercato. Insomma è da lì che sono andato in crisi con i gay. Mi sono chiesto: se i gay sono così che ci sto a fare con questa gente? Vebbe’ te lo avevo già detto … ma mi hanno fatto sentire un caso patologico. Penso pure che dicessero un sacco di balle però mi hanno fatto sentire un imbranato. Una cosa che mi hanno detto è che se uno che è gay a 24 anni non lo ha ancora fatto vuol dire che è un deficiente. Ammetto di essere stato stupido a dire a certa gente una cosa del genere, però, Project, quello che dicono potrebbe essere vero? Perché se fosse vero mi sentirei veramente fuori. E poi come faccio a parlare di me con gente così, che è proprio fissata, loro dicono che il caso patologico sono io ma loro sono molto ma molto più fissati di me. Non ho mai avuto la possibilità di parlare di sesso in modo serio e libero, ma libero non vuol dire non serio, ma per loro pensare di parlare di sesso con cervello e non solo col … è praticamente impossibile. Il sesso va bene ma ci sono tante altre cose. Io fino ai 21/22 anni mi sono ritenuto etero e ho avuto anche un ragazza, io non ne ero innamorato, cioè non mi masturbavo pensando a lei ma certe volte con lei, quando non la metteva sul sessuale diretto, la cosa era bellissima, mi si addormentava in braccio e mi faceva un’impressione fortissima, perché si abbandonava proprio a me, al sesso ci pensava eccome, anche troppo dal mio punto di vista, perché io già allora stavo con lei ma mi masturbavo pensando ai ragazzi, però lei non era fissata con le cose del sesso, c’era tanta tenerezza che quasi quasi poteva andare bene anche a me. Io penso che tra un ragazzo e una ragazza c’è meno la fissa del sesso, ma forse non sono la persona più adatta a dirlo. Project, ma i gay come me o come i ragazzi del forum quanti sono? Perché io penso che siamo una minoranza risicata, la maggior parte vive di chat erotiche e di incontri sessuali (come dici tu, pure pericolosi). Poi c’è un’altra cosa, ma è vero che i ragazzi gay pensano più al sesso del loro ragazzo che al ragazzo? Ma avere bisogno di tenerezza più che di sesso è proprio da stupidi? Certe volte penso che magari c’è in me qualcosa che non va. Io al sesso ci penso eccome ma non è proprio una fissa. I ragazzi che mi attirano sono pochi e non sono nemmeno i tipici belli. Insomma tra i gay mi sento spaesato e una mezza idea che si starebbe meglio tra gli etero mi viene. Poi gira gira sono capitato sul tuo sito, quello Google. Mi sono detto: allora non sono l’unico e i gay come me in fondo ci sono. Leggere i post mi piace perché mi ci ritrovo proprio come mentalità, sono a misura mia, ci trovo le cose che vivo io. Poi ci sono altre cose di cui mi piacerebbe parlare con te ma non per mail. Se ti va, aggiungimi su msn, il mio contatto è [… omissis …].
Aspetto la tua risposta e magari anche la possibilità di fare due chiacchiere in chat, ci terrei veramente.

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SONO GAY E FINALMENTE MI SENTO SERENO

Il 28 maggio, alle ore 19.15 ho ricevuto questa mail. Ringrazio sentitamente Federico.
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Ciao Project,
devo ammettere che quando ho preso la decisione, per me molto difficile, di scriverti, non avevo la più pallida idea di quello che avrei potuto trovare. A 27 anni non sono certo giovanissimo e non è che avessi paura di cose strane o forse un po’ sì perché la mia esperienza nel settore è zero, però mi sono lanciato. Stamattina per la prima volta in vita mia ho parlato di sesso in modo libero ed è stata una cosa facilissima, pensavo che mi sarei trovato terribilmente a disagio e invece non è stato così per niente. È evidente che tu capisci che cosa significa essere gay però ti devo proprio dire grazie perché mi sento molto meglio, molto meno spaventato da quello che mi sta succedendo e forse ho anche un po’ di speranza di non restare completamente solo nella vita. A tante cose che mi hai detto ci ero arrivato anche da solo, ma sentirsele dire da uno che sa di che si tratta serve a rafforzare l’idea. Te lo dico sinceramente, non ero mai riuscito, nemmeno lontanamente a fare un discorso così diretto e così serio. Forse alla mia età, per uno come me che è sempre scappato e ha sempre fatto finta di non vedere, avere finalmente la possibilità di un confronto vero su certi temi è proprio una cosa fondamentale e liberatoria. Adesso mi sento perfino di dire “io sono gay”, pensa che sono stato a combattere contro questa idea per più di 10 anni, ho buttato in pratica 10 anni della vita perché pure se dentro di me sentivo fortissima la sessualità gay l’ho sempre repressa ma proprio fino al follia, pensavo che fosse chissà che cosa, che i gay fossero una cosa anomala, infetta, che ne so, una specie di alieni. Project, ti può sembrare assurdo, ma mi sento proprio più leggero, libero, adesso in qualche modo ho un punto di riferimento. Non ti spaventare ma credo che avrò bisogno di te piuttosto spesso. I miei sono divorziati e io non ho mai avuto nessun rapporto con mio padre. Mi ha scaricato fin da quando ero bambino, ma anche l’uomo di mia madre non ne voleva sapere di me, mi trattava bene, con gelati e regaletti, ma di me non si interessava veramente. Sia mio padre che l’uomo di mia madre erano nettamente e direi esasperatamente etero e lo capivo fin da quando ero ragazzino. Loro mi hanno considerato sempre etero, te l’ho detto, ho avuto tre ragazze, non si sono mai chiesti che cosa significassero per me, a loro bastava che io stessi vicino a una ragazza. Insomma, Project, ho proprio bisogno di parlare e di ritrovare un po’ di coraggio. Una cosa stamattina mi ha colpito, quando ti ho parlato di Andrea sei stato a sentire con la massima attenzione e ti sei chiesto le stesse cose che mi sono chiesto io, hai parlato d’amore, e io penso che sia amore. Vabbe’, non la faccio tanto lunga. Grazie! Progetto Gay è una cosa unica e per me significa tantissimo.
Federico

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martedì 2 giugno 2009

COMING OUT NEL MERIDIONE


Pubblico qui di seguito una mail che ho ricevuto il 2/5/2009.

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Ciao Project,

ho vent’anni, sono gay e meridionale. Ho detto tutto. A casa mia era un inferno, i miei insistevano perché mi mettessi con una ragazza o almeno mi facevano capire che sarebbe stato normale farlo perché pensavano che io non lo facessi per timore di chissà che cosa. Mi sono sentito così soffocato che ci ho provato ma mi sono sentito in trappola e non poteva andare avanti così. In più avevo un amico che mi piaceva moltissimo e che si comportava con me in modo molto disinvolto, in pratica me ne ero innamorato già da un anno ma ovviamente non potevo dire nulla. Sono arrivato a un livello di asfissia tale che a un certo punto non ce l’ho fatta più. Ho detto alla ragazza che ero gay e al ragazzo che mi ero innamorato di lui. All’inizio mi sembrava di avere fatto la cosa giusta. Lei probabilmente si era dovuta mettere con me per pressioni della sua famiglia e mi considerava più in peso che altro, lui all’apparenza aveva reagito bene, almeno i primi tempi. Per me era ovvio che una confidenza di questo genere dovesse rimanere assolutamente privata ma non è stato così. Nel tempo di un mese tutto il paese mi guardava strano anche se nessuno diceva niente. Lui era sparito e anche lei. I miei sono venuti a sapere della cosa dal pettegolezzo generale e se la sono presa a morte con me non perché sono gay ma perché mi sono messo in una situazione insostenibile e non mi sono prima consigliato con loro. Coi miei però le cose sono cambiate in modo sostanziale, in pratica mi considerano come una specie di vergogna per la famiglia anche se mi tollerano: “Noi ti vogliano bene anche se sei così!” dove quell’anche dice tutto. Ho passato un anno di inferno. Mi ero iscritto all’università ma non ho combinato nulla, avevo proprio paura di andare a lezione perché mi guardavano strano. Insomma, la faccio breve, dopo tanta insistenza sono riuscito a convincere mio padre a mandarmi a Milano da mia zia, a partire da settembre, per ricominciare l’università lì, lontano dal sud e soprattutto in un ambiente dove potrò cominciare tutto da capo. Adesso non voglio pensare all’essere gay o a cose del genere e soprattutto non ne voglio parlare con nessuno, adesso voglio studiare, voglio laurearmi. Non so se troverò mai un ragazzo ma la mia sicurezza non la voglio costruire sulle spalle di nessuno, devo essere capace di andare avanti da solo, se ci sarà un ragazzo come lo voglio io bene, ma se non ci sarà dovrò andare avanti lo stesso. E poi non voglio colorire di gay tutta la mia vita, c’è anche il lavoro che è fondamentale e che non ha nulla a che vedere con l’essere gay. Non posso pretendere che gli altri mi accettino come gay, non è una questione loro e non mi posso fare condizionare oltre dalle loro reazioni, quindi devo evitare qualsiasi riferimento a cose gay.

Project, non sai quanto mi ha aiutato il tuo Progetto Gay. Io non voglio dipendere da nessuno e meno che mai dall’idea di essere gay, lo sono, è vero, ma sono anche tante altre cose e l’essere gay deve essere una cosa mia e, se lo troverò, del ragazzo che mi vorrà bene, gli altri li voglio lasciare fuori della porta.

Adesso aspetto che arrivi settembre facendo il conto alla rovescia. Con l’università ho perso un anno ma non ne voglio perdere due!

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venerdì 22 maggio 2009

SONO GAY MA NON MI INNAMORO DI NESUNO

Ciao Project,
quando ho trovato progetto gay sono rimasto di stucco, praticamente è una delle pochissime cose serie che esistono in rete sui gay, a me è stato utilissimo, è più di un anno che o seguo. Ti giuro, quando lo apro e non ci trovo niente di nuovo (ma succede di rado) ci resto proprio male. Ho 21 anni e solo adesso sto cominciando a capire il senso delle cose relative al sesso. La mia famiglia è molto cattolica, sono brave persone, non lo posso negare, ma per loro l’idea che si possa essere gay in modo serio è proprio inconcepibile, la vedono necessariamente come una degenerazione morale, una specie di dispetto che uno vuole fare a qualche altro, per loro i gay sono proprio degenerati e se sapessero che hanno un figlio gay ci starebbero malissimo e io probabilmente finirei in terapia da qualche parte, naturalmente, dal loro punto di vista “a fin di bene”. Ma io voglio vivere la mia vita, è quasi un anno che mi sono liberato dai condizionamenti della religione e mi sento molto meglio. Ho letto in progetto gay parecchie cose che ho sperimentato anche personalmente dei condizionamenti che un ragazzo gay può subire se ha avuto un’educazione molto religiosa e molto repressiva, e in quegli articoli mi sono ritrovato. Ho avuto una marea di complessi con la masturbazione, mi sentivo proprio in colpa in modo profondo, era diventata una specie di fissazione con l’idea di confessarsi e di resistere a tutti i costi. Poi mi sono detto: ma che senso ha tutto questo? Ma che sto facendo di male? Ma perché mi devo sentire così? In nome di che cosa? Perché alla fine è proprio una cosa una cosa assurda. Diciamo che adesso complessi di quel genere non ne ho più, ma credo che la mia sessualità si fermerà per sempre lì, perché mi sento condizionatissimo. Se c’è un ragazzo che mi piace lo evito, se mi capita l’occasione di parlarci faccio la figura del deficiente perché non riseco nemmeno a guardarlo in faccia. E poi chi lo vorrebbe uno come me? Bello non lo sono mai stato, anzi. Ho una famiglia che penso scoraggerebbe chiunque e poi mi sento terribilmente imbranato. In pratica io un po’ di cose serie sulla sessualità le ho trovate solo su progetto gay, ma non mi sono mai innamorato di un ragazzo e qui c’è il mio più grosso punto interrogativo: non mi sono mai innamorato perché mi sono represso oppure non mi sono mai innamorato perché in realtà a me dei ragazzi veri non mi interessa nulla e per me sono solo delle immagini sulle quali fantasticare? In fondo che sono gay lo so da tantissimo tempo ma non mi sono mai innamorato di nessuno e mi sento proprio completamente indifferente di fronte alle persone reali. Forse non ho conosciuto i ragazzi giusti, non so che dire ma mi sento freddo dal punto di vista emotivo, incapace di sentimenti veri, io so pensare solo a me stesso. Forse è questo il mio problema più grosso, l’indifferenza. Se vuoi questa lettera pubblicala. Sotto ti riporto il mio contatto msn, se ti va di parlare un po’ con me a me farebbe piacere.
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PENSAVO CHE FOSSE GAY MA AMA UNA RAGAZZA

Ciao Project, ho girato parecchio in rete alla ricerca di non so nemmeno io che cosa, poi ho trovato progetto gay e mi è sembrata una cosa diversa, certo però che sto messo male a parlare con uno sconosciuto (scusa se dico così di te che no te lo meriteresti) perché non trovo una valvola di sfogo da nessuna parte. Ho 27 anni, che sono gay lo so da sempre e mi sta bene così ma mi sento terribilmente solo. Questa lettera è il primo tentativo che faccio per provare a rompere il muro della solitudine. Io ho la mia solitudine e basta, avventure che possano chiamarsi tali proprio nessuna, almeno non ho la paura dell’hiv, ma dico nessuna anche a livello di amicizia, anche a livello di sfogo, anche a livello di poter parlare di me con un minimo di sincerità a una persona che possa capire. Niente! Solo false storie con ragazzi che hanno l’unica colpa di essere troppo belli perché io non li osservi, e allora ci costruisco sopra castelli in aria per anni e poi mi accorgo che sono etero e soprattutto che io per loro non conto assolutamente nulla o quasi. Esco in questi giorni dalla mia seconda falsa storia che è durata quattro anni e mi chiedo come ho fatto a buttare 4 anni della vita appresso a un ragazzo che in effetti non si è mai curato di me. Non posso accusarlo di niente, perché lui non si è accorto di niente. All’inizio ero contentissimo, non mi sembrava vero di conoscere uno così, sorridente, sincero (perché lo è). Uno pensa: se io mi sono innamorato di lui in qualche modo lui se ne deve essere accorto. Davo un senso a ogni sua parola ma sempre e solo leggendo le cose a mio vantaggio. Vivevo dei suoi sorrisi, dei suoi sorrisi rubati. Siamo amici e lo resteremo. Esternamente tra noi non è cambiato nulla, più amici di prima, almeno all’apparenza, ma ho capito che lui non c’è. Due settimane fa mi aveva confidato che si era innamorato di una ragazza, me lo ha detto in modo emotivo, quasi mi faceva tenerezza che mi dicesse una cosa del genere, mi sentivo il suo confidente ed ero molto gratificato. Poi, cinque gironi fa, li ho visti per caso in un parco che si baciavano. Lui era proprio perso, in estasi. Io ho fatto finta di non aver visto e mi sono allontanato ma come ci sono rimasto te lo puoi immaginare. In fondo lo sapevo che sarebbe successo, stavo giocando col fuoco e sono rimasto bruciato. In fondo gli voglio ancora bene e credo che gliene vorrò sempre ma la sua vita è un’altra e l’ho capito quando l’ho visto baciare la ragazza. Mi sento come se mi fosse caduto il mondo addosso, razionalmente dovrei cominciare a cercare un altro ragazzo, ma come? Dove? Un altro etero come lui? Project, non ne posso più, essere gay è stressante. Sono stanco, comincio a pensare che ormai sto andando avanti con gli anni e che non ho concluso nulla e soprattutto non concluderò mai nulla. In pratica la mia vita è solo una lunghissima attesa. Immagino che tu sia assillato da tanti ragazzi che non sanno dove sbattere la testa, però se ti andasse di sentirne uno in più ti mando io mio contatto msn (omissis). Ho bisogno di sfogarmi un po’. La mia lettera è generica ma non ti conosco. Vedi come sono incoerente, ti scrivo per parlare con te e poi non ho il coraggio di scrivere, forse su msn è diverso. Speriamo. Ciao.
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martedì 19 maggio 2009

MASTURBAZIONE GAY

Dalle statistiche relative ai siti di Progetto Gay si rilevano due dati molto significativi:

1) Le chiavi di accesso a Progetto Gay di gran lunga più frequenti sono relative a temi connessi con la masturbazione

2) I tempi di permanenza degli utenti sulle pagine che trattano temi connessi alla masturbazione sono molto superiori al tempo medio di permanenza sulle pagine di Progetto Gay.

Se ne deduce non solo che i lettori che arrivano a Progetto Gay cercando contenuti relativi alla masturbazione sono moltissimi ma che essi leggono effettivamente gli articoli. Poiché i contenuti di Progetto Gay sono reali e non hanno nulla a che vedere con la pornografia, risulta evidente che molti utenti che arrivano su Progetto Gay cercano contenuti seri relativi alla masturbazione o almeno si fermano a leggerli.

Questo post intende trattare i temi più tipicamente connessi alla masturbazione gay sulla base dell’esperienza maturata nelle chat con i ragazzi. In questo senso ho cercato di esemplificare situazioni reali per favorire la concretezza del discorso.

I temi che tratterò saranno:
1) Masturbazione e orientamento sessuale
2) Masturbazione e sensi di colpa
3) Masturbazione e sessualità di coppia
La trattazione sarà necessariamente non sistematica per dare spazio alla realtà nella sua varia articolazione.

Occorre fare una premessa. A differenza di quanto accade per i ragazzi etero, in genere parlare di masturbazione con ragazzi gay non crea problemi.

I ragazzi etero, che non incontrano troppe difficoltà a vivere il sesso di coppia, tendono a fare battute sulla masturbazione e a considerarla una forma di sessualità degradata, di serie B rispetto alla sessualità di coppia, mentre parlano in modo disinibito della sessualità di coppia, manifestano spesso imbarazzo a parlare di masturbazione.

I ragazzi gay, per i quali vivere una sessualità di coppia non è certo la regola ma l’eccezione, considerano la masturbazione una forma di sessualità importante che, per loro, è spesso l’unica forma di sessualità possibile, e quindi ne parlano seriamente.

MASTURBAZIONE E ORIENTAMENTO SESSUALE

Un ragazzo scrive:

“In erezione pensando a una ragazza? Beh, fino a poco tempo fa succedeva, ma anche adesso, ma è una cosa forzata, controvoglia. Fino a poco tempo fa era una cosa confusa, pensavo sia ai ragazzi che alle ragazze, però mi rendo conto che sono gli uomini ad eccitarmi. Già da parecchio mi masturbavo pensando soprattutto a uomini. In ogni caso al momento dell’orgasmo prevaleva sempre la figura maschile. Da quando mi sono innamorato mi masturbo solo pensando a quel ragazzo. Però ho una specie di nostalgia dell’etero, mi dispiace archiviarlo per fare prevalere il fatto di essere gay, la cosa mi turba e anche il problema della masturbazione non l’ho risolto, è come se mi sentissi in colpa di provare quello che provo e mi vergogno, mentre dall’altro lato sono contento e mi sta bene, però non riesco a fare prevalere la felicità e allora faccio fantasie anche sulle ragazze.”

Un altro ragazzo scrive:

“Nel crescere sentivo delle pulsioni gay ma anche etero e non sapevo distinguerle e lo stesso fatto di masturbarmi mi creava problemi perché mi sentivo in colpa. Sentivo pulsioni per i ragazzi ma mi sentivo attratto a livello mentale dalle ragazze. Non mi sentivo come gli altri ragazzi, loro prendevano sempre giornaletti porno perché all’uscita da scuola si riunivano perché, come dicevano, si masturbavano insieme guardando i film porno. Io non mi sono mai accodato a loro, con le ragazze ho provato ma niente! La masturbazione poi era un po’ un tabù. Non è che pensavo a qualcosa in particolare. La maggior parte delle volte che mi masturbavo non pensavo a qualcosa in particolare o forse sì ma non lo volevo pensare. Quando ho cominciato a pensare di essere gay masturbandomi pensando ai ragazzi o cercando foto di uomini nudi, pensavo di avere una doppia vita, una etero e l’altra quella della masturbazione, sempre con foto di uomini nudi, e questo mi confondeva molto. Man mano che crescevo mi masturbavo sempre più pensando ai ragazzi. In quel periodo ho avuto una ragazza per due anni e una volta (unica volta) abbiamo pure fatto l’amore. Poi una volta mi è capitato di incontrare lo sguardo di un ragazzo e sono finito a masturbarlo il giorno stesso, dopo mi sentivo proprio un pervertito. C’è stato anche un periodo in cui ho avuto due ragazzi contemporaneamente che non sapevano l’uno dell’altro ma mi sentivo a disagio in modo terribile, allora non riuscivo nemmeno a masturbarmi e avevo rapporti con tutti e due anche se in giorni diversi, però è stato bruttissimo, soprattutto perché li stavo imbrogliando entrambi. Adesso non ho più nessun ragazzo da alcuni anni e da un anno circa ho una ragazza ma mi masturbo sempre ricordando quello che era successo prima, cioè pensando ai ragazzi, e mi sento in colpa terribilmente nei confronti della mia ragazza perché lei di tutto questo non sa nulla e se lo sapesse non mi vorrebbe e forse farebbe bene.”

In molti casi, l’80% e più, un ragazzo comincia a concepire l’idea di essere gay proprio dal fatto che le sue fantasie masturbatorie sono orientate verso i ragazzi e non verso le ragazze. In genere il riconoscimento e l’accettazione della propria omosessualità procedono per gradi e provocano problemi di instabilità emotiva non indifferenti perché i ragazzi capiscono che il loro mondo sessuale non è come quello degli altri e che questo fatto avrà conseguenze sulla loro vita.

Tra i ragazzi che finiscono per riconoscersi gay circa il 25-30% ha avuto in precedenza una fase etero, questi ragazzi, condizionati dalla famiglia, dalla religione ma spesso anche da un imprinting sessuale etero molto precoce, hanno sviluppato una sessualità imitativa etero e per loro anche la scoperta della masturbazione e l’esercizio della sessualità masturbatoria, almeno per alcuni anni, avviene con fantasie esclusivamente o prevalentemente etero. Spesso questi ragazzi hanno avuto una ragazza con la quale hanno avuto rapporti affettivi e anche sessuali, e non sono rari i ragazzi gay che hanno vissuto una sessualità etero molto intensa. La maggioranza dei ragazzi gay, ossia quel 70-75% che non ha vissuto una fase etero, si riconosce gay in età moto giovane in pratica al tempo della scoperta della masturbazione che è fin dall’inizio e resta definitivamente strutturata sulla base di fantasie sessuali gay. Quel 25-30% dei ragazzi gay che ha vissuto una fase di sessualità etero arriva a riconoscersi gay dopo un processo di accettazione molto più lungo e complesso. In pratica, lentamente ma progressivamente, tra i 18-19 anni e i 22-23, ma anche molto oltre, entrano nella sessualità di questi ragazzi elementi tipicamente gay, sia in forma implicita (amicizie affettuose, spirito di gruppo, ecc.) che in forma esplicita (andare in erezione e/o masturbarsi pensando ai ragazzi). In genere la coesistenza di fantasie masturbatorie gay ed etero è vissuta come problematica soprattutto per l’avvertita incertezza dell’orientamento sessuale. Molti ragazzi in uscita dalla precedente fase etero vivono dei periodi, anche di anni, senza riuscire ad identificare esattamente il proprio orientamento sessuale, per loro la masturbazione è spesso problematica e oscillante tra gay e etero e ciò li induce a pensare di essere bisessuali (ipotesi il più delle volte poco realistica e giustificata solo dalla volontà di evitare di prendere coscienza al 100% dell’identità gay), oppure è orientata quasi esclusivamente in direzione gay ma è repressa, all’apparenza per motivazioni di carattere morale o religioso ma in realtà perché a contenuto gay. È classico il caso dei ragazzi che cercano di forzarsi alla masturbazione in chiave etero. Quando si masturbano pensando alle ragazze e la cosa va anche parzialmente bene non sono pienamente soddisfatti ma non provano sensi di colpa, quando lo fanno pensando ai ragazzi provano una autentica soddisfazione sul piano sessuale cui fa seguito un senso di colpa più o meno profondo. In questi casi il problema non è nella masturbazione ma nella sua valenza gay. Spesso quando la masturbazione è vissuta come un indice di omosessualità non accettata i ragazzi tentano di eliminare l’omosessualità cercando di evitare ma masturbazione, cosa quasi impossibile, che dà origine ad una lotta con se stessi che può essere estenuante. Se poi la fuga dalla masturbazione gay è favorita da scrupoli di natura religiosa sostanziale, le due motivazioni si rafforzano reciprocamente e la masturbazione può essere sentita come una tentazione degradante da respingere con ogni mezzo. Non è raro il caso di ragazzi sessualmente repressi in questo senso che cercano quasi di auto-convincersi che in fondo anche la chiesa accetta o almeno tollera la masturbazione e l’omosessualità, che quindi in fondo potrebbe anche essere accettata. Per questo ragazzi la sessualità non è libera e per loro qualunque attività sessuale non esplicitamente autorizzata porta a forti sensi di colpa. In genere questi problemi tendono ad attenuarsi dopo i 18 anni, quando la dimensione autonoma della sessualità tende a prevalere sulla morale che viene dall’eterno.

Molti ragazzi che vivono una masturbazione non univocamente orientata praticano esperimenti sessuali consistenti nel cercare tecniche finalizzate all’idea di imporsi delle fantasie etero o parzialmente etero o di aumentare la percentuale di masturbazioni orientate in direzione etero, oppure nel cercare di masturbarsi senza concentrasi su fantasie sessuali ma limitandosi ad una pura eccitazione fisica o nel dare alla masturbazione gay una valenza negativa considerandola solo sesso e non amore, mentre l’amore sarebbe capace di nobilitare la masturbazione in chiave etero. In tema di esperimenti sessuali è significativa e spesso molto frustrante l’idea di potere tentare esperienze di sesso etero senza mai avere avuto una masturbazione orientata in direzione etero, in buona sostanza scegliendo la sessualità etero di coppia come prima opzione a livello puramente astratto e cercando di mettere in pratica le proprie scelte. Paradossalmente, se l’esito dell’esperimento è totalmente negativo le conseguenze vengono metabolizzate in tempi brevi, se l’esito è in invece più o meno positivo, in genere le cose si complicano, perché si tende a costruire sulla base di quell’esperienza una ipotesi assai fragile di essere etero. Se dopo l’esperimento sessuale etero si instaura una nuova fase di masturbazione etero sulla base dell’esperienza sessuale vissuta, l’illusione di essere etero appare ancora più fondata. In questi casi però la masturbazione gay non si perde del tutto. Sono questi i casi tipici che portano dei ragazzi gay non giovanissimi al matrimonio, dopo la rimozione più o meno spontanea dell’identità gay, che comunque, anche se in sordina, resta sempre presente.

Molti ragazzi hanno un’idea della omosessualità fortemente centrata sulla sessualità esplicita, cioè non la identificano come una forma d’amore ma come una forma di sessualità che ha poco a che vedere con l’affettività

“Durante la masturbazione fantasticavo sui ragazzi all’inizio mi attraevano solo sotto il punto di vista sessuale e sono stato in bilico tra amore e sesso, sesso con i maschi e amore con le donne. I primi dubbi sul mio orientamento sessuale li ho avuti proprio attraverso le fantasie masturbatorie che non erano tutte sulle ragazze. Poi piano piano ho capito quello che volevo veramente. Mi sono sempre chiesto che rapporto c’è tra desiderio, masturbazione, sessualità e affettività”.

Talvolta i ragazzi hanno l’impressione che la loro vita sarebbe stata certamente etero se non avessero incontrato il ragazzo che ha fatto perdere loro la testa ed è stato la causa dell’avvio della masturbazione in chiave gay, che prima non esisteva.

“Prima di incontrare quel ragazzo io non avevo alcun problema sessuale e mi ero pure innamorato di una mia amica che mi piaceva e pure molto sotto il profilo sessuale. Poi è arrivato lui ed è cominciato il disastro, ho cominciato ad andare in erezione pensando a lui e quando stava vicino a me, ho cercato in tutti i modo di non pensarci ma bastava che lo vedessi e tutti gli sforzi erano vani, cioè io avevo la mia ragazza ormai ma lui mi tornava in mente e andavo in erezione e cercavo di cacciare quei pensieri cercando di pensare sessualmente la mia ragazza, ma lui mi tornava in mente sempre peggio. Alla fine purtroppo mi sono masturbato pensando a lui e la cosa mi è sembrata stranissima,era un po’ come se avessi violato un tabù, era la prima volta e non ero mica così giovane, mi sono detto, ma che è successo? Ma come può essere? Io gay? Ci sono stato malissimo, però lui continuava a tornarmi in mente e io continuavo a cacciarlo via come potevo, poi mi sono un po’ consolato con l’idea di essere bisex, sempre meglio che gay. Adesso quando mi masturbo pensando a lui e mi sento a disagio ma per un’altra ragione, cioè lui non se lo immagina nemmeno, noi siamo amici, lui mi rispetta molto e non credo che abbia capito proprio niente di quello che mi passa per la mente, perché adesso nel pensare a lui non mi reprimo proprio più, anche se in effetti ho pure la ragazza. Lo so che è tutto terribilmente incasinato, ma io sono fatto così, penso di essere bisex solo perché ho incontrato lui perché prima non avevo desiderato mai nessun altro ragazzo. Ma uno puoi essere bisex perché si prende una cotta per un ragazzo solo? Poi c’è un’altra cosa, e questa è un po’ strana, io riesco a fare sesso con la mia ragazza solo pensando a lui, fare sesso con una persona solo pensando che vorresti stare con un’altra non è il massimo, ma è e così. Comunque lei di questo non sa nulla”.

Spesso i ragazzi con fantasie masturbatorie non univoche si convincono di essere bisex perché la cosa sembra loro più accettabile a livello teorico dell’essere gay. Gli esperimenti sessuali che ne conseguono sono una forzatura della sessualità e, quasi inevitabilmente, si concludono con esisti insoddisfacenti.

“Ho conosciuto un ragazzo in chat, prima abbiamo parlato del più e del meno e poi siamo finiti a parlare di discorsi intimi e mi sono eccitato in modo impressionante però, dopo, quando ho provato a masturbarmi, stamattina, è stata una cosa diversissima dalle altre volte e non ho goduto come si dovrebbe, diciamo che è stata una cosa forzata anche se è stata un’eccitazione interessante. Non pensavo nemmeno a quel ragazzo o solo un momento ma a qualunque cosa pensassi non mi ha dato la forza di andare avanti. Una cosa strana che non riesco a spiegarmi. Non ero poi così tanto eccitato. Non pensavo nemmeno a un ragazzo in particolare. Ho provato a pensare a ragazze ma è stato peggio, mi ha provocato disagio, disgusto. L’ho fatto anche un po’ per vedere se provavo disgusto ma ho proprio sperimentato che è così. Comunque quando mi masturbo e penso ai ragazzi devono essere ragazzi veri, non porno, quelle cose mi sanno proprio di falso”.

In certi casi la masturbazione in chiave gay è vista come un male difficilmente evitabile ma che sarebbe bene evitare.

“Mi era capitato di avere dei sogni bagnati quando sognavo un mio compagno delle superiori e ho cominciato a masturbarmi pensando a lui. La cosa era strana, normalmente quando stavamo a scuola insieme non mi eccitava, non mi era del tutto indifferente ma, insomma, nessuna reazione fisiologica, nessuna erezione, però quando poi stavo solo a casa mi eccitava moltissimo ma solo a fantasia, però io razionalmente non volevo avare quelle fantasie, diciamo che in astratto mi sembravano cose sbagliate, ma anche adesso, non mi piace neanche adesso l’idea di masturbarmi anche se poi finisce che lo faccio, cioè non è razionale farlo, non ha senso ma non è che lo condanno e poi le fantasie sessuali ce le ho lo stesso indipendentemente dalla masturbazione, io penso che la masturbazione deriva dal fatto che non mi sono mai innamorato, perché se mi innamorassi di un ragazzo penso che non avrei più motivo di masturbarmi, la masturbazione è una cosa stupida perché non è un piacere condiviso. Diciamo che durante la masturbazione penso a come vorrei essere, io fisicamente non mi accetto molto, penso a come vorrei essere più che a un altro ragazzo, cioè l’altro è secondario. Di una cosa sono sicuro, non sono mai riuscito a pensare in concreto di masturbarmi pensando a una ragazza”.

I ragazzi che avvertono e non accettano le pulsioni della loro identità gay si costituiscono talvolta due distinte identità, una solare, diurna, pubblica, etero o senza alcuna coloritura sessuale e una notturna, privata, gay, legata alla masturbazione.

“Quando ne ho voglia, già l’idea di farlo mi eccita. Però se provo a concentrarmi su delle fantasie faccio fatica a rimanere concentrato, adesso, proprio ultimamente riesco un po’ a pensare a qualcuno, ma solo per poco tempo e mi distraggo subito dalla mia fantasia, questo quando mi masturbo, quando non mi masturbo invece le fantasie mi vengono e se sono abbastanza eccitato dopo mi masturbo ma non sul momento.

Avevo fantasie soprattutto la notte, non sogni, proprio prima di addormentarmi, cercavo di scindere il girono e la notte pensavo ai ragazzi solo di notte ma di giorno cercavo di dimenticarmi tutto, proprio una scissione di identità. Pensavo a ragazzi nudi, che li baciavo e che li abbracciavo, a volte anche a sfondo sessuale, andavo in erezione ma non mi masturbavo, mi piaceva soprattutto fantasticare. Pensando alla ragazze non andavo in erezione e allora pensavo ai ragazzi e lì cominciavo a stare male con me stesso, un po’ in crisi con la mia fede e con la religione. E la cosa che più mi pesava era sentirmi dire da tutti che si masturbavano, il problema non era quello della masturbazione perché ai preti sembrava che non gliene importasse nulla o quasi, ma quello della omosessualità che la chiesa condanna. Io non sono ipocrita e ho deciso di non voler più essere cristiano. Mi dicevo che gli altri pensano alle ragazze e anche io devo poter pensare a quello che voglio perché in fondo non faccio male a nessuno”.

In alcuni casi la masturbazione praticata solo per fare qualcosa risulta svuotata del suo significato sessuale.

“La masturbazione non andava un gran che, anche se non avevo problemi fisici, e allora ho mollato e l’umore è migliorato molto. Insomma certe volte cominciavo ma poi mi distraevo e me ne passava proprio la voglia, cioè alla fine lo fai quando hai una spinta forte, se no a che serve? Io ho delle fantasie affettive di giorno ma quando mi masturbo sono completamente diverse. Di girono non ho vere fantasie sessuali, quando mi capita guardo dei porno e un po’ funziona. Certe volte riesco a masturbarmi più intensamente del solito e penso che sia proprio per questo motivo che oggi sono così allegro e mi sento così bene con me stesso. In effetti per me il sesso è solo la masturbazione, e non ho molte persone su cui fare le mie fantasie”.

Il rifiuto della masturbazione può essere radicale e motivato da argomenti concreti anche se opinabili.

“Non è che cerco di svalutare la masturbazione, non ci penso proprio, non mi forzo, proprio non mi passa per la testa. Quelle rare volte che mi masturbo cerco di farlo nel migliore dei modi. Ho letto su un post che alcuni immaginano di masturbare un ragazzo mentre si masturbano e l’ho fatto anche io. Ma l’ho fatto per fare la cosa giusta perché avevo letto che si fa e volevo adeguarmi. Adesso non vado più su siti porno da qualche mese, prima sì, di recente ci sarò andato due o tre volte al massimo. Mi masturbavo su quello che vedevo, lì per lì mi veniva spontaneo, ma poi mi tornava una tristezza profonda, proprio un senso di colpa, come se stessi facendo un torto al ragazzo che cercavo di immaginare, un abusare di lui. La masturbazione mi sembra una cosa infantile, egoista, più da bestie che da persone, me ne vergogno non mi piace farmi dei viaggi tra fantasie immature. Cioè le fantasie sessuali mi sembrano cose sciocche. Vedi, adesso c’è un ragazzo che mi piace ma io non mi masturbo pensando a lui, e anche con un altro ragazzo che mi piaceva prima l’ho fatto solo un paio di volte prima di dichiarami con lui ma dopo no, perché lo volevo lasciare intatto, non lo volevo contaminare con queste cose. Quando mi innamoro non mi viene il desiderio perché quel ragazzo è una cosa sacra. Prima non ero così negativo sulla masturbazione, quando avevo qualche compagno di scuola che mi eccitava a scuola mi reprimevo, poi tornavo a casa e quando ero solo lo facevo. Ma adesso è raro che mi masturbi, è un gesto che non ha nulla a che vedere con la realtà, non ha senso cercare di immaginarsi un ragazzo che sta con te, è un po’ come abbracciare il cuscino”.

La masturbazione per i ragazzi sessualmente più ansiosi e insicuri si presenta spesso come una specie di sessualità di rifugio in cui non c’è il timore di fare brutte figure.

“Io la sessualità gay l’ho vissuta in pratica solo con la masturbazione. Un contatto fisico con un ragazzo l’ho vissuto solo tre volte ma ero agitatissimo, insomma diciamo che quando mi trovavo veramente in situazione mi venivano mille preoccupazioni per la testa ma non per malattie o cose simili, cioè mi venivano anche magari solo per masturbarci ognuno per proprio conto uno di fronte all’altro, che poi è stato solo questo, in teoria dovevo essere eccitatissimo, ma quando stavo lì perdevo l’erezione o non veniva proprio. A pensare che sarei stato con quel ragazzo andavo in erezione fortissima, ma poi quando stavamo insieme non succedeva proprio, cercavo di masturbarmi il più forte possibile ma era una cosa frustrante, come un modo per rattoppare qualche cosa. Poi quando me ne tornavo deluso a casa mia, su quel ragazzo mi masturbavo moltissimo e non avevo nessun problema di erezione, in pratica io penso di potere vivere la sessualità gay solo con la masturbazione, è un po’ come un accontentarsi ma è così, può darsi che cambi, anzi lo spero”.

Non è raro il caso in cui la masturbazione risulti frenata da altri fattori oggettivi o semplicemente percepiti come oggettivi che sembrano interferire con la masturbazione stessa, è il caso dell’idea che la masturbazione possa rallentare lo sviluppo del pene o possa accentuarne la curvatura o possa aggravare problemi come il frenulo corto o la fimosi oppure possa indebolire la potenza erettiva. In alcuni casi anche minimi disturbi dell’erezione sono vissuti dai ragazzi in modo negativo e con una ripiegamento verso la depressione. I ragazzi più grandi, spesso dopo molte esitazioni e molti rinvii si decidono ad andare dall’andrologo, i ragazzi più giovani se non hanno un buon rapporto con i genitori ben difficilmente parlano con loro di questi problemi, dei quali peraltro non parlano nemmeno con altri ragazzi, l’idea che c’è qualcosa che non va si impadronisce di questi ragazzi che finiscono per rifiutare la masturbazione perché la riconnettono erroneamente ai loro disturbi. Bisogna tenere presente che i ragazzi che presentano piccoli problemi anatomici o funzionali dei genitali non sono pochissimi e che spesso questi ragazzi, durante l’adolescenza, non hanno neppure la consapevolezza che qualcosa non va. Questa consapevolezza si acquisisce in genere tra i 15/16 anni e può creare problemi psicologici non piccoli. Alcuni problemi, come la fimosi o il frenulo corto non sono in realtà grossi problemi e possono essere risolti senza eccessive difficoltà, altri, come la ritenzione testicolare, se protratti per anni possono avere conseguenze importanti. Purtroppo gli standard dell’educazione sessuale sono bassissimi e sarebbe estremamente utile che i ragazzi più giovani conoscessero l’anatomia maschile e almeno i più comuni problemi cui può andare incontro, ciò aiuterebbe a prevenire disturbi più seri e a ridurre la portata dei problemi psicologici connessi con la sessualità e con la masturbazione in particolare. Purtroppo queste cose sono ancora un tabù e diversi ragazzi sono costretti a pagare con situazioni di disagio il moralismo diffuso.

La masturbazione non è solo un modo di vivere la sessualità di chi non ha un partner o di chi ne è momentaneamente lontano, spesso è un proprio un modo di vivere la sessualità di coppia, in particolare quando il primo contatto fisico tra due ragazzi molto giovani è anche una forma di esplorazione reciproca della sessualità.

“Abbiamo avuto solo rapporti manuali. Da ragazzini sai c’è la mania del mostrarselo e abbiamo cominciato così, lui mi spingeva ma io rifiutavo io allora già mi masturbavo ma sapevo che lui non lo faceva e allora non potevo pensare di farglielo io però lui insisteva e me lo faceva vedere e mi dava materia per le mie fantasie masturbatorie. Poi, l’anno appresso, siamo passati alla masturbazione reciproca. A lui piaceva, cominciava sempre lui ma aveva scrupoli religiosi, falsi penso. Io so benissimo che ci sono tanti ragazzi che si masturbano in compagnia e a volte anche reciprocamente, senza che questo significhi per forza che ci sia omosessualità di fondo, però per tanti ragazzi gay questo è solo un alibi. Una volta oltre il solito confronto mi ha aperto i pantaloni e ha iniziato a masturbarmi. E l’ho fatto anche io. Piano piano la cosa ha perso l’alone del tabù ed è diventata normale. A me poi veniva normale perché nelle mie fantasie avevo già masturbato tanti ragazzi. Era una cosa che conoscevo bene perché la sperimentavo su me stesso e adesso con lui mi veniva proprio spontaneo, piano piano non ci sono state più riserve e nemmeno rituali per cominciare, era diventata una cosa ovvia di tutte le volte in cui ci si vedeva. Col mio secondo ragazzo era una fissa, mi masturbavo anche per mesi di fila con solo lui in mente, non avevo proprio nessun’altra fantasia erotica. Lui dominava la scena, ma immaginavo di essere sempre io a masturbarlo, non era mai lui a masturbare me. Io venivo perché veniva lui”.

Un’attenzione tutta particolare merita il tema della masturbazione per i ragazzi che sono stati oggetto di abusi sessuali.

“Diciamo che non era una cosa violenta, no. Non mi ricordo nemmeno quando è cominciata ma è andata avanti fino a 17 anni, non so quello che provavo e provo per lui, ho letto di ragazzi che hanno subito violenza vera, botte, cose del genere, con lui era cominciata per gioco, per me proprio quello era, almeno all’inizio o una cosa che si faceva e basta. Diciamo che in pratica l’ho solo masturbato, però io adesso sono gay per il fatto che lui ha fatto con me quelle cose e questo pensiero non me lo toglierò più dalla testa. In pratica da quando ho capito che cosa facevamo, diciamo dai 14 anni ormai ero consapevole che non ne sarei più uscito. Non mi sono mai masturbato e diciamo che, dopo che abbiamo smesso, il sesso a qualunque livello mi sembrava stomachevole. Mi faceva una rabbia non poter essere etero per colpa sua. Poi dopo pochi anni lui è morto di infarto, aveva 44 anni esattamente il doppio dei miei e io mi sono sentito meglio, il nostro segreto sarebbe stato solo mio.
Poi c’è stato Luca, un po’ mi piaceva, anzi molto, ma io non volevo essere gay, quando ho cominciato a masturbarmi pensando a Luca mi sono sentito malissimo perché lo riconnettevo a tutto quello che avevo passato fino ai 17 anni, per me i gay potevano essere sono persone come quelle che avevo conosciuto io. Luca era veramente un bravo ragazzo ci ho messo tantissimo tempo a dirgli come stavano le cose, lui ha reagito bene anche se è etero, però mi ha detto che pensare che mi aveva aiutato a venire fuori da una situazione simile gli aveva fatto veramente piacere. Insomma, dopo Luca per masturbarmi uso solo porno, i ragazzi veri è meglio che li lascio da parte”.

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Se volete, potete partecipare alla discussione su questo post aperta sul Forum di Progetto Gay:

http://progettogayforum.altervista.org/viewtopic.php?f=23&t=247&start=0

giovedì 14 maggio 2009

FORUM PROGETTO GAY

Sono lieto di comunicare a tutti gli amici di Progetto Gay, che da oggi il FORUM PROGETTO GAY è nuovamente online, all’indirizzo:

http://progettogayforum.altervista.org

il nome è facile da ricordare e il servizio gode finalmente di un proprio separato data base il che significa che se ne può effettuare il backup. La piattaforma è affidabilissima. Le condizioni di sicurezza sono ottimali. Per dare vitalità al nuovo forum, che resterà quello definitivo di Progetto Gay, invito tutti coloro che erano già registrati sul vecchio forum a registrasi nuovamente su questo e ad usarlo e anche, ovviamente, a diffondere la voce circa la non utilizzabilità del vecchio forum, dato che non è possibile pubblicare su quel forum alcun avviso.

Cercherò in tempi brevi di trasferire sul nuovo forum il maggior numero di articoli possibile per alimentare il dibattito e per incrementare la presenza del nuovo forum sui motori di ricerca. Ricordatevi che un forum è solo uno strumento tecnico e che la ricchezza e il senso di un forum dipendono solo dai contenuti che gli utenti vi inseriscono.

Progetto Gay ha sempre avuto caratteristiche qualitative uniche di serietà e di onestà intellettuale. Chi arriverà sul Forum di Progetto Gay troverà un ambiente qualificato in cui potersi confrontare con persone interessate a conoscere e a capire la realtà del vero mondo gay, mille miglia lontano dai modelli che i media propongono.

Progetto Gay non ha nulla a che vedere con i siti di incontri e con le chat erotiche. Il Forum è stato predisposto a livello tecnico in modo da rendere impossibile qualunque azione di disturbo nei confronti degli utenti e di garantire la loro privacy in modo assoluto.

Ringrazio di cuore quanti mi hanno dato una efficacissima mano per rimettere in funzione il forum in brevissimo tempo, non li cito per motivi di privacy, ma è merito loro se la sosta è stata in fondo breve e se da oggi il FORUM PROGETTO GAY è di nuovo pienamente operativo.

sabato 9 maggio 2009

AVVISO AGLI UTENTI DI PROGETTO GAY

Avviso gli amici di Progetto Gay che il Nuovo Forum Progetto Gay http://progettogay.gratisforum.tv pur essendo accessibile in lettura, purtroppo, per ragioni tecniche non dipendenti da Progetto Gay, non recepisce nuovi messaggi. Abbiamo tentato la strada del forum di assistenza che però è sostanzialmente abbandonato. Stiamo provvedendo ad avviare un nuovo forum su una piattaforma che non presenti problemi. Per essere precisi il nuovo forum è stato avviato ma richiede notevoli perfezionamenti tecnici in termini di grafica e di definizione di struttura. Speriamo di poter dare al più presto l’annuncio dell’apertura al pubblico del nuovo forum.

venerdì 8 maggio 2009

SONO STATO ETERO E DEVO IMPARARE A ESSERE GAY

Ciao Project,

ho scopeto progetto gay da poco e mi ha colpito proprio, in pratica non c’è niente di simile su internet. Ho passato nottate intere a leggere. È una miniera inesauribile di cose che non ho mai trovato da nessun’altra parte e che sono proprio le stesse che mi trovo a vivere io. Ammetto che per la prima volta non mi sono sentito solo. Ho 24 anni, quasi 25, fino a pochissimo tempo fa non avrei mai immaginato di poter scrivere una mail come questa, cioè una mail a un sito gay. Vedevo un sacco di cose con scritto sopra gay ma non mi piacevano proprio. Ho pensato di essere io a essere strano, poi sono arrivato qui e mi sono detto che allora i gay come me esistono e che non sono poi così strano. In pratica fino a 24 anni ho fatto di tutto per convincermi di essere etero. Fino a 19/20 anni diciamo che non mi rendevo proprio conto del significato di certe cose. Avevo una ragazza ma mi masturbavo pensando ai ragazzi, però avevo la ragazza e facevamo pure un po’ di sesso, non proprio entusiasmante ma nemmeno deludente. Tanto mi bastava per dirmi: sono etero. Avevo un amico, Marco (nome falso), stavamo sempre insieme, io stavo con la mia ragazza solo quando non potevo stare con Marco. Marco è etero al 100% e questo ha reso praticamente impossibile qualunque approccio con lui, quindi stavamo bene insieme ma senza nessun riferimento al sesso, anche se mi masturbavo pensando a lui e lo facevo con tutta naturalezza come una cosa che in un’amicizia affettuosa ci può stare benissimo. I gay che vedevo in tv o su internet li sentivo diversissimi da me e quindi l’idea di essere gay non mi sfiorava nemmeno. Poi Marco si è trovato una ragazza e io ho perso quasi del tutto la sua compagnia e allora mi sono riversato sulla mia ragazza, la sessualità con lei non era male e tutto sommato non l’ho mai presa come un ripiego, almeno fino a un anno fa, diciamo che sembravamo la classica coppia di fidanzati, pure a casa sua l’avevano presa benissimo, io ai ragazzi ci pensavo sempre, ogni volta che ne vedevo uno che mi piaceva mi prendeva un tuffo al cuore, ma a lei non potevo dire nulla, le cose sono andate avanti così per mesi ma io piano piano perdevo l’interesse sessuale verso la mia ragazza, tecnicamente funzionava tutto, ma io pensavo proprio ad altro. I suoi genitori e i miei hanno cominciato a parlare di matrimonio e lì ho cominciato proprio a sentirmi molto a disagio. A questo punto che cosa avrei dovuto fare? Avrei dovuto dire come stavano le cose, cioè ammettere di essere gay prima davanti a me stesso e poi davanti alla mia ragazza, e sarebbe stata la cosa più ovvia da fare, ma io ho fatto una cosa pazzesca, mi sono detto che se avessi avuto un figlio avrei finito per accettare l’idea del matrimonio. La mia ragazza ormai dava per scontato che ci saremmo sposati, anche le famiglie lo davano per scontato e così, quando le ho detto che volevo un figlio è stata contentissima, ma lì ho cominciato proprio ad avere problemi di erezione e mi sono complessato moltissimo. Non mi passava per la testa che ci potesse entrare l’esser gay, era sempre andata bene e a un certo punto non funzionava più ma questo problema si è presentato gradualmente e in pratica la mia ragazza è rimasta incinta, lei era comunque contentissima e un po’ pure io, ma mi rendevo conto di non desiderarla, la mia sessualità era proprio orientata un un’altra direzione e cominciavo a rendermene conto in modo molto evidente, con lei non avevo l’erezione ma mi bastava vedere in palestra un bel ragazzo e l’erezione non riuscivo a contenerla proprio. Da lì ho capito. Sono andato in crisi del tutto. Nel frattempo la mia ragazza ha avuto un aborto spontaneo, non so se sia stato meglio oppure no, io per un verso ci sono rimasto malissimo perché l’idea di un figlio mi metteva proprio in uno stato d’animo diverso e perché pensavo che sarebbe stata la mia unica occasione per fare una vita etero, però per l’altro verso mi sentivo più libero. Avrei dovuto dire alla mia ragazza come stavano le cose ma non ho avuto il coraggio. Lei voleva che ci riprovassimo ma io non me la sentivo più, cominciavo ad avere l’idea che la mia vita sarebbe stata comunque un’altra, non sapevo bene in che cosa identificarmi, ma non mi sentivo più etero e me ne rendevo conto chiaramente. Quando sono arrivato al punto di rottura ho parlato con la mia ragazza e le cose sono andate in un modo stranissimo che mi ha spiazzato del tutto. In pratica mi ha detto che lo sapeva fin dall’inizio e che aveva parlato di questo fatto con Marco, che quindi l’aveva capito molto prima di me. Marco l’aveva messa in guardia dal mettersi con me perché secondo lui ero gay, ma tieni presente che io allora non lo sospettavo nemmeno. La mia ragazza nonostante tutto si è innamorata di me e si è messa in mente che sarebbe riuscita a farmi vivere bene come un etero. In effetti per un po’ c’è riuscita e probabilmente le pareva che il problema fosse superato o che non esistesse proprio, aveva detto a Marco che si era sbagliato e che più etero di me se ne trovavano pochi, ma poi le cose sono cambiate. Abbiamo rotto il fidanzamento di comune accordo e senza risentimenti, le nostre famiglie sono rimaste sconvolte ma non abbiamo detto niente a nessuno né io né lei. In teoria dovevamo restare amici ma in pratica dopo che abbiamo rotto ci siamo visti al massimo due o tre volte. Così è finita la mia vita etero e da qualche mese sto cercando di capire che cosa significa in concreto essere gay, perché quando dici che significa innamorarsi dei ragazzi invece che delle ragazze, hai detto tutto ma non hai detto niente. Io non ho fatto coming out in famiglia e di me sanno solo la mia ex-ragazza e Marco ma non mi risulta che abbiano fatto chiacchiere in giro. Tra l’altro Marco si sposerà tra poco e credo che io resterò per lui solo un ricordo perso nel passato.

Qui comincia il mio disorientamento. Non conosco ragazzi gay, nemmeno uno, su internet sono andato prima in cerca solo di prono poi anche di siti di incontri ma per pura curiosità, comunque non ho mai avuto un profilo e meno che mai incontrerei gente in quel modo perché ho troppa paura dell’aids e voglio vivere tranquillo. Project, diciamo che in tante cose che hai scritto mi ci ritrovo abbastanza bene. Penso di essere un ragazzo serio e adesso da progetto gay ho capito molte cose, prima di tutto che un gay che ha fatto una vita etero come la mia non è poi la mosca bianca, io magari sono andato molto in là ma ragazzi gay che hanno avuto la ragazza ce ne sono e penso che con loro forse mi potrei capire meglio, forse sbaglio, ma avrebbero un’esperienza più simile alla mia. La curiosità che ho è tanta, diciamocelo chiaro, io non so che cosa possa significare avere una storia con un ragazzo, quanto c’entri il sesso e come ci si arrivi e il concetto di “ragazzo gay” per me è un po’ tra la favola e il mistero, me lo sogno bellissimo come tanti bei ragazzi che vedo per la strada, ma ho un po’ di paura, paura di essere ingenuo, di non capire veramente che cosa possa passare per la testa di un ragazzo gay. Da quello che leggo su progetto gay dovrebbe essere interessante ma penso che tante cose mi metterebbero molto in imbarazzo e probabilmente ho in mente, come dici tu, un sacco di cose dedotte dalla pornografia che con i ragazzi gay non hanno nulla a che vedere, ma la paura non è tanto sul lato sessuale ma soprattutto su quello affettivo, non so come funziona tra due ragazzi, sono abituato a capire le reazioni di una ragazza ma quelle di un ragazzo non riesco a immaginarle. A dire la verità non è nemmeno tanto la parte strettamente sessuale che mi interessa, io desidero soprattutto un rapporto di coccole, potermi addormentare accanto a lui, guardarlo negli occhi e dirgli ti amo. Certe volte mi sentivo scemo a desiderare queste cose ma adesso comincio a pensare che di ragazzi come me ce ne sono tanti. Una cosa che mi è sembrata interessantissima sono le interviste sul sesso, le ho lette con grandissima curiosità e mi hanno fatto sentire meno solo.

Project, ti mando il mio contatto msn ( - omissis -), magari comincio col parlare con te se a te sta bene, poi magari … chi lo sa …

Rispondimi se puoi, mi piacerebbe scambiare due chiacchiere.

A presto. G. G.